Fotovoltaico – PARCO AGRISOLARE per le imprese agricole: dal 27 SETTEMBRE pronte le regole operative per chiedere i contributi

blue and white solar panels

RAMSES GROUP NEWS n. 409 – 14 settembre 2022

Il ministero delle politiche agricole ha pubblicato il regolamento operativo per la presentazione delle domande di accesso alla realizzazione di impianti fotovoltaici da installare su edifici a uso produttivo nei settori: agricolo; zootecnico; agroindustriale. La misura rientra nel PNRR, Missione 2, componente 1, investimento 2.2 “Parco Agrisolare”. Dal 27 settembre 2022 e fino al 27 ottobre 2022 gli imprenditori agricoli, le imprese agroindustriali, le cooperative agricole, possono inoltrare la domanda esclusivamente per via telematica mediante l’apposito portale disponibile nell’area clienti del sito istituzionale del GSE, inserendo le informazioni tecnico-amministrative richieste, nonché allegando la documentazione a corredo.

È stato pubblicato lo scorso 23 agosto l’avviso pubblico che approva il regolamento operativo recante le modalità di presentazione delle domande di accesso alla realizzazione di impianti fotovoltaici da installare su edifici a uso produttivo nei settori:

– agricolo;

– zootecnico;

– agroindustriale.

Ad essi sono destinati 1,5 miliardi di euro nell’ambito della misura PNRR M2C1-I.2.2 “Parco Agrisolare”.

La misura intende sostenere gli investimenti nelle strutture produttive del settore agricolo, zootecnico e agroindustriale, al fine di rimuovere e smaltire i tetti esistenti e costruire nuovi tetti isolati, creare sistemi automatizzati di ventilazione e/o di raffreddamento e installare pannelli solari e sistemi di gestione intelligente dei flussi e degli accumulatori.

L’avviso segue la pubblicazione del Decreto ministeriale integrativo 14 luglio 2022 recante ulteriori disposizioni in materia di attivazione della misura PNRR, Missione 2, componente 1, investimento 2.2 “Parco Agrisolare”.

Soggetti beneficiari

Il decreto definisce i soggetti beneficiari della misura:

– imprenditori agricoli, cioè coloro che, iscritti nella sezione speciale del registro imprese, in forma di persona fisica o giuridica, esercitano una delle seguenti attività, così come previsto dall’art. 2135 e s.m.i. del c.c.: coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento di animali e attività connesse;

– imprese agroindustriali, cioè le aziende che, attive nella lavorazione e trasformazione dei prodotti agricoli, alla data di presentazione della Proposta sono in possesso, come codice ATECO prevalente, di uno dei codici ATECO di cui all’elenco pubblicato sul sito del Ministero.

– cooperative agricole, anche sotto forma di consorzio, cioè le società che, alla stregua dell’imprenditore agricolo, svolgono una delle attività di coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento di animali e attività connesse, e risultano iscritte nella sezione speciale del registro imprese.

Non possono essere soggetti beneficiari i soggetti esonerati dalla tenuta della contabilità IVA, aventi un volume di affari annuo, riferito all’anno fiscale 2021, inferiore a euro 7.000,00 (articolo 4, comma 2, del decreto).

Intensità del Contributo

Per gli anni dal 2022 al 2026 l’art. 3, comma 2, del decreto, prevede che le risorse complessivamente disponibili per la realizzazione del “Parco Agrisolare” (Missione 2, Componente 1, Investimento 2.2), pari a € 1.500.000.000 (euro un miliardo e cinquecento milioni), sono così suddivise:

– 1.200 milioni di euro destinati per la realizzazione di interventi realizzati dalle aziende agricole attive nella produzione agricola primaria;

– 300 milioni di euro sono invece destinati alla realizzazione di interventi, di cui:

a. euro 150 milioni per interventi realizzati da aziende agricole attive nei settori della trasformazione di prodotti agricoli;

b. euro 150 milioni per interventi realizzati da aziende agricole attive nei settori della trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli.

Il 40% delle risorse disponibili così suddivise è destinato, ai sensi dell’art. 3, comma 4, del decreto, al finanziamento di progetti da realizzare nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Ai sensi dell’Allegato A del decreto, per gli interventi da realizzare nelle aziende attive nel settore della produzione primaria e in quelle attive nel settore della trasformazione di prodotti agricoli, l’intensità massima del contributo riconoscibile è pari:

– al 50% delle spese ammissibili, per gli interventi da realizzare nelle Regioni meno sviluppate;

– al 40% delle spese ammissibili, per le altre Regioni.

Per gli interventi da realizzare nelle aziende attive nel settore della produzione primaria, l’intensità del contributo può essere maggiorata di 20 punti percentuali nel caso in cui:

– il soggetto beneficiario si configuri come giovane agricoltore o agricoltore insediato nei cinque anni precedenti la data della domanda di aiuto (data di presentazione della Proposta), così come risultante dalle informazioni contenute nel Registro delle Imprese;

l’investimento ricada in zone soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli specifici.

L’intensità del contributo per gli interventi da realizzare nelle aziende attive nel settore della trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli può essere maggiorata di:

– 20 punti percentuali, per gli aiuti concessi alle piccole imprese;

– 10 punti percentuali, per gli aiuti concessi alle medie imprese;

– 15 punti percentuali, per investimenti effettuati nelle “zone assistite”.

Interventi e spese ammissibili

Per richiedere il contributo previsto dal decreto, l’impianto fotovoltaico deve essere di nuova costruzione e con potenza di picco complessiva (espressa in kWp) non inferiore a 6 kWp e non superiore a 500 kWp, determinata dalla somma delle singole potenze nominali di ciascun modulo costituente il generatore fotovoltaico misurate in Condizioni di Prova Standard (STC).

Si segnala che possono essere ammessi ai contributi previsti dal Decreto “Parco Agrisolare” esclusivamente i progetti di realizzazione di impianti fotovoltaici la cui energia elettrica prodotta sarà destinata a soddisfare il fabbisogno energetico della azienda agricola nella titolarità del Soggetto Beneficiario (cosiddetti impianti in regime di cessione parziale/autoconsumo).

Tale previsione non si applica alle aziende rientranti nella Tabella 3A dell’Allegato A del Decreto. Si specifica che i componenti principali di impianto devono essere nuovi e mai utilizzati in altri impianti fotovoltaici.

L’impianto fotovoltaico dovrà essere installato sulle coperture di fabbricati esistenti strumentali all’attività agricola, ivi compresi quelli destinati alla ricezione e all’ospitalità nell’ambito dell’attività agrituristica, che siano nella disponibilità del Soggetto Beneficiario, regolarmente accatastati alla data di invio della Proposta nel catasto dei fabbricati con annotazione, nella relativa posizione catastale e del riconoscimento della ruralità fiscale.

È inoltre consentita l’installazione dell’impianto fotovoltaico esclusivamente su serre esistenti, alla data di invio della Proposta, che risultino strumentali all’attività agricola del Soggetto Beneficiario e per le quali, secondo la normativa vigente in materia, non risulta necessario l’accatastamento. La strumentalità effettiva del fabbricato e/o della serra all’attività del Soggetto Beneficiario dovrà essere attestata tramite opportune evidenze documentali, ovvero da una relazione tecnica descrittiva.

I Soggetti Beneficiari sono tenuti a realizzare, collaudare e rendicontare gli interventi entro 18 mesi dalla data di pubblicazione del pertinente elenco dei Beneficiari di cui all’articolo 8, comma 3, del Decreto, escluse eventuali richieste di proroghe, sostenute da motivi oggettivi, accordate dal GSE di concerto con il Mipaaf.

In ogni caso, deve essere garantita la realizzazione, il collaudo e la rendicontazione degli interventi entro il 30 giugno 2026.

Spese ammissibili

Il contributo è riconosciuto, nei limiti di spesa previsti, alle proposte per la realizzazione di impianti fotovoltaici su tetti strumentali all’attività agricola e di altri interventi complementari (ove previsti), finalizzati alla riqualificazione e/o efficientamento energetico dei fabbricati interessati. La spesa massima ammissibile per singola proposta, ivi inclusi gli eventuali interventi complementari, non può essere superiore ad € 750.000,00 (euro settecentocinquantamila/00).

Ogni singolo soggetto beneficiario può richiedere l’accesso al contributo per più progetti, ma con una spesa massima ammissibile complessiva, comunque, non superiore ad € 1.000.000,00 (euro un milione/00). Il Decreto dispone che il Soggetto Beneficiario, nell’ambito della presentazione della proposta, è tenuto a elaborare una stima delle spese a preventivo, coerentemente con le caratteristiche del progetto presentato.

Il GSE, verificata la coerenza degli importi di spesa dichiarati e l’ammissibilità della Proposta, provvede a definire l’importo del contributo che è possibile riconoscere al Soggetto Beneficiario, fermo restando che l’importo effettivo del contributo da riconoscere in fase di fine lavori verrà ridefinito sulla base dei reali costi sostenuti dal Soggetto Beneficiario e non potrà comunque essere superiore a quanto riconosciuto in fase di ammissione della Proposta.

Sono ammesse al contributo, in misura delle intensità definite al capitolo 3, le spese riferite all’intervento di installazione dell’impianto fotovoltaico, adeguatamente documentate e rendicontabili, fino a € 1500/kWp. Si specifica che ogni Proposta deve essere riferita esclusivamente al progetto di un unico impianto fotovoltaico.

Sono ammissibili al contributo le seguenti voci di spesa:

– acquisto e installazione dei componenti costituenti l’impianto fotovoltaico da realizzare, ovvero i moduli fotovoltaici, gli inverter, i software di gestione (ove richiesti), l’ulteriore componentistica (cavi, quadri, strutture di supporto, trasformatori, dispositivi di sicurezza a norma CEI, ecc.) necessaria al funzionamento dell’impianto;

– approntamento cantiere e direzione lavori;

– fornitura e posa in opera di materiali impiegati per l’esecuzione delle opere edili-murarie, gli adeguamenti impiantistici e le attrezzature di supporto per la corretta installazione e funzionalità dell’impianto nel rispetto delle normative vigenti;

– spese per lo svolgimento di adempimenti verso i soggetti competenti per la connessione e l’esercizio dell’impianto fotovoltaico alla rete elettrica; tra queste rientrano gli importi da corrispondere al Gestore di Rete territorialmente competente, gli eventuali oneri per l’adeguamento dell’infrastruttura di rete eventualmente necessario, l’assolvimento degli obblighi fiscali, se previsti dalla norma, altri oneri necessari.

In aggiunta al contributo spettante per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico è possibile richiedere un contributo per le spese di acquisto e installazione di sistemi di accumulo di energia elettrica, fino a un limite di spesa ammissibile pari a 1.000 €/kWh, adeguatamente documentate e rendicontabili. In ogni caso, ai fini del calcolo del contributo spettante, la spesa massima ammissibile non può eccedere € 50.000,00 (euro cinquantamila/00).

Qualora siano installati dispositivi di ricarica per la mobilità sostenibile, potrà essere riconosciuta, in aggiunta ai massimali di cui ai precedenti paragrafi, una spesa complessiva fino ad un limite massimo ammissibile pari a:

– € 1.500,00 (euro millecinquecento/00) per installazione di dispositivi di ricarica wallbox di potenza complessiva non superiore ai 22 kW;

– € 4.000,00 (euro quattromila/00) per installazione di colonnine di ricarica di potenza complessiva non superiore ai 22 kW;

– € 250,00/kW, e fino a un massimo di € 15.000,00 (euro quindicimila/00) per l’installazione di dispositivi di ricarica di potenza complessiva superiore ai 22 kW.

Congiuntamente alla realizzazione dell’impianto fotovoltaico, è possibile realizzare uno o più interventi di riqualificazione edile ed energetica della copertura del manufatto sul quale lo stesso è installato.

Gli interventi complementariammissibili ai benefici previsti dalla Misura consistono nella:

– rimozione e smaltimento dell’amianto/eternit dai tetti, in conformità alla normativa nazionale di settore vigente;

– realizzazione dell’isolamento termico dei tetti;

– realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria).

Modalità di presentazione della proposta

I soggetti beneficiari devono presentare le proposte esclusivamente tramite il portale predisposto dal GSE.

Ai fini della richiesta di ammissione al contributo, la proposta deve essere trasmessa, pena l’inammissibilità, esclusivamente per via telematica mediante l’apposito portale “AGRISOLARE”, disponibile nell’Area Clienti del sito istituzionale del GSE, inserendo le informazioni tecnico-amministrative richieste, nonché allegando la documentazione a corredo.

Per poter accedere al Portale, il soggetto beneficiario, qualora non sia già registrato, deve preliminarmente registrarsi, al fine di creare il profilo operatore sul sito del GSE, nella sezione Area Clienti (https://areaclienti.gse.it/), e, solo dopo, richiedere il servizio “AGRISOLARE” attraverso il quale è possibile procedere alla presentazione della proposta.

Apertura e chiusura dei termini

Le proposte, redatte in conformità alle istruzioni del regolamento operativo, dovranno essere presentate, pena l’irricevibilità, esclusivamente tramite la piattaforma informatica predisposta dal soggetto attuatore GSE all’indirizzo www.gse.it a decorrere dalle ore 12:00:00 del 27 settembre 2022 e fino alle ore 12:00:00 del 27 ottobre 2022.

Fonte IPSOA

Parco Agrisolare – Incentivi per il fotovoltaico in agricoltura e agroindustria

Domande dal 27 settembre Procedura a sportello attraverso il portale Gse

CLICCA QUI per pdf Regolamento operativo

SCHEDA BANDO “PARCO AGRISOLARE”

BENEFICIARI

  • Imprenditori agricoli, in forma individuale o societaria;
  • Imprese agroindustriali, in possesso di codice ATECO (i codici ATECO sono precisati nel Bando);
  • Indipendentemente dai propri associati, le cooperative agricole che svolgono attività di cui all’articolo 2135 del cc e le cooperative o loro consorzi di cui all’art. 1, comma 2 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228.

Sono esclusi i soggetti esonerati dalla tenuta della contabilità IVA, aventi un volume di affari annuo inferiore ad € 7.000,00.

Ai fini dell’individuazione dei Soggetti Beneficiari, valgono le seguenti definizioni:

  • imprenditore agricolo è colui che, iscritto nella sezione speciale del registro imprese, in forma di persona fisica o giuridica, esercita una delle seguenti attività, così come previsto dall’art. 2135 e s.m.i. del c.c.: coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento di animali e attività connesse;
  • impresa agroindustriale è l’azienda che, attiva nella lavorazione e trasformazione dei prodotti agricoli, alla data di presentazione della Proposta è in possesso, come codice ATECO prevalente, di uno dei codici ATECO di cui all’elenco pubblicato sul sito del Ministero (di seguito, anche Elenco ATECO).
  • cooperativa agricola, anche sotto forma di consorzio, è la società che, alla stregua dell’imprenditore agricolo, svolge una delle attività di coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento di animali e attività connesse, e risulta iscritta nella sezione speciale del registro imprese.

Il beneficiario deve avere la disponibilità dei fabbricati su cui gli interventi sono realizzati;

AGEVOLAZIONE

50% a fondo perduto per le Regioni del SUD (aziende agricole e di trasformazione)

40% a fondo perduto per le altre regioni (aziende agricole e di trasformazione)

30% a fondo perduto  (aziende di trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli)

Maggiorazione del contributo a fondo perduto del 20% per:

  • i giovani agricoltori o gli agricoltori che si sono insediati nei cinque anni precedenti la data della domanda di aiuto;
  • gli investimenti collettivi, come impianti di magazzinaggio utilizzati da un gruppo di agricoltori o impianti di condizionamento dei prodotti agricoli per la vendita;
  • gli investimenti in zone soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli specifici ai sensi dell’articolo 32 del regolamento (UE) n. 1305/2013.
  • per le piccole imprese

Maggiorazione del 10% per le medie imprese

L’agevolazione dovrà rispettare i limiti del regolamento (UE) n. 651/2014 (attenzione che in questo caso potrebbe ridurre le percentuali massime consentite)

E’ possibile richiedere un’anticipazione del 30% del contributo riconosciuto garantita da apposita polizza fidejussoria.

INTERVENTI AMMESSI

Intervento principale e obbligatorio:

acquisto e posa in opera di pannelli fotovoltaici, sui tetti di fabbricati suddetti, con potenza di picco non inferiore a 6 kWp e non superiore a 500 kWp.
La vendita di energia elettrica è consentita nella rete purché sia rispettato il limite di autoconsumo annuale.

Si segnala che possono essere ammessi ai contributi previsti dal Decreto “Parco Agrisolare” esclusivamente i progetti di realizzazione di impianti fotovoltaici la cui energia elettrica prodotta sarà destinata a soddisfare il fabbisogno energetico della azienda agricola nella titolarità del Soggetto Beneficiario (cosiddetti impianti in regime di cessione parziale/autoconsumo).

Tale previsione non si applica alle aziende rientranti nella Tabella 3A dell’Allegato A del Decreto (aziende agricole attive nei settori della trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli)

Interventi facoltativi di riqualificazione ai fini del miglioramento dell’efficienza energetica delle strutture:

  • rimozione e smaltimento dell’amianto (o, se del caso, dell’eternit) dai tetti, in conformità alla normativa nazionale di settore vigente: tale procedura deve essere svolta unicamente da ditte specializzate, iscritte nell’apposito registro;
  • realizzazione dell’isolamento termico dei tetti: la relazione tecnica del professionista abilitato dovrà descrivere e giustificare la scelta del grado di coibentazione previsto in ragione delle specifiche destinazioni produttive del fabbricato, anche al fine di migliorare il benessere animale;
  • realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria): la relazione del professionista dovrà dare conto delle modalità di aereazione previste in ragione della destinazione produttiva del fabbricato; a ogni modo, il sistema di areazione dovrà essere realizzato mediante tetto ventilato e camini di evacuazione dell’aria, anche al fine di migliorare il benessere animale.

Si specifica che ogni singola Proposta deve essere riferita al progetto di un solo impianto fotovoltaico (e degli eventuali interventi complementari), da realizzarsi esclusivamente presso uno dei siti produttivi, ovvero unità locali dell’azienda, così come desumibili dalle visure camerali, e dimensionato al fine di soddisfare il fabbisogno energetico dello specifico sito/unità locale.

Nei limiti delle spese massime ammissibili previste dal Decreto, è possibile inviare, da parte del medesimo Soggetto Beneficiario, più Proposte, che dovranno essere riferite a differenti impianti fotovoltaici (ed eventuali interventi complementari) da realizzare sui diversi siti produttivi, ovvero unità locali dell’azienda.

SPESE AMMISSIBILI

Gli interventi ammissibili all’agevolazione, da realizzare sui tetti di fabbricati strumentali all’attività agricola, zootecnica e agroindustriale, devono prevedere l’installazione di impianti fotovoltaici, con potenza
di picco non inferiore a 6 kWp e non superiore a 500 kWp.


Unitamente a tale attività, possono essere eseguiti uno o più dei seguenti interventi di riqualificazione ai fini del miglioramento dell’efficienza energetica delle strutture:
a. Rimozione e smaltimento dell’amianto
b. Realizzazione dell’isolamento termico dei tetti
c. Realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla
sostituzione del tetto (intercapedine d’aria)


Per la realizzazione di impianti fotovoltaici sono ammissibili le seguenti spese:

  1. acquisto e posa di moduli fotovoltaici, inverter, software di gestione, ulteriori componenti di impianto;
  2. sistemi di accumulo;
  3. fornitura e messa in opera dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi;
  4. costi di connessione alla rete;

fino a un limite massimo di euro 1.500,00/Kwp per l’installazione dei pannelli fotovoltaici, anche in considerazione delle dimensioni complessive dell’impianto da realizzare e delle correlate economie di
scala, e fino ad ulteriori euro 1.000,00/Kwh ove siano installati anche sistemi di accumulo. In ogni caso, il contributo complessivo corrisposto per i sistemi di accumulo non può eccedere euro 50.000,00.

Qualora siano installate colonnine di ricarica elettrica per la mobilità sostenibile e per le macchine agricole, potrà essere riconosciuta, in aggiunta ai massimali su indicati, una spesa fino ad un limite massimo
ammissibile pari

  • € 1.500,00 (euro millecinquecento/00) per installazione di dispositivi di ricarica wallbox di potenza complessiva non superiore ai 22 kW;
  • € 4.000,00 (euro quattromila/00) per installazione di colonnine di ricarica di potenza complessiva non superiore ai 22 kW;
  • € 250,00/kW, e fino a un massimo di € 15.000,00 (euro quindicimila/00) per l’installazione di dispositivi di ricarica di potenza complessiva superiore ai 22 kW.

Per la rimozione e smaltimento dell’amianto, ove presente, e l’esecuzione di interventi di realizzazione o miglioramento dell’isolamento termico e della coibentazione dei tetti e/o di realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria):

  1. demolizione e ricostruzione delle coperture e fornitura e messa in opera dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi, fino ad un limite massimo ammissibile di euro 700,00/Kwp.

La spesa massima ammissibile per singolo progetto è pari a euro 750.000,00 (euro settecentocinquantamila/00), nel limite massimo di euro 1.000.000 (un milione) per singolo soggetto beneficiario.

I lavori di realizzazione dell’impianto fotovoltaico devono essere avviati successivamente all’invio della domanda

SPESE NON AMMISSIBILI

a) servizi di consulenza continuativi o periodici o connessi alla consulenza fiscale, alla consulenza legale o alla pubblicità;
b) acquisto di beni usati;
c) acquisto di beni in leasing;
d) acquisto di beni e prestazioni non direttamente identificabili come connessi all’intervento di efficienza energetica o all’installazione dell’impianto per la produzione da fonti rinnovabili;
e) acquisto di dispositivi per l’accumulo dell’energia prodotta da impianti fotovoltaici già esistenti;
f) lavori in economia;
g) pagamenti a favore di soggetti privi di partita IVA;
h) prestazioni gestionali;
i) acquisto e modifica di mezzi di trasporto;
j) spese effettuate o fatturate al Soggetto Beneficiario da società con rapporti di controllo o di collegamento, come definito dall’articolo 2359 del codice civile, o che abbiano in comune soci, amministratori o procuratori con poteri di rappresentanza; tali spese potranno essere ammissibili solo se l’impresa destinataria documenti, al momento della presentazione della domanda di partecipazione al presente bando, che tale società è l’unico fornitore di tale impianto o strumentazione;
k) pagamenti effettuati cumulativamente, in contanti e in compensazione.

I Soggetti Beneficiari dovranno realizzare, collaudare e rendicontare gli interventi entro 18 mesi dalla data della pubblicazione dell’elenco dei destinatari delle risorse, salvo richiesta di proroga, sostenuta da motivi oggettivi e soggetta all’approvazione a cura del Soggetto attuatore, d’intesa con il Ministero. Deve essere garantita comunque la realizzazione, collaudo e rendicontazione degli interventi entro il 30 giugno 2026.

CUMULABILITA’

L’incentivo è cumulabile con altri incentivi in conto capitale o conto energia, nei limiti previsti dalla legislazione vigente in materia di aiuti di Stato.

FONDI DISPONIBILI

  • 1.200 milioni di euro destinati per la realizzazione di interventi realizzati dalle aziende agricole attive nella produzione agricola primaria;
  • euro 150 milioni per interventi realizzati da aziende agricole attive nei settori della trasformazione di prodotti agricoli;
  • euro 150 milioni per interventi realizzati da aziende agricole attive nei settori della trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli.

OPERATIVITA’

Bando a sportello (le domande vengono accolte in ordine cronologico)

Come per tutti i fondi legati al PNRR occorre una dichiarazione sul rispetto del principio “non arrecare un danno significativo all’ambiente (DNSH)”.

Apertura sportello ore 12:00 del 27 settembre 2022 e fino alle ore 12:00 del 27 ottobre 2022 salvo esaurimento fondi

RISORSE UTILI

Avviso Pubblico

Regolamento operativo

Codici ATECO

Decreto Ministeriale 25/3/2022

Fonte RETE AGEVOLAZIONI

Fotovoltaico su fienili e stalle, pronti 1,5 miliardi

Domande dal 27 settembre – Procedura a sportello attraverso il portale Gse

Contributi per gli impianti da realizzare sugli immobili strumentali

Al via il bando parco Agrisolare. Per le imprese agricole o del settore agroindustriale appuntamento dal 27 settembre con le domande per ottenere il contributo in conto capitale per la realizzazione di impianti fotovoltaici sui tetti degli immobili strumentali alle attività agricole e connesse, zootecniche e agroindustriali. Le domande, spiega l’avviso pubblicato sul sito del ministero delle Politiche agricole e forestali, dovranno essere presentate attraverso il portale messo a disposizione dal Gestore dei servizi energetici.

Le agevolazioni verranno concesse mediante una procedura a sportello sino a esaurimento delle risorse disponibili, ma i documenti da allegare non sono facilmente reperibili. Sarebbe importante, per i richiedenti, essere pronti alle ore 12 del 27 settembre, momento in cui le domande potranno essere presentate; lo sportello dovrebbe restare aperto fino alle 12 del 27 ottobre 2022.

Per accedere al portale, il soggetto beneficiario deve preliminarmente registrarsi, al fine di creare il profilo operatore sul sito del Gse, nella sezione Area clienti e, solo dopo, richiedere il servizio Agrisolare, attraverso il quale è possibile procedere alla presentazione della proposta. La dotazione finanziaria è comunque importante: 1,2 miliardi per le aziende agricole attive nella produzione agricola primaria. Sono previste anche due quote da 150 milioni di euro ciascuna, destinate rispettivamente alla realizzazione di interventi nel settore della trasformazione di prodotti agricoli e 

alla realizzazione di interventi nel settore della trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli. Un importo pari almeno al 40% delle risorse complessive è destinato al finanziamento di progetti da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Il richiedente dovrà, all’atto della presentazione della proposta, indicare nel portale dapprima la Tabella cui appartiene e successivamente il proprio Codice Ateco prevalente, come dall’allegato B codici Ateco.

Alla proposta dovrà essere allegata, a pena di esclusione, una serie corposa di documenti. Partendo dalla semplice copia del documento d’identità del sottoscrittore deve poi essere prodotta la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (Dsan). La parte più importate degli allegati consiste in una relazione tecnica descrittiva del progetto di realizzazione dell’impianto fotovoltaico, timbrata e firmata da un professionista abilitato che deve specificare la validità del progetto.

Deve essere allegata anche una visura catastale degli immobili oggetto di intervento, una planimetria degli immobili oggetto di installazione dell’impianto fotovoltaico con la rappresentazione in pianta del fabbricato interessato. Deve essere prodotto uno schema elettrico unifilare di progetto redatto da professionista abilitato, con la rappresentazione dei componenti principali del generatore fotovoltaico, riportante l’eventuale indicazione di porzioni esistenti di impianto e l’esatto posizionamento elettrico del sistema di accumulo.

Tra gli altri documenti da allegare è previsto un dossier fotografico ante operam costituito da almeno cinque fotografie che, con diverse inquadrature, mostrino in 

modo completo lo stato dei luoghi del sito, i fabbricati interessati dall’intervento e il quadro di insieme in cui si inseriscono. Devono essere inserite nel portale anche le bollette elettriche rappresentative dei consumi annuali dichiarati, ovvero le copie delle fatture relative alla fornitura dell’energia elettrica intestata al soggetto beneficiario.

Tra gli altri documenti deve essere prodotta una relazione di calcolo di conversione del fabbisogno termico dell’azienda in energia elettrica equivalente con allegata la documentazione comprovante la quantità di combustibili utilizzati ai fini del calcolo. Le proposte saranno valutate dal Gse sulla base dei dati dichiarati dai soggetti beneficiari.

A conclusione del processo di valutazione, il Gse comunica con apposito provvedimento l’esito dell’istruttoria al soggetto beneficiario. I lavori per la realizzazione degli interventi previsti devono essere avviati successivamente alla presentazione della Proposta. Tutte le spese sono ammissibili solo a partire dal giorno di presentazione della proposta.

PARCO AGRISOLARE: ECCO DA QUANDO SI POSSONO RICHIEDERE I CONTRIBUTI PER L’INSTALLAZIONE DI IMPIANTI FOTOVOLTAICI

Domande dal 27 settembre – Procedura a sportello attraverso il portale Gse

Il MiPAAF ha comunicato la data di apertura del bando per il settore agricolo, zootecnico e agroindustriale

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha previsto l’apertura dello sportello del bando Parco agrisolare per il 27 settembre. Sarà possibile caricare la propria domanda fino al 27 ottobre, salvo esaurimento anticipato dei fondi stanziati, pari a più di un miliardo di euro.

Ricordiamo alcune caratteristiche del bando:

1. Chi può beneficiare dell’agevolazione?

I soggetti beneficiari del bando “Parco Agrisolare” possono essere:

  • Imprenditori agricoli, in forma individuale o societaria;
  • Imprese agroindustriali, in possesso di codice ATECO che sarà specificato da bando attuativo;
  • Cooperative agricole

Tali soggetti devono possedere i requisiti amministrativi, fiscali e contributivi definiti da Decreto.

2. Quali sono gli interventi e le spese ammissibili?

Gli interventi devono essere realizzati necessariamente sui tetti degli edifici adibiti alle attività agricole, zootecniche e agroindustriali e prevedere l’installazione di impianti fotovoltaici con potenza massima non inferiore a 6kWp e non superiore a 500 kWp.

Inoltre, sono considerate ammissibili anche attività volte al miglioramento energetico e connesse all’intervento oggetto del bando, quali:

  • Rimozione e smaltimento dell’amianto dai tetti;
  • Realizzazione di isolamento termico dei tetti (con relazione tecnica);
  • Realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (con relazione tecnica).

Tutti gli interventi devono essere compatibili con il principio di rispetto dell’ambiente DNSH.

Per quanto riguarda le spese, sono ammissibili:

  • Acquisto e posa di moduli fotovoltaici, pannelli solari, inverter, software di gestione, e ulteriori componenti di impianto;
  • Sistemi di accumulo;
  • Fornitura e messa in opera dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi;
  • Costi di connessione alla rete;
  • Demolizione e costruzione delle coperture e fornitura e messa in opera dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi

Le spese, così come i progetti, devono essere effettuate a partire dal giorno di presentazione della domanda e terminate e rendicontate entro 18 mesi dalla pubblicazione dell’elenco dei soggetti beneficiari o comunque entro il 30 giugno 2026.

3. Che tipo di agevolazione è prevista?

Il Bando “Parco Agrisolare” prevede la concessione di un finanziamento in conto capitale, fino ad esaurimento delle risorse disponibili. La dotazione finanziaria complessiva per gli anni dal 2022 al 2026 è di 1.500 milioni di euro di fondi PNRR, di cui il 40% è riservato alle imprese delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia (a disposizione delle altre Regioni qualora non venissero utilizzati).

L’intensità dell’agevolazione varia dal 30% al 70% in funzione del tipo di intervento, d’impresa e della localizzazione.

La misura, inserita nella Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, Componente 1 “Economia circolare e agricoltura sostenibile”, Investimento 2.2, sostiene gli investimenti nelle strutture produttive del settore agricolo, zootecnico e agroindustriale volti a rimuovere e smaltire i tetti esistenti e costruire nuovi tetti isolati, creare sistemi automatizzati di ventilazione e/o di raffreddamento e installare pannelli solari e sistemi di gestione intelligente dei flussi e degli accumulatori.

Obiettivo finale della misura è quello di promuovere l’installazione di pannelli fotovoltaici con una nuova capacità di generazione di 375.000 Kw da energia solare.
La dotazione finanziaria della misura ammonta ad 1,5 miliardi di euro a valere sul PNRR, così suddivisi:

  • 1.200 milioni per gli interventi realizzati dalle aziende agricole attive nella produzione agricola primaria;
  • 150 milioni per gli interventi realizzati dalle aziende agricole attive nel settore della trasformazione di prodotti agricoli;
  • 150 milioni per gli interventi realizzati da aziende attive nel settore della trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli.

Un importo pari almeno al 40% delle risorse complessive è destinato al finanziamento di progetti da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Le domande di accesso agli incentivi dovranno essere presentate attraverso il portale messo a disposizione dal Gestore dei Servizi Energetici S.p.A. accessibile dall’Area clienti.

Il caricamento delle proposte sarà possibile dalle ore 12.00 del 27 settembre fino alle ore 12.00 del 27 ottobre 2022.

Le agevolazioni saranno concesse mediante una procedura a sportello fino ad esaurimento delle risorse disponibili.

Info e Documentazione

 Decreto ministeriale del 25 marzo 2022

 Testo dell’Avviso – Parco Agrisolare

Per informazioni e richieste di chiarimento consultare la sezione dedicata del sito GSE “Servizi/Attuazione Misure PNRR/Parco Agrisolare”, in cui è presente il link “Portale di supporto del GSE”.


Se vuoi maggiori informazioni e avere maggiori possibilità di ottenere fondi e agevolazioni

 compila subito senza impegno la scheda informativa e ti contatteremo il prima possibile

RAMSES GROUP Scheda informativa

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APPROFONDIMENTI

AGRISOLARE Pannelli fotovoltaici in agricoltura: approvato il regime di aiuto italiano da 1,2 miliardi

RAMSES GROUP NEWS n. 382 – 25 luglio 2022

La Commissione europea ha approvato, ai sensi delle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato, un regime italiano da 1,2 miliardi di euro, resi disponibili attraverso il dispositivo per la ripresa e la resilienza, a sostegno degli investimenti nei pannelli fotovoltaici nel settore agricolo. Il sostegno consisterà in sovvenzioni dirette fino al 70% dei costi di investimento ammessi, soggetti a massimali in funzione della capacità dell’impianto fotovoltaico interessato. Il regime durerà fino al 30 giugno 2026 e mira a sostenere gli investimenti delle imprese agricole, agroalimentari e agroindustriali nell’uso delle energie rinnovabili, con il conseguente miglioramento della competitività del settore e effetti positivi sul clima. Il regime contribuirà anche al conseguimento degli obiettivi strategici dell’UE connessi al Green Deal europeo.

Il sostegno concesso tramite il regime approvato consisterà in sovvenzioni dirette fino al 90% dei costi di investimento ammessi, soggetti a massimali in funzione della capacità dell’impianto fotovoltaico interessato. I beneficiari possono investire esclusivamente in capacità fotovoltaiche che non superino il loro fabbisogno energetico.

La Commissione ha valutato il regime alla luce della disciplina degli aiuti di Stato, in particolare degli orientamenti per gli aiuti di Stato nei settori agricolo e forestale e nelle zone rurali e dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c) del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che consente agli Stati membri di sostenere lo sviluppo di talune attività economiche a determinate condizioni.

Nello specifico, la Commissione ha constatato che il regime:

– agevola lo sviluppo di talune attività economiche, in particolare gli investimenti nei pannelli fotovoltaici nel settore agricolo;

– ha un “effetto di incentivazione” in quanto i beneficiari non realizzerebbero gli investimenti nella stessa misura in assenza dell’aiuto;

– ha un impatto limitato sulla concorrenza e sugli scambi all’interno dell’UE. In particolare:

1) è necessario e appropriato per garantire una crescita sostenibile del settore agricolo,

2) è proporzionato in quanto eventuali effetti negativi sulla concorrenza e sugli scambi nell’UE saranno limitati, considerando le dimensioni dei progetti, gli importi degli aiuti e le caratteristiche del settore;

3) migliora la competitività del settore agricolo e ha effetti positivi sul clima, in quanto incoraggia gli operatori a utilizzare energie rinnovabili anziché fossili.

Il provvedimento è inoltre in linea con gli obiettivi di sviluppo rurale dell’UE e con gli obiettivi strategici dell’UE per la transizione ecologica.

Su questa base la Commissione ha approvato il regime in quanto conforme alle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato.

Fonte IPSOA

BANDO PARCO AGRISOLARE – APPROFONDIMENTI

RAMSES GROUP NEWS n. 370 – 7 luglio 2022

Firmato lo scorso 25 marzo 2022 il decreto ministeriale che fornisce le direttive necessarie all’avvio della misura “Parco Agrisolare”, che finanzia l’installazione di pannelli solari e sistemi di gestione intelligente dei flussi e degli accumulatori, la rimozione e lo smaltimento dei tetti esistenti e la costruzione di nuovi tetti isolati, la creazione di sistemi automatizzati di ventilazione e/o di raffreddamento, nelle strutture produttive del settore agricolo, zootecnico e agroindustriale.

Quali incentivi prevede il Bando Parco Agrisolare?

Il Bando Parco Agrisolare prevede un contributo a fondo perduto calcolato in percentuale sulle spese ammesse e differenziatoin base alla tipologia di intervento ed alla zona in cui si trova l’impresa beneficiaria.

Gli aiuti agli investimenti in attivi materiali e attivi immateriali nelle aziende agricole, connessi alla produzione agricola primaria, per la produzione di energia rinnovabile solare (fotovoltaico) sono concessi nella misura del

  • 50% delle spese ammesse per le imprese situate nelle regioni meno sviluppate (Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia)
  • 40% delle spese ammesse per le le imprese situate nelle altre regioni d’Italia.

​Inoltre è prevista una maggiorazione del 20% per:

  • i giovani agricoltori o gli agricoltori che si sono insediati nei cinque anni precedenti la data della domanda di aiuto;
  • gli investimenti collettivi, come impianti di magazzinaggio utilizzati da un gruppo di agricoltori o impianti di condizionamento dei prodotti agricoli per la vendita;
  • gli investimenti in zone soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli specifici.

Gli aiuti agli investimenti nel settore della trasformazione di prodotti agricoli per la produzione di energia rinnovabile solare sono concessi nella misura del:

  • 50% delle spese ammesse per le imprese situate nelle regioni meno sviluppate (Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia)
  • 40% delle spese ammesse per le le imprese situate nelle altre regioni d’Italia.

Gli aiuti agli investimenti alla trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli per la produzione di energia rinnovabile solare  sono concessi nella misura del 30% delle spese ammesse, elevabile del:

  • 20% per gli aiuti concessi alle piccole imprese;
  • 10% per gli aiuti concessi alle medie imprese;
  • 15% per investimenti effettuati nelle zone assistite.

​Quale tipologia di interventi finanzia il Bando Parco Agrisolare?

Il Bando Parco Agrisolare finanzia interventi da realizzare sui tetti di fabbricati strumentali all’attività agricola, zootecnica e agroindustriale, che prevedano l’installazione di impianti fotovoltaici, con potenza di picco non inferiore a 6 kWp e non superiore a 500 kWp.

Possono inoltre essere eseguiti uno o più dei seguenti interventi di riqualificazione ai fini del miglioramento dell’efficienza energetica delle strutture:

  • rimozione e smaltimento dell’amianto (o, se del caso, dell’eternit) dai tetti, in conformità alla normativa nazionale di settore vigente: tale procedura deve essere svolta unicamente da ditte specializzate, iscritte nell’apposito registro;
  • realizzazione dell’isolamento termico dei tetti;
  • realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria); a ogni modo, il sistema di areazione dovrà essere realizzato mediante tetto ventilato e camini di evacuazione dell’aria, anche al fine di migliorare il benessere animale.

Quali spese finanzia il Bando Parco Agrisolare?

Il Bando Parco Agrisolare finanzia le seguenti spese per la realizzazione di impianti fotovoltaici:

  • acquisto e posa di moduli fotovoltaici, inverter, software di gestione, ulteriori componenti di impianto;
  • sistemi di accumulo;
  • fornitura e messa in opera dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi;
  • costi di connessione alla rete;

fino a un limite massimo di euro 1.500,00/Kwp per l’installazione dei pannelli fotovoltaici, anche in considerazione delle dimensioni complessive dell’impianto da realizzare e delle correlate economie di scala, e fino ad ulteriori euro 1.000,00/Kwh ove siano installati anche sistemi di accumulo. In ogni caso, il contributo complessivo corrisposto per i sistemi di accumulo non può eccedere euro 50.000,00.

Qualora siano installate colonnine di ricarica elettrica per la mobilità sostenibile e per le macchine agricole, potrà essere riconosciuta, in aggiunta ai massimali su indicati, una spesa fino ad un limite massimo ammissibile pari a euro 1.000,00/Kw, secondo gli importi dettagliatamente individuati nel bando.

Per la rimozione e smaltimento dell’amianto, ove presente, e l’esecuzione di interventi di realizzazione o miglioramento dell’isolamento termico e della coibentazione dei tetti e/o di realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria):

  • demolizione e ricostruzione delle coperture e fornitura e messa in opera dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi, fino ad un limite massimo ammissibile di euro 700,00/Kwp.

La spesa massima ammissibile per singolo progetto è pari a euro 750.000,00, nel limite massimo di euro 1.000.000 per singolo soggetto beneficiario.

Per tutti gli interventi descritti – nei limiti massimi indicati – sono ammissibilie le spese di progettazione, asseverazioni ed altre spese professionali richieste dal tipo di lavori, comprese quelle relative all’elaborazione e presentazione dell’istanza, direzione lavori e collaudi, se prestate da soggetti esterni all’impresa.

Sono ammessi a finanziamento solo impianti fotovoltaici di nuova costruzione e realizzati con componenti di nuova costruzione.

È consentita la realizzazione di impianti fotovoltaici su coperture anche diverse da quelle su cui si opera la bonifica dall’amianto (e, se del caso, dall’eternit), purché appartenenti allo stesso fabbricato.
È ammessa l’opera di bonifica anche su superfici superiori a quelle dell’installazione di impianti fotovoltaici, purché appartenenti allo stesso fabbricato.

Tutte le spese sono ammissibili a partire dal giorno di presentazione della domanda di contributo.

Chi può beneficiare dei contributi previsti dal Bando Parco Agrisolare?

Possono beneficiare dei contributi previsti dal Bando Parco Agrisolare

  • Imprenditori agricoli, in forma individuale o societaria;
  • Imprese agroindustriali, in possesso di codice ATECO ammessi;
  • Indipendentemente dai propri associati, le cooperative agricole e le cooperative o loro consorzi di cui all’art. 1, comma 2 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228.

Sono esclusi i soggetti esonerati dalla tenuta della contabilità IVA, aventi un volume di affari annuo inferiore ad € 7.000,00.

Quando è possibile presentare domanda di contributo?

Non sono ancora note le tempistiche di presentazione delle domande di contributo. Il MIPAAF pubblicherà a breve le note operative per la presentazione delle domande.
La procedura è a sportello e le pratiche saranno valutate in funzione dell’ordine cronologico di presentazione delle domande.

Gazzetta Ufficiale
LINK BANDO Gazzetta Ufficiale (n.149 del 28 giugno 2022)

BANDO

RAMSES GROUP NEWS n. 366 – 1 luglio 2022

Pubblicato sulla gazzetta ufficiale n. 149 del 28 giugno 2022 il decreto del ministero delle politiche agricole alimentarie forestali del 25/03/2022

Interventi per la realizzazione di impianti fotovoltaici da installare su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale, da finanziare nell’ambito del PNRR, Missione 2, componente 1, investimento 2.2 «Parco Agrisolare».

BENEFICIARI

 ·      Imprese agricole, in forma individuale o societaria
·       Imprese agroindustriali, in possesso di codici ATECO [da definire con successivo atto]
·       Le cooperative agricole che svolgono attività di cui all’art. 2135 del cc
·       Le cooperative e loro consorzi di cui all’art. 1 comma 2 del decreto lgs 18 maggio 2001, n 228
·       Sono compresi tra i soggetti beneficiari anche coloro che svolgono attività di ricezione ed ospitalità nell’ambito dell’attività agrituristica.

INTERVENTI AMMISSIBILI

Acquisto e posa in opera di pannelli fotovoltaici sui tetti di fabbricati strumentali all’attività dei soggetti beneficiari, con potenza di picco non inferiore a 6 kWp e non superiore a 500 kWp
Si possono, inoltre, aggiungere uno o più dei seguenti interventi:
a) rimozione e smaltimento dell’amianto (o, se del caso, dell’eternit) dai tetti, in conformità alla normativa nazionale di settore vigente: tale procedura deve essere svolta unicamente da ditte specializzate, iscritte nell’apposito registro;
b) realizzazione dell’isolamento termico dei tetti: la relazione tecnica del professionista abilitato dovrà de- scrivere e giustificare la scelta del grado di coibentazione previsto in ragione delle specifiche destinazioni produttive del fabbricato, anche al fine di migliorare il benessere animale;
c) realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria): la relazione del professionista dovrà dare conto delle modalità di aereazione previste in ragione della destinazione produttiva del fabbricato; a ogni modo, il sistema di areazione dovrà essere realizzato mediante tetto ventilato e camini di evacuazione dell’aria, anche al fine di migliorare il benessere animale.

SPESE AGEVOLABILI

Le spese agevolabili sono:
a)      per la realizzazione di impianti fotovoltaici
b)      installazioni di sistemi di accumulo
c)      installazione di colonnine di ricarica
d)      Rimozione e Smaltimento amianto
e)      realizzazione dell’isolamento termico dei tetti
f)       realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto

Spesa Massima Ammissibile
·       € 750.000,00 singolo progetto
·       € 1.000.000,00 singolo soggetto beneficiario

AGEVOLAZIONE

L’intensità di aiuto è individuata sulla base:
·       della tipologia di beneficiario
·       area geografica in cui si sviluppa l’intervento
·       e altre specifiche condizioni

con un minimo del 30% un massimo  del 70%

PRESENTAZIONE
In attesa della pubblicazione da parte del Ministero dell’Avviso in cui saranno specificate, ai sensi dell’art. 13 del decreto, le modalità operative di presentazione e le relative scadenze.

Il 40% delle risorse è riservato al finanziamento di progetti da realizzare nelle regioni del Sud, in particolare Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

L’obiettivo della misura è quello di sostenere gli investimenti per la realizzazione di impianti fotovoltaici su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale, escludendo totalmente il consumo di suolo. Ma i contributi ricevuti possono essere utilizzati anche per altri interventi.


Bando Parco Agrisolare: contributi anche per riqualificazione e rimozione amianto

contributi erogati in seguito alla partecipazione ai bandi in uscita potranno coprire, oltre ai costi per l’installazione degli impianti fotovoltaici, anche i costi di riqualificazione e ammodernamento delle strutture interessate.

Ad esempio sarà possibile utilizzare le risorse ricevute per l’eventuale rimozione dalle coperture di eternit e amianto, e per interventi di miglioraramento della coibentazione e dell’areazione, anche al fine di contribuire al benessere degli animali eventualmente ospitati nelle strutture interessate.

In questo modo l’iniziativa vuole dare avvio alla diversificazione delle fonti energetiche spingendo sulle rinnovabili, che rappresentano un elemento centrale per ridurre i costi dell’energia sostenuti dalle aziende del settore.

L’obiettivo finale da raggiungere entro il 2026 è l’installazione di pannelli fotovoltaici per una potenza complessiva pari a 375.000 kW, che andrebbe a contribuire in maniera sostanziale ad aumentare la sostenibilità, la resilienza, la transizione verde e l’efficienza energetica del settore.

Il decreto firmato nei giorni scorsi sarà ora notificato alla Commissione europea e successivamente sarà pubblicato il bando che darà il via alla presentazione delle candidature dei progetti. Attendiamo aggiornamenti.

In questo modo l’iniziativa vuole dare avvio alla diversificazione delle fonti energetiche spingendo sulle rinnovabili, che rappresentano un elemento centrale per ridurre i costi dell’energia sostenuti dalle aziende del settore.

L’obiettivo finale da raggiungere entro il 2026 è l’installazione di pannelli fotovoltaici per una potenza complessiva pari a 375.000 kW, che andrebbe a contribuire in maniera sostanziale ad aumentare la sostenibilità, la resilienza, la transizione verde e l’efficienza energetica del settore.

Il decreto firmato nei giorni scorsi sarà ora notificato alla Commissione europea e successivamente sarà pubblicato il bando che darà il via alla presentazione delle candidature dei progetti. Attendiamo aggiornamenti.


APPROFONDIMENTI

PUBBLICATO BANDO: SIAMO PRONTI

Parco Agrisolare: il contributo a fondo perduto per la realizzazione di impianti fotovoltaici su edifici a uso produttivo

Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Decreto 25/03/2022

(LINK Gazzetta Ufficiale 28/06/2022, n. 149)

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 149 del 28 giugno 2022 il decreto 25 marzo 2022 del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali relativo agli “interventi per la realizzazione di impianti fotovoltaici da installare su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale, da finanziare nell’ambito del PNRR, Missione 2, componente 1, investimento 2.2 «Parco Agrisolare»”. Il finanziamento consiste nell’erogazione di un contributo a fondo perduto per la realizzazione di impianti fotovoltaici su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale.

In particolare con il decreto, nel rispetto degli obiettivi fissati dal regolamento UE 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 febbraio 2021, che ha istituito il dispositivo per la ripresa e la resilienza, sono fornite le direttive necessarie all’avvio della misura «Parco agrisolare», missione 2, componente 1, investimento 2.2, tramite l’erogazione di un contributo a fondo perduto per la realizzazione di impianti fotovoltaici su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale.

L’investimento persegue l’obiettivo di creare e migliorare l’infrastruttura connessa allo sviluppo, all’adeguamento e all’ammodernamento dell’agricoltura, compresi l’accesso ai terreni agricoli, la ricomposizione e il riassetto fondiari, l’approvvigionamento e il risparmio energetico e idrico.

Per le aziende agricole di produzione primaria, gli impianti fotovoltaici sono ammissibili agli aiuti unicamente se l’obiettivo è quello di soddisfare il fabbisogno energetico dell’azienda e se la loro capacità produttiva non supera il consumo medio annuo di energia elettrica dell’azienda agricola, compreso quello familiare.

La vendita di energia elettrica è consentita nella rete purché sia rispettato il limite di autoconsumo annuale.

Nello specifico, dovranno essere selezionati e finanziati progetti che prevedono l’acquisto e la posa in opera di pannelli fotovoltaici sui tetti di fabbricati strumentali all’attività dei soggetti beneficiari, ivi compresi quelli destinati alla ricezione ed ospitalità nell’ambito dell’attività agrituristica. Unitamente a tale attività, possono essere eseguiti uno o più dei seguenti interventi di riqualificazione ai fini del miglioramento dell’efficienza energetica delle strutture:

a) rimozione e smaltimento dell’amianto (o, se del caso, dell’eternit) dai tetti, in conformità alla normativa nazionale di settore vigente: tale procedura deve essere svolta unicamente da ditte specializzate, iscritte nell’apposito registro;

b) realizzazione dell’isolamento termico dei tetti: la relazione tecnica del professionista abilitato dovrà descrivere e giustificare la scelta del grado di coibentazione previsto in ragione delle specifiche destinazioni produttive del fabbricato, anche al fine di migliorare il benessere animale;

c) realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria): la relazione del professionista dovrà dare conto delle modalità di aereazione previste in ragione della destinazione produttiva del fabbricato; a ogni modo, il sistema di areazione dovrà essere realizzato mediante tetto ventilato e camini di evacuazione dell’aria, anche al fine di migliorare il benessere animale.

Il decreto definisce i criteri e le modalità di erogazione delle risorse e, in particolare:

a) i criteri per la concessione dell’aiuto individuale ai soggetti beneficiari e la relativa entità dello stesso;

b) la procedura per l’ammissione all’aiuto;

c) i criteri di verifica e le modalità di concessione dell’aiuto.

SIAMO PRONTI! 

PUBBLICATO BANDO PNRR: 1500 milioni a fondo perduto per la realizzazione di impianti fotovoltaici

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 28 giugno 2022, n. 149, il Decreto del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali del 25 marzo 2022  inerente gli “Interventi per la realizzazione di impianti fotovoltaici da installare su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale, da finanziare nell’ambito del PNRR, Missione 2, componente 1, investimento 2.2 «Parco Agrisolare».

Parchi Agrisolari: il decreto MIPAAF per l’assegnazione delle risorse PNRR

Il decreto fornisce le direttive necessarie all’avvio della misura «Parco agrisolare», missione 2, componente 1, investimento 2.2, tramite l’erogazione di un contributo a fondo perduto per la realizzazione di impianti fotovoltaici su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale.

In particolare, l’investimento persegue l’obiettivo di creare e migliorare l’infrastruttura connessa allo sviluppo, all’adeguamento e all’ammodernamento dell’agricoltura, compresi l’accesso ai terreni agricoli, la ricomposizione e il riassetto fondiari, l’approvvigionamento e il risparmio energetico e idrico di cui al punto (143) degli orientamenti.

In particolare, verranno selezionati e finanziati progetti che prevedono l’acquisto e la posa in opera di pannelli fotovoltaici sui tetti di fabbricati strumentali all’attività dei soggetti beneficiari, ivi compresi quelli destinati alla ricezione ed ospitalità nell’ambito dell’attività agrituristica. Unitamente a tale attività, possono essere eseguiti uno o più dei seguenti interventi di riqualificazione ai fini del miglioramento dell’efficienza energetica delle strutture:

  • a) rimozione e smaltimento dell’amianto (o, se del caso, dell’eternit) dai tetti, in conformità alla normativa nazionale di settore vigente;
  • b) realizzazione dell’isolamento termico dei tetti;
  • c) realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria).

Realizzazione parchi agrisolari: le risorse del PNRR

Per gli anni dal 2022 al 2026 le risorse ammontano a 1,5 miliardi di euro a valere sui fondi del PNRR, missione 2, componente 1, investimento 2.2. così suddivisi:

  • 1,2 miliardi di euro per la realizzazione di interventi, descritti nell’allegato A, tabella 1A, del decreto;
  • 300 milioni di euro, per la realizzazione di interventi, descritti all’allegato A, tabelle 2A e 3A, del decreto.

Il 40% delle risorse è destinato a progetti da realizzare nelle regioni del Mezzogiorno-

Soggetti beneficiari

Possono accedere alle risorse:

  • a) Imprenditori agricoli, in forma individuale o societaria;
  • b) imprese agroindustriali, in possesso di codice ATECO indicati in un avviso di prossima pubblicazione;
  • c) indipendentemente dai propri associati, le cooperative agricole che svolgono attività di cui all’art. 2135 del codice civile e le cooperative o loro consorzi di cui all’art. 1, comma 2, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228.

Sono esclusi i soggetti esonerati dalla tenuta della contabilità IVA, aventi un volume di affari annuo inferiore ad euro 7.000,00.

Interventi e spese ammissibili

Agli interventi realizzati viene riconosciuto un finanziamento in conto capitale con intensità di aiuto rispetto alla spesa ammessa come previsto nelle Tabelle inserite nell’Allegato A al Decreto. Il contributo è concesso fino ad esaurimento delle risorse disponibili.

La spesa massima ammissibile per singolo progetto è pari a 750mila euro, nel limite massimo di 1 milione di euro per beneficiario.

Gli interventi ammissibili all’agevolazione, da realizzare sui tetti di fabbricati strumentali all’attività agricola, zootecnica e agroindustriale, devono prevedere l’installazione di impianti fotovoltaici, con potenza di picco non inferiore a 6 kWp e non superiore a 500 kWp.

Unitamente a tale attività, possono essere eseguiti uno o più dei seguenti interventi di riqualificazione ai fini del miglioramento dell’efficienza energetica delle strutture:

  • rimozione e smaltimento dell’amianto (e, se del caso, l’eternit) dai tetti;
  • realizzazione dell’isolamento termico dei tetti;
  • realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria).

Sono considerate ammissibili, ove effettivamente sostenute e comprovate, le seguenti spese:

a) per la realizzazione di impianti fotovoltaici: acquisto e posa di moduli fotovoltaici, inverter, software di gestione, ulteriori componenti di impianto; sistemi di accumulo; fornitura e messa in opera dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi; costi di connessione alla rete; fino a un limite massimo di euro 1.500,00/Kwp per l’installazione dei pannelli fotovoltaici, anche in considerazione delle dimensioni complessive dell’impianto da realizzare e delle correlate economie di scala, e fino ad ulteriori euro 1.000,00/Kwh ove siano installati anche sistemi di accumulo. In ogni caso, il contributo complessivo corrisposto per i sistemi di accumulo non può eccedere i 50mila euro. Qualora siano installate colonnine di ricarica elettrica per la mobilità sostenibile e per le macchine agricole, potrà essere riconosciuta, in aggiunta ai massimali su indicati, una spesa fino ad un limite massimo ammissibile pari a euro 1.000,00/Kw a colonnina, secondo gli importi e le quantità che saranno dettagliatamente individuati nell’avviso di cui all’art. 13;

b) per la rimozione e smaltimento dell’amianto, ove presente, e l’esecuzione di interventi di realizzazione o miglioramento dell’isolamento termico e della coibentazione dei tetti e/o di realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria): demolizione e ricostruzione delle coperture e fornitura e messa in opera dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi, fino ad un limite massimo ammissibile di euro 700,00/Kwp.

 Per tutti gli interventi innanzi elencati sono ammissibili le spese di progettazione, asseverazioni ed altre spese professionali richieste dal tipo di lavori, comprese quelle relative all’elaborazione e presentazione dell’istanza, direzione lavori e collaudi, se prestate da soggetti esterni all’impresa.

Non sono ammissibili i seguenti costi:

a) servizi di consulenza continuativi o periodici o connessi alla consulenza fiscale, alla consulenza legale o alla pubblicità;

b) acquisto di beni usati;

c) acquisto di beni in leasing ;

d) acquisto di beni e prestazioni non direttamente identificabili come connessi all’intervento di efficienza energetica o all’installazione dell’impianto per la produzione da fonti rinnovabili;

e) acquisto di dispositivi per l’accumulo dell’energia prodotta da impianti fotovoltaici già esistenti;

f) lavori in economia;

g) pagamenti a favore di soggetti privi di partita IVA;

h) prestazioni gestionali;

i) acquisto e modifica di mezzi di trasporto;

j) spese effettuate o fatturate al soggetto beneficiario da società con rapporti di controllo o di collegamento, come definito dall’art. 2359 del codice civile o che abbiano in comune soci, amministratori o procuratori con poteri di rappresentanza; tali spese potranno essere ammissibili solo se l’impresa destinataria documenti, al momento della presentazione della domanda di partecipazione al presente bando, che tale società è l’unico fornitore di tale impianto o strumentazione;

k) pagamenti effettuati cumulativamente, in contanti e in compensazione.

Sono ammessi a finanziamento solo impianti fotovoltaici di nuova costruzione e realizzati con componenti di nuova costruzione

Il contributo va richiesto esclusivamente in via telematica tramite l’apposita piattaforma. I termini per l’invio delle domande saranno fissati con successivi provvedimenti.

Gli interventi dovranno essere realizzati, collaudati e rendicontati entro 18 mesi dall’erogazione delle risorse, salvo richiesta di proroga. Deve essere garantita comunque la realizzazione, collaudo e rendicontazione degli interventi entro il 30 giugno 2026.

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ARCHIVIO

RAMSES GROUP NEWS n. 343 – 31 maggio 2022

PARCO AGRISOLARE: Nuovi finanziamenti dal PNRR per l’agrifotovoltaico

SCHEDA ILLUSTRATIVA

La presente scheda illustrativa riporta gli elementi essenziali del Decreto 25 marzo 2022, emanato dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, per dare avvio alla misura PNRR “Parco Agrisolare”.

Le informazioni sotto riportate potranno essere integrate a seguito del confronto con la Commissione europea in materia di aiuti di stato e saranno dettagliate dal Bando che sarà emanato nei prossimi mesi

AGGIORNAMENTI sulla procedura sono disponibili sul sito Ministro delle Politiche Agricole. Il Consiglio dei ministri del 2 maggio 2022 nell’approvare il Decreto Energia e investimenti, contenente “Misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti, nonché in materia di politiche sociali e di crisi ucraina” prova a salvaguardare il progetto di bando per l’investimento 2.2 “Parco Agrisolare” del Piano nazionale di ripresa e resilienza, già delineato dal Decreto ministeriale del dicastero delle Politiche agricole del 25 marzo 2022, atto ancora in fase di notifica degli aiuti di Stato presso la Commissione europea. Il bando vero e proprio potrà essere emanato solo dopo il via libera di Bruxelles e verosimilmente tra qualche mese.

DESCRIZIONE SINTETICA DELLA MISURA 

Sostegno agli investimenti nelle strutture produttive del settore agricolo, zootecnico e agroindustriale, al fine di installare pannelli solari e sistemi di gestione intelligente dei flussi e degli accumulatori, rimuovere e smaltire i tetti esistenti e costruire nuovi tetti isolati, creare sistemi automatizzati di ventilazione e/o di raffreddamento.

COSA FINANZIA

1. Intervento principale e obbligatorio: acquisto e posa in opera di pannelli fotovoltaici, sui tetti di fabbricati suddetti, con potenza di picco non inferiore a 6 kWp e non superiore a 500 kWp. 

· Per le aziende agricole di produzione primaria, gli impianti fotovoltaici sono ammissibili agli aiuti unicamente se l’obiettivo è quello di soddisfare il fabbisogno energetico dell’azienda e se la loro capacità produttiva non supera il consumo medio annuo di energia elettrica dell’azienda agricola, compreso quello familiare. La vendita di energia elettrica è consentita nella rete purché sia rispettato il limite di autoconsumo annuale.

2. Interventi facoltativi di riqualificazione ai fini del miglioramento dell’efficienza energetica delle strutture:

 · rimozione e smaltimento dell’amianto (o, se del caso, dell’eternit) dai tetti, in conformità alla normativa nazionale di settore vigente: tale procedura deve essere svolta unicamente da ditte specializzate, iscritte nell’apposito registro; 

· realizzazione dell’isolamento termico dei tetti: la relazione tecnica del professionista abilitato dovrà descrivere e giustificare la scelta del grado di coibentazione previsto in ragione delle specifiche destinazioni produttive del fabbricato, anche al fine di migliorare il benessere animale; 

· realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria): la relazione del professionista dovrà dare conto delle modalità di aereazione previste in ragione della destinazione produttiva del fabbricato; a ogni modo, il sistema di areazione dovrà essere realizzato mediante tetto ventilato e camini di evacuazione dell’aria, anche al fine di migliorare il benessere animale.

CHI PUÒ PARTECIPARE

– Imprenditori agricoli, in forma individuale o societaria; 

– Imprese agroindustriali, in possesso di codice ATECO (i codici ATECO ammissibili saranno precisati nel Bando); 

– Indipendentemente dai propri associati, le cooperative agricole che svolgono attività di cui all’articolo 2135 del cc e le cooperative o loro consorzi di cui all’art. 1, comma 2 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228. 

Sono esclusi i soggetti esonerati dalla tenuta della contabilità IVA, aventi un volume di affari annuo inferiore ad € 7.000,00.

SPESE AMMISSIBILI (E MASSIMALI)

Gli interventi ammissibili all’agevolazione, da realizzare sui tetti di fabbricati strumentali all’attività agricola, zootecnica e agroindustriale, devono prevedere l’installazione di impianti fotovoltaici, con potenza di picco non inferiore a 6 kWp e non superiore a 500 kWp. Unitamente a tale attività, possono essere eseguiti uno o più dei seguenti interventi di riqualificazione ai fini del miglioramento dell’efficienza energetica delle strutture: 

a. Rimozione e smaltimento dell’amianto (e, se del caso, dell’eternit) dai tetti, in conformità alla normativa nazionale di settore vigente: tale procedura deve essere svolta unicamente da ditte specializzate, iscritte nell’apposito registro; 

b. Realizzazione dell’isolamento termico dei tetti: la relazione tecnica del professionista abilitato dovrà descrivere e giustificare la scelta del grado di coibentazione previsto in ragione delle specifiche destinazioni produttive del fabbricato; 

c. Realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria): la relazione del professionista dovrà dare conto delle modalità di aereazione previste in ragione della destinazione produttiva del fabbricato; a ogni modo, il sistema di areazione dovrà essere realizzato mediante tetto ventilato e camini di evacuazione dell’aria.

Per la realizzazione di impianti fotovoltaici:

 1. acquisto e posa di moduli fotovoltaici, inverter, software di gestione, ulteriori componenti di impianto; 

2. sistemi di accumulo; 

3. fornitura e messa in opera dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi; 

4. costi di connessione alla rete;

Fino a un limite massimo di euro 1.500,00/Kwp per l’installazione dei pannelli fotovoltaici, anche in considerazione delle dimensioni complessive dell’impianto da realizzare e delle correlate economie di scala, e fino ad ulteriori euro 1.000,00/Kwh ove siano installati anche sistemi di accumulo. In ogni caso, il contributo complessivo corrisposto per i sistemi di accumulo non può eccedere euro 50.000,00.

 Qualora siano installate colonnine di ricarica elettrica per la mobilità sostenibile e per le macchine agricole, potrà essere riconosciuta, in aggiunta ai massimali su indicati, una spesa fino ad un limite massimo ammissibile pari a euro 1.000,00/Kw, secondo gli importi dettagliatamente individuati nel bando. 

Per la rimozione e smaltimento dell’amianto, ove presente, e l’esecuzione di interventi di realizzazione o miglioramento dell’isolamento termico e della coibentazione dei tetti e/o di realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria): 

1. demolizione e ricostruzione delle coperture e fornitura e messa in opera dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi, fino ad un limite massimo ammissibile di euro 700,00/Kwp.

La spesa massima ammissibile per singolo progetto è pari a euro 750.000,00 (euro settecentocinquantamila/00), nel limite massimo di euro 1.000.000 (un milione) per singolo soggetto beneficiario

CONTRIBUTO CONCEDIBILE (INTENSITA’ DI AIUTO) 

Si rimanda alle tabelle 1A, 2A e 3A sotto riportate

MODALITÀ DI SELEZIONE

Sarà indicata nel bando, che sarà emanato nei prossimi mesi a seguito dell’autorizzazione da parte della Commissione europea (notifica del regime di aiuti di stato). 

COME PARTECIPARE

Le modalità di presentazione della domanda e la documentazione da allegare saranno specificate nel bando.

Tabella 1A: 

Aiuti agli investimenti in attivi materiali e attivi immateriali nelle aziende agricole, connessi alla produzione agricola primaria

Regioni: 

· Molise

· Campania 

· Puglia 

· Basilicata 

· Calabria 

· Sicilia 

· Sardegna

50% 

 

Altre Regioni

40%

Le aliquote di aiuto su indicate possono essere maggiorate di 20 punti percentuali per: 

– i giovani agricoltori o gli agricoltori che si sono insediati nei cinque anni precedenti la data della domanda di aiuto; 

– gli investimenti collettivi, come impianti di magazzinaggio utilizzati da un gruppo di agricoltori o impianti di condizionamento dei prodotti agricoli per la vendita; 

– gli investimenti in zone soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli specifici ai sensi dell’articolo 32 del regolamento (UE) n. 1305/2013.

Tabella 2A: 

Aiuti agli investimenti nel settore della trasformazione di prodotti agricoli

Regioni: 

· Molise 

· Campania 

· Puglia 

· Basilicata 

· Calabria 

· Sicilia 

· Sardegna 

Altre regioni 

 40%

Tabella 3A:

 Aiuti agli investimenti alla trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli, concessi in esenzione ai sensi del regolamento (UE) n. 651/2014 

Articolo 38 – Aiuti agli investimenti a favore di misure di efficienza energetica 

Articolo 41 – Aiuti agli investimenti volti a promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili.

INTENSITÀ MASSIMA AGEVOLAZIONE

I costi ammissibili sono i costi degli investimenti supplementari necessari per promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili e, ove richiesto dall’azienda in relazione alla specifica situazione dell’edificio su cui pone i pannelli solari, anche i costi degli investimenti supplementari necessari a conseguire il livello più elevato di efficienza energetica, come disciplinati nel decreto e nell’Avviso di partecipazione.  

30 % dei costi ammissibili

Tali costi sono determinati come segue: 

– impianti su scala ridotta per i quali non è individuabile un investimento meno rispettoso dell’ambiente in quanto non esistono impianti di dimensioni analoghe: i costi di investimento totali per conseguire un livello più elevato di tutela dell’ambiente costituiscono i costi ammissibili; 

– il costo dell’investimento per l’efficienza energetica è individuabile come investimento distinto all’interno del costo complessivo dell’investimento: il costo ammissibile corrisponde al costo per l’efficienza energetica. 

Non sono ammissibili i costi non direttamente connessi al conseguimento di un livello più elevato di tutela dell’ambiente.

L’intensità di aiuto può essere aumentata di:

 · 20 punti percentuali per gli aiuti concessi alle piccole imprese; 

· 10 punti percentuali per gli aiuti concessi alle medie imprese; 

· 15 punti percentuali per investimenti effettuati nelle zone assistite che soddisfano le condizioni di cui all’art. 107, par. 3, lett. a) del Trattato.

FONTE MIPAAF

Aggiornamenti sulla procedura sono disponibili sul sito Ministro delle Politiche Agricole

IL D.M. 25  /3/2022, nel rispetto degli obiettivi fissati dal PNRR, fornisce le direttive necessarie all’avvio della Misura “Parco Agrisolare”, Missione 2, componente 1, investimento 2.2, tramite l’erogazione, per il periodo 2022-2026, di 1,5 miliardi di euro a fondo perduto per la realizzazione di impianti fotovoltaici su edifici a uso produttivo nei settori: agricolo, zootecnico e agroindustriale.

Il 40% di tali risorse, pari a 600 milioni, è destinato al finanziamento di progetti da realizzarsi in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Sardegna e Sicilia.

Una quota di risorse, pari a 1.200 milioni di euro, è destinata alla realizzazione di specifici interventi che riguardano investimenti in attivi materiali e attivi immateriali nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria (tabella 1). Un’altra quota di risorse, pari a 300 milioni di euro, è destinata alla realizzazione di interventi su investimenti nel settore della trasformazione di prodotti agricoli (tabella 1) e su investimenti nel settore della trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli, riportati in tabella 2.

Nel dettaglio, si intende selezionare e finanziare progetti che prevedano l’acquisto e la posa in opera di pannelli fotovoltaici sui tetti di fabbricati strumentali all’attività agricolacompresi quelli destinati all’agriturismo. Gli interventi ammissibili all’agevolazione devono prevedere l’installazione di impianti fotovoltaici di nuova costruzione, con potenza di picco non inferiore a 6 kWp e non superiore a 500 kWp.

Unitamente a tale attività, possono essere eseguiti uno o più dei seguenti interventi di riqualificazione, ai fini del miglioramento dell’efficienza energetica delle strutture:

  • rimozione e smaltimento dell’amianto (o, se del caso, dell’eternit) dai tetti;
  • realizzazione dell’isolamento termico dei tetti;
  • realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria).

Alle risorse definite dal Decreto possono accedere: gli imprenditori agricoli, in forma individuale o societaria, le imprese agroindustriali in possesso di codice ATECO e le cooperative agricole, indipendentemente dai propri associati.  

Gli aiuti possono essere cumulati, in relazione ai costi ammissibili, con altri aiuti di Stato, compresi quelli de minimis, nel rispetto del divieto del doppio finanziamento e purché tale cumulo non porti al superamento dell’intensità di aiuto stabilita per ciascuna tipologia di investimento dal presente Decreto.

Il Decreto definisce anche i criteri e le modalità di erogazione delle risorse e, in particolare:

  • i criteri per la concessione dell’aiuto individuale ai soggetti beneficiari e la relativa entità dello stesso;
  • la procedura per la richiesta e l’ammissione all’aiuto, definendo anche l’istruttoria della domanda;
  • i criteri di verifica;
  • le modalità di concessione dell’aiuto.

Tabella 1 – Investimenti in attivi materiali e attivi immateriali nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria e investimenti nel settore della trasformazione di prodotti agricoli.

Tabella 2 – Investimenti nel settore della trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli, in esenzione ai sensi del Regolamento (UE) n. 651/2014.

COSTI AMMISSIBILI
(sono i costi degli investimenti supplementari necessari per promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili e anche i costi degli investimenti supplementari direttamente connessi al raggiungimento di un livello più elevato di efficienza energetica)
INTENSITÀ MASSIMA DELL’AGEVOLAZIONE
– impianti su scala ridotta per i quali non è individuabile un investimento meno rispettoso dell’ambiente in quanto non esistono impianti di dimensioni analoghe;

– il costo dell’investimento per l’efficienza energetica è individuabile come investimento distinto all’interno del costo complessivo dell’investimento.
30% dei costi ammissibili


L’intensità di aiuto può essere aumentata del 20% per gli aiuti concessi alle piccole imprese; del 10% per gli aiuti concessi alle medie imprese e del 15% per investimenti effettuati nelle zone assistite (art. 107, par. 3, lett. a) del Trattato).

LINK UTILI

DECRETO AVVISO PUBBLICO PARCO AGRISOLARE

AVVISO CONSULTAZIONE PARCO AGRISOLARE PNRR

Allegato – MODULO ADESIONE AVVISO CONSULTAZIONE

Quali interventi sono ammissibili

Le voci spese ammissibili includono:

  • progettazione, asseverazioni ed altre spese professionali comunque richieste dal tipo di lavori, comprese quelle relative all’elaborazione e presentazione dell’istanza,
  • spese di rimozione e smaltimento dell’amianto, ove presente,
  • fornitura e messa in opera dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi,
  • demolizione e ricostruzione delle coperture,
  • installazione di moduli fotovoltaici, inverter, software di gestione, ulteriori componenti di impianto, sistemi di accumulo, colonnine di ricarica elettrica per la mobilita sostenibile e le macchine agricole,
  • direzione lavori,
  • costi di connessione alla rete.

Gli interventi ammessi all’agevolazione, da realizzare sui tetti di fabbricati strumentali all’attività agricola, zootecnica e agroindustriale, accatastati nel catasto dei fabbricati, prevedono:

  • l’acquisto e la posa in opera di pannelli fotovoltaici, unitamente all’esecuzione di uno o più dei seguenti interventi:
  • rimozione e smaltimento dell’amianto dai tetti: tale procedura deve essere svolta unicamente da ditte specializzate, iscritte nell’apposito registro e rispettando le vigenti norme in materia,
  • realizzazione dell’isolamento termico dei tetti: la relazione tecnica del professionista abilitato dovrà descrivere e giustificare la scelta del grado di coibentazione previsto in ragione delle specifiche destinazioni produttive del fabbricato; in caso di coperture ventilate deve essere presente una barriera radiante,
  • realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria): la relazione del professionista dovrà dare conto delle modalità di aereazione previste in ragione della destinazione produttiva del fabbricato. Ad ogni modo, il sistema di areazione dovrà essere realizzato mediante tetto ventilato e camini di evacuazione dell’aria.

Il PNRR vede al suo interno una misura ah hoc per le imprese agricole ed agroindustriali fornendo specifici incentivi per la realizzazione di impianti fotovoltaici, a differenza di quanto veniva fatto in passato attraverso i PSR Programmi di Sviluppo Rurale, in cui gli investimenti nel fotovoltaico erano solo una delle voci di spese ammissibili e pertanto anche la relativa quota economica era marginale e limitata all’interno di un progetto più ampio.

CUMULABILITA’

L’incentivo è cumulabile con altri incentivi in conto capitale o conto energia, nei limiti previsti dalla
legislazione vigente in materia di aiuti di Stato.

OPERATIVITA’

Bando a graduatoria di merito in corso di pubblicazione.

Avviso di consultazione

Aggiornamenti sulla procedura sono disponibili sul sito Ministro delle Politiche Agricole

Decreto ministeriale recante interventi per la realizzazione di impianti fotovoltaici da installare su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale, da finanziare nell’ambito del PNRR, Missione 2, componente 1, investimento 2.2 “Parco Agrisolare


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APPROFONDIMENTI

Nuovi finanziamenti in arrivo dal PNRR per l’agrifotovoltaico – Avviso di consultazione tecnica

PNRR Missione 2 “Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica” – Componente C1 – “Economia Circolare e Agricoltura Sostenibile” – Investimento 2.2 – “Parco Agrisolare”

RAMSES GROUP NEWS n. 305 – 4 aprile 2022

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali – Dipartimento delle politiche competitive, della qualità agroalimentare, della pesca e dell’ippica – Direzione generale per la promozione della qualità agroalimentare e dell’ippica del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, in sinergia con l’iniziativa “Legiferare meglio” della Commissione europea, invita le parti interessate a intervenire nel dibattito per la costruzione di un avviso pubblico per la realizzazione del PNRR – MISSIONE 2 “RIVOLUZIONE VERDE E TRANSIZIONE ECOLOGICA” – COMPONENTE C1 – “Economia circolare e Agricoltura sostenibile” INVESTIMENTO 2.2 – “Parco Agrisolare”.

La presente comunicazione tecnica è rivolta a imprese – singole e associate – organizzazioni di produttori, cooperative e consorzi, comunque interessati alla realizzazione della misura in oggetto, nonché alle altre amministrazioni pubbliche eventualmente coinvolte nel suo processo di costruzione. L’obiettivo della presente consultazione è duplice: informare il settore in merito alla realizzazione dell’investimento di che trattasi e raccogliere osservazioni e proposte dei portatori di interesse, che consentano la costruzione di dispositivi di attuazione efficaci dello stesso. Il format di adesione dovrà essere compilato e inviato entro il 31 dicembre p.v. agli indirizzi PEC saq.direzione@pec.politicheagricole.gov.it e saq2@pec.politicheagricole.gov.it

LINK UTILI

DECRETO AVVISO PUBBLICO PARCO AGRISOLARE

AVVISO CONSULTAZIONE PARCO AGRISOLARE PNRR

Allegato – MODULO ADESIONE AVVISO CONSULTAZIONE

Parco Agrisolare – Incentivi per il fotovoltaico in agricoltura e agroindustria

SCHEDA BANDO “PARCO AGRISOLARE”

BENEFICIARI

  • Imprenditori Agricoli Professionali (IAP), di cui al D.lgs. n. 99/2004 e D.lgs. 101/2005
  • Coltivatori Diretti (CD) iscritti alla previdenza agricola
  • Imprese Agroindustriali

Sono esclusi i soggetti esonerati dalla tenuta della contabilità IVA (cioè aventi un volume di affari annuo inferiore ad € 7.000,00).

AGEVOLAZIONE

Contributo a fondo perduto fino al 65% della spesa massima ammessa

Incremento del 25% per l’imprenditoria giovanile.

spesa massima ammissibile è pari a € 250.000,00 IVA esclusa.

INTERVENTI AMMESSI

Sono ammessi interventi che prevedano la realizzazione di impianti fotovoltaici di potenza non inferiore a 10 kWp (Kilowatt Picco) e con potenza massima ammessa all’incentivo è pari a 300 kWp (Kilowatt Picco).

Gli interventi ammessi all’agevolazione, da realizzare sui tetti di fabbricati strumentali all’attività agricola, zootecnica e agroindustriale, accatastati nel catasto dei fabbricati, prevedono:

l’acquisto e la posa in opera di pannelli fotovoltaici, unitamente all’esecuzione di uno o più dei seguenti interventi:

  • rimozione e smaltimento dell’amianto dai tetti
  • realizzazione dell’isolamento termico dei tetti
  • realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria)

SPESE AMMISSIBILI

  • progettazione, asseverazioni ed altre spese professionali comunque richieste dal tipo di lavori, comprese quelle relative all’elaborazione e presentazione dell’istanza;
  • spese di rimozione e smaltimento dell’amianto, ove presente;
  • fornitura e messa in opera dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi demolizione e ricostruzione delle coperture;
  • installazione di moduli fotovoltaici, inverter, software di gestione, ulteriori componenti di impianto, sistemi di accumulo, colonnine di ricarica elettrica per la mobilità sostenibile e le macchine agricole;
  • direzione lavori;
  • costi di connessione alla rete.

La spesa specifica massima ammissibile, riferita agli interventi riconosciuti, è pari ad € 1.500,00/kWp
(Kilowatt Picco).

CUMULABILITA’

L’incentivo è cumulabile con altri incentivi in conto capitale o conto energia, nei limiti previsti dalla
legislazione vigente in materia di aiuti di Stato.

OPERATIVITA’

Bando a graduatoria di merito in corso di pubblicazione.

Avviso di consultazione

PARCO AGRISOLARE: INCENTIVI FOTOVOLTAICO 2022 PER AZIENDE AGRICOLE

Interessante misura del PNRR rientrante nella Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, in previsione di apertura per Aprile 2022, denominata “Parco Agrisolare” e che si concretizza quale contributo per il settore agricoltura per investimenti in impianti fotovoltaici.

Gli obiettivi degli incentivi per Parco Agricolare

Obiettivo principale della misura è la riduzione dell’impatto ambientale della filiera agroalimentare, incentivando  la realizzazione di impianti fotovoltaici grazie all’installazione di pannelli fotovoltaici su una superficie complessiva, costituita da tetti di edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale pari a 4,3 milioni di mq, con una potenza installata di circa 0,43GW, realizzando una riqualificazione delle strutture oggetto di intervento mediante la rimozione dell’eternit/amianto sui tetti e/o il miglioramento della coibentazione e dell’areazione delle coperture oggetto di intervento.

Elemento centrale di questa agevolazione per le imprese dell’agricoltura e della filiera agroalimentare è l’assenza di consumo di suolo. Infatti, gli impianti fotovoltaici dovranno essere tutti a tetto.

Dotazione finanziaria

Le risorse finanziarie messe a disposizione ammontano a totali 1,5 miliardi di euro per tutto il territorio nazionale.

Chi può richiedere gli incentivi per Parco Agrisolare

  • Imprenditori Agricoli Professionali (IAP), di cui al D.lgs. n. 99/2004 e D.lgs. 101/2005
  • Coltivatori Diretti (CD) iscritti alla previdenza agricola
  • Imprese Agroindustriali (codice ATECO).

Per ciascun beneficiario, la spesa massima ammissibile e pari a € 250.000,00 IVA esclusa.

L‘investimento massimo ammissibile, riferito agli interventi riconosciuti, e pari ad € 1.500,00/kWp

(Kilowatt Picco).

Per gli impianti fotovoltaici la potenza massima ammessa all’incentivo e pari a 300 kWp (Kilowatt Picco) e potenza non inferiore a 10 kWp (Kilowatt Picco).

Agli investimenti realizzati viene riconosciuto un incentivo in conto capitale fino al 65% della spesa massima ammessa, con un incremento del 25% per l’imprenditoria giovanile.

Quali interventi sono ammissibili

Le voci spese ammissibili includono:

  • progettazione, asseverazioni ed altre spese professionali comunque richieste dal tipo di lavori, comprese quelle relative all’elaborazione e presentazione dell’istanza,
  • spese di rimozione e smaltimento dell’amianto, ove presente,
  • fornitura e messa in opera dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi,
  • demolizione e ricostruzione delle coperture,
  • installazione di moduli fotovoltaici, inverter, software di gestione, ulteriori componenti di impianto, sistemi di accumulo, colonnine di ricarica elettrica per la mobilita sostenibile e le macchine agricole,
  • direzione lavori,
  • costi di connessione alla rete.

Gli interventi ammessi all’agevolazione, da realizzare sui tetti di fabbricati strumentali all’attività agricola, zootecnica e agroindustriale, accatastati nel catasto dei fabbricati, prevedono:

  • l’acquisto e la posa in opera di pannelli fotovoltaici, unitamente all’esecuzione di uno o più dei seguenti interventi:
  • rimozione e smaltimento dell’amianto dai tetti: tale procedura deve essere svolta unicamente da ditte specializzate, iscritte nell’apposito registro e rispettando le vigenti norme in materia,
  • realizzazione dell’isolamento termico dei tetti: la relazione tecnica del professionista abilitato dovrà descrivere e giustificare la scelta del grado di coibentazione previsto in ragione delle specifiche destinazioni produttive del fabbricato; in caso di coperture ventilate deve essere presente una barriera radiante,
  • realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria): la relazione del professionista dovrà dare conto delle modalità di aereazione previste in ragione della destinazione produttiva del fabbricato. Ad ogni modo, il sistema di areazione dovrà essere realizzato mediante tetto ventilato e camini di evacuazione dell’aria.

Il PNRR vede al suo interno una misura ah hoc per le imprese agricole ed agroindustriali fornendo specifici incentivi per la realizzazione di impianti fotovoltaici, a differenza di quanto veniva fatto in passato attraverso i PSR Programmi di Sviluppo Rurale, in cui gli investimenti nel fotovoltaico erano solo una delle voci di spese ammissibili e pertanto anche la relativa quota economica era marginale e limitata all’interno di un progetto più ampio.

Vista la complessità del bando e della documentazione necessaria per la presentazione della domanda, invitiamo gli interessati a contattarci fin da subito, per una consulenza e/o un confronto di fattibilità del progetto, in modo da trovarsi già pronti al momento dell’apertura dle bando.

I Ns uffici potranno seguirti su:

– analisi preliminare di fattibilità del progetto,

– elaborazione e presentazione dell’istanza,

– direzione lavori,

– supervisione e gestione documentale di progetto,

– rendicontazione finale.

Nuovi finanziamenti in arrivo dal PNRR per l’AGRIFOTOVOLTAICO

lI bando ‘Parco Agrisolare’, previsto dal PNRR, sarà pubblicato entro il 31 marzo 2022. Ecco gli interventi finanziabili

Finanziamenti agrifotovoltaico: obiettivi e risorse a disposizione

L’intervento, annunciato dal Ministero delle politiche agricole, prevede l’installazione di pannelli fotovoltaici sulle coperture degli edifici ad uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale. In questo modo si vuole incentivare il passaggio al fotovoltaico attraverso:

  • l’installazione di pannelli su una superficie complessiva pari a 4,3 milioni di mq per 0,43 GW. 7;
  • lo stanziamento di risorse pari a 1,5 miliardi di euro.

È chiaro che, come scopo finale, i nuovi finanziamenti puntano ad aumentare la sostenibilità e l’efficienza energetica del settore. L’obiettivo è infatti sostenere gli investimenti per la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica in ambito agricolo, escludendo totalmente il consumo di suolo.

Perché il passaggio ai sistemi fotovoltaici in agricoltura è oggi importante

Coltivare e prendersi cura di un suolo agricolo ricorrendo all’energia prodotta da un impianto fotovoltaico presenta numerosi vantaggi, primi tra tutti quello ambientale e economico. Questa tecnica ibrida infatti aiuta a decarbonizzare il pianeta e aumenta il grado di sostenibilità e redditività delle aziende che operano nel settore agricolo.

Utilizzando questa tecnologia, di fatto, si mette in atto una vera e propria transizione verso le energie rinnovabili, a partire dall’accettazione generale e da un aumento del loro utilizzo grazie agli incentivi assicurati a livello pubblico.

Si tratta di un approccio innovativo, che si sposa benissimo con le condizioni climatiche e ambientali dell’Italia, particolarmente adatte per questo tipo di produzione. Il nostro Paese, infatti, dispone di vaste aree agricole e di un’alta percentuale di giornate soleggiate: un connubio perfetto.

Inoltre, il passaggio dalle fonti di energia non rinnovabili a quelle rinnovabili in agricoltura ha aperto le porte a una miriade di possibilità. Non solo da un punto di vista ambientale, ma anche – come già accennato sopra – economico.

Sebbene il contrasto della crisi climatica sia in cima ai pensieri del Governo, il fotovoltaico rappresenta un’opportunità per gli imprenditori anche da un punto di vista di risparmio dei costi.

Le aziende agricole consumano una grande quantità di elettricità per l’irrigazione, l’aratura, le serre, il riscaldamento e il raffreddamento degli edifici che ospitano il bestiame e le operazioni casearie. Le uscite relative al pagamento delle bollette possono concretamente prosciugare gran parte del budget (limitando anche altri investimenti). Ma il ricorso all’energia solare assicura un vantaggio competitivo economico che nel lungo termine permette di ammortizzare ampiamente i costi sostenuti inizialmente per l’installazione dell’impianto.

Nuovi finanziamenti agrifotovoltaico in arrivo, come fare domanda: il bando

Soffermandoci ancora sulle spese, le aziende agricole e gli imprenditori del settore interessati ad un piano di investimento sul fotovoltaico, possono comunque ora cercare di ottenere i finanziamenti annunciati dal ministero, nell’ambito di attuazione del PNRR.

Il bando in questione sarà pubblicato entro il 31 marzo 2022 e le domande, una volta inviate, saranno poi gestite dall’GSE, indicato dal MiPAAF quale attuatore della linea di intervento PNRR, con cui si sta predisponendo una convenzione ‘pubblico-pubblico’ e che consentirà di avviare subito le operazioni di attuazione dei programmi fotovoltaici le cui domande avranno ricevuto parere favorevole.

Nello stesso bando, ovviamente, saranno definiti requisiti e modalità di richiesta, concretizzando in questo modo quello che è stato definito dal ministero “un importante passo avanti per accelerare il processo e consentire l’avvio immediato dei progetti.”

PNRR – Bando per la realizzazione di impianti fotovoltaici su immobili rurali entro il 31 marzo 2022

Lannuncio arriva dal Ministero delle Politiche Agricole dopo la pubblicazione dell’avviso di consultazione tecnica sulla Missione 2 del PNRR,  in relazione agli investimenti per i parchi agrisolari. Entro il prossimo 31 marzo sarà pubblicato il bando che destina 1,5 miliardi di euro alla misura “Parco agrisolare”.

Si tratta di una misura di grande interesse ed attualità visti gli sviluppi economici e politici che stanno condizionando il settore dell’energia. L’attesa degli operatori è elevata, vedendo in tali investimenti un punto di partenza fondamentale per lo sviluppo delle loro imprese, sul percorso che l’UE ha già tracciato per la sostenibilità ecologica delle attività economiche.

Le informazioni diffuse dal MIPAAF, nonché la visibilità che viene data a questa misura, riteniamo non siano adeguate visto che, in molti casi, le imprese dovranno realizzare progetti integrati ed ottenere le necessarie autorizzazioni. Ai fini autorizzativi occorrerà in molti casi superare il vaglio dei piani paesaggistici che necessitano di significativi tempi tecnici ed autorizzativi.

Le domande del bando, una volta inviate, saranno poi gestite dall’GSE, indicato dal MIPAAF quale attuatore della linea di intervento PNRR.

Le indicazioni fornite dall’avviso di consultazione

La misura, che rispetto alle previsioni iniziali dovrebbe escludere l’utilizzo del suolo, interesserà gli interventi sugli immobili strumentali agricoli, compresi quelli per uso zootecnico,  e agroindustriali attualmente iscritti al catasto fabbricati.

In base a quanto già indicato nell’avviso di consultazione tecnica 

gli interventi ammessi dovranno riguardare l’installazione di pannelli fotovoltaici con la possibilità di eseguire contestualmente anche uno o più dei seguenti interventi:

  • rimozione e smaltimento dell’amianto sui tetti nel rispetto della normativa vigente in materia;
  • realizzazione dell’isolamento termico dei tetti;
  • realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria).

Le spese sostenute saranno ammesse fino alla soglia massima di 250.000 euro IVA esclusa.

Vi è la previsione anche di una soglia di spesa per gli interventi riconosciuti fino a 1.500 euro/kWp (Kilowatt Picco).

La potenza massima degli impianti ammessa all’incentivo è pari a 300 kWp, mentre gli impianti di potenza inferiore a 10 kWp non saranno ammessi.

L’incentivo sarà riconosciuto in conto capitale nella misura del 65% della spesa ammessa, con possibilità di una ulteriore maggiorazione del 25% per le imprese giovanili.

L’avviso riferisce anche di alcuni criteri di priorità delle domande. In particolare saranno considerati prioritari gli interventi già autorizzati; gli impianti destinati all’autoconsumo per i fabbisogni aziendali; quelli che prevedono la rimozione dell’amiantol’isolamento termico o l’aerazione del tetto; le installazioni effettuate nelle aree colpite negli ultimi dieci anni da avversità climatiche, ambientali e sismiche oggetto di riconoscimento con Provvedimento ufficiale; infine le installazioni che prevedono la condivisione dell’energia con comunità energetiche.

In caso di ex aequo, l’ordine di priorità potrà essere definito dando priorità ai giovani agricoltori, all’imprenditoria femminile, alla presenza di sistemi di accumulo e gestione dell’energia prodotta, dal maggior importo del progetto e dalla data di presentazione della domanda.

Beneficiari

La misura del PNRR riguarda le imprese agricole singole o associate con la qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale (IAP), i Coltivatori Diretti iscritti alla previdenza agricola, le imprese agroindustriali.

L’obiettivo è quello di coprire, con 4,3 milioni di mq di pannelli fotovoltaici, i tetti degli edifici agricoli e agroindustriali, producendo 0,43 gigawatt.

L’avviso di consultazione indica che sono esclusi i produttori agricoli esonerati dall’obbligo di contabilità e precisa che sono tali i soggetti con volume d’affari inferiore a 7.000 euro annui. 

In verità è possibile che un produttore agricolo, ancorché abbia determinato un volume d’affari inferiore a 7.000 euro, possa comunque essere tenuto all’obbligo della contabilità, ad esempio quando composto per meno di due terzi da cessioni di prodotti agricoli per aver svolto delle attività connesse di conto terzi.

Questa precisazione significa escludere non solo imprese poco più che “hobbiste” ma anche realtà agricole strutturate, i cui introiti non determinano volume d’affari per previsione normativa, come ad esempio gli allevamenti in soccida per i quali il soccidario ha optato per la ripartizione degli accrescimenti tramite monetizzazione.

Vedremo nei prossimi giorni, con l’uscita del bando, se quantomeno le procedure di ammissione saranno più chiare e dettagliate.

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APPROFONDIMENTI

SPECIALE incentivi ENERGIE RINNOVABILI  (idroelettrico, geotermico, eolico, biomasse, biogas)

RAMSES GROUP NEWS n. 288 – 10 marzo 2022

Il mondo agricolo è impegnato sul fronte delle AGROENERGIE

Sul tavolo ci sono, ad oggi  1,9 miliardi di euro per il biometano con la riconversione degli impianti esistenti e l’ammodernamento dei sistemi di stoccaggio e di distribuzione del digestato e circa 2,6 miliardi di euro per il fotovoltaico (in particolare 1,5 per il fotovoltaico sui tetti degli edifici agricoli e 1,1 per l’agrovoltaico a terra). 

Soldi che vanno impiegati entro il 2026 e per i quali si attende, auspicabilmente entro l’estate, l’uscita dei primi bandi. Il mondo agricolo è impegnato, da tempo, sul fronte delle agroenergie: il Cgbi ha varato un progetto, unico in Europa, già nel 2010, che con la valorizzazione dei sottoprodotti della filiera bieticola ha creato un’economia circolare di integrazione del prezzo delle barbabietole da zucchero che ha salvato il settore. 

L’aumento dei costi energetici è evidente a tutti. Le risorse del Pnrr offrono opportunità importanti per procedere verso l’autonomia energetica delle aziende, riducendo i costi di produzione. Investire sulle bioenergie significa anche produrre in maniera sostenibile e rispettare l’ambiente, aspetti fondamentali in un quadro climatico sempre più incerto.

Entro l’estate il bando PNRR per il BIOMETANO

Il ministero della Transizione ecologica lavora al varo del bando biometano previsto dal Recovery Plan, la cui pubblicazione dovrebbe avvenire prossimamente. A disposizione ci sono quasi 2 miliardi per questa fonte di energia rinnovabile ottenuta dalle biomasse agricole e agroindustriali. 

L’agricoltura può rappresentare un driver importante della transizione ecologica, soprattutto grazie al contributo che biogas rinnovabile e biometano possono dare alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico.

Tanto più adesso, con la guerra in Ucraina che ha mostrato le falle del sistema energetico italiano e la fortissima dipendenza dal gas russo. Lo stesso premier Draghi, nel corso delle comunicazioni al Senato sulla crisi in Ucraina, ha sottolineato l’esigenza di “puntare su un aumento deciso della produzione di energie rinnovabili” e “investire sullo sviluppo del biometano”.

“Tutto quello che si può fare, si può fare subito: abbiamo già tutto per poterlo fare. Quello che serve è un’accelerazione. 

L’emergenza porta a dover accelerare la tempistica nella gestione, ad esempio, di tutta la parte attuativa del Recovery Plan”, dichiara all’AdnKronos Piero Gattoni, presidente del Cib, il Consorzio italiano biogas.

Cosa prevede il PNRR per il biometano

Il Recovery Plan prevede un investimento importante nello sviluppo del biometano, accompagnato da un altrettanto decisivo progetto di riforma.

Per migliorare l’utilizzo del biometano ottenuto da biomasse agricole (cioè colture dedicate, scarti agricoli e  organici) o agroindustriali (cioè scarti della lavorazione della filiera alimentare) nel Piano nazionale di ripresa e resilienza è previsto lo stanziamento di poco meno di 2 miliardi, 1,92 per essere precisi. 

Di questi, 888 milioni saranno dedicati alla riconversione degli impianti, al rinnovo delle attrezzature e alla produzione di almeno 600 milioni di metri cubi di biometano. Risorse da spendere tra il 2022 e il 2024. 

Il miliardo restante sarà utilizzato tra il 2025 e il 2026 per rinnovare le attrezzature non all’avanguardia e proseguire nella riconversione degli impianti.

L’obiettivo finale da centrare è incrementare di 2,3-2,5 miliardi di metri cubi la produzione di biometano, il che permetterebbe di ridurre l’utilizzo dei gas a effetto serra dell’80% e oltre.

Il bando PNRR per il biometano 

Nella messa a terra, tali risorse saranno utilizzate per una serie di interventi:

  • riconvertire gli impianti biogas agricoli già esistenti verso la produzione di biometano per l’industria, i trasporti e il riscaldamento;
  • sostenere finanziariamente la nascita di nuovi impianti;
  • diffondere pratiche ecologiche nella fase di produzione del biogas (siti di lavorazione minima del suolo, sistemi innovativi a basse emissioni per la distribuzione del digestato) per ridurre l’uso di fertilizzanti sintetici e aumentare l’approvvigionamento di materia organica nel terreno;
  • promuovere la sostituzione di almeno 300 trattori non efficienti e datati con veicoli alimentati a metano/biometano e dotati di attrezzi per l’agricoltura di precisione.

Quanto alle tempistiche, una nota del Ministero della Transizione ecologica fa sapere che il bando sarà pubblicato con ogni probabilità entro l’estate 2022. 

In base alle scadenze imposte dal PNRR entro la fine del 2023 dovrà essere sviluppata la produzione di biometano per almeno 600 milioni di metri cubi attraverso la riconversione degli impianti. 

Per arrivare a produrre almeno 2,3 miliardi di metri cubi di biometano, che è poi l’obiettivo finale dell’investimento previsto dal PNRR, occorrerà aspettare giugno 2026. Entro quella data, inoltre, dovranno essere sostituiti i trattori non efficienti.  

Gli aiuti per l’AGRISOLARE nel PNRR: bando entro fine marzo

Per ridurre gli alti consumi energetici dell’agroalimentare il PNRR punta sull’agrisolare: 1 miliardo e mezzo sarà messo a disposizione di imprese agricole, agroindustriali e coltivatori diretti per installare pannelli fotovoltaici sui tetti degli edifici e rimuovere l’amianto. Il Mipaaf punta a pubblicare il bando prima del 31 marzo, complice il ruolo decisivo che le agroenergie possono avere alla luce dell’aumento dei costi dell’energia.

“Ho avuto modo di consultare alcuni studi secondo i quali se avessimo già realizzato gli investimenti del PNRR le aziende che investono in agroenergie non avrebbero neanche percepito l’aumento dei costi energetici”. E’ quanto dichiarato dal ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli in un’intervista al Sole 24 ore. 

In effetti, i costi dell’energia tarano più del 20% delle spese variabili per le aziende agricole, con percentuali ancora più elevate per alcuni comparti. 

Per invertire tale tendenza e ridurre quindi le emissioni inquinanti del settore agrifood – responsabile del 9% delle emissioni di gas serra nazionali – nel Piano nazionale di ripresa e resilienza si punta molto sulle energie rinnovabili, in particolare sul fotovoltaico. 

I progetti di investimento che nel PNRR uniscono agroalimentare e rinnovabili sono due: da un lato ci sono 1,1 MILIARDI DESTINATI ALL’AGRO-VOLTAICO, dall’altro il miliardo e mezzo per l’agrisolare. 

Se l’agrivoltaico punta su sistemi ibridi per la produzione agricola e di energia che, senza compromettere l’utilizzo dei terreni dedicati all’agricoltura, contribuiscano alla sostenibilità ambientale ed economica delle aziende, l’agrisolare intende invece utilizzare i tetti degli edifici per installare milioni di pannelli fotovoltaici.

Vediamo nel dettaglio quali interventi sono previsti nel PNRR per realizzare un Parco Agrisolare.

1 miliardo e mezzo per l’agrisolare

L’obiettivo è chiaro: produrre energia rinnovabile e conveniente utilizzando i tetti degli edifici a uso

agricolo, zootecnico o agroindustriale. 

Il target cui si intende arrivare attraverso l’utilizzo dei fondi europei è 375.000 kW di potenza intallata nel 2026.

Gli interventi previsti, nel dettaglio, sono tre: 

  • Installazione di pannelli solari sugli edifici agro-zootecnici, senza consumare nuovo suolo e riqualificando le strutture produttive, anche attraverso incentivi ad hoc;
  • Rimozione dell’eternit e dell’amianto dai tetti;
  • Coibentazione e areazione delle stalle, con miglioramento del benessere animale.

I dettagli sono ancora da definire ma i tempi non sono stretti. Sappiamo che a gestire il miliardo e mezzo del Recovery è il Ministero delle politiche agricole e che i progetti che potranno accedere ai fondi verranno individuati, a scaglioni, entro la fine del 2024. 

Come funzioneranno le agevolazioni per l’agrisolare: qualche anticipazione

Gli interventi ammessi 

Per accedere ai contributi sappiamo innanzitutto che gli interventi devono essere realizzati sui tetti di fabbricati strumentali all’attività agricola, zootecnica e agroindustriale, accatastati nel catasto dei fabbricati.

Tali interventi comprendono l’acquisto e la posa in opera di pannelli fotovoltaici, unitamente all’esecuzione di interventi di rimozione e smaltimento dell’amianto dai tetti, isolamento termico dei tetti e realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria).

Chi può accedere agli incentivi

I beneficiari individuati dal Mipaaf sono: 

  • Imprenditori Agricoli Professionali,
  • Coltivatori Diretti,
  • Imprese Agroindustriali.

Sono esclusi i soggetti esonerati dalla tenuta della contabilità IVA (cioè aventi un volume di affari annuo inferiore ad € 7.000,00). 

Le spese ammissibili ai contributi

Per ciascun beneficiario, la spesa massima ammissibile è pari 250.000 euro.

Sono ammessi interventi che prevedano la realizzazione di impianti fotovoltaici di potenza non inferiore a 10 kWp (Kilowatt Picco). La potenza massima ammessa all’incentivo è di 300 kWp (Kilowatt Picco). 

Agli interventi viene riconosciuto un incentivo in conto capitale fino al 65% della spesa massima ammessa, con un incremento del 25% per l’imprenditoria giovanile. 

L’incentivo previsto dal PNRR è cumulabile con altri incentivi in conto capitale o conto energia, nei limiti previsti dalla legislazione vigente in materia di aiuti di Stato.

Le spese ammesse includono i costi di: 

  • progettazione, asseverazioni ed altre spese professionali comunque richieste dal tipo di lavori, comprese quelle relative all’elaborazione e presentazione dell’istanza;
  • rimozione e smaltimento dell’amianto;
  • fornitura e messa in opera dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi;
  • demolizione e ricostruzione delle coperture; 
  • installazione di moduli fotovoltaici, inverter, software di gestione, ulteriori componenti di impianto, sistemi di accumulo, colonnine di ricarica elettrica per la mobilità sostenibile e le macchine agricole; 
  • direzione lavori; 
  • connessione alla rete. 

Come presentare domanda di accesso al bando

Le istanze di ammissione al contributo potranno essere presentate personalmente dagli interessati, tramite i Centri di Assistenza Agricola o professionisti abilitati. 

Le domande saranno poi gestite dal Gestore dei servizi energetici (GSE), indicato dal MiPAAF quale attuatore della linea di intervento PNRR.

Le tempistiche

Entro il 31 marzo 2022 sarà pubblicato l’invito a presentare proposte per i programmi di investimento per la realizzazione del Parco agrisolare previsto dal PNRR, come indicato in una nota del Ministero e dal ministro Patuanelli a più riprese.

BANDO  PNRR per impianti agrovoltaici: verrà pubblicato prossimamente

Questione di mesi, forse già prima dell’estate. Ad anticiparlo una nota del Ministero della Transizione ecologica. Sul piatto c’è poco più di 1 miliardo per diffondere impianti agrovoltaici di medie e grandi dimensioni.

Metà agricoltura, metà energie rinnovabili. All’incrocio tra due settori chiave per l’economia italiana si posiziona l’investimento da 1,1 miliardi previsto dal Recovery Plan per diffondere maggiormente l’agrivoltaico in Italia.

Perché puntare sull’agrivoltaico?

Secondo uno studio condotto da ENEA e Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, pubblicato sulla rivista scientifica Applied Energy, le prestazioni economiche e ambientali degli impianti agrovoltaici assomigliano a quelle degli impianti fotovoltaici a terra: il costo dell’energia elettrica prodotta risulta essere di circa 9 centesimi di euro per kWh, mentre le emissioni di gas serra ammontano a circa 20 g di CO2eq per megajoule di elettricità. 

Il dubbio sollevato da alcuni in merito alla bontà di tagli impianti riguarda il consumo di suolo. “Alcune tipologie di installazioni agrivoltaiche, come i pannelli a 5 m di altezza, incidono in misura relativamente limitata sul consumo di suolo rispetto agli impianti a terra”, spiega Alessandro Agostini, ricercatore ENEA della Divisione Produzione, Storage e Utilizzo dell’Energia, e tra gli autori dello studio. “La superficie occupata dai pannelli solari è modesta se confrontata con altri usi del terreno ben più aggressivi dal punto di vista ambientale: penso ad esempio alle piazzole e ai parcheggi che occupano l’1% del territorio nazionale, un consumo di suolo che continua a crescere”, afferma Gianni Girotto, presidente della Commissione Industria del Senato, in un’intervista a Huffington Post. 

 Sono sorte associazioni di categoria per promuovere l’agrivoltaico sostenibile, che consente di produrre energia elettrica da fotovoltaico e, al tempo stesso, di coltivare i terreni. Reti nate anche con l’intento di cogliere l’opportunità offerta dal Piano nazionale di ripresa e resilienza per lo sviluppo di sistemi ibridi agricoltura-produzione di energia. 

Nel Recovery Plan 1,1 miliardi per l’agrovoltaico

L’obiettivo indicato nel PNRR è ridurre i costi di approvvigionamento energetico del settore agricolo, che oggi rappresentano una parte importante (oltre il 20%) dei costi aziendali. In un periodo segnato da rincari delle bollette e aumento dei costi delle materie prime è evidente come un simile obiettivo non sia da trascurare.

In termini tecnici, i fondi PNRR serviranno a installare 1,04 GW da impianti agro-voltaici, pari a 1.300 GWh annui.  

L’investimento, da 1,1 miliardi, sarà indirizzato all’implementazione di sistemi ibridi agricoltura-fotovoltaico che non compromettano l’utilizzo dei terreni dedicati all’agricoltura, ma anzi contribuiscano alla sostenibilità ambientale ed economica delle aziende coinvolte, potenzialmente anche valorizzando i bacini idrici tramite soluzioni galleggianti. 

Il bando agrovoltaico PNRR e i tempi per realizzare gli investimenti

In base a quanto anticipato dal Ministero della Transizione ecologica, nei prossimi 6 mesi saranno avviate le procedure per attivare l’investimento sull’agrivoltaico previsto dal PNRR. 

Tra il 2022 e il 2024 verranno stanziati 638,6 milioni di euro per le attività preparatorie alla firma dei contratti per l’istallazione dei pannelli solari fotovoltaici in parchi agri-solari.

Entro dicembre del 2024 verranno aggiudicati gli appalti e a quel punto partiranno le installazioni vere e proprie. 

Tra il 2025 e il 2026 verranno stanziate le risorse restanti: 504,4 milioni di euro necessari per centrare il target finale ed arrivare, entro giugno 2026, all’installazione di panneli solari fotovoltaici in ambito agricolo con una capacità di 1,04 GW.

Gli incentivi per gli impianti a biogas prorogati al 2022

Allungata al 2022 la vita degli incentivi per gli impianti di produzione di energia elettrica alimentati a biogas, fino a 300 kW, che fanno parte del ciclo produttivo di un’impresa agricola. 

Come funzionano gli incentivi per il biogas

La legge di bilancio 2019 ha riaperto la possibilità di accesso alle tariffe incentivanti previste dal D.M. 23 giugno 2016 agli impianti di produzione di energia elettrica alimentati a biogas, con potenza elettrica non superiore a 300 kW e che fanno parte del ciclo produttivo di un’impresa agricola o di allevamento, realizzati da imprenditori agricoli anche in forma consortile. 

Per accedere, gli impianti devono prevedere un’alimentazione per almeno l’80% da reflui e materie derivanti dalle aziende agricole realizzatrici e per il restante 20% da loro colture di secondo raccolto. 

Ferma restando la modalità di accesso diretto, l’ammissione agli incentivi è stata riconosciuta agli impianti tenuti all’iscrizione a registro, nel limite di un costo annuo di 25 milioni di euro (coperto tramite il meccanismo degli oneri generali di sistema e, dunque, senza effetti negativi per la finanza pubblica). Le due modalità sopra indicate dipendono dalla potenza dell’impianto: 

  • accesso diretto: gli impianti fino a 100 kW possono presentare domanda a seguito dell’entrata in esercizio; 
  • fermo restando l’accesso diretto, l’ammissione agli incentivi è riconosciuta agli impianti tenuti all’iscrizione a registro: dunque, gli impianti di potenza superiore a 100 kW e fino 300 kW devono essere iscritti allo specifico Registro per l’assegnazione del contingente di potenza disponibile e, se rientrati in posizione utile, possono presentare domanda dopo aver realizzato l’impianto. Gli impianti fino a 100 kW possono optare per l’iscrizione al Registro invece dell’accesso diretto.

Al Gestore dei servizi energetici – GSE è attribuito il compito di pubblicare la graduatoria delle domande iscritte a registro, secondo i seguenti criteri di priorità: 

  • impianti localizzati, in tutto o in parte, in aree agricole classificate vulnerabili ai nitrati; 
  • impianti che richiedono una tariffa pari al 90 per cento di quella di cui al comma 954; 
  • anteriorità della data ultima di completamento della domanda di partecipazione alla procedura (articolo 1, comma 956).

La proroga degli incentivi biogas al 2022

Per dare continuità agli investimenti nel settore e favorire lo sviluppo dell’economia circolare in ambito agricolo, anche il Milleproroghe 2022 (legge n. 15-2022) ha prolungato al 2022 gli incentivi previsti dalla legge di bilancio 2019 per gli impianti di produzione di energia elettrica alimentati a biogas, con potenza non superiore a 300 kW, realizzati da imprenditori agricoli a servizio dei processi aziendali. 

Consulta il testo della legge n. 15-2022, conversione del decreto Milleproroghe 2022

Consulta il testo del decreto Milleproroghe n. 228-2021 coordinato con la legge di conversione n. 15-2022

Contratti di sviluppo per filiere strategiche e rinnovabili: in arrivo i fondi PNRR

A disposizione, circa 2,2 miliardi, tra risorse della legge di Bilancio 2022 e PNRR. Ai 450 milioni per il 2022 destinati ai contratti di sviluppo dalla Manovra, si aggiungono infatti un miliardo e 750 milioni a valere sul Piano nazionale di ripresa e resilienza per progetti in materia di rinnovabili e batterie e per investimenti in filiere strategiche del Made in Italy.

Oltre al provvedimento annunciato da Giorgetti con la nuova disciplina del contratto di sviluppo, già firmato e di prossima pubblicazione in Gazzetta ufficiale, sono quindi in arrivo altri due decreti ministeriali contenenti le modalità di accesso ai finanziamenti agevolati e ai contributi a fondo perduto per i progetti di investimento targati PNRR. Saranno poi altrettanti decreti direttoriali a fissare i termini per la presentazione delle domande di agevolazione.

Cambiano le regole per i contratti di sviluppo

“Sosteniamo i programmi d’investimento che puntano ad accrescere la competitività del sistema produttivo italiano all’interno delle strategiche filiere europee dall’alto valore tecnologico e industriale che impattano in maniera decisiva sul futuro del Paese”, ha dichiarato il ministro Giorgetti annunciando la firma del provvedimento che ridisegna i contratti di sviluppo per farne uno strumento a supporto della reindustrializzazione e della valorizzazione del patrimonio industriale nazionale.

Nel decreto, ha spiegato il ministro, è stata prevista anche una norma volta a sostenere i lavoratori coinvolti in aree territoriali e aziende in crisi, “legando la concessione di incentivi agli impegni degli investitori ad assumerli”. In pratica, la nuova disciplina sulla valutazione e ammissione a finanziamento dei progetti prevede un impegno, per le imprese che realizzano programmi di sviluppo con connesso incremento occupazionale, ad assumere in via prioritaria i percettori di interventi di sostegno al reddito, disoccupati a seguito di procedure di licenziamento collettivo e lavoratori di aziende coinvolte in tavoli di crisi attivi presso il MISE.

Un miliardo dal PNRR per rinnovabili e batterie

Un ulteriore decreto sarà dedicato a dare attuazione – principalmente attraverso i contratti di sviluppo – al progetto di investimento 5.1 “Rinnovabili e batterie”, che rientra nella seconda componente della Missione 2 (M2C2) del Piano nazionale di ripresa e resilienza, dedicata a “Energia rinnovabile, idrogenico, rete e mobilità sostenibile”.

L’obiettivo è potenziare le filiere collegate alla transizione ecologica nei settori fotovoltaico, eolico, batterie per il settore dei trasporti e per il settore elettrico, realizzando investimenti in infrastrutture industriali high-tech e automazione, ricerca e sviluppo, brevetti e innovazione e favorendo anche i processi di riconversione industriale con la costruzione di Gigafactory per realizzare batterie e pannelli fotovoltaici e per l’eolico. L’intervento punta anche a generare nuovi posti di lavoro e alla crescita del capitale umano, investendo in nuove capacità e competenze.

Del miliardo di euro a disposizione del progetto “Rinnovabili e batterie”, 400 milioni andranno al fotovolatico, 100 milioni all’eolico e 500 milioni alle batterie elettriche. Il 40% dei fondi – in linea con quanto previsto dal decreto Semplificazioni – dovrà andare agli investimenti nel Mezzogiorno, quindi nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Contratti di sviluppo per le filiere industriali strategiche del Made in Italy

Infine, un ulteriore provvedimento darà attuazione al progetto di investimento “Competitività e resilienza delle filiere produttive”, nell’ambito della Componente 2 della prima Missione del Recovery Plan (M1C2), relativa a “Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo”.

Attraverso lo strumento dei contratti di sviluppo, si mira a finanziare progetti di digitalizzazione, innovazione e accrescimento della competitività presentati da imprese appartenenti a una serie di filiere industriali strategiche:

  • automotive,
  • microelettronica e semiconduttori,
  • metallo ed elettromeccanica,
  • chimico-farmaceutico,
  • turismo,
  • design, moda e arredo,
  • agroindustria,
  • tutela ambientale.

Con i 750 milioni del PNRR il MISE punta a finanziare almeno 40 contratti di sviluppo, con particolare attenzione alle regioni del Mezzogiorno. Chimico-farmaceutico e agroindustria dovrebbero assorbire da soli 300 milioni di euro.

PMI e tecnologie 4.0: in arrivo 678 milioni per investimenti e risparmio energetico

Un nuovo regime di aiuti di 678 milioni di euro è stato istituito dal ministro dello sviluppo economico al fine di supportare gli investimenti delle piccole e medie imprese italiane nella messa in atto di progetti innovativi che si leghino a tecnologie 4.0, economia circolare e risparmio energetico.

Questo è previsto dal decreto firmato dal titolare del Mise che va a disciplinare i finanziamenti garantiti dal programma d’investimento europeo React-Eu e dai fondi di coesione.

Afferma Giorgetti “Da ministro dello sviluppo economico è mio dovere tutelare le imprese italiane, individuando tutte le risorse e gli strumenti necessari per sostenere gli investimenti in progetti innovativi che mirano anche a ridurre l’impatto energetico sui processi produttivi. E’ questa un’altra importante linea d’azione da perseguire per fronteggiare, in un’ottica di medio e lungo periodo, il caro bollette“.

La capacità del nostro sistema imprenditoriale di rimanere competitivo sui mercati – aggiunge il ministro – passa infatti dall’ammodernamento degli impianti attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie che, oltre a incrementare la produttività e migliorare la sostenibilità ambientale, devono favorire sviluppo e occupazione“.

In particolare, i finanziamenti previsti dal nuovo regime di aiuti sono destinati:

  • Per circa 250 milioni agli investimenti da realizzare nelle regioni del Centro – Nord (Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto, Umbria e Province Autonome di Bolzano e di Trento);
  • Per circa 428 milioni sono previsti per quelli nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna). Di queste risorse, una quota pari al 25% è destinata ai progetti proposti dalle micro e piccole imprese.

Ogni investimento innovativo avrà un importo massimo agevolabile non superiore a 3 milioni di euro e dovrà essere finalizzato ad una trasformazione digitale dell’attività manifatturiera delle Pmi grazie al supporto di tecnologie abilitanti individuate dal piano Transizione 4.0.

I progetti che mirano a favorire l’economia circolare, la sostenibilità ambientale e il risparmio energetico godranno di un particolare booster.

Le imprese che sceglieranno di richiedere l’agevolazione dovranno essere in possesso del seguente requisito fondamentale:

  • Non dovranno aver effettuato, nei due anni precedenti la presentazione della domanda, una delocalizzazione verso uno stabilimento situato in un’altra parte dello Spazio Economico Europeo (SEE) che realizzi prodotti o servizi oggetto dell’investimento, impegnandosi a non farlo anche fino ai 2 anni successivi al completamento dell’investimento stesso.

Le agevolazioni verranno concesse utilizzando le possibilità offerte dal Temporary framework comunitario.

La Corte dei Conti provvederà alla registrazione del decreto.

Tempistiche di presentazione delle domande.

Le PMI che vorranno beneficiare delle agevolazioni, potranno presentare domanda nei termini e nelle modalità che verranno definite con un successivo provvedimento ministeriale.

Aiuti R&S e innovazione sostenibile

Competitività e resilienza, transizione ecologica, innovazione dell’organizzazione e di processo, industrializzazione dei risultati della ricerca e sviluppo. Sono questi gli obiettivi cui devono tendere gli investimenti delle imprese per ottenere gli aiuti sotto forma di finanziamenti agevolati, contributi a fondo perduto, in conto spese e in conto impianti a valere sulle risorse disponibili nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e del Fondo crescita sostenibile (Fcs).

Per ottenere le agevolazioni messe a disposizione dal ministero dello sviluppo economico fino a copertura del 100% degli investimenti, le imprese impegnate nella ricerca e sviluppo sperimentale, anche a rilevante impatto tecnologico, e nella ricerca di base e applicata condotta in sinergia con le università, dovranno portare a termine i progetti ammissibili nell’ambito delle filiere produttive della moda e design, dell’agroindustria, della microelettronica, della chimica, e così via all’interno dei Contratti di sviluppo (di cui al decreto 13 gennaio 2022), mentre finanziamenti agevolati e contributi alla spesa fino al 60% potranno essere concessi a fronte di programmi di investimento previsti dagli Accordi per l’innovazione e la competitività del sistema produttivo di specifici ambiti territoriali (di cui al decreto 31 dicembre 2021).

I programmi di spesa coerenti con le finalità del Green new deal italiano nell’innovazione, finalizzati al miglioramento della sostenibilità come l’economia circolare, la decarbonizzazione, il turismo sostenibile, la riduzione dell’uso della plastica, e così via, potranno invece ottenere aiuti fino al 70% dei costi per immobilizzazioni materiali, immateriali e per le consulenze (decreto del ministero dello sviluppo economico 1° dicembre 2021).

I programmi di sviluppo industriale all’interno dei Contratti di sviluppo devono riguardare un’iniziativa imprenditoriale finalizzata alla produzione di beni e/o servizi, per la cui realizzazione sono necessari uno o più progetti d’investimento e progetti di ricerca e sviluppo. Per quanto riguarda l’innovazione dell’organizzazione e di processo, le imprese di grandi dimensioni sono ammissibili solo nell’ambito di un programma congiunto con pmi, dove queste ultime sostengono cumulativamente almeno il 30% del totale dei costi ammissibili del progetto. Attraverso gli Accordi per l’innovazione il ministero mira a favorire la diffusione di modelli innovativi per la ricerca di base e applicata, finalizzate alla realizzazione e/o al miglioramento di nuovi prodotti e processi, condotta in sinergia tra università e imprese, comprese quelle artigiane. Contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati potranno essere concessi anche per immobilizzazioni materiali, immateriali nell’ambito degli investimenti agevolati targati Green new deal italiano, finalizzati alla transizione ecologica. Tali incentivi si aggiungono agli aiuti concedibili a fronte di spese sostenute per la realizzazione di progetti di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale, quali costi del personale, per strumentazioni e attrezzature, per know how, brevetti, materiali e spese generali.

MISE: Contributi per progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per la Transizione ecologica e circolare negli ambiti del Green New Deal italiano

Area Geografica: Italia

Scadenza: BANDO APERTO | Scadenza il 31/12/2023

Beneficiari:  Enti locali , Micro impresa , Enti NON PROFIT, Imprenditoria femminile, Imprenditoria giovanile, Piccola e Media Impresa, Grande impresa, Impresa individuale

Settore: Servizi/No Profit, Pubblico, Industria, Artigianato, Agroindustria/Agroalimentare

Spese finanziate: Consulenze/Servizi, Risparmio energetico/Fonti rinnovabili, Innovazione Ricerca e Sviluppo, Attrezzature e macchinari

Agevolazione: Contributo a fondo perduto, Finanziamento a tasso agevolato


Cosa offre il bando

L’intervento del Fondo per la crescita sostenibile (FCS) definito con il decreto Ministro dello sviluppo economico (MISE) di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze 1° dicembre 2021 prevede la concessione di agevolazioni finanziarie a sostegno dei progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per la transizione ecologica e circolare a sostegno delle finalità del “Green New Deal italiano”.

La misura “Progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per la transizione ecologica e circolare negli ambiti del Green New Deal italiano” è destinata al sostegno dei progetti di imprese ammesse ai finanziamenti agevolati Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI), e prevede la concessione di contributi a sostegno delle attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e, per le PMI, di industrializzazione dei risultati della ricerca e sviluppo.

Possono partecipare al bando le imprese di qualsiasi dimensione che esercitano attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria e centri di ricerca, che presentano progetti singolarmente o in forma congiunta. I soggetti beneficiari possono presentare programmi anche congiuntamente tra loro, previa indicazione del soggetto capofila e fermo restando un importo progettuale a carico di ciascuna impresa partecipante di valore non inferiore a euro 3.000.000.

L’intervento sostiene progetti coerenti con gli ambiti di intervento del Green New Deal italiano, con particolare riguardo agli obiettivi di:

  1. decarbonizzazione dell’economia
  2. economia circolare
  3. riduzione dell’uso della plastica e sostituzione della plastica con materiali alternativi
  4. rigenerazione urbana
  5. turismo sostenibile
  6. adattamento e mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico

Le attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale devono essere finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti.

Gli investimenti per l’industrializzazione, che sono ammessi esclusivamente per le PMI, devono avere un elevato contenuto di innovazione e sostenibilità, ed essere volti a diversificare la produzione di uno stabilimento mediante prodotti nuovi aggiuntivi ovvero a trasformare radicalmente il processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente. Possono essere ammessi distintamente ovvero insieme ad un progetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nell’ambito di un programma integrato presentato per l’ottenimento di agevolazioni, alle condizioni previste dal decreto.

Ai fini dell’ammissibilità alle agevolazioni, i programmi devono prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a euro 3.000.000  e non superiori a euro 40.000.000.

Le imprese accedono alle agevolazioni secondo due distinte procedure:

  1. a sportello, per i programmi di importo non inferiore a 3 milioni e non superiore a 10 milioni di euro, con un massimo di tre imprese partecipanti
  2. negoziale, per i programmi di importo superiore a 10 milioni e non superiore a 40 milioni di euro, con un massimo di cinque imprese partecipanti.

 Le agevolazioni sono:

  • Finanziamenti agevolati del FRI, accompagnati da finanziamenti bancari e in presenza di idonea attestazione creditizia, per una percentuale nominale delle spese e dei costi ammissibili non inferiore al 50 per cento e, comunque, non superiore al 70 per cento. 

Il finanziamento agevolato può essere assistito da idonee garanzie ed è concesso a un tasso non inferiore allo 0,50 per cento nominale annuo.

La durata del finanziamento può assumere un valore minimo di 4 anni e massimo di 15 anni, comprensivo di un periodo di preammortamento commisurato alla durata in anni interi del progetto o programma e, comunque, non superiore a 4 anni decorrenti dalla data di sottoscrizione del contratto di finanziamento.

  • Contributi a fondo perduto, per una percentuale massima delle spese e dei costi ammissibili di progetto:
  • pari al 15 per cento come contributo alla spesa, a sostegno delle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e per l’acquisizione delle prestazioni di consulenza relative alle attività di industrializzazione
  • pari al 10 per cento come contributo in conto impianti, per l’acquisizione delle immobilizzazioni oggetto delle attività di industrializzazione.

Il bando intende sostenere i progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per la transizione ecologica e circolare a sostegno delle finalità del “Green New Deal italiano”.

A chi si rivolge

I soggetti beneficiari della misura sono le imprese operanti nel settore industriale, agroindustriale, artigiano, dei servizi all’industria e i centri di ricerca, anche in forma congiunta. 

Cosa finanzia

L’incentivo sostiene progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale volti alla realizzazione di nuovi prodotti, processi, servizi o al loro miglioramento, in linea con gli obiettivi del Green New Deal italiano:

  • economia circolare
  • decarbonizzazione 
  • riduzione dell’uso di plastica e sostituzione con materiali alternativi
  • rigenerazione urbana
  • turismo sostenibile
  • mitigazione del rischio e adattamento ai cambiamenti climatici

Sono previsti 2 procedure per l’assegnazione dell’incentivo: 

  • a sportello, per i programmi dai 3 milioni ai 10 milioni di euro, con un massimo di 3 imprese partecipanti
  • negoziale, per i programmi da oltre 10 milioni ed entro i 40 milioni di euro, con un massimo di 5 imprese partecipanti

L’agevolazione consiste in finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto:

1) Finanziamenti a tasso agevolato dal Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti in ricerca (FRI) e finanziamenti bancari – previa idonea attestazione creditizia – a copertura del 50-70% delle spese ammissibili. 

  • Durata finanziamenti: 4-15 anni, incluso un periodo di preammortamento di massimo 4 anni

2) Contributi a fondo perduto del:

  • 15% come contributo alla spesa dei progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e delle consulenze per le attività di industrializzazione
  • 10% in contributi in conto impianti per l’acquisto di immobilizzazioni per le attività di industrializzazione.

Requisiti del progetto

  • Spesa minima 3.000.000€
  • Spesa massima 40.000.0000€
  • Durata: 12-36 mesi ed avviati dopo la domanda di accesso all’agevolazione al MISE

Il decreto è stato pubblicato nella GURI n. 26 del 1° febbraio 2022 Decreto (pdf)

Credito d’imposta per l’efficienza energetica nelle regioni del Sud

Lo prevede l’art. 14 del DL n. 17/2022 per le imprese che effettuano investimenti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia volti ad ottenere una migliore efficienza energetica ed a promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili

Contributo sotto forma di credito d’imposta per l’efficienza energetica nelle regioni del Sud: è quanto prevede l’articolo 14 del decreto-legge n. 17/2022 pubblicato ieri sulla Gazzetta ufficiale.

Alle imprese che effettuano investimenti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia volti ad ottenere una migliore efficienza energetica ed a promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili, fino al 30 novembre 2023 è attribuito un contributo sotto forma di credito d’imposta, nel limite di 145 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023, nella misura massima consentita dal regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, senza l’applicazione dei limiti di cui all’articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e di cui all’articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388.

Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito d’impresa né della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive e non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive, non porti al superamento del costo sostenuto.

I costi ammissibili all’agevolazione corrispondono ai costi degli investimenti supplementari necessari per conseguire un livello più elevato di efficienza energetica e per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nell’ambito delle strutture produttive.

Con decreto del Ministro per il Sud e la coesione territoriale, di concerto con il Ministro della transizione ecologica, il Ministro dello sviluppo economico e il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono stabiliti i criteri e le modalità di attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo, con particolare riguardo ai costi ammissibili all’agevolazione, alla documentazione richiesta, alle procedure di concessione, anche ai fini del rispetto del limite degli oneri annuali di cui al comma 1, nonché alle condizioni di revoca e all’effettuazione dei controlli.

L’agevolazione è concessa ai sensi e nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dal regolamento (UE) n. 651/2014.

Agli oneri derivanti, pari a 145 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per lo sviluppo e la coesione di cui all’articolo 1, comma 177, della legge 30 dicembre 2020, n. 178.

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