Contratti di sviluppo: Novità per la decarbonizzazione e la transizione green

1 PUBBLICATO IN G.U. IL DECRETO DEL MIMIT CHE ACCELERA SU DECARBONIZZAZIONE ED EFFICIENTAMENTO

Modifiche alla disciplina attuativa dei contratti di sviluppo – MINISTERO delle IMPRESE e del MADE IN ITALY – Decreto ministeriale del 14 settembre 2023

Contributi fino al 60% della spesa per le imprese che scommettono sulle politiche ambientali, adottando i contratti di sviluppo, che, nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), rappresentano uno degli strumenti più rilevanti per rafforzare il tessuto produttivo del Paese in termini di innovazione, trasformazione tecnologica e sostenibilità ambientale. Il ministero delle imprese e del made in Italy finanzia, infatti, le imprese aderenti ai Contratti di sviluppo impegnate nella decarbonizzazione e nell’efficientamento energetico delle attività industriali, nonché nella transizione verso un’economia a zero emissioni. I dettagli sono contenuti nel decreto 14 settembre 2023 (di modifica del dm 9 dicembre 2014), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 256 del 2 novembre scorso.

Decarbonizzazione e efficientamento energetico. Al fine di rafforzare il sostegno e accelerare ulteriormente il percorso di decarbonizzazione e di efficientamento energetico delle attività industriali, in particolare attraverso l’elettrificazione e le tecnologie che utilizzano idrogeno rinnovabile e idrogeno elettrolitico, nonché i combustibili derivanti dall’idrogeno rinnovabile, il Mimit finanzia i programmi di sviluppo finalizzati a: una riduzione sostanziale delle emissioni di gas serra delle attività industriali che attualmente fanno affidamento sui combustibili fossili come fonte di energia o materia prima, oppure una riduzione sostanziale del consumo di energia nelle attività e nei processi industriali. I programmi di sviluppo agevolabili devono garantire il perseguimento di almeno uno dei seguenti obiettivi:

A) riduzione di almeno il 40% delle emissioni dirette di gas a effetto serra mediante l’elettrificazione dei processi produttivi o l’utilizzo di idrogeno rinnovabile e di idrogeno elettrolitico o di combustibili derivati dall’idrogeno rinnovabile, in sostituzione dei combustibili fossili (riduzione con riferimento alle emissioni di gas serra o al consumo energetico nei cinque anni precedenti);

B) riduzione di almeno il 20% del consumo di energia in relazione alle attività sovvenzionate (riduzione dei consumi da misurarsi con riferimento ai cinque anni precedenti la domanda di aiuto).

Ai fini dell’ammissibilità, i programmi di sviluppo:

i) non devono comportare un aumento della capacità produttiva complessiva dell’impresa richiedente (massimo 2%);

ii) non devono avere a oggetto interventi necessari per garantire la mera conformità con le norme dell’Unione, ma devono indurre l’impresa a intraprendere un investimento che senza l’aiuto non sarebbe realizzato, o sarebbe realizzato in modo limitato o diverso;

iii) qualora finalizzati alla decarbonizzazione attraverso l’uso dell’idrogeno rinnovabile, devono prevedere l’utilizzo di idrogeno prodotto da fonti energetiche rinnovabili secondo le metodologie stabilite per i carburanti liquidi e gassosi da fonti rinnovabili di origine non biologica per il trasporto nella direttiva (Ue) 2018/2001;

iv) qualora finalizzati alla decarbonizzazione attraverso l’uso di combustibili derivati dall’idrogeno rinnovabile, devono prevedere l’uso di combustibili che soddisfino i requisiti di cui al punto 81, lett. h), del Quadro temporaneo;

v) qualora sia previsto l’utilizzo di idrogeno elettrolitico, devono prevedere l’utilizzo di idrogeno conformemente al punto 81, lett. i), del Quadro temporaneo.

Spese ammissibili. Riguardano attrezzature, macchinari o impianti necessari per conseguire l’elettrificazione, per passare all’idrogeno o ai combustibili derivati dall’idrogeno o per migliorare l’efficienza energetica. In alternativa i costi agevolabili possono essere determinati come differenza tra i costi del programma e i risparmi sui costi o le entrate aggiuntive, rispetto alla situazione in assenza dell’aiuto, per tutta la durata dell’investimento.

Agevolazioni. Sono pari: al 60% delle spese ammissibili per i programmi di sviluppo aventi a oggetto gli interventi di cui alla precedente lettera A), ma diversi dai progetti di elettrificazione; al 30% delle spese ammissibili per i programmi di sviluppo aventi a oggetto gli interventi di cui alla precedente lettera A) concernenti l’elettrificazione e per quelli di cui alla lettera B).

Fonte ITALIA OGGI

2 Obiettivo zero emissioni: si allarga il perimetro delle attività agevolabili

Ulteriore obiettivo delle imprese aderenti ai Contratti di sviluppo è quello di accelerare la transizione economica verso un’economia a zero emissioni mediante il sostegno agli investimenti produttivi nei settori strategici e incentivare una loro rapida realizzazione.

Programmi di sviluppo. Sono ammissibili quelli finalizzati:

a) alla produzione di dispositivi utili ai fini della transizione verso un’economia a zero emissioni, ovvero batterie, pannelli solari, turbine eoliche, pompe di calore, elettrolizzatori e dispositivi per la cattura e lo stoccaggio di carbonio;

b) alla produzione di componenti chiave progettati e utilizzati principalmente come input diretto per la produzione dei dispositivi di cui al precedente punto a);

c) all’estrazione o il recupero di materie prime strategiche necessarie per la produzione dei dispositivi e dei componenti chiave di cui ai punti a) e b).

Spese ammissibili. Si riferiscono ai costi totali di investimento per gli attivi materiali e immateriali:

a) suolo aziendale e sue sistemazioni;

b) opere murarie e assimilate;

c) infrastrutture specifiche aziendali;

d) macchinari, impianti e attrezzature varie, nuovi di fabbrica;

e) programmi informatici, brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche non brevettate concernenti nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi; per le grandi imprese le spese sono ammissibili fino al 50% dell’investimento.

Le spese per immobilizzazioni immateriali sono ammissibili a condizione che:

– siano associate alla zona interessata dal progetto agevolato e non siano trasferiti in altre zone;

– siano utilizzati principalmente nell’unità produttiva oggetto del progetto di investimento agevolato;

– siano ammortizzabili;

– essere acquistati a condizioni di mercato da terzi;

– figurino nell’attivo dell’impresa beneficiaria e restino associate al progetto agevolato per almeno cinque anni (tre anni per le pmi).

I contributi. I contributi in conto impianti sono concedibili nelle seguenti misure:

a) 15% delle spese ammissibili per gli investimenti realizzati nelle aree non comprese nella Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale per il periodo 2022-2027 (fino a 150 milioni di euro per impresa e per Stato membro);

b) 20% delle spese per gli investimenti realizzati nelle aree designate quali “zone c” dalla Carta degli aiuti di Stato a finalità 2022-2027 (fino a 200 milioni di euro per impresa e per Stato membro);

c) 35% delle spese per gli investimenti realizzati nelle aree designate quali “zone a” dalla Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale 2022-2027 (fino a 350 milioni di euro per impresa e per Stato membro).

Le suddette misure sono maggiorate di 20 punti percentuali per gli investimenti delle piccole imprese e di 10 punti percentuali per gli investimenti delle medie imprese.

Attività agevolabili ampliate. Il decreto 14 settembre 2023 ha ampliato il perimetro delle attività agevolabili. La ricerca e sviluppo adesso comprende anche prodotti, processi o servizi digitali, in qualsiasi ambito, tecnologia, industria o settore (applicabile anche a industrie e tecnologie digitali, quali supercalcolo, tecnologie quantistiche, blockchain, intelligenza artificiale, cybersicurezza, big data e tecnologie cloud).

Nell’innovazione di processo rientrano l’uso di tecnologie o soluzioni digitali nuove o innovative.

Nell’ambito della “tutela ambientale” è stata fatta rientrare qualsiasi azione o attività volta a ridurre o a prevenire l’inquinamento, gli impatti ambientali negativi o altri danni all’ambiente fisico (inclusi aria, acqua e suolo), agli ecosistemi comprese le azioni dirette ad attenuare i cambiamenti climatici, a ridurre il rischio di tali danni, a proteggere e ripristinare la biodiversità o a promuovere un uso più efficiente delle risorse naturali.

Fonte ITALIA OGGI

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