DECRETO AIUTI QUATER – Crediti d’imposta ENERGIA in compensazione fino al 30 giugno 2023 – superbonus – fringe benefit – tetto al contante

close-up photo of assorted coins

RAMSES GROUP NEWS n. 453 – 15 novembre 2022

DECRETO AIUTI QUATER

Crediti d’imposta energia in compensazione fino al 30 giugno 2023

Bonus anche per dicembre – Importi da comunicare entro il 16 marzo 2023

Crediti d’imposta per bonus energia e gas estesi al mese di dicembre 2022. La bozza del decreto Aiuti quater (approvato giovedì in Consiglio dei ministri) allunga l’arco temporale di spettanza dei contributi sotto forma di crediti di imposta già previsti per ottobre e novembre dal Dl 144/2022. Per l’utilizzo in F24 dei crediti maturati negli ultimi tre mesi del 2022 ci sarà tempo fino al 30 giugno 2023. Entro il 16 marzo del 2023 dovrà invece essere comunicato alle Entrate l’importo di tali crediti maturato nel 2022.

Bonus per dicembre 2022

L’articolo 1, comma 1, del Dl Aiuti quater, in base alle prime bozze disponibili, aggiunge dicembre 2022 al periodo di spettanza dei quattro crediti di imposta per bonus energia e gas, già stabilito dal Dl 144/2022 per i mesi di ottobre e novembre.

Anche per dicembre, pertanto, si applicheranno le seguenti misure del tax credit previste per i due mesi precedenti: 40% relativamente al costo dell’energia elettrica per le imprese energivore; 30% per il costo dell’energia delle imprese non energivore; 40% per il gas delle imprese gasivore e 40% per le imprese non gasivore.

Il comma 2 dell’articolo 1 prevede inoltre il riconoscimento del bonus anche in relazione alla spesa per l’energia elettrica prodotta e autoconsumata nel mese di dicembre 2022, sulla base del prezzo convenzionale dell’energia elettrica pari alla   media, relativa al mese di dicembre 2022, del prezzo unico nazionale dell’energia elettrica.

Tre mesi in più per l’utilizzo

Il decreto aiuti quater aumenta inoltre il periodo di tempo a disposizione delle imprese per utilizzare in compensazione i crediti di imposta in esame. Sia per i crediti che matureranno sulle spese di dicembre 2022, sia per quelli già previsti dal decreto 144/2022 per i mesi di ottobre e novembre, il termine ultimo viene fissato al 30 giugno 2023. L’attuale norma prevede invece una data limite del 31 marzo 2023 per utilizzare in F24 i crediti maturati nel bimestre ottobre-novembre. Anche per i nuovi crediti di dicembre, la compensazione non è soggetta ai limiti di importo annuale.

I crediti relativi a dicembre 2022 saranno cedibili, esclusivamente per il loro intero ammontare, con il rispetto delle regole già previste per le cessioni dei bonus precedenti. In particolare, il cedente dovrà richiedere il visto di conformità ed effettuare la comunicazione telematica alle Entrate. La modulistica per comunicare la cessione e i termini per effettuarla dovranno essere stabiliti da un provvedimento delle Entrate, che aggiorni quelli ora in vigore. L’utilizzo dei crediti (compresi quelli di ottobre e novembre) da parte del cessionario potrà avvenire entro il 30 giugno 2023.

Entro il 16 marzo 2023, le imprese che usufruiscono dei crediti d’imposta relativi al mese di dicembre 2022 devono trasmettere all’Agenzia, a pena di decadenza dal diritto di utilizzo del credito residuo, una comunicazione sull’importo del credito maturato nell’esercizio 2022. Contenuto e modalità di presentazione della comunicazione saranno stabiliti da un provvedimento delle Entrate.

La comunicazione sostituisce quella prevista per i crediti relativi al terzo trimestre 2022 (fissata al 16 febbraio 2023) dal comma 8 dell’articolo 1 del Dl 144/2022, che viene invece abrogato.

Fonte IL SOLE  24  ORE

COSA PREVEDE IL DECRETO AIUTI QUATER

Credito d’imposta energia, superbonus, fringe benefit, tetto al contante

Approvato nel Consiglio dei Ministri del 10 novembre 2022 il decreto Aiuti quater: conta complessivamente oltre 9 miliardi di euro e ha l’ambizioso obiettivo di contrastare la crisi energetica, i rincari sui prezzi del carburante e la galoppante inflazione che affligge famiglie e imprese. La gran parte del citato stanziamento, oltre tre miliardi, verranno destinati ad alimentare la proroga, fino a fine anno, dei crediti d’imposta in favore delle imprese per l’acquisto di energia elettrica e gas, mentre circa 1,5mld serviranno per allungare lo sconto da 30 centesimi su un litro di benzina e di diesel fino al 31 dicembre e per confermare il taglio dell’Iva al 5% sul metano.

Il Consiglio dei Ministri del 10 novembre 2022 ha dato il via libera al decreto Aiuti quater. L’ampiezza e la portata delle misure si è decisamente più estesa rispetto alle attese considerato che all’origine si era ipotizzato di far migrare molti degli interventi contenuti nel nuovo decreto nella legge di bilancio 2023. Nella bozza del testo approvato dall’Esecutivo, composto da 13 articoli, si introducono correttivi alla disciplina del Superbonus, si innalza il limite all’uso del contante e si estende la no tax area sui fringe benefits anche se, tuttavia, l’energia resta il focus principale del provvedimento.

Aiuti quater: le principali misure
MisuraObiettivo
Bollette a rate per le impreseRateizzazione con interesse agevolato
Credito di imposta per le impreseEsteso fino alla fine dell’anno il beneficio per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale
Fringe benefits esentasseSi innalza la no tax area da 600 a 3.000 euro
Taglio delle acciseSconto sui carburanti fino al 31 dicembre e Iva al 5% gas naturale per autotrazione
SuperbonusDal 110% al 90% con nuovi vincoli
Sblocca trivelleDeroghe a nuove concessioni oltre 9 miglia dalla costa
Tetto al contanteLa soglia all’uso del contante si innalza da 600 a 5.000 euro

Bollette a rate per le imprese

L’Esecutivo lancia un deciso segnale alle imprese già nel titolo dell’articolo 3 della bozza del decreto: “Misure di sostegno per fronteggiare il caro bollette”.

Tutte le attività che hanno sede in Italia potranno, secondo quanto affermato nel provvedimento, rateizzare le bollette della luce e del gas fino a 48 rate mensili e con un “saggio di interesse pari al rendimento dei buoni del Tesoro poliennali (BTP) di pari durata”. La misura prevede, infatti, che “al fine di contrastare gli effetti dell’eccezionale incremento dei costi dell’energia le imprese residenti in Italia hanno facoltà di richiedere la rateizzazione degli importi dovuti a titolo di corrispettivo per la componente energetica di elettricità e gas naturale ed eccedenti l’importo medio contabilizzato, [a parità di consumo], nel periodo di riferimento compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2021, per i consumi effettuati dal [1° ottobre 2022 al 31 marzo 2023] e fatturati entro il [31 dicembre 2023]”.

L’impianto della norma ricalca quanto delineato nella legge del maggio 2022; la misura precedente già stabiliva, infatti, la possibilità di rateizzare le bollette con una garanzia della Sace, ma solo per i mesi di maggio e giugno. L’impostazione, secondo l’aiuti quater, viene modificata in favore di una rateizzazione che potrà essere richiesta per il periodo dal 1° ottobre 2022 al 31 marzo 2023, ma solo per la parte eccedente l’importo medio contabilizzato tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2021.

L’articolo 3 al primo comma precisa, inoltre, che le imprese interessate dovranno formulare “apposita istanza ai fornitori, secondo modalità semplificate stabilite con decreto del Ministero dello sviluppo economico, da adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione”.

Le utility potranno ricevere una fideiussione assicurativa contro garantita da Sace e, se necessario, potranno chiedere alle banche finanziamenti garantiti da Sace. La rateizzazione decade in caso di inadempimento di due rate anche non consecutive.

Fringe benefit: aumento della soglia della no tax area

L’articolo 3 del decreto prevede, inoltre, l’aumento da 600 a 3mila euro della soglia della no tax area dei premi che le imprese potranno concedere ai dipendenti per sostenerli nel contenere il caro bollette. Il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati al lavoratore dipendente, nonché le somme erogate o rimborsate allo stesso dal datore di lavoro per il pagamento delle bollette di acqua, luce e gas, fino a 3mila euro non concorreranno, dunque, a formare il reddito imponibile ai fini Irpef.

Tetto al contante: sale l’uso del contante

L’articolo 3 pone fine (forse) anche all’intenso dibattito che ha animato gli scranni di palazzo Chigi sin dall’insediamento del nuovo Esecutivo: sale a 5mila euro il tetto entro cui è possibile pagare cash. La misura inverte, pertanto, la direzione dell’attuale normativa secondo cui la soglia, dal primo gennaio, sarebbe stata, invece, ridotta da duemila a mille euro. Stessi vincoli valgono per il trasferimento di titoli al portatore in euro o in valuta estera.

Credito d’imposta e proroga del taglio delle accise

L’articolo 2 proroga dal 19 novembre alla fine dell’anno gli sconti sulle accise del carburante contenuti nel D.L. n. 153/2022 (decreto Taglia accise) successivamente confluito nel D.L. n. 144/2022 (decreto Aiuti ter).

Le agevolazioni sulle accise, così come l’aliquota IVA agevolata al 5% sul gas per autotrazione, in scadenza il prossimo 18 novembre, vengono prorogate fino al 31 dicembre 2022. Il credito d’imposta, riconosciuto alle imprese per l’acquisto di elettricità e gas viene prolungato, “anche in relazione alla spesa sostenuta nel mese di dicembre 2022”.

Fino al 31 dicembre 2022 le accise sono fissate per la benzina a 478,40 euro per mille litri e per il gasolio usato come carburante a 367,40 euro per mille litri; per il Gpl impiegato come carburante a 182,61 euro per mille chilogrammi.

La misura è destinata a imprese energivore, gasivore nonché alle aziende che registrano elevati incrementi della spesa energetica; la norma, prevista originariamente nei passati provvedimenti adottati dal governo fino a novembre, viene ulteriormente prorogata.

La misura stabilisce altresì che i crediti d’imposta, inclusi quelli oggetto dell’ultimo D.L., potranno essere usufruibili esclusivamente in compensazione entro la data del 30 giugno 2023 e che sono cumulabili con altre agevolazioni “aventi ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive, non porti al superamento del costo sostenuto”.

Sblocca trivelle e proroga di un anno della maggior tutela gas

Nel decreto viene inclusa anche la norma, annunciata con l’approvazione della revisione della Nadef, che consentirà di liberare alcuni permessi per l’estrazione del gas nazionale e di approvare nuove concessioni in deroga al Pitesai, ovvero, la mappa delle aree idonee alle operazioni. Si tratta, in buona sostanza, di interventi che vengono attuati in deroga al divieto alle trivellazioni previsto dalle norme per l’attuazione del Piano energetico nazionale.

Le concessioni per l’estrazione del gas nell’alto Adriatico (esclusa l’area di Venezia) ritorneranno, quindi, attive oltre le nove miglia dalla costa e solo nei giacimenti con una capacità superiore ai 500 milioni di metri cubi. La bozza del testo approvato in Consiglio dei Ministri prevede, infatti, misure volte ad aumentare la produzione di gas naturale, attraverso il “rilascio di nuove concessioni tra le 9 e le 12 miglia” dalla costa. Viene stabilito inoltre, il rilascio di nuovi permessi per l’estrazione di idrocarburi posti “nel tratto di mare compreso tra il 45esimo parallelo e il parallelo passante per la foce del ramo di Goro del fiume Po”, purché a più di 9 miglia dalla costa.

Il gas estratto, sotto l’egida del Gestore dei servizi energetici, andrà a beneficio delle imprese che fanno un uso maggiore del metano a un prezzo calmierato, compreso tra i 50 e i 100 euro al megawattora; alle aziende gasivore, in attesa che il sistema vada a regime, sarà garantito, sempre via Gse, da gennaio 2023 e fino al 2024, almeno il 50% dei volumi produttivi attesi e almeno il 75% per gli anni successivi.

Nel pacchetto energetico contenuto nel decreto Aiuti quater, viene ricompresa anche la proroga di un anno della fine della maggior tutela gas fissata a gennaio 2023 e allineata ora, come peraltro chiesto anche dall’Autorità per l’energia, alla deadline fissata per il 10 gennaio 2024 prevista per una più ampia liberalizzazione del mercato elettrico.

Superbonus: diminuisce la detrazione

Il testo prevede il taglio al 90% per le spese sostenute nel 2023 e “per gli interventi avviati a partire dal primo gennaio 2023 su unità immobiliari dalle persone fisiche la detrazione spetta nella misura del 90% anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2023, a condizione che l’unità immobiliare sia adibita ad abitazione principale e che il contribuente abbia un reddito di riferimento non superiore a 15.000 euro”.

Il provvedimento conferma la proroga al 31 marzo 2023 per il completamento dei lavori di chi, entro settembre, aveva raggiunto il 30% degli interventi; mentre per i nuovi interventi prevede che l’agevolazione verrà ridotta al 90% e soggetta a un doppio vincolo: le riqualificazioni potranno riguardare solo le abitazioni unifamiliari utilizzate come prima casa e avere come destinatari contribuenti con determinati parametri di reddito.

Il meccanismo di calcolo del limite di reddito, che consentirà di definire la platea dei beneficiari, fissa la soglia di riferimento a 15mila euro, ma per calcolarla chiarisce che bisognerà sommare tutti i redditi del nucleo familiare e dividerli poi per un coefficiente determinato dal numero di membri della famiglia.

Il coniuge aggiunge un punto al denominatore, un terzo componente, per esempio un figlio, aggiunge uno 0,5 mentre i punti extra tornano all’unità per i componenti del nucleo successivi come, ad esempio, un secondo figlio. Per tutti i lavori in corso e per chi è in possesso di Cila continuerà a valere lo sconto massimo del 110%. Così come per la ricostruzione delle abitazioni che ricadono all’interno del cratere sismico. Il regime transitorio mantiene l’agevolazione massima al 110, per gli interventi realizzati dalle Onlus sulle strutture sociosanitarie, fino al 2025.

Bonus per i registratori telematici

L’esecutivo, per incentivare l’utilizzo dei pagamenti elettronici stanzia 80 milioni di euro per il 2023, destinati a contributi per i commercianti obbligati alla trasmissione telematica dei corrispettivi all’Agenzia delle entrate. Il bonus, da utilizzare in compensazione come credito d’imposta, è pari al 100% della spesa sostenuta, fino a 50 euro per ogni registratore telematico acquistato.

fonte IPSOA

DECRETO AIUTI QUATER – Utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta fino al 30/6

Bollette, tax credit potenziato

Sul piatto altri 3,4 miliardi e apertura a bar e ristoranti

Il governo mette sul piatto (altri) 3.4 miliardi di euro e allunga la gittata fiscale dei tax credit energia: previsti i bonus anche per le spese di energia e gas sostenute a dicembre con termine di utilizzo in compensazione dei relativi crediti d’imposta fino al 30 giugno 2023. Prorogata inoltre dal 31 marzo al 30 giugno 2023 la scadenza per fruire in compensazione dell’intero pacchetto dei bonus energia del decreto aiuti bis (il dl 115/2022) e ter (il dl 144/2022), ovvero quelli maturati nel terzo trimestre e nelle mensilità di ottobre e novembre dell’anno 2022. Queste sono le novità in materia di crediti d’imposta concessi alle imprese per contrastare il caro bollette previste dal decreto aiuti quater approvato lo scorso giovedì 10 novembre dal consiglio dei ministri 

La comunicazione dei crediti maturati in slittamento al 16 marzo 2023. Prevista nella bozza l’abrogazione dell’art. 1 c. 8, dl 144/2022, che fissa l’obbligo di comunicare all’agenzia delle entrate entro per il prossimo 16 febbraio l’ammontare dei crediti energia maturati e non utilizzanti del terzo trimestre 2022 e delle mensilità di ottobre e novembre 2022. In attesa di tale valutazione però, nella norma, all’art. 1, c. 7, viene già posticipato l’invio della stessa al 16/3/2023 facendo ricadere nell’obbligo di trasmissione pure i crediti maturati e non utilizzati a dicembre prossimo. Di fatto quindi lo slittamento generalizzato della comunicazione sembrerebbe in fase più che avanzata.

Bonus bollette per bar e ristoranti anche a dicembre. Come riportato anche nel comunicato stampa del Consiglio dei ministri il pacchetto di proroghe abbraccia anche il c.d. bonus bollette per bar e ristoranti. Di fatto il tax credit in commento non è altro che la versione potenziata e rivista del credito d’imposta per le imprese ad alto consumo di energia elettrica, prima concesso solo ad imprese con contatore di potenza almeno pari a 16,5 kw, requisito poi ridotto a 4,5 kw, con la naturale conseguenza dell’allargamento della platea dei fruitori a soggetti di minori dimensioni (come bar, negozi e ristoranti) prima esclusi. Il decreto aiuti quater inoltre va a confermare, anche per i costi di dicembre, le aliquote potenziate dei crediti d’imposta anti caro bollette già previste nella precedente versione del dl aiuti, ovvero del 40%, rispettivamente per i consumi di imprese energivore (di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 21 dicembre 2017), gasivore (che operano in uno dei settori di cui all’allegato 1 al dm Transizione ecologica 541/2021) e ad alto consumo di gas e del 30% per le imprese ad alto consumo di energia (il già citato bonus bar). Anche per questo prolungamento dei bonus in commento, oltre all’utilizzo in compensazione, vi è la possibilità di cessione a terzi dell’intero credito maturato. Inoltre, confermato anche per le spese di dicembre il credito concesso in relazione alla spesa per l’energia elettrica prodotta dalle imprese energivore e dalle stesse autoconsumata (art. 1, c.1, dl 144/2022) con specifica indicazione che il bonus è da determinare con riguardo al prezzo convenzionale dell’energia elettrica pari alla media, relativa al mese di dicembre 2022, del prezzo unico nazionale dell’energia elettrica. Per la quantificazione dell’ammontare dei crediti d’imposta, nel decreto si richiamano le modalità già indicate nel decreto aiuti ter per cui, per accedere ai benefici, bisognerà aver riscontrato un incremento medio del prezzo del costo di energia e gas (al netto delle imposte e degli eventuali sussidi) nel terzo trimestre 2022 almeno pari al 30% rispetto allo stesso periodo 2019.

Approvato dal Governo il decreto Aiuti-quater

Il 10 novembre il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge “Aiuti-quater”, denominato anche decreto “Energia”.

Il Decreto disciplina misure urgenti in materia di energia elettrica, gas naturale, carburanti, Superbonus, utilizzo del contante e welfare azeindale.

In particolare:

Rateizzazione delle bollette: la misura è destinata alle “imprese residenti in Italia” e concede la possibilità di rateizzare, fino a 48 rate mensili, gli importi “eccedenti l’importo medio contabilizzato” nell’intero 2021 per i consumi:

  • effettuati dal “1° ottobre 2022 al 31 marzo 2023”
  • e fatturati entro il “30 settembre 2023”.

La rateizzazione decade, tuttavia, in caso di inadempimento di due rate anche non consecutive.È prevista la possibilità di ottenere la garanzia di Sace.

Crediti d’imposta: è esteso alle medesime condizioni anche a dicembre 2022 il credito d’imposta a favore delle imprese per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale previsto inizialmente fino a novembre. L’utilizzo dei crediti d’imposta dell’ultimo trimestre 2022 può essere effettuato in F24 esclusivamente entro il 30 giugno 2023. In caso di cessione dei crediti d’imposta, le imprese beneficiarie richiedono il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto ai crediti d’imposta. I crediti d’imposta sono usufruiti dal cessionario con le stesse modalità con le quali sarebbe stato utilizzato dal soggetto cedente e comunque entro la medesima data del 30 giugno 2023.

Revisione del Superbonus: la norma, ancora in via di valutazione, tra le altre cose fa scendere nel 2023 la percentuale dello sconto sulla spesa per i lavori di efficientamento energetico dal 110% al 90%. L’agevolazione sarà confermata anche per gli immobili unifamiliari ma con un limite di reddito (a 15.000 euro) variabile in base ad una sorta di quoziente familiare. Parliamoci chiaro, si tratta di una “non proroga”, se questi sono i presupposti.

Tetto al contante: tetto alla possibilità di pagare in contanti sale a 5.000 euro.

Bonus registratori telematici: Il Governo, per incentivare l’utilizzo dei pagamenti elettronici, rilancia il bonus fiscale per le partite Iva che installano un apparecchio per gli scontrini digitali. Per il 2023 è concesso un contributo per adeguare gli strumenti utilizzati per la memorizzazione e la trasmissione telematica degli scontrini. Il bonus, da utilizzare in compensazione come credito d’imposta, è pari al 100% della spesa sostenuta, per un massimo di 50 euro per ogni strumento e in ogni caso nel limite di spesa complessivo di 80 milioni.

Nuova soglia per il welfare aziendale: sale da 600 a 3.000 euro la soglia dei fringe benefit esentasse che le aziende possono concedere ai dipendenti nel periodo di imposta 2022, sotto forma di beni, servizi o somme per pagare le utenze domestiche di acqua, luce e gas.

Liberalizzazione del gas rinviata al 2024: è stata posticipata di un anno della fine della maggior tutela gas fissata a gennaio 2023 e allineata  alla scadenza prevista per la completa apertura del mercato elettrico (10 gennaio 2024). La stessa norma contiene poi un allungamento dei tempi previsti per il servizio di riempimento di ultima istanza degli stoccaggi a opera del Gse (dal 31 dicembre al 31 marzo 2023).

Sconto accise prorogato fino a dicembre: è esteso, dal 19 novembre al 31 dicembre 2022, lo sconto sui carburanti. La norma prevede che, fino a fine anno, le aliquote di accisa diventino:

  • per la benzina 487,40 euro per mille litri;
  • per gli oli da gas o gasolio usato come carburante 367,40 euro per mille litri;
  • per il gas di petrolio liquefatti (Gpl) usati come carburanti 182,61 euro per mille chilogrammi;
  • per il gas naturale usato per autotrazione, infine, zero euro per metro cubo.

Anche l’aliquota Iva applicata al gas naturale usato per autotrazione resta fissata al 5%.

Esenzioni in materia di imposte: per il settore dello spettacolo (cinema, teatri, sale per concerti) non è dovuta la seconda rata IMU per gli immobili, a condizione che i proprietari siano anche i gestori delle attività.

Misure per l’incremento della produzione di gas naturale: al fine di contribuire al rafforzamento della sicurezza degli approvvigionamenti di gas naturale è previsto un finanziamento a copertura delle spese sostenute dal GSE (Gestore dei servizi energetici). Si proroga dal 31 dicembre 2022 al 31 marzo 2023 il termine entro il quale il GSE potrà cedere a prezzi calmierati il gas naturale. Sono previste inoltre, al fine di incrementare la produzione nazionale di gas naturale, l’aumento delle quantità estratte da coltivazioni esistenti in zone di mare e l’autorizzazione di nuove concessioni tra le 9 e le 12 miglia.


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