CREDITO D’IMPOSTA RICERCA&SVILUPPO ARRIVA IL CONDONO – SERVIZIO ALERT CREDITI IMPOSTA

man and woman sitting on table

RAMSES GROUP NEWS n. 229 – 21 ottobre 2021

La “sanatoria” del credito d’imposta R&S

nel Decreto Fiscale

Con comunicato stampa n. 41 del 15 ottobre, il Consiglio dei Ministri ha annunciato l’approvazione del Decreto Fiscale, contenente, fra gli altri, “alcuni correttivi alla disciplina del credito d’imposta in Ricerca e Sviluppo al fine di superare alcune incertezze interpretative connesse all’originaria formulazione della misura”.

Il testo approvato dal CdM prevede, all’articolo 5, commi da 7 a 12, una “procedura di riversamento spontaneo”, senza sanzioni e interessi, del credito d’imposta R&S ex articolo 3 D.L. 145/2013 e ss.mm.ii. maturato nei periodi d’imposta dal 2015 al 2019 e indebitamente compensato.

L’ambito applicativo della “sanatoria R&S” è circoscritto a fattispecie caratterizzate da condotte in buona fede dei contribuenti, con effettivo svolgimento delle attività e sostenimento delle spese ammissibili:

  • soggetti che hanno realmente svolto attività in tutto o in parte non qualificabili come R&S ai fini del credito d’imposta e sostenuto le relative spese;
  • soggetti che hanno svolto attività di R&S svolta su commessa estera (ammessa a partire dal periodo d’imposta 2017) in modo non conforme al dettame della norma di interpretazione autentica contenuta all’articolo 1, comma 72, L. 145/2018 (Legge di Bilancio 2019) ovvero attribuendo rilevanza a spese relative alle attività di R&S svolte in  laboratori o strutture situati fuori dal territorio dello Stato;
  • soggetti che hanno commesso errori di quantificazione del credito R&S, di individuazione delle spese ammissibili (violazione dei principi di inerenza e congruità) e di determinazione della media storica 2012-2014.

Al contrario, l’accesso alla procedura di riversamento spontaneo risulta precluso alle fattispecie caratterizzate da condotte fraudolente, attività e spese simulate nonché documenti falsi o fatture per operazioni inesistenti e ai casi in cui non sia stata prodotta adeguata documentazione atta a dimostrare l’effettivo sostenimento delle spese.

Qualora l’indebita compensazione del credito R&S sia già stata constatata dall’Ente accertatore occorre distinguere, con riferimento alla data di entrata in vigore del Decreto Fiscale:

  • i casi di credito R&S oggetto di contestazione con atto di recupero o altri provvedimenti impositivi divenuti definitivi, situazione in cui è precluso l’accesso alla procedura;
  • i casi di violazioni constatate con atto istruttorio oppure di contestazioni con atto di recupero o altri provvedimenti impositivi non ancora divenuti definitivi, situazioni in cui il contribuente può accedere alla procedura per l’intero importo oggetto di recupero, accertamento, constatazione con impossibilità di rateazione.

La condotta fraudolenta può essere sempre accertata dagli Uffici delle Entrate a “sanatoria” avviata, con conseguente decadenza dalla stessa.

La “procedura di riversamento spontaneo” delineata è subordinata all’invio di una comunicazione all’Agenzia delle entrate entro il 30.09.2022 (secondo modello e contenuto da definirsi con provvedimento del direttore dell’AdE da emanare entro il 31.05.2022) con indicazione:

  • del periodo o periodi d’imposta di maturazione del credito R&S;
  • dell’importo del credito oggetto di riversamento spontaneo;
  • degli altri dati ed elementi richiesti in relazione alle attività e spese ammissibili”.

Le modalità e i termini di riversamento del credito R&S indebitamente compensato sono così sintetizzabili:

  • in unica soluzione entro il 16.12.2022;
  • in tre quote annuali di pari importo con scadenze al 16.12 del 2022, 2023 e 2024, con applicazione di interessi di rateazione calcolati al tasso legale dal 17.12.2022 e, in caso di mancato pagamento anche di una sola rata alla scadenza prevista, l’iscrizione a ruolo e l’applicazione di sanzioni pari al 30% oltre interessi ex articolo 20 D.P.R. 602/1973 decorrenti dal 17.12.2022.

Importante precisazione è che il riversamento del credito R&S non può avvenire mediante compensazione di crediti d’imposta ex articolo 17 D.Lgs. 241/1997.

Il perfezionamento della procedura, che si verifica col pagamento integrale dell’importo comunicato all’AdE, produce una conseguenza di grande rilevanza per gli imprenditori: la non punibilità per il reato tributario di indebita compensazione di crediti d’imposta superiori a 50.000 euro l’anno ex articolo 10-quater D.Lgs. 74/2000.

Non resta ora che attendere il testo definitivo del Decreto Fiscale destinato ad approdare in Gazzetta Ufficiale.

Fonte EC NEWS


Decreto Fiscale e “sanatoria” sul credito R&S

Nella bozza di decreto legge di accompagnamento alla manovra finanziaria 2022, recante “misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili”, sono contenute importanti novità per il credito d’imposta ricerca e sviluppo 2015/2019.
L’art. 5, comma 7, prevede per i soggetti che alla data di entrata in vigore del decreto hanno utilizzato in compensazione il credito d’imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo, maturato a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019, la possibilità di effettuare il riversamento dell’importo del credito indebitamente utilizzato, senza applicazione di sanzioni e interessi.

Condizioni per il riversamento spontaneo

La procedura di riversamento spontaneo è riservata ai soggetti che nei periodi d’imposta indicati abbiano realmente svolto, sostenendo le relative spese, attività in tutto o in parte non qualificabili come attività di ricerca e sviluppo ammissibili nell’accezione rilevante ai fini del credito d’imposta. Tale procedura procedura può essere utilizzata anche dai soggetti che abbiano commesso errori nella quantificazione o nell’individuazione delle spese ammissibili in violazione dei principi di pertinenza e congruità nonché nella determinazione della media storica di riferimento.

Non si potrà invece ricorrere alla restituzione nel caso in cui credito d’imposta utilizzato in compensazione sia il risultato di condotte fraudolente basate sull’utilizzo di documenti falsi o di fatture che documentano operazioni inesistenti, nonché nelle ipotesi in cui manchi la documentazione idonea a dimostrare il sostenimento delle spese ammissibili al credito d’imposta.

  Termini per la restituzione del credito già compensato

Coloro i quali intendono avvalersi della procedura di riversamento spontaneo del credito d’imposta devono inviare apposita richiesta all’Agenzia delle entrate entro il 30 settembre 2022, specificando il periodo o i periodi d’imposta di maturazione del credito d’imposta per cui è presentata la richiesta, gli importi del credito oggetto di riversamento spontaneo e tutti gli altri dati ed elementi richiesti in relazione alle attività e alle spese ammissibili.

Il contenuto e le modalità di trasmissione del modello di comunicazione per la richiesta di applicazione della procedura saranno definite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate da emanare entro il 31 maggio 2022.

Riversamento in tre rate ma con interessi

L’importo del credito indebitamente utilizzato in compensazione indicato nella comunicazione inviata all’Agenzia delle entrate deve essere riversato entro il 16 dicembre 2022. Il versamento può essere effettuato in tre rate di pari importo: la prima dovrà essere corrisposta entro il 16 dicembre 2022 e le successive entro il 16 dicembre 2023 e il 16 dicembre 2024.

In caso di pagamento rateale sono dovuti, a decorrere dal 17 dicembre 2022, gli interessi calcolati al tasso legale. Il mancato pagamento di una delle rate entro la scadenza prevista comporta il mancato perfezionamento della procedura, l’iscrizione a ruolo dei residui importi dovuti e l’applicazione di una sanzione pari al 30% degli stessi e degli interessi con decorrenza dalla data del 17 dicembre 2022.

La procedura si perfeziona con il pagamento del complessivo importo e, una volta cristallizzata, il contribuente non sarà perseguibile penalmente.

Oggi più che mai diventa importante prendere atto e verificare la propria posizione rispetto al credito di imposta ricerca e sviluppo al fine di poter limitare i danni nel caso in cui si sia approfittato, in buona fede, di una norma che oggi sembra scontare l’effetto boomerang.

I controlli sul credito Ricerca e Sviluppo già in corso

La procedura di restituzione dei crediti indebitamente fruiti non può essere utilizzata per il riversamento dei crediti il cui utilizzo in compensazione sia già stato accertato con un atto di recupero crediti o con altri provvedimenti impositivi, divenuti definitivi alla data di entrata in vigore del decreto fiscale.
Nel caso in cui l’utilizzo del credito d’imposta sia già stato constatato con un atto istruttorio, accertato con un atto di recupero crediti o con un provvedimento impositivo, non ancora divenuti definitivi alla data di entrata in vigore del decreto, il riversamento deve obbligatoriamente riguardare l’intero importo del credito oggetto di recupero, accertamento o constatazione, senza possibilità di applicare la rateazione.

Oggi più che mai diventa importante prendere atto e verificare la propria posizione rispetto al credito d’imposta ricerca e sviluppo al fine di poter limitare i danni nel caso in cui si sia approfittato, in buona fede, di una norma che oggi sembra scontare l’effetto boomerang.

Ricerca&sviluppo, sanatoria anche con l’atto di recupero

Restituzione senza sanzioni e interessi per i crediti indebitamente utilizzati. Niente regolarizzazione in presenza di frodi o documenti falsi

Sul caos ricerca e sviluppo il Governo decide di azzerare tutto. Dopo cinque anni d’imposta caratterizzati da continui cambi di norme e una copiosa produzione di circolari e altri documenti di prassi per cercare di far chiarezza sul credito d’imposta, il decreto legge approvato il 15 ottobre in Consiglio dei ministri vara una sanatoria per tutte le imprese che hanno indebitamente utilizzato l’agevolazione. Si potrà restituire al Fisco il bonus «indebitamente utilizzato» in compensazione senza versare sanzioni e interessi. Possibilità di restituzione aperta anche alle imprese già raggiunte da atti di recupero o atti impositivi, che non siano ancora definitivi alla data di entrata in vigore del decreto. Con l’effetto che per chi completerà la regolarizzazione sarà esclusa la punibilità per il reato di indebita compensazione (articolo 10-quater del Dlgs 74/2000).

Una sanatoria aperta agli errori di qualificazione delle spese di ricerca e sviluppo ammissibili e agli errori di quantificazione o individuazione. Strada sbarrata, invece, nei casi in cui il credito d’imposta in compensazione sia il risultato di condotte fraudolente, di fattispecie oggettivamente o soggettivamente simulate, di false rappresentazioni della realtà basate sull’utilizzo di documenti falsi o di fatture che documentano operazioni inesistenti, ma anche nelle circostanze in cui manchi la documentazione in grado a supporto dell’avvenuto investimento.

Negli ultimi anni infatti, secondo quanto riportato dalla risposta della sottosegretaria all’Economia Maria Cecilia Guerra a un question time in commissione Finanze al Senato, le imprese raggiunte da atti di recupero del bonus – secondo il Fisco indebitamente utilizzato – sono state 804 nel quinquennio 2017/2021 mentre i processi verbali di constatazione notificati (al netto dei rilievi già confluiti in un atto di recupero) sono stati 164.

Tornando alla sanatoria prevista dal decreto fisco-lavoro, l’arco temporale interessato copre il credito d’imposta ricerca e sviluppo maturato a decorrere dall’anno d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 fino al 2019.

Per accedere sanatoria sarà necessario presentare una richiesta all’agenzia delle Entrate entro il 30 settembre 2022, indicando i periodi d’imposta di maturazione dei bonus fiscali, gli importi del credito da riversare spontaneamente e tutti quei dati e quelle informazioni relativi alle attività e alle spese ammissibili. Il modello dell’istanza sarà comunque reso disponibile dalle Entrate entro il 31 maggio 2022. Per perfezionare il riversamento sarà necessario procedere al pagamento e in ogni caso non si potranno compensare in F24 altri crediti spettanti per completare la procedura. La prima o unica rata andrà corrisposta entro il 16 dicembre 2022, mentre le scadenze delle successive (a cui andranno sommati gli interessi calcolati al tasso legale) saranno il 16 dicembre 2023 e il 16 dicembre 2024. Attenzione, però. Chi si avvale della sanatoria ed è già interessato da atti istruttori, atti di recupero o provvedimenti impositivi non definitivi dovrà versare in un’unica soluzione, senza poter contare sul pagamento dilazionato.


IL CALENDARIO

Comunque si potrà decadere dalla regolarizzazione e le somme già versate verranno considerate come acconto, se dopo la comunicazione gli uffici accerteranno condotte fraudolente.

Linea dura anche per chi paga la prima rata e non onora le due successive. In questo caso oltre a decadere dalla restituzione, l’amministrazione finanziaria procederà all’iscrizione a ruolo delle somme residue dovute con l’aggiunta della sanzione del 30% e degli interessi.

Tutte le tappe della restituzione senza sanzioni e interessi
31 MAGGIO 2022
L’agenzia delle Entrate deve definire con un provvedimento il contenuto e le modalità di trasmissione del modello di comunicazione
30 SETTEMBRE 2022
Va inviata la richiesta alle Entrate per aderire al riversamento spontaneo, indicando tra l’altro il periodo o i periodi per cui è maturato il credito e gli importi
16 DICEMBRE 2022
La prima o unica rata per il riversamento spontaneo: nel caso in cui il contribuente sia stato già raggiunto da un atto di recupero non definitivo si versa in un’unica soluzione
16 DICEMBRE 2023
La seconda scadenza per il riversamento per chi ha optato per la soluzione rateale
16 DICEMBRE 2024
La terza e ultima scadenza per il riversamento per chi ha optato per la soluzione rateale

Fonte Il Sole 24 ore


SERVIZIO ALERT CREDITI IMPOSTA

OGGI PIU’ CHE MAI
VERIFICA IL TUO CREDITO PRIMA DEI CONTROLLI 
EVITA LE SANZIONI E
VERIFICA L’OPPORTUNITA’ O MENO DI ACCEDERE ALL’IMMINENTE SANATORIA CREDITI IMPOSTA RICERCA & SVILUPPO

CONTROLLA LE PROCEDURE CHE HAI SEGUITO PER GLI ALTRI CREDITI D’IMPOSTA COME:

credito imposta macchinari 4.0 

e/o credito imposta impianti macchinari Mezzogiorno  


ABBIAMO VERIFICATO CHE

la maggior parte delle agevolazioni rendicontate autonomamente  presentano gravi irregolarità con elevati rischi di sanzioni amministrative e penali comminate in caso di recupero.

Il carattere automatico dei crediti d’imposta ha reso piuttosto agevole e immediato l’accesso ai benefici. Spesso sono stati gli stessi imprenditori a determinare autonomamente l’agevolazione. Ma chi non ha curato la fase istruttoria con la dovuta attenzione oggi è esposto a gravissimi rischi: dal dover restituire la somma indebitamente fruita all’applicazione di importanti sanzioni, anche in ambito penale.

Il nostro  servizio ALERT CREDITI IMPOSTA mira a garantire la serenità delle imprese, con una verifica gratuita dei crediti d’imposta già rendicontati e la predisposizione di tutti i correttivi necessari in caso di documentazione carente.

Acquisiamo la documentazione necessaria e la analizziamo gratuitamente attraverso il nostro  team multidisciplinare di esperti.

E SE

— La tua azienda ha compensato crediti d’imposta per decine di migliaia di euro e adesso hai paura di a ver commesso qualche errore nella rendicontazione 

— Non sei certo che la documentazione presentata sia in linea con la normativa

— Hai il timore di incorrere in pesanti sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate

— Hai il timore di aver commesso degli errori   

                                                                                 

RAMSES GROUP finanza agevolata

con il suo servizio di ALERT CREDITI IMPOSTA

INTERVIENE PER VALUTARE COME AGIRE IN CASO DI ERRORI

E COME IMPOSTARE CORRETTAMENTE PER IL FUTURO L’INTERA PRATICA

A COSTO ZERO


VALUTIAMO PRATICHE GIA’ INVIATE:

SE IL RISCHIO DI INCORRERE IN SANZIONI E’ ELEVATO

Quantifichiamo il rischio di recupero, calcolando sanzioni e interessi  

Ti forniamo un parere scritto sulle motivazioni delle nostre osservazioni

Verifichiamo lo stato delle compensazioni effettuate 

Predisponiamo (se necessario) le dichiarazioni integrative con calcolo del ravvedimento 

SE IL RISCHIO DI INCORRERE IN SANZIONI E’ MODERATO

Ti forniamo un parere scritto sulle motivazioni delle nostre osservazioni

Integriamo la documentazione, depurandola da eventuali errori dovuti al l’inserimento di costi non agevolabili 

Integriamo la documentazione con pareri asseverati da specialisti multisettoriali

Verifichiamo lo stato delle compensazioni effettuate 

Predisponiamo (se necessario) le dichiarazioni integrative con calcolo del ravvedimento.

ASSIEME A NOI 

Troverai il credito più adatto alla tua attività, che ti permetterà di azzerare i tuoi F24 direttamente nel tuo cassetto fiscale, senza dover perdere tempo nel compilare moduli, inoltrare la pratica ed avere paura di sbagliare. 

I nostri consulenti e tecnici specializzati ti guideranno nella valutazione dei requisiti ed in poco tempo, in modo gratuito, saprai quanto realmente ti spetta.

POTRAI

— Scegliere come investire in modo intelligente pensando fin da subito come poter sfruttare le agevolazioni presenti sul nostro territorio che ti aiuteranno ad azzerare gli F24

— Recuperare tempo da dedicare alla tua attività perché ci occuperemo noi di tutta la pratica, dovrai solo inoltrarci i documenti

— Pianificare le agevolazioni fiscali annue RECUPERARE QUELLE NON USUFRUITE NEGLI ANNI PRECEDENTI e coordinare i futuri investimenti.


COMPILA LA SCHEDA INFORMATIVA RAMSES GROUP può aiutarti

Pre-Parere Credito Imposta Ricerca & Sviluppo

TUTTO SU RICERCA & SVILUPPO


RAMSES GROUP Scheda informativa

Inserisci il tuo indirizzo email, così possiamo tenerti aggiornato.
In accordo con il Regolamento UE 2016/679 (GDPR) dichiaro di conoscere il diritto di cancellazione, integrazione, aggiornamento e rettifica dei miei dati. Autorizzo RAMSES GROUP srl al trattamento dei miei dati personali per iscrizione alla mailing list (Newsletter), creazione di elenchi telefonici e di gestione dati ed informazioni. Sono a conoscenza che: - i miei dati personali non sono condivisi con terzi, vengono custoditi in modo sicuro e utilizzati esclusivamente a fini non commerciali e per le finalità sopra riportate; - la Newsletter RAMSES GROUP informa sulle novità nel campo della Finanza agevolata, (Finanziamenti a fondo perduto, Bandi, Finanza Straordinaria, Miglioramento del Rating, ecc.); - il conferimento dei dati è facoltativo ma il mancato conferimento comporterà l’impossibilità di ricevere la Newsletter; - il Titolare del trattamento è: RAMSES GROUP srl con sede in Via Giovanni Parini n. 21 a Pescara; - il Responsabile del trattamento è RAMSES GROUP srl. Mi competono tutti i diritti previsti dal Regolamento UE 2016/679 (GDPR): in particolare, per chiedere di cancellare la mia iscrizione dalla mailing-list della Newsletter è sufficiente inviare una e-mail a redazione@ramsesgroup.it indicando nell’oggetto “Cancellatemi”. Preso atto di quanto sopra, il contraente presta consenso al trattamento dei dati.

Credito d’imposta Ricerca & Sviluppo ARCHIVIO 2020 2021 2022

RECUPERA FINO AL 45% DEGLI INVESTIMENTI FATTI IN RICERCA & SVILUPPO

Molto spesso le aziende non utilizzano il credito d’imposta sulla ricerca e sviluppo perché non sono consapevoli che le attività che svolgono quotidianamente possono rientrare in questa agevolazione.

L’agevolazione non premia solo la ricerca avanzata fatta nei centri ricerca delle grandi aziende ma anzi premia soprattutto la ricerca e sviluppo fatta quotidianamente dalle PMI che ogni giorno innovano prodotti e processi.

Il credito d’imposta Ricerca & Sviluppo è un’agevolazione fiscale prevista dalla legge di bilancio 2020, all’interno del PIANO NAZIONALE IMPRESA  4.0 che ha il fine di incentivare gli investimenti in innovazione delle imprese nel periodo d’imposta  successivo al 31 dicembre 2019 e si sostituisce a quello per investimenti in ricerca e sviluppo, di cui al D.L. n. 145/2013.

La misura dell’agevolazione, cambia a seconda della tipologia di investimento effettuato.

SCHEDA DI RIEPILOGO CREDITO D’IMPOSTA RICERCA&SVILUPPO anno 2020

BENEFICIARI

  • Imprese di qualsiasi settore e dimensione (sia PMI che Grandi Imprese)
  • Consorzi e Reti di Impresa (con personalità giuridica)
  • Enti non commerciali e Imprese agricole.

AGEVOLAZIONE

Ricerca e sviluppo 

  • Credito d’imposta del 12% per cento nel limite massimo di 3 milioni di euro.

Per le attività di Ricerca e Sviluppo svolte da imprese operanti nel Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), la misura del credito d’imposta è del

  • 25% per le grandi imprese
  • 35% per le medie imprese
  • 45% per le piccole imprese.

Innovazione tecnologica

  • Credito d’imposta del 6% nel limite massimo di 1,5 milioni di euro.

Innovazione tecnologica (comma 201) finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0

  • Credito d’imposta innovazione green o digitale del 10% nel limite massimo di 1,5 milioni di euro

Design e ideazione estetica 

  • Credito d’imposta del 6% nel limite massimo di 1,5 milioni di euro.

Il credito d’imposta spettante è utilizzabile esclusivamente in compensazione in 3 quote annuali di pari importo, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione.

PROGETTI AGEVOLABILI

 Sono considerate attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta le attività

– di ricerca fondamentale,

– di ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico o tecnologico

 Sono considerate attività di innovazione tecnologica ammissibili al credito d’imposta le attività finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati.

Sono considerate attività innovative ammissibili al credito d’imposta le attività di design e ideazione estetica svolte dalle imprese operanti nei settori tessile e della moda, calzaturiero, dell’occhialeria, orafo, del mobile e dell’arredo e della ceramica, per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari.

Entro 60 giorni dall’approvazione il MISE detterà i criteri per la corretta applicazione di tali definizioni.

SPESE AMMISSIBILI

a) le spese di personale relative ai ricercatori e ai tecnici titolari di rapporto di lavoro subordinato o di lavoro autonomo o altro rapporto diverso dal lavoro subordinato, direttamente impiegati nelle operazioni di ricerca e sviluppo svolte internamente all’impresa.

Le spese di personale relative a soggetti di età non superiore a trentacinque anni, al primo impiego, in possesso di un titolo di dottore di ricerca o iscritti a un ciclo di dottorato presso un’università italiana o estera o in possesso di una laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico, assunti dall’impresa con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e impiegati esclusivamente nei lavori di ricerca e sviluppo, concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo pari al 150 per cento del loro ammontare;

  b) le quote di ammortamento, i canoni di locazione finanziaria o di locazione semplice e le altre spese relative ai beni materiali mobili e ai software utilizzati nei progetti di ricerca e sviluppo anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota, (nel limite massimo complessivo pari al 30 per cento delle spese di personale indicate alla lettera a).

  c) le spese per contratti di ricerca extra muros aventi ad oggetto il diretto svolgimento da parte del soggetto commissionario delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta.

Nel caso di contratti di ricerca extra muros stipulati con università e istituti di ricerca aventi sede nel territorio dello Stato, le spese concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo pari al 150 per cento del loro ammontare.

Nel caso in cui i contratti siano stipulati con imprese o soggetti appartenenti al medesimo gruppo dell’impresa committente, si applicano le stesse regole applicabili nel caso di attività di ricerca e sviluppo svolte internamente all’impresa.

Le spese previste dalla presente lettera sono ammissibili a condizione che i soggetti cui vengono commissionati i progetti relativi alle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta, anche se appartenenti allo stesso gruppo dell’impresa committente, siano fiscalmente residenti o localizzati in altri Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo o in Stati compresi nell’elenco di cui al decreto del Ministro delle finanze 4 settembre 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 220 del 19 settembre 1996;

  d) le quote di ammortamento relative all’acquisto da terzi, anche in licenza d’uso, di privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, nel limite massimo complessivo di 1.000.000 di euro e a condizione che siano utilizzate direttamente ed esclusivamente per lo svolgimento delle attività inerenti ai progetti di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta.

Le spese previste dalla presente lettera sono ammissibili a condizione che derivino da contratti di acquisto o licenza stipulati con soggetti terzi fiscalmente residenti o localizzati in altri Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo o in Stati compresi nell’elenco di cui al citato decreto del Ministro delle finanze 4 settembre 1996.

Non si considerano comunque ammissibili le spese per l’acquisto, anche in licenza d’uso, dei suddetti beni immateriali derivanti da operazioni intercorse con imprese appartenenti allo stesso gruppo dell’impresa acquirente;

  e) le spese per servizi di consulenza e servizi equivalenti inerenti alle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta, nel limite massimo complessivo pari al 20% delle spese di personale ammissibili indicate alla lettera a) ovvero delle spese ammissibili indicate alla lettera c), senza tenere conto delle maggiorazioni ivi previste, a condizione che i relativi contratti siano stipulati con soggetti residenti nel territorio dello Stato o con soggetti fiscalmente residenti o localizzati in altri Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo o in Stati compresi nell’elenco di cui al citato decreto del Ministro delle finanze 4 settembre 1996;

  f) le spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nei progetti di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta svolti internamente dall’impresa anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota, nel limite massimo del 30% delle spese di personale indicate alla lettera a) ovvero, nel caso di ricerca extra muros, del 30% dei costi dei contratti indicati alla lettera c).

ADEMPIMENTI

Comunicazione al Ministero dello sviluppo economico

Certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti (con recupero in credito di imposta delle spese fino a 5.000 euro per le imprese non obbligate alla revisione legale)

Redigere e conservare una relazione tecnica che illustri le finalità, i contenuti e i risultati delle attività ammissibili svolte in ciascun periodo d’imposta in relazione ai progetti o ai sotto progetti in corso di realizzazione

Soggetti interessati   

Possono beneficiare dei crediti le imprese: residenti nel territorio dello Stato, incluse stabili organizzazioni di soggetti non residenti; indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito d’impresa; rispettose delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili in ciascun settore e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori

Escluse le imprese: 

in liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale prevista dal R.D. 267/1942, dal codice di cui al Dlgs 14/2019, o da altre leggi speciali o che abbiano in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni; destinatarie di sanzioni interdittive ex art. 9, comma 2, del Dlgs 231 /2001

Ambito temporale 

Periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019 Esteso al in corso (esercizio 2020 per soggetti solari) periodo d’imposta in corso al 31/12/22 (esercizi solari ’21 e ’22)

Definizioni delle attività ammissibili 

Con il decreto attuativo, il Mise ha dettato i criteri per la corretta applicazione e definizione di: 
ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico o tecnologico, tenendo conto dei princìpi e dei criteri del Manuale di Frascati dell’Ocse (art. 2 del Dm). Assumono rilevanza le attività di R&S che perseguono un progresso o un avanzamento delle conoscenze o delle capacità generali in un campo scientifico o tecnologico e non il semplice progresso o avanzamento delle conoscenze o delle capacità di una singola impresa
innovazione tecnologica di prodotto o processo di produzione nuovo o significativamente migliorato, rispetto a quelli già realizzati o applicati dall’impresa, tenendo conto dei princìpi generali e dei criteri contenuti nel Manuale di Oslo dell’Ocse (art. 3 del Dm)  
innovazione digitale 4.0 per la maggiorazione del 150% (art. 5 del Dm) con numerosi obiettivi di innovazione digitale. Inoltre, si considerano attività di innovazione tecnologica per il raggiungimento di obiettivi di transizione ecologica i lavori svolti nell’ambito di progetti di trasformazione dei processi aziendali secondo i principi dell’economia circolare declinati nella comunicazione della Commissione Ue (COM 2020) 98 dell’11 marzo 2020
design e ideazione estetica anche in relazione alle medesime attività svolte in settori diversi dal tessile e della moda, del calzaturiero, dell’occhialeria, orafo, del mobile e dell’arredo e dellaceramica. L’art. 4 del Dm individua le attività che abbiano ad oggetto innovazioni legate in via generale all’aspetto esterno o estetico dei prodotti o comunque non legate a elementi funzionali o tecnologici dei prodotti.

Tipologia di spese 

Anche se ogni tipologia di credito contempla le sue spese e le sue maggiorazioni, le tipologie di spese agevolabili riguardano le spese del personale dipendente, le quote di ammortamento e canoni di leasing di beni e software, le spese per ricerca extra-muros, le spese per sevizi di consulenza, le spese per materiali, forniture anche per realizzare prototipi. 

Ricerca commissionata dall’estero 

Poiché è stata anticipata alla fine del 2019 la cessazione del credito d’imposta ricerca e sviluppo di cui all’art. 3 del Dl 145/2013, è venuto a mancare anche il riferimento al comma 1-bis di tale articolo che permetteva l’agevolazione per la ricerca commissionata dall’estero.

 Spese ammissibili e documentazione contabile 

Le spese ammissibili devono rispettare le regole generali di effettività, pertinenza e congruità, nonché di imputazione temporale con riferimento all’art. 109, commi 1 e 2 del Tuir. L’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la corrispondenza delle stesse alla documentazione contabile predisposta dall’impresa devono risultare da apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti (comma 204 e art. 6 del Dm). Inoltre, l’art. 6 del Dm evidenzia le regole per la determinazione delle spese del personale, delle quote di ammortamento, dei canoni di leasing e dei costi degli amministratori. 

Relazione Tecnica 

Le imprese dovranno predisporre una Relazione Tecnica  (La Relazione tecnica diventa “asseverata”) che illustri le finalità, i contenuti e i risultati delle attività ammissibili svolte in ciascun periodo d’imposta
 Utilizzo del credito d’imposta In compensazione, ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. 241/97, con: utilizzo in tre rate annuali, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi agevolabili sono stati sostenuti, subordinatamente all’avvenuto adempimento degli obblighi di certificazione previsti dalla norma. Non si applica il limite annuale di cui all’art. 34, comma 1, L. 388/2000, né quello di € 250.000 altrimenti previsto per i crediti agevolativi. Trattamento IRES ed IRAP Non concorre alla formazione del reddito IRES e IRAP

Cumulabilità del credito con altre agevolazioni 

Il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni che sui medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile Irap, non porti al superamento del costo sostenuto. 

Controlli da parte dell’agenzia delle Entrate 

L’agenzia delle Entrate effettua i controlli finalizzati alla verifica delle condizioni di spettanza del credito d’imposta in base: all’apposita certificazione della documentazione contabile; alla relazione tecnica; all’ulteriore documentazione fornita dall’impresa.

Contabilizzazione 

Trattasi di contributo in conto esercizio (voce A5 del conto economico)

CREDITO D’IMPOSTA RICERCA & SVILUPPO Variazioni per gli anni  2021-2022

Proroga con potenziamento del credito d’imposta R&S&I&D

La proroga del credito R&S&I&D fino al periodo d’imposta in corso al 31.12.2022 è contraddistinta dalle seguenti principali novità:

  • aumento sul biennio 2021/2022 delle aliquote e dei massimali di credito d’imposta;
  • conferma sul biennio 2021/2022 delle aliquote maggiorate per attività di R&S afferenti a strutture produttive ubicate nelle regioni del Mezzogiorno;
  • obbligo di asseverazione della relazione tecnica.

Tipologia di attivitàPeriodo di sostenimento delle speseAliquote e limiti di credito
R&SPeriodi d’imposta 2021 e 2022 (per imprese con periodo coincidente con l’anno solare)20%
Limite: 4 milioni di euro
Imprese del 

Mezzogiorno:

–  25% grande impresa
–  35% media impresa
–  45% piccola impresa
IT Innovazione Tecnologica10%
Limite: 2 milioni di euro
IT green o digitale 4.015%
Limite: 2 milioni di euro
Design10%
Limite: 2 milioni di euro

Riepilogo Aliquote e massimali 2020 – 2021 – 2022

LEGGE DI BILANCIO2020

ALIQUOTE
del CREDITO D’IMPOSTA
LEGGE DI BILANCIO2020 IMPORTO MASSIMO
del CREDITO D’IMPOSTA
LEGGE DI BILANCIO2021
anni 2021-2022 ALIQUOTE
del CREDITO D’IMPOSTA
LEGGE DI BILANCIO2021
anni 2021-2022 IMPORTO MASSIMO
del CREDITO D’IMPOSTA
R&S12%3 milioni di euro20%4 milioni di euro
Mezzogiorno:
–  25% grande impresa
–  35% media impresa
–  45% piccola impresa
Innovazione
Tecnologica
6%1,5 milioni di euro10%2 milioni di euro
Innovazione
green e digitale
10%1,5 milioni di euro15%2milioni di euro
Design
e ideazione estetica
6%1,5 milioni di euro10%2 milioni di euro


Proroga con potenziamento del credito d’imposta Formazione 4.0

La proroga del credito Formazione 4.0 fino al periodo d’imposta in corso al 31.12.2022 prevede un’importante estensione dell’ambito applicativo oggettivo, restando invariati aliquote e massimali.

Si ampliano dunque sul biennio i costi ammissibili:

  • le spese del personale relative ai formatori per le ore di partecipazione alla formazione;
  • i costi di esercizio relativi a formatori e partecipanti alla formazione direttamente connessi al progetto di formazione, quali le spese di viaggio, i materiali e le forniture con attinenza diretta al progetto, l’ammortamento degli strumenti e delle attrezzature per la quota da riferire al loro uso esclusivo per il progetto di formazioneescluse le spese di alloggio ad eccezione di quelle minime necessarie per i partecipanti che sono lavoratori con disabilità;
  • i costi dei servizi di consulenza connessi al progetto di formazione;
  • le spese del personale relative ai partecipanti alla formazione e le spese generali indirette (spese amministrative, locazione, spese generali) per le ore di formazione.

Per tutti i crediti d’imposta, la fruizione dei crediti è ridotta a 3 anni anziché 5.

E’ POSSIBILE RECUPERARE L’AGEVOLAZIONE NON USUFRUITA DAL 2017 AL 2019 SEGUENDO LA VECCHIA NORMATIVA 

Per le spese sostenute dal 01/01/2015 e fino al 31/12/2019  è invece applicabile la vecchia disciplina che prevede aliquote differenziate a seconda dell’anno di riferimento. Si tratta di un fondo perduto riconosciuto in credito di imposta calcolato sull’incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo rispetto alla media degli stessi investimenti realizzati nel triennio 2012-2013-2014.

L’agevolazione consiste in un credito di imposta  compensabile con altri tributi con le seguenti percentuali:

Credito di imposta del 50%

  • Personale interno con rapporto di lavoro subordinato impiegato in attività di ricerca e sviluppo 
  • Personale interno con rapporto di lavoro autonomo o comunque diverso dal subordinato (scende al 25% nel 2019)
  • Compensi amministratori qualificati per la quota parte relativa all’attività di ricerca e sviluppo (scende al 25% nel 2019)
  • Contratti di ricerca stipulati con Università, Organismi di Ricerca ed organismi equiparati , comprese le start up e le PMI innovative
  • Contratti di ricerca stipulati con altre imprese (scende al 25% nel 2019)
  • Competenze tecniche e privative industriali acquisite da fonti esterne (scende al 25% nel 2019)
  • Quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti ed attrezzature di laboratorio (scende al 25% nel 2019)

Credito di imposta del 25 %  (aliquota reintrodotta dal 2019)

  • Personale interno con rapporto di lavoro autonomo o comunque diverso dal subordinato (dal 2019)
  • Compensi amministratori qualificati per la quota parte relativa all’attività di ricerca e sviluppo (dal
  • Contratti di ricerca stipulati con altre imprese (dal 2019)
  • Competenze tecniche e privative industriali acquisite da fonti esterne (dal 2019)
  • Quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti ed attrezzature di laboratorio (dal 2019)
  • costi sostenuti per l’acquisto di materiali, forniture e altri prodotti analoghi direttamente impiegati nelle attività di ricerca e sviluppo, anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota relativi alle fasi della ricerca industriale e dello sviluppo sperimentale (dal 2019)

Credito di imposta del 100% fino a 5’000 euro delle spese di certificazione dei costi di ricerca e sviluppo.

L’innovazione SOFTWARE e il credito d’imposta R&S

I parte

L’individuazione delle attività ammissibili alla disciplina del credito d’imposta R&S, introdotta nell’ordinamento italiano dal D.L. 145/2013, convertito con modificazioni dalla L. 9/2014 e integralmente sostituito dall’articolo 1, comma 35, L. 190/2014, (c.d. L. di Stabilità 2015), è questione particolarmente delicata per quanto attiene l’innovazione software.

Lo sviluppo di software, infatti, è attività sovente connessa all’innovazione, ma solo a determinate condizioni può includere componenti di R&S chiaramente identificabili.

La R&S può riferirsi in tal caso al software come prodotto finale oppure al software come parte integrante di un progetto innovativo, in termini di innovazione di prodotto o di processo.

In questo primo contributo si affronterà il tema del software come prodotto finale, rinviando ad un contributo successivo la disanima del software come parte integrante di un’innovazione di processo.

I principali atti di indirizzo sul tema sono i seguenti:

  • paragrafi 2.68 e seguenti del c.d. Manuale di Frascati, edizione 8.10.2015, concernente le “Guidelines for Collecting and Reporting Data on Research and Experimental Development”;
  • circolare Mise n. 59990 del 9.2.2018;
  • risoluzione AdE 46/E/2018;
  • risoluzione AdE 40/E/2019.

Il Mise in particolare ha fornito, nella circolare n. 59990 del 9.2.2018, indicazioni a carattere sistematico sull’applicazione della disciplina del credito d’imposta R&S al caso delle imprese che svolgono attività di sviluppo software.

Preliminarmente le attività devono essere ricondotte alle definizioni contenute nella fonte primaria dell’articolo 3, commi 4 e 5, D.L. 145/2013, che ricalcano quelle contenute al paragrafo 1.3, punto 15, della Comunicazione della Commissione Europea (2014/C 198/01) del 27.06.2014, recante la “Disciplina degli aiuti di Stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazione” e a loro volta mutuate dal c.d. Manuale di Frascati:

  • ricerca teorica o di base;
  • ricerca applicata o industriale;
  • sviluppo sperimentale.

Dal punto di vista operativo l’Ocse, e, successivamente, il Mise hanno evidenziato che le innovazioni legate al software come prodotto finale sono generalmente di tipo incrementale, dunque qualora abbiano un effettivo contenuto innovativo rispetto al settore software, sono da classificarsi nell’ambito delle attività di sviluppo sperimentale.

Sono ovviamente valevoli anche per il software i 5 criteri di qualificazione e classificazione contenuti nel citato Manuale di Frascati:

  • criterio di novità;
  • criterio di creatività;
  • criterio di incertezza (tecnologica e finanziaria);
  • criterio di sistematicità;
  • criterio di trasferibilità e/o riproducibilità.

L’applicazione dei criteri del Manuale di Frascati al caso del software comporta che, ai fini della classificazione nell’ambito delle attività di R&S, debbano essere soddisfatti in particolare i seguenti requisiti:

  • l’esecuzione del software deve dipendere da un progresso scientifico e/o tecnologico;
  • lo scopo del progetto deve essere la risoluzione di un problema scientifico/tecnologico su base sistematica;
  • il software deve produrre un avanzamento scientifico/tecnologico, che si traduce in aumento dello stock di conoscenza, non essendo sufficiente l’utilizzo di un software preesistente per una nuova applicazione o un nuovo scopo.

Nella seguente tavola sinottica si riassumono le fattispecie citate dal Manuale di Frascati, a titolo esemplificativo e non esaustivo, di attività di sviluppo software ammissibili e non al credito d’imposta R&S:

Attività di sviluppo software ammissibili al credito R&SAttività di sviluppo software NON ammissibili al credito R&S
Sviluppo di un nuovo sistema operativo o di un nuovo linguaggio di programmazioneAggiornamenti, già liberamente disponibili prima dell’inizio dei lavori stessi, relativi a specifici sistemi o programmi
Sforzi per risolvere conflitti hardware o software in base a un processo di reingegnerizzazione di un sistema o di una reteOrdinaria manutenzione del computer o del software
Progettazione e realizzazione di nuovi motori di ricerca basati su tecnologie originaliSviluppo di software applicativi e sistemi informativi aziendali che utilizzino metodi conosciuti e strumenti software esistenti
La creazione di nuovi o più efficienti algoritmi basati su nuove tecnicheL’aggiunta di nuove funzionalità per l’utente a programmi applicativi esistenti
La creazione di nuove originali tecniche di criptazione o di sicurezzaLa creazione di siti web o software utilizzando strumenti esistenti
L’utilizzo di metodi standard di criptazione, verifica della sicurezza e test di integrità dei dati
La personalizzazione del software per un particolare uso, a meno che durante tale processo non vengano aggiunte nuove conoscenze che migliorino significativamente il programma base
L’ordinaria attività di correzione di errori (“debug”) di sistemi e programmi esistenti

Ne emerge un quadro complessivo in cui risultano agevolabili le attività di sviluppo software connotate da significativi elementi di novità o di significativo miglioramento per il mercato, in grado di superare un ostacolo tecnico-scientifico non risolvibile con le conoscenze informatiche disponibili in quel momento.

Come per le innovazioni di prodotto restano dunque escluse dalla disciplina del credito d’imposta R&S le attività di tipo ricorrente o routinarie connesse al software, così come le attività di copiatura, imitazione, decodifica.

Si rammenta, infine, che la corretta applicazione della disciplina agevolativa richiede anche l’individuazione del punto conclusivo della fase o delle fasi di R&S, in base a una dead-line che non può riguardare attività successive a quelle di sviluppo pre-competitivo.

Nello sviluppo sperimentale del software il momento conclusivo delle attività ammissibili coincide pertanto, in linea generale, con il c.d. beta testing

L’innovazione SOFTWARE e il credito d’imposta R&S

II parte

Le tecnologie dell’informazione ricoprono un ruolo di primo piano nelle attività innovative e influenzano sempre più la capacità delle imprese di svolgere attività di R&S.

Le attività di R&S possono riguardare, in particolare, sia lo sviluppo sperimentale di software inteso come prodotto finale, sia lo sviluppo di software come parte integrante di un più ampio progetto innovativo, sia esso di R&S oppure no.

Le attività di R&S si configurano infatti come un sottoinsieme qualificato di attività innovative, in grado di soddisfare tutti e cinque i requisiti del Manuale di Frascati, edizione 8.10.2015, concernente le “Guidelines for Collecting and Reporting Data on Research and Experimental Development”. I criteri da applicare al corretto inquadramento dello sviluppo sperimentale del software come prodotto finale, sono presenti nelle   indicazioni contenute nei paragrafi 2.68 e seguenti del  Manuale di Frascati e alla circolare Mise n. 59990 del 9.2.2018.

l tema del software come parte integrante di un’innovazione di processo o dell’organizzazione, ai fini della disciplina del credito d’imposta R&S introdotta nell’ordinamento italiano dal D.L. 145/2013, convertito con modificazioni dalla L. 9/2014 e successive modifiche, è affrontato espressamente dalla risoluzione AdE 40/E/2019, che richiama a sua volta la risoluzione AdE 46/E/2018 e tutta la normativa R&S applicabile al triennio 2007-2009.

L’attuale disciplina agevolativa non presenta infatti sostanziali differenze rispetto all’omonima disciplina introdotta per il triennio 2007-2009 dall’articolo 1, commi 280–284, L. 296/2006 e dal relativo decreto attuativo 76/2008 (c.d. “Decreto Ricerca”).

Nel caso delle innovazioni di processo applicate al settore delle imprese commerciali o delle innovazioni dell’organizzazione, che siano caratterizzate da una componente immateriale (software) rilevante, la risoluzione AdE 40/E/2019 estende l’applicazione dei criteri sistematici di qualificazione e classificazione indicati nei paragrafi 2.68 e seguenti del Manuale di Frascati e tradotti nella circolare Mise n. 59990 del 09.02.2018, originariamente previsti con riferimento al settore delle imprese di sviluppo software.

Secondo la prassi interpretativa del Mise, nel campo applicativo del credito d’imposta R&S non rientrano automaticamente tutte le attività di tipo innovativo che l’impresa intraprende, bensì esclusivamente quelle che, nell’ambito di un più ampio processo d’innovazione, si caratterizzano per la presenza di reali contenuti di R&S secondo i seguenti criteri di classificazione e qualificazione del c.d. Manuale di Frascati:

  • criterio di novità;
  • criterio di creatività;
  • criterio di incertezza (tecnologica e finanziaria);
  • criterio di sistematicità;
  • criterio di trasferibilità e/o riproducibilità.

Le innovazioni di processo e le innovazioni organizzative sono di per sé escluse dall’agevolazione, in base alla circolare AdE 46/E/2008, che, al paragrafo 2), specifica, in relazione alla precedente normativa del c.d. Decreto Ricerca, che il riferimento alle “Definizioni” riportate dal paragrafo 2.2 della Comunicazione della Commissione Europea in materia di aiuti di Stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazione (2006/C 323/01), rende inammissibili le attività riconducibili a definizioni diverse da quelle di ricerca teorica, di ricerca applicata e sviluppo sperimentale.

Per “innovazione del processo” si intende l’applicazione di un metodo di produzione o di distribuzione nuovo o sensibilmente migliorato, inclusi cambiamenti significativi nelle tecniche, nelle attrezzature e/o nel software.

Per “innovazione organizzativa” si intende l’applicazione di un nuovo metodo organizzativo nelle pratiche commerciali dell’impresa, nell’organizzazione del luogo di lavoro o nelle relazioni esterne dell’impresa.

L’esclusione delle innovazioni di processo dall’ambito di applicazione del credito d’imposta R&S è stata espressamente ribadita dall’Agenzia delle entrate anche nella risoluzione 46/E/2018, in riferimento all’introduzione e applicazione di tecnologie e immobilizzazioni tecniche d’avanguardia, seppure già ampiamente diffuse e disponibili nel settore di riferimento.

Gli investimenti in tecnologie già esistenti non possono infatti qualificarsi, nel loro complesso, come attività di R&S ai fini della disciplina del credito di imposta: trattasi di attività realizzative di un programma di investimenti in capitale fisso, composto da beni strumentali materiali e/o immateriali, direttamente impiegati nel processo produttivo dell’impresa, sebbene innovativi per l’impresa stessa.

Nei casi di innovazione di processo o organizzativa, in linea generale, si riscontra l’assenza di almeno due dei cinque criteri di Frascati:

  • il criterio di novità (per il mercato);
  • il criterio di incertezza (tecnologica e finanziaria).

Come prassi operativa risulta dunque fondamentale distinguere, ai fini dell’individuazione delle attività ammissibili al credito R&S:

  • il caso di investimenti in immobilizzazioni materiali e/o immateriali, che di per sé esulano dalle attività di R&S;
  • il caso di innovazioni di processo delle imprese commerciali o di innovazioni organizzative prive di una componente software rilevante, di per sé escluse per definizione dall’agevolazione;
  • il caso di innovazioni di processo delle imprese commerciali o di innovazioni organizzative dotate di una componente immateriale rilevante, nel qual caso si dovrà accertare la riconducibilità del software ai criteri di Frascati declinati all’attività di sviluppo software inteso come prodotto finale.

Gestione applicativa di un software:
non genera bonus ricerca e sviluppo

Gli investimenti ammessi al credito d’imposta R&S devono tradizionalmente riguardare attività di “ricerca fondamentale”, “ricerca industriale” e “sviluppo sperimentale”. È escluso dal beneficio il progetto finalizzato a incrementare l’efficienza della gestione dei flussi di lavoro e migliorare la formazione del personale, trattandosi di “innovazione di processo”.
Con la risoluzione n. 40/E del 2 aprile 2019, l’Agenzia delle entrate interviene nuovamente sul tema del credito d’imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo, di cui all’articolo 3 del Dl 145/2013, affrontando l’aspetto della corretta individuazione dell’ambito oggettivo di applicazione dell’agevolazione. L’occasione per ritornare sull’argomento è fornita da un’istanza di interpello, nella quale si chiede all’Amministrazione finanziaria di valutare l’ammissibilità al beneficio di un progetto d’investimento avente a oggetto attività ascrivibili in senso ampio alla gestione applicativa di un software.
 
Il documento di prassi, in linea con il parere tecnico di competenza del ministero dello Sviluppo economico, precisa che dette attività non rientrano tra quelle di ricerca e sviluppo nell’accezione rilevante agli effetti dell’applicazione del credito d’imposta, in quanto, pur potendo presentare varianti rispetto alle alternative già esistenti sul mercato, si basano, comunque, sull’utilizzo di strumenti e tecnologie già ampiamente diffuse anche nello stesso settore in cui opera l’impresa.
 
In altri termini, le attività intraprese dalla società, pur rappresentando investimenti innovativi, funzionali, se non necessari, per l’efficientamento dei processi di produzione dei servizi dalla stessa realizzati, si sostanziano nell’applicazione di moderne tecnologie già note e già introdotte anche nel settore di appartenenza e si ricollegano, in senso ampio, alla “digitalizzazione” dei processi di produzione.
Tali devono considerarsi, in particolare, gli investimenti effettuati dalla società per la realizzazione di “…un sistema informatico condiviso cross-department per la gestione e l’allineamento delle informazioni e dei documenti in tempo reale in un contesto caratterizzato dalla generazione continua di informazioni necessarie allo svolgimento delle attività core, anche da parte di diversi reparti aziendali…”.
 
Secondo il suddetto parere tecnico, tali investimenti sono più propriamente inquadrabili nella categoria “innovazione di processo” e, in quanto tali, non sono agevolabili agli effetti della disciplina del credito di imposta.
 
L’esclusione delle “innovazioni di processo” dall’ambito di applicazione del credito d’imposta ricerca e sviluppo è stata di recente ribadita dall’Agenzia delle entrate nella risoluzione n. 46/2018, in riferimento a una fattispecie caratterizzata per il fatto che le attività e le spese per le quali veniva richiesta l’ammissione al beneficio consistevano essenzialmente nell’introduzione e nell’applicazione, da parte dell’impresa istante, di numerose tecnologie e immobilizzazioni tecniche d’avanguardia, ma già ampiamente diffuse e disponibili anche nel settore di riferimento.
 
Infatti, il ministero dello Sviluppo economico, richiamando anche la citata risoluzione ritiene che le attività oggetto d’interpello non siano riconducibili alle attività di “ricerca fondamentale”, “ricerca industriale” e “sviluppo sperimentale” tradizionalmente ammissibili al credito di imposta in argomento.
 
Al riguardo, la risoluzione 46/E riconduceva le stesse attività, anche per quanto riguarda la parte software, tra quelle direttamente realizzative di un programma di investimenti in beni strumentali materiali e immateriali direttamente impiegati nel processo produttivo dell’impresa ancorché costituenti investimenti innovativi per l’impresa stessa.
 
Secondo il ministero dello Sviluppo economico, deve ritenersi che la regola interpretativa affermata nella risoluzione 46/2018 assuma valenza di principio generale e, dunque, pur nella considerazione della diversità degli elementi di fatto, sia applicabile, mutatis mutandis, anche nel caso ora prospettato.

L’innovazione Software e il credito d’imposta R&S

L’individuazione delle attività ammissibili alla disciplina del credito d’imposta R&S è questione particolarmente delicata per quanto attiene l’innovazione software.

Lo sviluppo di un software, infatti, è riconducibile all’innovazione, ma solo a determinate condizioni può includere componenti di R&D chiaramente identificabili.

I chiarimenti del Mise

Il Mise ha fornito nella circolare n. 59990 del 09/02/2018 indicazioni a carattere sistematico sull’applicazione della disciplina del credito R&S al caso delle imprese che svolgono attività di sviluppo software.

Le attività devono potersi ricondurre a:

  • Ricerca teorica o di base
  • Ricerca applicata o industriale
  • Sviluppo sperimentale

I criteri per la R&S secondo il Manuale Frascati

Sono ovviamente valevoli anche i 5 criteri di qualificazione e classificazione contenuti nel Manuale di Frascati:

  • Criterio di novità
  • Criterio di creatività
  • Criterio di incertezza (tecnologica e finanziaria)
  • Criterio di sistematicità
  • Criterio di trasferibilità e/o riproducibilità

Il Manuale specifica che l’esecuzione del software deve dipendere da un progresso scientifico/tecnologico e che lo scopo del progetto deve essere la risoluzione di un problema scientifico/tecnologico su base sistematica.

Aggiunge poi che il software deve produrre un avanzamento scientifico/tecnologico, che si traduce in aumento dello stock di conoscenza, non esistendo alcun software alternativo per la nuova applicazione o per il nuovo scopo.

Restano escluse dalla disciplina del credito d’imposta le attività di tipo ricorrente o routinarie connesse al software così come quelle di copiatura, imitazione, decodifica.

Beta-testing e sviluppo sperimentale

Si rammenta inoltre, che deve rendersi possibile individuare un punto conclusivo dell’attività di R&D in base ad una dead-line che non può riguardare attività successive a quelle di sviluppo pre-competitivo. Tale momento conclusivo si fa coincidere in linea generale con il beta-testing.

Le attività di R&D possono riguardare sia lo sviluppo sperimentale del software inteso come prodotto finale, che lo sviluppo software come parte integrante di un più ampio progetto innovativo.

Innovazione di processo o organizzativa escluse dalla R&S

Il tema del sw come parte integrante di un’innovazione di processo o dell’organizzazione è espressamente affrontata dalla risoluzione Ade 40/E/2019.

Nel caso delle innovazioni di processo applicate al settore delle imprese commerciali o delle innovazioni dell’organizzazione che siano caratterizzate da una componente immateriale (software) rilevante, la risoluzione estende l’applicazione dei criteri di qualificazione e classificazione del Manuale di Frascati sopracitati.

Le innovazioni di processo e organizzative sono quindi di per sé escluse dall’agevolazione poiché diverse da quelle di ricerca teorica, di ricerca applicata e di sviluppo sperimentale.

Specifichiamo le differenze

Con innovazione di processo s’intende l’applicazione di un metodo di produzione sensibilmente migliorato o nuovo che include cambiamenti significativi nelle tecniche, nelle attrezzature o nel sw.

Per innovazione organizzativa s’intende invece l’applicazione di un nuovo metodo organizzativo nelle pratiche commerciali dell’impresa o nell’organizzazione del luogo di lavoro.

Gli investimenti in tecnologie già esistenti non possono quindi rientrare nelle attività di R&D ai fini della disciplina del credito d’imposta perché trattasi di attività realizzative di un programma di investimenti in capitale fisso composto da beni strumentali materiali e/o immateriali, impiegati direttamente nel processo produttivo dell’impresa seppur innovativi per essa.

CREDITO D’IMPOSTA RICERCA E SVILUPPO SETTORE SOFTWARE: CHIARIMENTI APPLICABILITÀ

Il Ministero per lo Sviluppo Economico ha ritenuto opportuno chiarire la disciplina del credito d’imposta Ricerca e Sviluppo per il settore dello sviluppo del software, viste le “numerose richieste di chiarimenti da parte di imprese che svolgono” questo tipo di attività.

Per questo il MISE il 9 febbraio 2018 ha pubblicato la circolare n. 59990/2018 con la quale ha fornito alcune indicazioni di carattere sistematico per individuare quali siano le attività ammissibili all’agevolazione prevista nell’articolo 3, del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145.

Vediamo insieme il contenuto della circolare e il suo significato.

Credito d’imposta: definizioni principali

La circolare parte dalla definizione delle attività ammissibili, divise tra ricerca fondamentalericerca applicata e sviluppo sperimentale (così come contenute nel paragrafo 1.3, punto 15, della Comunicazione della Commissione Europea (2014/C 198/01) del 27 giugno 2014, recante “Disciplina degli aiuti di Stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazione”).

Vediamo nello specifico cosa si intende per:Ricerca fondamentaleAttività svolte per acquisire nuove conoscenze teoriche sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o utilizzazioni commerciali dirette.Ricerca applicata
(o Ricerca industriale)Sviluppo della conoscenza già acquisita allo scopo di trovare soluzioni pratiche e specifiche, finalizzate all’avanzamento tecnico e tecnologico.Sviluppo sperimentaleInclude tutte le attività che hanno lo scopo di sviluppare prodotti, processi o servizi nuovi o migliorati, incluso prodotti, processi e servizi che non sono sostanzialmente definitivi (es. un prototipo o prodotti pilota).

Le definizioni dettagliate possono essere riprese integralmente dal Manuale Frascati (Guidelines for Collecting and Reporting Data on Research and Experimental Development): nella citata comunicazione europea viene espressamente detto che “per classificare le diverse attività in base alla pertinente categoria, la Commissione si baserà sulla propria prassi nonché sugli esempi e le spiegazioni specifiche fornite nel Manuale di Frascati dell’OCSE”.

Credito d’imposta: specifiche sullo sviluppo del software

Nella circolare il MISE chiarisce che le innovazioni legate al software, come prodotto finale, per rientrare nel credito d’imposta, devono essere configurabili come sviluppo sperimentale, oltre ad avere effettivo contenuto di R&S. Un progetto per lo sviluppo di un software viene classificato come R&S quando:

  • la sua esecuzione deriva da un progresso scientifico e/o tecnologico
  • lo scopo del progetto deve essere la risoluzione di un problema scientifico o tecnologico su base sistematica.

Pertanto un progetto che abbia per oggetto il potenziamento, l’arricchimento o la modifica di un programma o di un sistema esistente può essere classificato come R&S se produce un avanzamento scientifico o tecnologico che si traduce in un aumento del know-how. Con la precisazione, peraltro, che l’utilizzo del software per una nuova applicazione o per un nuovo scopo non costituisce di per sé un avanzamento.

Sempre facendo riferimento al Manuale Frascati, la circolare poi richiama espliciti esempi volti a chiarire:

  1. cosa significa R&S in tema di sviluppo di software
  2. quali sono le attività routinarie o ordinarie che, pur essendo correlate al software, non presentano contenuti di R&S.

Esempi di attività di sviluppo software con contenuti di R&S

Le attività di sviluppo software che possono essere considerate R&S sono attività di sviluppo di nuovi algoritmi prima non esistenti: quindi non un semplice aggiornamento di un’applicazione esistente, ma lo sviluppo di un progetto nuovo che svolga una funzione prima non prevista.

Facciamo alcuni esempi:

  • lo sviluppo di un nuovo sistema operativo o di un nuovo linguaggio di programmazione
  • la progettazione e la realizzazione di nuovi motori di ricerca basati su tecnologie originali
  • gli sforzi per risolvere i conflitti con hardware o software in base a un processo di reingegnerizzazione di un sistema o di una rete
  • la creazione di nuovi o più efficienti algoritmi basati su nuove tecniche
  • la creazione di nuovi e originali tecniche di criptazione o di sicurezza

Esempi di attività di sviluppo che non hanno un contenuto di R&S

Tutte le attività di aggiornamento o manutenzione connesse al software (definite come attività di tipo ricorrente o di routine) non sono classificabili come R&S.

Vediamo qualche esempio:

  • i lavori su aggiornamenti, già liberamente disponibili prima dell’inizio dei lavori stessi, relativi a specifici sistemi o programmi
  • le attività di ordinaria manutenzione del computer o del software
  • lo sviluppo di software applicativi e sistemi informativi aziendali che utilizzino metodi conosciuti e strumenti software esistenti
  • l’aggiunta di nuove funzionalità per l’utente a programmi applicativi esistenti
  • la creazione di siti web o software utilizzando strumenti esistenti
  • l’utilizzo di metodi standard di criptazione, verifica della sicurezza e test di integrità dei dati
  • la customizzazione di prodotti per un particolare uso, a meno che durante tale processo non vengano aggiunte nuove conoscenze che migliorino significativamente il programma base
  • l’ordinaria attività di correzione di errori (debug) di sistemi e programmi esistenti

Per concludere quindi l’attività di sviluppo del software deve apportare “un apprezzabile o significativo elemento di novità per il mercato, la cui realizzazione non derivi dalla semplice utilizzazione dello stato delle conoscenze e delle tecnologie già disponibili“.

Credito d’imposta: documentazioni richieste

In ultimo va detto che la disciplina sulle agevolazioni in materia di Ricerca e Sviluppo per essere giustamente applicata, non solo richiede che le attività soddisfino i requisiti sopra elencati, ma che siano documentate le fasi conclusive di R&S, visto che il credito d’imposta non può essere elargito per le attività successive a quelle pre-competitive, che nel caso dello sviluppo del software corrispondono al cosiddetto beta testing.

Poiché stiamo parlando di un incentivo automatico (ossia non è prevista una valutazione a priori dei progetti finanziati da parte dell’ente erogante), il legislatore afferma che sarà compito specifico dell’impresa che vorrà usufruire delle agevolazioni predisporre:

  • la documentazione obbligatoria concernente l’effettività, la pertinenza e la congruità dei costi (documentazione contabile certificata)
  • un’apposita documentazione concernente l’ammissibilità delle attività di ricerca e sviluppo svolte, dalla quale risultino:
    • gli elementi di novità che il progetto intende perseguire
    • l’individuazione degli ostacoli di tipo tecnico e scientifico al cui superamento sono legati i lavori svolti
    • l’avanzamento di tali lavori nell’ambito dei periodi d’imposta agevolabili
    • l’indicazione degli elementi nei quali si specificano tali miglioramenti, nel caso in cui si tratti di innovazioni che si sostanzino in significativi miglioramenti di prodotti già esistenti sul mercato in cui opera l’impresa.

CREDITO D’IMPOSTA R&S SOFTWARE – ATTIVITA’ AMMISSIBILI (pdf)

—————————————————————————————————————–

Documenti NUOVO PIANO TRANSIZIONE 4.0

PER SFOGLIARE CLICCA QUI


COMPILA LA SCHEDA

Pre-Parere Credito Imposta Ricerca & Sviluppo


RAMSES GROUP Scheda informativa

Specializzati in Finanza Agevolata e in Contributi a fondo perduto

Conoscenza. Competenza. Esperienza.

Per accedere alla Finanza Agevolata

con la conoscenza delle opportunità offerte dal sistema normativo 

con la competenza che porta a risultati certi

con l’esperienza, l’affidabilità e determinazione dei nostri professionisti

PER INFORMAZIONI SCRIVI A  info@ramsesgroup.it

CONTATTACI AI NUMERI T 085 9493758 – 085 9495867


RAMSES GROUP

Finanza e Progetti

IL TUO CONSULENTE SU MISURA PER ACCEDERE AI FINANZIAMENTI 

E’ A DISPOSIZIONE PER L’ESPLETAMENTO DELLE PRATICHE PREVISTE

 con il suo TEAM ed i suoi ESPERTI  in innovazione aziendale, welfare e incentivi fiscali e finanziari è al fianco di qualsiasi tipo d’impresa in un percorso di crescita personalizzato. Da sempre Ramses Group finalizza i suoi  progetti alla sostenibilità aziendale e a valorizzare  le capacità e le competenze interne, le innovazioni relative a ciascun settore di attività e gli strumenti finanziari utilizzabili e realizzabili sulle singole realtà.

SEGUIAMO LA PREFATTIBILITA’ GRATUITA 

che consiste nell’analizzare il possesso da parte dell’azienda dei principali requisiti.

PROGETTIAMO, PREPARIAMO ed INOLTRIAMO

 la modulistica prevista.

ASSISTIAMO l’azienda 

in tutti i passaggi formali  previsti e necessari, la cui condizione  necessaria e imprescindibile per il successo dell’operazione.

SUPPORTIAMO l’azienda 

nella fase di rendicontazione e controllo ex post.

RESTIAMO AL FIANCO dell’azienda 

per qualsiasi controllo ex post.

Pagamento esclusivamente

“Success Fee”



RAMSES GROUP

Dott. Alfredo Castiglione – Tributarista – Revisore Legale
Presidente RAMSES GROUP
cell 335 7141926 castiglione@ramsesgroup.it

Dott.ssa Lucia Di Paolo – Commercialista – Revisore Legale
Direttore RAMSES GROUP
cell 349 4734793 dipaololucia@gmail.com

RAMSES GROUP ha sede a Pescara, in Via G. Parini n. 21
Chiama per informazioni allo 085 9493758 – 085 9495867
oppure invia una mail info@ramsesgroup.it  Consulta le ultime news sulla finanza agevolata sul sito www.ramsesgroup.it

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza di navigazione possibile. Quando utilizzi il nostro sito Web, accetti che vengano trasmessi cookie sul tuo dispositivo. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi