CREDITO D’IMPOSTA FORMAZIONE 4.0 – Ecco il decreto che spiega come fruire delle nuove aliquote maggiorate fino al 70%

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RAMSES GROUP NEWS n. 377 – 18 luglio 2022

Come previsto dal Decreto Aiuti, aumentano le aliquote del credito di imposta per la Formazione 4.0 previste dal Piano Transizione 4.0, che passano dal 50% al 70% per le piccole imprese e dal 40% al 50% per le medie.  La maggiorazione non riguarda invece le grandi aziende per le quali resta fissata al 30%.

A spiegare i dettagli della nuova disciplina è il decreto attuativo che il Ministero dello Sviluppo economico ha inviato alla Corte dei Conti che specifica che l’incremento spetterà solo nel caso in cui la formazione sia erogata da un soggetto qualificato esterno all’azienda e se il lavoratore accetterà di sottoporsi a un test per accertare il livello di competenze iniziale e finale

Da quando sono operative le nuove aliquote

La maggiorazione delle aliquote si applica ai progetti di formazione intrapresi dopo l’entrata in vigore del decreto legge, quindi a partire dal 18 maggio 2022.

Restano invariati i limiti di beneficio annuo per singola azienda beneficiaria, che restano fissati a 300 mila euro per le piccole imprese, 250 mila euro per le medie imprese e a 250 mila euro per le grandi imprese.

Formazione 4.0, tra i soggetti qualificati anche Competence Center ed EDIH

Il decreto ministeriale introduce importanti novità per quanto riguarda i soggetti a cui le imprese si possono rivolgere per le attività di formazione che danno accesso al credito maggiorato.

Ricordiamo che, secondo l’articolo 3, comma 6, del DM del 4 maggio 2018 e l’articolo 1, comma 213 della legge 27 dicembre 2019, n. 160 i soggetti qualificati ad erogare formazione in materia 4.0 sono:

  • soggetti accreditati per lo svolgimento di attività di formazione finanziata presso la Regione o Provincia autonoma in cui l’impresa ha la sede legale o la sede operativa
  • università, pubbliche o private o a strutture ad esse collegate
  • soggetti incaricati presso i fondi interprofessionali secondo il regolamento CE 68/01 della Commissione del 12 gennaio 2001
  • a soggetti in possesso della certificazione di qualità in base alla norma Uni En ISO 9001:2000 settore EA 37
  • Istituti tecnici superiori
  • gli otto competence center 4.0.

Il test per certificare le competenze iniziali e quelle acquisite

L’ampliamento dei soggetti qualificati non è la sola novità contenuta nel decreto. Altra condizione prevista per fruire delle nuove aliquote maggiorate è che il lavoratore si sottoponga a un test per certificare le competenze iniziali, sia di base che specifiche, attraverso un questionario standardizzato che sarà erogato utilizzando un’apposita piattaforma informatica, secondo le modalità che verranno indicate in un successivo decreto direttoriale che il Mise dovrà emanare entro 30 giorni.

I risultati del test serviranno al soggetto che erogherà la formazione a determinare il contenuto e la durata delle attività formative di base e specifiche del progetto più adeguate alla singola impresa e ai destinatari, applicando i moduli e i sotto moduli relativi alle diverse tecnologie abilitanti.

Anche per quanto riguarda le specifiche dei moduli di formazione, si dovrà attendere il successivo decreto direttoriale. Tuttavia, il provvedimento emanato dal Mise indica già che le attività di formazione non potranno avere durata inferiore alle 24 ore e che potranno essere svolte, in tutto o in parte, anche in modalità “e-learning”.

In quest’ultimo caso, tuttavia, è richiesta la “predisposizione di specifiche modalità per il controllo dell’effettiva e continuativa partecipazione del personale dipendente alle attività medesime e per la verifica dei risultati raggiunti”.

Dopo la formazione il dipendente dovrà poi sottoporsi a un test finale, che servirà all’ente formatore a rilasciare un attestato o attestato che certifichi l’acquisizione o il consolidamento delle competenze nelle tecnologie oggetto del corso di formazione.

Fonte Innovation post

Credito d’imposta formazione 4.0

Aliquote più alte per tutte le imprese. A due condizioni

Il nuovo decreto Aiuti 2022 ha introdotto novità in merito al credito d’imposta per la formazione 4.0 del personale dipendente. Tale misura è volta a sostenere le imprese nel processo di trasformazione tecnologica e digitale creando o consolidando le competenze nelle tecnologie abilitanti necessarie a realizzare il paradigma 4.0. Le modifiche consistono in un incremento delle aliquote per il credito d’imposta sia per le Pmi che per le grandi imprese. Al tempo stesso, viene ampliata la platea dei costi ammissibili ricomprendendo le spese dei formatori e dei servizi di consulenza connessi alla formazione, i costi di esercizio e le spese generali indirette. Ma affinché le imprese possano beneficiare delle nuove aliquote, devono verificarsi due condizioni. Quali sono?

Il nuovo decreto Aiuti 2022 ha introdotto delle novità in merito al credito d’imposta per la formazione 4.0 del personale dipendente.

Tale misura è volta a sostenere le imprese nel processo di trasformazione tecnologica e digitale creando o consolidando le competenze nelle tecnologie abilitanti necessarie a realizzare il paradigma 4.0.

Novità sul credito d’imposta formazione 4.0

Le modifiche apportate dal nuovo decreto a questa importante misura di stimolo agli investimenti delle imprese in termini di formazione del personale, consistono in un incremento delle aliquote per il credito d’imposta, e cioè:

– 70% delle spese per le piccole imprese (massimo annuale di 300.000 euro);

– 50% delle spese per le medie imprese (massimo annuale di 250.000 euro);

– 30% delle spese per le grandi imprese (massimo annuale di 250.000 euro).

Affinché si possa beneficiare delle nuove aliquote devono però verificarsi due condizioni:

– le attività formative devono essere erogate dai soggetti individuati con decreto del Ministro dello sviluppo economico da adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto;

– i risultati relativi all’acquisizione o al consolidamento delle suddette competenze devono essere certificati secondo le modalità stabilite con il decreto stesso.

Qualora non dovessero verificarsi le due condizioni su esposte le imprese possono comunque beneficiare del credito d’imposta ma a condizioni più sfavorevoli e cioè:

– 45% delle spese per le piccole imprese;

– 35% delle spese per le medie imprese;

– 30% delle spese per le grandi imprese.

Si tratta di condizioni più sfavorevoli anche rispetto alla precedente versione della misura.

Spese ammissibili

Le novità riguardano anche le spese ammissibili, anch’esse ampliate rispetto al passato.

Il decreto Aiuti ha infatti esteso la platea delle spese agevolabili alle spese dei formatori e dei servizi di consulenza connessi alla formazione, ai costi di esercizio e alle spese generali indirette strettamente inerenti, anche sostenute nel periodo d’imposta in corso e fino a tutto il 2022.

Riepiloghiamo pertanto quali sono le spese oggetto delle agevolazioni:

– le spese di personale relative ai formatori per le ore di partecipazione alla formazione;

– i costi di esercizio relativi a formatori e partecipanti alla formazione direttamente connessi al progetto di formazione, quali le spese di viaggio, i materiali e le forniture con attinenza diretta al progetto, l’ammortamento degli strumenti e delle attrezzature per la quota da riferire al loro uso esclusivo per il progetto di formazione; escluse le spese di alloggio, ad eccezione delle spese di alloggio minime necessarie per i partecipanti che sono lavoratori con disabilità;

– i costi dei servizi di consulenza connessi al progetto di formazione;

– le spese di personale relative ai partecipanti alla formazione e le spese generali indirette (spese amministrative, locazione, spese generali) per le ore durante le quali i partecipanti hanno seguito la formazione.

Caratteristiche del credito d’imposta formazione 4.0

Giova ricordare alcune delle caratteristiche salienti del credito d’imposta formazione 4.0:

– Il credito d’imposta formazione 4.0 é un beneficio fiscale che si ottiene in maniera automatica nel caso in cui un’azienda realizzi delle attività formative a beneficio dei propri dipendenti su materie a carattere tecnologico e digitale, cosiddette 4.0;

– possono richiedere il credito d’imposta tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali;

– la formazione può essere sia interna (un dipendente qualificato forma altri colleghi) sia esterna. Nel secondo caso il formatore esterno dovrà essere un soggetto accreditato, un’Università o un ITS. In alternativa è possibile che la formazione avvenga in affiancamento tra un esterno e un soggetto interno, in qualità di tutor;

– per ottenere il credito d’imposta formazione 4.0 è necessario essere in possesso della certificazione contabile dei costi sostenuti ed essere in linea con DURC e DVR. Inoltre, le attività svolte dovranno essere giustificate tramite la redazione di una relazione di progetto formativo, piani formativi, registri presenza e attestati di partecipazione;

– le attività formative dovranno riguardare: vendite e marketing, informatica, tecniche e tecnologia di produzione.

Temi oggetto della formazione 4.0

I temi su cui verte la formazione 4.0 sono:

– big data e analisi dei dati;

– cloud e fog computing;

– cyber security;

– simulazione e sistemi cyber-fisici;

– prototipazione rapida;

– sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (rv) e realtà aumentata (ra);

– robotica avanzata e collaborativa;

– interfaccia uomo macchina;

– manifattura additiva (o stampa tridimensionale);

– internet delle cose e delle macchine;

– integrazione digitale dei processi aziendali.

Come si accede

Il credito d’imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui sono state sostenute le spese e in quelle relative ai periodi d’imposta successivi fino a quando se ne conclude l’utilizzo.

Il credito è utilizzabile, esclusivamente in compensazione, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di sostenimento delle spese ammissibili, presentando il modello F24 attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Fonte Ipsoa

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FORMAZIONE 4.0 – maggiorazione dopo il superamento del test finale

RAMSES GROUP NEWS n. 373 – 12 luglio 2022

Individuazione dei soggetti formatori e certificazione dei risultati della formazione 4.0: il decreto Mise del 1° luglio 2022, emanato in base all’articolo 22, comma 1 del Dl 50/2022 e in attesa del via libera della Corte dei conti, identifica queste due condizioni per l’accesso al credito d’imposta formazione 4.0 maggiorato per le Pmi.

Per la piena attuazione manca ancora un decreto direttoriale del Mise con i criteri e le modalità dell’accertamento inziale e finale delle competenze del singolo dipendente.

Andiamo con ordine, ricordando la storia del «credito formazione 4.0», che era stato introdotto dall’articolo 1, commi da 46 a 56, della legge 205/2017, per il periodo d’imposta 2018, ed era stato oggetto delle disposizioni attuative di cui al decreto del Mise del 4 maggio 2018. Esso era poi stato più volte prorogato, da ultimo fino al periodo d’imposta 2022 dall’articolo 1, comma 1064, lettere i) ed l), della legge 178/2020. Sul punto, si ritiene che sarebbe opportuno disporne la proroga almeno fino al 2025, anno di scadenza del credito d’imposta dei beni strumentali nuovi 4.0, di cui costituisce la naturale appendice formativa.

Le aliquote del credito imposta formazione 4.0 applicate alle attività avviate a partire dal 18 maggio 2022, correlate alle dimensioni dell’impresa ed al tipo di formazione, sono indicate nella tabella 1.

Le fattispecie agevolabili

Le attività di formazione ammissibili alla maggiorazione al 70% o al 50% prevista rispettivamente per le piccole e medie imprese:

•devono essere quelle indicate nella tabella 2;

•devono essere state avviate dopo il 18 maggio 2022;

•devono avere una durata complessiva non inferiore a 24 ore;

•possono essere erogate in tutto o in parte in modalità e-learning, subordinatamente alla predisposizione di specifiche modalità per il controllo dell’effettiva e continuativa partecipazione del personale dipendente alle attività medesime e per la verifica dei risultati raggiunti;

•non devono rientrare tra le attività di formazione ordinarie o periodiche organizzate dalle imprese per conformarsi alla normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro, di protezione dell’ambiente e di ogni altro normativa obbligatoria in materia di formazione.

Utilizzo del credito d’imposta

Come di consueto, il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante il modello F24 a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di sostenimento delle spese e subordinatamente alla loro avvenuta certificazione.

La maggiorazione

Il Dm 1° luglio 2022 identifica le condizioni per l’applicazione della maggiorazione per le Pmi, in difetto delle quali il credito è calcolato al 40% o al 35%, in luogo del 70% e del 50%, rispettivamente per le piccole e medie imprese.

In primo luogo, è necessario che la formazione sia erogata da soggetti esterni all’impresa che siano qualificati, ossia inclusi nelle seguenti categorie:

•soggetti indicati all’articolo 3, comma 6, del Dm 4 maggio 2018 (soggetti accreditati presso Regione o Provincia autonoma o fondi interprofessionali, Università pubbliche o private, soggetti con certificazione di qualità) così come integrato dall’articolo 1, comma 213, della legge 160/2019 (Istituti tecnici superiori);

•centri di competenza ad alta specializzazione di cui all’articolo 1, comma 115, della legge 232/2016;

•European digital innovation hubs selezionati a valle della gara ristretta europea di cui alla decisione della Commissione europea c/2021/7911 e definiti dall’articolo 16 del Regolamento (Ue) 2021/694 del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il Programma «Europa digitale» per il periodo 2021-2027.

In secondo luogo, è necessario seguire alcuni step nel processo di formazione. In particolare, è necessario il previo accertamento, in capo ai soggetti cui è erogata la formazione, del livello di competenze sia di base e sia specifiche rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale dei processi aziendali, che avviene attraverso la somministrazione, su apposita piattaforma informatica, di un questionario standardizzato, secondo criteri e modalità da stabilire con futuro decreto direttoriale del Mise.

Sulla base del livello di competenze di base e specifiche così accertato, e in funzione delle esigenze dell’impresa di appartenenza, il soggetto formatore stabilisce quindi il contenuto e la durata delle attività formative più adeguate alla singola impresa e ai destinatari, applicando i moduli e i sotto moduli relativi alle diverse tecnologie abilitanti che saranno indicati con lo stesso decreto direttoriale citato sopra.

Infine, fermi restando gli obblighi documentali e dichiarativi previsti dall’articolo 3, comma 3, e 7 del Dm 4 maggio 2018, l’applicazione della maggiorazione delle aliquote è subordinata al superamento di un test finale da parte del dipendente partecipante al corso, da svolgersi secondo i criteri e le modalità indicate nel decreto direttoriale citato, e al rilascio da parte del soggetto formatore di un apposito attestato che certifichi l’acquisizione o il consolidamento delle competenze nelle tecnologie oggetto del corso di formazione.

Fonte Il SOLE 24 ORE

FORMAZIONE 4.0 – DOPO IL DECRETO AIUTI ANCORA PIU’ INTERESSANTE

RAMSES GROUP NEWS n. 351 – 10 giugno 2022

Il decreto Aiuti ha potenziato il bonus formazione 4.0 per le PMI. Il bonus è destinato alle imprese per le spese di formazione del personale dipendente finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese, a condizione che le attività formative siano erogate da soggetti che verranno individuati con decreto del ministro dello Sviluppo economico e che i risultati relativi all’acquisizione o al consolidamento delle suddette competenze siano certificati secondo le modalità stabilite con il medesimo decreto ministeriale. Per i progetti di formazione che non soddisfino tali condizioni le misure del credito d’imposta sono diminuite al 40% per le piccole imprese e al 35% per le medie imprese. Quanto si può risparmiare?

Novità sul credito d’imposta formazione 4.0

Le modifiche apportate dal nuovo decreto a questa importante misura di stimolo agli investimenti delle imprese in termini di formazione del personale, consistono in un incremento delle aliquote per il credito d’imposta, e cioè:

– 70% delle spese per le piccole imprese (massimo annuale di 300.000 euro);

– 50% delle spese per le medie imprese (massimo annuale di 250.000 euro);

– 30% delle spese per le grandi imprese (massimo annuale di 250.000 euro).

Affinché si possa beneficiare delle nuove aliquote devono però verificarsi due condizioni:

– le attività formative devono essere erogate dai soggetti individuati con decreto del Ministro dello sviluppo economico da adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto;

– i risultati relativi all’acquisizione o al consolidamento delle suddette competenze devono essere certificati secondo le modalità stabilite con il decreto stesso.

Qualora non dovessero verificarsi le due condizioni su esposte le imprese possono comunque beneficiare del credito d’imposta ma a condizioni più sfavorevoli e cioè:

– 45% delle spese per le piccole imprese;

– 35% delle spese per le medie imprese;

– 30% delle spese per le grandi imprese.

Si tratta di condizioni più sfavorevoli anche rispetto alla precedente versione della misura.

Spese ammissibili

Le novità riguardano anche le spese ammissibili, anch’esse ampliate rispetto al passato.

Il decreto Aiuti ha infatti esteso la platea delle spese agevolabili alle spese dei formatori e dei servizi di consulenza connessi alla formazione, ai costi di esercizio e alle spese generali indirette strettamente inerenti, anche sostenute nel periodo d’imposta in corso e fino a tutto il 2022.

Riepiloghiamo pertanto quali sono le spese oggetto delle agevolazioni:

– le spese di personale relative ai formatori per le ore di partecipazione alla formazione;

– i costi di esercizio relativi a formatori e partecipanti alla formazione direttamente connessi al progetto di formazione, quali le spese di viaggio, i materiali e le forniture con attinenza diretta al progetto, l’ammortamento degli strumenti e delle attrezzature per la quota da riferire al loro uso esclusivo per il progetto di formazione; escluse le spese di alloggio, ad eccezione delle spese di alloggio minime necessarie per i partecipanti che sono lavoratori con disabilità;

– i costi dei servizi di consulenza connessi al progetto di formazione;

– le spese di personale relative ai partecipanti alla formazione e le spese generali indirette (spese amministrative, locazione, spese generali) per le ore durante le quali i partecipanti hanno seguito la formazione.

Caratteristiche del credito d’imposta formazione 4.0

Giova ricordare alcune delle caratteristiche salienti del credito d’imposta formazione 4.0:

– Il credito d’imposta formazione 4.0 é un beneficio fiscale che si ottiene in maniera automatica nel caso in cui un’azienda realizzi delle attività formative a beneficio dei propri dipendenti su materie a carattere tecnologico e digitale, cosiddette 4.0;

– possono richiedere il credito d’imposta tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali;

– la formazione può essere sia interna (un dipendente qualificato forma altri colleghi) sia esterna. Nel secondo caso il formatore esterno dovrà essere un soggetto accreditato, un’Università o un ITS. In alternativa è possibile che la formazione avvenga in affiancamento tra un esterno e un soggetto interno, in qualità di tutor;

– per ottenere il credito d’imposta formazione 4.0 è necessario essere in possesso della certificazione contabile dei costi sostenuti ed essere in linea con DURC e DVR. Inoltre, le attività svolte dovranno essere giustificate tramite la redazione di una relazione di progetto formativo, piani formativi, registri presenza e attestati di partecipazione;

– le attività formative dovranno riguardare: vendite e marketing, informatica, tecniche e tecnologia di produzione.

Temi oggetto della formazione 4.0

I temi su cui verte la formazione 4.0 sono:

– big data e analisi dei dati;

– cloud e fog computing;

– cyber security;

– simulazione e sistemi cyber-fisici;

– prototipazione rapida;

– sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (rv) e realtà aumentata (ra);

– robotica avanzata e collaborativa;- interfaccia uomo macchina;- manifattura additiva (o stampa tridimensionale);

– internet delle cose e delle macchine;

– integrazione digitale dei processi aziendali.

Come si accede

Il credito d’imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui sono state sostenute le spese e in quelle relative ai periodi d’imposta successivi fino a quando se ne conclude l’utilizzo.

Il credito è utilizzabile, esclusivamente in compensazione, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di sostenimento delle spese ammissibili, presentando il modello F24 attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Chi

Possono accedere al credito di imposta formazione 4.0 tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.

Attenzione
Rientrano nel novero dei soggetti beneficiari anche agli enti non commerciali che esercitano attività commerciali, in relazione al personale dipendente impiegato anche non esclusivamente in tali attività (decreto del Ministro dello sviluppo economico 4 maggio 2018).

Non sono ammesse al credito d’imposta:

– le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale o altra procedura concorsuale prevista dalla legge fallimentare, dal D.Lgs. n. 14/2019 (Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza) o da altre leggi speciali oppure che abbiano in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni;

– le imprese destinatarie di sanzioni interdittive di cui all’articolo 9, comma 2, D.lgs 231/2001.

La fruizione del beneficio spettante è subordinata alla condizione del rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili in ciascun settore e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori. 

Cosa

Sono ammissibili al credito d’imposta le attività di formazione finalizzate all’acquisizione e al consolidamento di competenze e conoscenze nelle seguenti tecnologie 4.0:

– big data e analisi dei dati;- cloud e fog computing;

– cyber security;

– simulazione e sistemi cyber-fisici;

– prototipazione rapida;

– sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (Rv) e realtà aumentata (Ra);

– robotica avanzata e collaborativa;

– interfaccia uomo macchina;

– manifattura additiva (o stampa tridimensionale);

– internet delle cose e delle macchine;

– integrazione digitale dei processi aziendali.

Attenzione
L’attività formativa, che può essere organizzata direttamente dall’impresa o erogata da soggetti esterni, deve interessare uno o più dei seguenti ambiti aziendali:
– vendita e marketing;- informatica e tecniche;
– tecnologie di produzione (i settori nei quali svolgere la formazione sono elencati nell’Allegato A della Legge di Bilancio 2018).
Se le attività formative sono erogate da soggetti esterni all’impresa, sono ammissibili solo le attività commissionate a:
– soggetti accreditati per lo svolgimento di attività di formazione finanziata presso la regione o provincia autonoma in cui l’impresa ha la sede legale o la sede operativa;
– università, pubbliche o private o a strutture ad esse collegate;
– soggetti accreditati presso i fondi interprofessionali;
– soggetti in possesso della certificazione di qualità in base alla disciplina europea;
– Istituti tecnici superiori (ITS).

Sono ammissibili al credito d’imposta le seguenti spese:

– spese di personale relative ai formatori per le ore di partecipazione alla formazione;

– costi di esercizio relativi a formatori e partecipanti alla formazione direttamente connessi al progetto di formazione, quali le spese di viaggio, i materiali e le forniture con attinenza diretta al progetto, l’ammortamento degli strumenti e delle attrezzature per la quota da riferire al loro uso esclusivo per il progetto di formazione.

Sono escluse le spese di alloggio, ad eccezione delle spese di alloggio minime necessarie per i partecipanti che sono lavoratori con disabilità;

– costi dei servizi di consulenza connessi al progetto di formazione;

– spese di personale relative ai partecipanti alla formazione e le spese generali indirette (spese amministrative, locazione, spese generali) per le ore durante le quali i partecipanti hanno seguito la formazione.

Sono ammissibili anche le eventuali spese relative al personale dipendente ordinariamente occupato in uno degli ambiti aziendali individuati nell’allegato A della legge di Bilancio 2018 (legge n. 205/2017) e che partecipi in veste di docente o tutor alle attività di formazione ammissibili.

Attenzione
L’effettivo sostenimento delle spese ammissibili deve risultare da apposita certificazione, da allegare al bilancio, rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti. Le imprese non soggette a revisione legale dei conti devono comunque avvalersi delle prestazioni di un revisore legale dei conti o di una società di revisione legale dei conti. Sono escluse dall’obbligo di certificazione le imprese con bilancio revisionato.
Le imprese non soggette a revisione legale dei conti possono beneficiare di un contributo, sotto forma di credito di imposta, pari alle spese sostenute e documentate per l’attività di certificazione contabile, entro il limite massimo di 5.000 euro.

Come

Per effetto del decreto Aiuti (art. 22, D.L. n. 50/2022), per le spese di formazione del personale dipendente finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese, le aliquote del credito d’imposta (previste dall’art. 1, c. 211, legge n. 160/2019) sono aumentate:- dal 50% al 70% per le piccole imprese;

– dal 40% al 50% per le medie imprese,a condizione che le attività formative siano erogate dai soggetti individuati con decreto del Ministro dello sviluppo economico di prossima emanazione e che i risultati relativi all’acquisizione o al consolidamento delle suddette competenze siano certificati secondo le modalità stabilite con il medesimo decreto ministeriale.

Attenzione
Per i progetti di formazione avviati successivamente alla data di entrata in vigore del decreto Aiuti (18 maggio 2022), che non soddisfino le condizioni previste, le misure del credito d’imposta sono diminuite al:
– 40% per le piccole imprese;
– 35% per le grandi imprese.

Il decreto Aiuti non modifica l’aliquota agevolativa prevista per le grandi imprese, pari al 30% delle spese ammissibili.Restano confermati i limiti massimi annui del bonus, pari a:

– 300.000 euro, per le piccole imprese;

– 250.000 euro, per le medie e grandi imprese.

Tipologia di impresaMisura del credito d’impostaLimite massimo annuale
Ante decreto Aiuti
Piccola50% delle spese ammissibili300.000
Media40% delle spese ammissibili250.000
Grande30% delle spese ammissibili250.000
Post decreto Aiuti
Piccola70% delle spese ammissibili, a condizione che le attività formative siano erogate dai soggetti individuati con decreto del Ministro dello sviluppo economico di prossima emanazione e che i risultati relativi all’acquisizione o al consolidamento delle suddette competenze siano certificati secondo le modalità stabilite con il medesimo decreto ministeriale.


40% delle spese ammissibili, per i progetti formativi avviati successivamente al 18 maggio 2022 (data di entrata in vigore del D.L. n. 50/2022) che non soddisfino le suddette condizioni.

300.000
Media50% delle spese ammissibili, a condizione che le attività formative siano erogate dai soggetti individuati con decreto del Ministro dello sviluppo economico di prossima emanazione e che i risultati relativi all’acquisizione o al consolidamento delle suddette competenze siano certificati secondo le modalità stabilite con il medesimo decreto ministeriale.

35% delle spese ammissibili, per i progetti formativi avviati successivamente al 18 maggio 2022 (data di entrata in vigore del D.L. n. 50/2022) che non soddisfino le suddette condizioni.
250.000
Grande30%250.000
La misura del credito d’imposta è aumentata per tutte le imprese, fermo restando i limiti massimi annuali, al 60%, nel caso in cui i destinatari delle attività di formazione ammissibili rientrino nelle categorie dei lavoratori dipendenti svantaggiati o molto svantaggiati come definite dal DM del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale (MLPS) del 17 ottobre 2017.

Quando

Il credito d’imposta spettante è utilizzabile, esclusivamente in compensazione mediante F24 da presentare attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate (codice tributo 6897), a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui sono sostenute le spese ammissibili (previo adempimento da parte dell’impresa degli obblighi di certificazione previsti).

Le imprese beneficiarie del credito d’imposta sono tenute a redigere e conservare:

– una relazione che illustri le modalità organizzative e i contenuti delle attività di formazione svolte;

– l’ulteriore documentazione contabile e amministrativa idonea a dimostrare la corretta applicazione del beneficio, anche in funzione del rispetto dei limiti e delle condizioni posti dalla disciplina comunitaria in materia;

– i registri nominativi di svolgimento delle attività formative sottoscritti dal personale discente e docente o dal soggetto formatore esterno all’impresa.

Al fine di consentire al Ministero dello sviluppo economico di acquisire le informazioni necessarie per valutare l’andamento, la diffusione e l’efficacia della misura, le imprese che si avvalgono del credito d’imposta devono inviare al Ministero una comunicazione. Il modello, il contenuto, le modalità e i termini di invio della comunicazione sono stati approvati con decreto direttoriale 6 ottobre 2021. Per le attività formative svolte nel 2022, il modello di comunicazione deve essere trasmesso (in formato elettronico tramite PEC all’indirizzo formazione4.0@pec.mise.gov.it) entro il 30 novembre 2023.

Calcola il risparmio

CASO 1: PICCOLA IMPRESA

Risparmio %

Si supponga che nel 2022 una piccola impresa, soggetta a revisione legale dei conti, organizzi un corso di formazione finalizzato all’acquisizione da parte del personale dipendente di competenze sulle tecnologie 4.0 e che:

– al corso partecipano 14 dipendenti in qualità di allievi. Si ipotizza che il costo aziendale dei dipendenti per il periodo in cui sono stati occupati nelle attività formative agevolabili sia pari a 38.000 euro;

– le spese generali indirette siano pari a 4.000 euro;

– le spese per materiali e forniture siano pari a 1.200 euro.

Le spese totali ammissibili sono quindi pari a 43.200 euro (38.000+4.000+1.200).

Ante decreto Aiuti, il credito d’imposta spettante era pari al 50% delle spese ammissibili, pari a 21.600 euro (43.200×50%).

Post decreto Aiuti, il credito d’imposta spettante è pari a:

1) se l’attività formativa soddisfa le condizioni previste dal decreto Aiuti, l’impresa può beneficiari di un credito di imposta pari al 70% delle spese ammissibili, pari a 30.240 euro (43.200×70%);

2) se l’attività formativa NON soddisfa le condizioni previste dal decreto Aiuti, l’impresa può beneficiari di un credito di imposta pari al 40% delle spese ammissibili, pari a 17.280 (43.200×40%).

Credito imposta ante decreto AiutiCredito di imposta post decreto Aiuti con formazione certificataCredito di imposta post decreto Aiuti con formazione NON certificata
21.60030.24017.280

CASO 2: MEDIA IMPRESA

Risparmio %

Si supponga che nel 2022 una media impresa, soggetta a revisione legale dei conti, organizzi un corso di formazione finalizzato all’acquisizione da parte del personale dipendente di competenze sulle tecnologie 4.0 e che:

– al corso partecipano 12 dipendenti. Si ipotizza che il costo aziendale dei dipendenti per il periodo in cui sono stati occupati nelle attività formative agevolabili sia pari a 58.000 euro;

– le spese generali indirette siano pari a 5.600 euro;

– le spese per materiali e forniture siano pari a 1.400 euro;

Le spese totali ammissibili sono quindi pari a 65.000 euro (58.000+5.600+1.400).

Ante decreto Aiuti, il credito d’imposta spettante era pari al 40% delle spese ammissibili, pari a 26.000 euro (65.000×40%).

Post decreto Aiuti, il credito d’imposta spettante è pari a:

1) se l’attività formativa soddisfa le condizioni previste dal decreto Aiuti, l’impresa può beneficiari di un credito di imposta pari al 50% delle spese ammissibili, pari a 32.500 euro (65.000×50%);

2) se l’attività formativa NON soddisfa le condizioni previste dal decreto Aiuti, l’impresa può beneficiari di un credito di imposta pari al 35% delle spese ammissibili, pari a 22.750 (65.000×35%).

Credito imposta ante decreto AiutiCredito di imposta post decreto Aiuti con formazione certificataCredito di imposta post decreto Aiuti con formazione NON certificata
26.00032.50022.750

CASO 3: GRANDE IMPRESA

Risparmio %

Si supponga che nel 2022 una grande impresa, soggetta a revisione legale dei conti, organizzi un corso di formazione finalizzato all’acquisizione da parte del personale dipendente di competenze sulle tecnologie 4.0 e che:

– al corso partecipano 25 dipendenti in qualità di allievi e 2 dipendenti in qualità di docente interno. Si ipotizza che il costo aziendale dei 13 dipendenti per il periodo in cui sono stati occupati nelle attività formative agevolabili sia pari a 60.000 euro;

– le spese generali indirette siano pari a 10.200 euro;

– le spese per materiali e forniture siano pari a 5.400 euro.

Le spese totali ammissibili sono pari a 75.600 euro (60.000+10.200+5.400).

Sia ante che post decreto Aiuti, il credito d’imposta spettante è pari al 30% delle spese ammissibili, pari a 22.680 euro (75.600×30%).

Spesa sostenutaCredito di imposta spettante
Spesa totale formazione75.60022.680

FONTE: IPSOA PROFESSIONALITA’ QUOTIDIANA

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Transizione 4.0: nuove aliquote per credito d’imposta per beni immateriali 4.0 e formazione 4.0

RAMSES GROUP NEWS n. 331 – 13 maggio 2022

Con il “Decreto-legge recante misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti, nonché in materia di politiche sociali e di crisi Ucraina” (più brevemente Decreto aiuti o Decreto energia), approvato il 2 maggio 2022 dal Consiglio dei Ministri, il Governo interviene in maniera piuttosto marcata su due agevolazioni previste dal piano Transizione 4.0: il credito di imposta per investimenti in beni immateriali 4.0 e il Credito d’imposta formazione 4.0.

Le due misure, contenute nel terzo capo del decreto dedicato alle “Misure per la ripresa economica, la produttività delle imprese e l’attrazione degli investimenti”, sono contenute in altrettanti articoli, uno dedicato alla “Maggiorazione del credito di imposta per investimenti in beni immateriali 4.0” e uno al “Credito d’imposta formazione 4.0”.

Precisiamo che si tratta di testi non ufficiali fino a pubblicazione del decreto-legge in Gazzetta Ufficiale, ma sui quali è arrivata la conferma da Palazzo Chigi.

Maggiorazione del credito di imposta per investimenti in beni immateriali 4.0

Le attuali aliquote del credito di imposta per investimenti in beni immateriali 4.0, cioè i software presenti nell’allegato B per i quali nel 2022, così come nel 2021, è prevista un’aliquota al 20%; per il 2023 è prevista una proroga ancora al 20%, mentre l’aliquota passerà al 15% per il 2024 e al 10% per il 2025.

Il Decreto aiuti interviene sull’aliquota in vigore quest’anno, quella al 20%, alzandola al 50%: un aumento di due volte e mezzo che porta questo incentivo a superare l’aliquota prevista per i beni materiali, attualmente fissata al 40%.

La disposizione si applica agli investimenti effettuati a decorrere dal 1° gennaio 2022 e fino al 31 dicembre 2022, ovvero entro il 30 giugno 2023, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione. DI fatto quindi si tratta di un intervento retroattivo che consentirà anche a chi ha acquistato software 4.0 nei primi mesi dell’anno di godere di questa super-aliquota.

La relazione tecnica che sarà allegata al testo del decreto quando approderà alle camere dirà quanto sarà costata questa misura che, per il 2022, è a carico del PNRR.

Come cambia il credito d’imposta formazione 4.0

A sorpresa cambia anche il Credito d’imposta per la formazione 4.0. Si tratta di un incentivo ancora in vigore, ma che non è stato rinnovato per il periodo 2023-2025.

Per il 2022 l’incentivo prevede, stando alla normativa vigente, aliquote differenziate a seconda della classe dimensionale delle imprese. In particolare

  • 50% per le piccole imprese con limite massimo annuale di 300.000 euro;
  • 40% per le medie imprese con limite massimo annuale di 250.000 euro;
  • 30% per le grandi imprese con limite massimo annuale di 250.000 euro.

Il Decreto aiuti prevede che le prime due aliquote, quelle per le piccole e le medie imprese, possono salire rispettivamente al 70% e al 50% a una condizione: “che le attività formative siano erogate dai soggetti individuati con decreto del Ministro dello sviluppo economico da adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto e che i risultati relativi all’acquisizione o al consolidamento delle suddette competenze siano certificati secondo le modalità stabilite con il medesimo decreto, il quale assicura altresì l’invarianza di spesa riaspetto agli stanziamenti vigenti”. Dunque vi è una stretta sui soggetti titolati a erogare la formazione.

Lo schema precedente, nel caso di rispetto della “condizione”, diventa quindi il seguente

  • 70% per le piccole imprese con limite massimo annuale di 300.000 euro;
  • 50% per le medie imprese con limite massimo annuale di 250.000 euro;
  • 30% per le grandi imprese con limite massimo annuale di 250.000 euro.

Il mancato rispetto di questa condizione (cioè rivolgersi ad altri soggetti abilitati ma non inclusi nella lista ministeriale e la certificazione dell’avanzamento delle competenze) comporta invece una riduzione delle aliquote secondo questo schema

  • 40% per le piccole imprese con limite massimo annuale di 300.000 euro;
  • 35% per le medie imprese con limite massimo annuale di 250.000 euro;
  • 30% per le grandi imprese con limite massimo annuale di 250.000 euro.

Giova ricordare che quello sulla Formazione 4.0 è il meno fortunato degli incentivi parte del Piano Transizione 4.0 a causa di un rapporto costi (nel senso di oneri burocratici) vs benefici (economici) poco favorevole. L’attuale rimodulazione tende ad aumentare i benefici, andando però a complicare ulteriormente una norma già poco attraente con l’introduzione della “condizione” e la necessità di attendere ancora un decreto ministeriale.

Ultima nota: la novità normativa non ha effetti sul costo della misura, che costa 150 milioni per il 2022 a carico del PNRR.

Torna il bonus sulle spese per formazione in tecnologie 4.0

Il beneficio fiscale per le aziende era stato cancellato dall’ultima legge di bilancio.

Era stato accantonato con l’ultima legge di bilancio, ora il credito d’imposta per spese in formazione 4.0 dovrebbe tornare tra gli incentivi a disposizione delle imprese: lo prevede il pacchetto di misure messe a punto dal ministero dello Sviluppo economico per il “decreto aiuti” che approderà lunedì in consiglio dei ministri.

Il bonus formazione, rispetto alla versione che era in vigore fino al 2021, verrà maggiorato nelle aliquote per le piccole e medie imprese, ma la platea potrebbe restringersi. Di qui la stima di un provvedimento a costo zero. Il credito d’imposta per le micro e piccole imprese dovrebbe salire dal 50 al 70% (nel limite massimo annuale di 300mila euro), quelle per le medie imprese dal 40 al 50% (fino a 250mila euro). Per le grandi imprese il beneficio resterebbe fissato al 30% (tetto a 250mila euro). L’aumento per le micro-Pmi e per le medie imprese è condizionato al ricorso ad attività di formazione fornite da soggetti individuati con decreto del ministero dello Sviluppo economico da adottare entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto legge.

Nel pacchetto che rivede Transizione 4.0 dovrebbe entrare anche una maggiorazione del credito d’imposta per i beni immateriali 4.0, i software. In questo caso per investimenti effettuati nel 2022 (con coda fino al 30 giugno 2023 per la consegna previa acconto di almeno il 20% entro il 31 dicembre 2022) l’aliquota passerà dal 20 al 50%.

Le modifiche sono state studiate da tempo dai tecnici del ministero dello Sviluppo ed erano inizialmente destinate a entrare nel decreto Pnrr 2. Più onerosi per le finanze pubbliche e al momento rinviati a prossimi interventi – o probabilmente direttamente alla prossima legge di bilancio – sono l’allargamento dei crediti di imposta a investimenti nel settore energetico e l’estensione anche al triennio 2023-2025 delle aliquote, più generose, previste per il credito d’imposta per i beni materiali digitali (ex “iperammortamento”).

Il credito d’imposta si applica alla formazione relativa a una serie di tematiche sulla digitalizzazione:

big data e analisi dei dati; cloud e fog computing; cybersecurity; simulazione e sistemi cyber-fisici; prototipazione rapida; sistemi di visualizzazione, realtà virtuale e realtà aumentata; robotica avanzata e collaborativa; interfaccia uomo macchina; manifattura additiva (o stampa tridimensionale); internet delle cose e delle macchine; integrazione digitale dei processi aziendali.

Bonus transizione 4.0 beni immateriali maggiorati  

Contrastare la crisi energetica che sta penalizzando il sistema economico italiano favorendo il trasferimento tecnologico dalle università alle imprese, la nascita di profili professionali innovativi e il miglioramento dell’offerta formativa. È quanto si legge nella bozza del nuovo decreto energia allo studio del governo, messo in campo con l’obiettivo di contrastare gli effetti economici negativi che la crisi ucraina sta causando al sistema delle imprese. Le misure agevolative a sostegno delle pmi vanno dall’integrazione delle disposizioni del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) relative alla promozione dei patti territoriali volti a promuovere il trasferimento tecnologico a favore delle imprese, alle maggiorazioni delle aliquote dei bonus fiscali per beni immateriali e attività di formazione 4.0, dalle semplificazioni del bonus sociale elettricità e gas all’istituzione del Fondo per l’attrazione degli investimenti esteri.

Beni immateriali 4.0. Per gli investimenti aventi ad oggetto beni compresi nell’allegato B annesso alla legge 232/2016 (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni connessi a investimenti in beni materiali Industria 4.0) effettuati a decorrere dal 1° gennaio 2022 e fino al 31 dicembre 2022 ovvero entro il 30 giugno 2023 (a condizione che entro la data del 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione), la misura del tax credit di cui all’art. 1, comma 1058, legge 178/2020 viene elevata dal 20 al 50%.

Formazione 4.0. Per rendere più efficace il processo di trasformazione tecnologica e digitale delle pmi, la bozza di dl aumenta – rispettivamente al 70% e al 50% – le aliquote del credito d’imposta del 50% e del 40% per le spese di formazione del personale dipendente finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese (di cui al comma 211, legge 160/2019). Il tutto purché le attività siano erogate da soggetti individuati con decreto del MiSe. Per i progetti di formazione avviati dopo l’entrata in vigore del nuovo dl che non soddisfino le condizioni suddette, le misure del bonus sono rispettivamente diminuite al 40 e al 35%.

Patti territoriali. Ad integrazione di quanto previsto dall’art. 14 del dl n. 152/2021 (Pnrr) la bozza di decreto prevede che potranno essere promossi patti territoriali per l’alta formazione con imprese, enti o istituzioni di ricerca nonché con altri atenei e p.a.. L’obiettivo è promuovere l’offerta formativa di corsi universitari per formare le professionalità necessarie allo sviluppo delle potenzialità produttive e della competitività dei settori e delle filiere in cui sussiste mancata corrispondenza tra domanda e offerta di lavoro. I patti verranno approvati con dpcm.

Bonus sociale elettricità e gas. In caso di ottenimento dell’attestazione Isee che permette l’applicazione del bonus, l’eventuale intervenuto pagamento, nell’anno in corso ma in data antecedente all’ottenimento dell’attestazione, di somme eccedenti a quelle dovute sulla base dell’applicazione del bonus, è oggetto di automatica compensazione da effettuare nelle bollette immediatamente successive (o di rimborso).

Attrazione investimenti esteri. Al MiSe verrà istituito, per il triennio 2022/24, il fondo per il potenziamento dell’attività di attrazione degli investimenti esteri. Budget: 5 mln di euro l’anno.

I testi degli articoli

Qui di seguito pubblichiamo i testi integrali degli articoli presenti nella bozza del Decreto-legge recante “misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti, nonché in materia di politiche sociali e di crisi Ucraina”.

ART. 20.

(Maggiorazione del credito di imposta per investimenti in beni immateriali 4.0)

1. Per gli investimenti aventi ad oggetto beni compresi nell’allegato B annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232, effettuati a decorrere dal 1° gennaio 2022 e fino al 31 dicembre 2022 ovvero entro il 30 giugno 2023, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione, la misura del credito d’imposta prevista dall’articolo 1, comma 1058, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 è elevata al 50 per cento.

ART. 21.

(Credito d’imposta formazione 4.0)

1. Al fine di rendere più efficace il processo di trasformazione tecnologica e digitale delle piccole e medie imprese, con specifico riferimento alla qualificazione delle competenze del personale, le aliquote del credito d’imposta del 50 per cento e del 40 per cento previste dal comma 211 della legge 27 dicembre 2019, n. 160 per le spese di formazione del personale dipendente finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese sono rispettivamente aumentate al 70 per cento e al 50 per cento, a condizione che le attività formative siano erogate dai soggetti individuati con decreto del Ministro dello sviluppo economico da adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto e che i risultati relativi all’acquisizione o al consolidamento delle suddette competenze siano certificati secondo le modalità stabilite con il medesimo decreto, il quale assicura altresì l’invarianza di spesa riaspetto agli stanziamenti vigenti.
2. Con riferimento ai progetti di formazione avviati successivamente all’entrata in vigore del presente decreto che non soddisfino le condizioni previste dal comma 1, le misure del credito d’imposta sono rispettivamente diminuite al 40 per cento e al 35 per cento.

Fonte Innovation Post

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ARCHIVIO Credito d’imposta Formazione 4.0

Credito d’imposta Formazione 4.0 – 2020

BENEFICIARI CREDITO IMPOSTA FORMAZIONE 4.0

Tutte le imprese, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalle dimensioni, dal regime contabile adottato e dalle modalità di determinazione del reddito ai fini fiscali.

Anche gli enti non commerciali per l’attività commerciale eventualmente esercitata

Non possono beneficiare dell’agevolazione i professionisti (o, più precisamente, i soggetti titolari di reddito di lavoro autonomo).

INTERVENTI AMMISSIBILI

L’agevolazione può essere utilizzata per la formazione sulle tecnologie previste dal Piano Nazionale Industria 4.0.

Quindi sui temi:

  • big data e analisi dei dati;
  • cloud e fog computing;
  • cyber security;
  • sistemi cyber-fisici;
  • prototipazione rapida;
  • sistemi di visualizzazione e realtà aumentata;
  • robotica avanzata e collaborativa;
  • interfaccia uomo macchina;
  • manifattura additiva;
  • internet delle cose e delle macchine;
  • integrazione digitale dei processi aziendali.

Le attività formative dovranno riguardare i seguenti ambiti:

– vendita e marketing;

– informatica e tecniche;

– tecnologie di produzione.

Non possono essere agevolate le  attività di formazione ordinaria o periodica che l’impresa organizza per conformarsi alla normativa vigente in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, di protezione dell’ambiente e ad ogni altra normativa obbligatoria in materia di formazione.

AGEVOLAZIONE

Credito imposta calcolato sul costo aziendale del personale dipendente impegnato nelle attività di formazione.

50% delle spese sostenute per le Piccole Imprese con un massimo di 300’000 euro annui

40% delle spese sostenute per le Medie Imprese con un massimo di 250’000 euro annui

30% delle spese sostenute per le Grandi Imprese con un massimo di 250’000 euro annui

60% delle spese sostenute nel caso in cui i destinatari delle attività di formazione ammissibili rientrino nelle categorie dei lavoratori dipendenti svantaggiati o molto svantaggiati

SCADENZA  

L’agevolazione è riferita alle spese sostenute nel corso del 2020

MODALITA’ APPLICATIVE

E’ necessaria una comunicazione al Ministero dello sviluppo economico

Deve essere rilasciata a ciascun dipendente l’attestazione dell’effettiva partecipazione alle attività formative agevolabili, con indicazione dell’ambito o degli ambiti aziendali individuati.

L’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la corrispondenza delle stesse alla documentazione contabile predisposta dall’impresa devono risultare da apposita certificazione rilasciata da un revisione legale dei conti

Le imprese beneficiarie del credito d’imposta sono tenute a conservare una relazione che illustri le modalità organizzative e i contenuti delle attività di formazione svolte.

SOGGETTI ABILITATI ALL’EROGAZIONE DELLA FORMAZIONE 

Possono erogare la formazione “industria 4.0” i seguenti soggetti:

  • Soggetti accreditati per lo svolgimento di attività di formazione finanziata presso la regione o provincia autonoma in cui l’impresa ha la sede legale o la sede operativa
  • Università, pubbliche o private o a strutture ad esse collegate
  • Istituti tecnici superiori
  • Soggetti accreditati presso i fondi interprofessionali secondo il regolamento CE 68/01 della Commissione del 12 gennaio 2001
  • Soggetti in possesso della certificazione di qualità in base alla norma Uni En ISO 9001:2000 settore EA 37.
  • Personale dipendente

Variazioni per gli anni 2021-2022

Prevista una proroga fino al 31 dicembre 2022 e, per rafforzare l’interesse sullo strumento, un ampliamento delle spese ammissibili che includeranno il costo dei formatori ed eventuali altri costi connessi alla formazione. In particolare, le spese ammissibili dovrebbero comprendere:

  • Spese per il personale relative ai formatori per le ore di partecipazione alla formazione;
  • I costi di esercizio relativi a formatori e partecipanti alla formazione direttamente commessi al progetto di formazione (es. spese di viaggio, materiali, forniture, ecc.)
  • Costi dei servizi di consulenza relativi al progetto di formazione;
  • Spese per il personale relative ai partecipanti alla formazione e le spese generali indirette (es. spese amministrative, locazione, spese generali) per le ore durante le quali i partecipanti hanno seguito la formazione.

Novità in vista anche per l’incentivo meno “amato dagli Italiani”, cioè il credito d’imposta per la cosiddetta Formazione 4.0.

Al momento la misura copre, con aliquote differenziate comprese tra il 30% e il 50% a seconda delle dimensioni aziendali, il costo orario della manodopera occupata nei percorsi di formazione. Per esempio, una piccola impresa che organizza un corso da 20 ore per tre dipendenti il cui costo orario è pari a 20 euro l’ora riceve un credito d’imposta di 600 euro (3 x 20 x 20 x 50%).

Documenti

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COME POSSIAMO ASSISTERTI

Si tratta di una norma di tipo automatico per la quale sono previsti degli adempimenti. Per poter affrontare questi adempimenti con la necessaria tranquillità occorrono competenze specifiche.

In particolare possiamo affiancarti nelle seguenti fasi:

STRUTTURAZIONE DI UN PIANO DI FORMAZIONE
Grazie alla competenza maturata negli anni con i nostri partner accreditati per la formazione in ambito regionale, possiamo aiutarti nello strutturare il piano di formazione Industria 4.0 e a reperire i docenti più adeguati al progetto da sviluppare.

RENDICONTAZIONE DELLE SPESE SOSTENUTE
Per poter rendicontare le spese relative al personale dipendente impegnato nella formazione è necessario predisporre tutta una serie di informazioni riepilogative che consentano di calcolare il beneficio previsto.

CERTIFICAZIONE DA PARTE DI UN REVISORE LEGALE
La norma prevede che le spese siano certificate da un revisore legale indipendente dall’azienda.

La novità sarebbe che tra i costi ammissibili, come richiesto a più riprese dagli imprenditori, siano incluse anche le spese dirette (leggasi il costo dei formatori ed eventuali spese connesse, ad esempio l’affitto del locale o di attrezzature strettamente necessarie) e non solo il costo orario dei dipendenti in formazione 

Il credito d’imposta per la formazione 4.0 trova l’allargamento delle spese ammissibili. Il nuovo piano 4.0 prevede l’introduzione tra i costi ammissibili, oltre al costo dei dipendenti in formazione o docenti, di altre spese che sono dirette per la formazione dei dipendenti e degli imprenditori.

Le novità, in questo caso, sono riconosciute nell’ambito del biennio interessato dalle nuove misure (2021 e 2022).


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che consiste nell’analizzare il possesso da parte dell’azienda dei principali requisiti.

PROGETTIAMO, PREPARIAMO ed INOLTRIAMO

 la modulistica prevista.

ASSISTIAMO l’azienda 

in tutti i passaggi formali  previsti e necessari, la cui condizione  necessaria e imprescindibile per il successo dell’operazione.

SUPPORTIAMO l’azienda 

nella fase di rendicontazione e controllo ex post.

RESTIAMO AL FIANCO dell’azienda 

per qualsiasi controllo ex post.

Pagamento esclusivamente“Success Fee”


RAMSES GROUP

Dott. Alfredo Castiglione – Tributarista – Revisore Legale
Presidente RAMSES GROUP
cell 335 7141926 castiglione@ramsesgroup.it

Dott.ssa Lucia Di Paolo – Commercialista – Revisore Legale
Direttore RAMSES GROUP
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RAMSES GROUP ha sede a Pescara, in Via G. Parini n. 21
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