Le agevolazioni previste nella Finanziaria 2020 sono al palo

DOPO DUE MESI ENTRO CUI SI DOVEVANO DISCIPLINARE DIVERSI SOSTEGNI ALLE IMPRESE COME DA LEGGE BILANCIO 2020 TUTTO E’ FERMO

Mentre si parla di mettere in campo nuovi strumenti a supporto delle imprese, non sono ancora uscite le istruzioni su diverse agevolazioni tra quelle introdotte dalla legge di Bilancio per il 2020.

Per le agevolazioni modificate dalla stessa legge, invece, mancano ancora gli aggiornamenti ai sistemi informatici che ne permettono l’utilizzo. A titolo esemplificativo, non hanno nuove istruzioni le agevolazioni per il credito di imposta alla ricerca e all’innovazione, mentre per il credito di imposta al Mezzogiorno e per la nuova operatività Sabatini non sono stati ancora adeguati i modelli.

Per quanto riguarda i contributi per innovazione, l’unico documento a supporto è il manuale di Oslo, già richiamato dalla legge, che però deve essere calato nella nostra realtà con un apposito provvedimento.

Il credito d’imposta per R&S e innovazione è in attesa di definizione

Sono scaduti i 60 giorni che la legge di Bilancio 2020 concedeva per la pubblicazione del decreto del Ministro dello sviluppo economico che dovrebbe dettare i criteri per la corretta applicazione delle definizioni di attività di ricerca fondamentale, di ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico o tecnologico, come previste dalla disciplina degli aiuti di Stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazione. Il decreto dovrà tenere conto dei princìpi generali e dei criteri contenuti nel Manuale di Frascati dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse). Questo provvedimento è molto atteso sia alla luce dell’ampliamento della platea delle attività agevolabili all’innovazione, sia alla luce delle difficoltà che le imprese hanno registrato nel corso degli anni per circoscrivere le attività agevolabili sul credito di imposta alla ricerca. Il credito di imposta è riconosciuto per le attività di ricerca e sviluppo in misura pari al 12% della relativa base di calcolo, al netto delle altre sovvenzioni o contributi a qualunque titolo ricevute per le stesse spese ammissibili. Il credito di imposta è riconosciuto per le attività di innovazione tecnologica e, separatamente, per quelle di ideazione estetica, in misura pari al 6% della relativa base di calcolo, al netto delle altre sovvenzioni o contributi a qualunque titolo ricevute sulle stesse spese ammissibili, è riconosciuto al 10% per le attività riconducibili ad industria 4.0. È evidente che il decreto permetterà alle imprese anche di capire su quale percentuale di contributo si potrà attestare l’attività svolta.

Il credito d’imposta per i sistemi di monitoraggio degli immobili attende il decreto

La legge di Bilancio 2020, al fine di incrementare il livello di sicurezza degli immobili, per le spese documentate relative all’acquisizione e predisposizione dei sistemi di monitoraggio strutturale continuo, riconosce un credito d’imposta ai fini dell’imposta sul reddito, nel limite massimo complessivo di 1,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021. Tuttavia, la definizione dei criteri e delle procedure per l’accesso al beneficio è demandata a un decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro il corrente mese di marzo 2020. 

Il credito d’imposta per le fiere internazionali è al palo

Introdotto per la prima volta dal dl Crescita del 2019, il credito d’imposta per le fiere internazionali non ha mai trovato la sua operatività. La legge di Bilancio 2020 ha esteso la sua applicazione al 2020, rispetto alla versione iniziale applicabile solo al 2019. Tuttavia, già il dl Crescita rimandava l’applicazione ad un decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del dl Crescita stesso, che avrebbe stabilito le disposizioni applicative.

Credito d’imposta per le imprese del settore della plastica

Nell’ambito del Piano nazionale sulla plastica sostenibile, grazie alla legge di Bilancio 2020 le imprese attive nel settore delle materie plastiche, produttrici di manufatti con singolo impiego destinati ad avere funzione di contenimento, protezione, manipolazione o consegna di merci o di prodotti alimentari, possono ottenere un credito d’imposta nella misura del 10% delle spese sostenute, dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020, per l’adeguamento tecnologico finalizzato alla produzione di manufatti compostabili secondo lo standard EN 13432:2002. Il credito d’imposta è riconosciuto fino ad un importo massimo di 20 mila euro per ciascun beneficiario ed è utilizzabile nel limite complessivo di 30 milioni di euro per l’anno 2021. Anche in questo caso sono scaduti i 60 giorni di tempo per l’adozione del decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro dello sviluppo economico, con cui devono essere individuate le disposizioni applicative necessarie.

Mancano i modelli di comunicazione per Transizione 4.0

Il Ministero dello sviluppo economico metterà in piedi un monitoraggio delle nuove agevolazione del piano Transizione 4.0, al fine di acquisire le informazioni necessarie per valutare l’andamento, la diffusione e l’efficacia delle misure agevolative quali il nuovo credito d’imposta per R&S e innovazione, il credito d’imposta per investimenti e il credito d’imposta per la formazione 4.0. Le imprese che si avvalgono di tali misure sono chiamare a effettuare una comunicazione al Ministero dello sviluppo economico, il quale deve approvare un decreto direttoriale con cui stabilire il modello, il contenuto, le modalità e i termini di invio della comunicazione.

Servono chiarimenti per il credito d’imposta per gli investimenti

Alle imprese che a decorrere dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, ovvero entro il 30 giugno 2021 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione, effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato è riconosciuto un credito d’imposta, sostitutivo dei precedenti super e iper-ammortamento. Se è vero che le imprese possono già effettuare gli investimenti agevolabili, va da sé che i molti dubbi in essere stanno frenando l’iniziativa delle imprese che vorrebbero vederli chiariti attraverso una circolare dell’Agenzia delle entrate.

Credito d’imposta per il mezzogiorno ancora senza software

L’ultima legge di Bilancio ha prorogato lo strumento del credito d’imposta per investimenti nel mezzogiorno al 2020. L’agevolazione è già vigente, pertanto le imprese possono investire contando sulla stessa. Tuttavia l’Agenzia delle entrate non ha ancora adeguato il software per la richiesta dell’agevolazione, pertanto le imprese non possono di fatto richiedere l’autorizzazione e utilizzare il credito d’imposta.

Sabatini, maggiorazioni a rilento

La legge di Bilancio 2020 ha elevato al 100% la maggiorazione per le micro e piccole imprese che effettuano investimenti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, nel limite complessivo di 60 milioni di euro. Inoltre, ha stabilito che una quota pari al 25% delle risorse è destinata in favore delle micro, piccole e medie imprese a fronte dell’acquisto, anche mediante operazioni di leasing finanziario, di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, a basso impatto ambientale, nell’ambito di programmi finalizzati a migliorare l’ecosostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi. 

Per tali operazioni, i contributi sono maggiorati alla stregua delle operazioni su beni Industria 4.0. Ai fini dell’ammissione ai benefìci, la rispondenza degli interventi agevolabili rispetto alle finalità ambientali, nonché la quantificazione del relativo impatto, sono certificate dal fornitore dei beni e dei servizi o da un professionista indipendente.

Tuttavia, il sito internet del Ministero dello Sviluppo Economico non dà notizia di tali maggiorazioni e la modulistica non è stata ancora adeguata in modo da permetterne l’evidenziazione.

Fonte ITALIA OGGI 


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