DAL GREEN NEW DEAL ALL’ECONOMIA CIRCOLARE – INCENTIVI PER INVESTIMENTI

RAMSES GROUP NEWS n.50 – 6 Febbraio 2020

SI E’ IN ATTESA DEI DECRETI ATTUATIVI MA ECCO COSA SI PREVEDE:

Green new deal: incentivi per investimenti e sviluppo sostenibile delle imprese

LEGGE DI BILANCIO 2020

Nuova Sabatini potenziata per favorire gli investimenti ecosostenibili da parte delle PMI, incentivi per le zone economiche ambientali, nonché contributi a fondo perduto per le nuove imprese giovanili e femminili. Sono questi alcuni degli incentivi per gli investimenti delle imprese che trovano il sostegno del Governo attraverso le misure previste dalla legge di Bilancio 2020 per il “Green new deal”. Prevista anche la costituzione di una nuova commissione, presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, con il compito il compito di studiare e programmare la riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi.

Le risorse stanziate, mediante un apposito fondo, ammontano a oltre 4 miliardi di euro.

La legge di Bilancio 2020  punta sugli investimenti ecosostenibili, mettendo a disposizione un fondo dedicato risorse per oltre 4 miliardi di euro. La dotazione finanziaria servirà a mettere in atto diverse di misure di sostegno a favore degli investimenti green delle imprese, tra cui gli incentivi per gli investimenti nelle zone economiche ambientali, maggiorazioni di contributo per gli investimenti finanziati dalla Nuova Sabatini e contributi a fondo perduto per le nuove imprese giovanili e femminili. Sono queste alcune delle misure che fanno parte del “Green new deal”.

Zone economiche ambientali

La legge di Bilancio ha stabilito la costituzione di un nuovo fondo per la crescita sostenibile a cui saranno assegnate risorse per oltre 4,2 miliardi di euro: 470 milioni di euro per l’anno 2020, 930 milioni di euro per l’anno 2021, 1.420 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023. La norma specifica già che 60 milioni di euro, provenienti dalla dotazione finanziaria del fondo, nel triennio 2020-2022 serviranno a sostenere investimenti da avviare nelle zone economiche ambientali (ZEA). Le specifiche iniziative saranno definite con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro dello sviluppo economico.

Investimenti ecosostenibili

Il fondo per la crescita sostenibile potrà essere impiegato per la concessione, da parte del Ministro dell’Economia e delle finanze, di una o più garanzie a titolo oneroso e nella misura massima dell’80%, anche con riferimento ad un portafoglio collettivo di operazioni, al fine di sostenere programmi specifici di investimento e operazioni, anche in partenariato pubblico-privato.

Gli investimenti finanziabili dovranno essere finalizzati a realizzare progetti economicamente sostenibili e che abbiano come obiettivo la decarbonizzazione dell’economia, l’economia circolare, il supporto all’imprenditoria giovanile e femminile, la riduzione dell’uso della plastica e la sua sostituzione con materiali alternativi, nonché la rigenerazione urbana, il turismo sostenibile, l’adattamento e la mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico e, in generale, programmi di investimento e progetti a carattere innovativo e ad elevata sostenibilità ambientale e che tengano conto degli impatti sociali.

Oltre alle garanzie, il programma a favore dell’ambiente potrà intervenire a sostegno delle operazioni ecosostenibili anche con la partecipazione indiretta in quote di capitale di rischio e/o debito, anche di natura subordinata, del Ministro dell’Economia e delle finanze.

Contributo a fondo perduto per gli investimenti green

I programmi di investimento destinatari del fondo per la crescita sostenibile potranno beneficiare, in aggiunta ai finanziamenti agevolati già previsti, di un contributo a fondo perduto per spese di investimento, fino ad un massimo del 15% dell’investimento.

Con uno o più decreti di natura non regolamentare del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, saranno stabiliti termini, condizioni e modalità di concessione dei contributi a fondo perduto. Le risorse a disposizione per questa misura di sostegno ammontano a 10 milioni di euro per l’anno 2020, 40 milioni di euro per l’anno 2021 e a 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023.

Autoimprenditorialità

La legge di Bilancio 2020 introduce delle novità anche per quanto riguarda la misura di sostegno “autoimprenditorialità” (capo 0I del titolo I del D.Lgs. n. 185/2000) volta a sostenere, in tutto il territorio nazionale, la creazione di micro e piccole imprese competitive, a prevalente o totale partecipazione giovanile o femminile, attraverso migliori condizioni per l’accesso al credito. Grazie alle nuove disposizioni le iniziative ecosostenibili potranno prevedere anche un contributo a fondo perduto nell’ambito del nuovo fondo per l’ecosostenibilità.

Per il quadriennio 2020-2023, infatti, gli interventi agevolativi potranno essere integrati, con una componente di contributo a fondo perduto fino al 20% delle spese ammissibili, che sarà concessa con procedura a sportello.I programmi di investimento, in ogni caso, potranno essere finanziati con agevolazioni complessive fino al 90% delle spese ammissibili. I contributi non rimborsabili saranno erogati a valere su risorse dei fondi strutturali e d’investimento europei (fondi SIE), sulla base di convenzioni tra il Ministero dello Sviluppo Economico e le amministrazioni titolari dei programmi, sentito il Ministero dell’Economia e delle Finanze. A disposizione di questa misura di sostegno sono stati stanziati 40 milioni di euro.

Nuova Sabatini

Anche la legge Sabatini è stata potenziata per effetto della legge di Bilancio al fine di favorire ulteriormente gli investimenti ecosostenibili da parte delle PMI. Gli investimenti green finanziabili consistono in operazioni di acquisto, anche mediante operazioni di leasing finanziario, di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, a basso impatto ambientale, nell’ambito di programmi finalizzati a migliorare l’ecosostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi.

Sono tre i vantaggi introdotti per gli investimenti green: una riserva di fondi del 25% delle risorse totali, una maggiorazione dei contributi, i quali saranno rapportati agli interessi calcolati, in via convenzionale, sul finanziamento a un tasso annuo del 3,575% e, infine, il terzo vantaggio che consiste nel fatto che la garanzia del Fondo nazionale di garanzia per le PMI, a valere sui finanziamenti Sabatini per l’ambiente, potrà essere concessa a titolo gratuito, nel rispetto delle regole di cumulo e delle intensità massime previste dalla normativa dell’Unione europea in materia di aiuti di Stato.

Ai fini dell’ammissione ai benefici, la rispondenza degli interventi agevolabili rispetto alle finalità ecosostenibili, nonché la quantificazione del relativo impatto, dovranno essere certificate dal fornitore dei beni e dei servizi o da un professionista indipendente.

Transizione ecologica e riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi

E’ stata costituita una nuova commissione presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. La commissione avrà il compito di studiare le modalità per rendere permanente il sostegno alle zone economiche ambientali e per la programmazione della riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi.

Grazie al lavoro della commissione sarà elaborata una proposta organica per la ridefinizione, entro il 31 ottobre 2020, del sistema delle esenzioni a partire dall’anno 2021 in materia di trasporto merci, navale e aereo, di agricoltura e usi civili con l’obiettivo di ridurre la spesa pubblica e di sostenere le innovazioni e gli investimenti in ricerca, innovazione tecnologica, sviluppo e infrastrutture per la riconversione ecologica che producano una riduzione delle emissioni di gas serra entro l’anno 2030.

FONTE IPSOA PROFESSIONALITA’ QUOTIDIANA


Credito d’imposta per l’economia circolare

Le imprese potranno beneficiare di un credito di imposta a condizione che entro il 31 dicembre 2020 sia stato effettuato l’ordine e che quest’ultimo risulti accettato dal venditore e che siano stati pagati acconti in misura pari al 20% del costo di acquisizione

I beni strumentali 4.0 sono anche verdi. Nell’ottica di incentivare anche l’economia circolare, gli scarti, il riuso nella legge di bilancio è ridefinita la disciplina degli incentivi fiscali per il piano impresa 4.0. Le imprese potranno beneficiare di un credito di imposta fino al 31 dicembre 2020, entro comunque il 30 giugno 2021, a condizione che entro il 31 dicembre 2020 sia stato effettuato l’ordine e che quest’ultimo risulti accettato dal venditore e che siano stati pagati acconti in misura pari al 20% del costo di acquisizione. La spesa è legata a beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive che sono site in Italia.

Alla formula del credito di imposta possono accedere tutte le imprese «in salute», non soggette cioè a liquidazione o fallimento. O quelle imprese destinatarie di sanzioni interdittive. L’impianto della legge di bilancio è dunque quello che è stato applicato all’agevolazione per l’acquisto dei beni di impresa sotto il segno dell’innovazione e accanto a questa misura è riconosciuta l’agevolazione per quei beni che sfruttino i criteri dell’economia circolare. Il credito di imposta è riconosciuto nella misura del 6% del costo seguendo i criteri del Testo unico delle imposte sui redditi, nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 mln di euro.

Per gli investimenti effettuati con i contratti di locazione finanziaria, si assume il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni. Il credito di imposta aumenta nella misura del 40% per la quota di investimenti fino a 2,5 mln di euro per i beni che sono ricompresi nell’allegato A della legge 232/2016. Il credito di imposta è riconosciuto, invece, nella misura del 20% per la quota di investimenti oltre i 2,5 mln si euro fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 10 mln di euro. Anche per questo scaglione per gli investimenti effettuati mediante contratti di locazione finanziaria si assume il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni.

Sono agevolabili anche le quote di cloud computing per la quota imputabile per competenza.

La modalità per usufruire del credito di imposta è quella della compensazione, in cinque quote annuali di pari importo. Le quote sono ridotte a tre nel caso dell’interconnessione dei beni.

Le imprese dovranno comunicare al Ministero dello sviluppo economico con un modello ad hoc gli interventi fatti per ottenere il credito di imposta. La legge specifica che queste informazioni servono ai fini di monitoraggio delle agevolazioni introdotte, per valutarne, in sintesi, l’andamento, la diffusione e l’efficacia delle misure

Inoltre, il credito di imposta non concorre alla formazione del reddito nonché della base imponibile dell’Irap. È cumulabile con le altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi. Ma la disposizione prevede che il cumulo tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e dell’Irap non porti al superamento del costo sostenuto.

Il credito di imposta si applica, alle stesse condizioni e negli stessi limiti, anche agli investimenti effettuati da esercenti arti e professioni.

La documentazione dovrà essere conservata per dimostrate l’effettivo sostenimento e la determinazione dei costi agevolabili.

Da non perdere le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati con l’espresso riferimento delle norme della legge di bilancio.Essenziale la perizia tecnica semplice. Documentazione agevolata per l’acquisizione non superiore a 300 mila euro, l’onere è assolto da una dichiarazione resa dal legale rappresentante. Gli interventi non si applicano agli ordini effettuati fino al 30 giugno 2020 in relazione ai quali entro il 31 dicembre l’ordine sia stato accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20%. Restano in piedi le altre agevolazioni esistenti.

FONTE ITALIA OGGI


Economia circolare – 140 milioni per progetti di ricerca e sviluppo

SI E’ IN ATTESA del decreto attuativo che darà le indicazioni per accedere alle agevolazioni per progetti di Ricerca e sviluppo per la riconversione dei processi produttivi nell’ambito dell’economia circolare, previste dal Decreto Crescita.

Obiettivo delle agevolazioni è favorire la transizione delle attività economiche verso un modello di economia circolare, finalizzata alla riconversione produttiva del tessuto industriale.

Il decreto del Ministero dello Sviluppo economico dovrà stabilire i criteri, le condizioni e le procedure per la concessione e l’erogazione dei finanziamenti a sostegno di progetti di ricerca e sviluppo finalizzati ad un uso più efficiente e sostenibile delle risorse.

Provvedimento che dovrebbe essere pubblicato entro fine anno, così da partire con le agevolazioni all’inizio del 2020. A quanto si apprende, la procedura sarà a sportello a fase unica, ed i parametri di valutazione saranno piuttosto stringenti così da premiare i progetti meritevoli.

In attesa del provvedimento, ecco cosa stabilisce la legge n. 58-2019 di conversione del decreto Crescita

Chi può richiedere le agevolazioni

Le agevolazioni sono rivolto alle imprese e ai centri di ricerca che:

  • sono iscritte nel Registro delle imprese;
  • operano in via prevalente nel settore manifatturiero o in quello dei servizi diretti alle imprese manifatturiere;
  • hanno approvato e depositato almeno due bilanci;
  • non sono sottoposte a procedura concorsuale e non si trovano in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente.

I beneficiari possono presentare progetti anche congiuntamente tra loro, previa indicazione del soggetto capofila. In caso di progetti congiunti devono essere realizzati mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete o ad altre forme contrattuali di collaborazione, quali, a titolo esemplificativo, il consorzio e l’accordo di partenariato.

Caratteristiche dei progetti

Per essere ammessi alle agevolazioni i progetti di ricerca e sviluppo devono:

  • essere realizzati nell’ambito di una o più unità locali ubicate nel territorio nazionale;
  • prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 500mila euro e non superiori ai 2 milioni ed avere una durata compresa tra 12 e 36 mesi;
  • prevedere attività di ricerca e sviluppo, strettamente connesse tra di loro in relazione all’obiettivo previsto dal progetto, finalizzate alla riconversione produttiva delle attività economiche attraverso la realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti, tramite lo sviluppo delle tecnologie abilitanti fondamentali Key Enabling Technologies (KETs), relative a:
    – innovazioni di prodotto e di processo in tema di utilizzo efficiente delle risorse e di trattamento e trasformazione dei rifiuti, compreso il riuso dei materiali in un’ottica di economia circolare o a «rifiuto zero» e di compatibilità ambientale (innovazioni eco-compatibili);
    – progettazione e sperimentazione prototipale di modelli tecnologici integrati finalizzati al rafforzamento dei percorsi di simbiosi industriale, attraverso, ad esempio, la definizione di un approccio sistemico alla riduzione, riciclo e riuso degli scarti alimentari, allo sviluppo di sistemi di ciclo integrato delle acque e al riciclo delle materie prime;
    – sistemi, strumenti e metodologie per lo sviluppo delle tecnologie per la fornitura, l’uso razionale e la sanificazione dell’acqua;
    – strumenti tecnologici innovativi in grado di aumentare il tempo di vita dei prodotti e di efficientare il ciclo produttivo;
    – sperimentazione di nuovi modelli di packaging intelligente (smart packaging) che prevedano anche l’utilizzo di materiali recuperati e sistemi di selezione del materiale multileggero, al fine di aumentare le quote di recupero e di riciclo di materiali piccoli e leggeri.

Risorse e caratteristiche delle agevolazioni

Le agevolazioni sono concesse sotto forma di finanziamento agevolato entro il 50% dei costi ammissibili, e sotto forma di contributo diretto alla spesa fino al 20% delle spese ammissibili.

Le risorse complessivamente a disposizione ammontano a 140 milioni di euro, di cui 40 milioni per la concessione delle agevolazioni nella forma del contributo diretto alla spesa, a valere sulle disponibilità per il 2020 del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione e i restanti 100 milioni per la concessione delle agevolazioni nella forma del finanziamento agevolato a valere sulle risorse del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese gli investimenti in ricerca (FRI).

Agevolazioni per il riciclo

La legge di conversione del decreto Crescita prevede anche una serie di agevolazioni per incoraggiare sia il riutilizzo e il riciclo degli imballaggi, sia l’acquisto di prodotti da riciclo e da riuso.

Nel primo caso all’impresa venditrice di merci è riconosciuto un abbuono sul prezzo degli acquisti successivi pari al 25% del prezzo dell’imballaggio esposto in fattura.

In caso di riutilizzo degli imballaggi usati o di raccolta differenziata ai fini del successivo avvio al riciclo, l’impresa venditrice può fruire di un credito d’imposta pari al doppio degli abbuoni riconosciuti all’impresa acquirente, ancorché da questa non utilizzati. Il credito d’imposta è riconosciuto fino ad un importo massimo annuale di 10mila euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 10 milioni di euro annui per l’anno 2020. 

Al contempo viene introdotta un’altra forma di credito d’imposta per l’acquisto di prodotti da riciclo e da riuso, misura che potrà contare su uno stanziamento di 20 milioni per il 2021.

E’ previsto un contributo pari al 25% del costo di acquisto di:

  • semilavorati e prodotti finiti derivanti, per almeno il 75% della loro composizione, dal riciclaggio di rifiuti o di rottami ovvero dal riuso di semilavorati o di prodotti finiti; 
  • compost di qualità derivante dal trattamento della frazione organica differenziata dei rifiuti.

Alle imprese e ai soggetti titolari di reddito di lavoro autonomo che acquistano tali beni il contributo è riconosciuto sotto forma di credito d’imposta, fino ad un importo massimo annuale di 10mila euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo annuo di 10 milioni di euro.Ai soggetti acquirenti dei beni in questione non destinati all’esercizio dell’attività economica o professionale, il contributo spetta fino ad un importo massimo annuale di 5mila euro per ciascun beneficiario, sempre nel limite complessivo annuo di 10 milioni. Tale contributo è anticipato dal venditore dei beni come sconto sul prezzo di vendita ed è a questo rimborsato sotto forma di credito d’imposta di pari importo.

FONTE F.A.S.I.


Progetti di Ricerca per l’Economia Circolare

E’ attesa per la pubblicazione del bando nazionale dedicato all’Economia Circolare che stanzia ben 140 milioni di euro su tutto il territorio.

L’intervento, inserito fra le novità del Decreto Crescita per il 2019, prevede un nuovo incentivo volto a sostenere la realizzazione di progetti di ricerca e sviluppo finalizzati ad un uso più efficiente e sostenibile delle risorse.L’aiuto è rivolto alle imprese operanti in via prevalente nel settore manifatturiero ovvero in quello dei servizi diretti alle imprese manifatturiere, e ai centri di ricerca. Sarà possibile presentare domanda singolarmente o in partenariato.

Cosa finanzia

I progetti devono essere finalizzati alla riconversione produttiva delle attività economiche attraverso la realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti, tramite lo sviluppo delle tecnologie abilitanti fondamentali Key Enabling Technologies (KETs) relative a:

  • innovazioni di prodotto e di processo in tema di utilizzo efficiente delle risorse e di trattamento e trasformazione dei rifiuti, compreso il riuso dei materiali in un’ottica di economia circolare o a «rifiuto zero» e di compatibilità ambientale (innovazioni eco-compatibili);
  • progettazione e sperimentazione prototipale di modelli tecnologici integrati finalizzati al rafforzamento dei percorsi di simbiosi industriale, attraverso, ad esempio, la definizione di un approccio sistemico alla riduzione, riciclo e riuso degli scarti  alimentari, allo sviluppo di sistemi di ciclo integrato delle acque e al riciclo delle materie prime;
  • sistemi, strumenti e metodologie per lo sviluppo delle tecnologie per la fornitura, l’uso razionale e la sanificazione dell’acqua;
  • strumenti tecnologici innovativi in grado di aumentare il tempo di vita dei prodotti e di efficientare il ciclo produttivo;
  • sperimentazione di nuovi modelli di packaging intelligente (smart packaging) che prevedano anche l’utilizzo di materiali recuperati;
  • sistemi di selezione del materiale multileggero, al fine di aumentare le quote di recupero e di riciclo di materiali piccoli e leggeri

I progetti devono avere un importo compreso fra 500 mila e 2 milioni di euro.

L’orientamento del Ministero dello Sviluppo Economico è quello di prediligere le attività di sviluppo rispetto a quelle di ricerca.

L’agevolazione

L’agevolazione è composta da un finanziamento agevolato pari al 50% delle spese e da una quota di contributo diretto alla spesa, fino al 20% delle spese (con ipotesi di differenti percentuali per grandi imprese e pmi).

Per l’attuazione della misura sono stati stanziati 140 milioni di euro.

ScadenzeL’apertura dello sportello per la presentazione delle domande è prevista per i primi mesi del 2020, APPENA ESCE IL BANDO NAZIONALE DEDICATO ALLA ECONOMIA CIRCOLARE

FONTE GFINANCE


Economia circolare: tris di agevolazioni per le imprese

In arrivo due nuovi crediti d’imposta, a sostegno dell’economia circolare, che favoriscono il riutilizzo o il riciclo degli imballaggi, nonché l’acquisto di prodotti da riuso Un primo bonus è diretto a favorire il reso degli imballaggi di merce, il secondo è a favore delle imprese e per i professionisti che acquistano prodotti da riciclo e da riuso

 Ricordiamo poi che nel Decreto Crescita  è stata innovata la disciplina delle agevolazioni a sostegno di progetti di ricerca e sviluppo per la riconversione dei processi produttivi nell’ambito dell’economia circolare, contenuta nell’originaria versione del decreto legge.

Imballaggi riutilizzabili

Un primo credito d’imposta, che arriva dalla proposta di legge sulle semplificazioni fiscali , è diretto a favorire il reso degli imballaggi di merce, prevede la possibilità per le imprese venditrici di merci con imballaggio di riconoscere all’impresa acquirente un abbuono, a valere sul prezzo dei successivi acquisti, in misura pari al 25% del prezzo dell’imballaggio contenente la merce stessa ed esposto nella fattura.

L’abbuono è riconosciuto all’atto della resa dell’imballaggio stesso, da effettuare non oltre un mese dall’acquisto.All’impresa venditrice che riutilizza detti imballaggi usati ovvero che effettua la raccolta differenziata degli stessi ai fini del successivo avvio al riciclo spetterà invece un credito d’imposta di importo pari al doppio dell’importo degli abbuoni riconosciuti all’impresa acquirente, anche se da questa non utilizzati.Il credito sarà riconosciuto fino a un importo massimo annuale di 10.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 10 milioni di euro annui per l’anno 2020, e sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione, mediante F24 (da presentare esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento), a decorrere dal 1° gennaio del periodo d’imposta successivo a quello in cui sono stati riutilizzati o differenziati per il successivo riciclo gli imballaggi per i quali è stato riconosciuto l’abbuono all’impresa acquirente.

Il bonus, le cui disposizioni attuative dovranno essere emanate con decreto interministeriale (di natura non regolamentare), da adottare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto Crescita:

– dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di riconoscimento del credito;

– non concorrerà alla formazione del reddito né della base imponibile IRAP;

– non rileverà ai fini della determinazione della quota di interessi passivi deducibile dal reddito di impresa ai sensi dell’art. 61 del TUIR;

– non rileverà ai fini della determinazione della quota di spese e altri componenti negativi diversi dagli interessi passivi, deducibile dal reddito di impresa ai sensi dell’art. 109, comma 5, del TUIR;

– non sarà soggetto al limite annuale di euro 250.000 per l’utilizzo dei crediti d’imposta (di cui all’articolo 1, comma 53, Legge n. 244/2007).

Prodotti da riciclo e riuso

Anche il secondo nuovo credito d’imposta confluito nel decreto Crescita arriva dalla proposta di legge sulle semplificazioni fiscali.

L’incentivo fiscale sarà riconosciuto alle imprese e ai soggetti titolari di reddito di lavoro autonomo che acquistano:

– semilavorati o prodotti finiti derivanti, per almeno il 75% della loro composizione, dal riciclaggio di rifiuti o di rottami ovvero dal riuso di semilavorati o di prodotti finiti;

– compost di qualità derivante dal trattamento della frazione organica differenziata dei rifiuti.

Il credito d’imposta, che sarà valido solo nell’anno 2020, sarà pari al 25% del costo di acquisto dei suddetti prodotti da riciclo e riuso, fino ad un importo massimo annuale di:

– 10.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo annuo di 10 milioni di euro, qualora i beni acquistati siano effettivamente impiegati nell’esercizio dell’attività economica o professionale. In tal caso, il beneficio non sarà cumulabile con il credito d’imposta istituito dalla legge di Bilancio 2019 (art. 1, comma 73) riconosciuto alle imprese nel caso di acquisto di prodotti realizzati con materiali provenienti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica nonché per l’acquisto di imballaggi biodegradabili e compostabili o derivati dalla raccolta differenziata della carta e dell’alluminio;

– 5.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo annuo di 10 milioni di euro, qualora i beni acquistati non siano destinati all’esercizio dell’attività economica o professionale. In tal caso, il contributo sarà anticipato dal venditore dei beni come sconto sul prezzo di vendita e sarà a questo rimborsato sotto forma di credito d’imposta di pari importo.

In entrambi i casi, il credito d’imposta:- sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione a partire dal 1° gennaio del periodo d’imposta successivo a quello di riconoscimento e non sarà soggetto al limite annuale di 250.000 per l’utilizzo dei crediti d’imposta (di cui all’articolo 1, comma 53, l. n. 244/2007). Ai fini della sua fruizione, il modello F24 dovrà essere presentato esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dell’Agenzia delle entrate, pena il rifiuto del versamento;- dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta in cui sono riconosciute;

– non concorrerà alla formazione del reddito e della base imponibile dell’IRAP;

– non rileverà ai fini della determinazione della quota di interessi passivi deducibile dal reddito di impresa ai sensi dell’art. 61 del TUIR e ai fini della determinazione della quota di spese e altri componenti negativi diversi dagli interessi passivi, deducibile dal reddito di impresa ai sensi dell’art. 109, comma 5, del TUIR.

Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro dello sviluppo economico, da adottare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto Crescita, dovranno essere definiti:

– i requisiti tecnici e le certificazioni idonee ad attestare la natura e tipologie di materie e prodotti oggetto di agevolazione,

– i criteri e le modalità di applicazione e fruizione dei crediti d’imposta, anche al fine di assicurare il rispetto dei limiti di spesa.

Progetti di ricerca e sviluppo nell’economia circolare

L’intervento, concede finanziamenti agevolati e contributi diretti alla spesa a fronte di progetti di ricerca e sviluppo finalizzati ad un uso più efficiente e sostenibile delle risorse, che prevedono costi ammissibili compresi tra 500 mila euro e 2 milioni di euro.

Potranno beneficiare delle agevolazioni le imprese che esercitano attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria ed i centri di ricerca, in forma singola o anche congiuntamente tra loro o con organismi di ricerca.Una prima modifica apportata  alla disciplina della misura riguarda il numero massimo di soggetti co-proponenti in caso di progetti realizzati in forma associata (mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete o ad altre forme contrattuali di collaborazione, quali, a titolo esemplificativo, il consorzio e l’accordo di partenariato).Secondo l’attuale versione dell’agevolazione, i progetti congiunti devono prevedere fino ad un massimo di 3 soggetti. Con la modifica approvata tale vincolo viene eliminato, mentre viene previsto che i proponenti dovranno indicare il soggetto capofila.Con un’ulteriore modifica si estendono le agevolazioni anche a progetti che prevedono la realizzazione di attività di ricerca e di sviluppo aventi ad oggetto sistemi di selezione di materiali multileggero.

SI E’ IN ATTESA DEL DECRETO ATTUATIVO

Fonte ipsoa prefessionalità quotidiana

Fonte immagine Designed by jcomp / Freepik


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