MASE – PNRR M2C2M1I1.4. Finanziamento a fondo perduto per incentivare il BIOMETANO immesso nella rete del gas naturale


AREA GEOGRAFICA Italia  
SETTORI DI ATTIVITÀ Servizi/No Profit, Industria, Agroindustria/Agroalimentare
BENEFICIARI Micro Impresa, Grande Impresa, PMI
SPESE FINANZIATE Risparmio energetico/Fonti rinnovabili, Opere edili e impianti
BANDO APERTO Scadenza il 31/03/2023


IMPORTANTE: I contributi possono essere ottenuti solamente tramite la partecipazione alle aste a ribasso. Tutte le date di apertura e chiusura sono indicate nel bando

DESCRIZIONE COMPLETA DEL BANDO

La misura “Sviluppo del biometano, secondo criteri per la promozione dell’economia circolare” del PNRR (Missione 2, Componente 2, Investimento 1.4) si pone come obiettivo di sostenere gli investimenti per la realizzazione di nuovi impianti di produzione di biometano e per la riconversione, totale o parziale, di impianti esistenti a biogas.

Soggetti beneficiari

Possono beneficiare degli incentivi previsti dal decreto gli impianti di produzione di biometano di nuova realizzazione, agricoli o a rifiuti, e gli interventi di riconversione a biometano (totale o parziale) di impianti agricoli esistenti di produzione di elettricità alimentati da biogas.

Possono quindi partecipare impianti agricoli o impianti a rifiuti organici come definiti nelle Regole Applicative del Decreto.

Gli impianti possono essere di nuova costruzione oppure nei soli casi di impianti agricoli, riconvertiti. Non è ammessa la riconversione di impianti alimentati a rifiuti organici.

Il biometano prodotto deve essere destinato al settore dei trasporti o ad altri usi.

Sarà possibile presentare la comunicazione di entrata in esercizio per la richiesta di accesso agli incentivi solo per gli impianti risultati in posizione utile nelle graduatorie delle procedure competitive pubbliche redatte dal GSE sulla base di specifici requisiti di accesso e criteri di priorità.

Il D.M. (decreto ministeriale) prevede l’incentivazione di impianti di produzione di biometano “sostenibile”. In particolare, possono accedere agli incentivi gli impianti che rispettano specifici limiti di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (GHG), ovvero:

  • almeno il 65% di riduzione di GHG per impianti di produzione di biometano destinato al settore dei trasporti;
  • almeno l’80% di riduzione di GHG per impianti di produzione di biometano destinato ad altri usi.

L’eventuale indicazione da parte del Soggetto Richiedente di una maggiore riduzione delle emissioni di GHG rispetto ai valori percentuali minimi sopra indicati costituisce un criterio di priorità per la formazione delle graduatorie.

Tipologia di interventi ammissibili

L’investimento si propone di:

  • sostenere la realizzazione di nuovi impianti per la produzione di biometano;
  • riconvertire e migliorare l’efficienza degli impianti di biogas agricoli esistenti verso la produzione di biometano per i trasporti, il settore industriale e il riscaldamento. Il biometano prodotto deve essere conforme ai criteri stabiliti dalla direttiva (UE) sulle energie rinnovabili affinché la misura possa rispettare il principio di “non arrecare un danno significativo” e i pertinenti requisiti;
  • sostituire trattori meccanici obsoleti e a bassa efficienza con trattori alimentati esclusivamente a biometano conforme ai criteri stabiliti dalla direttiva indicata nel decreto e dotati di strumenti per l’agricoltura di precisione. I produttori di biocarburanti e biometano gassosi e di biocarburanti devono fornire certificati (prove di sostenibilità) rilasciati da valutatori indipendenti, come disposto dalla direttiva menzionata sopra. Gli operatori devono acquistare certificati di garanzia di origine commisurati all’uso previsto;
  • promuovere la diffusione di pratiche ecologiche nella fase di produzione del biogas (siti di lavorazione minima del suolo, sistemi innovativi a basse emissioni per la distribuzione del digestato).

Entità e forma dell’agevolazione

L’importo complessivo dell’Investimento è pari a 1.923.400.000 euro.

Il decreto ha il fine di promuovere l’incentivazione del biometano immesso nella rete del gas naturale attraverso un sostegno in conto capitale (pari al massimo al 40% delle spese sostenute) e un incentivo in conto energia (tariffa incentivante applicata alla produzione netta di biometano).

La tabella riporta i costi specifici di investimento massimi ammissibili in funzione della tipologia di impianto di produzione di biometano, della categoria di intervento e della capacità produttiva (Cp).

Costi specifici massimi ammissibili [€/Smc/h]

Tipologia di impiantoCategoria di intervento
Impianto agricoloNuova costruzioneRiconversione
Cp ≤ 100 Smc/h33.000
12.600
100 < Cp ≤ 500 Smc/h29.000
Cp > 500 Smc/h13.00011.600
Impianto a rifiuti organici
Cp qualsiasi

50.000
 

Valori specifici massimi del contributo in conto capitale (40% della spesa sostenuta) [€/Smc/h]

Tipologia di impiantoCategoria di intervento
Impianto agricoloNuova costruzioneRiconversione
Cp ≤ 100 Smc/h13.200
5.040
100 < Cp ≤ 500 Smc/h11.600
Cp > 500 Smc/h5.2004.640
Impianto a rifiuti organici
Cp qualsiasi

20.000
 

Per poter accedere al contributo in conto capitale l’impianto dovrà entrare in esercizio entro il 30/06/2026 e la comunicazione di entrata in esercizio dovrà essere trasmessa dal Soggetto Richiedente al GSE tramite il Portale Informatico dedicato entro il 30/07/2026.

Il decreto prevede anche il riconoscimento di un incentivo al quantitativo di biometano prodotto netto e immesso in rete. La produzione netta è calcolata a partire dalla produzione lorda decurtata degli assorbimenti energetici dei servizi ausiliari non “autoalimentati” dall’impianto.

Sono previste tre diverse definizioni di tariffa:

  • la tariffa di riferimento è il valore posto a base d’asta nella singola procedura competitiva, espresso in €/MWh. Tale valore è definito dal decreto in funzione della tipologia di impianto e della capacità produttiva cumulata dello stesso;
  • la tariffa offerta è calcolata applicando alla tariffa di riferimento la riduzione percentuale offerta dal Soggetto Richiedente in fase di partecipazione alla procedura, al fine di beneficiare del relativo criterio di priorità;
  • la tariffa spettante è calcolata applicando alla tariffa offerta l’eventuale ulteriore riduzione prevista nel caso in cui si verifichi il mancato rispetto dei tempi massimi definiti dal D.M. (decreto ministeriale) per l’entrata in esercizio dell’impianto.

Il Decreto prevede due differenti meccanismi incentivanti, in funzione della capacità produttiva dell’impianto:

  • la Tariffa Omnicomprensiva (TO) costituita da una tariffa unica, corrispondente alla tariffa spettante, comprensiva del valore economico derivante dalla vendita del gas naturale nonché del valore delle GO.
    Per gli impianti che beneficiano della TO, il GSE garantisce il ritiro del biometano immesso nella rete con obbligo di connessione di terzi e la cessione del biometano al mercato.
    Per tali impianti le GO sono emesse al Soggetto Richiedente e contestualmente trasferite a titolo gratuito al GSE (sono nella disponibilità del GSE);
  • la Tariffa Premio (TP), calcolata come differenza tra la tariffa spettante e la somma del prezzo medio mensile del gas naturale e il prezzo medio mensile delle GO.
    Per gli impianti che beneficiano della TP, la vendita del biometano è nella responsabilità del Soggetto Richiedente.
    Per tali impianti le GO sono emesse al Soggetto Richiedente e rimangono nella sua disponibilità.

La TO, e il conseguente ritiro del biometano da parte del GSE, può essere richiesta dal Soggetto Richiedente nel caso di impianti di capacità produttiva fino a 250 Smc/h che immettono biometano nelle reti con obbligo di connessione di terzi. Pertanto, impianti di capacità produttiva fino a 250 Smc/h che immettono biometano nella rete con obbligo di connessione di terzi possono scegliere l’erogazione della TO o, in alternativa, della TP.

Nel caso di impianti di capacità produttiva superiore a 250 Smc/h, nonché di impianti di produzione che immettono biometano nelle reti del gas naturale diverse dalle reti con obbligo di connessione di terzi, i Soggetti Richiedenti possono accedere esclusivamente alla TP.

TO e TP sono erogate dal GSE a partire dalla data di entrata in esercizio commerciale per un periodo di 15 anni. La data di entrata in esercizio commerciale viene indicata dal Soggetto Richiedente e rappresenta il termine del periodo di avviamento e collaudo dell’impianto, il quale può durare al massimo 3 mesi, nel caso di impianti oggetto di riconversione, o 6 mesi, nel caso di nuovi impianti, calcolati a partire dalla data di entrata in esercizio dell’impianto.

Scadenza

Il decreto prevede un’unica modalità di accesso agli incentivi: partecipazione a procedure competitive pubbliche (aste a ribasso).

Gli impianti devono partecipare alle procedure competitive, attraverso le quali è assegnato il contingente di capacità produttiva disponibile, in funzione del maggior ribasso offerto sulla tariffa incentivante e, a parità di ribasso, applicando ulteriori criteri di priorità.

Possono accedere agli incentivi gli impianti che risultano ammessi in posizione utile in una delle graduatorie redatte dal GSE in esito alle procedure competitive.

Al fine di massimizzare il tasso di realizzazione degli interventi, sono previste specifiche modalità di riallocazione della quota dei contingenti non assegnati. 

Nr.ProceduraApertura proceduraChiusura proceduraLimite pubblicazione graduatoriaContingente disponibile[Smc/h]
130/01/202331/03/202329/06/202367.000
214/07/202312/09/202311/12/202371.250
322/12/202320/02/202420/05/202423.750
43/06/20242/08/202431/10/202471.250
518/11/202417/1/202517/04/202523.750
TOTALE   257.000

Nel caso in cui il contingente totale di capacità produttiva disponibile non sia esaurito con la quinta procedura, il decreto prevede la possibilità di apertura di nuove procedure fino all’esaurimento delle risorse disponibili (in ogni caso non oltre il 1° gennaio 2026).

L’obiettivo è arrivare al 30 giugno ’26 con una produzione aggiuntiva di biometano di 2.3 mld di m3

Il Gestore dei Servizi Energetici, con la pubblicazione da parte del MASE del decreto direttoriale che approva le Regole Applicative del Decreto Ministeriale n. 340 del 15 settembre, ha reso disponibile, sulla pagina dedicata all’attuazione delle misure PNRR del proprio sito, le Regole Applicative per accedere agli incentivi previsti per la produzione di Biometano immesso nella rete nazionale del gas naturale.

La misura, inserita nella Missione 2, Componente 2, Investimento 1.4, del PNRR e denominata “Sviluppo del biometano, secondo criteri per promuovere l’economia circolare“, è finalizzata a supportare, tra gli altri, la realizzazione di nuovi impianti per la produzione di biometano e la riconversione a biometano di impianti di biogas agricoli esistenti.

L’obiettivo della misura, sostenuta con 1,73 miliardi di euro previsti dal PNRR, è quello di raggiungere, entro il 31 dicembre 2023, una produzione aggiuntiva di biometano pari ad almeno 0,6 miliardi di m3 e, entro il 30 giugno 2026, una produzione aggiuntiva di biometano pari ad almeno 2,3 miliardi di m3.

Gli incentivi previsti dal Decreto verranno assegnati mediante procedure competitive pubbliche (aste a ribasso) e le domande per l’acceso al primo bando dovranno esser presentate, attraverso la sezione dedicata dall’Area clienti dal sito del Gestore dei Servizi Energetici S.p.A., dalle ore 12 del 30 gennaio fino alle ore 12 del 31 marzo 2023.

Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina dedicata del sito del MASE.

Incentivi per realizzare nuovi impianti per produrre biometano – Agevolabili anche riconversione e potenziamento

Agli incentivi al biometano, oltre ai progetti per la realizzazione di impianti o la riconversione di quelli esistenti, sono ammissibili anche i progetti per la diffusione di pratiche ecologiche.

Nel dettaglio, sono ammessi gli interventi volti alla realizzazione di progetti finalizzati alla realizzazione di nuovi impianti per la produzione di biometano.

Secondo quanto previsto dal decreto 15 settembre 2022, sono agevolabili anche quelli per la riconversione e potenziamento dell’efficienza degli impianti di biogas agricoli esistenti verso la produzione di biometano per i trasporti, il settore industriale e il riscaldamento.

Il biometano prodotto dovrà essere conforme ai criteri stabiliti dalla direttiva (Ue) 2018/2001 sulle energie rinnovabili (direttiva Red II) affinché la misura possa rispettare il principio «non arrecare un danno significativo».

Ammissibili anche i progetti per promuovere la diffusione di pratiche ecologiche nella fase di produzione del biogas e la sostituzione di veicoli meccanici obsoleti e a bassa efficienza con veicoli alimentati a etano/biometano.

Il programma sarà finanziato dal Pnrr con 1.730.400.000 di euro, per sostenere la costruzione di impianti di produzione di biometano sostenibile nuovi o riconvertiti da precedenti produzioni, in attuazione delle indicazioni Ue riportate nel piano RePowerEu.

L’approccio privilegia l’economia circolare e la riconversione riguarda in particolare la produzione di biogas connesso ad attività agricole. I progetti ammissibili prevedono la costruzione e l’esercizio di un impianto in grado di ridurre almeno dell’80% le emissioni di gas a effetto serra mediante l’uso della biomassa.

I lavori devono essere avviati solo in data successiva alla data di pubblicazione della graduatoria. Il bando prevede contributi in conto capitale nella percentuale del 40% dell’investimento e una tariffa incentivante applicata alla produzione netta di biometano.

Per poter accedere agli aiuti, il soggetto richiedente dovrà rispondere a determinati requisiti, soggettivi e oggettivi, riferiti all’intervento di realizzazione dell’impianto di produzione di biometano e dovrà attestare di non trovarsi in una situazione di difficoltà economica.

La presentazione della domanda avverrà in via telematica e la procedura, che si è aperta il 30 gennaio 2023 e chiuderà al 31 marzo 2023, è relativa all’annualità 2022 e riguarda un contingente di capacità produttiva disponibile pari a 67mila Smc/h.

Partecipano alla procedura competitiva sia gli impianti oggetto di “nuova costruzione” (siano essi impianti agricoli o a rifiuti organici) sia gli impianti oggetto di “riconversione” (esclusivamente impianti agricoli) e l’accesso agli incentivi avverrà tramite aste pubbliche competitive al ribasso sulla tariffa incentivante.

Per la procedura competitiva “2022” sarà messo a disposizione tutto il contingente previsto dal Dm 2022 (100% del contingente annuo previsto dal Dm 2022).

Produzione di BIOMETANO: dal 30 gennaio invio delle domande per i contributi in conto capitale

Prendono il via gli incentivi per la produzione di biometano finanziato dal PNRR. Le domande possono essere inoltrate a partire dal 30 gennaio 2023 fino al 31 marzo 2023, per via telematica mediante l’applicazione informatica del Gestore dei Servizi Energetici (GSE). Possono beneficiare degli incentivi gli impianti di produzione di biometano di nuova realizzazione, agricoli o a rifiuti, e gli interventi di riconversione a biometano (totale o parziale) di impianti agricoli esistenti di produzione di elettricità alimentati da biogas. Il biometano prodotto deve essere destinato al settore dei trasporti o ad altri usi. La procedura competitiva riguarda il contingente disponibile per l’anno 2022, pari a 67.000 Smc/h. L’accesso agli incentivi avviene tramite aste pubbliche competitive al ribasso sulla tariffa incentivante.

Le domande per partecipare alla prima procedura competitiva relativa al contingente disponibile per l’anno 2022, pari a 67.000 Smc/h, si possono presentare dalle ore 12 del 30 gennaio 2023 alle ore 12 del 31marzo 2023.

I benefici consistono in un contributo in conto capitale (calcolato in funzione delle spese ammissibili ed equivalente al massimo al 40% dell’investimento sostenuto) e in una tariffa incentivante applicata alla produzione netta di biometano.

L’accesso agli incentivi avviene, per via telematica mediante l’applicazione informatica predisposta dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), tramite aste pubbliche competitive al ribasso sulle tariffe incentivanti.

Le modalità di attuazione del regime di incentivazione previsto (Missione 2, Componente 2, Investimento 1.4) sono state individuate con il decreto del Ministro della Transizione Ecologica 15 settembre 2022, mentre con il decreto direttoriale del Ministero dell’Ambiente n. 23 del 13 gennaio 2023 sono state approvate le regole applicative.

Criteri, modalità e termini per la presentazione delle richieste di partecipazione alle procedure per l’accesso ai benefici sono stati definiti dal GSE con l’avviso pubblico n. 1.

Quali sono i progetti ammissibili

I progetti presentati possono riferirsi alle seguenti categorie di intervento:

– nuova costruzione: nuova realizzazione di impianti di produzione di biometano agricoli o a rifiuti;

– riconversione (revamping): intervento su un impianto agricolo di produzione e utilizzazione di biogas per la produzione di energia elettrica, esistente al 27 ottobre 2022 (data di entrata in vigore del D.M. 15 settembre 2022), che viene convertito alla produzione di biometano successivamente a tale data e, pertanto, destina, in tutto o in parte, la produzione di biogas a quella di biometano, anche con aumento della capacità produttiva. L’intervento di riconversione può dare luogo a “riconversione totale”, nel caso in cui tutto il biogas prodotto dall’impianto venga destinato alla produzione di biometano, o a “riconversione parziale”, nel caso in cui solo una quota parte del biogas prodotto sia destinato alla produzione di biometano.

I lavori di realizzazione degli impianti non devono essere avviati prima della data di pubblicazione della graduatoria (prevista per il 29 giugno 2023).

Gli impianti agevolati dovranno entrare in esercizio:

– nel caso di impianti agricoli: entro 18 mesi dalla data di pubblicazione della graduatoria;

– nel caso di impianti alimentati da rifiuti organici: entro 24 mesi dalla data di pubblicazione della graduatoria.

Per entrambe le tipologie di impianto è possibile ritardare l’entrata in esercizio al massimo 9 mesi.

Per tutti gli impianti, fermi restando i limiti sopra indicati, l’entrata in esercizio dovrà avvenire entro il 30 giugno 2026; la mancata entrata in esercizio dell’impianto entro tale data comporta inderogabilmente la decadenza del diritto di percepire il contributo in conto capitale.

Quale può essere la destinazione d’uso del biometano

Il biometano prodotto può avere due distinte destinazioni d’uso:

– usi nel settore dei trasporti: il biometano prodotto è utilizzato come carburante in forma compressa o liquida per la trazione nel settore dei trasporti in accordo a quanto previsto nel D.M. 10 ottobre 2014 e s.m.i.;

– altri usi: tutte le modalità di impiego del biometano prodotto diverse dall’utilizzo come carburante nel settore dei trasporti. È incluso il biometano utilizzato nei settori industriale, residenziale, terziario e dell’agricoltura (come ad esempio reti di teleriscaldamento e reti calore per il riscaldamento di stalle, abitazioni e uffici), con esclusione del settore della generazione termoelettrica.

Quali sono i requisiti in materia di sostenibilità

Per l’accesso agli incentivi, gli impianti devono rispettare specifici limiti di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (GHG), ovvero:

– riduzione di almeno il 65% delle emissioni di GHG per gli impianti di produzione di biometano destinato al settore dei trasporti;

– riduzione di almeno l’80% delle emissioni di GHG per gli impianti di produzione di biometano destinato ad altri usi.

Qual è la percentuale del contributo in conto capitale

Il regime incentivante prevede un contributo in conto capitale del 40% sulle spese ammissibili dell’investimento sostenuto, nei limiti del costo massimo di investimento ammissibile pari a:


Impianti agricoli
Capacità produttiva pari o inferiore a 100 Smc/h– Nuova realizzazione: 33.000 euro/Smc/h- Riconversioni: 12.600 euro/Smc/h
Capacità produttiva superiore a 100 Smc/h e pari o inferiore a 500 Smc/h– Nuova realizzazione: 29.000 euro/Smc/h- Riconversioni: 12.600 euro/Smc/h
Capacità produttiva superiore a 500 Smc/h– Nuova realizzazione: 13.000 euro/Smc/h- Riconversioni: 11.600 euro/Smc/h
Impianti alimentati da rifiuti organici (di qualsiasi capacità produttiva)
Esclusivamente nuova realizzazione: 50.000 euro/Smc/h

Ai fini dell’erogazione del contributo, saranno considerate spese ammissibili:

– i costi di realizzazione ed efficientamento dell’impianto;

– le attrezzature di monitoraggio e ossidazione del biometano, dei gas di scarico e di monitoraggio delle emissioni fuggitive;

– i costi di connessione alla rete del gas naturale;

– i costi per l’acquisto o acquisizione di programmi informatici funzionali alla gestione dell’impianto;

– le spese di progettazione, direzione lavori, collaudo, consulenze, studi di fattibilità, acquisto di brevetti e licenze, connessi alla realizzazione dei sopraindicati investimenti, nella misura massima complessiva del 12% della spesa totale ammissibile;

– i costi per la fase di compostaggio del digestato.

Qual è il valore della tariffa incentivante e come viene calcolata

Oltre al contributo in conto capitale, è previsto il riconoscimento di una tariffa incentivante applicata alla produzione netta di biometano, della durata di 15 anni ed erogata dalla data di entrata in esercizio dell’impianto.

Sono previste tre diverse tariffe:

1) tariffa di riferimento, il valore posto a base d’asta nella singola procedura competitiva, espresso in euro/MWh. Tale valore, definito in funzione della tipologia di impianto e della capacità produttiva cumulata dello stesso, è pari a:

– 115 euro/MWh, per impianti agricoli di capacità produttiva pari o inferiore a 100 Smc/h;

– 110 euro/MWh, per impianti agricoli di capacità produttiva superiore a 100 Smc/h;

– 62 euro/MWh impianti alimentati da rifiuti organici (di qualsiasi capacità produttiva);

2) tariffa offerta, calcolata applicando alla tariffa di riferimento la riduzione percentuale offerta dal soggetto richiedente in fase di partecipazione alla procedura;

3) tariffa spettante, calcolata applicando alla tariffa offerta l’eventuale ulteriore riduzione prevista nel caso in cui si verifichi il mancato rispetto dei tempi massimi previsti per l’entrata in esercizio dell’impianto.

Come partecipare al bando per la produzione di biometano

Le richieste di partecipazione alla procedura competitiva possono essere trasmesse dalle ore 12 del 30 gennaio 2023 alle ore 12 del 31 marzo 2023, per via telematica mediante l’applicazione informatica predisposta dal GSE (https://areaclienti.gse.it/).

I soggetti richiedenti in fase di partecipazione devono formulare la propria offerta di riduzione percentuale sulla tariffa di riferimento posta a base d’asta.

La diminuzione non può essere inferiore all’1%.

La graduatoria sarà formata dal GSE entro il 29 giugno 2023 applicando, in ordine gerarchico, i seguenti criteri di priorità:

– maggiore riduzione percentuale offerta sulla tariffa di riferimento;

– maggiore riduzione delle emissioni di GHG rispetto ai valori percentuali minimi previsti, pari al 65% per la destinazione nel settore dei trasporti e al 80% per gli altri usi;

– anteriorità della data ultima di completamento della domanda di partecipazione alla procedura.

L’obiettivo è arrivare al 30 giugno ’26 con una produzione aggiuntiva di biometano di 2.3 mld di m3

Il Gestore dei Servizi Energetici, con la pubblicazione da parte del MASE del decreto direttoriale che approva le Regole Applicative del Decreto Ministeriale n. 340 del 15 settembre, ha reso disponibile, sulla pagina dedicata all’attuazione delle misure PNRR del proprio sito, le Regole Applicative per accedere agli incentivi previsti per la produzione di Biometano immesso nella rete nazionale del gas naturale.

La misura, inserita nella Missione 2, Componente 2, Investimento 1.4, del PNRR e denominata “Sviluppo del biometano, secondo criteri per promuovere l’economia circolare“, è finalizzata a supportare, tra gli altri, la realizzazione di nuovi impianti per la produzione di biometano e la riconversione a biometano di impianti di biogas agricoli esistenti.

L’obiettivo della misura, sostenuta con 1,73 miliardi di euro previsti dal PNRR, è quello di raggiungere, entro il 31 dicembre 2023, una produzione aggiuntiva di biometano pari ad almeno 0,6 miliardi di m3 e, entro il 30 giugno 2026, una produzione aggiuntiva di biometano pari ad almeno 2,3 miliardi di m3.

Gli incentivi previsti dal Decreto verranno assegnati mediante procedure competitive pubbliche (aste a ribasso) e le domande per l’acceso al primo bando dovranno esser presentate, attraverso la sezione dedicata dall’Area clienti dal sito del Gestore dei Servizi Energetici S.p.A., dalle ore 12 del 30 gennaio fino alle ore 12 del 31 marzo 2023.

Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina dedicata del sito del MASE.

Decreto Sviluppo Biometano: i contributi per impianti green

Il Decreto del Ministero della Transazione ecologica introduce nuovi incentivi per la realizzazione o la riconversione ed il miglioramento di impianti per la produzione di biometano. Conosciamo quindi nel dettaglio il nuovo Decreto Sviluppo Biometano: previsti contributi a fondo perduto e tariffe incentivanti

Tra gli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) figura la Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, che include la componente 2.2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, nel cui ambito è inserito l’Investimento 1.4., denominato “Sviluppo Biometano, secondo criteri per promuovere l’economia circolare”. L’investimento trova attuazione nel Decreto del Ministero della Transizione ecologica del 15 settembre 2022, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 ottobre 2022. Parliamo del c.d. Decreto Sviluppo Biometano.

In particolare l’Italia stanzia 1,7304 miliardi di euro da destinare al finanziamento dei seguenti interventi:

  • realizzazione di nuovi impianti per la produzione di biometano;
  • riconversione e miglioramento dell’efficienza degli impianti di biogas agricoli esistenti verso la produzione di biometano per i trasporti, il settore industriale ed il riscaldamento.

Una nota di rilievo: i criteri di selezione, le date di apertura e di chiusura per le domande e le modalità di partecipazione saranno pubblicate con successivo Bando del MiTe.

Decreto Sviluppo Biometano: il requisito oggettivo

Il decreto ha dunque la finalità di sostenere la produzione di biometano immesso nella “rete del gas naturale”, da impianti

  • di nuova realizzazione alimentati da matrici agricole e da rifiuti organici, o
  • da impianti per la produzione di elettricità da biogas agricolo oggetto di riconversione.

Per “rete del gas naturale” si intendono tutte le reti ed i sistemi di trasporto e distribuzione del gas naturale e del biometano, incluse le reti con obbligo di connessione di terzi, gli impianti che permettono la liquefazione fisica o virtuale situati anche in luoghi diversi dai siti di produzione del biometano e che ricevono il biometano tramite la rete del gas naturale, i mezzi di trasporto del gas naturale sia allo stato gassoso che liquido, e i distributori di gas naturale liquido o gassoso per i trasporti, anche ad uso privato.

Accedono agli incentivi del presente decreto esclusivamente gli interventi non avviati prima della pubblicazione della graduatoria del bando attuativo.

Le scadenze da tenere a mente

Al fine di massimizzare il tasso di realizzazione degli interventi, sono previste specifiche modalità di riallocazione della quota dei contingenti non assegnati. 

Nr.ProceduraApertura proceduraChiusura proceduraLimite pubblicazione graduatoriaContingente disponibile[Smc/h]
130/01/202331/03/202329/06/202367.000
214/07/202312/09/202311/12/202371.250
322/12/202320/02/202420/05/202423.750
43/06/20242/08/202431/10/202471.250
518/11/202417/1/202517/04/202523.750
TOTALE   257.000

Nel caso in cui il contingente totale di capacità produttiva disponibile non sia esaurito con la quinta procedura, il decreto prevede la possibilità di apertura di nuove procedure fino all’esaurimento delle risorse disponibili (in ogni caso non oltre il 1° gennaio 2026).

L’obiettivo è arrivare al 30 giugno ’26 con una produzione aggiuntiva di biometano di 2.3 mld di m3

Il Gestore dei Servizi Energetici, con la pubblicazione da parte del MASE del decreto direttoriale che approva le Regole Applicative del Decreto Ministeriale n. 340 del 15 settembre, ha reso disponibile, sulla pagina dedicata all’attuazione delle misure PNRR del proprio sito, le Regole Applicative per accedere agli incentivi previsti per la produzione di Biometano immesso nella rete nazionale del gas naturale.

La misura, inserita nella Missione 2, Componente 2, Investimento 1.4, del PNRR e denominata “Sviluppo del biometano, secondo criteri per promuovere l’economia circolare“, è finalizzata a supportare, tra gli altri, la realizzazione di nuovi impianti per la produzione di biometano e la riconversione a biometano di impianti di biogas agricoli esistenti.

L’obiettivo della misura, sostenuta con 1,73 miliardi di euro previsti dal PNRR, è quello di raggiungere, entro il 31 dicembre 2023, una produzione aggiuntiva di biometano pari ad almeno 0,6 miliardi di m3 e, entro il 30 giugno 2026, una produzione aggiuntiva di biometano pari ad almeno 2,3 miliardi di m3.

Gli incentivi previsti dal Decreto verranno assegnati mediante procedure competitive pubbliche (aste a ribasso) e le domande per l’acceso al primo bando dovranno esser presentate, attraverso la sezione dedicata dall’Area clienti dal sito del Gestore dei Servizi Energetici S.p.A., dalle ore 12 del 30 gennaio fino alle ore 12 del 31 marzo 2023.

Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina dedicata del sito del MASE.

LINK Investimento 1.4 – Sviluppo del biometano, secondo criteri per promuovere l’economia circolare

Si segnala che saranno previste due procedure competitive l’anno fino all’esaurimento dei contingenti e in ogni caso non oltre il 1° gennaio 2026.

Ogni procedura competitiva avrà una durata di sessanta giorni. Entro novanta giorni dalla chiusura di ogni singola procedura e verrà pubblicata dal GSE la relativa graduatoria dei progetti ammessi, dando evidenza dei progetti collocatisi in posizione utile ai fini dell’accesso agli incentivi.

I progetti aggiudicatari del bando dovranno poi concretizzarsi con l’entrata in esercizio degli impianti al più tardi:

  • entro diciotto mesi dalla data di pubblicazione della graduatoria medesima, per gli impianti alimentati da matrici agricole;
  • entro ventiquattro mesi dalla data di pubblicazione della graduatoria medesima, per gli impianti alimentati da rifiuti organici.

I soggetti titolari degli impianti comunicano al GSE la data di entrata in esercizio entro i trenta giorni successivi all’avvio dell’esercizio stesso. Successivamente all’entrata in esercizio degli impianti ogni soggetto titolare avrà la facoltà di svolgere una fase di avviamento e collaudo dell’impianto medesimo secondo tempistiche e modalità che saranno definite nel decreto MiTe di prossima emanazione, al termine della quale comunicherà al GSE la data di entrata in esercizio commerciale.

Il Decreto Sviluppo Biometano: il contributo in conto capitale

Agli impianti di produzione di biometano è riconosciuto un incentivo fisso composto da un contributo in conto capitale sulle spese ammissibili dell’investimento sostenuto, nei limiti del costo massimo di investimento ammissibile e secondo le percentuali indicate in allegato 1 (di seguito riportato).

Il contributo in conto capitale verrà erogato a seguito della comunicazione di entrata in esercizio degli impianti, previa approvazione del GSE in merito agli esiti relativi all’istruttoria tecnica.

Sono considerate spese ammissibili, ai fini dell’erogazione del contributo in conto capitale:

  1. costi di realizzazione ed efficientamento dell’impianto quali le infrastrutture e i macchinari necessari per la gestione della biomassa e del processo di digestione anaerobica, per lo stoccaggio del digestato, la realizzazione dell’impianto di purificazione del biogas, la trasformazione, compressione e conservazione del biometano e della CO2, la realizzazione degli impianti e delle apparecchiature per l’autoconsumo aziendale del biometano;
  2. le attrezzature di monitoraggio e ossidazione del biometano, dei gas di scarico e di monitoraggio delle emissioni fuggitive;
  3. i costi di connessione alla rete del gas naturale;
  4. costi per l’acquisto o acquisizione di programmi informatici funzionali alla gestione dell’impianto;
  5. le spese di progettazione, direzione lavori, collaudo, consulenze, studi di fattibilità, acquisto di brevetti e licenze, connessi alla realizzazione dei sopraindicati investimenti, nella misura massima complessiva del 12% della spesa totale ammissibile;
  6. costi per la fase di compostaggio del digestato.

L’imposta sul valore aggiunto (IVA) è ammissibile alle agevolazioni, salvo il caso in cui sia recuperabile ai sensi della legislazione sull’IVA.

Decreto Sviluppo Biometano: la tariffa incentivante

Agli impianti di produzione di biometano è inoltre riconosciuto un incentivo variabile composto da una tariffa incentivante applicata alla produzione netta di biometano per una durata di quindici anni ed erogata dalla data di entrata in esercizio dell’impianto.

Ci sono due possibili tariffe incentivanti, ossia:

  1. per gli impianti di capacità produttiva pari o inferiore a 250 Smc/h che immettono biometano nelle reti con obbligo di connessione di terzi, è possibile richiedere una tariffa omnicomprensiva;
  2. per gli impianti di capacità produttiva superiore a 250 Smc/h, nonché per tutti gli impianti di produzione che immettono biometano nelle reti del gas naturale diverse dalle reti con obbligo di connessione di terzi, spetta una tariffa premio.

Nel primo caso le garanzie di origine sono emesse e contestualmente trasferite a titolo gratuito al GSE e vengono considerate nella disponibilità di quest’ultimo che provvede ad assegnarle mediante procedure concorrenziali e conformemente ai decreti attuativi di cui all’art. 46 del decreto legislativo n. 199 del 2021. Invece, nel secondo caso le garanzie di origine vengono assegnate al produttore.

Si segnala che entrambi gli inventivi, conto capitale e tariffa incentivante, non sono cumulabili con altri incentivi pubblici o regimi di sostegno comunque denominati destinati ai medesimi progetti. Resta però ferma la possibilità di accesso al meccanismo del ritiro dedicato dell’energia di cui all’art. 14, commi 3 e 4, del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, in riferimento alla eventuale produzione di energia elettrica.

I criteri di selezione dei progetti

L’ordine di graduatoria dei vari progetti presentati sarà determinato con i seguenti requisiti in ordine di importanza:

  • maggiore ribasso percentuale offerto rispetto alla pertinente tariffa di riferimento;
  • maggiore conformità del biometano oggetto della produzione ai criteri stabiliti dalla direttiva 2018/2001/UE ai fini del rispetto del principio «non arrecare un danno significativo», ai pertinenti requisiti di cui all’allegato VI, nota 8, del regolamento 2021/241/UE, nonché ad almeno uno dei seguenti requisiti in materia di sostenibilità:
    1. per gli impianti che producono biometano destinato al settore dei trasporti a partire da materie prime utilizzabili per la produzione di biocarburanti avanzati di cui all’allegato VIII al decreto legislativo n. 199 del 2021, una riduzione di almeno il 65% delle emissioni di gas a effetto serra mediante l’uso della biomassa;
    2. per gli impianti che producono biometano destinato ad altri usi, una riduzione di almeno l’80% delle emissioni di gas a effetto serra mediante l’uso della biomassa.

Vedi anche:

NWL 458 Finanziamento a  FONDO PERDUTO per sostenere la produzione di BIOMETANO immesso nella rete del gas naturale – Ministero della Transizione Ecologica – PNRR M2C2I1.4

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