Diventa un’impresa 4.0: RAMSES GROUP strumenti finanziari per sviluppare i tuoi progetti

RAMSES GROUP NEWS n.193 – 25 giugno 2021

LA NOSTRA FORMULA 

E’

MANTENERE ELEVATO LO STANDARD DELLA CONSULENZA

è un metodo verificato e apprezzato da tantissimi imprenditori che in questi anni ci hanno dato la loro fiducia, affidandoci l’incarico di sostenerli nel procedimento di rendicontazione delle agevolazioni fiscali per sviluppare i loro progetti

IL NOSTRO PRIMO INCONTRO
CON 

CHECK-UP GRATUITO

finalizzato a valutare le tue idee, i tuoi progetti di investimento e capire quali leve di finanza agevolata puoi sfruttare per sostenerli


E’ DI PRIMARIA IMPORTANZA 

serve a te per avere tutte le opportune informazioni sulle agevolazioni presenti e serve a noi per avere le migliori informazioni sui tuoi progetti 

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ALCUNE MISURE AUTOMATICHE A CUI POTRESTI ACCEDERE
A  SUCCESS — FEE

CREDITO D’IMPOSTA
RICERCA&SVILUPPO INNOVAZIONE DESIGN

PATENT
BOX

CREDITO D’IMPOSTA
BENI STRUMENTALI 4.0

CREDITO D’IMPOSTA
FORMAZIONE 4.0

CREDITO IMPOSTA

INVESTIMENTO MACCHINARI 
MEZZOGIORNO

BONUS
ALBERGHI


 IL NOSTRO METODO DI LAVORO 


1 PRIMO INCONTRO        2 COLLOQUIO  TECNICO      3 ANALISI AZIENDA – CHECK  UP          

4 PROPOSTA PROGETTUALE            5 CONDIVISIONE E VALUTAZIONE       6 SOTTOSCRIZIONE MANDATO

7  LAVORAZIONE  PRATICA               8  CERTIFICAZIONE SE DOVUTA E REVISIONE PRATICA           

9 COMUNICAZIONE BENEFICIO OTTENUTO    10 OTTENIMENTO BENEFICIO      11 EMISSIONE FATTURA

ANALISI GRATUITA DEI DATI

Nessun costo di prevalutazione. Se dalle analisi tecniche, svolte dai nostri specialisti, dovesse emergere l’assenza dei requisiti per richiedere le agevolazioni, nulla ci sarà dovuto. Alla presenza dei requisiti, ci faremo invece carico di seguire tutto l’iter fino all’ottenimento del beneficio economico.

PAGAMENTO A RISULTATO

All’ottenimento del risultato matureremo una commissione  in relazione al credito d’imposta, al contributo o al risparmio fiscale ottenuto. L’entità della commissione sarà concordata preventivamente e varierà in funzione dell’agevolazione. 

ASSISTENZA TRIBUTARIA

Siamo pronti a sostenere quanto rendicontato nelle eventuali fasi di accertamento e contenzioso che dovessero insorgere. Questo è il nostro valore aggiunto rispetto a tanti altri, che lasciano l’imprenditore in balia dei controlli. Non va dimenticato, infatti, che i crediti d’imposta sono generalmente misure dal carattere automatico. Ciò significa che il “peso” delle scelte fatte in ordine all’inserimento o meno di un costo all’interno di una pratica di agevolazione, sarà sempre sulle tue spalle. In tantissimi casi, abbiamo riscontrato errori. Spesso frutto di consigli superficiali da parte di soggetti poco avveduti e impreparati, capaci solo di dire “sì” a tutto e a inserire numeri in tabella.

Noi crediamo fermamente in quello che facciamoEd è per questa ragione che possiamo garantirti un servizio di assistenza tributaria per quanto di nostra competenza nello sviluppo della pratica.

UN TUTOR 4.0

E’ QUANTO LA RAMSES GROUP HA IDEATO PER LE IMPRESE CHE VOGLIONO CRESCERE E INNOVARSI MA NON HANNO NEL PROPRIO ORGANICO LE FIGURE ADATTE. UNA PROPOSTA  SU MISURA E FRUTTO DELLA NOSTRA ESPERIENZA  A CONTATTO CON CENTINAIA DI IMPRENDITORI 

Diventa un’impresa 4.0

Agevolazioni di Transizione 4.0? Si tratta di un insieme di incentivi varato dal governo in prosecuzione del piano Industria 4.0. L’obiettivo è quello di stimolare gli investimenti privati con una serie di misure agevolative fiscali che avranno effetto fino a giugno 2023. Sei hai in programma di acquistare nuovi impianti, beni o attrezzature per la tua impresa, formare i tuoi dipendenti o avviare progetti di ricerca e sviluppo per migliorare i tuoi prodotti, questo è proprio il momento giusto. I crediti di imposta e le agevolazioni fiscali previste ti consentiranno di recuperare gran parte degli investimenti. E se la tua azienda si trova in una delle regioni del Mezzogiorno i benefici saranno ancora più vantaggiosi.

RAMSES GROUP mette a disposizione esperti che ti aggiorneranno e monitoreranno costantemente le varie opportunità fiscali:

  • Supporto per la pianificazione degli investimenti in ottica di sfruttare le agevolazioni fiscali
  • Supporto nell’attività preliminare alla rendicontazione delle misure fiscali
  • Supporto nel percorso di tutela della proprietà intellettuale (es. brevetti invenzione industriale/modelli di utilità)
  • Aggiornamento e monitoraggio costante delle varie opportunità fiscali
  • Assistenza e supporto telefonico
  • Assistenza contrattuale dipendenti/fornitori/clienti partner finalizzata allo sfruttamento delle agevolazioni fiscali
  • Supporto reperimento fonti di finanziamento per i progetti di investimento
  • Supporto verifica opportunità attive in ambito di progettazione europea
  • Supporto ottimizzazione carico fiscale mediante startup innovative e PMI innovative.

ATTENZIONE

TRANSIZIONE 4.0

Credito d’imposta ricerca e sviluppo, ecc.

Fruire di tali benefici SIGNIFICA ESSERE sotto la lente dell’Agenzia delle Entrate

L’obiettivo di Industria 4.0 (TRANSIZIONE 4.0  ora) è quello di incentivare la ricerca, lo sviluppo, l’innovazione di prodotti e processi e svecchiare il sistema produttivo italiano, arricchendo al contempo il parco di conoscenze dei dipendenti. In quest’ottica, il credito d’imposta ricerca e sviluppo, il Patent box, il credito d’imposta per la formazione 4.0, l’iper ammortamento (dal 2020, credito d’imposta per gli investimenti 4.0) e la Sabatini ter rappresentano un mix di strumenti potentissimi per rilanciare il settore produttivo italiano. I recenti controlli avviati dall’Agenzia delle Entrate, alla luce di una normativa poco chiara e contraddittoria, rischiano però di provocare effetti devastanti per le imprese che hanno utilizzato tali agevolazioni, soprattutto nel caso del credito R&S.

L’automaticità del credito di imposta, se da un lato rappresenta un’importante opportunità, per i tempi molto brevi di recupero del beneficio, dall’altro, in assenza di specifici indirizzi interpretativi, espone le imprese a concreti rischi di errore, dovuti spesso ad una cattiva lettura del disposto normativo.

Soprattutto nel caso del bonus ricerca e sviluppo, abbiamo assistito in questi anni a vari interventi legislativi, introdotti da leggi di stabilità e decreti leggi, con relative risoluzioni e circolari emesse dall’Agenzia delle Entrate e dal Ministero dello sviluppo economico, talvolta anche controverse.

Controlli fiscali sul credito ricerca e sviluppo

Da qualche mese, gli uffici hanno avviato le attività di controllo, e tante aziende stanno ricevendo gli inviti a fornire dati e notizie sui crediti inseriti nelle   dichiarazioni dei redditi a far data dall’anno 2015.

La finalità di tale attività è quella di accertare la corretta rendicontazione delle spese e la conseguente debita fruizione del beneficio.

In tal senso, le aziende sono chiamate a fornire documenti quali, ad esempio, il progetto di ricerca, i documenti contabili e registri relativi alle spese oggetto di agevolazione, eventuali prove di laboratorio, il libro unico del lavoro, etc.
Acquisita la documentazione, gli Uffici hanno il complesso compito di verificare la corretta imputazione delle spese e soprattutto l’eleggibilità o meno del progetto di ricerca su cui l’azienda si è impegnata.

In tal senso, sarebbe sempre auspicabile azionare, secondo il principio di buona fede e collaborazione, il contradditorio preventivo con la parte, in considerazione degli elevati tecnicismi su cui difficilmente i funzionari saranno preparati.
L’Ufficio potrà contare sull’apporto di competenze tecniche del Ministero dello sviluppo economico, ogniqualvolta non sarà in grado di emettere un giudizio rispetto alle attività svolte dalle imprese.

Sotto il profilo delle tempistiche, si sta consolidando la tesi secondo cui il termine per notificare l’avviso di recupero o di accertamento sia ricondotto al 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello del relativo utilizzo in compensazione.

Cosa deve fare chi ha rendicontato o compensato un credito d’imposta

La vostra azienda ha ricevuto un invito (questionario) da parte dell’Agenzia dell’Entrate che vi chiede di presentare la documentazione entro 15 giorni dalla notifica?

La prima cosa da fare è riscontrare la richiesta. Diversamente sarete soggetti ad una sanzione che va da 250 a 2000 euro e, cosa ben più grave, gli Uffici provvederebbero ad emettere immediatamente un avviso di accertamento induttivo, eccependo il credito inesistente. In tal caso, l’azienda non potrà neanche utilizzare eventuali documenti non forniti in sede di questionario durante la fase del contenzioso.

Il termine dei 15 giorni non è perentorio, per cui qualora la documentazione sia copiosa e il tempo non sufficiente, potrete sempre contattare gli Uffici per chiedere una dilazione che, con ogni probabilità, vi verrà concessa.

La più grande criticità della situazione che si sta delineando è dovuta alla spesso carente organizzazione della piccola impresa italiana, che non solo non formalizza le attività di ricerca e sviluppo, ma fa ruotare l’intera catena attorno a poche figure chiave.

Queste imprese che hanno utilizzato il credito d’imposta per la ricerca e sviluppo oggi vivono la grande difficoltà di non poter provare dettagliatamente, quantomeno sotto il profilo dell’effettività, la ricerca svolta, poiché al netto dei documenti previsti dalla norma (nemmeno per tutti gli anni, si pensi ai timesheets o alla relazione tecnica) hanno ben poco da presentare agli uffici.

La mancanza di un’autorizzazione a monte, la carenza di personale tecnico anche all’interno del MISE che spesso, lascia in balia di se stessi gli imprenditori, non fanno altro che complicare ulteriormente le cose.

Quali sanzioni possono derivare dall’accertamento

Ricordiamoci che ricevere il questionario è una cosa del tutto normale e non è un indicatore di negatività. Trattandosi di agevolazioni automatiche, finché gli uffici non acquisiscono la documentazione l’unica cosa che sanno è che l’azienda ha compensato un importo X per avere autonomamente e automaticamente determinato un’agevolazione fiscale.

Ma da quanto stiamo vedendo in queste prime fasi di contraddittorio, l’orientamento generale sembrerebbe quello di  contestare e sanzionare la condotta posta in essere.

Per rispondere alla domanda “Quali sanzioni possono derivare dall’accertamento?” è necessario fare una distinzione molto importante, da cui derivano a cascata tutte le conseguenze in termini di accertamento, sanzioni e possibilità di beneficiare della definizione agevolata per estinguere il proprio debito.

Crediti inesistenti o crediti non spettanti?

“Si intende inesistente il credito in relazione al quale manca, in tutto o in parte, il presupposto costitutivo e la cui inesistenza non sia riscontrabile mediante controlli di cui agli artt. 36-bis e 36-ter del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, e all’art. 54-bis del D.P.R. 26 ottobre 1972, n.633”.

Si tratta del testo dell’art. 13, comma 5 del D. Lgs 471/1997 che cristallizza i requisiti e le condizioni che devono verificarsi per sanzionare l’inesistenza di un qualsiasi credito d’imposta.

In totale contraddizione con quanto sopra riportato, sembra che la linea che stanno seguendo gli Uffici delle Entrate nel processo di verifica dei crediti d’imposta, in maniera pressochè generalizzata, sia quella di eccepire proprio l’inesistenza, a prescindere dal fatto che quasi sempre i crediti d’imposta sono inseriti nel quadro RU della dichiarazione, di fatto venendo meno la seconda caratteristica che imporrebbe di sanzionare la non spettanza.

La differenza è tutt’altro che banale. La sanzione per credito d’imposta inesistente è di un importo compreso tra il 100% e il 200%, a cui si aggiunge l’impossibilità di definire in maniera agevolata l’accertamento. Ciò significa che non sarà possibile avere un contradditorio con l’Ufficio mirato alla ridefinizione delle sanzioni, con abbattimento fino ad 1/5 e possibilità di pagare quanto dovuto in 20 rate trimestrali di pari importo se il debito supera i 50.000 euro.

Al contrario, la sanzione per credito d’imposta non spettante è pari al 30% del credito indebitamente compensato con la possibilità di accedere alla definizione agevolata e al pagamento rateale di quanto eventualmente dovuto.

A ciò si aggiungono i profili penali nel caso in cui venga superata la soglia di compensazione annuale fissata dall’art. 10 quater del D.Lgs 74/2000.
Anche in questo caso la distinzione fa la differenza, in quanto se il credito è inesistente l’amministratore rischia una condanna da 18 mesi a 6 anni di reclusione, mentre nel caso di credito non spettante da 6 mesi a 2 anni, con possibilità di estinguere il debito prima dell’apertura del dibattimento di primo grado per vedere stralciata la propria posizione.

PRONTO INTERVENTO Crediti d’imposta

Cosa fa RAMSES GROUP per te

Abbiamo sempre operato nel campo delle agevolazioni fiscali sotto forma di crediti d’imposta, specializzandoci in quelle del piano nazionale Industria 4.0.

RAMSES GROUP ti supporta nella verifica della documentazione a sostegno del tuo credito d’imposta per verificare che tutto ciò che hai già rendicontato sia perfettamente in linea con quanto disposto dalla normativa.
Nel caso avessi già ricevuto un questionario o un accertamento, i nostri specialisti potranno supportarti, per quanto di nostra competenza, nelle fasi difensive.

PRONTO INTERVENTO CREDITO IMPOSTA è una nostra iniziativa dedicata a tutti coloro che hanno deciso di avventurarsi autonomamente nel mondo della fiscalità agevolata, oppure sono incappati di fronte a chi ha offerto consigli semplicemente superficiali. Ultimamente ci capita sempre più di essere chiamati a controllare crediti d’imposta già rendicontati male e senza la giusta consapevolezza da parte dell’imprenditore. Basti pensare che una sanzione per crediti imposta inesistenti può raggiungere il 200% del credito d’imposta rendicontato.

La RAMSES  GROUP mette al servizio del mondo imprenditoriale la sua esperienza con due precisi OBIETTIVI:

1)  verificare la documentazione sottostante il credito d’imposta già rendicontato prima dell’arrivo dei controlli ed evitare così le sanzioni amministrative e penali;

2)  dare la giusta consapevolezza sulla realtà della Finanza Agevolata e far si che la stessa venga vista in maniera  strategica da parte degli imprenditori per sviluppare il proprio business.

CHIUNQUE ABBIA USUFRUITO DI UN CREDITO D’IMPOSTA,

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Dott. Alfredo Castiglione – Tributarista – Revisore LegaleIscritto sezione A del M.E.F.
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