CHIARITO DEFINITIVAMENTE:  INDUSTRIA 4.0 cumulabile con altri incentivi Pnrr 

RAMSES GROUP NEWS n. 414 – 21 settembre 2022

La Dre Sardegna conferma che il beneficio non deve superare il costo totale.

Nel calcolo va considerato il vantaggio derivante dall’intassabilità del credito.

Non si incorre nel divieto di doppio finanziamento previsto dalle norme comunitarie se si sommano diversi incentivi coperti dal Pnrr sul medesimo investimento se il beneficio complessivo non supera il 100% del costo. Dopo il chiarimento della circolare Mef 33/2021, un’ulteriore conferma, riguardante le modalità di calcolo del credito di imposta 4.0 in presenza di contributi sul costo dell’investimento, giunge da una risposta a interpello resa dalla direzione regionale delle Entrate (Dre) della Sardegna.

Le vigenti agevolazioni sugli investimenti prevedono (comma 1059 della legge 178/2020) che, in presenza di acquisti sui quali sono stati concessi contributi in base ad altre norme, il credito di imposta si calcola applicando le percentuali di legge al costo al lordo di tali contributi, a condizione che il cumulo non porti il totale del beneficio a superare il 100% del costo, tenendo conto, nel conteggio, del risparmio fiscale ascrivibile alla intassabilità del credito di imposta. La circolare 9/E/2021 ha precisato che, per effettuare questa verifica, occorre sommare i contributi al credito di imposta «maggiorato del risparmio di imposta». Traducendo in numeri questa affermazione, si avrà la seguente formula (Srl con tax rate del 27,9%): [% contributo + (% credito di imposta x 127,9%)] < 100 per cento. Dove 127,9% è la maggiorazione della aliquota del credito di imposta per tenere conto del «risparmio fiscale».

In merito alla cumulabilità di agevolazioni per gli investimenti 4.0, erano sorte talune problematiche in relazione al divieto di doppio finanziamento previsto per gli incentivi finanziati nell’ambito del Pnrr. Il Mef, con la circolare 33 del 31 dicembre 2021, ha precisato che il doppio finanziamento è un concetto differente e non sovrapponibile con quello di cumulo di agevolazioni. Il divieto di doppio finanziamento prescrive che il medesimo costo di un intervento non possa essere rimborsato due volte a valere su fonti di finanziamento pubbliche, mentre il cumulo si riferisce alla possibilità di diverse forme di sostegno che vengono cumulate a copertura di differenti quote parti di un investimento. È dunque consentito cumulare su un unico progetto fonti differenti purché il sostegno non copra lo stesso costo.

Nonostante il chiarimento ministeriale, taluni contribuenti hanno sollevato dubbi sull’effettiva applicazione matematica del principio. In un interpello inedito indirizzato alla direzione regionale della Sardegna (921-248/2022), si chiede, in particolare, se le percentuali del credito di imposta 4.0 colpiscano sempre il totale del costo o solo la quota residua che non ha beneficiato di altri incentivi. Ad esempio, nel caso di un investimento che ha fruito di un contributo del 30%, si chiede se il tax credit 4.0 (40% fino a 2,5 milioni per investimenti del 2022) si calcoli sempre su 100 oppure solo su 70. La Dre della Sardegna, nel dichiarare l’interpello inammissibile in quanto manca incertezza interpretativa (si richiama la circolare 9/E/2021), sottolinea che, in base alla circolare Mef, il cumulo è consentito con l’unico limite di non finanziarie con più agevolazioni oltre il 100% del costo. Seguendo l’interpretazione ministeriale confermata dalla Dre, la percentuale del credito (40%) di applicherà pertanto al costo totale (100), dovendosi poi verificare il rispetto del limite [30 + (40 x 127,9%)] = 81,16% < al 100 per cento.

Fonte IL SOLE 24 ORE

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RAMSES GROUP Scheda informativa

ARCHIVIO

DAL 18 MAGGIO Due opportunità per  INVESTIMENTI SOSTENIBILI INDUSTRIA 4.0

RAMSES GROUP NEWS n. 330 – 12 maggio 2022

Invio telematico a partire dalle ore 10.00 del 18 maggio 2022 

Investimenti sostenibili 4.0 è un regime di aiuto per il sostegno, nell’intero territorio nazionale, di nuovi investimenti imprenditoriali innovativi e sostenibili si pone in continuità con gli interventi promossi dai bandi “Macchinari Innovativi” degli anni passati.

L’obiettivo è favorire la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa, al fine di superare la contrazione indotta dall’emergenza Covid e di orientare la ripresa degli investimenti verso ambiti strategici per la competitività e la crescita sostenibile del sistema economico.

SCHEDA INVESTIMENTI SOSTENIBILI 4.0

BENEFICIARI

 PMI  con le seguenti caratteristiche alla data di presentazione della domanda:

  • essere regolarmente costituite, iscritte e «attive» nel registro delle imprese
  • trovarsi in regime di contabilità ordinaria e disporre di almeno due bilanci approvati e depositati presso il registro delle imprese ovvero aver presentato, nel caso di imprese individuali e società di persone, almeno due dichiarazioni dei redditi
  • non aver effettuato, nei due anni precedenti la presentazione della domanda, una delocalizzazione verso l’unità produttiva oggetto dell’investimento
  • e altri requisiti specifici previsti dal bando

Sono ammesse le attività manifatturiere, ad eccezione delle attività connesse ad alcuni settori caratterizzati da limitazioni derivanti dalle disposizioni europee di riferimento (siderurgia; estrazione del carbone; costruzione navale; fabbricazione delle fibre sintetiche; trasporti e relative infrastrutture; produzione e distribuzione di energia, nonché delle relative infrastrutture) o a programmi di investimento che, arrecando un danno significativo agli obiettivi ambientali definiti a livello europeo, non garantiscono il rispetto del principio DNSH (Do No Significant Harm, “non arrecare un danno significativo”).

Sono inoltre ammesse le attività di servizi alle imprese elencate nell’allegato 4 del decreto 10 febbraio 2022.

AGEVOLAZIONE

programmi di investimento da realizzare nei territori delle Regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, realizzati da Micro e Piccole imprese

programmi di investimento da realizzare nei territori delle Regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia realizzati da Medie imprese

e

programmi di investimento da realizzare nei territori delle regioni Basilicata, Molise e Sardegna, realizzati da Micro e Piccole imprese

programmi di investimento da realizzare nei territori delle regioni Basilicata, Molise e Sardegna, realizzati da Medie imprese

programmi di investimento da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Trentino Alto-Adige, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto, realizzati da imprese di micro e piccola dimensione

programmi di investimento da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Trentino Alto-Adige, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto, realizzati da imprese di media dimensione

Soglie di spese ammissibili:

Molise, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna, spese ammissibili non inferiori complessivamente a 500.000 euro e non superiori a 3.000.000 euro e, comunque, all’80% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato

Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Trentino Alto-Adige, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto, spese ammissibili non inferiori complessivamente a un 1.000.000 euro e non superiori a 3.000.000 di euro e, comunque, all’80% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato

INVESTIMENTI AMMESSI

Programmi che prevedono la realizzazione di investimenti innovativi, sostenibili e con contenuto tecnologico elevato e coerente al piano nazionale Transizione 4.0, attraverso l’utilizzo delle tecnologie indicate nel decreto,  in grado di aumentare il livello di efficienza e di flessibilità nello svolgimento dell’attività economica dell’impresa proponente.

I programmi di investimento devono:

  • prevedere l’utilizzo delle tecnologie abilitanti afferenti al piano Transizione 4.0.
  • essere diretti all’ampliamento della capacità alla diversificazione della produzione, funzionale a ottenere prodotti mai fabbricati in precedenza o al cambiamento fondamentale del processo di produzione di un’unità produttiva esistente ovvero alla realizzazione di una nuova unità produttiva
  • essere realizzati presso un’unità produttiva localizzata nel territorio nazionale
  • essere avviati successivamente alla presentazione della domanda
  • prevedere un termine di ultimazione non successivo a 12 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni.

Per i programmi caratterizzati da un particolare contenuto di sostenibilità, sono previsti specifici criteri di valutazione, che consentono all’impresa proponente di conseguire un punteggio aggiuntivo nell’ambito dell’attività di valutazione dell’istanza prevista per l’accesso alle agevolazioni.

SPESE AMMISSIBILI

Sono ammissibili alle agevolazioni le spese strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento di cui all’articolo 6 del decreto 10 febbraio 2022, relative all’acquisto di nuove immobilizzazioni materiali e immateriali, come definite agli articoli 2423 e seguenti del codice civile, che riguardino:

  1. macchinari, impianti e attrezzature
  2. opere murarie, nei limiti del 40% del totale dei costi ammissibili
  3. programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei beni materiali di cui alla lettera a)
  4. acquisizione di certificazioni ambientali

Per i progetti di investimento volti al miglioramento della sostenibilità energetica dell’impresa, sono, inoltre, ammissibili le spese aventi ad oggetto servizi di consulenza diretti alla definizione della diagnosi energetica di cui al decreto legislativo 4 luglio 2014 n. 102, nei limiti del 3% dell’importo complessivo delle spese ammissibili e a condizione che l’effettuazione della diagnosi non costituisca un adempimento obbligatorio per l’impresa ai sensi della normativa di riferimento.

SCADENZE

Le agevolazioni sono concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello.

Compilazione della domanda a partire dalle ore 10.00 del 4 maggio 2022  

Invio telematico a partire dalle ore 10.00 del 18 maggio 2022 

RISORSE UTILI

Decreto direttoriale 12 aprile 2022 – Termini e modalità di presentazione delle domande

Decreto ministeriale 10 febbraio 2022 – Nuovi investimenti imprenditoriali innovativi. Istituzione del regime di aiuto.

Transizione Ecologica e Digitale

Aggiornamento: scadenza finale al 10 maggio 2022

Dal 3 maggio aumento dell’investimento ammissibile a 1.000.0000 di euro e accesso consentito alche alle  MEDIE IMPRESE

Sospensione dello sportello dal 27/4 al 3/5 (click day al 3/5/2022)

L’obiettivo di questo incentivo è  sostenere gli investimenti volti a favorire la Transizione Digitale (almeno il 50% del totale del finanziamento) ed Ecologica delle PMI e promuoverne la competitività sui mercati esteri.

BENEFICIARI

PMI costituite in forma di società di capitali e che abbiano depositato presso il Registro imprese almeno due bilanci relativi a due esercizi completi.

La PMI deve avere un Fatturato Estero la cui media degli ultimi due esercizi sia almeno il 20% del fatturato aziendale totale, oppure pari ad almeno il 10% del fatturato aziendale dell’ultimo bilancio depositato;

AGEVOLAZIONE

Contributo a fondo perduto fino al 40% per le imprese del Sud

Contributo a fondo perduto fino al 25% per le altre imprese

Tasso agevolato attualmente pari allo 0,055% sulla rimanente quota

Importo massimo finanziabile: 300.000 euro e non superiore al 25% dei ricavi medi degli ultimi due esercizi chiusi

Durata del finanziamento: 6 anni, di cui 2 di pre-ammortamento.

Il finanziamento è erogato in due tranche:

1° tranche: pari al 50% del finanziamento, a titolo di anticipo sarà erogata entro 30 giorni dalla data di adempimento delle eventuali condizioni sospensive.

2° tranche: restante 50% nel limite delle spese riconosciute, sarà effettuata dopo che SIMEST avrà ricevuto il rendiconto delle spese sostenute e a condizione che queste superino l’importo già erogato, e che rientrino tra le spese ammissibili

SPESE AMMISSIBILI

Spese per la Transizione Digitale che dovranno rappresentare almeno il 50% delle Spese Ammissibili finanziate:

  • integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali
  • realizzazione/ammodernamento di modelli organizzativi e gestionali in ottica digitale
  • investimenti in attrezzature tecnologiche, programmi informatici e contenuti digitali
  • consulenze in ambito digitale (i.e. digital manager) o disaster recovery e business continuity
  • blockchain (esclusivamente per la notarizzazione dei processi produttivi e gestionali aziendali)
  • spese per investimenti e formazione legate all’industria 4.0 (es. cyber security, big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, simulazione e sistemi cyber-fisici, sistemi di visualizzazione, realtà virtuale e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborative, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine).

Spese per la sostenibilità e l’internazionalizzazione che dovranno rappresentare non più del 50% delle Spese Ammissibili finanziate:

  • spese per investimenti per la sostenibilità in Italia (es. efficientamento energetico, idrico, mitigazione impatti climatici, ecc)
  • spese per internazionalizzazione (es. investimenti per singole strutture commerciali in paesi esteri, consulenze per l’internazionalizzazione, spese promozionali e per eventi internazionali in Italia e all’estero ecc)
  • spese per valutazioni/certificazioni ambientali inerenti il finanziamento, ivi incluso le eventuali spese per le verifiche di conformità agli Orientamenti tecnici della Commissione Europea (2021/ C 58/01) sull’applicazione del principio “non arrecare un danno significativo” (“Do no significant harm – DNSH) ai sensi dell’articolo 17 del Regolamento (UE) 2020/852.

Non sono ammissibili/finanziabili le spese per attività connesse all’esportazione, ossia le attività direttamente collegate ai quantitativi esportati, alla costituzione e gestione di una rete di distribuzione, o le spese correnti connesse con l’attività di esportazione. Sono altresì escluse le spese per immobilizzazioni immateriali e finanziarie e quelle relative ad attività proprie ( es. le spese riferite al personale del Richiedente).

Ai fini dell’ammissibilità all’Intervento, le Spese ammissibili devono essere sostenute a partire dalla data di ricezione dell’Esito della domanda ed entro 24 mesi dalla Data di Stipula;

Dal 3 maggio aumento dell’investimento ammissibile a 1.000.0000 di euro e accesso consentito anche alle MEDIE IMPRESE

Sospensione dello sportello dal 27/4 al 3/5 (click day al 3/5/2022)

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RAMSES GROUP Scheda informativa

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APPROFONDIMENTI

Investimenti Sostenibili Industria 4.0

SEI UNA  PMI? APRI GLI OCCHI! DAL 4 MAGGIO compilazione della domanda per FONDO PERDUTO per ATTREZZATURE IMPIANTI E MACCHINARI  

RAMSES GROUP NEWS n. 324 – 4 maggio 2022

Investimenti sostenibili 4.0 è un regime di aiuto per il sostegno, nell’intero territorio nazionale, di nuovi investimenti imprenditoriali innovativi e sostenibili si pone in continuità con gli interventi promossi dai bandi “Macchinari Innovativi” degli anni passati.

L’obiettivo è favorire la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa, al fine di superare la contrazione indotta dall’emergenza Covid e di orientare la ripresa degli investimenti verso ambiti strategici per la competitività e la crescita sostenibile del sistema economico.

ACQUISTO DI NUOVE IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI E IMMATERIALI

CHE RIGUARDINO

MACCHINARI — IMPIANTI — ATTREZZATURE 

opere murarie; programmi informatici e licenze correlati; acquisizione di certificazioni ambientali

Per i progetti di investimento volti al miglioramento della sostenibilità energetica dell’impresa, sono 

anche ammissibili le spese aventi ad oggetto

servizi di consulenza diretti alla definizione della diagnosi energetica

APPROFITTA 

Le agevolazioni sono concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello e potranno essere presentate, esclusivamente per via telematica:

a partire dalle ore 10.00 del 4 maggio 2022 è possibile procedere alla compilazione della domanda;

dalle ore 10.00 del 18 maggio 2022 è possibile inviare le domande compilate. 

MISE. Finanziamento a fondo perduto per investimenti sostenibili 4.0

AREA GEOGRAFICA Italia  
SETTORI DI ATTIVITÀ Servizi/No Profit, Industria, Artigianato, Agroindustria/Agroalimentare
BENEFICIARI Micro Impresa, PMI
SPESE FINANZIATE Attrezzature e macchinari, Opere edili e impianti, Innovazione Ricerca e Sviluppo, Risparmio energetico/Fonti rinnovabili, Consulenze/Servizi, Digitalizzazione
PROSSIMA APERTURA In fase di attivazione
IMPORTANTE: Le domande compilate potranno essere inviate a partire dalle ore 10.00 del 18 maggio 2022.


Il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) ha definito le modalità e termini di presentazione delle domande relative al nuovo regime di aiuto Investimenti sostenibili 4.0.

La nuova misura vuole sostenere nuovi investimenti imprenditoriali innovativi e sostenibili, con l’obiettivo di favorire la trasformazione tecnologica e digitale delle PMI.

In particolare, la misura prevede la concessione e l’erogazione di agevolazioni in favore di programmi di investimento proposti da micro, piccole e medie imprese conformi ai vigenti principi di tutela ambientale e a elevato contenuto tecnologico, in coerenza con il piano nazionale Transizione 4.0 e dando priorità a quelli volti a favorire la transizione dell’impresa verso il paradigma dell’economia circolare e migliorare la sostenibilità energetica dell’impresa.

Programmi di investimento

programmi di investimento dovranno:

  • prevedere l’utilizzo delle tecnologie abilitanti afferenti al piano Transizione 4.0;
  • essere diretti all’ampliamento della capacità alla diversificazione della produzione, funzionale a ottenere prodotti mai fabbricati in precedenza o al cambiamento fondamentale del processo di produzione di un’unità produttiva esistente o alla realizzazione di una nuova unità produttiva;
  • essere realizzati presso un’unità produttiva localizzata nel territorio nazionale;
  • rispettare le seguenti soglie di importo delle spese ammissibili:
  • nel caso di programmi di investimento da realizzare nelle Regioni Molise, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna, spese ammissibili non inferiori complessivamente a 500 mila euro e non superiori a 3 milioni di euro e, comunque, all’80% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato;
  •  
    • nel caso di programmi di investimento da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Trentino Alto-Adige, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto, spese ammissibili non inferiori complessivamente a un milione di euro e non superiori a 3 milioni di euro e, comunque, all’80% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato.
  • essere avviati successivamente alla presentazione della domanda;
  • prevedere un termine di ultimazione non successivo a dodici mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni.

Spese ammissibili

Sono considerate spese ammissibili alle agevolazioni solo quelle strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento, relative all’acquisto di nuove immobilizzazioni materiali e immateriali che riguardino macchinari, impianti e attrezzature; opere murarie; programmi informatici e licenze correlati; acquisizione di certificazioni ambientali. Per i progetti di investimento volti al miglioramento della sostenibilità energetica dell’impresa, sono anche ammissibili le spese aventi ad oggetto servizi di consulenza diretti alla definizione della diagnosi energetica.

Agevolazione concesse

Le agevolazioni sono concesse nella forma del contributo in conto impianti, a copertura di una percentuale massima delle spese ammissibili. Nello specifico:

  • per i programmi di investimento da realizzare nei territori delle Regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, il contributo massimo è pari al 60% delle spese ammissibili per le imprese di micro e piccola dimensione e al 50% per le imprese di media dimensione;
  • per i programmi di investimento da realizzare nei territori delle Regioni Basilicata, Molise e Sardegna, il contributo massimo è pari al 50% delle spese ammissibili per le imprese di micro e piccola dimensione e al 40% per le imprese di media dimensione;
  • per i programmi di investimento da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Trentino Alto-Adige, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto, il contributo massimo è pari al 35% per le imprese di micro e piccola dimensione e al 25% delle spese ammissibili per le imprese di media dimensione;

Le agevolazioni sono concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello e potranno essere presentate, esclusivamente per via telematica:

  • a partire dalle ore 10.00 del 4 maggio 2022 è possibile procedere alla compilazione della domanda;
  • dalle ore 10.00 del 18 maggio 2022 è possibile inviare le domande compilate. 
ScadenzeBando a sportello
LinkPer tutte le informazioni – Fonte news
Quadro di finanziamentoMISE Ministero dello sviluppo economicodecreto direttoriale 12 aprile 2022     
BeneficiariPMI
FabbisogniInvestimenti per attività produttive
Area di interesseTerritorio nazionale
Tipo di finanziamentoContributo nella spesa / Cofinanziamento
Stanziamento in euro678 milioni

PIU’ IN  DETTAGLIO

MISE Finanziamento a fondo perduto investimenti sostenibili 4.0

DECRETO DIRETTORIALE 12 APRILE 2022 

Investimenti sostenibili 4.0 è un regime di aiuto per il sostegno, nell’intero territorio nazionale, di nuovi investimenti imprenditoriali innovativi e sostenibili. L’obiettivo è favorire la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa, al fine di superare la contrazione indotta dall’emergenza Covid e di orientare la ripresa degli investimenti verso ambiti strategici per la competitività e la crescita sostenibile del sistema economico.

La misura prevede la concessione e l’erogazione di agevolazioni in favore di programmi di investimento proposti da micro, piccole e medie imprese conformi ai vigenti principi di tutela ambientale e ad elevato contenuto tecnologico, coerente con il piano Transizione 4.0, con priorità per quelli in grado di offrire un particolare contributo agli obiettivi di sostenibilità definiti dall’Unione europea e per quelli volti, in particolare, a:

  • favorire la transizione dell’impresa verso il paradigma dell’economia circolare;
  • migliorare la sostenibilità energetica dell’impresa.

Soggetti beneficiari

Le agevolazioni sono concesse alle micro, piccole e medie imprese (PMI). 

Sono ammesse le attività manifatturiere, ad eccezione delle attività connesse ad alcuni settori caratterizzati da limitazioni derivanti dalle disposizioni europee di riferimento (siderurgia; estrazione del carbone; costruzione navale; fabbricazione delle fibre sintetiche; trasporti e relative infrastrutture; produzione e distribuzione di energia, nonché delle relative infrastrutture) o a programmi di investimento che, arrecando un danno significativo agli obiettivi ambientali definiti a livello europeo, non garantiscono il rispetto del principio DNSH (Do No Significant Harm, “non arrecare un danno significativo”).

Sono inoltre ammesse le attività di servizi alle imprese elencate nel decreto.

Tipologia di interventi ammissibili

Sono ammissibili alle agevolazioni di cui al presente decreto i programmi che prevedono la realizzazione di investimenti innovativi, sostenibili e con contenuto tecnologico elevato e coerente al piano nazionale Transizione 4.0, attraverso l’utilizzo delle tecnologie indicate nel decreto,  in grado di aumentare il livello di efficienza e di flessibilità nello svolgimento dell’attività economica dell’impresa proponente.

Per i programmi caratterizzati da un particolare contenuto di sostenibilità, sono previsti specifici criteri di valutazione, che consentono all’impresa proponente di conseguire un punteggio aggiuntivo nell’ambito dell’attività di valutazione dell’istanza prevista per l’accesso alle agevolazioni.

A tal fine, sono valorizzati, tra l’altro, sulla base di indicatori di sostenibilità dedicati, i programmi indicati in precedenza volti:

a) alla transizione dell’impresa verso il paradigma dell’economia circolare, attraverso l’applicazione delle soluzioni riportate ne decreto

b) al miglioramento della sostenibilità energetica dell’impresa, con il conseguimento, attraverso le misure indicate nel bando, di un risparmio energetico, all’interno dell’unità produttiva interessata dall’intervento, non inferiore al 10 (dieci) per cento rispetto ai consumi dell’anno precedente alla data di presentazione della domanda.

I programmi di investimento devono:

  • prevedere l’utilizzo delle tecnologie abilitanti afferenti al piano Transizione 4.0. e l’ammontare di tali spese deve risultare preponderante rispetto al totale dei costi ammissibili del programma
  • essere diretti all’ampliamento della capacità alla diversificazione della produzione, funzionale a ottenere prodotti mai fabbricati in precedenza o al cambiamento fondamentale del processo di produzione di un’unità produttiva esistente ovvero alla realizzazione di una nuova unità produttiva
  • essere realizzati presso un’unità produttiva localizzata nel territorio nazionale
  • rispettare le seguenti soglie di importo delle spese ammissibili: 
    • nel caso di programmi di investimento da realizzare nelle Regioni Molise, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna, spese ammissibili non inferiori complessivamente a 500 mila euro e non superiori a 3 milioni di euro e, comunque, all’80% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato
    • nel caso di programmi di investimento da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Trentino Alto-Adige, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto, spese ammissibili non inferiori complessivamente a un milione di euro e non superiori a 3 milioni di euro e, comunque, all’80% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato
  • essere avviati successivamente alla presentazione della domanda
  • prevedere un termine di ultimazione non successivo a dodici mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni.

Per i programmi caratterizzati da un particolare contenuto di sostenibilità, sono previsti specifici criteri di valutazione, che consentono all’impresa proponente di conseguire un punteggio aggiuntivo nell’ambito dell’attività di valutazione dell’istanza prevista per l’accesso alle agevolazioni.

Non sono ammissibili i programmi che prevedono misure di efficientamento energetico predisposte per l’adeguamento a vincoli normativi o a prescrizioni di natura amministrativa, fatti salvi i casi di programmi che generano risparmi energetici addizionali, con un incremento pari almeno al 20 (venti) per cento dei valori previsti dai predetti vincoli e prescrizioni, ai quali si applicano le disposizioni indicate sopra.

Sono ammissibili alle agevolazioni le spese strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento che riguardino:

  1. macchinari, impianti e attrezzature
  2. opere murarie, nei limiti del 40% del totale dei costi ammissibili
  3. programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei beni materiali di cui alla lettera a)
  4. acquisizione di certificazioni ambientali

Per i progetti di investimento volti al miglioramento della sostenibilità energetica dell’impresa, sono, inoltre, ammissibili le spese aventi ad oggetto servizi di consulenza diretti alla definizione della diagnosi energetica nei limiti del 3% dell’importo complessivo delle spese ammissibili e a condizione che l’effettuazione della diagnosi non costituisca un adempimento obbligatorio per l’impresa ai sensi della normativa di riferimento.

Entità e forma dell’agevolazione

La dotazione finanziaria complessiva dello strumento è pari a euro 677.875.519,57.

Le agevolazioni sono concesse nella forma del contributo in conto impianti, a copertura di una percentuale nominale massima delle spese ammissibili determinata in funzione del territorio di realizzazione dell’investimento e della dimensione delle imprese beneficiarie. In particolare:

  • per i programmi di investimento da realizzare nei territori delle Regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, il contributo massimo è pari al 60% delle spese ammissibili per le imprese di micro e piccola dimensione e al 50% per le imprese di media dimensione
  • per i programmi di investimento da realizzare nei territori delle regioni Basilicata, Molise e Sardegna, il contributo massimo è pari al 50% delle spese ammissibili per le imprese di micro e piccola dimensione e al 40% per le imprese di media dimensione
  • per i programmi di investimento da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Trentino Alto-Adige, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto, il contributo massimo è pari al 35% per le imprese di micro e piccola dimensione e al 25% delle spese ammissibili per le imprese di media dimensione

Scadenza

A partire dalle ore 10.00 del 4 maggio 2022 è possibile procedere alla compilazione della domanda; 

A partire dalle ore 10.00 del 18 maggio 2022 le domande compilate potranno essere inviate.

FONTE RETE AGEVOLAZIONI

APPROFONDIMENTI

Industria 4.0, economia circolare e risparmio energetico: 

dal 18 maggio le domande per i nuovi incentivi previsti dal decreto Investimenti sostenibili 4.0

A partire dalle 10 del 18 maggio le imprese potranno presentare le domande per accedere al nuovo incentivo Investimenti sostenibili 4.0, pensato dal Governo per sostenere le micro, piccole e medie imprese italiane nella realizzazione di progetti innovativi legati a tecnologie 4.0, economia circolare e risparmio energetico.

La misura mette a disposizione 678 milioni (677,8 milioni per la precisione) in regime di aiuti di Stato ed è finanziata dai fondi del React-Eu, lo strumento europeo per favorire la ripresa dopo la pandemia.

Le risorse per i finanziamenti sono destinate per circa 250 milioni agli investimenti da realizzare nelle regioni del Centro-Nord (Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto, Umbria e Province Autonome di Bolzano e di Trento), mentre circa 428 milioni per quelli nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna).

Inoltre, una quota pari al 25% delle disponibilità è destinata ai progetti proposti dalle micro e piccole imprese.

Obiettivi e quadro di riferimento

La misura, istituita con il decreto ministeriale 10 febbraio 2022, si pone in continuità con gli interventi promossi dai bandi “Macchinari Innovativi” (decreti ministeriali del 9 marzo 2018 e del 30 ottobre 2019), rispetto ai quali presenta comunque significativi elementi di novità.

L’intervento agevolativo è definito nell’ambito della comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 relativa al “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del Covid-19” e successive modificazioni e integrazioni, e, in particolare, alla sezione dedicata al sostegno degli investimenti a favore di una ripresa sostenibile.

L’obiettivo è favorire la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa, al fine di superare la contrazione indotta dall’emergenza Covid e di orientare la ripresa degli investimenti verso ambiti strategici per la competitività e la crescita sostenibile del sistema economico.

La misura prevede la concessione e l’erogazione di agevolazioni in favore di programmi di investimento proposti da micro, piccole e medie imprese conformi ai vigenti principi di tutela ambientale e ad elevato contenuto tecnologico, coerente con il piano Transizione 4.0, con priorità per quelli in grado di:

  • offrire un particolare contributo agli obiettivi di sostenibilità definiti dall’Unione europea
  • favorire la transizione dell’impresa verso il paradigma dell’economia circolare
  • migliorare la sostenibilità energetica dell’impresa

Quali progetti si possono finanziare con la misura investimenti sostenibili 4.0

Per essere ammissibili all’agevolazione, i programmi di investimento presentati dalle imprese devono:

  • prevedere l’utilizzo delle tecnologie abilitanti afferenti al piano Transizione 4.0 e l’ammontare di tali spese deve risultare preponderante rispetto al totale dei costi ammissibili del programma
  • essere diretti all’ampliamento della capacità alla diversificazione della produzione, funzionale a ottenere prodotti mai fabbricati in precedenza o al cambiamento fondamentale del processo di produzione di un’unità produttiva esistente ovvero alla realizzazione di una nuova unità produttiva
  • essere realizzati presso un’unità produttiva localizzata nel territorio nazionale
  • essere nuovi, cioè avviati successivamente alla presentazione della domanda
  • prevedere un termine di ultimazione non successivo a 12 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni

Inoltre, sono previste delle soglie di importo delle spese ammissibili.

Nel caso di imprese del Centro-Nord non devono essere inferiori complessivamente a un milione di euro e non superiori a 3 milioni di euro e, comunque, all’80% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato.

Per le imprese del Sud non devono essere inferiori complessivamente a 500 mila euro e non superiori a 3 milioni di euro e, comunque, all’80% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato.

Quali spese sono ammesse all’incentivo Investimenti sostenibili 4.0

Sono ammissibili alle agevolazioni le spese strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento, relative all’acquisto di nuove immobilizzazioni materiali e immateriali che riguardino:

  • macchinari, impianti e attrezzature
  • opere murarie, nei limiti del 40% del totale dei costi ammissibili
  • programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei beni materiali indicati nella lettera a
  • acquisizione di certificazioni ambientali

Più nel dettaglio, l’allegato 2 del decreto individua l’elenco delle soluzioni tecnologiche in grado di rendere il processo produttivo più sostenibile e circolare. Queste fanno riferimento a:

  • soluzioni atte a consentire un uso efficiente delle risorse, il trattamento e la trasformazione dei rifiuti (compreso il riuso dei materiali), in un’ottica di economia circolare o a “rifiuti zero” e di compatibilità ambientale
  • tecnologie finalizzate al rafforzamento di percorsi di simbiosi industriale attraverso, ad esempio, la definizione di un approccio sistemico alla riduzione, riuso e riciclo alimentari, allo sviluppo di sistemi di riciclo integrato delle acque e al riciclo delle materie prime
  • sistemi, strumenti e  metodologie per la fornitura, l’uso razionale e la sanificazione dell’acqua
  • soluzioni in grado di aumentare il tempo di vita dei prodotti e di efficientare il ciclo produttivo
  • utilizzo di nuovi modelli di packaging intelligente (smart packaging) che prevedano anche l’utilizzo di materiali recuperati
  • implementazione di sistemi di selezione del materiale multileggero al fine di aumentare le quote di recupero e di riciclo di materiali piccoli e leggeri.

Per i progetti di investimento volti al miglioramento della sostenibilità energetica dell’impresa, sono, inoltre, ammissibili le spese aventi ad oggetto servizi di consulenza diretti alla definizione della diagnosi energetica (come indicato nel decreto legislativo 4 luglio 2014 n. 102), nei limiti del 3% dell’importo complessivo delle spese ammissibili e a condizione che l’effettuazione della diagnosi non costituisca un adempimento obbligatorio per l’impresa ai sensi della normativa di riferimento.

Per quanto riguarda le misure atte a migliorare la sostenibilità energetica dell’impresa, nell’allegato 3 vengono individuate come ammissibili gli investimenti legati a:

  • introduzione di sistemi di monitoraggio dei consumi energetici
  • nuova installazione o sostituzione di impianti ad alta efficienza ovvero di sistemi e componenti in grado di contenere i consumi energetici correlati al ciclo produttivo e/o di erogazione dei servizi
  • utilizzo di energia termica o elettrica recuperata dai cicli produttivi
  • installazione di impianti di produzione di energia termica o elettrica da fonte rinnovabile per l’autoconsumo
  • soluzioni atte a consentire un miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici in cui è esercitata l’attività economica.

Investimenti sostenibili 4.0, le agevolazioni concesse

Le domande di accesso alle agevolazioni sono ammesse alla fase istruttoria sulla base dell’ordine cronologico giornaliero di presentazione. Le domande presentate nello stesso giorno sono, a tal fine, considerate come pervenute nello stesso istante, indipendentemente dall’ora e dal minuto di presentazione.

La fase di istruttoria deve essere completate entro 60 giorni dalla data di presentazione della domanda e andrà a valutare sia la completezza della documentazione presentata e dei requisiti di ammissibilità che il piano di investimento, assegnando punteggi per ciascun criterio individuato nell’art. 5 del decreto, che serviranno per compilare la graduatoria dei programmi ammessi alle agevolazioni.

Agevolazioni che sono concesse, ai sensi e nei limiti di quanto previsto dalla sezione 3.13 del Temporary framework, nella forma del contributo in conto impianti, a copertura di una percentuale nominale massima delle spese ammissibili determinata in funzione del territorio di realizzazione dell’investimento e della dimensione delle imprese beneficiarie.

In particolare, per i programmi di investimento da realizzare nei territori delle Regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, il contributo massimo è pari al 60% delle spese ammissibili per le imprese di micro e piccola dimensione e al 50% per le imprese di media dimensione.

Per i programmi di investimento da realizzare nei territori delle regioni Basilicata, Molise e Sardegna, il contributo massimo è pari al 50% delle spese ammissibili per le imprese di micro e piccola dimensione e al 40% per le imprese di media dimensione.

Infine, per i programmi di investimento da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Trentino Alto-Adige, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto, il contributo massimo è pari al 35% per le imprese di micro e piccola dimensione e al 25% delle spese ammissibili per le imprese di media dimensione.

Investimenti sostenibili 4.0, i termini per inviare le domande

Possono accedere le aziende regolarmente iscritte al registro delle imprese, residenti e non sul territorio nazionale che, oltre a dover rispettare i requisiti previsti dal DM del 10 febbraio 2022 (art. 5,comma 2), non abbiano effettuato, nei due anni precedenti la presentazione della domanda, una delocalizzazione verso l’unità produttiva oggetto dell’investimento. Le imprese che riceveranno l’agevolazione, inoltre, dovranno impegnarsi a non farlo anche fino ai due anni successivi al completamento dell’investimento stesso.

Le domande di accesso alle agevolazioni, redatte in lingua italiana, possono essere presentate esclusivamente tramite la procedura informatica, accessibile nell’apposita sezione “Investimenti sostenibili 4.0” del sito web del Soggetto gestore (Invitalia)

, dalle ore 10.00 alle ore 17.00 di tutti i giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì, a partire dal 18 maggio 2022.

Ciascuna impresa può presentare un’unica proposta, fatta salva la possibilità di presentarne una nuova in caso di rigetto dell’istanza in esito alla relativa istruttoria. La documentazione che deve fornire l’impresa per la domanda di agevolazione deve contenere, tra gli altri requisiti (art.3 comma 3 del decreto che troverete a fondo articolo) le dichiarazioni e informazioni necessarie alla verifica di conformità del programma di investimento rispetto ai divieti e alle limitazioni derivanti dalle disposizioni europee in merito di ambiente e sostenibilità – il piano di investimento deve essere quindi conforme al principio europeo del DNSH, ossia non deve arrecare danno significativo all’ambiente.

Come dimostrare il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità

Nel caso dei programmi caratterizzati da un particolare contenuto di sostenibilità ambientale, la domanda deve inoltre includere:

  • una relazione tecnica del programma di investimento redatta da un tecnico abilitato nella forma di perizia giurata, contenente le informazioni necessarie a verificare che il risparmio energetico conseguibile attraverso il programma di investimento rispetta la percentuale minima prevista (articolo 6, comma 2, lettera b del decreto)
  • nel caso di imprese energivore, diagnosi energetica in corso di validità
  • per i programmi che contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi climatici fissati dall’Unione Europea, è richiesta una perizia giurata, rilasciata da tecnico abilitato e e attestante la capacità del programma di investimento di contribuire al raggiungimento di uno o entrambi gli obiettivi climatici “mitigazione dei cambiamenti climatici” e “adattamento ai cambiamenti climatici”
  • copia delle certificazioni ambientali e di efficientamento energetico eventualmente possedute alla data di presentazione della domanda.

L’iter di presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni è articolato in due fasi. Una prima fase, che avrà avvio alle ore 10:00 del giorno 4 maggio 2022, le imprese interessate potranno caricare sul portale di Invitalia la documentazione necessaria e compilare la domanda di agevolazione (immodificabile). A conclusione di questa prima fase, le imprese riceveranno un “codice di predisposizione domanda” necessario per la presentazione della stessa.

Codice che servirà all’impresa per presentare ufficialmente la domanda di agevolazione, a partire dalle ore 10:00 del 18 maggio 2022.

FONTE INNOVATION POST

LINK decreto direttoriale 12 aprile 2022 


A disposizione 678 milioni per investimenti sostenibili 4.0

Alle 10 del 18 maggio 2022 scatterà la corsa ai 677,9 milioni di euro che il ministero dello Sviluppo economico mette a disposizione delle Pmi per gli investimenti sostenibili 4.0. Il decreto direttoriale 12 aprile 2022 ha stabilito infatti termini e modalità per la presentazione delle istanze di accesso alle agevolazioni in favore di programmi di investimento conformi ai principi di tutela ambientale e ad elevato contenuto tecnologico, coerente con il piano Transizione 4.0, con priorità per quelli in grado di offrire un particolare contributo agli obiettivi di sostenibilità definiti dall’Unione europea e per quelli destinati a favorire la transizione dell’impresa verso il paradigma dell’economia circolare ovvero a migliorare la sostenibilità energetica dell’impresa.

Le domande andranno presentate a Invitalia e dovranno essere in linea con i contenuti del regime di aiuto fissati dal decreto 10 febbraio 2022. Necessario anche il coinvolgimento di un revisore per attestare i dati contabili.

Domanda in anticipo

Le domande di accesso alle agevolazioni potranno essere presentate esclusivamente tramite la procedura informatica presente nella sezione “Investimenti sostenibili 4.0” del sito web di Invitalia. La procedura di invio sarà aperta dalle 10 alle 17 dal lunedì al venerdì, a partire dal 18 maggio 2022.

L’invio sarà preceduto da una fase di preparazione delle domande disponibile dalle 10 del 4 maggio 2022. In essa le imprese potranno accedere alla procedura informatica, immettere informazioni e dati per la compilazione della domanda e caricare i relativi allegati. Per l’accesso alla procedura informatica serve lo Spid, la Carta nazionale dei servizi o la Carta di identità elettronica del rappresentante legale dell’impresa proponente, o di un soggetto con delega alla presentazione delle domande di accesso alle agevolazioni.

Non sarà un click-day

Le domande sono ammesse alla fase istruttoria sulla base dell’ordine cronologico giornaliero di presentazione. Questo potrebbe far pensare a un click-day, ma le richieste presentate nello stesso giorno saranno invece considerate come pervenute nello stesso istante, indipendentemente dall’ora e dal minuto di presentazione. Nel caso in cui le risorse fossero esaurite nel corso della giornata, le domande saranno ordinate in base alla posizione assunta nell’ambito di una specifica graduatoria di merito.

I criteri di riferimento per la graduatoria riguardano le caratteristiche del soggetto proponente (copertura finanziaria delle immobilizzazioni, copertura degli oneri finanziari, indipendenza finanziaria e Incidenza della gestione caratteristica sul fatturato) e la sostenibilità ambientale del programma di investimento (economia circolare, sostenibilità energetica dell’impresa, obiettivi climatici fissati dall’Unione europea e adesione a un sistema di gestione ambientale).

In caso di parità del punteggio attribuito ai programmi di investimento, saranno favoriti i programmi con il minor costo.

Peraltro, il decreto direttoriale 12 aprile 2022 fissa anche le soglie minime di punteggio al di sotto del quale le proposte sono respinte. Ai soli fini del rispetto delle soglie minime, la valutazione riguarda anche la qualità della proposta (qualità della proposta progettuale, fattibilità tecnica e sostenibilità economica dell’investimento). Le imprese in possesso del rating di legalità ottengono un punteggio aggiuntivo che, però, non vale ai fini della graduatoria, ma solo in relazione al raggiungimento della soglia minima di punteggio.

Il piano di investimento

La domanda dovrà essere accompagnata da un piano d’investimento recante indicazioni più specifiche sui contenuti del programma. Inoltre, è richiesta una dichiarazione con i dati contabili utili per il calcolo del punteggio attribuibile che dovrà essere controfirmata dal presidente del collegio sindacale o dal revisore unico; in assenza di questi organi sociali, il compito va attribuito a un iscritto nell’albo dei revisori, dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali, dei consulenti del lavoro, ovvero dal responsabile del centro di assistenza fiscale. Se ci sono spese per opere murarie, è richiesto un computo metrico estimativo redatto da un tecnico abilitato. Nel caso di programmi con un particolare contenuto di sostenibilità ambientale e per i programmi che contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi climatici fissati dalla Ue, sono necessarie specifiche perizie giurate rilasciate da tecnici abilitati.

FONTE IL SOLE 24 ORE


Investimenti Sostenibili Industria 4.0

Investimenti sostenibili 4.0 è un regime di aiuto per il sostegno, nell’intero territorio nazionale, di nuovi investimenti imprenditoriali innovativi e sostenibili si pone in continuità con gli interventi promossi dai bandi “Macchinari Innovativi” degli anni passati.

L’obiettivo è favorire la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa, al fine di superare la contrazione indotta dall’emergenza Covid e di orientare la ripresa degli investimenti verso ambiti strategici per la competitività e la crescita sostenibile del sistema economico.

SCHEDA INVESTIMENTI SOSTENIBILI 4.0

BENEFICIARI

 PMI  con le seguenti caratteristiche alla data di presentazione della domanda:

  • essere regolarmente costituite, iscritte e «attive» nel registro delle imprese
  • trovarsi in regime di contabilità ordinaria e disporre di almeno due bilanci approvati e depositati presso il registro delle imprese ovvero aver presentato, nel caso di imprese individuali e società di persone, almeno due dichiarazioni dei redditi
  • non aver effettuato, nei due anni precedenti la presentazione della domanda, una delocalizzazione verso l’unità produttiva oggetto dell’investimento
  • e altri requisiti specifici previsti dal bando.

Sono ammesse le attività manifatturiere, ad eccezione delle attività connesse ad alcuni settori caratterizzati da limitazioni derivanti dalle disposizioni europee di riferimento (siderurgia; estrazione del carbone; costruzione navale; fabbricazione delle fibre sintetiche; trasporti e relative infrastrutture; produzione e distribuzione di energia, nonché delle relative infrastrutture) o a programmi di investimento che, arrecando un danno significativo agli obiettivi ambientali definiti a livello europeo, non garantiscono il rispetto del principio DNSH (Do No Significant Harm, “non arrecare un danno significativo”).

Sono inoltre ammesse le attività di servizi alle imprese elencate nell’allegato 4 del decreto 10 febbraio 2022.

AGEVOLAZIONE

Programmi di investimento da realizzare nei territori delle regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, realizzati da Micro e Piccole imprese

Programmi di investimento da realizzare nei territori delle regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia realizzati da Medie imprese

Programmi di investimento da realizzare nei territori delle regioni Basilicata, Molise e Sardegna, realizzati da Micro e Piccole imprese

Programmi di investimento da realizzare nei territori delle regioni Basilicata, Molise e Sardegna, realizzati da Medie imprese

Programmi di investimento da realizzare nelle regioni Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Trentino Alto-Adige, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto, realizzati da imprese di Micro e Piccola dimensione

Programmi di investimento da realizzare nelle regioni Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Trentino Alto-Adige, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto, realizzati da imprese di Media dimensione

Soglie di spese ammissibili:

Molise, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna, spese ammissibili non inferiori complessivamente a 500.000 euro e non superiori a 3.000.000 euro e, comunque, all’80% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato

Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Trentino Alto-Adige, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto, spese ammissibili non inferiori complessivamente a un 1.000.000 euro e non superiori a 3.000.000 di euro e, comunque, all’80% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato

INVESTIMENTI AMMESSI

Programmi che prevedono la realizzazione di investimenti innovativi, sostenibili e con contenuto tecnologico elevato e coerente al piano nazionale Transizione 4.0, attraverso l’utilizzo delle tecnologie indicate nel decreto,  in grado di aumentare il livello di efficienza e di flessibilità nello svolgimento dell’attività economica dell’impresa proponente.

I programmi di investimento devono:

  • prevedere l’utilizzo delle tecnologie abilitanti afferenti al piano Transizione 4.0.
  • essere diretti all’ampliamento della capacità alla diversificazione della produzione, funzionale a ottenere prodotti mai fabbricati in precedenza o al cambiamento fondamentale del processo di produzione di un’unità produttiva esistente ovvero alla realizzazione di una nuova unità produttiva
  • essere realizzati presso un’unità produttiva localizzata nel territorio nazionale
  • essere avviati successivamente alla presentazione della domanda
  • prevedere un termine di ultimazione non successivo a 12 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni.

Per i programmi caratterizzati da un particolare contenuto di sostenibilità, sono previsti specifici criteri di valutazione, che consentono all’impresa proponente di conseguire un punteggio aggiuntivo nell’ambito dell’attività di valutazione dell’istanza prevista per l’accesso alle agevolazioni.

SPESE AMMISSIBILI

Sono ammissibili alle agevolazioni le spese strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento di cui all’articolo 6 del decreto 10 febbraio 2022, relative all’acquisto di nuove immobilizzazioni materiali e immateriali, come definite agli articoli 2423 e seguenti del codice civile, che riguardino:

  1. macchinari, impianti e attrezzature
  2. opere murarie, nei limiti del 40% del totale dei costi ammissibili
  3. programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei beni materiali di cui alla lettera a)
  4. acquisizione di certificazioni ambientali

Per i progetti di investimento volti al miglioramento della sostenibilità energetica dell’impresa, sono, inoltre, ammissibili le spese aventi ad oggetto servizi di consulenza diretti alla definizione della diagnosi energetica di cui al decreto legislativo 4 luglio 2014 n. 102, nei limiti del 3% dell’importo complessivo delle spese ammissibili e a condizione che l’effettuazione della diagnosi non costituisca un adempimento obbligatorio per l’impresa ai sensi della normativa di riferimento.

SCADENZE

Le agevolazioni sono concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello.

Compilazione della domanda a partire dalle ore 10.00 del 4 maggio 2022  

Invio telematico a partire dalle ore 10.00 del 18 maggio 2022 

RISORSE UTILI

Decreto direttoriale 12 aprile 2022 – Termini e modalità di presentazione delle domande

Decreto ministeriale 10 febbraio 2022 – Nuovi investimenti imprenditoriali innovativi. Istituzione del regime di aiuto.

Transizione Ecologica e Digitale

Aggiornamento: scadenza finale al 10 maggio 2022

Dal 3 maggio aumento dell’investimento ammissibile a 1.000.0000 di euro e accesso consentito alche alle  MEDIE IMPRESE

Sospensione dello sportello dal 27/4 al 3/5 (click day al 3/5/2022)

L’obiettivo di questo incentivo è  sostenere gli investimenti volti a favorire la Transizione Digitale (almeno il 50% del totale del finanziamento) ed Ecologica delle PMI e promuoverne la competitività sui mercati esteri.

BENEFICIARI

PMI costituite in forma di società di capitali e che abbiano depositato presso il Registro imprese almeno due bilanci relativi a due esercizi completi.

La PMI deve avere un Fatturato Estero la cui media degli ultimi due esercizi sia almeno il 20% del fatturato aziendale totale, oppure pari ad almeno il 10% del fatturato aziendale dell’ultimo bilancio depositato;

AGEVOLAZIONE

Contributo a fondo perduto fino al 40% per le imprese del Sud

Contributo a fondo perduto fino al 25% per le altre imprese

Tasso agevolato attualmente pari allo 0,055% sulla rimanente quota

Importo massimo finanziabile: 300.000 euro e non superiore al 25% dei ricavi medi degli ultimi due esercizi chiusi

Durata del finanziamento: 6 anni, di cui 2 di pre-ammortamento.

Il finanziamento è erogato in due tranche:

1° tranche: pari al 50% del finanziamento, a titolo di anticipo sarà erogata entro 30 giorni dalla data di adempimento delle eventuali condizioni sospensive.

2° tranche: restante 50% nel limite delle spese riconosciute, sarà effettuata dopo che SIMEST avrà ricevuto il rendiconto delle spese sostenute e a condizione che queste superino l’importo già erogato, e che rientrino tra le spese ammissibili

SPESE AMMISSIBILI

Spese per la Transizione Digitale che dovranno rappresentare almeno il 50% delle Spese Ammissibili finanziate:

  • integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali
  • realizzazione/ammodernamento di modelli organizzativi e gestionali in ottica digitale
  • investimenti in attrezzature tecnologiche, programmi informatici e contenuti digitali
  • consulenze in ambito digitale (i.e. digital manager) o disaster recovery e business continuity
  • blockchain (esclusivamente per la notarizzazione dei processi produttivi e gestionali aziendali)
  • spese per investimenti e formazione legate all’industria 4.0 (es. cyber security, big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, simulazione e sistemi cyber-fisici, sistemi di visualizzazione, realtà virtuale e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborative, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine).

Spese per la sostenibilità e l’internazionalizzazione che dovranno rappresentare non più del 50% delle Spese Ammissibili finanziate:

  • spese per investimenti per la sostenibilità in Italia (es. efficientamento energetico, idrico, mitigazione impatti climatici, ecc)
  • spese per internazionalizzazione (es. investimenti per singole strutture commerciali in paesi esteri, consulenze per l’internazionalizzazione, spese promozionali e per eventi internazionali in Italia e all’estero ecc)
  • spese per valutazioni/certificazioni ambientali inerenti il finanziamento, ivi incluso le eventuali spese per le verifiche di conformità agli Orientamenti tecnici della Commissione Europea (2021/ C 58/01) sull’applicazione del principio “non arrecare un danno significativo” (“Do no significant harm – DNSH) ai sensi dell’articolo 17 del Regolamento (UE) 2020/852.

Non sono ammissibili/finanziabili le spese per attività connesse all’esportazione, ossia le attività direttamente collegate ai quantitativi esportati, alla costituzione e gestione di una rete di distribuzione, o le spese correnti connesse con l’attività di esportazione. Sono altresì escluse le spese per immobilizzazioni immateriali e finanziarie e quelle relative ad attività proprie ( es. le spese riferite al personale del Richiedente).

Ai fini dell’ammissibilità all’Intervento, le Spese ammissibili devono essere sostenute a partire dalla data di ricezione dell’Esito della domanda ed entro 24 mesi dalla Data di Stipula;

Dal 3 maggio aumento dell’investimento ammissibile a 1.000.0000 di euro e accesso consentito alche alle  MEDIE IMPRESE

Sospensione dello sportello dal 27/4 al 3/5 (click day al 3/5/2022)

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