Approvato il Decreto Rilancio: le principali misure per imprese e lavoratori

RAMSES GROUP NEWS n.83 – 14 Maggio 2020 

Tra le sorprese spiacevoli: non hanno trovato posto nel Decreto Rilancio l’attesa  e tanto sbandierata proroga e il rafforzamento del PIANO TRANSIZIONE 4.0 (ex Impresa 4.0) 

Il sostegno alle imprese: taglio dell’Irap, contributi a fondo perduto e ricapitalizzazioni

 Tra le  novità positive,  il taglio generalizzato dell’Irap (l’imposta regionale sulle attività produttive) per le imprese e i lavoratori con un volume di ricavi o di corrispettivi fino a 250 milioni di euro, escluse banche, società finanziarie, assicurazioni ed enti pubblici. In particolare, non saranno dovuti i versamenti del saldo 2019 e dell’acconto (pari al 40%) del 2020. Si stima che in media le imprese possano risparmiare in questo modo circa 2.000 euro a testa.

Contributi a fondo perduto 

C’è poi un sistema di contributi a fondo perduto per imprese, artigiani, commercianti e professionisti con ricavi fino a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso. L’intento di questa misura è infatti sostenere “i soggetti colpiti dall’emergenza epidemiologica Covid-19”, da cui è escluso però il soggetto la cui attività risulti cessata alla data del 31 marzo 2020. Per poter ricevere il contributo, bisognerà aver registrato ad aprile 2020 un calo del fatturato di almeno il 33% rispetto ad aprile 2019 (a meno che l’attività non risulti essere iniziata a partire dal primo gennaio 2019). L’importo dell’indennizzo (che sarà di minimo 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 euro per le imprese) è determinato applicando una percentuale sulle perdite di fatturato tra, appunto, aprile 2020 e aprile 2019:

  • 20% della differenza di fatturato per chi ha ricavi fino a 400.000 euro
  • 15% per chi ha ricavi sopra a 400.000 euro e fino a 1 milione di euro
  • 10% per chi ha ricavi sopra a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro.

Per le società più grandi (quelle con ricavi sopra a 5 milioni di euro e fino a 50 milioni di euro) il decreto prevede un sistema apposito di “rafforzamento patrimoniale”. Secondo l’ultimo testo del decreto,  le misure si applicheranno solo per chi, mei mesi di marzo e aprile 2020, ha subito un calo di fatturato di almeno il 33% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e valgono in occasione di aumenti di capitale effettuati entro il 31 dicembre 2020 (che, per ricevere i finanziamenti dello Stato di cui qui di seguito, dovranno essere di almeno 250.000 euro per società con ricavi di almeno 10 milioni di euro).

La misura prevede innanzitutto una detrazione d’imposta sull’Irpef o sull’Ires (a seconda del soggetto) pari al 20% del “conferimento in denaro effettuato nel capitale sociale di una o più società” mediante l’aumento del capitale sociale. L’importo massimo su cui calcolare la percentuale sarebbe 2 milioni di euro. Inoltre, alle società oggetto di aumento di capitale, sarebbe riconosciuto un “credito d’imposta pari al 50% delle perdite eccedenti il 10% del patrimonio netto” (secondo il bilancio di esercizio 2020), fino a raggiungere al massimo il 30% dell’aumento di capitale stesso.

Fondo Patrimonio PMI

Ma la misura non finisce qui, perché lo stesso articolo del Decreto Rilancio prevederebbe l’istituzione di un “Fondo Patrimonio PMI” per il “sostegno e rilancio del sistema economico-produttivo italiano”. L’obiettivo del fondo sarebbe quello di “sottoscrivere entro il 31 dicembre 2020 strumenti finanziari emessi dalle società che eseguono l’aumento di capitale”. Come si è detto, queste società devono avere un volume di ricavi tra 10 e 50 milioni di euro, oltre ad eseguire un aumento di capitale di ammontare compreso tra 250.000 euro e il “minore importo tra l’ammontare dell’aumento di capitale e 3 milioni di euro”. Con questo sistema, lo Stato punta a sostenere le imprese contribuendo alle ricapitalizzazioni private con importi pari a quelli investiti dai soci.

Un successivo articolo della bozza del Decreto Rilancio prevede che nell’anno 2020:

  • per le imprese con fatturato tra 5 e 50 milioni di euro che abbiano subito tra il primo marzo e il 30 aprile 2020 una riduzione dei ricavi superiore al 33% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, si possa detrarre dall’Irpef o dall’Ires il 30% della somma investita nel capitale sociale dell’impresa.
  • Per le persone fisiche l’investimento massimo detraibile sarebbe di 1 milione, mentre per le società sarebbe di 1,8 milioni.
  • Per le s.p.a. con sede in Italia di maggiori dimensioni (fatturato annuo superiore a 50 milioni di euro) non appartenenti ai settori bancario, assicurativo e finanziario, si prevede l’istituzione di un “Patrimonio Rilancio” da 50 miliardi presso Cassa Depositi e Prestiti (la cui durata è al momento fissata a 12 anni) che potrà intervenire temporaneamente nel capitale delle società colpite dalla crisi connessa all’emergenza Covid-19, per esempio attraverso prestiti convertibili o aumenti di capitale.
  • Per il “salvataggio” e la “ristrutturazione” di imprese titolari di marchi storici di interesse nazionale con almeno 250 dipendenti “in stato di difficoltà economico-finanziaria”, dovrebbe essere istituito il “Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività d’impresa”, con una dotazione di 100 milioni di euro. Il fondo potrà intervenire nel capitale di rischio di queste imprese o attuare misure di sostegno al mantenimento dei livelli occupazionali.

Fondo Nuove Competenze

Il Decreto Rilancio prevede la nascita presso l’Anpal del “Fondo Nuove Competenze”, con una dotazione iniziale di 230 milioni di euro. Le risorse serviranno coprire gli oneri relativi alle ore di formazione che possono essere previste dalle aziende nel 2020 a seguito di specifiche intese tra le associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o le loro rappresentanze sindacali operative per rimodulare l’orario di lavoro, finalizzandone una parte appunto a percorsi formativi.

Nascerà (o meglio ri-nascerà perché esisteva già molti anni fa) anche un team di dieci consulenti ed esperti specializzati in politica industriale che aiuteranno il Ministro dello Sviluppo Economico a “potenziare e rendere più efficace l’elaborazione delle politiche industriali nei settori maggiormente colpiti dall’emergenza Covid-19” e a “potenziare le attività di prevenzione e soluzione delle crisi aziendali e delle amministrazioni straordinarie”.

Le misure per l’INNOVAZIONE (senza potenziamento del Piano Transizione 4.0)

ELIMINATO dal Decreto Rilancio, DOPO CHE ERA STATO SBANDIENDIARATO AI 4 VENTI, l’articolo dedicato al potenziamento del Piano Transizione 4.0 (ex Impresa 4.0), su cui stava lavorando il Ministero dello Sviluppo Economico.

C’è invece il decreto che prevede l’istituzione del Fondo per il Trasferimento Tecnologico da 500 milioni di euro, che prevede anche la nascita della “Fondazione Enea Tech”.

Per quanto riguarda le start up innovative, si rifinanzia con 100 milioni di euro l’intervento “Smart & Start”, destinati al “rifinanziamento delle agevolazioni concesse nella forma del finanziamento agevolato”.

Per questo stesso obiettivo si aggiungono 200 milioni di euro al “Fondo di sostegno al venture capital” per sostenere investimenti nel capitale di start up e PMI innovative.

Per “facilitare l’incontro tra le imprese e gli ecosistemi per l’innovazione”, si stanziano 10 milioni di euro per garantire alle start up contributi a fondo perduto per l’acquisizione di servizi forniti da incubatori, acceleratori, innovation hub, business angels.

Si istituisce infine un “Fondo per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione” da 50 milioni di euro: coprirà le spese per “interventi, acquisti e misure di sostegno a favore di una strategia di condivisione e utilizzo del patrimonio informativo pubblico a fini istituzionali, della diffusione dell’identità digitale, del domicilio digitale e delle firme elettroniche, della realizzazione e dell’erogazione di servizi in rete, dell’accesso ai servizi in rete tramite le piattaforme abilitanti e per i servizi e le attività di assistenza tecnico-amministrativa necessarie”.

La liquidità: dal taglio ad affitti e bollette al rinvio dei versamenti fiscali

Sul tema fiscale, il Decreto Rilancio mette la parola fine alla spada di Damocle delle clausole di salvaguardia sull’aumento dell’IVA mentre introduce diverse misure per garantire a imprese e autonomi più liquidità per far fronte alle spese.

Innanzitutto, per imprese, autonomi, professionisti con ricavi fino a 5 milioni di euro (limite che non si applica alle strutture alberghiere), si prevede un credito d’imposta del 60% “del CANONE DI LOCAZIONE, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo”.

Il credito al 60% si applica anche agli enti del terzo settore e religiosi.

Nel caso di servizi a prestazioni complesse e di affitto d’azienda, il credito d’imposta scende al 30% del canone.

Per calcolarne l’ammontare, si dovrà considerare i canoni dei mesi di aprile, maggio e giugno 2020, mentre per “i soggetti locatari esercenti attività economica” il presupposto per beneficiare del credito è di aver subito “una diminuzione di fatturato”, in ciascuno dei mesi per cui si vuole fruire del beneficio, “di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente”.

Si prevede poi che il credito possa essere ceduto al locatore e al concedente (ottenendo così uno sconto sul canone pari all’importo del credito), oppure “ad altri soggetti” come istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Con uno stanziamento di 600 milioni di euro, si riducono inoltre le spese per le BOLLETTE ELETTRICHE su utenze “diverse dagli usi domestici” dei mesi di maggio, giugno e luglio 2020.

In particolare, si interviene sulle voci “trasporto e gestione del contatore” e “oneri generali di sistema”, in modo che:

  • sia previsto un risparmio delle componenti tariffarie fisse parametrato al valore vigente nel primo trimestre dell’anno
  • le utenze con potenza disponibile sopra i 3,3 kW sono equiparate a quelle fino a 3 kW, riducendone in questo modo le tariffe.

Sul fronte dei VERSAMENTI FISCALI, sono rinviati ulteriormente dal 20 maggio al 16 settembre 2020 i versamenti di ritenute, Iva e contributi sospesi a marzo, aprile e maggio per le imprese già beneficiarie della sospensione secondo quanto previsto dai decreti Cura Italia e Liquidità. Il pagamento potrà avvenire in unica soluzione o attraverso al massimo 4 rate di pari importo.

Le notifiche delle cartelle esattoriali dell’Agenzia delle Entrate sono rinviate al primo settembre, mentre la consegna degli atti di accertamento slitta al 2021.

Per aumentare la disponibilità di liquidità dei cittadini, inoltre, il Decreto Rilancio intende “remunerare” i crediti tributari e contributivi disapplicando la compensazione tra crediti e debiti iscritti a ruolo. Previsto inoltre che il limite annuo dei crediti compensabili con il modello F24 passi da 700.000 euro a 1 milione.

Sarà rinviata infine all’1 gennaio 2021 l’INTRODUZIONE DI SUGAR TAX E PLASTIC TAX, la cui entrata in vigore era prevista per quest’estate.

Sempre in tema fiscale, sono esentati dalla prima RATA IMU del 2020 gli stabilimenti balneari e termali, gli immobili della categoria catastale D/2, gli agriturismi, i villaggi turistici, gli ostelli della gioventù e i campeggi (se i proprietari sono anche i gestori delle attività).

Ecobonus e Sismabonus al 110%

Come già annunciato nei giorni scorsi, il Decreto Rilancio contiene il potenziamento di Ecobonus e Sismabonus, che permetterà di usufruire di una detrazione d’imposta del 110% (da dividere in cinque quote annuali di pari importo) su spese sostenute dall’1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021. La detrazione potrà anche essere ceduta all’impresa che esegue i lavori (ottenendo uno sconto del 100% in fattura) o agli istituti di credito. Gli interventi per cui si prevede il superbonus sono:

  • interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo. Il limite di spesa detraibile è di 60.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio
  • interventi sulle parti comuni degli edifici o sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione (con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto), a pompa di calore, inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici, relativi sistemi di accumulo e impianti di microcogenerazione. Il limite di spesa detraibile (incluse quelle per lo smaltimento e la bonifica dell’impianto sostituito) è di 30.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio
  • se eseguiti congiuntamente a quelli fin qui elencati, si potrà beneficiare della detrazione al 110% anche per i normali interventi di efficientamento energetico

La condizione per poter beneficiare della detrazione è che gli interventi assicurino il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, oppure che determinino “il conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica (A.P.E.)”, prima e dopo i lavori.

L’installazione di impianti fotovoltaici e di relativi sistemi di accumulo integrati, come detto, può beneficiare della detrazione al 110% se eseguita congiuntamente ad uno degli interventi sopra descritti, per un limite di spesa massimo di 48.000 euro e di 2.4000 euro per ogni kW di potenza nominale dell’impianto.

Anche l’installazione di colonnine di ricarica dei veicoli elettrici, se effettuata insieme agli interventi principali, potrà sfruttare il superbonus.

Anche per gli interventi antisismici la detrazione sale al 110% (Sismabonus). Se però il credito viene ceduto ad un’impresa di assicurazione con la stipulazione di una polizza che copre il rischio di eventi calamitosi, la detrazione scende al 90%.

Le MISURE per LAVORATORI dipendenti, autonomi e professionisti

Il cosiddetto “pacchetto lavoro” del Decreto Rilancio presenta diverse novità, oltre a rinnovare e in alcuni casi potenziare alcune misure già introdotte dai precedenti decreti.

Smart working

Innanzitutto, chi ha almeno un figlio minore di 14 anni avrà diritto a svolgere la prestazione di lavoro in smart working anche in assenza degli accordi individuali fino alla cessazione dello stato di emergenza, a condizione che entrambi i genitori lavorino e che nel nucleo familiare non vi sia “un genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa”.

Il lavoro agile dovrà essere “compatibile con le caratteristiche della prestazione”. Per i datori di lavoro del settore privato è previsto l’obbligo di comunicare al Ministero del Lavoro i nominativi dei lavoratori e la data di cessazione della prestazione di lavoro in modalità smart working.

Cassa Integrazione

La Cassa Integrazione (per cui tra l’altro si istituisce un fondo di garanzia per l’anticipazione del trattamento concessa dagli istituti bancari) viene estesa di altre nove settimane, ma attraverso un meccanismo che spezza in due tranche (5+4) il totale di settimane di Cig che possono essere richieste dal datore di lavoro. In particolare, oltre alle 9 già concesse, fino al 31 agosto 2020 si potranno richiedere ulteriori 5 settimane di Cassa Integrazione, mentre dal primo settembre al 31 ottobre si potranno richiedere altre 4 settimane. Per velocizzare il pagamento diretto degli ammortizzatori sociali da parte dell’Inps, viene introdotto un sistema che permetterà di ricevere il trattamento entro un mese e mezzo dalla richiesta del datore di lavoro.

Congedo parentale 

Il congedo parentale (con indennità pari al 50% della retribuzione) potrà essere utilizzato per altri 15 giorni (quindi 30 giorni in totale) per chi ha figli di età fino a 12 anni, nel periodo compreso tra il 5 marzo 2020 e il 31 luglio 2020.

Vengono aggiunte altre 12 giornate ai permessi retribuiti per chi ha figli portatori di handicap, da usufruire nel periodo di maggio e giugno 2020.

Divieto di licenziamento 

Il divieto di licenziamento per giustificato motivo oggettivo viene esteso a 5 mesi (quindi altri tre mesi rispetto ai 60 giorni previsti dal Cura Italia). Inoltre, il datore di lavoro può revocare il licenziamento avvenuto dal 23 febbraio al 17 marzo, facendo contestualmente richiesta per il trattamento di Cassa Integrazione in Deroga a partire dalla data del licenziamento stesso. Sarà così ripristinato il rapporto di lavoro, senza oneri né sanzioni. Inoltre, il divieto di licenziamento e il diritto alla conservazione del posto di lavoro verrebbe applicato indistintamente a chi ha figli fino a 16 anni (e non più, come disposto dal Cura Italia, per figli tra i 12 e i 16 anni).

Bonus baby sitter 

Nella bozza del Decreto Rilancio il bonus baby sitter viene aumentato di 600 euro (per un totale di 1.200 euro), e potrà essere usato anche per “la comprovata iscrizione ai centri estivi, ai servizi integrativi per l’infanzia, ai servizi socio educativi territoriali, ai centri con funzione educativa e ricreativa e ai servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia”.

Per i lavoratori medici, infermieri, tecnici di laboratorio biomedico, tecnici di radiologia medica e operatori sociosanitari, il bonus è aumentato da 1.000 a 2.000 euro.

Reddito di Emergenza

La grande novità del Decreto Rilancio è l’istituzione del “Reddito di Emergenza” per due quote di importo variabile: dai 400 euro mensili per i single agli 800 euro massimi, a seconda del numero di componenti del nucleo familiare.

Potranno fare domanda (entro la fine del mese di giugno) le famiglie che possiedono questi requisiti:

  • residenza in Italia
  • reddito familiare nel mese di aprile 2020 inferiore all’importo del beneficio (come detto, variabile tra 400 e 800 euro)
  • valore del patrimonio mobiliare familiare del 2019 inferiore a 10.000 euro (aumentato di 5.000 euro per ogni componente del nucleo oltre al richiedente, fino a un massimo di 20.000 euro, più altri 5.000 nel caso sia presente nel nucleo un componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza)
  • Isee inferiore a 15.000 euro.

Il Rem non si può ottenere se si ha percepito o si percepisce il bonus da 600 euro, il Reddito di Cittadinanza, reddito lordo da lavoro dipendente pari all’ammontare del Rem, o se si è titolari di pensione.

Sono inoltre esclusi dal beneficio i detenuti e chi è ricoverato in istituti di cura di lunga degenza o strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra amministrazione pubblica.

Bonus per autonomi, professionisti e Partite Iva

Nel Decreto Rilancio si rinnova per il mese di aprile il bonus per autonomi, professionisti e Partite Iva da 600 euro, i cui beneficiari sono:

  • Autonomi, professionisti e Partite Iva
  • Autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago
  • Stagionali del turismo e degli stabilimenti termaliLavoratori in somministrazione nel turismo e negli stabilimenti termali che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro dall’1 gennaio 2019 al 17 marzo 2020 (senza altro rapporto di lavoro dipendente e senza essere beneficiari della Naspi)Lavoratori del settore agricolo (in questo caso il bonus di aprile scende a 500 euro).
  • Anche chi beneficia del Reddito di Cittadinanza può ricevere il bonus fino al raggiungimento (nel cumulo) dell’ammontare dello stesso, mentre lo può ricevere anche chi percepisce l’assegno ordinario di invalidità

Per il mese di maggio 2020, invece, è previsto un ulteriore bonus da 1.000 euro per i liberi professionisti titolari di Partita Iva (iscritti alla Gestione Separata dell’Inps) nel caso in cui abbiano subito una riduzione “comprovata” del reddito di almeno il 33% nei mesi di marzo e aprile 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019, e per i Co.Co.Co che abbiano cessato il rapporto di lavoro alla data di entrata in vigore del decreto.

Il possesso dei requisiti dovrà essere autocertificato all’Inps e l’Agenzia delle Entrate farà le relative verifiche.

Questo bonus “aumentato” per il mese di maggio si estende anche agli stagionali e ai lavoratori in somministrazione del turismo e degli stabilimenti termali che hanno perso il lavoro dall’1 gennaio 2019 al 17 marzo 2020 e ai lavoratori in somministrazione nel turismo e negli stabilimenti termali che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro dall’1 gennaio 2019 al 17 marzo 2020 (senza altro rapporto di lavoro dipendente e senza essere beneficiari della Naspi).

Nella decreto si specifica anche che il bonus è riservato (con un importo di 600 euro sia per aprile che per maggio) anche per i seguenti lavoratori (dipendenti o autonomi):

  • lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020 e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno 30 giornate nel medesimo periodo;
  • lavoratori intermittenti che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno 30 giornate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020;
  • lavoratori autonomi, privi di Partita Iva, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 23 febbraio 2020 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali riconducibili alle disposizioni di cui all’articolo 2222 del codice civile e che non abbiano un contratto in essere alla data del 23 febbraio 2020. Gli stessi, per tali contratti, devono essere già iscritti alla data del 23 febbraio 2020 alla Gestione separata dell’Inps, con accredito nello stesso arco temporale di almeno un contributo mensile;
  • incaricati alle vendite a domicilio di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, con reddito annuo 2019 derivante dalle medesime attività superiore ad euro 5.000 e titolari di Partita Iva attiva e iscritti alla Gestione Separata dell’Inps alla data del 23 febbraio 2020 e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie;
  • lavoratori iscritti al “Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo”, compresi i non titolari di pensione e con almeno 7 contributi giornalieri versati nel 2019, cui deriva un reddito non superiore a 35.000 euro.

Il bonus da 600 euro di marzo potrà essere richiesto fino a 15 giorni dopo l’entrata in vigore del Decreto Rilancio.

La dotazione del “Fondo per il reddito di ultima istanza”, utilizzato per garantire il bonus da 600 euro ai lavoratori iscritti alle Casse private, passa da 300 milioni a 1,15 miliardi.

Le risorse serviranno a riconoscere “anche per i mesi di aprile e maggio 2020” il bonus da 600 euro riconosciuto per il mese di marzo 2020.

Si estende poi al 31 luglio 2020 l’equiparazione al ricovero ospedaliero per i dipendenti “in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità, oltre che per chi ha certificazione di condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita” che non vanno a lavoro.

I percettori di Naspi e Dis-Coll in scadenza tra l’1 marzo 2020 e il 30 aprile 2020 potranno beneficiarne per altri due mesi a partire dal giorno di scadenza. Chi percepisce il reddito di cittadinanza, Naspi e Dis-Coll potrà beneficiare per altri due mesi della sospensione delle misure di condizionalità (per i primi, ad esempio, non sarà necessario cercare un lavoro).

Si eliminano fino al 30 agosto 2020 gli effetti del Decreto Dignità sui rinnovi dei contratti a tempo determinato, come l’obbligo di causale.

È previsto inoltre un bonus mensile per i lavoratori domestici che abbiano subito uno o più contratti di lavoro da più di 10 ore settimanali alla data del 23 febbraio 2020, e che non convivano con il datore di lavoro. L’importo è di 1.000 euro complessivi per aprile e maggio 2020, che l’Inps erogherà in un’unica soluzione.

Le misure dedicate a imprese e professionisti del Mezzogiorno

Alcuni articoli previsti dal Decreto Rilancio riguardano fondi dedicati a specifici territori, tra cui quelli del Sud Italia.

Innanzitutto si incrementa la dotazione del Fondo di sostegno alle attività economiche nelle aree interne con 60 milioni di euro per il 2020, 30 milioni per il 2021 e 30 per il 2022, “anche per consentire ai Comuni di far fronte alle maggiori necessità di sostegno del settore artigianale e commerciale” dovute all’epidemia da Covid-19.

Salgono poi i crediti d’imposta per gli investimenti in RICERCA E SVILUPPO nelle strutture produttive delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

In particolare:

  • sale dal 12% al 25% il credito d’imposta per le grandi imprese (con almeno 250 addetti e fatturato di almeno 50 milioni; oppure con totale di bilancio pari almeno a 43 milioni di euro)
  • sale dal 12% al 35% il credito d’imposta per le medie imprese (con almeno 50 addetti e fatturato di almeno 10 milioni di euro)
  • sale dal 12% al 45% il credito d’imposta per le piccole imprese (con meno di 50 addetti e fatturato o totale di bilancio fino a 10 milioni di euro).

È infine previsto un contributo a fondo perduto volto a sostenere la liquidità di imprese e autonomi finanziati dall’agevolazione “Resto al Sud”, che agevola la nascita di nuove attività imprenditoriali nel Mezzogiorno.

L’importo del contributo (erogabile solo dopo il completamento dei programmi di spesa già agevolati) è di:

  • 15.000 euro per le attività di lavoro autonomo e libero-professionali esercitate in forma individuale
  • 10.000 euro per ciascun socio dell’impresa, fino ad un importo massimo di 40.000 euro.

Fonte Innovation post

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