Resto al Sud apre a under 46 e professionisti: cosa serve per l’avvio di nuove attività

RAMSES GROUP NEWS n.47 – 30 Gennaio 2020

Via alle domande sul bonus

La misura

Lo stanziamento per «Resto al Sud» valeva 1,25 miliardi di euro: un «tesoretto» ancora quasi del tutto intatto che potrà sostenere in un cocktail tra contributi a fondo perduto (35%) e finanziamenti bancari (65%) progetti individuali fino a 50mila euro che arrivano a un massimo di 200mila euro per le società, comprese quelle tra professionisti.

Per i lavoratori autonomi sono tre i profili ammessi: professionisti ordinistici, professionisti ex legge 4/2013, persone fisiche che al momento della presentazione della domanda non siano in possesso della partita Iva ma che provvedano entro 60 giorni (120 se residenti all’estero) e infine le società tra professionisti, anche in via di costituzione.

Platea più ampia: l’età

Il documento integra, modificandola, la “vecchia” circolare del 2017 che aveva dato attuazione agli incentivi nati per le Pmi. Oltre alla data di apertura dello sportello di Invitalia prevista per oggi a partire dalle 12, la nuova circolare conferma l’innalzamento dell’età dei beneficiari da 35 a 45 anni (e cioé fino al compimento dei 46). A questo proposito vale la pena sottolineare che l’articolo 39 del disegno di legge di Bilancio 2020, ancora all’esame del Parlamento e quindi non vigente, ha previsto una “sterilizzazione” dell’età dei beneficiari alla data del primo gennaio 2019. In sostanza, a fronte dei ritardi accumulati in questi mesi per l’accesso alle risorse di «Resto al Sud» da parte dei professionisti, la manovra ferma l’orologio stabilendo che potranno accedervi tutti i lavoratori autonomi under 46 alla data del primo gennaio 2019. Si tratta di un periodo transitorio che se approvato in Parlamento consentirà ai professionisti che nel frattempo hanno compiuto 46 anni di poter accedere alle agevolazioni ma solo per gli anni 2019 e 2020: dopodiché si andrà a regime.

Estensione al cratere sismico

I contributi per aziende e professionisti sono vincolati alla residenza in una delle Regioni del Mezzogiorno. E quindi Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Ma con il Dl 123/2019 la misura è stata estesa ai professionisti (e alle imprese) dell’area del cratere sismico del Centro Italia: e dunque Lazio, Umbria e Marche. La circolare, per la verità, non ne fa cenno: si tratta presumibilmente di un testo precedente all’emanazione del decreto sisma che resta però vigente allargando così la platea dei beneficiari.

Le esclusioni

Con la formalizzazione dell’ingresso dei professionisti nella platea dei beneficiari resteranno esclusi solo il commercio e l’agricoltura. I requisiti per l’accesso ai benefici tagliano fuori poi le posizioni già collocate nel mercato del lavoro: i professionisti che siano anche titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato presso un altro soggetto non potranno beneficiare del bonus. Stessa cosa per i professionisti che, sebbene obbligati per la natura della professione svolta, non risultino iscritti ai rispettivi ordini professionali. Per quanto riguarda le società tra professionisti restano fuori quelle che hanno già ottenuto aiuti statali a favore dell’autoimprenditorialità.

Fonte Il sole 24 ore


Restyling per Resto al Sud

È entrato ufficialmente in vigore l’8 dicembre 2019 e aggiorna il regolamento della misura diretta a sostenere l’avvio di nuove attività nelle regioni Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Under 46 e liberi professionisti possono accedere agli incentivi previsti dalla misura Resto al Sud per l’avvio di progetti imprenditoriali.

I soggetti richiedenti, al momento della presentazione della domanda, potranno anche non essere residenti in una delle regioni di operatività della misura situate nel Mezzogiorno. In questo caso, dovranno trasferire la residenza in una di esse entro massimo 60 giorni dalla comunicazione di ammissione all’agevolazione.

Le domande potranno essere presentate attraverso il sito di Invitalia.

Quali sono i requisiti richiesti per accedere agli incentivi? Come si presenta la domanda?

Nuovi destinatari

Con le nuove regole, si allarga notevolmente la platea dei destinatari della misura.In particolare, a seguito delle modifiche, le richieste di agevolazione potranno essere inoltrate da soggetti di età compresa tra i 18 anni (già compiuti) e i 45 anni (ovvero 46 anni non ancora compiuti). Ante modifica invece erano ammessi i soggetti con età non superiore a 35 anni.Il requisito anagrafico dovrà essere valutato alla data di presentazione della domanda.Solo per il 2019 e il 2020 sarà ammessa un’eccezione a tale regola generale. Il disegno di legge di Bilancio 2020 prevede, infatti, che per l’anno 2019 e per l’anno 2020, il requisito del limite di età (compreso tra i 18 e i 45 anni) si intende soddisfatto se posseduto alla data del 1° gennaio 2019, corrispondente alla data di entrata in vigore della legge di Bilancio 2019 (l. n. 145/2018), che ha esteso l’incentivo ai soggetti fino a 45 anni di età.

Condizioni per le attività libero-professionali

Per effetto della nuova disciplina, la possibilità di accedere agli incentivi si apre anche ai professionisti, sia in forma individuale che come società di professionisti. Saranno ammessi sia gli iscritti in ordini o collegi professionali che gli esercenti professioni non organizzate in ordini o collegi disciplinate della Legge n. 4/2013.L’accesso alle agevolazioni è invece precluso a coloro che risultano essere titolari, nei 12 mesi precedenti la presentazione della domanda, di partita IVA associata ad un codice ATECO identico, fino alla terza cifra di classificazione delle attività economiche, a quello corrispondente all’attività oggetto domanda di ammissione alle agevolazioni.

Residenza

Nessuna modifica, invece, per quanto riguarda il requisito della residenza.Potranno quindi presentare domanda sia soggetti residenti in una delle regioni del Mezzogiorno di operatività della misura (ossia Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) che non residenti in dette Regioni. In quest’ultimo caso, per non perdere l’agevolazione concessa, si dovrà trasferire la residenza in una di esse entro 60 giorni dalla comunicazione del positivo esito dell’istruttoria della domanda presentata, o entro 120 giorni se residenti all’estero. È inoltre richiesto il mantenimento della residenza nelle stesse Regioni per tutta la durata del finanziamento.Le domande potranno essere presentate anche da chi ha già un lavoro a tempo indeterminato, che dovrà tuttavia essere lasciato se si verrà ammessi.Non si potrà invece richiedere le agevolazioni se si risulta già titolari di attività di impresa in esercizio alla data del 21 giugno 2017 o beneficiari, nell’ultimo triennio, di ulteriori misure a livello nazionale a favore dell’autoimprenditorialità.

Ammessi anche i team di persone

Le richieste di finanziamento potranno essere presentate da società, anche cooperative, da ditte individuali costituite successivamente alla data del 21 giugno 2017, o da team di persone che si costituiscono entro 60 giorni (o 120 se residenti all’estero) dopo l’esito positivo della valutazione.La costituzione nelle suddette forme non è obbligatoria per le attività libero-professionali svolte in forma individuale, per le quali è richiesta unicamente la partita IVA nonché, se prevista, l’iscrizione agli ordini professionali.Le società potranno essere costituite anche da soci persone fisiche che non rispettano i requisiti anagrafici richiesti (età compresa tra i 18 e i 45 anni), a condizione che la loro presenza nella società non sia superiore ad un terzo dei componenti e non abbiano rapporti di parentela fino al quarto grado con alcuno degli altri soggetti richiedenti. In ogni caso tali soci non possono accedere ai finanziamenti.Le imprese, le società e le attività libero-professionali dovranno avere, per tutta la durata del finanziamento, sede legale e operativa in una delle Regioni interessate dalla misura.

Spese ammissibili

Saranno agevolabili le spese sostenute per:- opere edili relative a interventi di ristrutturazione e/o manutenzione straordinaria connessa all’attività del soggetto beneficiario nel limite massimo del 30% del programma di spesa;- macchinari, impianti ed attrezzature nuovi di fabbrica;- programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della telecomunicazione (TIC) connessi alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;- spese relative al capitale circolante inerente allo svolgimento dell’attività d’impresa nella misura massima del 20% del programma di spesa; saranno ammissibili le spese per materie prime, materiali di consumo, semilavorati e prodotti finiti, utenze e canoni di locazione per immobili, eventuali canoni di leasing, acquisizione di garanzie assicurative funzionali all’attività finanziata.Attraverso Resto al Sud sarà possibile avviare iniziative imprenditoriali per:- la produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura;- fornitura di servizi alle imprese e alle persone;- turismoA seguito dell’inclusione delle attività libero professionali nel novero dei soggetti ammissibili alle agevolazioni, saranno invece escluse dal finanziamento esclusivamente le attività agricole e il commercio.

Agevolazioni concesse

Le agevolazioni copriranno il 100% delle spese ammissibili e consistono in un contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento complessivo e un finanziamento bancario pari al 65% dell’investimento complessivo, garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi del finanziamento saranno interamente coperti da un contributo in conto interessi erogato da Invitalia.Per le cooperative, i benefici sono cumulabili, nei limiti delle risorse disponibili, anche con le agevolazioni della “Legge Marcora” (art. 17 della l. n. 49/1985) fermo il rispetto dei limiti del regime “de minimis” di cui ai regolamenti (UE) n. 1407/2013 e n. 717/2014.Il finanziamento bancario dovrà essere restituito in 8 anni e dovrà essere richiesto ad una banca aderente alla convenzione Invitalia – AB (l’elenco è consultabile sul sito di Invitalia).

Cosa serve per presentare la domanda

Le domande devono essere presentate esclusivamente online attraverso la piattaforma web di Invitalia e sono esaminate in base all’ordine cronologico di arrivo.Per procedere alla presentazione è necessario registrarsi ai servizi online di Invitalia compilando l’apposito form, disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) valido e attivo.Nella domanda bisognerà inserire il progetto imprenditoriale, da compilare on line, e la documentazione necessaria da allegare.Per predisporre la domanda è possibile richiedere assistenza gratuita a uno dei soggetti accreditati (pubbliche amministrazioni, università, associazioni o enti del terzo settore) con Invitalia (l’elenco è pubblicato sul sito di Invitalia).

Fonte ipsoa professionalità quotidiana


Nuove imprese a tasso 0 Aiuti estesi ai più piccoli

Dal 2020 diventerà più semplice ottenere i finanziamenti a tasso zero per nuove imprese giovanili e femminili.

Oltre ad allargare la platea dei beneficiari, la legge di conversione del decreto Crescita (legge n. 58/2019) ha rivisto durata e misura degli mutui agevolati. Il decreto modifica il titolo I del dlgs n. 185/2000 relativo agli incentivi a favore dell’autoimprenditorialità, che negli anni scorsi sono stati rinnovati con l’attivazione della misura «nuove imprese a tasso zero».

Le novità sui finanziamenti alle nuove imprese

Una riguarda l’estensione della durata dei mutui agevolati concedibili per gli investimenti, che passa dagli otto attuali a dieci anni. Viene ampliata anche la platea dei beneficiari dell’agevolazione.  Sono ammesse, infatti, micro e piccole imprese in cui la compagine societaria sia composta, per oltre la metà numerica dei soci e di quote partecipazione, da soggetti di età compresa tra i 18 e i 35 anni o da donne, che siano costituite da non oltre 60 mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione, anziché da non più di 12 mesi. Fermo restante il limite generale di 1,5 milioni del valore degli investimenti, l’importo massimo delle spese ammissibili viene innalzato a 3 milioni di euro per le imprese costituite da almeno 36 mesi e da non oltre 60 mesi. Inoltre, l’importo del finanziamento, ora non superiore al 75% della spesa ammissibile, viene elevato al 90% nel caso di imprese costituite da almeno 36 mesi e da non oltre 60 mesi, ammettendo la concessione delle agevolazioni ai sensi dell’articolo 17 del regolamento Ue n. 651/2014 che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno. Infine, si ammette il cumulo delle agevolazioni con altri aiuti di Stato anche de minimis, nei limiti previsti dalla disciplina europea in materia di aiuti di Stato di riferimento.

Domanda telematica attraverso l’Invitalia

Il soggetto gestore della misura è l’Invitalia. La domanda andrà presentata esclusivamente online, attraverso la piattaforma informatica www.invitalia.it.

Per richiedere le agevolazioni bisogna registrarsi ai servizi online, indicando un indirizzo di posta elettronica ordinaria. Una volta registrati si accede al sito riservato all’intervento agevolativo «nuove imprese a tasso zero», dove compilare direttamente la domanda, caricare il business plan e la documentazione da allegare. Al termine della procedura di compilazione del piano di impresa e dell’invio telematico della domanda e dei relativi allegati verrà assegnato un protocollo elettronico.

Tutoraggio

Per le imprese di più recente costituzione, verrà offerto un servizio di tutoraggio e la copertura dei costi iniziali di gestione, per una percentuale comunque non superiore al 20% del totale delle spese ammissibili. Attualmente i finanziamenti di nuove imprese a tasso zero riguardano l’avvio di nuove attività imprenditoriali, su tutto il territorio nazionale, nei settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli, della fornitura di servizi, del commercio, della filiera turistico-culturale e dell’innovazione sociale, ad opera di giovani tra i 18 e i 35 anni o di donne di tutte le età.

FONTE ITALIA OGGI


Nuove imprese 2020

Prestiti a tasso zero per chi apre nuova impresa con donne e giovani sotto i 35 anni

Cos’è e come funziona?

Bonus giovani e donne: nuove imprese 2020 è una buona possibilità per chi intende mettersi in proprio e creare una micro e piccola impresa, avvalendosi di agevolazioni statali ad hoc che consentono di aprire nuove imprese a tasso zero.

Nello specifico, vediamo cosa sono e come funzionano i finanziamenti Invitalia nuove imprese 2020, da quando è possibile presentare la domanda a Invitalia per accedere alle agevolazioni di mutuo agevolato a tasso zero, quali documenti servono e in cosa consistono gli incentivi e la loro durata.

Bonus giovani e donne 2020 tutte le novità:

Imprese a tasso zero :  Bonus giovani donne nuove imprese 2020

  • aumento della durata massima dei mutui agevolati a tasso pari a zero che passa da 8 a 10 anni;
  • aumento de termine per fruire dell’agevolazione che passa da 12 a 60 mesi dalla costituzione.
  • la percentuale di copertura delle spese passa dal 75 passa a 90 per le imprese costituite da almeno 36 mesi e da non oltre 60 mesi, per loro l’importo massimo può arrivare adesso fino a 3 milioni di euro, per tutte le altre invece è a 1,5 milioni di euro;
  • le agevolazioni possano essere cumulate con altri aiuti di Stato anche de minimis, nei limiti previsti dalla disciplina europea in materia di aiuti di Stato.

Le disposizioni nuove riguardano anche le imprese di più recente costituzione, con servizi di tutoraggio e copertura dei costi iniziali di gestione, purché non superiore alla soglia del 20% del totale delle spese ammissibili.

Che cosa è?

Cosa sono i Bonus giovani e donne, nuove imprese 2020 di Invitalia? Sono un’agevolazione che consente a giovani under 35 e alle donne di ogni età di poter accedere ad un pacchetto incentivi, qualora intendano aprire una micro e piccola impresa. Tali incentivi possono rappresentare, pertanto, un’occasione da non perdere, perché consentono di ottenere un mutuo agevolato a tasso zero dalla durata massima di 8 anni che può arrivare a coprire fino al 75% delle spese totali.

 Invitalia finanziamenti nuove imprese a tasso zero: come funzionano? Chiunque sia in possesso dei requisiti richiesti e voglia mettersi in proprio, ed accedere agli incentivi, deve presentare per via telematica l’apposita domanda a Invitalia secondo le modalità, i termini, i moduli approvati e fissati dal MISE con la circolare del 9 ottobre 2015 per gli incentivi autoimprenditorialità 2019.

Le richieste inviate online, saranno poi vetrificate e valutate in ordine di presentazione.

I requisiti

Gli incentivi 2020 per chi apre una nuova impresa, micro o piccola, sono riservati e per cui spettano solo a:

Giovani tra i 18 e i 35 anni e Donne di qualsiasi età, residenti in qualsiasi Regione d’Italia. Altro requisito importante per accedere al bonus, è che l’impresa al momento della domanda, non devono essere costituita in forma di società da non più di 12 mesi, ora 60 mesi.

In più, possono richiedere i finanziamenti anche le persone fisiche, a patto però che in caso di ammissione al beneficio, costituiscano la società entro 45 giorni dall’accettazione della domanda.

Tutti i settori agevolabili e le spese ammissibili

Tutti i settori agevolabili con i finanziamenti Invitalia a tasso zero e quindi nello specifico le società che possono presentare la domanda Invitalia finanziamenti nuove imprese 2019, sono le imprese che si occupano o si occuperanno di:

  • Produzione di beni nel settore industria, artigianato e trasformazione dei prodotti agricoli;
  • Fornitura di servizi alle imprese e alle persone;
  • Commercio di beni e servizi;
  • Turismo.

Inoltre, possono essere ammesse anche le imprese che si occupano delle seguenti attività:

  • Attività di valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, e miglioramento dei servizi di ricettività e accoglienza turistica-culturale;
  • Innovazione sociale, come ad esempio la produzione di beni e fornitura di servizi che creano nuove relazioni sociali o soddisfano nuovi bisogni sociali.

Spese ammesse agli incentivi autoimprenditorialità Invitalia: nello specifico le spese ammissibili finanziamenti Invitalia sono:

  • Produzione di beni industria e artigianato e per la trasformazione di prodotti agricoli: terreno 10%; Opere murarie: costruzione, acquisto e ristrutturazione 40%; Impianti e macchinari nessun limite; Brevetti e marchi 20%; Servizi ICT 20%; Formazione e consulenze: 5%.
  • Servizi alle imprese, servizi alle persone e Commercio di beni e servizi: Opere murarie: acquisto e ristrutturazione 40%; Spese impianti e macchinari nessun limite; brevetti e marchi e servizi ICT 20%; Formazione e consulenze 5%.
  • Turismo – Filiera turistico culturale: opere murarie acquisto e ristrutturazione 70%; spese impianti Nessun limite; brevetti marchi e ICT al 20%; Formazione e consulenze spesa 5%.

Domanda Invitalia 2020 

La domanda Invitalia bonus donne e giovani 2020 può essere presentata dagli interessati per tutto il 2020, esclusivamente per via telematica utilizzando la piattaforma Invitalia.

Una volta inviata la documentazione richiesta, le domande vengono verificare in base all’ordine cronologico di presentazione e poi valutate entro 60 giorni dall’invio. La valutazione comprende anche un colloquio con Invitalia.

fonte  Q CONSULTING


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