Industria, investimenti e innovazione nel programma di Governo CONTE BIS

RAMSES GROUP NEWS n.11 – 6 Settembre 2019

Rafforzamento di Impresa 4.0 e degli incentivi per le PMI

La versione del programma di Governo contiene oltre al dato quantitativo, anche un dato qualitativo: alcuni temi vengono ben esplicitati e rientrano diverse parole chiave. Una tra tutte? Impresa 4.0.

Già dal primo punto, dove a proposito della prossima legge di bilancio, si parla non solo di “neutralizzazione dell’aumento dell’IVA, di sostegno alle famiglie e ai disabili, del perseguimento di politiche per l’emergenza abitativa, di deburocratizzazione e semplificazione amministrativa, di maggiori risorse per scuola, università, ricerca e welfare”, si parla anche in maniera forte e chiara del “rafforzamento degli incentivi per gli investimenti privati”.

* punto 1*

Con riferimento alla legge di bilancio per il 2020 sono prioritari: la neutralizzazione dell’aumento dell’IVA, le misure di sostegno alle famiglie e ai disabili, il perseguimento di politiche per l’emergenza abitativa, le misure di deburocratizzazione e di semplificazione amministrativa, il rafforzamento degli incentivi per gli investimenti privati, nonché l’incremento della dotazione delle risorse per la scuola, per l’università, per la ricerca e il per il welfare. Tutte le previsioni saranno comunque orientate a perseguire una politica economica espansiva, in modo da indirizzare il Paese verso una solida prospettiva di crescita e di sviluppo sostenibile, senza mettere a rischio l’equilibrio di finanza pubblica.

* punto 2 *

Con la formazione della nuova Commissione europea si apre una nuova fase di programmazione economica e sociale. Sarà un obiettivo prioritario del Governo partecipare alla definizione di nuove linee di intervento per rilanciare piani di investimento e aumentare i margini di flessibilità allo scopo di rafforzare la coesione sociale. L’Italia deve essere protagonista di una fase di rilancio e di rinnovamento dell’Unione europea, intesa come strumento per ridurre le disuguaglianze e vincere la sfida della sostenibilità ambientale. Il Governo si adopererà per promuovere le modifiche necessarie a superare l’eccessiva rigidità dei vincoli europei, che rendono le attuali politiche di bilancio pubblico orientate prevalentemente alla stabilità e meno alla crescita, in modo da tenere conto dei complessivi cicli economici e di evitare che si inneschino processi involutivi. Abbiamo bisogno di un’Europa più solidale, più inclusiva, soprattutto più vicina ai cittadini.

Completamente nuovo è il terzo punto, tutto dedicato all’industria. Si comincia con la constatazione che “il sistema industriale del nostro Paese sconta problemi di bassa crescita e produttività, ma ha in sé grandi potenzialità per affrontare la sfida di una nuova stagione di sviluppo che faccia dell’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile il suo punto di forza”.

* punto 3 *

“Il sistema industriale del nostro Paese sconta problemi di bassa crescita e produttività, ma ha in sé grandi potenzialità per affrontare la sfida di una nuova stagione di sviluppo che faccia dell’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile il suo punto di forza. Siamo una realtà nella quale la produzione di massa incontra la capacità di personalizzazione del prodotto. La presenza di unità economiche di piccola e media dimensione (settori artigianali, design, manifattura) ci consentono flessibilità nei processi e adesione alle richieste del mercato.”

Oggi la sfida è quella dell’innovazione connessa a una convincente transizione in chiave ambientale del nostro sistema industriale, allo sviluppo verde per creare lavoro di qualità, alla piena attuazione dell’economia circolare, alla sfida della “quarta rivoluzione industriale”: digitalizzazione, robotizzazione, intelligenza artificiale. Il piano Impresa 4.0 è la strada tracciata da implementare e rafforzare. Il Governo intende inoltre potenziare gli interventi in favore delle piccole e medie imprese.”

Poi il programma di Governo parla esplicitamente della quarta rivoluzione industriale e di Impresa 4.0: “Siamo una realtà nella quale la produzione di massa incontra la capacità di personalizzazione del prodotto. La presenza di unità economiche di piccola e media dimensione (settori artigianali, design, manifattura) ci consentono flessibilità nei processi e adesione alle richieste del mercato. Oggi la sfida è quella dell’innovazione connessa a una convincente transizione in chiave ambientale del nostro sistema industriale, allo sviluppo verde per creare lavoro di qualità, alla piena attuazione dell’economia circolare, alla sfida della “quarta rivoluzione industriale”: digitalizzazione, robotizzazione, intelligenza artificiale. Il piano Impresa 4.0 è la strada tracciata da implementare e rafforzare. Il Governo intende inoltre potenziare gli interventi in favore delle piccole e medie imprese“.

Il Green New Deal

Anche il paragrafo del programma di Governo dedicato al Green New Deal – il settimo – viene meglio argomentato: lo scopo è “la protezione dell’ambiente e della biodiversità”. Oltre ad “adottare misure che incentivino prassi socialmente responsabili da parte delle imprese”, si specificano altre due linee di azione precedentemente assenti: “perseguire la piena attuazione della eco-innovazione” e “introdurre un apposito fondo che valga a orientare, anche su base pluriennale, le iniziative imprenditoriali in questa direzione”. Resta l’impegno a “promuovere lo sviluppo tecnologico e le ricerche più innovative in modo da rendere quanto più efficace la “transizione ecologica” e indirizzare l’intero sistema produttivo verso un’economia circolare, che favorisca la cultura del riciclo e dismetta definitivamente la cultura del rifiuto”.

* punto 7 *


Il Governo intende realizzare un Green New Deal, che comporti un radicale cambio di paradigma culturale e porti a inserire la protezione dell’ambiente e della biodiversità tra i principi fondamentali del nostro sistema costituzionale. Tutti i piani di investimento pubblico dovranno avere al centro la protezione dell’ambiente, il progressivo e sempre più diffuso ricorso alle fonti rinnovabili, la protezione della biodiversità e dei mari, il contrasto ai cambiamenti climatici. Occorre adottare misure che incentivino prassi socialmente responsabili da parte delle imprese; perseguire la piena attuazione della eco-innovazione; introdurre un apposito fondo che valga a orientare, anche su base pluriennale, le iniziative imprenditoriali in questa direzione. È necessario promuovere lo sviluppo tecnologico e le ricerche più innovative in modo da rendere quanto più efficace la “transizione ecologica” e indirizzare l’intero sistema produttivo verso un’economia circolare, che favorisca la cultura del riciclo e dismetta definitivamente la cultura del rifiuto. La digitalizzazione della P.A. a supporto dell’innovazione

Il punto 24 del programma contestualizza il “Il progetto di innovazione e digitalizzazione della P.A” all’interno di uno scenario ampio, che parte dalla consapevolezza che “un grande Paese industriale come l’Italia debba porsi come obiettivo l’innovazione tecnologica quale vettore di crescita economica, favorendo l’aumento degli investimenti privati, ancora troppo lontani dalla media europea, in start-up e PMI innovative“. Inoltre l’intero sistema-Paese necessita “di rinnovate competenze digitali”. Proprio per questo il progetto di innovazione e digitalizzazione della P.A. “costituisce una misura particolarmente efficace per contribuire allo sviluppo e alla crescita economica e culturale del Paese”.

* punto 24*

Il Governo ritiene che un grande Paese industriale come l’Italia debba porsi come obiettivo l’innovazione tecnologica quale vettore di crescita economica, favorendo l’aumento degli investimenti privati, ancora troppo lontani dalla media europea, in start-up e PMI innovative. Nella consapevolezza che l’intero “sistema-Paese” necessiti di rinnovate competenze digitali, anche il progetto di innovazione e digitalizzazione della P.A. costituisce una misura particolarmente efficace per contribuire allo sviluppo e alla crescita economica e culturale del Paese. A tal fine, sarà promossa l’integrazione delle tecnologie digitali nei processi decisionali, attraverso una sempre maggiore interoperabilità delle soluzioni tecnologiche, un migliore utilizzo dei dati pubblici, una crescente diffusione di standard comuni.

Supporto all’export

La versione definitiva del programma di Governo fornisce una descrizione articolata circa il voler rafforzare il nostro export, individuando gli strumenti più idonei per promuovere e accompagnare il made in Italy. Saranno potenziate “le attività di consulenza e di supporto finanziario e assicurativo in favore degli esportatori, anche attraverso l’individuazione di un adeguato modello di condivisione dei rischi tra Sace e MEF”.
Più in generale, è scritto nel documento, “si rende necessario accompagnare e sostenere gli imprenditori italiani che operano all’estero, elaborando alcune proposte che mirino a introdurre anche da noi le best practices in materia, ricavate dall’analisi comparativa con altri ordinamenti giuridici”.

Nasce il Ministero per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione

Si tratta di un ministero senza portafoglio, cioè non dotato di risorse proprie, come lo sono anche quello per i Rapporti con il Parlamento, quello per la Pubblica Amministrazione, quello per gli Affari Regionali, quello per il Sud, quello per le Politiche Giovanili e lo Sport, quello per le Pari Opportunità e la Famiglia e quello per gli Affari Europei.
Il nuovo Ministero dovrebbe accorpare le funzioni attualmente svolte dall’Ufficio per l’innovazione e la digitalizzazione in seno al Ministero della Pubblica Amministrazione e le funzioni del Dipartimento per la trasformazione digitale appena creato in seno alla Presidenza del Consiglio.

Per consultare il Testo integrale del Programma di Governo clicca qui

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