MISE Contributi progetti ricerca, sviluppo e innovazione per transizione ecologica e circolare GREEN NEW DEAL italiano – Fondo Transizione Industriale

RAMSES GROUP NEWS n. 476 – 27 dicembre 2022

Green New Deal italiano

Beneficiari Enti locali , Micro impresa , Enti NON PROFIT, Imprenditoria femminile, Imprenditoria giovanile, Piccola e Media Impresa, Grande impresa, Impresa individuale

Agevolazione Misto  

Area geografica Tutta Italia

Scadenza 31/12/2023


Cosa offre il bando

L’intervento del Fondo per la crescita sostenibile (FCS) definito con il decreto Ministro dello sviluppo economico (MISE) di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze 1° dicembre 2021 prevede la concessione di agevolazioni finanziarie a sostegno dei progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per la transizione ecologica e circolare a sostegno delle finalità del “Green New Deal italiano”.

La misura “Progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per la transizione ecologica e circolare negli ambiti del Green New Deal italiano” è destinata al sostegno dei progetti di imprese ammesse ai finanziamenti agevolati Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI), e prevede la concessione di contributi a sostegno delle attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e, per le PMI, di industrializzazione dei risultati della ricerca e sviluppo.

Possono partecipare al bando le imprese di qualsiasi dimensione che esercitano attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria e centri di ricerca, che presentano progetti singolarmente o in forma congiunta. I soggetti beneficiari possono presentare programmi anche congiuntamente tra loro, previa indicazione del soggetto capofila e fermo restando un importo progettuale a carico di ciascuna impresa partecipante di valore non inferiore a euro 3.000.000.

L’intervento sostiene progetti coerenti con gli ambiti di intervento del Green New Deal italiano, con particolare riguardo agli obiettivi di:

  1. decarbonizzazione dell’economia
  2. economia circolare
  3. riduzione dell’uso della plastica e sostituzione della plastica con materiali alternativi
  4. rigenerazione urbana
  5. turismo sostenibile
  6. adattamento e mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico

Le attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale devono essere finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti.

Gli investimenti per l’industrializzazione, che sono ammessi esclusivamente per le PMI, devono avere un elevato contenuto di innovazione e sostenibilità, ed essere volti a diversificare la produzione di uno stabilimento mediante prodotti nuovi aggiuntivi ovvero a trasformare radicalmente il processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente. Possono essere ammessi distintamente ovvero insieme ad un progetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nell’ambito di un programma integrato presentato per l’ottenimento di agevolazioni, alle condizioni previste dal decreto.

Ai fini dell’ammissibilità alle agevolazioni, i programmi devono prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a euro 3.000.000  e non superiori a euro 40.000.000.

Le imprese accedono alle agevolazioni secondo due distinte procedure:

  1. a sportello, per i programmi di importo non inferiore a 3 milioni e non superiore a 10 milioni di euro, con un massimo di tre imprese partecipanti
  2. negoziale, per i programmi di importo superiore a 10 milioni e non superiore a 40 milioni di euro, con un massimo di cinque imprese partecipanti.

 Le agevolazioni sono:

  • Finanziamenti agevolati del FRI, accompagnati da finanziamenti bancari e in presenza di idonea attestazione creditizia, per una percentuale nominale delle spese e dei costi ammissibili non inferiore al 50 per cento e, comunque, non superiore al 70 per cento. 

Il finanziamento agevolato può essere assistito da idonee garanzie ed è concesso a un tasso non inferiore allo 0,50 per cento nominale annuo.

La durata del finanziamento può assumere un valore minimo di 4 anni e massimo di 15 anni, comprensivo di un periodo di preammortamento commisurato alla durata in anni interi del progetto o programma e, comunque, non superiore a 4 anni decorrenti dalla data di sottoscrizione del contratto di finanziamento.

  • Contributi a fondo perduto, per una percentuale massima delle spese e dei costi ammissibili di progetto:
  • pari al 15 per cento come contributo alla spesa, a sostegno delle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e per l’acquisizione delle prestazioni di consulenza relative alle attività di industrializzazione
  • pari al 10 per cento come contributo in conto impianti, per l’acquisizione delle immobilizzazioni oggetto delle attività di industrializzazione.

Il bando intende sostenere i progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per la transizione ecologica e circolare a sostegno delle finalità del “Green New Deal italiano”.

Green New DealProgetti di ricerca, sviluppo e innovazione per transizione ecologica e circolare

FORMA AGEVOLAZIONE

Prestito/Anticipo rimborsabile, Contributo/Fondo perduto

SETTORE

Agroalimentare, Alberghiero, Altri servizi, Artigianato, Autoveicoli e altri mezzi di trasporto, Chimica e Farmaceutica, Commercio, Cultura, Edilizia, Elettronica, Fornitura Energia, Acqua e gestione Rifiuti, Meccanica, Metallurgia, Mobili, Legno e Carta, Moda e Tessile, Ristorazione, Salute, Servizi di trasporto, Turismo, ICT

SPESA AMMESSA

Da 3.000.000 €   a 40.000.000 €

REGIONI

Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino-Alto Adige/Südtirol, Umbria, Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste, Veneto

Cos’è

L’intervento del Fondo per la crescita sostenibile (FCS) definito con il decreto 1° dicembre 2021 del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze prevede la concessione di agevolazioni finanziarie a sostegno dei progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per la transizione ecologica e circolare a sostegno delle finalità del Green New Deal italiano. 
La misura è destinata al sostegno dei progetti di imprese ammesse ai finanziamenti agevolati Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI), e prevede la concessione di contributi a sostegno delle attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e, per le PMI, di industrializzazione dei risultati della ricerca e sviluppo.

A chi si rivolge

Imprese di qualsiasi dimensione che esercitano attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria e centri di ricerca, che presentano progetti singolarmente o in forma congiunta.

Cosa prevede

L’intervento sostiene progetti coerenti con gli ambiti di intervento del Green New Deal italiano, con particolare riguardo agli obiettivi di:
– decarbonizzazione dell’economia
– economia circolare
– riduzione dell’uso della plastica e sostituzione della plastica con materiali alternativi
– rigenerazione urbana
– turismo sostenibile
– adattamento e mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico
Le attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale devono essere finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti.

Gli investimenti per l’industrializzazione, ammessi esclusivamente per le PMI, devono avere un elevato contenuto di innovazione e sostenibilità, ed essere volti a diversificare la produzione di uno stabilimento mediante prodotti nuovi aggiuntivi ovvero a trasformare radicalmente il processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente. Possono essere ammessi distintamente ovvero insieme ad un progetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nell’ambito di un programma integrato presentato per l’ottenimento di agevolazioni, alle condizioni previste dal decreto.

I progetti ammissibili inoltre devono:
– essere realizzati nell’ambito di una o più unità locali ubicate nel territorio nazionale
– prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 3 milioni e non superiori a 40 milioni di euro
– avere una durata non inferiore a 12 mesi e non superiore a 36 mesi
– essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni

Le imprese accedono alle agevolazioni secondo due distinte procedure:
– a sportello, per i programmi di importo non inferiore a 3 milioni e non superiore a 10 milioni di euro, con un massimo di tre imprese partecipanti
– negoziale, per i programmi di importo superiore a 10 milioni e non superiore a 40 milioni di euro, con un massimo di cinque imprese partecipanti.

Obiettivo – Finalità

Innovazione e ricerca – Transizione ecologica

Forma agevolazione

Prestito/Anticipo rimborsabile, Contributo/Fondo perduto

Costi ammessi

Costi di personale – Costo del personale; Costi generali – Spese generali; Servizi – Servizi professionali; Materiali – Impianti/Macchinari/Attrezzature; Servizi – Altri servizi; Materiali – Progettazione/studi/consulenze; Immateriali – Diritti Di Brevetto; Immateriali – Know-How

Spesa ammessa (min-max)

Da 3.000.000 €   a 40.000.000 €

Agevolazione concedibile (min-max)

Tipologia soggetto

Impresa, Università/Ente di Ricerca

Dimensione

Piccola Impresa , Media Impresa , Grande Impresa , Non applicabile

Settore attività

Agroalimentare, Alberghiero, Altri servizi, Artigianato, Autoveicoli e altri mezzi di trasporto, Chimica e Farmaceutica, Commercio, Cultura, Edilizia, Elettronica, Fornitura Energia, Acqua e gestione Rifiuti, Meccanica, Metallurgia, Mobili, Legno e Carta, Moda e Tessile, Ristorazione, Salute, Servizi di trasporto, Turismo, ICT

ATECO

Tutti i settori economici ammissibili a ricevere aiuti

Regioni

Abruzzo – Basilicata – Calabria – Campania – Emilia-Romagna – Friuli-Venezia Giulia – Lazio – Liguria – Lombardia – Marche – Molise – Piemonte – Puglia – Sardegna – Sicilia – Toscana – Trentino-Alto Adige/Südtirol – Umbria – Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste – Veneto

Comuni

Tutti

Ambito territoriale speciale

Non applicabile

Altre caratteristiche

FCS, FRI, Green New Deal, transizione ecologica, PMI, R&S, innovazione, sostenibilità, industrializzazione, decarbonizzazione

Soggetto gestore

Mediocredito Centrale

LINK UTILI

Base normativa primaria

Legge 27 dicembre 2019 n. 160

Base normativa secondaria

Decreto interministeriale 1 dicembre 2021

Provvedimento attuativo

Decreto direttoriale 23 agosto 2022

Riferimenti Gazzetta Ufficiale

Stanziamento incentivo

750.000.000 €

Sito di riferimento

www.mise.gov.it

Scadenza 31/12/2023


MISE – Fondo Transizione Industriale

E’ stato firmato il decreto che rende operativo il Fondo per il sostegno alla transizione industriale, già previsto dalla Legge di Bilancio 2022. Ci sono 150 milioni di euro per l’anno in corso.

L’obiettivo è favorire l’adeguamento del sistema produttivo nazionale alle politiche europee in materia di lotta ai cambiamenti climatici.

A chi è rivolto

L’intervento è rivolto alle imprese, di qualunque dimensione, con particolare riguardo a quelle che operano in settori ad alta intensità energetica, quali ad esempio fonderie, acciaierie, cartiere, ceramiche, cementerie.

Il Fondo finanzierà la realizzazione di investimenti per l’efficientamento energetico, per il riutilizzo per impieghi produttivi di materie prime e di materie riciclate, nonché il cambiamento del processo produttivo attraverso l’implementazione di soluzioni e tecnologie atte a consentire una maggiore efficienza energetica ovvero attraverso il riciclo e il riuso di materiali produttivi, di materie prime e riciclate

Cosa finanzia

I progetti potranno eventualmente essere accompagnati da percorsi di formazione del personale.

Secondo le anticipazioni fornite da Il Sole 24 Ore i progetti devono avere un importo compreso fra 3 e 20 milioni di euro. Le agevolazioni saranno concesse, come contributo a fondo perduto, alle condizioni ed entro i limiti delle intensità massime di aiuto previste dal Regolamento Gber. 

La presentazione delle domande sarà a sportello.

Finalità: Il presente Fondo ha l’obiettivo di favorire l’adeguamento del sistema produttivo nazionale alle politiche europee in materia di lotta ai cambiamenti climatici attraverso agevolazioni alle imprese finalizzate alla realizzazione di investimenti per l’efficientamento energetico, per il riutilizzo per impieghi produttivi di materie prime e di materie riciclate, nonché per la cattura, il sequestro e il riutilizzo della CO2.

Soggetti beneficiari: Possono beneficiare degli interventi del Fondo, le imprese di qualsiasi dimensione e operanti sull’intero territorio nazionale, che, alla data di presentazione della domanda di accesso, si trovano nelle seguenti condizioni:
a) essere regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese;

b) operare in via prevalente nei settori estrattivo e manifatturiero di cui alle sezioni B e C della classificazione delle attività economiche ATECO 2007;

c) essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie;

d) non essere già in difficoltà al 31 dicembre 2019, come previsto dall’articolo 1, paragrafo 4, lettera c), del Regolamento GBER;

e) non rientrare tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;

f) aver restituito somme dovute a seguito di provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero;
g) essere in regola con le disposizioni vigenti in materia obblighi contributivi.

Spese ammissibili: Sono ammissibili le spese riferite all’acquisto e alla costruzione di immobilizzazioni, nella misura necessaria alle finalità del progetto oggetto della richiesta di agevolazioni.

Dette spese riguardano:

a) suolo aziendale e sue sistemazioni, limitatamente a quelli strettamente necessari per soddisfare gli obiettivi ambientali, nei limiti del 10% (dieci per cento) dell’investimento complessivamente ammissibile;

b) opere murarie e assimilate, limitatamente a quelle strettamente necessarie per soddisfare gli obiettivi ambientali, nel limite del 40% (quaranta per cento) dell’investimento complessivamente ammissibile;

c) impianti e attrezzature varie, nuovi di fabbrica, necessari per perseguire gli obiettivi ambientali;

d) programmi informatici, brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche non brevettate concernenti nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi.

Con riferimento ai progetti per la formazione del personale, sono ammissibili alle agevolazioni di cui al presente decreto le spese e i costi relativi a:
a) spese di personale relative ai formatori per le ore di partecipazione alla formazione;
b) i costi di esercizio relativi a formatori e partecipanti alla formazione direttamente connessi al progetto di formazione, quali le spese di viaggio, le spese di alloggio, i materiali e le forniture con attinenza diretta al progetto, l’ammortamento degli strumenti e delle attrezzature nella misura in cui sono utilizzati esclusivamente per il progetto di formazione;
c) i costi dei servizi di consulenza connessi al progetto di formazione.

Interventi ammissibili: Sono ammissibili all’intervento del Fondo programmi di investimento, eventualmente accompagnati da progetti di formazione del personale, che perseguono una o più delle seguenti finalità:

a) conseguimento nell’ambito dell’unità produttiva oggetto di intervento di una maggiore efficienza energetica nell’esecuzione dell’attività d’impresa;
b) uso efficiente delle risorse, attraverso una riduzione dell’utilizzo delle stesse anche tramite il riuso, il riciclo o il recupero di materie prime e/o l’uso di materie prime riciclate, nell’unità produttiva oggetto dell’intervento;

c) cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo dell’unità produttiva oggetto dell’investimento, attraverso l’implementazione di soluzioni e tecnologie atte a consentire una maggiore efficienza energetica ovvero attraverso il riciclo e il riuso di materiali produttivi, di materie prime e riciclate.

I programmi di investimento di cui al presente articolo devono:
a) prevedere spese complessive ammissibili di importo non inferiore a euro 3.000.000,00 (tre milioni) e non superiore a euro 20.000.000,00 (venti milioni);
b) essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di accesso al Fondo;
c) essere realizzati entro trentasei mesi dalla data di concessione del contributo. Su richiesta motivata dell’impresa, il Soggetto gestore può concedere una proroga del termine di ultimazione del programma non superiore a 12 (dodici) mesi.

Entità e forma dell’agevolazione: Le agevolazioni sono concesse, nella forma del contributo a fondo perduto, alle condizioni ed entro i limiti delle intensità massime di aiuto previste dal Regolamento GBER e, in particolare:

a) per gli investimenti finalizzati al conseguimento di una maggiore efficienza energetica nell’esecuzione dell’attività d’impresa e per gli investimenti finalizzati ad un uso efficiente delle risorse, nei limiti delle intensità previste dagli aiuti di cui alla Sezione 7 – Aiuti per la tutela dell’ambiente del Regolamento GBER e individuati nel provvedimento di cui all’articolo 10, comma 2;

b) per gli investimenti finalizzati al cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo, nei limiti delle intensità di aiuto previste dalla Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale o dall’articolo 17 del Regolamento GBER;

c) per gli investimenti coerenti con le finalità, i limiti e le condizioni della sezione 2.6 del Quadro temporaneo, nei limiti delle intensità previste dal punto 53quinquies, lettera n), del Quadro temporaneo medesimo e nel rispetto di quanto previsto dalla lettera b) del medesimo punto; d) per i progetti di formazione del personale nei limiti delle intensità previste dall’articolo 31 del Regolamento GBER.

Presentazione delle domande: 
I termini per la presentazione delle domande di agevolazione sono definiti dal Ministero con successivo provvedimento. 

SOGGETTI BENEFICIARI

Tutte le imprese di qualsiasi dimensione che rispettano i seguenti requisiti:

  • sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese;
  • operare in via prevalente nei settori estrattivo e manifatturiero di cui alle sezioni B e C della classificazione delle attività economiche ATECO 2007;
  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie;
  • non essere già in difficoltà al 31 dicembre 2019, come previsto dall’articolo 1, paragrafo 4, lettera c), del Regolamento GBER;
  • non rientrare tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
  • aver restituito somme dovute a seguito di provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero;
  • essere in regola con le disposizioni vigenti in materia obblighi contributivi.

INTERVENTI AMMISSIBILI

I progetti di investimento dovranno perseguire almeno una delle seguenti finalità:

  • conseguimento nell’ambito dell’unità produttiva oggetto di intervento di una maggiore efficienza energetica nell’esecuzione dell’attività d’impresa;
  • uso efficiente delle risorse, attraverso una riduzione dell’utilizzo delle stesse anche tramite il riuso, il riciclo o il recupero di materie prime e/o l’uso di materie prime riciclate, nell’unità produttiva oggetto dell’intervento;
  • cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo dell’unità produttiva oggetto dell’investimento, attraverso l’implementazione di soluzioni e tecnologie atte a consentire una maggiore efficienza energetica ovvero attraverso il riciclo e il riuso di materiali produttivi, di materie prime e riciclate.

I programmi devono prevedere investimenti complessivi ammissibili di importo non inferiore a € 3.000.000,00 e non superiore a € 20.000.000,00.

Le tipologie di investimento potranno riguardare:

  • impianti e attrezzature varie, nuovi di fabbrica, necessari per perseguire gli obiettivi ambientali;
  • programmi informatici, brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche non brevettate concernenti nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi;
  • suolo aziendale e sue sistemazioni, limitatamente a quelli strettamente necessari per soddisfare gli obiettivi ambientali, nei limiti del 10% dell’investimento complessivamente ammissibile;
  • opere murarie e assimilate, limitatamente a quelle strettamente necessarie per soddisfare gli obiettivi ambientali, nel limite del 40% dell’investimento complessivamente ammissibile;
  • formazione del personale:
    – per i costi inerenti ai formatori per le ore di partecipazione alla formazione;
    – per i costi di esercizio relativi ai formatori e ai partecipanti quali di viaggio, alloggio, materiali e forniture collegate direttamente al progetto, la’mmortamento degli strumenti e delle attrezzature nella misura in cui sono utilizzati esclusivamente per il progetto di formazione;
    – per i costi dei servizi di consulenza connessi al progetto di formazione.

ENTITÀ DEL CONTRIBUTO

Con specifico provvedimento verranno definite le intensità e le percentuali di contributo concedibile.

  • Per gli investimenti finalizzati al conseguimento di una maggiore efficienza energetica nell’esecuzione dell’attività d’impresa e per gli investimenti finalizzati ad un uso efficiente delle risorse, i contributi  saranno concessi nei limiti delle intensità previste dagli aiuti di cui alla Sezione 7 – Aiuti per la tutela dell’ambiente del Regolamento GBER;
  • Per gli investimenti finalizzati al cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo, nei limiti delle intensità di aiuto previste dalla Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale o dall’articolo 17 del Regolamento GBER;
  • Per gli investimenti coerenti con le finalità, i limiti e le condizioni della sezione 2.6 del Quadro temporaneo, nei limiti delle intensità previste dal punto 53quinquies, lettera n), del Quadro temporaneo medesimo e nel rispetto di quanto previsto dal punto precedente;
  • Per i progetti di formazione del personale nei limiti delle intensità previste dall’articolo 31 del Regolamento GBER.

MODALITÀ DI PRESENTAZIONE

Le domande saranno valutate sulla base di procedura valutativa a sportello (Click Day).

I termini verrano pubblicati in un successivo provvedimento.

Fondo per la transizione industriale: agevolazioni per i progetti di decarbonizzazione delle imprese

Favorire l’adeguamento del sistema produttivo nazionale alle politiche europee in materia di lotta ai cambiamenti climatici attraverso agevolazioni alle imprese finalizzate alla realizzazione di investimenti per l’efficientamento energetico e per il riutilizzo di materie prime e riciclate. E’ l’obiettivo del nuovo Fondo per la transizione industriale previsto dal disegno di legge di Bilancio 2022. Nello specifico, le misure agevolative, destinate ai settori industriali che hanno difficoltà ad abbattere le emissioni di Co2, forniranno supporto alla realizzazione dei progetti di decarbonizzazione. Il nuovo Fondo dovrebbe nascere nei primi mesi del 2022, dopo l’approvazione definitiva della legge di Bilancio 2022.

Il disegno di legge di Bilancio 2022 prevede alcune novità per quanto riguarda le agevolazioni alle imprese. Tra le novità c’è l’istituzione al Ministero dello Sviluppo Economico del Fondo per la transizione industriale.

Con una dotazione di 150 milioni di euro dal 2022, il fondo ha l’obiettivo di favorire l’adeguamento del sistema produttivo nazionale alle politiche europee in materia di lotta ai cambiamenti climatici attraverso agevolazioni alle imprese finalizzate alla realizzazione di investimenti per l’efficientamento energetico, per il riutilizzo per impieghi produttivi di materie prime e riciclate, nonché per la cattura, il sequestro e il riutilizzo della CO2.

Fondo per la transizione industriale

Il comma 1 dell’art. 127 della bozza del ddl così recita: “Allo scopo di favorire l’adeguamento del sistema produttivo nazionale alle politiche europee in materia di lotta ai cambiamenti climatici è istituito nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico il Fondo per la transizione industriale con una dotazione di 150 milioni di euro a decorrere dall’anno 2022. “

Il Fondo per la transizione industriale è destinato a quei settori che hanno difficoltà ad abbattere le emissioni di Co2 (i cosiddetti hard to abate) e concepito per aiutarli nella realizzazione di progetti di decarbonizzazione. L’istituzione del fondo vuole essere una prima risposta al dibattito in essere in sede europea sul percorso da intraprendere in materia di decarbonizzazione e sui suoi costi economici e sociali.

Questo dibattito ha trovato concretezza nella pubblicazione, il 14 luglio 2021 da parte della Commissione Europea, del pacchetto climatico “Fit for 55”, che propone le proposte legislative per raggiungere entro il 2030 gli obbiettivi del Green Deal. In particolare, la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 55% rispetto ai livelli del 1990, con l’obbiettivo di arrivare alla “carbon neutrality” per il 2050.

Il “Fit for 55” ha l’obiettivo di dare accelerazione alla riduzione delle emissioni di gas serra nel prossimo decennio. Le misure previste combinano: l’applicazione dello scambio di emissioni a nuovi settori (EU Emissions Trading System – ETS) e un rafforzamento dell’attuale sistema di scambio di emissioni dell’UE; un maggiore uso delle energie rinnovabili; una maggiore efficienza energetica; una più rapida diffusione di modi di trasporto a basse emissioni e delle infrastrutture e dei carburanti per sostenerli; un allineamento delle politiche fiscali con gli obiettivi del Green Deal europeo; misure per prevenire la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio; strumenti per preservare e far crescere i nostri bacini naturali di carbonio (intesi come i depositi naturali, ad esempio foreste ed oceani, che assorbono il carbonio dall’atmosfera, riducendone la concentrazione e diminuendo, così, l’effetto serra.)

Il pacchetto “Pronti per il 55 %” (Fit for 55) consiste, quindi, in una serie di proposte interconnesse, tutte orientate verso lo stesso obiettivo: garantire una transizione equa, competitiva e verde entro il 2030 e oltre. Esso si traduce in un delicato equilibrio tra fissazione dei prezzi, obiettivi, norme e misure di sostegno.

La fissazione dei prezzi consente di avere:

– un sistema per lo scambio di quote di emissioni più robusto, anche nel settore dell’aviazione;

– una estensione dello scambio di quote di emissioni ai trasporti marittimi e stradali e all’edilizia;

– un aggiornamento della direttiva sulla tassazione dell’energia;

– un nuovo meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere.

Obiettivi del Fondo

In particolare, gli obiettivi del fondo sono:

– aggiornamento del regolamento sulla condivisione degli sforzi;

– aggiornamento del regolamento sull’uso del suolo, il cambiamento di uso del suolo e la silvicoltura;

– aggiornamento della direttiva sulle energie rinnovabili;

– aggiornamento della direttiva sull’efficienza energetica;

– prestazioni più rigorose in termini di CO2 per auto e furgoni;

– nuova infrastruttura per i combustibili alternativi;

– ReFuelEU: carburanti più sostenibili per l’aviazione;

– FuelEU: carburanti più puliti per il settore marittimo.

Misure di sostegno per le imprese

E’ opportuno utilizzare entrate e regolamenti per promuovere l’innovazione e la solidarietà e per mitigare le ripercussioni sui soggetti vulnerabili, in particolare attraverso il nuovo Fondo sociale per il clima e il potenziamento del Fondo per la modernizzazione e del Fondo per l’innovazione.

Se da un lato il pacchetto impone all’industria nuovi obblighi di decarbonizzazione dei processi di produzione, dall’altro contempla anche meccanismi che favoriranno la diffusione di nuove tecnologie.

Il Fondo per l’innovazione, che sostiene gli investimenti delle imprese e delle PMI nell’energia pulita, metterà a disposizione più finanziamenti a favore di infrastrutture e progetti innovativi tesi a decarbonizzare l’industria, con particolare riguardo per i progetti nei settori interessati dal meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM).

L’istituzione del Fondo per la transizione industriale intende stimolare gli investimenti in un’economia a basse emissioni di carbonio, i quali possono dare una spinta a crescita economica e occupazione, accelerare la transizione verso l’energia pulita, aumentare la competitività a lungo termine e ripercuotersi positivamente sulla ripresa verde.

Il bilancio a lungo termine dell’UE e il pacchetto per la ripresa Next Generation EU sono specificamente concepiti per sostenere la transizione verde. Il 30 % dei programmi del quadro finanziario pluriennale 2021-2027 è inteso a sostenere l’azione per il clima, ad esempio tramite la politica di coesione, l’agricoltura e il programma LIFE per il clima e l’ambiente.

Dall’altro canto i piani nazionali degli Stati membri per la ripresa e la resilienza finanziati nell’ambito dello strumento per la ripresa e la resilienza devono contribuire alla transizione verde con misure che rappresentino almeno il 37 % delle dotazioni.

MODALITÀ DI PRESENTAZIONE

Le domande saranno valutate sulla base di procedura valutativa a sportello (Click Day).

I termini verrano pubblicati in un successivo provvedimento.

Se vuoi maggiori informazioni e avere maggiori possibilità di ottenere fondi e agevolazioni

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ARCHIVIO

Green New Deal: al via dal 17 NOVEMBRE 2022 l’incentivo a progetti di R&S per la transizione ecologica e circolare italiana – dal 4 novembre caricamento domande

RAMSES GROUP NEWS n. 446 – 4 novembre 2022

Finanziamenti agevolati fino all’80% e contributi a fondo perduto fino al 15% delle spese per progetti di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e industrializzazione a sostegno della transizione ecologica.

Beneficiari:

  • imprese di qualsiasi dimensione che esercitano attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria;
  • centri di ricerca, singolarmente o in partenariato.

Sono ammissibili progetti di ricerca industriale, sviluppo sperimentale (finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti) e/o, limitatamente alle PMI, di industrializzazione dei risultati della ricerca e sviluppo.

Dotazione finanziaria: 750 milioni di euro (600 per finanziamenti agevolati, 150 per contributi a fondo perduto).

I progetti possono essere presentati da imprese singole, oppure da raggruppamenti composti da non più di 5 soggetti (l’importo progettuale a carico di ciascuna impresa partecipante non può essere inferiore a 3 milioni di euro).
I soggetti devono trovarsi in contabilità ordinaria e disporre di almeno 2 bilanci approvati ovvero di almeno 2 dichiarazioni dei redditi presentate.
Le imprese alla data di presentazione della domanda di agevolazioni devono aver ricevuto una positiva valutazione del merito di credito da parte di una banca finanziatrice.

Sono ammissibili progetti di ricerca industriale, sviluppo sperimentale (finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti) e/o, limitatamente alle PMI, di industrializzazione dei risultati della ricerca e sviluppo, nei seguenti ambiti:

  • decarbonizzazione dell’economia;
  • economia circolare;
  • riduzione dell’uso della plastica e sostituzione della plastica con materiali alternativi;
  • rigenerazione urbana;
  • turismo sostenibile;
  • adattamento e mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico.

Spese: personale, strumenti a attrezzature, consulenze, spese generali, materiali.

Importo dei progetti: compreso tra 3 e 40 milioni di euro.
Avvio dei progetti: dopo la presentazione della domanda; durata compresa tra 12 e 36 mesi.

Agevolazioni:

Finanziamenti agevolati di importo pari al 60% dei costi di progetto, accompagnati da finanziamenti bancari per il 20% e in presenza di idonea attestazione creditizia.

Contributi a fondo perduto, per una percentuale massima delle spese e dei costi ammissibili di progetto:

  • pari al 15% come contributo alla spesa, a sostegno delle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e per l’acquisizione delle prestazioni di consulenza relative alle attività di industrializzazione;
  • pari al 10% come contributo in conto impianti, per l’acquisizione delle immobilizzazioni oggetto delle attività di industrializzazione.

Le imprese accedono alle agevolazioni secondo due distinte procedure:

  • sportello, per i programmi di importo non inferiore a 3 milioni e non superiore a 10 milioni di euro, con un massimo di tre imprese partecipanti;
  • negoziale, per i programmi di importo superiore a 10 milioni e non superiore a 40 milioni di euro, con un massimo di cinque imprese partecipanti.

Termini di presentazione delle domande: dal 17 novembre 2022, dal lunedì al venerdì (ore 10:00-18:00). Precompilazione delle domande dal 4 novembre.

Documenti allegati

D.Dir_.-23.08.2022__apertura_DEF.pdf

Green New Deal: sostegno a progetti di R&S per la transizione ecologica

RAMSES GROUP NEWS n. 432 – 17 ottobre 2022

Dal 17 novembre 2022 aprirà lo sportello per la presentazione delle domande di contributo a valere sulla misura del Mise Green New Deal, che finanzia progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per la transizione ecologica e circolare.

Quale tipologia di incentivi prevede la misura Green New Deal?

La misura “Green new deal italiano” prevede la concessione di un:

a) finanziamento agevolato a valere sulle risorse del FRI, per una percentuale nominale delle spese e dei costi ammissibili non inferiore al 50% e, comunque, non superiore al 70%;

b) contributo a fondo perduto, per una percentuale massima delle spese e dei costi ammissibili:

1. pari al 15% come contributo alla spesa, a sostegno delle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e per l’acquisizione delle prestazioni di consulenza relative alle attività di industrializzazione;

2. pari al 10% come contributo in conto impianti, per l’acquisizione delle immobilizzazioni oggetto delle attività di industrializzazione.

I soggetti destinatari delle agevolazioni sono le imprese di qualsiasi dimensione, in contabilità ordinaria e con almeno due bilanci approvati, esercenti attività industriali, agroindustriali, artigiane e servizi all’industria, nonché i centri di ricerca.

I progetti possono essere presentati singolarmente o in forma congiunta mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete, consorzio o partenariato o ad altre forme contrattuali di collaborazione.

Il finanziamento agevolato ed il contributo possono essere concessi a ciascuna impresa beneficiaria esclusivamente in concorso tra loro.

La concessione del contributo è subordinata alla deliberazione del finanziamento agevolato nel rispetto delle condizioni di accesso al FRI; la concessione del contributo decade in caso di mancata stipula del contratto unico di finanziamento.

I programmi ammissibili alle agevolazioni devono prevedere le seguenti attività, da realizzare sul territorio nazionale:

  • ricerca industriale e sviluppo sperimentale, finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti;
  • limitatamente alle Pmi, industrializzazione dei risultati della R&S con un elevato contenuto di innovazione e sostenibilità, volte alla diversificazione della produzione o alla trasformazione radicale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente, comprensive di investimenti in immobilizzazioni materiali, che mantengano la loro funzionalità nel progetto per almeno 3 anni dalla data di erogazione a saldo delle agevolazioni (sono ammessi progetti autonomi o integrati in un più ampio programma comprensivo di un progetto di R&S).

Quale tipologia di investimenti finanzia la misura Green New Deal?

La misura Green new deal finanzia programmi di innovazione sostenibile che prevedano attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e/o, limitatamente alle PMI, l’industrializzazione dei risultati della ricerca e sviluppo, che siano coerenti con le finalità del Green and Innovation Deal con particolare riguardo agli obiettivi di:

a) decarbonizzazione dell’economia;

b) economia circolare;

c) riduzione dell’uso della plastica e sostituzione della plastica con materiali alternativi;

d) rigenerazione urbana;

e) turismo sostenibile;

f) adattamento e mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico.

Le attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale devono essere finalizzate:

  • alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi;
  • al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti.

Le attività di industrializzazione:

a) devono avere elevato contenuto di innovazione e sostenibilità, ed essere volte a diversificare la produzione di uno stabilimento mediante prodotti nuovi aggiuntivi ovvero a trasformare radicalmente il processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente. In ogni caso, l’industrializzazione non deve consistere in meri aggiornamenti periodici, privi di dimensione innovativa;

b) devono includere investimenti in attivi materiali che mantengono la loro funzionalità rispetto al progetto agevolato per almeno 3 anni dalla data di erogazione a saldo delle agevolazioni;

c) possono essere ammesse distintamente ovvero insieme ad un progetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nell’ambito di un programma integrato presentato per l’ottenimento di agevolazioni a valere sulla presente misura, ferma restando la separazione dei progetti, delle attività delle relative spese e costi. Nel caso in cui il progetto sia presentato distintamente, al di fuori di un programma integrato di agevolazioni, l’industrializzazione può riguardare lo sviluppo industriale e l’applicazione dei risultati di pregresse attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, conseguiti internamente all’impresa ovvero acquisiti da fonti esterne alla stessa nell’ambito di progetti distinti e separati da quello oggetto della domanda, e comprovati in tale sede.

Ai fini dell’ammissibilità alle agevolazioni, i programmi devono:

a) essere realizzati dai soggetti beneficiari nell’ambito di una o più delle proprie unità locali ubicate nel territorio nazionale;

b) prevedere spese e costi ammissibili non inferiori 3 milioni di euro e non superiori a 40 milioni di euro;

c) essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni e, comunque, pena la revoca, non oltre 3 mesi dalla data del provvedimento di concessione;

d) avere una durata non inferiore a 12 mesi e non superiore a 36 mesi per le attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, e non superiore a 12 mesi per quelle di industrializzazione. Su richiesta motivata del soggetto beneficiario, il Ministero dello sviluppo economico può concedere una proroga del termine di ultimazione del programma non superiore a 12 mesi;

e) contribuire al perseguimento di uno o più obiettivi nell’ambito delle tematiche applicative individuate con i provvedimenti applicativi, anche tenendo conto delle finalità indicate da programmi comunitari volti ad accrescere la sostenibilità, l’innovazione e la competitività delle imprese.

PROGETTI AMMISSIBILI – Quali spese finanzia la misura Green New Deal?

Progetti ammissibili 

Sono ammissibili al sostegno degli interventi agevolativi i programmi di innovazione sostenibile che prevedano attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e/o, limitatamente alle PMI, l’industrializzazione dei risultati della ricerca e sviluppo, che siano coerenti con le finalità del Green and Innovation Deal con particolare riguardo agli obiettivi di: 

decarbonizzazione dell’economia economia circolare 

riduzione dell’uso della plastica e sostituzione della plastica con materiali alternativi 

rigenerazione urbana 

turismo sostenibile 

adattamento e mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico.

Le attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale devono che devono essere finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti.

Gli investimenti per l’industrializzazione, che sono ammessi esclusivamente per le PMI, devono avere un elevato contenuto di innovazione e sostenibilità, ed essere volti a diversificare la produzione di uno stabilimento mediante prodotti nuovi aggiuntivi ovvero a trasformare radicalmente il processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente. Possono essere ammessi distintamente ovvero insieme ad un progetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nell’ambito di un programma integrato presentato per l’ottenimento di agevolazioni, alle condizioni previste dal decreto. 

I progetti ammissibili inoltre devono: 

  • essere realizzati nell’ambito di una o più unità locali ubicate nel territorio nazionale
  • prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 3 milioni e non superiori a 40 milioni di euro 
  • avere una durata non inferiore a 12 mesi e non superiore a 36 mesi 
  • essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni.

Spese ammissibili 

Attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale sono ammissibili le le spese e i costi relativi a:

a) il personale dell’impresa proponente, limitatamente a tecnici, ricercatori ed altro personale ausiliario, nella misura in cui sono impiegati nell e attività di ricerca e di sviluppo oggetto del progetto, con esclusione del personale con mansioni amministrative, contabili e commerciali; 

b) gli strumenti e le attrezzature, nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto di ricerca e sviluppo; 

c) i servizi di consulenza e gli altri servizi utilizzati per l’attività del progetto di ricerca e sviluppo, inclusa l’acquisizione o l’ottenimento in licenza dei risultati di ricerca, dei brevetti e del knowhow, tramite una transazione effettuata alle normali condizioni di mercato; 

d) le spese generali relative al progetto;

 e) i materiali utilizzati per lo svolgimento del progetto

Investimenti per l’industrializzazione sono ammissibili i costi sostenuti dalle PMI, strettamente funzionali alla realizzazione dei progetti, relativi: 

a) all’acquisto di nuove immobilizzazioni materiali che riguardino macchinari, impianti e attrezzature, ivi compresi i programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei predetti beni materiali; 

b) all’acquisizione di immobilizzazioni immateriali relative a brevetti di nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi, know-how o altre forme di proprietà intellettuale, diritti di licenza di sfruttamento o di conoscenze tecniche anche non brevettate, che devono essere ammortizzabili, utilizzate esclusivamente nelle unità produttive destinatarie delle agevolazioni, acquistate a condizioni di mercato da terzi che non hanno relazioni con l’acquirente, e devono figurare nell’attivo di bilancio dell’impresa per almeno tre anni; 

c) all’acquisizione di servizi di consulenza, prestati da consulenti esterni, di natura non continuativa o periodica, e comunque diversi dai costi di esercizio ordinari dell’impresa connessi ad attività regolari quali la consulenza fiscale, la consulenza legale o la pubblicità. 

Agevolazioni

Le agevolazioni alle imprese beneficiarie hanno duplice natura e sono riconosciute esclusivamente in concorso tra loro, dal momento che la concessione del contributo è subordinata alla delibera del finanziamento agevolato nel rispetto delle condizioni di accesso al FRI:

  • finanziamento agevolato a valere sulle risorse del FRI, per un importo compreso tra il 50% e il 70% dei costi ammissibili, a un tasso (indicato nel provvedimento applicativo) non inferiore allo 0,50% nominale annuo, durata compresa tra 4 e 15 anni comprensiva di un periodo di preammortamento di durata massima 4 anni dalla data di sottoscrizione del contratto di finanziamento;
  • contributo a fondo perduto pari al 15% per le attività di R&S e per le prestazioni di consulenza relative alle attività di industrializzazione e pari al 10% per l’acquisizione delle immobilizzazioni oggetto delle attività di industrializzazione..

 Per i  progetti di importo superiore  ai 20 milioni di euro per la ricerca industriale, 15 milioni per lo sviluppo sperimentale e oltre 7,5 milioni per investimenti di industrializzazione si dovrà procedere con notifica individuale e autorizzazione della Commissione europea.

Procedura 

Quanto alle modalità di accesso alle agevolazioni sono previste due differenti procedure:

  • ai progetti con spese e costi ammissibili compresi tra 3 e 10 milioni di euro, con un massimo di tre imprese partecipanti, si applica la procedura a sportello, di cui all’articolo 5 D.L 123/1998
  • ai progetti con spese e costi ammissibili oltre 10 milioni di euro e fino a 40 milioni di euro, con un massimo di cinque imprese partecipanti, si applica la procedura negoziale, di cui all’ articolo 6 del D.Lgs 123/1998.

Le imprese, anche in forma congiunta tra loro, potranno presentare le domande 

Chi può beneficiare degli incentivi previsti dalla misura Green New Deal?

Possono beneficiare degli incentivi previsti dalla misura Green New Deal italiano le imprese di qualsiasi dimensione che esercitano attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria e centri di ricerca, che presentano progetti singolarmente o in forma congiunta.

I soggetti che presentano programmi in forma congiunta, devono indicare il soggetto capofila e l’importo progettuale a carico di ciascuna impresa partecipante deve essere di valore non inferiore a 3 milioni di euro.

Le imprese beneficiare devono essere in possesso dei seguenti requisiti:

a) essere regolarmente costituiti e iscritti nel Registro delle imprese. I soggetti non residenti nel territorio italiano devono avere una personalità giuridica riconosciuta nello Stato di residenza come risultante dall’omologo registro delle imprese; per tali soggetti, inoltre, fermo restando il possesso, alla data di presentazione della domanda di agevolazione, degli ulteriori requisiti previsti, deve essere dimostrata, pena la decadenza dal beneficio, alla data di richiesta della prima erogazione dell’agevolazione, la disponibilità di almeno un’unità locale nel territorio nazionale;

b) non essere sottoposti a procedura concorsuale e non trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente;

c) trovarsi in regime di contabilità ordinaria;

d) disporre di almeno due bilanci approvati ovvero, per le imprese individuali e le società di persone, disporre di almeno due dichiarazioni dei redditi presentate. Qualora l’impresa richiedente le agevolazioni abbia redatto il bilancio consolidato o sia controllata da un’impresa che abbia redatto il bilancio consolidato, si fa riferimento a tali bilanci ai fini della verifica della sussistenza del requisito relativo al possesso di due bilanci approvati;

e) non rientrare tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;

f) essere in regola con la restituzione di somme dovute in relazione a provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero dello sviluppo economico;

g) non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà così come individuata nel Regolamento GBER.

Per quanto concerne infine la CUMULABILITA’ con altre misure aventi ad oggetto le medesime spese di R&S&I l’articolo 12, comma 6, D.D. 23.08.2022 precisa quanto segue:

Nei limiti previsti dall’articolo 6, comma 6, del decreto interministeriale [divieto di cumulo con altre agevolazioni pubbliche che si configurano come aiuti di Stato notificati ai sensi dell’articolo 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea o comunicati ai sensi dei regolamenti della Commissione che dichiarano alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno, inclusi gi aiuti de minimis e ad eccezione di quelle ottenute esclusivamente nella forma di benefici fiscali e di garanzia e comunque entro i limiti delle intensità massime previste dal Regolamento GBER], è consentito il cumulo delle agevolazioni con misure che consentano la cumulabilità, fermo restando che il medesimo costo progettuale non può essere rimborsato due volte a valere su fonti di finanziamento pubbliche anche di diversa natura”.

Quando fare richiesta degli incentivi previsti dalla misura Green New Deal?

La domanda di agevolazioni e la documentazione richieste dalla misura devono essere redatte e presentate, in via esclusivamente telematica, dalle ore 10.00 alle ore 18.00 di tutti i giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì, a partire dal 17 novembre 2022.

Le attività inerenti alla predisposizione della domanda di agevolazioni e della documentazione da allegare alla stessa possono essere svolte dai soggetti proponenti anche prima dell’apertura del termine di presentazione delle domande, la procedura di compilazione guidata è resa disponibile nel sito internet a partire dalle ore 10.00 del 4 novembre 2022.

Le domande potranno essere presentate online dal 17 novembre

mentre dal 4 novembre sarà aperta la procedura di precompilazione

LINK UTILI: Leggi il decreto


Scadenze: Fino a esurimento fondi

Beneficiari: Grandi imprese PMI Startup

Fabbisogni Ricerca e innovazione

Area di interesse: Territorio nazionale

Tipo di finanziamento: Credito agevolato Contributo

Stanziamento: euro 750.000.000


A sportello o con procedura negoziale

I progetti che potranno essere finanziati devono prevedere investimenti da 3 milioni a 40 milioni da realizzare sul territorio nazionale e avere una durata non inferiore a 12 mesi e non superiore a 36 mesi.

Le agevolazioni saranno a sportello (con un massimo di tre imprese partecipanti) per la fascia 3-10 milioni e con procedura negoziale (fino a cinque imprese partecipanti) per la fascia tra i 10 e i 40 milioni.

Le risorse sono ripartite al 50% per gli interventi a sportello e al 50% per quelli con procedura negoziale.

Le domande andranno presentate online attraverso il sito https://fondocrescitasostenibile.mcc.it, dove sarà attivata una fase di precompilazione a partire dal prossimo 4 NOVEMBRE 2022

Le risorse

Per l’agevolazione dei progetti sono disponibili:

  • 600 milioni di euro per la concessione dei finanziamenti agevolati, a valere sul Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI), di cui:
    • 300 milioni destinati ai progetti che accedono alla procedura a sportello;
    • 300 milioni destinati ai progetti che accedono alla procedura negoziale.
  • 150 milioni di euro per la concessione dei contributi, di cui:
    • 75 milioni destinati ai progetti che accedono alla procedura a sportello;
    • 75 milioni destinati ai progetti che accedono alla procedura negoziale.

Le agevolazioni

Finanziamenti agevolati del FRI di importo pari al 60% dei costi di progetto, accompagnati da finanziamenti bancari per il 20% e in presenza di idonea attestazione creditizia.

Contributi a fondo perduto, per una percentuale massima delle spese e dei costi ammissibili di progetto:

  • pari al 15 per cento come contributo alla spesa, a sostegno delle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e per l’acquisizione delle prestazioni di consulenza relative alle attività di industrializzazione;
  • pari al 10 per cento come contributo in conto impianti, per l’acquisizione delle immobilizzazioni oggetto delle attività di industrializzazione.

Normativa

Fonte: Decreto 23 agosto 2022, Decreto 1 dicembre 2021, Ministero dello Sviluppo Economico

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APPROFONDIMENTI

MISE – Green New Deal: bando per progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per la transizione ecologica e circolare. Dal 17 novembre

RAMSES GROUP NEWS n. 420 – 29 settembre 2022

Il Ministero dello sviluppo economico (MISE) ha pubblicato il nuovo bando per agevolazioni e contributi per progetti di ricerca industriale, sviluppo e innovazione per la transizione ecologica e circolare nelle aree di interesse del Green New Deal italiano.

Potranno presentare domanda per gli incentivi e i contributi a fondo perduto le imprese di qualsiasi dimensione che esercitano attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria e centri di ricerca, singolarmente o in forma congiunta.

Apertura dello sportello dal 17 novembre 2022

Procedura di precompilazione dal 4 novembre 

Progetti ammissibili

I progetti dovranno rispettare gli obiettivi del New Green Deal italiano, nello specifico:

  • decarbonizzazione dell’economia
  • economia circolare
  • riduzione dell’uso della plastica e sostituzione della plastica con materiali alternativi
  • rigenerazione urbana
  • turismo sostenibile
  • adattamento e mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico

Le attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale dovranno essere mirate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di quelli già in essere.

Gli investimenti per l’industrializzazione (ammessi esclusivamente per le PMI) dovranno invece avere un elevato contenuto di innovazione e sostenibilità ed essere dedicati alla diversificazione della produzione di uno stabilimento mediante prodotti nuovi aggiuntivi oppure alla radicale trasformazione del processo produttivo di un edificio esistente. 

I progetti dovranno altresì:

  • essere realizzati nell’ambito di una o più unità locali ubicate nel territorio nazionale
  • prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 3 milioni e non superiori a 40 milioni di euro
  • avere durata non inferiore a 12 mesi e non superiore a 36 mesi
  • essere avviati successivamente alla presentazione della domanda

Agevolazioni previste

Le agevolazioni previste, pari a 750 milioni di euro provenienti dal Fondo per la crescita sostenibile (FCS) e dal Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti in ricerca (FRI), consistono in:

  • Finanziamenti agevolati per il 60% dei costi di progetto, accompagnati da finanziamenti bancari (per il 20% dell’importo) e in presenza di idonea attestazione creditizia, per un importo totale disponibile pari a 600 milioni di euro;
  • Contributi a fondo perduto per i restanti 150 milioni di euro, per una percentuale massima delle spese e dei costi ammissibili di progetto pari al 15 per cento come contributo a sostegno delle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e per l’acquisizione delle prestazioni di consulenza relative alle attività di industrializzazione, e pari al 10 per cento come contributo in conto impianti, per l’acquisizione delle immobilizzazioni oggetto delle attività di industrializzazione.

Le imprese interessate potranno accedere alle agevolazioni tramite due distinte procedure:

  • a sportello, per i programmi di importo non inferiore a 3 milioni e non superiore a 10 milioni di euro, con un massimo di tre imprese partecipanti
  • negoziale, per i programmi di importo maggiore di 10 milioni e non oltre i 40 milioni di euro, con un massimo di cinque imprese partecipanti.

Le domande potranno essere presentate online dal 17 novembre,

mentre dal 4 novembre sarà aperta la procedura di precompilazione

Leggi il decreto

Scadenze: Fino a esurimento fondi

Beneficiari: Grandi imprese PMI Startup

Fabbisogni Ricerca e innovazione

Area di interesse: Territorio nazionale

Tipo di finanziamento: Credito agevolato Contributo

Stanziamento: euro750.000.000

Dal 17 novembre gli incentivi previsti dal Green New Deal 

Progetti, investimenti agevolati e risorse disponibili

Il programma di investimenti del Ministero dello sviluppo economico punta a supportare le imprese nel loro percorso di transizione finalizzata a ottenere obiettivi in termini di

  • decarbonizzazione
  • economia circolare
  • riduzione dell’uso della plastica e sostituzione della plastica con materiali alternativi
  • rigenerazione urbana
  • turismo sostenibile
  • adattamento e mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico

La somma a disposizione delle imprese è pari a 750 milioni di euro a valere sul Fondo per la crescita sostenibile (FCS), gestito da Mediocredito Centrale, e sul Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti in ricerca (FRI), gestito da Cassa depositi e prestiti.

In particolare, 600 milioni di euro sono destinati a finanziare la concessione dei finanziamenti agevolati e 150 milioni alla concessione dei contributi a fondo perduto.

A sportello o con procedura negoziale

I progetti che potranno essere finanziati devono prevedere investimenti da 3 milioni a 40 milioni da realizzare sul territorio nazionale e avere una durata non inferiore a 12 mesi e non superiore a 36 mesi.

Le agevolazioni saranno a sportello (con un massimo di tre imprese partecipanti) per la fascia 3-10 milioni e con procedura negoziale (fino a cinque imprese partecipanti) per la fascia tra i 10 e i 40 milioni.

Le risorse sono ripartite al 50% per gli interventi a sportello e al 50% per quelli con procedura negoziale.

Le domande andranno presentate online attraverso il sito https://fondocrescitasostenibile.mcc.it, dove sarà attivata una fase di precompilazione a partire dal prossimo 4 no

Green New Deal: sostenibilità ambientale, riconversione industriale e investimenti strategici   — Dal 17 novembre 2022 apre lo sportello

Dal 17 novembre apre lo sportello per accedere ai finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto a sostegno dei progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per la transizione ecologica e circolare a sostegno delle finalità del Green New Deal italiano. I programmi dovranno prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 3 milioni e non superiori a 40 milioni di euro. 

L’intervento, realizzato nell’ambito del Fondo per la crescita sostenibile (FCS), è disciplinato dal decreto 1° dicembre 2021 del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Con  decreto direttoriale 23 agosto 2022 sono definite le ulteriori condizioni di finanziamento e procedure attuative per la prima applicazione della misura.

 Le risorse disponibili ammontano a 750 milioni, a valere sul Fondo per la crescita sostenibile (FCS) e sul Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti in ricerca (FRI), gestito da Cassa Depositi e Prestiti.  600 milioni sono destinati alla concessione di finanziamenti a tasso agevolato, mentre gli altri 150 milioni saranno utilizzati per la concessione di contributi a fondo perduto.

Le imprese possono presentare la domanda esclusivamente on line, a partire dal 17 novembre 2022, anche in forma congiunta, dal lunedì al venerdì (ore 10.00-18.00). 

A partire dal 4 novembre 2022 sarà possibile avviare la procedura di precompilazione delle domande accreditandosi all’area riservata, accessibile dal sito del Soggetto gestore (https://fondocrescitasostenibile.mcc.it)

Di seguito sono riportate le indicazioni relative ai soggetti beneficiari, alle caratteristiche delle proposte progettuali e alle modalità di finanziamento: 

Soggetti beneficiari 

Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese di qualsiasi dimensione, che esercitano attività industriali, agroindustriali, artigiane o di servizi all’industria e centri di ricerca, che presentano progetti singolarmente o in forma congiunta.

 Le imprese proponenti possono presentare progetti anche in forma congiunta tra loro, fino a un numero massimo di cinque co-proponenti. In tali casi, i progetti devono essere realizzati mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete o ad altre forme contrattuali di collaborazione quali, ad esempio, l’accordo di partenariato e il consorzio. 

Possono essere soggetti co-proponenti di un progetto congiunto anche gli Organismi di ricerca e, limitatamente ai progetti afferenti alle seguenti aree di intervento: Sistemi alimentari, Sistemi di bioinnovazione nella bioeconomia e Sistemi circolari, anche le  imprese agricole che esercitano le attività di cui all’articolo 2135 del codice civile. 

Progetti ammissibili 

Sono ammissibili al sostegno degli interventi agevolativi i programmi di innovazione sostenibile che prevedano attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e/o, limitatamente alle PMI, l’industrializzazione dei risultati della ricerca e sviluppo, che siano coerenti con le finalità del Green and Innovation Deal con particolare riguardo agli obiettivi di: 

decarbonizzazione dell’economia economia circolare 

riduzione dell’uso della plastica e sostituzione della plastica con materiali alternativi 

rigenerazione urbana 

turismo sostenibile 

adattamento e mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico

Le attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale devono che devono essere finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti.

 Gli investimenti per l’industrializzazione, che sono ammessi esclusivamente per le PMI, devono avere un elevato contenuto di innovazione e sostenibilità, ed essere volti a diversificare la produzione di uno stabilimento mediante prodotti nuovi aggiuntivi ovvero a trasformare radicalmente il processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente. Possono essere ammessi distintamente ovvero insieme ad un progetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nell’ambito di un programma integrato presentato per l’ottenimento di agevolazioni, alle condizioni previste dal decreto. 

I progetti ammissibili inoltre devono: 

  • essere realizzati nell’ambito di una o più unità locali ubicate nel territorio nazionale
  • prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 3 milioni e non superiori a 40 milioni di euro 
  • avere una durata non inferiore a 12 mesi e non superiore a 36 mesi 
  • essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni 

Spese ammissibili 

Attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale sono ammissibili le le spese e i costi relativi a:

a) il personale dell’impresa proponente, limitatamente a tecnici, ricercatori ed altro personale ausiliario, nella misura in cui sono impiegati nell e attività di ricerca e di sviluppo oggetto del progetto, con esclusione del personale con mansioni amministrative, contabili e commerciali; 

b) gli strumenti e le attrezzature, nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto di ricerca e sviluppo; 

c) i servizi di consulenza e gli altri servizi utilizzati per l’attività del progetto di ricerca e sviluppo, inclusa l’acquisizione o l’ottenimento in licenza dei risultati di ricerca, dei brevetti e del knowhow, tramite una transazione effettuata alle normali condizioni di mercato; 

d) le spese generali relative al progetto;

 e) i materiali utilizzati per lo svolgimento del progetto

Investimenti per l’industrializzazione sono ammissibili i costi sostenuti dalle PMI, strettamente funzionali alla realizzazione dei progetti, relativi: 

a) all’acquisto di nuove immobilizzazioni materiali che riguardino macchinari, impianti e attrezzature, ivi compresi i programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei predetti beni materiali; 

b) all’acquisizione di immobilizzazioni immateriali relative a brevetti di nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi, know-how o altre forme di proprietà intellettuale, diritti di licenza di sfruttamento o di conoscenze tecniche anche non brevettate, che devono essere ammortizzabili, utilizzate esclusivamente nelle unità produttive destinatarie delle agevolazioni, acquistate a condizioni di mercato da terzi che non hanno relazioni con l’acquirente, e devono figurare nell’attivo di bilancio dell’impresa per almeno tre anni; 

c) all’acquisizione di servizi di consulenza, prestati da consulenti esterni, di natura non continuativa o periodica, e comunque diversi dai costi di esercizio ordinari dell’impresa connessi ad attività regolari quali la consulenza fiscale, la consulenza legale o la pubblicità. 

Agevolazioni

 I contributi a fondo perduto potranno coprire fino a un massimo del 15% delle spese ammissibili come contributo alla spesa e al 10% come contributo in conto impianti.

 I finanziamenti a tasso agevolato, invece, copriranno una percentuale compresa tra il 50 e il 70% delle spese ammissibili e dovranno essere accompagnati da un finanziamento bancario destinato a coprire almeno il 10% delle spese.

 Per i  progetti di importo superiore  ai 20 milioni di euro per la ricerca industriale, 15 milioni per lo sviluppo sperimentale e oltre 7,5 milioni per investimenti di industrializzazione si dovrà procedere con notifica individuale e autorizzazione della Commissione europea.

Procedura 

Le imprese accedono alle agevolazioni secondo due distinte procedure: 

a sportello, per i programmi di importo non inferiore a 3 milioni e non superiore a 10 milioni di euro, con un massimo di tre imprese partecipanti

negoziale, per i programmi di importo superiore a 10 milioni e non superiore a 40 milioni di euro, con un massimo di cinque imprese partecipanti. 

Le imprese, anche in forma congiunta tra loro, potranno presentare le domande 

Normativa

Fonte: Decreto 23 agosto 2022, Decreto 1 dicembre 2021, Ministero dello Sviluppo Economico

750 milioni per il Green new deal – Dal 17 novembre le domande delle imprese

Prende il via il programma di investimenti del Ministero dello sviluppo economico per realizzare progetti di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e innovazione negli ambiti di intervento del “Green new deal italiano”.

Dalle ore 10 del 17 novembre 2022 tutte le imprese che svolgono attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria e centri di ricerca, potranno richiedere agevolazioni e contributi a fondo perduto per realizzare nuovi processi produttivi, prodotti e servizi, o migliorare notevolmente quelli già esistenti, al fine di raggiungere gli obiettivi di:

  • decarbonizzazione
  • economia circolare
  • riduzione dell’uso della plastica e sostituzione della plastica con materiali alternativi
  • rigenerazione urbana
  • turismo sostenibile
  • adattamento e mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico

Con 750 milioni di euro  – a valere sul Fondo per la crescita sostenibile (FCS), gestito da Mediocredito Centrale, e sul Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti in ricerca (FRI), gestito da Cassa depositi e prestiti – verranno finanziati i progetti che prevedono investimenti, non inferiori a 3 milioni e non superiori a 40 milioni, da realizzare sul territorio nazionale.

Con strumenti diversi ma appartenenti ad un’unica strategia di politica industriale messa in campo dal Mise, sosteniamo le imprese italiane negli investimenti di decarbonizzazione e riconversione industriale puntando a realizzare una transizione ecologica che sia guidata dal buonsenso e non dall’ideologia”, dichiara il ministro Giancarlo Giorgetti.

La  trasformazione green dei processi produttivi – aggiunge – è certamente un obiettivo strategico da perseguire e raggiungere, soprattutto in questo periodo dove gli effetti del conflitto in Ucraina, dal caro energia alla mancanza di materie prime, stanno mettendo a rischio la sostenibilità produttiva della nostra industria. Per questo motivo è importante avere un approccio pragmatico e costruttivo per tutelare le nostre imprese e individuare soluzioni che siano in grado di garantire un equilibrio in termini ambientali, sociali ed economici”.

E’ nostro compito – sottolinea Giorgetti – mettere a disposizione tutte le misure, anche quelle finanziate con il PNRR, che agevolino gli investimenti in ricerca e sviluppo di tecnologie innovative per accelerare  i processi di riconversione industriale e ridurre l’impatto delle emissioni di C02 e i consumi in settori particolarmente energivori come la siderurgia e l’automotive”.

Le imprese, anche in forma congiunta tra loro, potranno presentare le domande esclusivamente online attraverso il sito https://fondocrescitasostenibile.mcc.it , dove sarà attivata una fase di precompilazione a partire dal prossimo 4 novembre.

Green New Deal

Progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per la transizione ecologica e circolare negli ambiti del Green New Deal italiano

Cos’è

L’intervento prevede la concessione di agevolazioni finanziarie a sostegno dei progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per la transizione ecologica e circolare a sostegno delle finalità del Green New Deal italiano.

La misura è destinata al sostegno dei progetti di imprese ammesse ai finanziamenti agevolati Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI), e prevede la concessione di contributi a sostegno delle attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e, per le PMI, di industrializzazione dei risultati della ricerca e sviluppo.

L’intervento, realizzato nell’ambito del Fondo per la crescita sostenibile (FCS), è disciplinato dal decreto 1° dicembre 2021 del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

A chi si rivolge

Imprese di qualsiasi dimensione che esercitano attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria e centri di ricerca, che presentano progetti singolarmente o in forma congiunta.

Cosa finanzia

L’intervento sostiene progetti coerenti con gli ambiti di intervento del Green New Deal italiano, con particolare riguardo agli obiettivi di:

  • decarbonizzazione dell’economia
  • economia circolare
  • riduzione dell’uso della plastica e sostituzione della plastica con materiali alternativi
  • rigenerazione urbana
  • turismo sostenibile
  • adattamento e mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico

Le attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale devono essere finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti.

Gli investimenti per l’industrializzazione, che sono ammessi esclusivamente per le PMI, devono avere un elevato contenuto di innovazione e sostenibilità, ed essere volti a diversificare la produzione di uno stabilimento mediante prodotti nuovi aggiuntivi ovvero a trasformare radicalmente il processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente. Possono essere ammessi distintamente ovvero insieme ad un progetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nell’ambito di un programma integrato presentato per l’ottenimento di agevolazioni, alle condizioni previste dal decreto.

I progetti ammissibili inoltre devono:

  • essere realizzati nell’ambito di una o più unità locali ubicate nel territorio nazionale
  • prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 3 milioni e non superiori a 40 milioni di euro
  • avere una durata non inferiore a 12 mesi e non superiore a 36 mesi
  • essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni

Procedura di accesso

Le imprese accedono alle agevolazioni secondo due distinte procedure:

  • a sportello, per i programmi di importo non inferiore a 3 milioni e non superiore a 10 milioni di euro, con un massimo di tre imprese partecipanti
  • negoziale, per i programmi di importo superiore a 10 milioni e non superiore a 40 milioni di euro, con un massimo di cinque imprese partecipanti.

Il decreto interministeriale 1° dicembre 2021 delinea i contenuti dell’intervento. Con decreto direttoriale 23 agosto 2022 sono definite le ulteriori condizioni di finanziamento e procedure attuative per la prima applicazione della misura.

Termini e modalità di presentazione delle domande

Con decreto direttoriale 23 agosto 2022 sono stati stabiliti i termini e le modalità per la presentazione delle domande.

Le imprese possono presentare la domanda esclusivamente on line, a partire dal 17 novembre 2022, anche in forma congiunta, dal lunedì al venerdì (ore 10.00-18.00).

A partire dal 4 novembre 2022 sarà possibile avviare la procedura di precompilazione delle domande accreditandosi all’area riservata, accessibile dal sito del Soggetto gestore (https://fondocrescitasostenibile.mcc.it).

Le modalità di presentazione delle domande sono descritte in dettaglio nel decreto direttoriale 23 agosto 2022.

L’Addendum alla Convenzione che regola la concessione dei finanziamenti agevolati del FRI è in corso di definizione, e sarà pubblicato comprensivo del modello di attestazione creditizia e dell’elenco delle banche finanziatrici convenzionate alla pagina dedicata del sito di Cassa Depositi e Prestiti.

Le risorse

Per l’agevolazione dei progetti sono disponibili:

  • 600 milioni di euro per la concessione dei finanziamenti agevolati, a valere sul Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI), di cui:
    • 300 milioni destinati ai progetti che accedono alla procedura a sportello;
    • 300 milioni destinati ai progetti che accedono alla procedura negoziale.
  • 150 milioni di euro per la concessione dei contributi, di cui:
    • 75 milioni destinati ai progetti che accedono alla procedura a sportello;
    • 75 milioni destinati ai progetti che accedono alla procedura negoziale.

Le agevolazioni

Finanziamenti agevolati del FRI di importo pari al 60% dei costi di progetto, accompagnati da finanziamenti bancari per il 20% e in presenza di idonea attestazione creditizia.

Contributi a fondo perduto, per una percentuale massima delle spese e dei costi ammissibili di progetto:

  • pari al 15 per cento come contributo alla spesa, a sostegno delle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e per l’acquisizione delle prestazioni di consulenza relative alle attività di industrializzazione;
  • pari al 10 per cento come contributo in conto impianti, per l’acquisizione delle immobilizzazioni oggetto delle attività di industrializzazione.

Normativa

FONTE MISE

Green new deal italiano, 750 milioni di euro alle imprese  –   Dal 17 novembre le domande

Dal 17 novembre le domande per progetti di decarbonizzazione ed economia circolare

Il Ministero dello sviluppo economico (Mise) dà il via al Green new deal italiano, il programma di investimenti da 750 milioni di euro per realizzare progetti di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e innovazione.
 
Destinatarie delle risorse sono le imprese che svolgono attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria e centri di ricerca che potranno richiedere agevolazioni e contributi a fondo perduto per realizzare nuovi processi produttivi, prodotti e servizi, o migliorare notevolmente quelli già esistenti.
 
Le proposte devono puntare ai seguenti obiettivi:
– decarbonizzazione;
– economia circolare;
– riduzione dell’uso della plastica e sostituzione della plastica con materiali alternativi;
– rigenerazione urbana;
– turismo sostenibile;
– adattamento e mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico.
 
Con i 750 milioni di euro – a valere sul Fondo per la crescita sostenibile (FCS), gestito da Mediocredito Centrale, e sul Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti in ricerca (FRI), gestito da Cassa depositi e prestiti – verranno finanziati i progetti che prevedono investimenti non inferiori a 3 milioni e non superiori a 40 milioni, da realizzare sul territorio nazionale.

Le imprese, anche in forma congiunta tra loro, potranno presentare le domande esclusivamente online attraverso il sito https://fondocrescitasostenibile.mcc.it, a partire dalle ore 10.00 del 17 novembre 2022. Una fase di precompilazione sarà attivata dal prossimo 4 novembre.
 
“Con strumenti diversi ma appartenenti ad un’unica strategia di politica industriale messa in campo dal Mise, sosteniamo le imprese italiane negli investimenti di decarbonizzazione e riconversione industriale puntando a realizzare una transizione ecologica che sia guidata dal buonsenso e non dall’ideologia”, dichiara il ministro Giancarlo Giorgetti.
 
“La trasformazione green dei processi produttivi – aggiunge – è certamente un obiettivo strategico da perseguire e raggiungere, soprattutto in questo periodo in cui gli effetti del conflitto in Ucraina, dal caro energia alla mancanza di materie prime, stanno mettendo a rischio la sostenibilità produttiva della nostra industria. Per questo motivo è importante avere un approccio pragmatico e costruttivo per tutelare le nostre imprese e individuare soluzioni che siano in grado di garantire un equilibrio in termini ambientali, sociali ed economici”.
 
“È nostro compito – sottolinea Giorgetti – mettere a disposizione tutte le misure, anche quelle finanziate con il PNRR, che agevolino gli investimenti in ricerca e sviluppo di tecnologie innovative per accelerare i processi di riconversione industriale e ridurre l’impatto delle emissioni di CO2 e i consumi in settori particolarmente energivori come la siderurgia e l’automotive”.

Green New Deal: Incentivi per l’economia circolare e la sostenibilità

RAMSES GROUP NEWS n. 403 – 6 settembre 2022

Dal 17 novembre 2022 si apre lo sportello per richiedere gli incentivi per il “Green New Deal”

Lo stabilisce il decreto direttoriale del 23/08/2022 pubblicato dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Si tratta di 750 milioni di euro messi a disposizione delle imprese per progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per la transizione ecologica e circolare.

SCHEDA “GREEN NEW DEAL”

BENEFICIARI

  • Imprese di qualsiasi dimensione che esercitano attività industriali, artigiane
  • Imprese agro-industriali che svolgono prevalentemente attività industriale;
  • Imprese che esercitano le attività ausiliarie in favore delle imprese precedenti
  • Centri di ricerca.

Si possono presentare programmi anche congiunti, previa indicazione del soggetto capofila e fermo restando un importo progettuale a carico di ciascuna impresa partecipante di valore non inferiore a euro 3.000.000,00

Possono partecipare ai programmi proposti congiuntamente da più soggetti un numero massimo di imprese beneficiarie, comprendenti il capofila ed i co-proponenti:
a) pari a tre, nel caso dei progetti presentati a valere sulla procedura a sportello
b) pari a cinque, nel caso dei progetti presentati a valere sulla procedura negoziale

I programmi congiunti devono essere realizzati mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete o ad altre forme contrattuali di collaborazione, quali, a titolo esemplificativo, il consorzio e l’accordo di partenariato.

AGEVOLAZIONE

  • a) Finanziamento per una percentuale nominale delle spese e dei costi ammissibili non inferiore al 50% e, comunque, non superiore al 70%;
  • b) Contributo a fondo perduto, per una percentuale massima delle spese e dei costi ammissibili:
    • i) pari al 15% come contributo alla spesa, a sostegno delle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e per l’acquisizione delle prestazioni di consulenza relative alle attività di industrializzazione;
    • ii) pari al 10% come contributo in conto impianti, per l’acquisizione delle immobilizzazioni oggetto delle attività di industrializzazione.

Le agevolazioni per il bando Green New Deal sono erogate sulla base delle richieste avanzate periodicamente al Ministero dello sviluppo economico, anche per il tramite del soggetto gestore dallo stesso incaricato, dai soggetti beneficiari ovvero dal soggetto capofila in caso di progetti congiunti, in non più di 3 soluzioni per ciascun progetto, più l’ultima a saldo, in relazione agli stati di avanzamento dello stesso.

Il finanziamento agevolato può essere erogato in anticipazione, sulla base di quanto stabilito e regolato dal contratto di finanziamento in ragione delle valutazioni effettuate dalla banca finanziatrice, secondo quanto previsto nella convenzione.

INTERVENTI AMMESSI

Sono ammissibili al sostegno degli interventi agevolativi i programmi di innovazione sostenibile che prevedano attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e/o, limitatamente alle PMI, l’industrializzazione dei risultati della ricerca e sviluppo, che siano coerenti con le finalità del Green New Deal con particolare riguardo agli obiettivi di:

  • a) decarbonizzazione dell’economia;
  • b) economia circolare;
  • c) riduzione dell’uso della plastica e sostituzione della plastica con materiali alternativi;
  • d) rigenerazione urbana;
  • e) turismo sostenibile;
  • f) adattamento e mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico.

Le attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale devono essere finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti.

Le attività di industrializzazione:
a) devono avere elevato contenuto di innovazione e sostenibilità, ed essere volte a diversificare la produzione di uno stabilimento mediante prodotti nuovi aggiuntivi ovvero a trasformare radicalmente il processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente. In ogni caso, l’industrializzazione non deve consistere in meri aggiornamenti periodici, privi di dimensione innovativa;
b) devono includere investimenti in attivi materiali che mantengono la loro funzionalità rispetto al progetto agevolato per almeno 3 anni dalla data di erogazione a saldo delle agevolazioni;
c) possono essere ammesse distintamente ovvero insieme ad un progetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nell’ambito di un programma integrato presentato per l’ottenimento di agevolazioni a valere sulla presente misura, ferma restando la separazione dei progetti, delle attività e delle relative spese e costi.

I programmi devono avere una durata non inferiore a 12 mesi e non superiore a 36 mesi per le attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, e non superiore a 12 mesi per quelle di industrializzazione.

Su richiesta motivata del soggetto beneficiario, il Ministero dello sviluppo economico può concedere una
proroga del termine di ultimazione del programma non superiore a 12 mesi.

SPESE AMMISSIBILI

Nel caso delle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale rientranti negli obiettivi del Green New Deal, sono ammissibili le spese e i costi delle imprese beneficiarie relativi a:

  • a) il personale dell’impresa proponente, limitatamente a tecnici, ricercatori ed altro personale ausiliario, nella misura in cui sono impiegati nelle attività di ricerca e di sviluppo oggetto del progetto, con esclusione del personale con mansioni amministrative, contabili e commerciali;
  • b) gli strumenti e le attrezzature, nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto di ricerca e sviluppo;
  • c) i servizi di consulenza e gli altri servizi utilizzati per l’attività del progetto di ricerca e sviluppo, inclusa l’acquisizione o l’ottenimento in licenza dei risultati di ricerca, dei brevetti e del knowhow, tramite una transazione effettuata alle normali condizioni di mercato;
  • d) le spese generali relative al progetto;
  • e) i materiali utilizzati per lo svolgimento del progetto

Nel caso delle attività di industrializzazione, finalizzate sempre agli obiettivi del Green New Deal, sono ammissibili i costi sostenuti dalle PMI, strettamente funzionali alla realizzazione dei progetti, relativi:

  • a) all’acquisto di nuove immobilizzazioni materiali che riguardino macchinari, impianti e attrezzature, ivi compresi i programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei predetti beni materiali;
  • b) all’acquisizione di immobilizzazioni immateriali relative a brevetti di nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi, know-how o altre forme di proprietà intellettuale, diritti di licenza di sfruttamento o di conoscenze tecniche anche non brevettate, che devono essere ammortizzabili, utilizzate esclusivamente nelle unità produttive destinatarie delle agevolazioni, acquistate a condizioni di mercato da terzi che non hanno relazioni con l’acquirente, e devono figurare nell’attivo di bilancio dell’impresa per almeno tre anni;
  • c) all’acquisizione di servizi di consulenza, prestati da consulenti esterni, di natura non continuativa o periodica, e comunque diversi dai costi di esercizio ordinari dell’impresa connessi ad attività regolari quali la consulenza fiscale, la consulenza legale o la pubblicità

Spese e costi ammissibili non possono essere inferiori a euro 3.000.000,00 e non possono essere superiori a euro 40.000.000,00.

I programmi devono essere avviati (primo impegno giuridicamente vincolante) successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni e, comunque, pena la revoca, non oltre 3 mesi dalla data del provvedimento di concessione

FONDI DISPONIBILI

750 milioni di euro

OPERATIVITA’

L’intervento del Fondo per la crescita sostenibile ai sensi del presente decreto avviene mediante la concessione di agevolazioni nelle forme e nei limiti stabiliti utilizzando:

  • a) per i progetti con spese e costi ammissibili non inferiori a euro 3.000.000,00 (tremilioni/00) e non superiori a euro 10.000.000,00 (diecimilioni/00), la procedura a sportello
  • b) per i progetti con spese e costi ammissibili superiori a euro 10.000.000,00 (diecimilioni/00) e fino a euro 40.000.000,00 (quarantamilioni/00), la procedura negoziale

Decreto Direttoriale 23/08/2022

Decreto Interministeriale 01/12/2021

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ARCHIVIO

MISE: Contributi per progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per la Transizione ecologica e circolare negli ambiti del Green New Deal italiano

RAMSES GROUP NEWS n. 276 – 10 febbraio 2022


Area Geografica: Italia

Scadenza: BANDO APERTO | Scadenza il 31/12/2023

Beneficiari:  Enti locali , Micro impresa , Enti NON PROFIT, Imprenditoria femminile, Imprenditoria giovanile, Piccola e Media Impresa, Grande impresa, Impresa individuale

Settore: Servizi/No Profit, Pubblico, Industria, Artigianato, Agroindustria/Agroalimentare

Spese finanziate: Consulenze/Servizi, Risparmio energetico/Fonti rinnovabili, Innovazione Ricerca e Sviluppo, Attrezzature e macchinari

Agevolazione: Contributo a fondo perduto, Finanziamento a tasso agevolato


Cosa offre il bando

L’intervento del Fondo per la crescita sostenibile (FCS) definito con il decreto Ministro dello sviluppo economico (MISE) di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze 1° dicembre 2021 prevede la concessione di agevolazioni finanziarie a sostegno dei progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per la transizione ecologica e circolare a sostegno delle finalità del “Green New Deal italiano”.

La misura “Progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per la transizione ecologica e circolare negli ambiti del Green New Deal italiano” è destinata al sostegno dei progetti di imprese ammesse ai finanziamenti agevolati Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI), e prevede la concessione di contributi a sostegno delle attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e, per le PMI, di industrializzazione dei risultati della ricerca e sviluppo.

Possono partecipare al bando le imprese di qualsiasi dimensione che esercitano attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria e centri di ricerca, che presentano progetti singolarmente o in forma congiunta. I soggetti beneficiari possono presentare programmi anche congiuntamente tra loro, previa indicazione del soggetto capofila e fermo restando un importo progettuale a carico di ciascuna impresa partecipante di valore non inferiore a euro 3.000.000.

L’intervento sostiene progetti coerenti con gli ambiti di intervento del Green New Deal italiano, con particolare riguardo agli obiettivi di:

  1. decarbonizzazione dell’economia
  2. economia circolare
  3. riduzione dell’uso della plastica e sostituzione della plastica con materiali alternativi
  4. rigenerazione urbana
  5. turismo sostenibile
  6. adattamento e mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico

Le attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale devono essere finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti.

Gli investimenti per l’industrializzazione, che sono ammessi esclusivamente per le PMI, devono avere un elevato contenuto di innovazione e sostenibilità, ed essere volti a diversificare la produzione di uno stabilimento mediante prodotti nuovi aggiuntivi ovvero a trasformare radicalmente il processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente. Possono essere ammessi distintamente ovvero insieme ad un progetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nell’ambito di un programma integrato presentato per l’ottenimento di agevolazioni, alle condizioni previste dal decreto.

Ai fini dell’ammissibilità alle agevolazioni, i programmi devono prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a euro 3.000.000  e non superiori a euro 40.000.000.

Le imprese accedono alle agevolazioni secondo due distinte procedure:

  1. a sportello, per i programmi di importo non inferiore a 3 milioni e non superiore a 10 milioni di euro, con un massimo di tre imprese partecipanti
  2. negoziale, per i programmi di importo superiore a 10 milioni e non superiore a 40 milioni di euro, con un massimo di cinque imprese partecipanti.

 Le agevolazioni sono:

  • Finanziamenti agevolati del FRI, accompagnati da finanziamenti bancari e in presenza di idonea attestazione creditizia, per una percentuale nominale delle spese e dei costi ammissibili non inferiore al 50 per cento e, comunque, non superiore al 70 per cento. 

Il finanziamento agevolato può essere assistito da idonee garanzie ed è concesso a un tasso non inferiore allo 0,50 per cento nominale annuo.

La durata del finanziamento può assumere un valore minimo di 4 anni e massimo di 15 anni, comprensivo di un periodo di preammortamento commisurato alla durata in anni interi del progetto o programma e, comunque, non superiore a 4 anni decorrenti dalla data di sottoscrizione del contratto di finanziamento.

  • Contributi a fondo perduto, per una percentuale massima delle spese e dei costi ammissibili di progetto:
  1. pari al 15 per cento come contributo alla spesa, a sostegno delle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e per l’acquisizione delle prestazioni di consulenza relative alle attività di industrializzazione
  2. pari al 10 per cento come contributo in conto impianti, per l’acquisizione delle immobilizzazioni oggetto delle attività di industrializzazione.

Il bando intende sostenere i progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per la transizione ecologica e circolare a sostegno delle finalità del “Green New Deal italiano”.

A chi si rivolge

I soggetti beneficiari della misura sono le imprese operanti nel settore industriale, agroindustriale, artigiano, dei servizi all’industria e i centri di ricerca, anche in forma congiunta. 

Cosa finanzia

L’incentivo sostiene progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale volti alla realizzazione di nuovi prodotti, processi, servizi o al loro miglioramento, in linea con gli obiettivi del Green New Deal italiano:

  • economia circolare
  • decarbonizzazione 
  • riduzione dell’uso di plastica e sostituzione con materiali alternativi
  • rigenerazione urbana
  • turismo sostenibile
  • mitigazione del rischio e adattamento ai cambiamenti climatici

Sono previsti 2 procedure per l’assegnazione dell’incentivo: 

  • a sportello, per i programmi dai 3 milioni ai 10 milioni di euro, con un massimo di 3 imprese partecipanti
  • negoziale, per i programmi da oltre 10 milioni ed entro i 40 milioni di euro, con un massimo di 5 imprese partecipanti

L’agevolazione consiste in finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto:

1) Finanziamenti a tasso agevolato dal Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti in ricerca (FRI) e finanziamenti bancari – previa idonea attestazione creditizia – a copertura del 50-70% delle spese ammissibili. 

  • Durata finanziamenti: 4-15 anni, incluso un periodo di preammortamento di massimo 4 anni

2) Contributi a fondo perduto del:

  • 15% come contributo alla spesa dei progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e delle consulenze per le attività di industrializzazione
  • 10% in contributi in conto impianti per l’acquisto di immobilizzazioni per le attività di industrializzazione.

Requisiti del progetto

  • Spesa minima 3.000.000€
  • Spesa massima 40.000.0000€
  • Durata: 12-36 mesi ed avviati dopo la domanda di accesso all’agevolazione al MISE

Il decreto è stato pubblicato nella GURI n. 26 del 1° febbraio 2022 Decreto (pdf)

Green New Deal italiano: 750 milioni di euro in arrivo per progetti di ricerca, sviluppo e innovazione

Incentivi a fondo perduto per la transizione ecologica e circolare. In attesa di nuovo provvedimento con indicazioni per la presentazione delle domande

E’ stato pubblicato il decreto che disciplina i termini, le condizioni e le modalità d’intervento del Fondo per la crescita sostenibile mediante la concessione di agevolazioni in forma di contributo al fine di contribuire al perseguimento delle finalità del Green and Innovation Deal.

Per l’attuazione della misura agevolativa sono complessivamente rese disponibili le seguenti risorse finanziarie:

  1. 600 milioni di euro per la concessione delle agevolazioni nella forma del finanziamento agevolato
  2. 150 milioni di euro per la concessione delle agevolazioni nella forma del contributo a fondo perduto

Una quota pari al 60 % delle risorse è riservata ai progetti proposti da PMI e da reti di imprese; nell’ambito della predetta riserva, una sottoriserva pari al 25 % è destinata alle micro e piccole imprese.

Soggetti beneficiari

Possono beneficiare delle agevolazioni:

  1. le imprese che esercitano le attività di cui all’articolo 2195 del codice civile, numeri 1) e 3)
  1. le imprese agro-industriali che svolgono prevalentemente attività industriale
  2. le imprese che esercitano le attività ausiliarie di cui al numero 5) dell’articolo 2195 del codice civile, in favore delle imprese di cui alle lettere a) e b)
  3. i Centri di ricerca

E’ possibile presentare programmi anche congiuntamente tra loro, fermo restando un importo progettuale a carico di ciascuna impresa partecipante di valore non inferiore a euro 3 milioni.

I soggetti, alla data di presentazione della domanda, devono possedere i seguenti requisiti:

  1. essere regolarmente costituiti e iscritti nel Registro delle imprese
  1. non essere sottoposti a procedura concorsuale e non trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria
  2. trovarsi in regime di contabilità ordinaria
  3. disporre di almeno due bilanci approvati
  4. non rientrare tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato aiuti
  5. essere in regola con la restituzione di somme dovute in relazione a provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal MISE
  6. non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà

Le imprese beneficiarie, alla data di presentazione della domanda di agevolazioni, devono aver ricevuto una positiva valutazione del merito di credito da parte di una banca finanziatrice.

Programmi ammissibili

Sono ammissibili al sostegno degli interventi agevolativi i programmi di innovazione sostenibile che prevedano attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e/o, limitatamente alle PMI, l’industrializzazione dei risultati della ricerca e sviluppo, che siano coerenti con le finalità del Green and Innovation Deal con particolare riguardo agli obiettivi di:

  1. decarbonizzazione dell’economia
  1. economia circolare
  2. riduzione dell’uso della plastica e sostituzione della plastica con materiali alternativi
  3. rigenerazione urbana
  4. turismo sostenibile
  5. adattamento e mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico.

Le attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale devono essere finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti.

Gli investimenti per l’industrializzazione, ammessi esclusivamente per le PMI:

  1. devono avere elevato contenuto di innovazione e sostenibilità, ed essere volte a diversificare la produzione di uno stabilimento mediante prodotti nuovi aggiuntivi ovvero a trasformare radicalmente il processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente; l’industrializzazione non deve consistere in meri aggiornamenti periodici, privi di dimensione innovativa
  1. devono includere investimenti in attivi materiali che mantengono la loro funzionalità rispetto al progetto agevolato per almeno 3 anni dalla data di erogazione a saldo delle agevolazioni
  2. possono essere ammesse distintamente ovvero insieme ad un progetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nell’ambito di un programma integrato presentato per l’ottenimento di agevolazioni, ferma restando la separazione dei progetti, delle attività e delle relative spese e costi; nel caso in cui il progetto sia presentato distintamente, al di fuori di un programma integrato di agevolazioni, l’industrializzazione può riguardare lo sviluppo industriale e l’applicazione dei risultati di pregresse attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, conseguiti internamente all’impresa ovvero acquisiti da fonti esterne alla stessa nell’ambito di progetti distinti e separati da quello oggetto della domanda, e comprovati in tale sede

Ai fini dell’ammissibilità alle agevolazioni, i programmi devono:

  1. essere realizzati nell’ambito di una o più delle proprie unità locali ubicate nel territorio nazionale
  1. prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a euro 3.000.000 e non superiori a euro 40.000.000
  2. essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni
  3. avere una durata non inferiore a 12 mesi e non superiore a 36 mesi per le attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, e non superiore a 12 mesi per quelle di industrializzazione
  4. contribuire al perseguimento di uno o più obiettivi del GREEN NEW DEAL

Spese e costi ammissibili

Nel caso delle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, sono ammissibili le spese e i costi delle imprese beneficiarie relativi a:

  1. il personale dell’impresa proponente, limitatamente a tecnici, ricercatori ed altro personale ausiliario, nella misura in cui sono impiegati nelle attività di ricerca e di sviluppo oggetto del progetto, con esclusione del personale con mansioni amministrative, contabili e commerciali
  1. gli strumenti e le attrezzature
  2. i servizi di consulenza e gli altri servizi utilizzati per l’attività del progetto di ricerca e sviluppo, inclusa l’acquisizione o l’ottenimento in licenza dei risultati di ricerca, dei brevetti e del knowhow, tramite una transazione effettuata alle normali condizioni di mercato
  3. le spese generali relative al progetto
  4. i materiali utilizzati per lo svolgimento del progetto

Nel caso delle attività di industrializzazione, sono ammissibili, i costi sostenuti dalle PMI, strettamente funzionali alla realizzazione dei progetti, relativi:

  1. all’acquisto di nuove immobilizzazioni materiali che riguardino macchinari, impianti e attrezzature, ivi compresi i programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei predetti beni materiali
  1. all’acquisizione di immobilizzazioni immateriali relative a brevetti di nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi, know-how o altre forme di proprietà intellettuale, diritti di licenza di sfruttamento o di conoscenze tecniche anche non brevettate
  2. all’acquisizione di servizi di consulenza

Non sono ammessi i titoli di spesa il cui importo sia inferiore a euro 500.

Agevolazioni concedibili

Possono essere concesse agevolazioni nella forma:

  1. del finanziamento agevolato per una percentuale nominale delle spese e dei costi ammissibili non inferiore al 50 % e, comunque, non superiore al 70 %
  2. del contributo a fondo perduto, per una percentuale massima delle spese e dei costi ammissibili:

– pari al 15 % come contributo alla spesa, a sostegno delle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e per l’acquisizione delle prestazioni di consulenza relative alle attività di industrializzazione;

– pari al 10 % come contributo in conto impianti, per l’acquisizione delle immobilizzazioni oggetto delle attività di industrializzazione.

L’agevolazione derivante dal finanziamento agevolato è pari alla differenza tra gli interessi calcolati al tasso di attualizzazione e rivalutazione, e quelli da corrispondere al tasso agevolato di cui all’articolo 8, comma 2.

In particolare, per la quantificazione dell’equivalente sovvenzione lordo del finanziamento agevolato, il tasso di riferimento deve essere definito, a partire dal tasso base pubblicato dalla Commissione europea sul sito internet


Le agevolazioni in relazione ai progetti di ricerca e sviluppo di cui al presente decreto non sono cumulabili con altre agevolazioni pubbliche che si configurano come aiuti di Stato, incluse quelle concesse sulla base del regolamento de minimis.

Condizioni di accesso al FRI

Al finanziamento agevolato deve essere associato un finanziamento bancario.

Il finanziamento agevolato ed il finanziamento bancario costituiscono insieme il finanziamento.

Possono beneficiare del finanziamento agevolato le imprese economicamente e finanziariamente sane e che siano in possesso di un adeguato merito di credito, secondo le valutazioni di cui al presente articolo effettuate dalle banche finanziatrici.

La banca finanziatrice è individuata da ciascuna impresa richiedente le agevolazioni nell’ambito dell’apposito elenco reso disponibile sui siti web del MISE, di CDP e dell’ABI.

Nel caso di progetti o programmi proposti congiuntamente da più imprese, in considerazione della complessità dello specifico intervento, le banche finanziatrici possono costituire un pool di finanziamento senza rilevanza esterna.

Caratteristiche del finanziamento

Nell’ambito del finanziamento, la quota di finanziamento bancario è fissata in misura non inferiore al 10 %.

Il finanziamento agevolato può essere assistito da idonee garanzie ed è concesso a un tasso non inferiore allo 0,50 % nominale annuo.

Nel rispetto del predetto limite, il tasso agevolato applicabile è indicato nel provvedimento applicativo.

La durata del finanziamento può assumere un valore minimo di 4 anni e massimo di 15 anni, comprensivo di un periodo di preammortamento commisurato alla durata in anni interi del progetto o programma e, comunque, non superiore a 4 anni decorrenti dalla data di sottoscrizione del contratto di finanziamento.

Il rimborso del finanziamento agevolato e del finanziamento bancario avviene secondo piani di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate, scadenti il 30 giugno e il 31 dicembre di ciascun anno.

Gli interessi di preammortamento sono corrisposti alle medesime scadenze.

L’impresa beneficiaria ha la facoltà di estinguere anticipatamente, anche parzialmente, il finanziamento nel rispetto dei vincoli previsti dalla convenzione e dal contratto di finanziamento.

Procedura di accesso

L’intervento del Fondo per la crescita sostenibile avviene mediante la concessione di agevolazioni utilizzando:

  1. per i progetti con spese e costi ammissibili non inferiori a euro 3.000.000 e non superiori a euro 10.000.000, la procedura a sportello
  2. per i progetti con spese e costi ammissibili superiori a euro 10.000.000 e fino a euro 40.000.000, la procedura negoziale

Le disposizioni di attuazione delle due procedure, che indicano le modalità applicative per la presentazione delle istanze, per l’effettuazione dell’attività di istruttoria e valutazione, per la concessione e per l’erogazione delle agevolazioni, nonché i termini di apertura degli interventi agevolativi, sono definiti dal MISE con i provvedimenti applicativi.

Ciascun soggetto, sia in forma singola che congiunta, può presentare nell’ambito di ciascuna delle due procedure una sola domanda di accesso alle agevolazioni nell’arco temporale di 365 giorni.

All’apertura dei termini per la presentazione delle domande e alla definizione delle ulteriori condizioni e procedure attuative si provvederà con decreto direttoriale di prossima emanazione.

Il decreto è stato pubblicato nella GURI n. 26 del 1° febbraio 2022. Decreto (pdf)

Green New Deal: 750 milioni per gli investimenti industriali

Sono previste una serie di agevolazioni finanziarie e contributi a fondo perduto per supportare i processi di investimento industriali che si pongano l’obiettivo di realizzare progetti di ricerca, sviluppo e innovazione nel rispetto della transizione ecologica e circolare e coerenti con gli ambiti di interventi del “Green new deal italiano”.

Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo economico, ha scelto di rendere operativa questa misura.

Le risorse complessive disponibili ammontano a 750 milioni, a valere sul Fondo per la crescita sostenibile (FCS) e sul Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti in ricerca (FRI), gestito da Cassa Depositi e Prestiti.

Afferma Giorgetti: “La sostenibilità ambientale è decisiva per il nostro futuro ed è un obiettivo da perseguire e raggiungere. Ma dobbiamo essere consapevoli che la rivoluzione verde ha un prezzo e nostro compito è fare in modo che la transizione non lasci per strada morti e feriti in termini sociali ed economici.

Per questo ho più volte sottolineato che la sostenibilità ambientale deve essere in equilibrio con quella economica e sociale.

Da ministro dello Sviluppo economico mio dovere è tutelare il sistema delle imprese ad attraversare questa transizione in maniera costruttiva”.

Per queste ragioni, in questa delicata fase di transizione – dichiara il ministro – dobbiamo sostenere le imprese italiane con tutti gli strumenti e le risorse, nazionali ed europee, che abbiamo a disposizione per favorire la ricerca e lo sviluppo di tecnologie innovative, i processi di riconversione industriale e gli investimenti per la decarbonizzazione in settori strategici come quelli della siderurgia e dell’automotive”.

Chi potrà beneficiare dell’incentivo

Possono fare richiesta di accesso all’agevolazione tutte le imprese, di qualsiasi dimensione, che svolgono attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria e centri di ricerca, e che, anche in forma congiunta tra loro, presentino progetti di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale, con l’obiettivo condiviso di portare sul mercato nuovi prodotti, processi, servizi.

In particolare, i progetti presentati dalle imprese dovranno rifarsi ai seguenti obiettivi di:

  • Decarbonizzazione dell’economia;
  • Economia circolare;
  • Riduzione dell’uso della plastica e sostituzione della plastica con materiali alternativi;
  • Rigenerazione urbana;
  • Turismo sostenibile;
  • Adattamento e mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico.

Le spese e i costi ammissibili a progetto dovranno variare tra un minimo di 3 milioni e un massimo di 40 milioni di euro.

Inoltre, i progetti dovranno:

  • Essere realizzati sul territorio nazionale;
  • Avere una durata non inferiore a 12 mesi e non superiore a 36 mesi;
  • Essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni al Ministero dello Sviluppo Economico.

Il decreto, che porterà anche la firma del Ministro dell’Economia e delle Finanze, è stato registrato dalla Corte dei Conti ed è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Sarà un provvedimento ministeriale successivo che chiarirà i termini e le modalità di presentazione delle domande da parte delle imprese.

Di cosa si tratta

L’intervento del Fondo per la crescita sostenibile (FCS) definito con il decreto Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze 1° dicembre 2021 prevede la concessione di agevolazioni finanziarie a sostegno dei progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per la transizione ecologica e circolare a sostegno delle finalità del “Green New Deal italiano”.

La misura è destinata al sostegno dei progetti di imprese ammesse ai finanziamenti agevolati Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI), e prevede la concessione di contributi a sostegno delle attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e, per le PMI, di industrializzazione dei risultati della ricerca e sviluppo.

Beneficiari della misura

Imprese di qualsiasi dimensione che esercitano attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria e centri di ricerca, che presentano progetti singolarmente o in forma congiunta.

Tipologia di finanziamento

L’intervento sostiene progetti coerenti con gli ambiti di intervento del Green New Deal italiano, con particolare riguardo agli obiettivi di:

  • Decarbonizzazione dell’economia;
  • Economia circolare;
  • Riduzione dell’uso della plastica e sostituzione della plastica con materiali alternativi;
  • Rigenerazione urbana;
  • Turismo sostenibile;
  • Adattamento e mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico.

Le attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale dovranno tendere alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti.

Gli investimenti per l’industrializzazione, ammessi esclusivamente per le PMI, dovranno mantenere un elevato contenuto di innovazione e sostenibilità, ed essere volti a diversificare la produzione di uno stabilimento e trasformare radicalmente il processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente.

I progetti ammissibili dovranno inoltre rispettare i seguenti aspetti:

  • Essere realizzati nell’ambito di una o più unità locali ubicate nel territorio nazionale;
  • Prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 3 milioni e non superiori a 40 milioni di euro;
  • Avere una durata non inferiore a 12 mesi e non superiore a 36 mesi;
  • Essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni.

Come accedere alle agevolazioni

Le imprese accedono alle agevolazioni secondo due distinte procedure:

  1. Procedura a sportello, per i programmi di importo non inferiore a 3 milioni e non superiore a 10 milioni di euro, per un massimo di tre imprese partecipanti;
  2. Procedure negoziale, per i programmi di importo superiore a 10 milioni e non superiore a 40 milioni di euro, con un massimo di cinque imprese partecipanti.

I contenuti dell’intervento sono stati chiariti da decreto interministeriale. Si attende prossimo decreto direttoriale per l’apertura dei termini per la presentazione delle domande e la definizione delle ulteriori condizioni e procedure attuative.

750 milioni per investimenti industriali sul Green new deal

Agevolazioni finanziarie e contributi a fondo perduto a sostegno degli investimenti industriali finalizzati alla realizzazione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per la transizione ecologica e circolare coerenti con gli ambiti di interventi del “Green new deal italiano”.
 
E’ quanto prevede il decreto del ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti che rende operativa una misura per la quale sono disponibili complessivamente risorse pari a 750 milioni, a valere sul Fondo per la crescita sostenibile (FCS) e sul Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti in ricerca (FRI), gestito da Cassa Depositi e Prestiti.
 
“La sostenibilità ambientale è decisiva per il nostro futuro ed è un obiettivo da perseguire e raggiungere. Ma dobbiamo essere consapevoli che la rivoluzione verde ha un prezzo e nostro compito è fare in modo che la transizione non lasci per strada morti e feriti in termini sociali ed economici. Per questo ho più volte sottolineato che la sostenibilità ambientale deve essere in equilibrio con quella economica e sociale. Da ministro dello Sviluppo economico mio dovere è tutelare il sistema delle imprese ad attraversare questa transizione in maniera costruttiva”, dichiara Giorgetti. “Per queste ragioni, in questa delicata fase di transizione – prosegue il ministro – dobbiamo sostenere le imprese italiane con tutti gli strumenti e le risorse, nazionali ed europee, che abbiamo a disposizione per favorire la ricerca e lo sviluppo di tecnologie innovative, i processi di riconversione industriale e gli investimenti per la decarbonizzazione in settori strategici come quelli della siderurgia e dell’automotive”. 

Possono richiedere l’incentivo le imprese di qualsiasi dimensione che svolgono attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria e centri di ricerca, e che presentano progetti – anche in forma congiunta tra loro – di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale finalizzati alla realizzazione di nuovi prodotti, processi, servizi o al notevole loro miglioramento, con particolare riguardo agli obiettivi di:
   

  • decarbonizzazione dell’economia
  • economia circolare
  • riduzione dell’uso della plastica e sostituzione della plastica con materiali alternativi
  • rigenerazione urbana
  • turismo sostenibile
  • adattamento e mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico


I progetti devono prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 3 milioni e non superiori a 40 milioni di euro, essere realizzati sul territorio nazionale, avere una durata non inferiore a 12 mesi e non superiore a 36 mesi ed essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni al ministero dello Sviluppo economico.

Il decreto, firmato anche dal ministro dell’Economia e delle finanze, è stato registrato dalla Corte dei Conti ed è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, mentre un successivo provvedimento ministeriale indicherà i termini e le modalità di presentazione delle domande delle imprese.

Il decreto è stato pubblicato nella GURI n. 26 del 1° febbraio 2022. Decreto (pdf)

Progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per la transizione ecologica e circolare negli ambiti del Green New Deal italiano

Cos’è

L’intervento del Fondo per la crescita sostenibile (FCS) definito con il decreto Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze 1° dicembre 2021 prevede la concessione di agevolazioni finanziarie a sostegno dei progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per la transizione ecologica e circolare a sostegno delle finalità del “Green New Deal italiano”.

La misura è destinata al sostegno dei progetti di imprese ammesse ai finanziamenti agevolati Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI), e prevede la concessione di contributi a sostegno delle attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e, per le PMI, di industrializzazione dei risultati della ricerca e sviluppo.

A chi si rivolge

Imprese di qualsiasi dimensione che esercitano attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria e centri di ricerca, che presentano progetti singolarmente o in forma congiunta.

Cosa finanzia

L’intervento sostiene progetti coerenti con gli ambiti di intervento del Green New Deal italiano, con particolare riguardo agli obiettivi di:

  1. decarbonizzazione dell’economia
  2. economia circolare
  3. riduzione dell’uso della plastica e sostituzione della plastica con materiali alternativi
  4. rigenerazione urbana
  5. turismo sostenibile
  6. adattamento e mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico

Le attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale devono essere finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti.

Gli investimenti per l’industrializzazione, che sono ammessi esclusivamente per le PMI, devono avere un elevato contenuto di innovazione e sostenibilità, ed essere volti a diversificare la produzione di uno stabilimento mediante prodotti nuovi aggiuntivi ovvero a trasformare radicalmente il processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente. Possono essere ammessi distintamente ovvero insieme ad un progetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nell’ambito di un programma integrato presentato per l’ottenimento di agevolazioni, alle condizioni previste dal decreto.

I progetti ammissibili inoltre devono:

  1. essere realizzati nell’ambito di una o più unità locali ubicate nel territorio nazionale
  2. prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 3 milioni e non superiori a 40 milioni di euro
  3. avere una durata non inferiore a 12 mesi e non superiore a 36 mesi
  4. essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni

Procedura di accesso

Le imprese accedono alle agevolazioni secondo due distinte procedure:

  1. a sportello, per i programmi di importo non inferiore a 3 milioni e non superiore a 10 milioni di euro, con un massimo di tre imprese partecipanti
  2. negoziale, per i programmi di importo superiore a 10 milioni e non superiore a 40 milioni di euro, con un massimo di cinque imprese partecipanti.

  All’apertura dei termini per la presentazione delle domande e alla definizione delle ulteriori condizioni e procedure attuative si provvederà con decreto direttoriale di prossima emanazione.

Le agevolazioni

Finanziamenti agevolati del FRI, accompagnati da finanziamenti bancari e in presenza di idonea attestazione creditizia, nei limiti delle percentuali previste dalle norme di funzionamento del fondo.

Contributi a fondo perduto, per una percentuale massima delle spese e dei costi ammissibili di progetto:

  1. pari al 15 per cento come contributo alla spesa, a sostegno delle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e per l’acquisizione delle prestazioni di consulenza relative alle attività di industrializzazione
  2. pari al 10 per cento come contributo in conto impianti, per l’acquisizione delle immobilizzazioni oggetto delle attività di industrializzazione.

Il decreto è stato pubblicato nella GURI n. 26 del 1° febbraio 2022. Decreto (pdf)

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