PNRR Ricerca e Innovazione: accesso agli investimenti mediante bandi nel 2022

RAMSES GROUP NEWS – 16 novembre 2021

Ricerca e Innovazione: il PNRR entra nel vivo 

Sono state pubblicate dal Governo le Linee guida per le iniziative di sistema della Missione 4 “Istruzione e ricerca”, Componente 2 “Dalla ricerca all’impresa” del PNRR. Molti gli spunti interessanti, ma non mancano le criticità.

Per scaricare le Linee Guida, clicca qui.

Per scaricare le Slide Linee Guida, clicca qui.

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza  –PNRR– è entrato nel vivo. Si è riunita la Cabina di regia con il Premier e sono state esaminate le linee guida per la ricerca e l’innovazione.

Le Linee Guida precedono l’emanazione dei bandi sulla ricerca di filiera della Missione 4, componente 2, del PNRR, quella che sia chiama “Dalla ricerca all’impresa”; contengono una visione di insieme e le informazioni chiave per i potenziali partecipanti. Gli interventi di sistema, attualmente programmati, sono quattro, e utilizzeranno poco più dei 6 miliardi dei 9 di competenza Mur.

Si accederà agli investimenti mediante bandi che verranno pubblicati entro il primo trimestre del 2022.

Dalla Ricerca all’impresa: ecco le istruzioni per i Bandi

Sono state pubblicate dal Governo le Linee guida per le iniziative di sistema della Missione 4 “Istruzione e ricerca”, Componente 2 “Dalla ricerca all’impresa” del PNRR. L’intenzione è quello di fornire le istruzioni (dal soggetto proponente al dimensionamento del finanziamento, dalla durata delle iniziative alle tematiche di ricerca laddove previste e alle condizionalità da rispettare) e le modalità per partecipare ai bandi di prossima emanazione – presumibilmente nel primo trimestre del 2022 – che punteranno a rafforzare il sistema della ricerca e a favorire la diffusione di modelli innovativi per la ricerca di base e applicata.

I bandi sono finalizzati a selezionare:

  • 5 «campioni nazionali di ricerca e sviluppo» (Centri Nazionali) su alcune tecnologie abilitanti;
  • fino a 12 «ecosistemi dell’innovazione»;
  • almeno 10 grandi progetti di ricerca fondamentale proposti da «partenariati estesi» costituiti da università, centri di ricerca e aziende;
  • fino a 30 infrastrutture di ricerca e innovazione tecnologica.

Lo stato dell’arte del sistema ricerca e innovazione

Per fare il punto sullo stato dell’arte del sistema ricerca e innovazione in Italia, non si può che partire dando uno sguardo d’insieme a 3 documenti programmatici del Governo: Il Programma Nazionale per la Ricerca 2021-2027; la legge di Bilancio 2020; il Piano di ripartenza (PNRR).

Cosa ci dicono in sintesi questi tre documenti?

Mi limito a delle brevi riflessioni su alcuni ambiti: governance, risorse, rete soggetti.

La governance

L’aver istituito presso il CIPESS la “Commissione per la ricerca”, con un rappresentate fiduciario di ogni ministero, lo considero uno strumento di coordinamento importante per l’attuazione delle politiche multilivello. Non dimentichiamo che il settore pubblico della ricerca soffre di una eccessiva frammentazione (si tratta di 14 enti vigilati dal MUR e di 6 enti vigilati da altri Ministeri). Questo non aiuta a far crescere il sistema nel suo complesso.

Il finanziamento

L’ultima legge di bilancio ha istituito 4 nuovi Fondi per la ricerca e l’innovazione, a cui vanno a sommarsi le risorse previste dal PNRR.  

Open innovation

In Italia sta crescendo l’ecosistema delle scaleup (le ex startup passate a uno stadio successivo di crescita). Abbiamo ancora un gap da colmare rispetto a Spagna, Francia e Germania, ma il nostro ecosistema si sta allargando. N’è una riprova l’andamento del segmento Star di Borsa Italiana, dedicato alle società quotate di piccola e media dimensione, da 40 milioni fino a un miliardo di capitalizzazione di ammissione. Nel corso del tempo lo Star, che quest’anno festeggia il suo ventennale, è diventato una sorta di vetrina delle imprese italiane più innovative e brillanti, con un indice di listino che ha fatto registrare un +632% dal 2003 a oggi. È una tendenza, positiva, che va rafforzata. Per questo le nostre aziende devono guardare sempre di più all’estero per fare scouting di innovazione.

Che fine ha fatto la Agenzia Nazionale per la Ricerca?

Detto questo, c’è un’assenza importante nei 3 documenti esaminati: non viene mai citata l’Agenzia Nazionale per la Ricerca (istituita dalla L. 160/2019), che non ha ancora visto la luce. Sembra sparita dai radar, tant’è che se ne sono perse le tracce.

L’Agenzia doveva servire a promuovere e finanziare progetti di ricerca altamente strategici, favorire l’internazionalizzazione delle attività di ricerca, definire un piano di semplificazione delle procedure amministrative e contabili relative ai progetti di ricerca, snellire gli iter burocratici, favorire la mobilità dei ricercatori, e da ultimo doveva servire ad aumentare la trasparenza nella distribuzione delle risorse.

Tutto quello che servirebbe oggi a rendere il nostro sistema di ricerca e innovazione più attrattivo e a valorizzare i giovani talenti presenti sul territorio.

Permangono perciò alcuni “nodi critici” su cui occorre intervenire.

I nodi critici del sistema ricerca e innovazione

Ma quali sono i principali nodi critici?

  • Abbiamo pochi laureati.
  • Abbiamo pochi ricercatori pubblici (circa 75mila, contro i 110mila della Francia e i 160mila della Germania), peraltro con un’età media alta ma con bassi livelli salari.
  • Abbiamo pochi dottorati di ricerca l’anno (9mila, contro i 15mila in Francia e i 28mila in Germania).
  • Tra tutti i ricercatori italiani che vincono gli ERC, i bandi europei per ricercatori emergenti, solo pochissimi scelgono di condurre le ricerche nel nostro Paese (siamo poco attrattivi).
  • Abbiamo pochi brevetti (tra il 2014 e il 2019 l’Italia ha contribuito agli oltre 850mila brevetti europei solo per il 7%, contro il 47% della Germania).
  • Abbiamo troppe regole burocratiche, che comportano tempi lunghi negli iter amministrativi.
  • Abbiamo un apparato pubblico che fatica ad aumentare il proprio livello di competenze digitali.

Ciò nonostante assistiamo a un paradosso: la qualità della ricerca italiana è elevatissima e siamo quelli con più citazioni tra gli autori di pubblicazioni scientifiche. Possiamo affermare che l’Italia ha quindi una posizione importante nella ricerca scientifica mondiale, ma un grave ritardo nel trasferimento tecnologico alle imprese.

Con il PNRR abbiamo da essere fiduciosi, perché ci sono tutti i presupposti per intervenire su questi nodi critici.

Le prospettive del PNRR per il sistema ricerca e innovazione

Senza entrare troppo nei dettagli degli interventi previsti dal PNRR per l’innovazione, secondo me ci sono alcuni punti (e spunti) molto interessanti:

  • partenariati estesi; al di là delle singole tematiche su cui dovrà focalizzarsi la ricerca, viene esplicitata l’esigenza di creare ecosistemi in grado di garantire approcci interdisciplinari (che si possono interpretare non solo sul fronte delle competenze dei vari attori e delle persone, ma anche come opportunità di creare interconnessioni tra le differenti tematiche: per esempio intelligenza artificiale e cyber security, intelligenza artificiale per il settore medico, oppure intelligenza artificiale per lo sviluppo sostenibile e così via)
  • principi di etica e di responsabilità: è richiesto che le tecnologie, soprattutto quelle che sfruttano l’IA, siano disegnate, progettate e implementate in modo responsabile e trasparente (anche se, devo dire, che trovo molto complessi controllo e governance)
  • centri nazionali: trovo interessante che sia stata data enfasi a due importanti ambiti in cui l’Italia vanta una tradizione e può giocare un ruolo importante (le tecnologie dell’agricoltura; le simulazioni e l’analisi ad altre prestazioni, ossia centri di super calcolo – poche settimane fa a Pisa si è laureato il primo ingegnere informatico quantistico d’Italia).

Vedremo come si svilupperà nei prossimi mesi l’attuazione di queste iniziative.

Documentazione utile:

Linee guida

PNRR – I progetti del Ministero (pdf)

Sito Italia domani – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Fonte Network digital 360 


2. PNRR: le Linee guida per le iniziative di sistema della Missione 4 Componente 2

Le Linee Guida precedono l’emanazione dei bandi sulla ricerca di filiera della M4C2 del PNRR, contengono una visione di insieme e le informazioni chiave per i potenziali partecipanti

Le iniziative di sistema della Missione 4: Istruzione e ricerca Componente 2: Dalla ricerca all’impresa del PNRR puntano a:

  • rafforzare la ricerca e favorire la diffusione di modelli innovativi per la ricerca di base e applicata condotta in sinergia tra università, enti di ricerca e soggetti pubblici o privati impegnati in attività di R&S.
  • sostenere i processi per l’innovazione e il trasferimento tecnologico.
  • potenziare le infrastrutture di ricerca e innovative, il capitale e le competenze di supporto all’innovazione.

Gli interventi di sistema, attualmente programmati, sono quattro, e utilizzeranno poco più dei 6 miliardi dei 9 di competenza Mur.

Si accederà agli investimenti mediante bandi che verranno pubblicati entro il primo trimestre del 2022.

I bandi sono finalizzati a selezionare:

  • 5 «campioni nazionali di ricerca e sviluppo» (Centri Nazionali) su alcune tecnologie abilitanti;
  • fino a 12 «ecosistemi dell’innovazione»;
  • almeno 10 grandi progetti di ricerca fondamentale proposti da «partenariati estesi» costituiti da università, centri di ricerca e aziende;
  • fino a 30 infrastrutture di ricerca e innovazione tecnologica.

Al fine di favorire la partecipazione ai bandi e fornire indicazioni ai soggetti interessati sono state redatte le Linee Guida.

Le Linee si articolano in due Sezioni: nella prima vengono fornite le informazioni sul PNRR, con particolare attenzione ai divari da superare e ai vincoli da rispettare; nella seconda sono indicate le specificità relative alle singole iniziative: dal soggetto proponente al dimensionamento del finanziamento, dalla durata delle iniziative alle tematiche di ricerca laddove previste.

Documentazione utile:

Linee guida
Slide
Comunicato Stampa

Calendario Bandi

Fonte  MUR


PNRR. Dalle Linee guida ai bandi. Disponibile il calendario delle iniziative di sistema

Definito il calendario dei bandi a valere sulle risorse PNRR e ordinarie in capo al MUR.

Per ciascuno degli interventi programmati da realizzarsi mediante selezione pubblica sono indicati il mese in cui è prevista la pubblicazione del bando e l’importo complessivo dello stesso. Nel calendario si dà evidenza anche del bando in corso sul Fondo Italiano per la Scienza (FIS).

Documenti

Calendario Bandi

 Fonte  MUR


3. PNRR, MUR: in cabina di regia condivise le Linee guida per gli investimenti in ricerca in filiera

Le Linee Guida contengono le indicazioni chiave per accedere agli investimenti nel settore della ricerca in filiera in vista dei futuri bandi per l’assegnazione delle risorse

Si è svolta oggi la Cabina di Regia del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) dedicata a istruzione e ricerca nel corso della quale sono state condivise le Linee Guida definite dal Ministero dell’Università e della Ricerca per 4 Misure della Componente “Dalla ricerca all’impresa” della Missione “Istruzione e Ricerca”.

Le Linee Guida, predisposte con il contributo consultivo del Supervisory Board istituito dal Ministro dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, contengono indicazioni chiave per accedere agli investimenti nel settore della ricerca in filiera in vista dei futuri bandi per l’assegnazione delle risorse.

“Nell’attuare le misure del Pnrr – ha dichiarato il Ministro Messa – i finanziamenti di cui parliamo riguardano la Ricerca in filiera e ammontano a 6 miliardi. Sono risorse che saranno destinate a grandi progettualità. Nell’attuare queste misure terremo conto di vari aspetti, tra cui quello del recupero dei divari di genere, generazionale e territoriali e infine il principio di merito. Tutte le proposte che arriveranno saranno valutate secondo un principio di terzietà. Per quanto riguarda la parità di genere, nelle misure che saranno messe a Bando ci sarà una quota del 40% riservata alle donne. Inoltre tutti coloro, università, enti, imprese, che parteciperanno al bando per la creazione delle filiere dovranno dimostrare di avere al proprio interno un bilancio di genere o una valutazione o un programma della parità di genere”.

Su 9 miliardi di euro di competenza Mur destinati nel PNRR a investimenti nella ricerca, 6 miliardi sono quelli dedicati alla ricerca in filiera e distribuiti in quattro misure per le quali valgono le Linee Guida:

Partenariati estesi alle università, ai centri di ricerca, alle aziende per il finanziamento di progetti di ricerca di base (investimenti per 1,61 miliardi di euro); 

Rafforzamento delle strutture di ricerca per la creazione di “campioni nazionali di ricerca e sviluppo” su alcune tecnologie abilitanti, individuati come Centri Nazionali (investimenti per 1,6 miliardi di euro);

Creazione e rafforzamento di “Ecosistemi dell’innovazione” come leader territoriali di ricerca e sviluppo (investimenti per 1,3 miliardi di euro);

Realizzazione di un sistema integrato di Infrastrutture di Ricerca e Infrastrutture tecnologiche di Innovazione (investimenti per 1,58 miliardi di euro).

Per i primi due filoni di investimento, i Partenariati estesi e i Centri Nazionali, le Linee Guida indicano anche i gli ambiti della ricerca. Sono previste tematiche libere per i restanti filoni di investimento.

Nel dettaglio, con gli investimenti nei Partenariati estesi si vogliono finanziare almeno 10 grandi programmi da realizzare individuando le tematiche tra quelle indicate nelle Linee Guida:

  • Intelligenza artificiale: aspetti fondazionali
  • Scenari energetici del futuro
  • Rischi ambientali, naturali e antropici
  • Scienze e tecnologie quantistiche
  • Cultura umanistica e patrimonio culturale come laboratori di innovazione e creatività
  • Diagnostica e terapie innovative nella medicina di precisione
  • Cybersecurity, nuove tecnologie e tutela dei diritti
  • Conseguenze e sfide dell’invecchiamento
  • Sostenibilità economico-finanziaria dei sistemi e dei territori
  • Modelli per un’alimentazione sostenibile
  • Made-in-Italy circolare e sostenibile
  • Neuroscienze e neurofarmacologia
  • Malattie infettive emergenti
  • Telecomunicazioni del futuro
  • Attività spaziali

I Centri Nazionali, che si prevede siano 5, sono dedicati alla ricerca di frontiera relativa ad ambiti tecnologici intorno a queste tematiche:

  • Simulazioni, calcolo e analisi dei dati ad alte prestazioni
  • Tecnologie dell’Agricoltura (Agritech)
  • Sviluppo di farmaci con tecnologia a RNA e terapia genica
  • Mobilità sostenibile
  • Bio-diversità

Gli “Ecosistemi dell’innovazione” saranno fino a 12, senza tematiche predefinite, con un approccio orientato alle grandi sfide con l’obiettivo di creare e promuovere innovazione per la sostenibilità dei territori.

Le Infrastrutture di Ricerca e le Infrastrutture tecnologiche di Innovazione saranno fino a 30

Fonte  MUR


4. Ricerca in filiera, ecco come il Governo intende investire i 6 miliardi previsti dal PNRR

Per la componente 2  Missione  4 PNRR dedicata al macro tema “Dalla ricerca all’impresa”, il PNRR stanzia circa  11 miliardi. Di questi, 9 miliardi di euro sono di competenza Ministero dell’Università e della Ricerca in relazione a investimenti nella ricerca.

Aumentando ulteriormente lo zoom, di questi 9 miliardi, 6 miliardi sono dedicati alla “ricerca in filiera” e distribuiti in quattro misure per le quali valgono le Linee Guida elaborate ieri dalla Cabina di Regia:

  • Partenariati estesi alle università, ai centri di ricerca, alle aziende per il finanziamento di progetti di ricerca di base (investimenti per 1,61 miliardi di euro);
  • Rafforzamento delle strutture di ricerca per la creazione di “campioni nazionali di ricerca e sviluppo” su alcune tecnologie abilitanti, individuati come Centri Nazionali (investimenti per 1,6 miliardi di euro);
  • Creazione e rafforzamento di “Ecosistemi dell’innovazione” come leader territoriali di ricerca e sviluppo (investimenti per 1,3 miliardi di euro);
  • Realizzazione di un sistema integrato di Infrastrutture di Ricerca e Infrastrutture tecnologiche di Innovazione (investimenti per 1,58 miliardi di euro).

“Nell’attuare le misure del PNRR – ha dichiarato il Ministro Cristina Messa – i finanziamenti di cui parliamo oggi riguardano la Ricerca in filiera e ammontano a 6 miliardi. Sono risorse che saranno destinate a grandi progettualità. Nell’attuare queste misure terremo conto di vari aspetti, tra cui quello del recupero dei divari di genere, generazionale e territoriali e infine il principio di merito. Tutte le proposte che arriveranno saranno valutate secondo un principio di terzietà”.

Attenzione anche alla parità di genere: “Nelle misure che saranno messe a Bando ci sarà una quota del 40% riservata alle donne. Inoltre tutti coloro, università, enti, imprese, che parteciperanno al bando per la creazione delle filiere dovranno dimostrare di avere al proprio interno un bilancio di gemere o una valutazione o un programma della parità di genere”, ha detto il Ministro.

Gli ambiti su cui si concentrerà la ricerca in filiera

Una delle novità più importanti emersi dalle linee guida riguarda i primi due punti, i Partenariati estesi e i Centri Nazionali. Nel PNRR infatti non erano dettagliati quali fossero gli ambiti della ricerca. Le Linee Guida invece li prevedono.

Per quanto riguarda i Partenariati estesi, si tratta di reti diffuse di università, enti pubblici di ricerca, altri soggetti pubblici e privati impegnati in attività di ricerca, riconosciuti come altamente qualificati.

L’organizzazione è quella dei consorzi secondo il modello Hub & Spoke. Gli 1,61 miliardi previsti finanzieranno almeno 10 grandi programmi di ricerca fondamentale e/o applicata trasversale (per ogni programma è previsto un finanziamento tra 80 e 160 milioni di euro) individuando le tematiche tra queste 15:

  • Intelligenza artificiale: aspetti fondazionali
  • Scenari energetici del futuro
  • Rischi ambientali, naturali e antropici
  • Scienze e tecnologie quantistiche
  • Cultura umanistica e patrimonio culturale come laboratori di innovazione e creatività
  • Diagnostica e terapie innovative nella medicina di precisione
  • Cybersecurity, nuove tecnologie e tutela dei diritti
  • Conseguenze e sfide dell’invecchiamento
  • Sostenibilità economico-finanziaria dei sistemi e dei territori
  • Modelli per un’alimentazione sostenibile
  • Made-in-Italy circolare e sostenibile
  • Neuroscienze e neurofarmacologia
  • Malattie infettive emergenti
  • Telecomunicazioni del futuro
  • Attività spaziali

Centri Nazionali (“campioni nazionali di ricerca e sviluppo”) sono reti diffuse di università, enti pubblici di ricerca, altri soggetti pubblici e privati impegnati in attività di ricerca, riconosciuti come altamente qualificati. Sono anch’essi organizzati in fondazioni o consorzi secondo un modello Hub & Spoke. Per ognuno dei 5 programmi è previsto un finanziamento tra 200 e 400 milioni di euro: si occuperanno della ricerca di frontiera relativa a queste tematiche:

  • Simulazioni, calcolo e analisi dei dati ad alte prestazioni
  • Tecnologie dell’Agricoltura (Agritech)
  • Sviluppo di farmaci con tecnologia a RNA e terapia genica
  • Mobilità sostenibile
  • Bio-diversità

Per quanto riguarda gli “Ecosistemi dell’innovazione” e  le “Infrastrutture di Ricerca e le Infrastrutture tecnologiche di Innovazione” i temi non sono stati indicati, ma ne è stato individuato il numero.

Gli Ecosistemi dell’innovazione saranno un massimo di 12 (poco più di 100 milioni l’uno in media, quindi, con una forchetta compresa tra 60 e 120 milioni di euro), “con un approccio orientato alle grandi sfide con l’obiettivo di creare e promuovere innovazione per la sostenibilità dei territori”.

Le Infrastrutture di Ricerca (impianti, risorse e i relativi servizi) e Infrastrutture tecnologiche di Innovazione (strutture, strumenti, impianti, risorse e servizi) saranno invece fino a 30 (poco più di 50 milioni l’uno in media).

Fonte  Innovation post 


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