Credito d’imposta Ricerca&Sviluppo 2020 2021 2022

TUTTO SU RICERCA & SVILUPPO

RECUPERA FINO AL 45% DEGLI INVESTIMENTI FATTI IN RICERCA & SVILUPPO

Molto spesso le aziende non utilizzano il credito d’imposta sulla ricerca e sviluppo perché non sono consapevoli che le attività che svolgono quotidianamente possono rientrare in questa agevolazione.

L’agevolazione non premia solo la ricerca avanzata fatta nei centri ricerca delle grandi aziende ma anzi premia soprattutto la ricerca e sviluppo fatta quotidianamente dalle PMI che ogni giorno innovano prodotti e processi.

Il credito d’imposta Ricerca & Sviluppo è un’agevolazione fiscale prevista dalla legge di bilancio 2020, all’interno del PIANO NAZIONALE IMPRESA  4.0 che ha il fine di incentivare gli investimenti in innovazione delle imprese nel periodo d’imposta  successivo al 31 dicembre 2019 e si sostituisce a quello per investimenti in ricerca e sviluppo, di cui al D.L. n. 145/2013.

La misura dell’agevolazione, cambia a seconda della tipologia di investimento effettuato.

SCHEDA DI RIEPILOGO CREDITO D’IMPOSTA RICERCA&SVILUPPO anno 2020

BENEFICIARI

  • Imprese di qualsiasi settore e dimensione (sia PMI che Grandi Imprese)
  • Consorzi e Reti di Impresa (con personalità giuridica)
  • Enti non commerciali e Imprese agricole.

AGEVOLAZIONE

Ricerca e sviluppo 

  • Credito d’imposta del 12% per cento nel limite massimo di 3 milioni di euro.

Per le attività di Ricerca e Sviluppo svolte da imprese operanti nel Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), la misura del credito d’imposta è del

  • 25% per le grandi imprese
  • 35% per le medie imprese
  • 45% per le piccole imprese.

Innovazione tecnologica

  • Credito d’imposta del 6% nel limite massimo di 1,5 milioni di euro.

Innovazione tecnologica (comma 201) finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0

  • Credito d’imposta innovazione green o digitale del 10% nel limite massimo di 1,5 milioni di euro

Design e ideazione estetica 

  • Credito d’imposta del 6% nel limite massimo di 1,5 milioni di euro.

Il credito d’imposta spettante è utilizzabile esclusivamente in compensazione in 3 quote annuali di pari importo, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione.

PROGETTI AGEVOLABILI

 Sono considerate attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta le attività

– di ricerca fondamentale,

– di ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico o tecnologico

 Sono considerate attività di innovazione tecnologica ammissibili al credito d’imposta le attività finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati.

Sono considerate attività innovative ammissibili al credito d’imposta le attività di design e ideazione estetica svolte dalle imprese operanti nei settori tessile e della moda, calzaturiero, dell’occhialeria, orafo, del mobile e dell’arredo e della ceramica, per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari.

Entro 60 giorni dall’approvazione il MISE detterà i criteri per la corretta applicazione di tali definizioni.

SPESE AMMISSIBILI

a) le spese di personale relative ai ricercatori e ai tecnici titolari di rapporto di lavoro subordinato o di lavoro autonomo o altro rapporto diverso dal lavoro subordinato, direttamente impiegati nelle operazioni di ricerca e sviluppo svolte internamente all’impresa.

Le spese di personale relative a soggetti di età non superiore a trentacinque anni, al primo impiego, in possesso di un titolo di dottore di ricerca o iscritti a un ciclo di dottorato presso un’università italiana o estera o in possesso di una laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico, assunti dall’impresa con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e impiegati esclusivamente nei lavori di ricerca e sviluppo, concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo pari al 150 per cento del loro ammontare;

  b) le quote di ammortamento, i canoni di locazione finanziaria o di locazione semplice e le altre spese relative ai beni materiali mobili e ai software utilizzati nei progetti di ricerca e sviluppo anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota, (nel limite massimo complessivo pari al 30 per cento delle spese di personale indicate alla lettera a).

  c) le spese per contratti di ricerca extra muros aventi ad oggetto il diretto svolgimento da parte del soggetto commissionario delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta.

Nel caso di contratti di ricerca extra muros stipulati con università e istituti di ricerca aventi sede nel territorio dello Stato, le spese concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo pari al 150 per cento del loro ammontare.

Nel caso in cui i contratti siano stipulati con imprese o soggetti appartenenti al medesimo gruppo dell’impresa committente, si applicano le stesse regole applicabili nel caso di attività di ricerca e sviluppo svolte internamente all’impresa.

Le spese previste dalla presente lettera sono ammissibili a condizione che i soggetti cui vengono commissionati i progetti relativi alle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta, anche se appartenenti allo stesso gruppo dell’impresa committente, siano fiscalmente residenti o localizzati in altri Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo o in Stati compresi nell’elenco di cui al decreto del Ministro delle finanze 4 settembre 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 220 del 19 settembre 1996;

  d) le quote di ammortamento relative all’acquisto da terzi, anche in licenza d’uso, di privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, nel limite massimo complessivo di 1.000.000 di euro e a condizione che siano utilizzate direttamente ed esclusivamente per lo svolgimento delle attività inerenti ai progetti di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta.

Le spese previste dalla presente lettera sono ammissibili a condizione che derivino da contratti di acquisto o licenza stipulati con soggetti terzi fiscalmente residenti o localizzati in altri Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo o in Stati compresi nell’elenco di cui al citato decreto del Ministro delle finanze 4 settembre 1996.

Non si considerano comunque ammissibili le spese per l’acquisto, anche in licenza d’uso, dei suddetti beni immateriali derivanti da operazioni intercorse con imprese appartenenti allo stesso gruppo dell’impresa acquirente;

  e) le spese per servizi di consulenza e servizi equivalenti inerenti alle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta, nel limite massimo complessivo pari al 20% delle spese di personale ammissibili indicate alla lettera a) ovvero delle spese ammissibili indicate alla lettera c), senza tenere conto delle maggiorazioni ivi previste, a condizione che i relativi contratti siano stipulati con soggetti residenti nel territorio dello Stato o con soggetti fiscalmente residenti o localizzati in altri Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo o in Stati compresi nell’elenco di cui al citato decreto del Ministro delle finanze 4 settembre 1996;

  f) le spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nei progetti di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta svolti internamente dall’impresa anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota, nel limite massimo del 30% delle spese di personale indicate alla lettera a) ovvero, nel caso di ricerca extra muros, del 30% dei costi dei contratti indicati alla lettera c).

ADEMPIMENTI

Comunicazione al Ministero dello sviluppo economico

Certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti (con recupero in credito di imposta delle spese fino a 5.000 euro per le imprese non obbligate alla revisione legale)

Redigere e conservare una relazione tecnica che illustri le finalità, i contenuti e i risultati delle attività ammissibili svolte in ciascun periodo d’imposta in relazione ai progetti o ai sotto progetti in corso di realizzazione

Soggetti interessati   

Possono beneficiare dei crediti le imprese: residenti nel territorio dello Stato, incluse stabili organizzazioni di soggetti non residenti; indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito d’impresa; rispettose delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili in ciascun settore e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori

Escluse le imprese: 

in liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale prevista dal R.D. 267/1942, dal codice di cui al Dlgs 14/2019, o da altre leggi speciali o che abbiano in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni; destinatarie di sanzioni interdittive ex art. 9, comma 2, del Dlgs 231 /2001

Ambito temporale 

Periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019 Esteso al in corso (esercizio 2020 per soggetti solari) periodo d’imposta in corso al 31/12/22 (esercizi solari ’21 e ’22)

Definizioni delle attività ammissibili 

Con il decreto attuativo, il Mise ha dettato i criteri per la corretta applicazione e definizione di: 
ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico o tecnologico, tenendo conto dei princìpi e dei criteri del Manuale di Frascati dell’Ocse (art. 2 del Dm). Assumono rilevanza le attività di R&S che perseguono un progresso o un avanzamento delle conoscenze o delle capacità generali in un campo scientifico o tecnologico e non il semplice progresso o avanzamento delle conoscenze o delle capacità di una singola impresa
innovazione tecnologica di prodotto o processo di produzione nuovo o significativamente migliorato, rispetto a quelli già realizzati o applicati dall’impresa, tenendo conto dei princìpi generali e dei criteri contenuti nel Manuale di Oslo dell’Ocse (art. 3 del Dm)  
innovazione digitale 4.0 per la maggiorazione del 150% (art. 5 del Dm) con numerosi obiettivi di innovazione digitale. Inoltre, si considerano attività di innovazione tecnologica per il raggiungimento di obiettivi di transizione ecologica i lavori svolti nell’ambito di progetti di trasformazione dei processi aziendali secondo i principi dell’economia circolare declinati nella comunicazione della Commissione Ue (COM 2020) 98 dell’11 marzo 2020
design e ideazione estetica anche in relazione alle medesime attività svolte in settori diversi dal tessile e della moda, del calzaturiero, dell’occhialeria, orafo, del mobile e dell’arredo e dellaceramica. L’art. 4 del Dm individua le attività che abbiano ad oggetto innovazioni legate in via generale all’aspetto esterno o estetico dei prodotti o comunque non legate a elementi funzionali o tecnologici dei prodotti.

Tipologia di spese 

Anche se ogni tipologia di credito contempla le sue spese e le sue maggiorazioni, le tipologie di spese agevolabili riguardano le spese del personale dipendente, le quote di ammortamento e canoni di leasing di beni e software, le spese per ricerca extra-muros, le spese per sevizi di consulenza, le spese per materiali, forniture anche per realizzare prototipi. 

Ricerca commissionata dall’estero 

Poiché è stata anticipata alla fine del 2019 la cessazione del credito d’imposta ricerca e sviluppo di cui all’art. 3 del Dl 145/2013, è venuto a mancare anche il riferimento al comma 1-bis di tale articolo che permetteva l’agevolazione per la ricerca commissionata dall’estero.

 Spese ammissibili e documentazione contabile 

Le spese ammissibili devono rispettare le regole generali di effettività, pertinenza e congruità, nonché di imputazione temporale con riferimento all’art. 109, commi 1 e 2 del Tuir. L’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la corrispondenza delle stesse alla documentazione contabile predisposta dall’impresa devono risultare da apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti (comma 204 e art. 6 del Dm). Inoltre, l’art. 6 del Dm evidenzia le regole per la determinazione delle spese del personale, delle quote di ammortamento, dei canoni di leasing e dei costi degli amministratori. 

Relazione Tecnica 

Le imprese dovranno predisporre una Relazione Tecnica  (La Relazione tecnica diventa “asseverata”) che illustri le finalità, i contenuti e i risultati delle attività ammissibili svolte in ciascun periodo d’imposta
 Utilizzo del credito d’imposta In compensazione, ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. 241/97, con: utilizzo in tre rate annuali, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi agevolabili sono stati sostenuti, subordinatamente all’avvenuto adempimento degli obblighi di certificazione previsti dalla norma. Non si applica il limite annuale di cui all’art. 34, comma 1, L. 388/2000, né quello di € 250.000 altrimenti previsto per i crediti agevolativi. Trattamento IRES ed IRAP Non concorre alla formazione del reddito IRES e IRAP

Cumulabilità del credito con altre agevolazioni 

Il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni che sui medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile Irap, non porti al superamento del costo sostenuto. 

Controlli da parte dell’agenzia delle Entrate 

L’agenzia delle Entrate effettua i controlli finalizzati alla verifica delle condizioni di spettanza del credito d’imposta in base: all’apposita certificazione della documentazione contabile; alla relazione tecnica; all’ulteriore documentazione fornita dall’impresa.

Contabilizzazione 

Trattasi di contributo in conto esercizio (voce A5 del conto economico)

CREDITO D’IMPOSTA RICERCA & SVILUPPO Variazioni per gli anni  2021-2022

Proroga con potenziamento del credito d’imposta R&S&I&D

La proroga del credito R&S&I&D fino al periodo d’imposta in corso al 31.12.2022 è contraddistinta dalle seguenti principali novità:

  • aumento sul biennio 2021/2022 delle aliquote e dei massimali di credito d’imposta;
  • conferma sul biennio 2021/2022 delle aliquote maggiorate per attività di R&S afferenti a strutture produttive ubicate nelle regioni del Mezzogiorno;
  • obbligo di asseverazione della relazione tecnica.

Tipologia di attivitàPeriodo di sostenimento delle speseAliquote e limiti di credito
R&SPeriodi d’imposta 2021 e 2022 (per imprese con periodo coincidente con l’anno solare)20%
Limite: 4 milioni di euro
Imprese del 

Mezzogiorno:

–  25% grande impresa
–  35% media impresa
–  45% piccola impresa
IT Innovazione Tecnologica10%
Limite: 2 milioni di euro
IT green o digitale 4.015%
Limite: 2 milioni di euro
Design10%
Limite: 2 milioni di euro

Riepilogo Aliquote e massimali 2020 – 2021 – 2022

LEGGE DI BILANCIO2020

ALIQUOTE
del CREDITO D’IMPOSTA
LEGGE DI BILANCIO2020 IMPORTO MASSIMO
del CREDITO D’IMPOSTA
LEGGE DI BILANCIO2021
anni 2021-2022 ALIQUOTE
del CREDITO D’IMPOSTA
LEGGE DI BILANCIO2021
anni 2021-2022 IMPORTO MASSIMO
del CREDITO D’IMPOSTA
R&S12%3 milioni di euro20%4 milioni di euro
Mezzogiorno:
–  25% grande impresa
–  35% media impresa
–  45% piccola impresa
Innovazione
Tecnologica
6%1,5 milioni di euro10%2 milioni di euro
Innovazione
green e digitale
10%1,5 milioni di euro15%2milioni di euro
Design
e ideazione estetica
6%1,5 milioni di euro10%2 milioni di euro


Proroga con potenziamento del credito d’imposta Formazione 4.0

La proroga del credito Formazione 4.0 fino al periodo d’imposta in corso al 31.12.2022 prevede un’importante estensione dell’ambito applicativo oggettivo, restando invariati aliquote e massimali.

Si ampliano dunque sul biennio i costi ammissibili:

  • le spese del personale relative ai formatori per le ore di partecipazione alla formazione;
  • i costi di esercizio relativi a formatori e partecipanti alla formazione direttamente connessi al progetto di formazione, quali le spese di viaggio, i materiali e le forniture con attinenza diretta al progetto, l’ammortamento degli strumenti e delle attrezzature per la quota da riferire al loro uso esclusivo per il progetto di formazioneescluse le spese di alloggio ad eccezione di quelle minime necessarie per i partecipanti che sono lavoratori con disabilità;
  • i costi dei servizi di consulenza connessi al progetto di formazione;
  • le spese del personale relative ai partecipanti alla formazione e le spese generali indirette (spese amministrative, locazione, spese generali) per le ore di formazione.

Per tutti i crediti d’imposta, la fruizione dei crediti è ridotta a 3 anni anziché 5.

E’ POSSIBILE RECUPERARE L’AGEVOLAZIONE NON USUFRUITA DAL 2017 AL 2019 SEGUENDO LA VECCHIA NORMATIVA 

Per le spese sostenute dal 01/01/2015 e fino al 31/12/2019  è invece applicabile la vecchia disciplina che prevede aliquote differenziate a seconda dell’anno di riferimento. Si tratta di un fondo perduto riconosciuto in credito di imposta calcolato sull’incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo rispetto alla media degli stessi investimenti realizzati nel triennio 2012-2013-2014.

L’agevolazione consiste in un credito di imposta  compensabile con altri tributi con le seguenti percentuali:

Credito di imposta del 50%

  • Personale interno con rapporto di lavoro subordinato impiegato in attività di ricerca e sviluppo 
  • Personale interno con rapporto di lavoro autonomo o comunque diverso dal subordinato (scende al 25% nel 2019)
  • Compensi amministratori qualificati per la quota parte relativa all’attività di ricerca e sviluppo (scende al 25% nel 2019)
  • Contratti di ricerca stipulati con Università, Organismi di Ricerca ed organismi equiparati , comprese le start up e le PMI innovative
  • Contratti di ricerca stipulati con altre imprese (scende al 25% nel 2019)
  • Competenze tecniche e privative industriali acquisite da fonti esterne (scende al 25% nel 2019)
  • Quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti ed attrezzature di laboratorio (scende al 25% nel 2019)

Credito di imposta del 25 %  (aliquota reintrodotta dal 2019)

  • Personale interno con rapporto di lavoro autonomo o comunque diverso dal subordinato (dal 2019)
  • Compensi amministratori qualificati per la quota parte relativa all’attività di ricerca e sviluppo (dal
  • Contratti di ricerca stipulati con altre imprese (dal 2019)
  • Competenze tecniche e privative industriali acquisite da fonti esterne (dal 2019)
  • Quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti ed attrezzature di laboratorio (dal 2019)
  • costi sostenuti per l’acquisto di materiali, forniture e altri prodotti analoghi direttamente impiegati nelle attività di ricerca e sviluppo, anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota relativi alle fasi della ricerca industriale e dello sviluppo sperimentale (dal 2019)

Credito di imposta del 100% fino a 5’000 euro delle spese di certificazione dei costi di ricerca e sviluppo.

L’innovazione SOFTWARE e il credito d’imposta R&S

I parte

L’individuazione delle attività ammissibili alla disciplina del credito d’imposta R&S, introdotta nell’ordinamento italiano dal D.L. 145/2013, convertito con modificazioni dalla L. 9/2014 e integralmente sostituito dall’articolo 1, comma 35, L. 190/2014, (c.d. L. di Stabilità 2015), è questione particolarmente delicata per quanto attiene l’innovazione software.

Lo sviluppo di software, infatti, è attività sovente connessa all’innovazione, ma solo a determinate condizioni può includere componenti di R&S chiaramente identificabili.

La R&S può riferirsi in tal caso al software come prodotto finale oppure al software come parte integrante di un progetto innovativo, in termini di innovazione di prodotto o di processo.

In questo primo contributo si affronterà il tema del software come prodotto finale, rinviando ad un contributo successivo la disanima del software come parte integrante di un’innovazione di processo.

I principali atti di indirizzo sul tema sono i seguenti:

  • paragrafi 2.68 e seguenti del c.d. Manuale di Frascati, edizione 8.10.2015, concernente le “Guidelines for Collecting and Reporting Data on Research and Experimental Development”;
  • circolare Mise n. 59990 del 9.2.2018;
  • risoluzione AdE 46/E/2018;
  • risoluzione AdE 40/E/2019.

Il Mise in particolare ha fornito, nella circolare n. 59990 del 9.2.2018, indicazioni a carattere sistematico sull’applicazione della disciplina del credito d’imposta R&S al caso delle imprese che svolgono attività di sviluppo software.

Preliminarmente le attività devono essere ricondotte alle definizioni contenute nella fonte primaria dell’articolo 3, commi 4 e 5, D.L. 145/2013, che ricalcano quelle contenute al paragrafo 1.3, punto 15, della Comunicazione della Commissione Europea (2014/C 198/01) del 27.06.2014, recante la “Disciplina degli aiuti di Stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazione” e a loro volta mutuate dal c.d. Manuale di Frascati:

  • ricerca teorica o di base;
  • ricerca applicata o industriale;
  • sviluppo sperimentale.

Dal punto di vista operativo l’Ocse, e, successivamente, il Mise hanno evidenziato che le innovazioni legate al software come prodotto finale sono generalmente di tipo incrementale, dunque qualora abbiano un effettivo contenuto innovativo rispetto al settore software, sono da classificarsi nell’ambito delle attività di sviluppo sperimentale.

Sono ovviamente valevoli anche per il software i 5 criteri di qualificazione e classificazione contenuti nel citato Manuale di Frascati:

  • criterio di novità;
  • criterio di creatività;
  • criterio di incertezza (tecnologica e finanziaria);
  • criterio di sistematicità;
  • criterio di trasferibilità e/o riproducibilità.

L’applicazione dei criteri del Manuale di Frascati al caso del software comporta che, ai fini della classificazione nell’ambito delle attività di R&S, debbano essere soddisfatti in particolare i seguenti requisiti:

  • l’esecuzione del software deve dipendere da un progresso scientifico e/o tecnologico;
  • lo scopo del progetto deve essere la risoluzione di un problema scientifico/tecnologico su base sistematica;
  • il software deve produrre un avanzamento scientifico/tecnologico, che si traduce in aumento dello stock di conoscenza, non essendo sufficiente l’utilizzo di un software preesistente per una nuova applicazione o un nuovo scopo.

Nella seguente tavola sinottica si riassumono le fattispecie citate dal Manuale di Frascati, a titolo esemplificativo e non esaustivo, di attività di sviluppo software ammissibili e non al credito d’imposta R&S:

Attività di sviluppo software ammissibili al credito R&SAttività di sviluppo software NON ammissibili al credito R&S
Sviluppo di un nuovo sistema operativo o di un nuovo linguaggio di programmazioneAggiornamenti, già liberamente disponibili prima dell’inizio dei lavori stessi, relativi a specifici sistemi o programmi
Sforzi per risolvere conflitti hardware o software in base a un processo di reingegnerizzazione di un sistema o di una reteOrdinaria manutenzione del computer o del software
Progettazione e realizzazione di nuovi motori di ricerca basati su tecnologie originaliSviluppo di software applicativi e sistemi informativi aziendali che utilizzino metodi conosciuti e strumenti software esistenti
La creazione di nuovi o più efficienti algoritmi basati su nuove tecnicheL’aggiunta di nuove funzionalità per l’utente a programmi applicativi esistenti
La creazione di nuove originali tecniche di criptazione o di sicurezzaLa creazione di siti web o software utilizzando strumenti esistenti
L’utilizzo di metodi standard di criptazione, verifica della sicurezza e test di integrità dei dati
La personalizzazione del software per un particolare uso, a meno che durante tale processo non vengano aggiunte nuove conoscenze che migliorino significativamente il programma base
L’ordinaria attività di correzione di errori (“debug”) di sistemi e programmi esistenti

Ne emerge un quadro complessivo in cui risultano agevolabili le attività di sviluppo software connotate da significativi elementi di novità o di significativo miglioramento per il mercato, in grado di superare un ostacolo tecnico-scientifico non risolvibile con le conoscenze informatiche disponibili in quel momento.

Come per le innovazioni di prodotto restano dunque escluse dalla disciplina del credito d’imposta R&S le attività di tipo ricorrente o routinarie connesse al software, così come le attività di copiatura, imitazione, decodifica.

Si rammenta, infine, che la corretta applicazione della disciplina agevolativa richiede anche l’individuazione del punto conclusivo della fase o delle fasi di R&S, in base a una dead-line che non può riguardare attività successive a quelle di sviluppo pre-competitivo.

Nello sviluppo sperimentale del software il momento conclusivo delle attività ammissibili coincide pertanto, in linea generale, con il c.d. beta testing

L’innovazione SOFTWARE e il credito d’imposta R&S

II parte

Le tecnologie dell’informazione ricoprono un ruolo di primo piano nelle attività innovative e influenzano sempre più la capacità delle imprese di svolgere attività di R&S.

Le attività di R&S possono riguardare, in particolare, sia lo sviluppo sperimentale di software inteso come prodotto finale, sia lo sviluppo di software come parte integrante di un più ampio progetto innovativo, sia esso di R&S oppure no.

Le attività di R&S si configurano infatti come un sottoinsieme qualificato di attività innovative, in grado di soddisfare tutti e cinque i requisiti del Manuale di Frascati, edizione 8.10.2015, concernente le “Guidelines for Collecting and Reporting Data on Research and Experimental Development”. I criteri da applicare al corretto inquadramento dello sviluppo sperimentale del software come prodotto finale, sono presenti nelle   indicazioni contenute nei paragrafi 2.68 e seguenti del  Manuale di Frascati e alla circolare Mise n. 59990 del 9.2.2018.

l tema del software come parte integrante di un’innovazione di processo o dell’organizzazione, ai fini della disciplina del credito d’imposta R&S introdotta nell’ordinamento italiano dal D.L. 145/2013, convertito con modificazioni dalla L. 9/2014 e successive modifiche, è affrontato espressamente dalla risoluzione AdE 40/E/2019, che richiama a sua volta la risoluzione AdE 46/E/2018 e tutta la normativa R&S applicabile al triennio 2007-2009.

L’attuale disciplina agevolativa non presenta infatti sostanziali differenze rispetto all’omonima disciplina introdotta per il triennio 2007-2009 dall’articolo 1, commi 280–284, L. 296/2006 e dal relativo decreto attuativo 76/2008 (c.d. “Decreto Ricerca”).

Nel caso delle innovazioni di processo applicate al settore delle imprese commerciali o delle innovazioni dell’organizzazione, che siano caratterizzate da una componente immateriale (software) rilevante, la risoluzione AdE 40/E/2019 estende l’applicazione dei criteri sistematici di qualificazione e classificazione indicati nei paragrafi 2.68 e seguenti del Manuale di Frascati e tradotti nella circolare Mise n. 59990 del 09.02.2018, originariamente previsti con riferimento al settore delle imprese di sviluppo software.

Secondo la prassi interpretativa del Mise, nel campo applicativo del credito d’imposta R&S non rientrano automaticamente tutte le attività di tipo innovativo che l’impresa intraprende, bensì esclusivamente quelle che, nell’ambito di un più ampio processo d’innovazione, si caratterizzano per la presenza di reali contenuti di R&S secondo i seguenti criteri di classificazione e qualificazione del c.d. Manuale di Frascati:

  • criterio di novità;
  • criterio di creatività;
  • criterio di incertezza (tecnologica e finanziaria);
  • criterio di sistematicità;
  • criterio di trasferibilità e/o riproducibilità.

Le innovazioni di processo e le innovazioni organizzative sono di per sé escluse dall’agevolazione, in base alla circolare AdE 46/E/2008, che, al paragrafo 2), specifica, in relazione alla precedente normativa del c.d. Decreto Ricerca, che il riferimento alle “Definizioni” riportate dal paragrafo 2.2 della Comunicazione della Commissione Europea in materia di aiuti di Stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazione (2006/C 323/01), rende inammissibili le attività riconducibili a definizioni diverse da quelle di ricerca teorica, di ricerca applicata e sviluppo sperimentale.

Per “innovazione del processo” si intende l’applicazione di un metodo di produzione o di distribuzione nuovo o sensibilmente migliorato, inclusi cambiamenti significativi nelle tecniche, nelle attrezzature e/o nel software.

Per “innovazione organizzativa” si intende l’applicazione di un nuovo metodo organizzativo nelle pratiche commerciali dell’impresa, nell’organizzazione del luogo di lavoro o nelle relazioni esterne dell’impresa.

L’esclusione delle innovazioni di processo dall’ambito di applicazione del credito d’imposta R&S è stata espressamente ribadita dall’Agenzia delle entrate anche nella risoluzione 46/E/2018, in riferimento all’introduzione e applicazione di tecnologie e immobilizzazioni tecniche d’avanguardia, seppure già ampiamente diffuse e disponibili nel settore di riferimento.

Gli investimenti in tecnologie già esistenti non possono infatti qualificarsi, nel loro complesso, come attività di R&S ai fini della disciplina del credito di imposta: trattasi di attività realizzative di un programma di investimenti in capitale fisso, composto da beni strumentali materiali e/o immateriali, direttamente impiegati nel processo produttivo dell’impresa, sebbene innovativi per l’impresa stessa.

Nei casi di innovazione di processo o organizzativa, in linea generale, si riscontra l’assenza di almeno due dei cinque criteri di Frascati:

  • il criterio di novità (per il mercato);
  • il criterio di incertezza (tecnologica e finanziaria).

Come prassi operativa risulta dunque fondamentale distinguere, ai fini dell’individuazione delle attività ammissibili al credito R&S:

  • il caso di investimenti in immobilizzazioni materiali e/o immateriali, che di per sé esulano dalle attività di R&S;
  • il caso di innovazioni di processo delle imprese commerciali o di innovazioni organizzative prive di una componente software rilevante, di per sé escluse per definizione dall’agevolazione;
  • il caso di innovazioni di processo delle imprese commerciali o di innovazioni organizzative dotate di una componente immateriale rilevante, nel qual caso si dovrà accertare la riconducibilità del software ai criteri di Frascati declinati all’attività di sviluppo software inteso come prodotto finale.

Gestione applicativa di un software:
non genera bonus ricerca e sviluppo

Gli investimenti ammessi al credito d’imposta R&S devono tradizionalmente riguardare attività di “ricerca fondamentale”, “ricerca industriale” e “sviluppo sperimentale”. È escluso dal beneficio il progetto finalizzato a incrementare l’efficienza della gestione dei flussi di lavoro e migliorare la formazione del personale, trattandosi di “innovazione di processo”.
Con la risoluzione n. 40/E del 2 aprile 2019, l’Agenzia delle entrate interviene nuovamente sul tema del credito d’imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo, di cui all’articolo 3 del Dl 145/2013, affrontando l’aspetto della corretta individuazione dell’ambito oggettivo di applicazione dell’agevolazione. L’occasione per ritornare sull’argomento è fornita da un’istanza di interpello, nella quale si chiede all’Amministrazione finanziaria di valutare l’ammissibilità al beneficio di un progetto d’investimento avente a oggetto attività ascrivibili in senso ampio alla gestione applicativa di un software.
 
Il documento di prassi, in linea con il parere tecnico di competenza del ministero dello Sviluppo economico, precisa che dette attività non rientrano tra quelle di ricerca e sviluppo nell’accezione rilevante agli effetti dell’applicazione del credito d’imposta, in quanto, pur potendo presentare varianti rispetto alle alternative già esistenti sul mercato, si basano, comunque, sull’utilizzo di strumenti e tecnologie già ampiamente diffuse anche nello stesso settore in cui opera l’impresa.
 
In altri termini, le attività intraprese dalla società, pur rappresentando investimenti innovativi, funzionali, se non necessari, per l’efficientamento dei processi di produzione dei servizi dalla stessa realizzati, si sostanziano nell’applicazione di moderne tecnologie già note e già introdotte anche nel settore di appartenenza e si ricollegano, in senso ampio, alla “digitalizzazione” dei processi di produzione.
Tali devono considerarsi, in particolare, gli investimenti effettuati dalla società per la realizzazione di “…un sistema informatico condiviso cross-department per la gestione e l’allineamento delle informazioni e dei documenti in tempo reale in un contesto caratterizzato dalla generazione continua di informazioni necessarie allo svolgimento delle attività core, anche da parte di diversi reparti aziendali…”.
 
Secondo il suddetto parere tecnico, tali investimenti sono più propriamente inquadrabili nella categoria “innovazione di processo” e, in quanto tali, non sono agevolabili agli effetti della disciplina del credito di imposta.
 
L’esclusione delle “innovazioni di processo” dall’ambito di applicazione del credito d’imposta ricerca e sviluppo è stata di recente ribadita dall’Agenzia delle entrate nella risoluzione n. 46/2018, in riferimento a una fattispecie caratterizzata per il fatto che le attività e le spese per le quali veniva richiesta l’ammissione al beneficio consistevano essenzialmente nell’introduzione e nell’applicazione, da parte dell’impresa istante, di numerose tecnologie e immobilizzazioni tecniche d’avanguardia, ma già ampiamente diffuse e disponibili anche nel settore di riferimento.
 
Infatti, il ministero dello Sviluppo economico, richiamando anche la citata risoluzione ritiene che le attività oggetto d’interpello non siano riconducibili alle attività di “ricerca fondamentale”, “ricerca industriale” e “sviluppo sperimentale” tradizionalmente ammissibili al credito di imposta in argomento.
 
Al riguardo, la risoluzione 46/E riconduceva le stesse attività, anche per quanto riguarda la parte software, tra quelle direttamente realizzative di un programma di investimenti in beni strumentali materiali e immateriali direttamente impiegati nel processo produttivo dell’impresa ancorché costituenti investimenti innovativi per l’impresa stessa.
 
Secondo il ministero dello Sviluppo economico, deve ritenersi che la regola interpretativa affermata nella risoluzione 46/2018 assuma valenza di principio generale e, dunque, pur nella considerazione della diversità degli elementi di fatto, sia applicabile, mutatis mutandis, anche nel caso ora prospettato.

L’innovazione Software e il credito d’imposta R&S

L’individuazione delle attività ammissibili alla disciplina del credito d’imposta R&S è questione particolarmente delicata per quanto attiene l’innovazione software.

Lo sviluppo di un software, infatti, è riconducibile all’innovazione, ma solo a determinate condizioni può includere componenti di R&D chiaramente identificabili.

I chiarimenti del Mise

Il Mise ha fornito nella circolare n. 59990 del 09/02/2018 indicazioni a carattere sistematico sull’applicazione della disciplina del credito R&S al caso delle imprese che svolgono attività di sviluppo software.

Le attività devono potersi ricondurre a:

  • Ricerca teorica o di base
  • Ricerca applicata o industriale
  • Sviluppo sperimentale

I criteri per la R&S secondo il Manuale Frascati

Sono ovviamente valevoli anche i 5 criteri di qualificazione e classificazione contenuti nel Manuale di Frascati:

  • Criterio di novità
  • Criterio di creatività
  • Criterio di incertezza (tecnologica e finanziaria)
  • Criterio di sistematicità
  • Criterio di trasferibilità e/o riproducibilità

Il Manuale specifica che l’esecuzione del software deve dipendere da un progresso scientifico/tecnologico e che lo scopo del progetto deve essere la risoluzione di un problema scientifico/tecnologico su base sistematica.

Aggiunge poi che il software deve produrre un avanzamento scientifico/tecnologico, che si traduce in aumento dello stock di conoscenza, non esistendo alcun software alternativo per la nuova applicazione o per il nuovo scopo.

Restano escluse dalla disciplina del credito d’imposta le attività di tipo ricorrente o routinarie connesse al software così come quelle di copiatura, imitazione, decodifica.

Beta-testing e sviluppo sperimentale

Si rammenta inoltre, che deve rendersi possibile individuare un punto conclusivo dell’attività di R&D in base ad una dead-line che non può riguardare attività successive a quelle di sviluppo pre-competitivo. Tale momento conclusivo si fa coincidere in linea generale con il beta-testing.

Le attività di R&D possono riguardare sia lo sviluppo sperimentale del software inteso come prodotto finale, che lo sviluppo software come parte integrante di un più ampio progetto innovativo.

Innovazione di processo o organizzativa escluse dalla R&S

Il tema del sw come parte integrante di un’innovazione di processo o dell’organizzazione è espressamente affrontata dalla risoluzione Ade 40/E/2019.

Nel caso delle innovazioni di processo applicate al settore delle imprese commerciali o delle innovazioni dell’organizzazione che siano caratterizzate da una componente immateriale (software) rilevante, la risoluzione estende l’applicazione dei criteri di qualificazione e classificazione del Manuale di Frascati sopracitati.

Le innovazioni di processo e organizzative sono quindi di per sé escluse dall’agevolazione poiché diverse da quelle di ricerca teorica, di ricerca applicata e di sviluppo sperimentale.

Specifichiamo le differenze

Con innovazione di processo s’intende l’applicazione di un metodo di produzione sensibilmente migliorato o nuovo che include cambiamenti significativi nelle tecniche, nelle attrezzature o nel sw.

Per innovazione organizzativa s’intende invece l’applicazione di un nuovo metodo organizzativo nelle pratiche commerciali dell’impresa o nell’organizzazione del luogo di lavoro.

Gli investimenti in tecnologie già esistenti non possono quindi rientrare nelle attività di R&D ai fini della disciplina del credito d’imposta perché trattasi di attività realizzative di un programma di investimenti in capitale fisso composto da beni strumentali materiali e/o immateriali, impiegati direttamente nel processo produttivo dell’impresa seppur innovativi per essa.

CREDITO D’IMPOSTA RICERCA E SVILUPPO SETTORE SOFTWARE: CHIARIMENTI APPLICABILITÀ

Il Ministero per lo Sviluppo Economico ha ritenuto opportuno chiarire la disciplina del credito d’imposta Ricerca e Sviluppo per il settore dello sviluppo del software, viste le “numerose richieste di chiarimenti da parte di imprese che svolgono” questo tipo di attività.

Per questo il MISE il 9 febbraio 2018 ha pubblicato la circolare n. 59990/2018 con la quale ha fornito alcune indicazioni di carattere sistematico per individuare quali siano le attività ammissibili all’agevolazione prevista nell’articolo 3, del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145.

Vediamo insieme il contenuto della circolare e il suo significato.

Credito d’imposta: definizioni principali

La circolare parte dalla definizione delle attività ammissibili, divise tra ricerca fondamentalericerca applicata e sviluppo sperimentale (così come contenute nel paragrafo 1.3, punto 15, della Comunicazione della Commissione Europea (2014/C 198/01) del 27 giugno 2014, recante “Disciplina degli aiuti di Stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazione”).

Vediamo nello specifico cosa si intende per:Ricerca fondamentaleAttività svolte per acquisire nuove conoscenze teoriche sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o utilizzazioni commerciali dirette.Ricerca applicata
(o Ricerca industriale)Sviluppo della conoscenza già acquisita allo scopo di trovare soluzioni pratiche e specifiche, finalizzate all’avanzamento tecnico e tecnologico.Sviluppo sperimentaleInclude tutte le attività che hanno lo scopo di sviluppare prodotti, processi o servizi nuovi o migliorati, incluso prodotti, processi e servizi che non sono sostanzialmente definitivi (es. un prototipo o prodotti pilota).

Le definizioni dettagliate possono essere riprese integralmente dal Manuale Frascati (Guidelines for Collecting and Reporting Data on Research and Experimental Development): nella citata comunicazione europea viene espressamente detto che “per classificare le diverse attività in base alla pertinente categoria, la Commissione si baserà sulla propria prassi nonché sugli esempi e le spiegazioni specifiche fornite nel Manuale di Frascati dell’OCSE”.

Credito d’imposta: specifiche sullo sviluppo del software

Nella circolare il MISE chiarisce che le innovazioni legate al software, come prodotto finale, per rientrare nel credito d’imposta, devono essere configurabili come sviluppo sperimentale, oltre ad avere effettivo contenuto di R&S. Un progetto per lo sviluppo di un software viene classificato come R&S quando:

  • la sua esecuzione deriva da un progresso scientifico e/o tecnologico
  • lo scopo del progetto deve essere la risoluzione di un problema scientifico o tecnologico su base sistematica.

Pertanto un progetto che abbia per oggetto il potenziamento, l’arricchimento o la modifica di un programma o di un sistema esistente può essere classificato come R&S se produce un avanzamento scientifico o tecnologico che si traduce in un aumento del know-how. Con la precisazione, peraltro, che l’utilizzo del software per una nuova applicazione o per un nuovo scopo non costituisce di per sé un avanzamento.

Sempre facendo riferimento al Manuale Frascati, la circolare poi richiama espliciti esempi volti a chiarire:

  1. cosa significa R&S in tema di sviluppo di software
  2. quali sono le attività routinarie o ordinarie che, pur essendo correlate al software, non presentano contenuti di R&S.

Esempi di attività di sviluppo software con contenuti di R&S

Le attività di sviluppo software che possono essere considerate R&S sono attività di sviluppo di nuovi algoritmi prima non esistenti: quindi non un semplice aggiornamento di un’applicazione esistente, ma lo sviluppo di un progetto nuovo che svolga una funzione prima non prevista.

Facciamo alcuni esempi:

  • lo sviluppo di un nuovo sistema operativo o di un nuovo linguaggio di programmazione
  • la progettazione e la realizzazione di nuovi motori di ricerca basati su tecnologie originali
  • gli sforzi per risolvere i conflitti con hardware o software in base a un processo di reingegnerizzazione di un sistema o di una rete
  • la creazione di nuovi o più efficienti algoritmi basati su nuove tecniche
  • la creazione di nuovi e originali tecniche di criptazione o di sicurezza

Esempi di attività di sviluppo che non hanno un contenuto di R&S

Tutte le attività di aggiornamento o manutenzione connesse al software (definite come attività di tipo ricorrente o di routine) non sono classificabili come R&S.

Vediamo qualche esempio:

  • i lavori su aggiornamenti, già liberamente disponibili prima dell’inizio dei lavori stessi, relativi a specifici sistemi o programmi
  • le attività di ordinaria manutenzione del computer o del software
  • lo sviluppo di software applicativi e sistemi informativi aziendali che utilizzino metodi conosciuti e strumenti software esistenti
  • l’aggiunta di nuove funzionalità per l’utente a programmi applicativi esistenti
  • la creazione di siti web o software utilizzando strumenti esistenti
  • l’utilizzo di metodi standard di criptazione, verifica della sicurezza e test di integrità dei dati
  • la customizzazione di prodotti per un particolare uso, a meno che durante tale processo non vengano aggiunte nuove conoscenze che migliorino significativamente il programma base
  • l’ordinaria attività di correzione di errori (debug) di sistemi e programmi esistenti

Per concludere quindi l’attività di sviluppo del software deve apportare “un apprezzabile o significativo elemento di novità per il mercato, la cui realizzazione non derivi dalla semplice utilizzazione dello stato delle conoscenze e delle tecnologie già disponibili“.

Credito d’imposta: documentazioni richieste

In ultimo va detto che la disciplina sulle agevolazioni in materia di Ricerca e Sviluppo per essere giustamente applicata, non solo richiede che le attività soddisfino i requisiti sopra elencati, ma che siano documentate le fasi conclusive di R&S, visto che il credito d’imposta non può essere elargito per le attività successive a quelle pre-competitive, che nel caso dello sviluppo del software corrispondono al cosiddetto beta testing.

Poiché stiamo parlando di un incentivo automatico (ossia non è prevista una valutazione a priori dei progetti finanziati da parte dell’ente erogante), il legislatore afferma che sarà compito specifico dell’impresa che vorrà usufruire delle agevolazioni predisporre:

  • la documentazione obbligatoria concernente l’effettività, la pertinenza e la congruità dei costi (documentazione contabile certificata)
  • un’apposita documentazione concernente l’ammissibilità delle attività di ricerca e sviluppo svolte, dalla quale risultino:
    • gli elementi di novità che il progetto intende perseguire
    • l’individuazione degli ostacoli di tipo tecnico e scientifico al cui superamento sono legati i lavori svolti
    • l’avanzamento di tali lavori nell’ambito dei periodi d’imposta agevolabili
    • l’indicazione degli elementi nei quali si specificano tali miglioramenti, nel caso in cui si tratti di innovazioni che si sostanzino in significativi miglioramenti di prodotti già esistenti sul mercato in cui opera l’impresa.

CREDITO D’IMPOSTA R&S SOFTWARE – ATTIVITA’ AMMISSIBILI (pdf)

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