Intervista Abruzzo Impresa – Decreto “Salva-imprese”: 400 miliardi per la liquidità

Ce ne parla l’esperto in finanza agevolata Alfredo Castiglione che analizza gli strumenti dei due Decreti fino ad oggi emanati e lo stato dell’economia abruzzese

a cura di Eleonora Lopes

Garanzie sui prestiti alle imprese con una liquidità immediata di 400 miliardi di euro, pagamenti della PA più veloci, sospensione dei termini per chi è in debito con il Fisco. Sono alcune delle misure previste dal decreto “Salva Imprese” che ha ottenuto il via libera lunedì 6 aprile dopo un lungo Consiglio dei ministri.

Abbiamo fatto il punto sui decreti fino ad oggi emanati e sullo stato dell’emergenza economica in Abruzzo con Alfredo Castiglione, ex assessore regionale alle attività produttive, oggi a capo della Ramses Group srl. La società, con sede principale a Pescara, offre consulenza per l’accesso alla Finanza Agevolata, per favorire l’innovazione aziendale, lo sviluppo di progetti e la realizzazione di nuovi investimenti. Castiglione, tributarista ed esperto in Europrogettazione e Finanza agevolata, è affiancato dal direttore della Ramses Group, Lucia Di Paolo, dottore commercialista e consulente specializzata.

A che punto siamo con l’emergenza economica?

«L’epidemia di coronavirus  sta cambiando rapidamente condizioni sanitarie, abitudini di vita, relazioni sociali e attività economiche.  Sarebbe illusorio pensare che, passata l’epidemia, l’economia possa tornare come prima. Tra gli  effetti dell’emergenza c’è l’esigenza di ripensare produzioni e consumi alla luce delle esigenze della salute e della  sostenibilità ambientale. Un’altra crisi sanitaria che riceve  pochissima attenzione in Italia è quella delle morti e degli infortuni sul lavoro; occorre spostarsi verso un sistema produttivo di qualità, capace di provocare meno danni alla salute di lavoratori e cittadini. Il sistema della salute e del welfare può diventare uno dei motori dello sviluppo dell’economia. I meccanismi che alimentano la crisi sono innanzitutto l’interruzione di parte della produzione e il blocco dei consumi  nei periodi di diffusione più acuta dell’epidemia che stiamo ora vivendo. Interi settori come viaggi, aerei, trasporti, turismo e ristorazione sono fermi. La produzione, specie nel manifatturiero, dipende oramai in forte misura da sistemi di produzione internazionale con componenti prodotte  in decine di paesi diversi, un sistema assai vulnerabile di fronte al blocco di attività legato all’epidemia. Gli effetti sul lavoro sono la perdita di occupazione  e di salario, che possono essere compensati solo in misura limitata, dalle misure compensative come quelle introdotte dal Governo Italiano (cassa integrazione, sgravi fiscali, ecc..). La prevedibile caduta di domanda finirà per rallentare ulteriormente la produzione. L’aumento di spesa sanitaria dovuto all’emergenza epidemia difficilmente potrà avere effetti espansivi rilevanti sull’insieme dell’economia. Di fronte a questa recessione, le politiche di espansione monetaria sono del tutto inefficaci; anche lo stimolo indiretto di politiche fiscali espansive o sgravi fiscali rischia di avere effetti limitati; solo un aumento della spesa pubblica per acquisti di beni e la creazione di nuove attività produttive può far ripartire l’economia».

Quali sono le misure di sostegno erogate nel Decreto “Cura Italia”?

«Il Decreto che concede all’Italia che produce le prime boccate di ossigeno è il c.d. “Cura Italia”  (entro i mesi di aprile e maggio usciranno altre misure che puntano al rilancio degli investimenti). Il Decreto Cura Italia è certamente una manovra  che investe tutti i 25 miliardi messi come prima trance  con tanto di scostamento sul deficit e che attiverà flussi di denaro per 350 miliardi. Va a toccare famiglie e imprese, fornendo liquidità ai settori più colpiti. Di certo non possiamo pensare di combattere una alluvione con gli stracci. Occorre cercare di costruire una diga per proteggere imprese famiglie e lavoratori».

Di seguito elenchiamo le misure:

SOSTEGNO ALLE IMPRESE

Credito d’imposta per botteghe e negozi . A chi fa attività d’impresa e ha un negozio o una bottega in affitto è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 60% dell’ammontare del canone di locazione.

Liquidità a imprese. Mutui, scattano le garanzie pubbliche. Un capitolo riguarda il sistema del credito e l’agevolazione dell’erogazione di liquidità: arriva l’attesa sospensione delle rate di mutui e dei prestiti, con garanzie pubbliche.

Fondo centrale di garanzia per le Pmi, viene potenziato attivando la gratuità della garanzia prestata dal fondo e altre agevolazioni.

Fondo per acquisto materiale per dipendenti e credito d’imposta al 50% per le spese di sanificazione di ambienti e strumenti di lavoro (massimo 20mila euro)

SOSTEGNO AI LAVORATORI

Ammortizzatori sociali (cassa integrazione e fondi solidarietà)

I datori di lavoro che nell’anno 2020 sospendono o riducono l’attività per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19  possono presentare domanda di cassa integrazione ordinaria con causale speciale “emergenza Covid-19” per una durata massima di 9 settimane e comunque da fruire entro il mese di agosto 2020.

Estensione dell’assegno ordinario corrisposto dal Fondo integrazione salariale (FIS) per i settori terziario/turismo alle aziende con più di 5 dipendenti.

Congedi parentali  e Voucher. Per l’anno 2020 a decorrere dal 05/03/2020, a seguito della chiusura di asili e scuole, i genitori lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato con figli di età non superiore a 12 anni, hanno diritto di fruire di uno specifico congedo per il quale è riconosciuta un’indennità pari al 50% della retribuzione della durata massima di  15 giorni. Previsto un bonus baby-sitting di 600 euro per i nuclei familiari con figli minori fino a 12 anni di età. Le modalità operative per accedere a congedo o bonus saranno stabilite dall’Inps.

Permessi assistenza familiare disabile legge 104/92. Il numero di giorni di permesso mensile retribuito per i lavoratori che usufruiscono di permessi per assistenza familiare disabile ai sensi della legge 104/92 viene incrementato di 12 giornate per il mese di marzo e altre 12 per il mese di aprile, arrivando così a 15 giorni mensili.

Bonus di 100 euro per chi va al lavoro in sede. Ai lavoratori dipendenti con reddito lordo fino a 40mila euro che continueranno a lavorare nelle loro sedi di lavoro (non in smart working)

Quarantena equiparata alla malattia

Indennità di 600 euro per gli autonomi e gli stagionali. Ai lavoratori autonomi e partite Iva e ai cococo iscritti alla Gestione separata, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, è riconosciuta un’indennità una tantum di 600 euro per il mese di marzo, non tassata. Questo in attesa del successivo decreto che arriverà in aprile. Un bonus dello stesso importo viene assegnato anche ai lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali, ad artigiani e commercianti non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria.

SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE

L’aiuto per chi ha un mutuo. Chi ha un mutuo sulla prima casa e si trova in difficoltà potrà chiedere la sospensione delle rate del mutuo anche se è un lavoratore autonomo. Non occorre presentare l’Isee.

Colf e badanti. Le famiglie non sono tenute a pagare i contributi di colf e badanti in scadenza tra il 23 febbraio e il 31 maggio. I versamenti dovranno essere effettuati entro il 10 giugno 2020 senza sanzioni e interessi.

LE MISURE FISCALI

Versamenti sospesi fino a fine maggio per i “piccoli”. I versamenti di ritenute, di trattenute dell’addizionale regionale e comunale, dell’Iva annuale e mensile e dei contributi Inps e Inail che erano previsti entro il 16 marzo sono sospesi. Stop a cartelle esattoriali ed accertamenti esecutivi. Andranno inviate solo le comunicazioni relative alla dichiarazione dei redditi precompilata. Gli adempimenti sospesi vanno effettuati entro il 30 giugno 2020 senza applicazione di sanzioni.

Stop alla ritenuta d’acconto per professionisti. I professionisti senza dipendenti, con ricavi o compensi inferiori a 400.000 nel periodo di imposta precedente, non devono applicare la ritenuta di acconto sulle fatture di marzo e aprile. Verseranno in un’unica soluzione entro fine maggio oppure in cinque rate sempre a partire da maggio.

Sospensioni senza limite di fatturato per tutti i settori più colpiti. Non c’è limite di ricavi, invece, per quanto riguarda le agevolazioni concesse ai settori messi in ginocchio dall’emergenza, che in questa fase non potrebbero sostenere forti uscite di cassa: il decreto infatti allarga la boccata di ossigeno già concessa al turismo e agli alberghi. In particolare sono sospesi fino a fine maggio i versamenti di ritenute, contributi previdenziali e contributi Inail anche per tutti i ristoranti, gelaterie, pasticcerie, bar, pub, palestre, piscine, teatri, sale concerto, cinema, ricevitorie del lotto e scommesse, soggetti che organizzano corsi, fiere ed eventi, gestori di musei, biblioteche, luoghi e monumenti storici ma anche riserve naturali e parchi divertimento. Le società sportive sia professionistiche sia dilettantistiche avranno tempo invece fino al 30 giugno. Il pagamento – senza sanzioni né interessi – andrà fatto in un’unica soluzione entro il 31 maggio oppure in cinque rate di pari importo a partire da maggio».

Quali sono invece le misure del Decreto “Salva-imprese” che ha ottenuto il via libera ieri sera?

«Nella seduta del 6 aprile 2020, il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo decreto, dovrebbe essere il primo di 2 decreti che avranno la luce nel mese di aprile per sostenere l’economia duramente provata dal blocco delle attività a seguito dell’epidemia da Coronavirus. Si iniettano 400 miliardi di euro di liquidità attraverso la possibilità di ottenere finanziamenti garantiti dallo Stato. Ma anche nuove proroghe al 30 giugno per il versamento delle ritenute, delle addizionali e dell’IVA, oltre che dei contributi dei mesi di aprile e maggio, però differenziate a seconda del fatturato conseguito nel 2019. Da segnalare anche il posticipo dell’entrata in vigore della disciplina sulla crisi d’impresa al 1° settembre 2021. Dalle banche prestiti automatici fino a 25 mila euro alle piccole imprese, ai professionisti e agli esercenti, senza dover più attendere la valutazione del merito creditizio. Cioè senza più attendere il via libera del fondo di garanzia pmi, che comunque garantirà il 100% del credito erogato. E ancora, garanzie fino al 100% dei prestiti bancari concessi (90% a carico dello stato e 10% a carico dei confidi) e fino a un massimo di 800 mila euro di importo, per le imprese che hanno ricavi fino a 3,2 milioni di euro, ma dietro obbligo di valutazione finanziaria e andamentale dell’attività. E, infine, garanzie fino al 90% del finanziamento bancario per le imprese che hanno fatturato fino a 5 mln di euro, senza dover più superare alcun esame sulla tenuta finanziaria e sull’andamento dei conti. Sono questi i tre pilastri che reggono l’ampliamento della portata del fondo di garanzia per le pmi; una sorta di bazooka del credito privato il cui rischio è coperto dallo stato, finalizzato ad assicurare liquidità immediata alle imprese colpite dalle ripercussioni causate dall’emergenza Covid-19; il potenziamento è contenuto nello schema di decreto sulla liquidità varato ieri dal Consiglio dei ministri. Non solo: Comuni e Regioni potranno anche aprire sezioni del fondo di garanzia, e contribuire con i propri fondi allo sviluppo delle imprese del loro territorio.

Come si è detto, la situazione di emergenza attuale ha fatto arretrare gli investimenti privati nella sequenza di priorità attuali per le imprese. È chiaro che non ha molto senso parlare di investimenti privati nel momento in cui è fermo il 50% dell’attività produttiva del Paese. Le priorità devono essere, in ordine cronologico: liquidità, riapertura e poi investimenti.

In riferimento a questi ultimi, quindi, è difficile che le modifiche al Piano Transizione 4.0  (ex impresa 4.0) trovino spazio in uno dei due decreti legge di aprile del Governo, che si concentreranno sul garantire la liquidità necessaria alle imprese. Più probabile invece che le modifiche alle aliquote dei crediti d’imposta previsti dal Piano Transizione 4.0 siano contenute in un intervento che vedrà la luce a maggioL’importante è che il Decreto Legge sia immediatamente operativo, senza dover attendere ulteriori decreti attuativi. Perché, se c’è una cosa che l’emergenza Coronavirus ha dimostrato, è l’importanza dell’innovazione tecnologica nell’industria italiana. Questo Coronavirus cambierà in modo strutturale molte cose. Ciò che sicuramente non cambierà è la centralità degli investimenti digitali: come ad esempio alla manutenzione a distanza, che in questo periodo ha consentito alle imprese di continuare a dare il servizio post vendita, elemento centrale dell’Industria 4.0».

 Che situazione stanno vivendo le imprese abruzzesi?

«Dopo il contagio virale può arrivare un contagio economico, e per  questo occorre impedire  che avvenga il tracollo di quei settori maggiormente esposti , specie nei nostri territori , ad un rischio immediato sia perché vivono di contatto con il pubblico  che per le scarse tute . Mi riferisco alle aziende ricettive, di ristorazione, turistiche, alle strutture sportive e a cascata a tutto il popolo delle partite iva e di imprenditorialità che rappresenta l’ossatura economica del nostro Abruzzo. La nostra regione ha raggiunto negli ultimi anni livelli di esportazione soprattutto nel settore agroalimentare  molto importanti , si pensi alla pasta e al vino sono i prodotti fiori all’occhiello del nostro territorio. Sono duramente colpiti i settori importanti del tessuto produttivo, quali il commercio, l’edilizia, la ristorazione, il turismo. E se pensiamo che questo blocco si inserisce in un quadro economico che già non camminava a gonfie vele o che stava mostrando segni di timida ripresa, possiamo pensare e ben comprendere che la situazione è davvero preoccupante. La Regione fino ad ora si è mossa: sospendendo la riscossione di tutte le imposte e tasse e tributi speciali di competenza, fino alla cessazione dello stato emergenza; sospensione delle rate di mutuo verso Fira o verso Abruzzo Sviluppo; verso l’utilizzo dei fondi strutturali europei per investimenti, attraverso la riprogrammazione; si avvia al  rifinanziamento dello strumento del microcredito. Ha approvato lo scorso 4 aprile, un progetto di legge per famiglie e imprese che mette in circolo 100 milioni; in collaborazione con la cassa depositi e prestiti  20 milioni per il pagamento stati avanzamento lavori pubblici: 13 milioni fondo perduto per le PMI, 10 milioni per la sospensione canoni consorzi di bonifica, 6milioni e 300 mila per PMI che hanno fatto investimenti o devono fare investimenti per riconvertire la loro attività per l’emergenza, 5 milioni sospensione canoni corsortili ARAP, 5 milioni pagamento canoni alloggi ATER e 10 milioni alla Protezione Civile. Occorre aspettare come verranno utilizzati i 13 milioni di euro per le PMI».

Lei ha una società che si occupa di consulenza e finanza agevolata. Crede che ci saranno cambiamenti nel suo settore?

«Sono amministratore unico della Ramses Group srl Finanza Agevolata ed insieme alla mia collega Lucia Di Paolo, direttore della struttura, abbiamo uno staff importante di professionisti e collaboratori che attualmente lavorano in smart working da casa, per cui non abbiamo assolutamente interrotto il nostro lavoro. In questo momento, preservare la capacità economico-finanziaria delle imprese e garantire la continuità di attività e reddito anche ai lavoratori e alle loro famiglie è una esigenza fondamentale per l’Italia, importante quasi quanto quella di garantire la salute dei cittadini, contenere la diffusione dell’epidemia e preservare la tenuta del sistema sanitario nazionale. Siamo consulenti d’impresa specializzati in Finanza Agevolata a livello locale, Nazionale ed Europea, ed i nostri collaboratori e consulenti  stanno mantenendo la piena attività e siamo di grande aiuto a tutti gli imprenditori, soprattutto  in un momento come questo, di scelte difficili, strategiche e talvolta coraggiose per se stessi, per le aziende e i lavoratori. Per questi motivi , almeno finchè non dovesse esserci impedito di farlo a causa di un inasprimento delle misure restrittive sulle attività d’impresa, non solo continueremo a seguire ed assistere tutti i nostri clienti con la consueta efficienza, e a garantire la continuità di ogni nostro servizio, nel rispetto di tutte le avvertenze governative e favorendo il telelavoro, ma abbiamo deciso, di metterci al servizio  anche di tutte le imprese non clienti, in fase di maturità, sviluppo o start-up, che in questo periodo necessitano di supporto per ridurre i rischi e cogliere ogni opportunità a sostegno della propria attività, non solo guardando strettamente alla fase di emergenza e alle misure ad essa correlate, ma anche alla fase successiva di ripresa e di rientro a pieno regime nel proprio mercato di riferimento. La Finanza Agevolata, sarà sempre più elemento importante sia nella fase emergenziale come questa che in quella di rilancio, occorre ancor di più analizzare la situazione di ogni singola azienda in modo approfondito  mettendo sempre a confronto diverse competenze da diversi punti di vista. Scelte affrettate delle misure contenute del decreto “Cura Italia”, o l’abbinamento di misure incompatibili con i prossimi investimenti dell’impresa, siano essi già programmati o di improvvisa necessità futura, infatti, potrebbero, arrecare un vantaggio immediato, ma causare poi disagi e/o perdite nel medio – lungo periodo».

Abruzzo Impresa

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