MANOVRA 2021: LE ANTICIPAZIONI 2021-2022 DEL NUOVO PIANO TRANSIZIONE 4.0

RAMSES GROUP NEWS n.121 – 9 novembre 2020

PREPARATI!

Investire in beni materiali strumentali nuovi 4.0

in Ricerca-sviluppo innovazione e design

in Formazione 4.0 dal 2021

è ancora più conveniente!

Incentivi 4.0, il nuovo piano da novembre fino al 2022

Proroga e rafforzamento degli incentivi del Piano Transizione 4.0: credito d’imposta beni materiali e immateriali 4.0, beni materiali generici, ricerca & sviluppo e innovazione, nonché formazione 4.0.

È quanto emerge dal Documento Programmatico di Bilancio – DPB inviato alla Commissione UE, che anticipa le misure del disegno di legge di Bilancio 2021. Nello specifico, dovrebbero aumentare le aliquote agevolative e i massimali di spesa. Potrebbe, inoltre, ridursi il periodo di compensazione in F24 ed essere introdotta l’opzione della cessione dei crediti d’imposta.

Il Piano Transizione 4.0 verrà esteso al 2021 e rimodulato. È scritto nero su bianco nel Documento Programmatico di Bilancio (DPB) inviato alla Commissione Europea, che anticipa le misure della legge di Bilancio 2021. 

Si punta a un rinnovo triennale del Pacchetto Transizione 4.0, con la possibilità di introdurre per tutte le misure la cessione del credito già prevista per altri incentivi fiscali.

Il testo definitivo della Legge di Bilancio sarà approvato entro il 31 dicembre 2020.

La nuova versione degli incentivi 4.0 partirà, retroattivamente, per investimenti effettuati a partire da novembre 2020. E saranno coperte spese fino al 2022, con consegna dei beni possibile fino a giugno 2023 se si paga un acconto di almeno il 20%. A meno di imprevisti dell’ultimo minuto, è questo il compromesso raggiunto tra ministero dello Sviluppo e ministero dell’Economia rispetto all’ipotesi iniziale di una proroga fino a tutto il 2023 del piano Transizione 4.0, in scadenza a fine 2020.

Il periodo minimo di compensazione dei crediti d’imposta scende dagli attuali 5 a 3 o 1 anno. Nel caso dei beni strumentali funzionali alla digitalizzazione (l’ex iperammortamento) scatta anche l’anticipazione della fruizione già dall’anno di investimento. Per il resto, il nuovo Piano che entrerà nella legge di bilancio presenta ritocchi al rialzo di aliquote e massimali di investimento. Il costo stimato dai tecnici del ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli è di circa 25 miliardi spalmati lungo tutto il periodo di compensazione: in manovra, per finanziare l’operazione, sarà costituito un Fondo Recovery Plan-Transizione 4.0 agganciato alle risorse europee.

Beni strumentali tradizionali

Per quanto riguarda il credito d’imposta sui beni strumentali materiali non 4.0 (l’ex superammortamento) l’aliquota, solo per il 2021, salirà dal 6 al 10% per investimenti effettuati da soggetti con ricavi o compensi inferiori a 5 milioni (per i quali il termine di compensazione viene ridotto a 1 anno). Nel caso si tratti di beni funzionali allo smart working si sale invece al 15%. L’agevolazione del 6% viene poi estesa anche ai beni immateriali (software) non legati a processi 4.0.

Beni strumentali 4.0

Il credito d’imposta per i beni interconnessi 4.0 viene rafforzato con una clausola di décalage

Nella prima fascia, nel 2021, il limite di investimento sale da 2,5 a 4 milioni e il beneficio fiscale dal 40 al 50%, poi nel 2022 si torna ai livelli attuali. 

Nella seconda fascia, da 4 milioni a 10 milioni, il beneficio sale dal 20 al 30% nel 2021, poi c’è il ritorno all’intensità attuale. 

Terza fascia : tornano anche gli incentivi per investimenti oltre 10 milioni (e fino a 20 milioni) che erano stati eliminati tra le proteste delle imprese, ma l’agevolazione è solo del 10% sia per il 2021 sia per il 2022.


– primo limite di spesa: investimenti fino a 4 milioni (in luogo degli attuali 2,5 milioni di euro). Il beneficio andrebbe al livello attuale del 50% del costo;

– secondo limite di spesa: investimenti tra 4 e 10 milioni (in luogo dell’attuale soglia tra 2,5 e 10 milioni di euro). Anche in tal caso, la misura del credito d’imposta andrebbe al 300% del costo;

– terzo limite di spesa (nuovo rispetto alla disciplina vigente): investimenti tra 10 e 20 milioni. Il credito di imposta dovrebbe essere pari al 10% del costo.

Attenzione però: le nuove aliquote varranno solo per il 2021, mentre nel 2022 tornerebbero ai valori attuali.

Il periodo di compensazione dei crediti d’imposta, attualmente fissato a 5 anni, scenderebbe a 3 anni a partire già dall’anno in cui si verifica l’interconnessione.

Per i beni 4.0, come detto, l’utilizzo del credito diventa possibile già dall’anno dell’investimento (fa fede l’avvenuta interconnessione digitale) e non dal 1° gennaio successivo.

I software

Per quanto riguarda i beni immateriali ricompresi nell’allegato B (i cosiddetti software 4.0), l’aliquota attuale del 15% verrebbe innalzata al 20%, con un massimale che salirebbe da 700.000 euro a 1 milione (anche in questo caso soltanto per il primo dei due anni di vigenza della nuova piattaforma).

Importante novità è che sarebbe introdotto un incentivo anche per l’acquisizione di altri software non riconducibili espressamente ai processi di digital transformation secondo il paradigma di Industria 4.0. In questo caso, il credito d’imposta è pari al 6%.

Il periodo di compensazione per i beni immateriali viene portato a 1 anno

Credito d’imposta per Ricerca, Sviluppo, Innovazione

Anche per il credito d’imposta per Ricerca, Sviluppo, Innovazione ci sarebbero significative novità.

Il credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo, attualmente pari al 12% con massimale di 3 milioni, salirebbe al 20% con massimale a 5 milioni.

Il credito d’imposta per le attività di innovazione tecnologica salirebbe invece dall’attuale 6% al 10% con massimale in aumento da 1,5 a 3 milioni.

L’attuale aliquota riservata ai progetti di innovazione volti ad favorire digitalizzazione e sostenibilità, che oggi vale il 10%, verrebbe portata al 15%.

Infine, il credito d’imposta per le attività di design e ideazione estetica, attualmente pari al 6%, sarebbe alzato al 15% con raddoppio del tetto da 1,5 milioni a 3 milioni.

Le nuove aliquote e i massimali relativi al credito d’imposta per le attività di Ricerca, Sviluppo e Innovazione sarebbero valide per tutti i due anni di proroga e non solo per il primo, come invece nel caso dei beni strumentali.

La formazione 4.0

Novità in vista anche per l’incentivo meno “amato dagli Italiani”, cioè il credito d’imposta per la cosiddetta Formazione 4.0. Al momento la misura copre, con aliquote differenziate comprese tra il 30% e il 50% a seconda delle dimensioni aziendali, il costo orario della manodopera occupata nei percorsi di formazione. Per esempio, una piccola impresa che organizza un corso da 20 ore per tre dipendenti il cui costo orario è pari a 20 euro l’ora riceve un credito d’imposta di 600 euro (3 x 20 x 20 x 50%).

La novità sarebbe che tra i costi ammissibili, come richiesto a più riprese dagli imprenditori, siano incluse anche le spese dirette (leggasi il costo dei formatori ed eventuali spese connesse, ad esempio l’affitto del locale o di attrezzature strettamente necessarie) e non solo il costo orario dei dipendenti in formazione.

Fonte Il sole 24 oreInnovation post


Verso la Manovra 2021: sgravi, aiuti, bonus e nuove lauree. Ecco cosa cambia

Un breve focus sulla manovra 2021 in vigore fino al 2023: sgravi per chi assume, aiuti a fondo perduto, bonus e nuove lauree abilitanti senza esame di Stato

Il Consiglio dei Ministri ha approvato nei giorni scorsi il disegno di legge relativo al bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e al bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023. La Manovra per il 2021 vale circa 39 miliardi di euro, di cui 15 miliardi quale anticipo sulla dotazione del Fondo Next Generation EU per l’Italia.

Il Documento Programmatico di Bilancio per il 2021 è già stato trasmesso a Bruxelles.

>VEDI IL TESTO DEL DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI BILANCIO

LE MISURE PER L’ECONOMIA

Per soddisfare il bisogno di liquidità delle imprese vengono prorogate di 6 mesi tutte le misure nazionali di sostegno, dalla moratoria sui mutui alle garanzie pubbliche fornite dal Fondo Garanzia PMI e da SACE.

E’ stato istituito un fondo da 4 miliardi di euro a sostegno dei settori maggiormente colpiti durante l’emergenza COVID.

E’ previsto un nuovo stanziamento di 1,5 miliardi di euro per le misure a favore dell’internazionalizzazione delle imprese gestite dalla SIMEST.

Sono inoltre prorogate le misure a sostegno della ripatrimonializzazione delle piccole e medie imprese.

Alto tassello importante della Manovra è costituito dal rifinanziamento del Piano Transizione 4.0, che nel testo approvato copre attualmente solo il 2021, ma il Governo conta su un rinnovo triennale con un incremento delle aliquote per l’anno prossimo.

Sono in arrivo nuovi fondi per la Sabatini, Contratti di Sviluppo, e il Voucher per l’Innovation Manager come già anticipato nel Decreto Agosto

Il Ministero dello Sviluppo Economico potrà inoltre contare su altri 5,3 miliardi di euro a valere sul Fondo investimenti che vale 50 miliardi di euro per i prossimi 15 anni.

La versione definitiva della Legge di Bilancio per il 2021 arriverà alle Camere solo a fine mese.

Per soddisfare il bisogno di liquidità delle imprese vengono prorogate di 6 mesi tutte le misure nazionali di sostegno, dalla moratoria sui mutui alle garanzie pubbliche fornite dal Fondo Garanzia PMI e da SACE.

Viene istituito un fondo da 4 miliardi di euro a sostegno dei settori maggiormente colpiti durante l’emergenza COVID.

E’ previsto un nuovo stanziamento di 1,5 miliardi di euro per le misure a favore dell’internazionalizzazione delle imprese gestite dalla SIMEST.

Sono inoltre prorogate le misure a sostegno della ripatrimonializzazione delle piccole e medie imprese.

Alto tassello importante della Manovra è costituito dal rifinanziamento del Piano Transizione 4.0, che nel testo approvato copre attualmente solo il 2021, ma il Governo conta su un rinnovo triennale con un incremento delle aliquote per l’anno prossimo.

Come già anticipato nel Decreto Agosto sono in arrivo nuovi fondi per la Sabatini, Contratti di Sviluppo, e il Voucher per l’Innovation Manager.

Il Ministero dello Sviluppo Economico potrà inoltre contare su altri 5,3 miliardi di euro a valere sul Fondo investimenti che vale 50 miliardi di euro per i prossimi 15 anni.

Legge di Bilancio 2021: misure a sostegno del lavoro

Uno dei primi temi affrontati dal Governo nella stesura del testo delle Legge di Bilancio 2021 – cosiddetta Manovra finanziaria 2021 – è stato quello del lavoro. Un lavoro che manca sempre di più in un periodo di crisi economica che ha colpito ormai tutti i settori produttivi. Per poter fronteggiare la possibile perdita di lavoro e incentivare le assunzioni sono state inserite alcune misure di vantaggio per cittadini e imprese. Sono quindi 4 i capitoli dedicati a questo tema all’interno del documento: vanno dal blocco dei licenziamenti agli incentivi per le nuove assunzioni sia per giovani sia per disabili, dalla proroga della cassa integrazione fino al finanziamento dei bonus per le partite IVA.

In particolare, è prevista una decontribuzione in tutto il Paese per attivare nuovi posti di lavoro per i giovani al di sotto dei 35 anni di età. In vigore già da ottobre ma estesi anche ai prossimi tre anni – fino al 2023 – quindi, l’azzeramento dei contributi per i neoassunti under 35 anni e il taglio del 30% dei contributi per tutti i dipendenti che hanno la propria sede di lavoro nel Mezzogiorno. Nuove misure previste anche per l’assunzione di dipendenti disabili

Altre misure a sostegno dei lavoratori prevedono la possibile proroga della cassa integrazione causa Covid-19 per quelle aziende che l’hanno già esaurita. Infine, possibile introduzione di misure a sostegno delle partite IVA, a cominciare da un nuovo contributo a fondo perduto (800 milioni di euro per esaurire le richieste già ricevute e non ancora erogate) e da una dote aggiuntiva di risorse – si parla di un ammontare complessivo compreso tra uno e tre miliardi di euro – per rifinanziare il bonus riservato alle partite IVA. 

Legge di Bilancio 2021: la riforma fiscale

Se ne è parlato sino allo sfinimento di questa nuova riforma fiscale che – alla fine – ha trovato spazio all’interno della Manovra finanziaria del 2021. Anche per tutto il prossimo anno, quindi, rimarranno in vigore – come annunciato dal ministro Roberto Gualtieri – il taglio del cuneo fiscale (per i cittadini con un limite di reddito compreso tra i 28.000 e i 40.000 euro) e gli sgravi per le imprese che assumeranno nuovi dipendenti nel Mezzogiorno. Confermato anche l’assegno unico per i figli a carico da luglio 2021 anche per gli autonomi e gli incapienti. 

Sulla riforma fiscali non vi sono ancora certezze, ma tante le ipotesi che balzano su tutti i giornali. L’obiettivo, dunque, potrebbe essere la riduzione del peso fiscale sul ceto medio, con una conseguente rimodulazione degli scaglioni per l’Irpef (imposta sui redditi). Un’altra ipotesi, inoltre, potrebbe essere quella dell’introduzione di una detrazione fiscale fino al 2% del reddito totale per quelle famiglie il cui reddito complessivo è compreso tra i 55 mila e i 75 mila euro all’anno. Infine, spunta anche l’ipotesi di un taglio proporzionale al variare del reddito.

Legge di Bilancio 2021: fondi anche per la sanità

L’impegno del Governo nel sostenere tutti gli strati sociali e tutti i settori produttivi italiani prosegue anche nella sanità. Saranno almeno 4 miliardi i fondi stanziati dallo Stato a sostegno del personale medico e infermieristico. Sono previste anche ulteriori assunzioni di medici e infermieri per fronteggiare il periodo di pandemia da Covid-19: 30.0000 le assunzioni totali che intende fare lo Stato. Il contratto per queste categorie potrebbe essere a tempo indeterminato.

Infine, è stato ampliato anche il Fondo Sanitario Nazionale – con fondi fino a un miliardo di euro – ed è stato istituito un fondo per l’acquisto di vaccini.

Scuola, università e cultura: gli aiuti del Governo

Capitolo a parte quello degli istituti scolastici di ogni ordine e grado: dalla scuola materna alla scuola elementare, dagli istituti inferiori e superiori fino alle università pubbliche o private. Il Governo ha previsto anche per la scuola importanti risorse che andranno a sostenere l’istruzione e la sicurezza die ragazzi negli edifici scolastici.

Lo stanziamento di 1,2 miliardi di euro previsto dal Governo – in particolare – potrebbe portare all’assunzione di 25.000 insegnanti di sostegno, mentre saranno 1,5 miliardi i fondi messi in campo per fronteggiare i problemi legati all’edilizia scolastica. Per quanto riguarda, invece, il settore accademico e universitario, sono previsti 2,4 miliardi di euro per l’edilizia o per eventuali progetti di ricerca. Infine, il Governo ha riservato – nella Legge di Bilancio per il 2021 – 500 milioni di euro ogni anno per il diritto allo studio e ulteriori 500 milioni di euro soltanto per le Università. 

Infine, per i settori legati alla cultura, al cinema e al teatro è previsto uno stanziamento di 600 milioni di euro. 

Legge di Bilancio 2021: novità per le imprese

Tante le novità anche per le Imprese 4.0 nella Legge di Bilancio del 2021. Nel dettaglio, il Governo ha previsto un Piano di investimento per rendere il nostro Paese più attrattivo agli occhi dei Paesi esteri. Allo studio dell’esecutivo c’è anche un programma per far rientrare in Italia tutte le produzioni che hanno subito una delocalizzazione all’estero e un piano straordinario per la formazione a livello 4.0.

Importanti anche le produzioni e le misure strategiche che spingano verso processi di innovazione, oltre all’introduzione di tecnologie di frontiera e alla diffusione delle competenze digitali all’interno di ciascuna realtà aziendale italiana.

Capitolo Pensioni: riforma e rivalutazioni

Oltre alla conferma anche per il 2021 dell’Ape Sociale e dell’Opzione Donna, il Governo sta pensando anche a una nuova riforma pensioni 2021 e a una rivalutazione a livello previdenziale. Allo studio possibili opzioni aggiuntive rispetto all’attuale Quota 100, che sta scatenando numerosi dibattiti in tutta la maggioranza.

È prevista – in particolare – una rivalutazione del lavoro part time, con l’equiparazione del parti time verticale ai livelli di quello orizzontale. Rimangono comunque da discutere, all’interno della maggioranza di governo, la questione relativa agli esodati e quella in merito alla quattordicesima per tutti i cittadini che percepiscono una pensione non superiore a 1.500 euro al mese.

Decontribuzione al Sud

La manovra conferma 5,7 miliardi per rinnovare nel 2021 la decontribuzione al Sud e stanzia 1 miliardo per il credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno.

Da luglio assegno unico per le famiglie

Partirà da luglio 2021 “una grande riforma per le famiglie, con l’introduzione dell’assegno unico che viene esteso anche agli autonomi e agli incapienti”, si legge nel comunicato diffuso al termine del Cdm. Per l’assegno le risorse aggiuntive dovrebbero essere di 3 miliardi per il prossimo anno, mentre a regime vengono stanziati 8 miliardi di euro annui per la riforma fiscale, che comprende l’assegno universale, ai quali si aggiungeranno le risorse derivanti dalle maggiori entrate fiscali che confluiranno nell’apposito fondo ‘per la fedeltà fiscale’. Nella legge di bilancio, aggiunge la nota, “viene inoltre prolungata la durata del congedo di paternità”.

Contributi per le assunzioni

Vengono azzerati per tre anni i contributi per le assunzioni degli under-35 a carico delle imprese operanti su tutto il territorio nazionale

Sgravi 

assunzioni e aiuti al Sud (il Governo prevede un importante taglio del cuneo fiscale per le imprese che assumono under 35: si tratta del 30% dei contributi a carico del datore per i prossimi 3 anni. Trova conferma il regime di fiscalità di vantaggio per le regioni del sud, per le quali vengono stanziati 13,4 miliardi di euro per i prossimi 3 anni (2021-2023). Vi si aggiunge anche la proroga del credito d’imposta per gli investimenti nel Meridione.

Moratoria

mutui e sostegno alle imprese (4 miliardi di euro per i settori imprenditoriali in difficoltà a causa del Covid-19)

Famiglie

Tra le novità della manovra, a partire da luglio 2021 sarà previsto lo stanziamento di 3 miliardi di euro per finanziare l’assegno unico per ogni figlio a carico dal settimo mese fino ai 21 anni di età. Si tratta circa di un assegno fisso tra i 200 e i 250 euro al mese in base all’Isee e all’età del bambino, elementi che dovranno essere determinati nei decreti attuativi. Per i figli successivi al secondo, poi, l’importo è maggiorato del 20%, mentre nel caso di figli disabili la maggiorazione può arrivare anche al 50%.

Manovra 2021: Contributi zero per gli under 25, agevolazione per tre anni

La ricetta sul mercato del lavoro che vale fino al 2023, contenuta nelle legge di Bilancio è questa: attuare delle decontribuzioni per creare nuovi posti di lavoro under 35 in tutto il paese e anche per gli over 35 al Sud d’Italia. Come si apprende dal Corriere della Sera i contributi vengono azzerati per i neoassunti fino a 35 anni e viene attuato un taglio del 30% dei contributi a carico delle imprese (già in vigore da ottobre, ma adesso esteso a 3 anni) per tutti i dipendenti la cui sede di lavoro si trova in una regione del Sud. L’azzeramento per dei contributi, spiega palazzo Chigi, è finalizzato proprio a favorire l’occupazione giovanile. «Il taglio del 30% dei contributi al Sud — spiega il ministro Giuseppe Provenzano — è concepito in una fase in cui occorre evitare il collasso occupazionale».

Manovra 2021: stop alle cartelle con proroga fino a fine anno 

Da quello che si apprende dal Corriere della Sera: lo stop all’invio delle cartelle fiscali, introdotto a marzo e scaduto venerdì scorso, viene prorogato fino alla fine dell’anno. Ad essere congelata non è solo l’attività di notifica, che finora ha fermato 9 milioni di provvedimenti. Ma anche il pagamento delle cartelle già ricevute e tutti gli altri atti dell’Agenzia della riscossione, come le ingiunzioni e i pignoramenti. Sempre al 31 dicembre viene prorogato il periodo durante il quale si decade dalla rateizzazione con il mancato pagamento di 10 rate, anziché 5. Per consentire uno smaltimento graduale delle cartelle di pagamento che si sono già accumulate, è inoltre introdotto il differimento di 12 mesi del termine entro il quale avviare alla notifica le cartelle.

Manovra 2021: assegno unico ai figli 

Per il taglio dell’Irpef, fa sapere il Corriere della Sera, che sarebbe dovuto partire nel 2021 ma è stato rinviato all’anno successivo, ci sono per ora 2,5 miliardi di euro. Pochini, visto che si era parlato di una dote di almeno 10 miliardi di euro. Per l’intera riforma fiscale a regime, a partire dal 2022, vengono previsti in tutto 8 miliardi di euro. Ma quasi 6 sono già destinati all’assegno unico per i figli, che nel 2021 ne avrà invece 3. Solo il resto potrà dunque essere destinato al taglio dell’Irpef. Si tratta tuttavia di una dote che può crescere, alimentata dal nuovo fondo per la fedeltà fiscale, che raccoglierà i frutti della lotta all’evasione fiscale. E da altri interventi, come la revisione delle agevolazioni fiscali e dei sussidi dannosi, spesso annunciati ma poi rinviati.

Manovra 2021: contributi a fondo perduto per le piccole e medie imprese

I 4 miliardi per l’emergenza Covid saranno destinati a una nuova edizione del contributo a fondo perduto per commercianti e piccole imprese in difficoltà, seconod quanto riportato dal Corriere. Un’altra ipotesi è quella del credito d’imposta, cioè dello sconto sulle tasse future, ma vista la situazione critica di diverse attività sembra uno strumento poco efficace. I settori che avranno diritto al contributo saranno individuati nelle prossime settimane, in base alle chiusure e alle misure restrittive che potrebbero essere decise nei prossimi giorni. Nella prima edizione il contributo a fondo perduto era riservato alle attività con un fatturato inferiore ai 5 milioni di euro. E che ad aprile avevano perso almeno un terzo del loro giro d’affari rispetto allo stesso mese nel 2019. 

Manovra 2021: lauree abilitanti per dentisti, farmacisti, veterinari e psicologi 

Come si apprende dal Corriere della Sera arriva una «radicale semplificazione» dell’accesso alle professioni regolamentate: basterà la laurea magistrale per l’esercizio delle professioni di odontoiatra, farmacista, veterinario e psicologo. Un disegno di legge prevede che il tirocinio sia svolto all’interno dei corsi di laurea e che, di conseguenza, l’esame conclusivo divenga anche la sede nella quale espletare l’esame di Stato di abilitazione. Semplificazione anche per le qualifiche di geometra laureato, agrotecnico laureato, perito agrario laureato e di perito industriale laureato. «Una riforma per rendere più agevole il lavoro e l’accesso alle professioni da parte dei giovani», ha sottolineato il ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi. 

Fonte Affari italiani  – Trend on-line


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