CONTRATTI DI SVILUPPO INVITALIA: contributi per investimenti strategici

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AGGIORNAMENTI CONTRATTI DI SVILUPPO PER PROGRAMMI TURISTICI

AGGIORNAMENTI CONTRATTI DI SVILUPPO IMPRESE AGROINDUSTRIALI 

AGGIORNAMENTI CONTRATTI DI SVILUPPO FILIERE VITIVINICOLE 

Cosa sono i contratti di sviluppo e come accedere ai finanziamenti e contributi a fondo perduto del MISE per i grandi investimenti


CONTRATTI DI SVILUPPO

SETTORE TURISTICO

AGROALIMENTARE

INDUSTRIALE

TUTELA AMBIENTALE

RICERCA E SVILUPPO

IL PRINCIPALE STRUMENTO DI POLITICA INDUSTRIALE DEDICATO DAL MISE AGLI INVESTIMENTI STRATEGICI E INNOVATIVI DI GRANDI DIMENSIONI NEL SETTORE INDUSTRIALE, AGROALIMENTARE, TURISTICO E DI TUTELA AMBIENTALE, RICERCA E SVILUPPO

RAMSES GROUP mette a disposizione la propria esperienza  per garantire alle imprese che innovano una copertura a carico dello Stato fino al 75% dei loro investimenti.

A CHI SI RIVOLGE 

Tutte le imprese (piccole, medie, grandi) in forma singola o in forma congiunta (come aderenti a un Contratto di sviluppo o come Contratto di rete). 

DOVE 

–su tutto il territorio italiano, nel caso di investimenti proposti da piccole e medie imprese;

 –solo nelle aree inserite nella Carta degli Aiuti a finalità regionale, nel caso di investimenti proposti da grandi imprese;

 –su tutto il territorio italiano, nel caso di programmi di sviluppo per la tutela ambientale o nel settore agroalimentare

PROGETTI AMMISSIBILI 

–Creazione di una nuova unità produttiva. Ampliamento della capacità produttiva di uno stabilimento esistente. 

–Riconversione di un’unità produttiva esistente (diversificazione della produzione). 

–Ristrutturazione di un’unità produttiva esistente (cambiamento fondamentale del processo produttivo). 

–Acquisizione di un’unità produttiva esistente ubicata in area di crisi.

SPESE AMMISSIBILI 

–Acquisto del suolo aziendale e le sue sistemazioni (nel limite del 10% dell’importo dell’investimento in attivi materiali). 

–Opere murarie e assimilate (nel limite del 40% degli investimenti ammissibili se si tratta di un programma di sviluppo industriale, nel limite del 70% se nel settore turistico). 

–Infrastrutture specifiche aziendali.

 –Macchinari, impianti e attrezzature, nuovi di fabbrica.

 –Programmi informatici, brevetti e licenze. 

–Consulenze connesse al progetto, nella misura massima del 4% (progettazioni ingegneristiche, direzione lavori, collaudi di legge, studi di fattibilità economico-finanziaria e di valutazione di impatto ambientale, certificazioni di qualità e ambientali).

SPESE AMMISSIBILI PER PROGETTI DI RICERCA 

È possibile anche collegare progetti di ricerca all’investimento, includendo i seguenti costi: 

–personale interno o esterno (ricercatori, personale tecnico, personale impegnato in attività di supporto alla ricerca e sviluppo); 

–impianti e macchinari, anche di laboratorio, utilizzati nelle attività di ricerca e per la durata del progetto; 

–ricerca contrattualizzata, conoscenze tecniche e brevetti acquistati o presi in licenza da operatori terzi a prezzi di mercato; 

–servizi di consulenza finalizzati esclusivamente alle attività di ricerca;

–spese generali e altri costi operativi, compresi costi dei materiali, forniture e prodotti simili, sostenuti direttamente a seguito dell’attività di ricerca. 

Il contributo a fondo perduto arriva fino all’80%, cumulabile con il credito di imposta ricerca e sviluppo.

AGEVOLAZIONI: PREVISTE EROGAZIONI A SAL E ANTICIPAZIONI 

Le agevolazioni sono erogate per stati di avanzamento lavori a fronte di titoli di spesa quietanzati non inferiori al 20% dell’investimento ammesso. 

La prima erogazione può avvenire anche in anticipazione, nel limite del 30% delle agevolazioni concesse, previa presentazione di fideiussione bancaria o di polizza assicurativa. Le erogazioni avvengono entro 30 giorni dalla presentazione dell’istanza.

EROGAZIONI SENZA GARANZIE ACCESSORIE 

Sono richieste solo le seguenti garanzie: 

–per il finanziamento agevolato: garanzia ipotecaria sui beni aziendali o di terzi con rapporto 1:1;

 –per il contributo a fondo perduto: nessuna garanzia

CORSIA PREFERENZIALE FAST TRACK

 La procedura Fast Track consente di saltare il protocollo e di avere tempi brevissimi di istruttoria, e di avere una corsia preferenziale per le risorse in caso di: 

–importo complessivo superiore a 50 milioni, per programmi industriali, turistici o di tutela ambientale; 

–importo complessivo superiore a 20 milioni, per programmi nel settore agroalimentare; 

Devono presentare inoltre uno dei seguenti requisiti, quali: 

–importante ricaduta occupazionale; 

–coinvolgimento di capitali esteri;

–investimenti innovativi conformi al Piano nazionale “Impresa 4.0”.


SCHEDA DETTAGLIATA


Di seguito sono riportate le indicazioni relative alle caratteristiche principali dello strumento “Contratti di sviluppo”:

Soggetti beneficiariIl Contratto di Sviluppo è rivolto alle imprese, italiane ed estere di qualsiasi dimensione. I destinatari delle agevolazioni sono:
– l’impresa proponente, che promuove l’iniziativa imprenditoriale ed è responsabile della coerenza tecnica ed economica del Contratto di Sviluppo
– le eventuali imprese aderenti, che realizzano progetti di investimento nell’ambito del suddetto Contratto di Svilupppo
– i soggetti partecipanti agli eventuali progetti di ricerca, e sviluppo e innovazione.
L’impresa proponente è l’interlocutore formale nei confronti di Invitalia, anche per conto delle aziende aderenti. Il contratto di sviluppo potrà inoltre essere realizzato da più soggetti in forma congiunta tramite lo strumento del contratto di rete di cui alla legge 9 aprile 2009, n. 33. In tal caso l’organo comune appositamente nominato agisce come mandatario dei partecipanti al contratto e assume in carico tutti gli adempimenti nei confronti di Invitalia.
Entità investimento minimoL’investimento complessivo minimo richiesto è di 20 milioni di euro.
La soglia di accesso per i programmi di sviluppo è ridotta a 7,5 milioni di euro per lo sviluppo di:
– attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricolia
– attività turistiche relativamente a programmi di investimento che prevedono interventi da realizzare nelle aree interne del Paese ovvero il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse.
Nel caso in cui il programma di sviluppo sia realizzato da più soggetti in forma congiunta tramite lo strumento del contratto di rete, i limiti minimi degli investimenti previsti sono applicati unitariamente, con riferimento agli investimenti della rete nel suo complesso, e non si applicano i limiti riferiti ai progetti d’investimento del soggetto proponente e dei soggetti aderenti.
Programmi di investimento ammissibiliLa proposta di contratto di sviluppo è composto da uno o più progetti di investimento e da eventuali progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, connessi e funzionali tra loro e può avere ad oggetto uno dei seguenti programmi:

Condizioni:
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Programma di sviluppo  industriale
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Deve riguardare un’iniziativa imprenditoriale finalizzata alla produzione di beni e/o servizi, per la cui realizzazione sono necessari uno o più progetti d’investimento ed, eventualmente, progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, strettamente connessi e funzionali tra di loro in relazione ai prodotti e servizi finali.
– nei settori manifatturiero, estrattivo, trasporti e della fornitura di energia (salvo i divieti e le limitazioni previste dalle normative UE)
– in alcune attività di gestione dei rifiuti e risanamento
– in alcune attività di servizio, informazione e comunicazione come call center, vigilanza privata, servizi delle agenzie di viaggio ecc.

Relativamente ai settori del carbone, della costruzione navale, dei trasporti e della produzione e distribuzione di energia, risulteranno ammissibili esclusivamente progetti presentati da PMI. Eventuali progetti presentati da Grandi Imprese saranno soggetti ad obbligo di notifica alla Commissione Europea.
I progetti d’investimento del soggetto proponente, a parte eventuali progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, devono prevedere:
– spese ammissibili di importo complessivo non inferiore a 10 milioni di euro ovvero 3 milioni di euro se il programma riguarda esclusivamente attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e l’importo di ciascun progetto dei soggetti aderenti non può essere inferiore a 1,5 milioni di euro.

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Programma di sviluppo  per la tutela ambientale
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Deve riguardare un’iniziativa imprenditoriale finalizzata alla salvaguardia dell’ambiente, per la cui realizzazione sono necessari uno o più progetti per la tutela ambientale, ed, eventualmente, progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, strettamente connessi e funzionali tra di loro in relazione all’obiettivo di salvaguardia ambientale del programma.

Il Contratto di Sviluppo per la TUTELA AMBIENTALE finanzia progetti:
– per innalzare il livello di tutela ambientale dell’impresa proponente oltre le soglie fissate dalla normativa comunitaria vigente o in assenza di specifica normativa comunitaria
– per anticipare l’adeguamento a nuove norme dell’unione, non ancora in vigore, che innalzano il livello di tutela ambientale
– per consentire maggiore efficienza energetica
– per realizzare impianti di cogenerazione ad alto rendimento
– per realizzare attività di riciclaggio e riutilizzo di rifiuti (limitatamente ai rifiuti speciali di origine industriale e commerciale).

Fermo restando il rispetto dell’importo complessivo del programma di sviluppo (20 milioni di euro ridotto a 7,5 milioni di euro per attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli), i progetti d’investimento del soggetto proponente, a parte eventuali progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, devono prevedere:
– spese ammissibili di importo complessivo non inferiore a 10 milioni di euro ovvero 3 milioni di euro se il programma riguarda esclusivamente attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e l’importo di ciascun progetto dei soggetti aderenti non può essere inferiore a 1,5 milioni di euro.

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Programma di sviluppo di attività turistiche
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Deve riguardare un’iniziativa imprenditoriale finalizzata allo sviluppo dell’offerta turistica attraverso il potenziamento e il miglioramento della qualità dell’offerta ricettiva, delle necessarie attività integrative, dei servizi di supporto alla fruizione del prodotto turistico ed, eventualmente, per un importo non superiore al 20 per cento del totale degli investimenti da realizzare, delle attività commerciali, per la cui realizzazione sono necessari uno o più progetti d’investimento, strettamente connessi e funzionali a una migliore fruizione del prodotto turistico e alla caratterizzazione del territorio di riferimento. In considerazione della opportunità di promuovere e privilegiare l’offerta turistica dei territori, è data priorità, mediante assegnazione di adeguati punteggi, ai programmi di sviluppo di attività turistiche localizzati in un territorio univocamente determinato e riferito a comuni tra loro limitrofi ovvero a comuni appartenenti a un unico distretto turistico.

Il Contratto di Sviluppo TURISTICO finanzia progetti di investimento:
– nel settore ricettività e nelle eventuali attività integrative e/o nei servizi di supporto alla fruizione del prodotto turistico. Sono ammissibili anche le correlate attività commerciali complementari (nel limite del 20% degli investimenti da realizzare).

Nel settore turistico NON sono ammissibili progetti di ricerca e sviluppo ma solo progetti di innovazione.

progetti d’investimento del soggetto proponente devono prevedere spese ammissibili di importo complessivo non inferiore a 3 milioni di euro.

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Programma di sviluppo di attività agroindustriali
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Al fine di rafforzare la struttura produttiva agroindustriale e assicurare una produzione alimentare redditizia, le agevolazioni previste possono essere concesse, a favore di imprese di qualsiasi dimensione, per la realizzazione di progetti di investimento nel settore della trasformazione e di commercializzazione dei prodotti agricoli, rientranti nelle seguenti tipologie:
– creazione di una nuova unità produttiva;
– ampliamento della capacità di un’unità produttiva esistente;
– riconversione di un’unità produttiva esistente;
– ristrutturazione di un’unità produttiva esistente.
I progetti devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni o, successivamente alla decisione della Commissione europea sull’aiuto ad hoc. A tal fine per avvio del progetto si intende la data di inizio dei lavori di costruzione oppure la data del primo impegno giuridicamente vincolante ad ordinare attrezzature o di qualsiasi altro impegno che renda irreversibile l’investimento, a seconda di quale condizione si verifichi prima.
I soggetti beneficiari delle agevolazioni sono obbligati ad apportare un contributo finanziario, attraverso risorse proprie ovvero mediante finanziamento esterno, in una forma priva di qualsiasi tipo di sostegno pubblico, pari almeno al 25 del totale delle spese ammissibili.
beni agevolati devono essere mantenuti nell’unità produttiva oggetto del progetto di investimento agevolato per almeno cinque anni, ovvero tre anni nel caso di PMI, dalla data di ultimazione del progetto stesso. Per data di ultimazione si intende la data relativa all’ultimo titolo di spesa ammissibile.
E’, comunque, consentita la sostituzione di impianti o attrezzature obsoleti o guasti entro tale periodo. Le spese ammissibili debbono riferirsi all’acquisto e alla costruzione di immobilizzazioni, come definite dagli articoli 2423 e seguenti del codice civile, nella misura necessaria alle finalità del progetto oggetto della richiesta di agevolazioni. Dette spese riguardano:
a) suolo aziendale e sue sistemazioni, nel limite del 10 per cento dei costi totali ammissibili del progetto d’investimento;
b) opere murarie e assimilate, nel limite del 40 per cento dei costi totali ammissibili del progetto d’investimento;
c) infrastrutture specifiche aziendali;
d) macchinari, impianti e attrezzature varie, nuovi di fabbrica, fino al loro valore di mercato;
e) l’acquisizione o lo sviluppo di programmi informatici e l’acquisizione di brevetti, licenze, diritti d’autore e marchi commerciali;
f) consulenze connesse al progetto d’investimento, nella misura massima del 4 per cento dell’importo complessivo ammissibile del progetto d’investimento. Nel caso di beni acquisiti con il sistema della locazione finanziaria non sono ammissibili i costi connessi al contratto di leasing quali il margine del concedente, i costi di rifinanziamento degli interessi, le spese generali e gli oneri assicurativi.

Non sono ammesse le spese:
– relative a macchinari, impianti e attrezzature usati, al capitale circolante, le spese notarili, le spese relative a imposte, tasse, scorte, nonché all’acquisto di immobili che hanno già beneficiato, nei dieci anni antecedenti la data di presentazione della domanda di agevolazione, di altri aiuti, fatta eccezione per quelli di natura fiscale, salvo i casi di revoca e recupero totale degli aiuti medesimi da parte delle autorità competenti
– relative a commesse interne. Non è, inoltre, ammessa l’IVA sulle spese, salvo nel caso in cui non sia recuperabile a norma della legislazione italiana in materia.

Non sono ammissibili singoli beni di importo inferiore a 500,00 euro, al netto di IVA.
AgevolazioniIl contratto di sviluppo prevede le seguenti agevolazioni finanziarie:
– contributo a fondo perduto in conto impianti
– contributo a fondo perduto alla spesafinanziamento agevolato
– contributo in conto interessi.

La dimensione degli incentivi dipende dalla tipologia di progetto (di investimento o di ricerca, di sviluppo e innovazione), dalla localizzazione dell’iniziativa e dalla dimensione dell’impresa.
Normativa che regola lo strumento:– La Legge di Bilancio 2021 (art. 1 commi da 85 a 87) ha introdotto specifiche disposizioni finalizzate a sostenere il settore turistico facilitando, per determinate categorie di investimenti, l’accesso allo strumento agevolativo e l’integrazione settoriale. In particolare, la soglia di accesso per i programmi di sviluppo di attività turistiche, ordinariamente pari a 20 milioni di euro, è stata ridotta a 7,5 milioni di euro per i programmi di investimento che prevedono interventi da realizzare nelle aree interne del Paese ovvero il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse. La medesima disposizione ha, inoltre, stabilito che i programmi di sviluppo riguardanti esclusivamente l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli possono essere accompagnati da investimenti finalizzati alla creazione, alla ristrutturazione e all’ampliamento di strutture idonee alla ricettività e all’accoglienza dell’utente, finalizzati all’erogazione di servizi di ospitalità, connessi alle attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.
– Con decreto ministeriale 13 novembre 2020 sono state introdotte modificazioni e integrazioni al decreto ministeriale 9 dicembre 2014, volte a perseguire una più efficace ed efficiente selezione dei programmi di investimento che possono formare Accordi di programma e Accordi di sviluppo e a introdurre misure di semplificazione delle ordinarie procedure di valutazione e gestione dei programmi di sviluppo, volte a ridurre i tempi di attraversamento e a prevedere semplificazioni e vantaggi operativi alle imprese beneficiarie.
Il Programma di sviluppo oggetto del Contratto può essere di tipo industriale, agroindustriale, turistico o di tutela ambientale. E’ composto da uno o più progetti di investimento e da eventuali progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, connessi e funzionali tra loro. Può prevedere anche la realizzazione di infrastrutture di pubblico interesse.
– Con decreto ministeriale del 23 marzo 2018 si apportano modifiche al decreto ministeriale 9 dicembre 2014, prevedendo che Invitalia, oltre a concedere contributi e finanziamenti, possa assumere, su richiesta del soggetto proponente, anche partecipazioni temporanee e di minoranza nel capitale sociale dell’impresa. L’intervento è ammesso per le sole iniziative ubicate nelle Regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) e in transizione (Abruzzo, Molise e Sardegna) e oggetto di Accordi di programma o di sviluppo finalizzati al rilancio produttivo di stabilimenti industriali di rilevanti dimensioni, altrimenti dismessi o comunque nei quali l’attività produttiva è stata o verrebbe interrotta.
La partecipazione, inoltre, deve essere acquisita, gestita e dismessa dal soggetto gestore nel rispetto delle condizioni previste dal “test dell’operatore in un’economia di mercato”, di cui alla Comunicazione della Commissione (2014/C 19/04), prevedendo l’apporto di risorse finanziarie da parte di investitori privati indipendenti in misura economicamente rilevante, per un ammontare pari almeno al 50% dell’operazione.
In aggiunta all’acquisizione della partecipazione di minoranza, che può essere detenuta per un arco temporale non superiore a 5 anni, Invitalia può realizzare investimenti in quasi equity, compresi i prestiti obbligazionari, rilasciare garanzie o effettuare una combinazione di tali strumenti in favore delle impresa partecipate.
Con Decreto 2 agosto 2017 viene istituito il regime di aiuti dei “contratti di sviluppo agroindustriali“. Con Circolare 24 novembre 2017, n. 183851 vengono forniti alcuni chiarimenti in merito all’applicazione delle nuove disposizioni stabilite dal Decreto 2 agosto 2017 al fine di consentire l’applicazione delle stesse in conformità con il regime di aiuti approvato dalla Commissione europea e ai richiamati Orientamenti per gli aiuti di Stato nel settore agricolo e forestale. In merito all’accesso alle agevolazioni, si rammenta che gli investimenti devono rispettare i requisiti ambientali previsti dai programmi di sviluppo rurale (PSR) delle regioni nei quali sono realizzati; l’Agenzia chiederà quindi un parere alla Regione, richiedendo inoltre, nel caso di progetti di investimento nel settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, la necessità che detto parere riguardi anche la compatibilità del progetto ai requisiti ambientali previsti dai PSR.
Con il decreto ministeriale 8 novembre 2016 sono stateapportate alcune modifiche alle procedure. Due le novità più importanti:
Fast Track: la riduzione dei tempi necessari per ottenere le agevolazioni. Avvio del programma di sviluppo entro 6 mesi dalla determina, completamento del programma di investimenti entro 36 mesi.
Accordo di Sviluppo: l’introduzione di una nuova procedura a favore dei progetti strategici di grandi dimensioni. E’ stata introdotta una specifica procedura per il finanziamento e la valutazione dei programmi di sviluppo di rilevanti dimensioni (investimenti pari o superiori a 50 milioni di euro, ovvero 20 milioni se relativi al settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli), a condizione che i medesimi presentino una particolare rilevanza strategica (valutabile dal significativo impatto occupazionale o dalla capacità di attrazione degli investimenti esteri o dalla coerenza degli investimenti previsti con il piano nazionale Industria 4.0) in relazione al contesto territoriale e al sistema produttivo interessato.
– La procedura è finalizzata alla sottoscrizione tra il Ministero, Invitalia, l’impresa proponente e le eventuali Regioni cofinanziatrici, di Accordi di Sviluppo ed è attivabile su istanza delle imprese proponenti con le modalità indicate nella sezione dedicata del sito web dell’Agenzia.
L’attivazione dell’Accordo di Sviluppo consente una riduzione dei tempi per la valutazione del programma ed un maggior coinvolgimento delle amministrazioni coinvolte.

È altresì previsto dalla normativa di attuazione dello strumento agevolativo che specifici Accordi di Programma, sottoscritti tra il Ministero, le Regioni, gli enti pubblici e le imprese interessati e l’Agenzia, possano destinare una quota parte delle risorse disponibili per l’attuazione di iniziative di rilevante e significativo impatto sulla competitività del sistema produttivo dei territori.

La procedura è attivabile su istanza delle imprese proponenti con le modalità indicate nella sezione dedicata del sito web dell’Agenzia.
– Con il decreto ministeriale 9 giugno 2015 vengono modificati alcuni aspetti attinenti alle fasi di accesso e di erogazione delle agevolazioni.
– Con circolare direttoriale 25 maggio 2015 n. 39257 vengono forniti chiarimenti in merito alla concessione delle agevolazioni a valere sullo strumento dei contratti di sviluppo.
– Con decreto ministeriale 9 dicembre 2014 vengono aggiornate le modalità per l’accesso, la concessione e l’erogazione delle agevolazioni attraverso lo strumento dei contratti di sviluppo in conformità alle nuove norme in materia di aiuti di Stato previste dal regolamento (UE) n. 651/2014.

COSA FA RAMSES GROUP

 Assistenza a 360 gradi: 

–Definizione del programma di investimento e della sua coerenza con le norme agevolative; 

–Presentazione della domanda a Invitalia; 

–Assistenza nella fornitura delle integrazioni; 

–Presenza ai colloqui; 

–Assistenza alla firma dei contratti con lo Stato; 

–Predisposizione dei SAL e rendicontazione delle spese; 

–Assistenza ai controlli e collaudi tecnico-amministrativi.

Ricevi maggiori informazioni da RAMSES GROUP Prenota una call allo 085 9493758 – 3357141926  oppure compila la scheda informativa

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Contratti di Sviluppo: 

pronte le disposizioni di attuazione

Con la direttiva 19 marzo 2021, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 82 del 6 aprile 2021, il Ministero dello Sviluppo economico recante la ”Attuazione delle disposizioni in materia di contratti di sviluppo” provvede a ridefinire le modalità e i criteri per la concessione delle agevolazioni e la realizzazione degli interventi relativi alla semplificazione degli strumenti di attrazione degli investimenti e di sviluppo d’impresa. L’obiettivo è quello di sostenere il settore del turismo, promuovendo la realizzazione di programmi in grado di ridurre il divario socio-economico tra le aree territoriali del Paese e di contribuire a un utilizzo efficiente del patrimonio immobiliare nazionale, nonché di favorire la crescita della catena economica e l’integrazione settoriale.

La legge di Bilancio 2021 (legge n. 178/2020), al fine di sostenere il settore del turismo, promuovendo la realizzazione di programmi in grado di ridurre il divario socio-economico tra le aree territoriali del Paese e di contribuire ad un utilizzo efficiente del patrimonio immobiliare nazionale, nonché di favorire la crescita della catena economica e l’integrazione settoriale prevede che:

a) la soglia di accesso allo strumento agevolativo dei contratti di sviluppo, pari a 20 milioni di euro, è ridotta a 7,5 milioni di euro per i programmi di investimento che prevedono interventi da realizzare nelle aree interne del Paese ovvero il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse. Per i medesimi programmi, l’importo minimo dei progetti d’investimento del proponente è conseguentemente ridotto a 3 milioni di euro;

b) i programmi di sviluppo riguardanti esclusivamente l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli possono essere accompagnati da investimenti finalizzati alla creazione, alla ristrutturazione e all’ampliamento di strutture idonee alla ricettività e all’accoglienza dell’utente, finalizzati all’erogazione di servizi di ospitalità connessi alle attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.

Con la direttiva pubblicata in Gazzetta, il Ministero fornisce a le opportune direttive per perseguire la corretta attuazione delle previsioni della normativa. In particolare, tra l’altro, indica che:

– le aree interne del Paese sono quelle individuate dall’Accordo di partenariato approvato dalla Commissione europea con decisione di esecuzione C(2014) 8021 final del 29 ottobre 2014 e successive modificazioni e integrazioni;

– ai fini della verifica della sussistenza del requisito connesso al recupero e alla riqualificazione di strutture edilizie dismesse, le imprese devono fornire idonea documentazione dalla quale possa essere accertata l’ultima attività esercitata nel sito interessato, la data di dismissione, l’attuale proprietà e lo stato conservativo del sito;

– nel caso di programmi di sviluppo composti da più progetti d’investimento, ciascun progetto deve necessariamente essere ubicato nelle aree interne del Paese o riguardare il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse.

Inoltre:

a) gli investimenti funzionali all’erogazione di servizi di ospitalità devono essere realizzati dai medesimi soggetti, proponente o aderenti, che realizzano i progetti concernenti la trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli;

b) le disposizioni di cui alla lettera a) si applicano anche nel caso in cui il programma di sviluppo sia proposto da più soggetti in forma congiunta tramite lo strumento del contratto di rete; ogni impresa retista deve presentare almeno un progetto di investimento riguardante l’attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli;

c) il progetto di investimento riguardante l’attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli presentato dal soggetto proponente o dall’impresa aderente deve risultare di dimensione significativa rispetto agli investimenti previsti per la ricettività e l’accoglienza proposti dai medesimi soggetti, anche con riferimento agli effetti economici derivanti dalle diverse componenti del progetto di investimento.

Fonte Ipsoa professionalità quotidiana


Contratti di sviluppo: il MISE semplifica le regole e facilita gli investimenti nel TURISMO

Per programmi di investimento nel settore del turismo, sono operative due nuove tipologie di contratti di sviluppo del valore complessivo di 130 milioni di euro. La prima sostiene progetti di sviluppo di attività turistiche da realizzare nelle aree interne o per il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse. Per tali progetti è previsto un limite ridotto di spesa per accedere alle agevolazioni: 7,5 milioni anziché i 20 ordinariamente richiesti. L’altra misura, invece, finanzia programmi di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli che prevedono anche la creazione, la ristrutturazione e l’ampliamento di servizi di ospitalità.

Istituite della legge di Bilancio 2021 (l. n. 178/2020, art. 1, comma da 85 a 87), l’attuazione delle due misure è arrivata con la direttiva 19/03/2021  del Ministro dello Sviluppo Economico, a cui ha fatto seguito l’apertura da parte di Invitalia dello sportello per l’invio delle domande.

Disponibili 130 milioni di euro. All’esaurimento di tali risorse, le istanze saranno esaminate ed accolte, nel rispetto dell’ordine cronologico di presentazione, entro i limiti della dotazione generale dei contratti di sviluppo.

Progetti nel settore turistico

La nuova tipologia di contratti di sviluppo finanzia programmi di investimento nel settore turistico da realizzare nelle aree Interne del Paese o per il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse.

Le aree interne del Paese sono quelle individuate dall’Accordo di partenariato approvato dalla Commissione europea con decisione di esecuzione C(2014) 8021 final del 29 ottobre 2014 e ss.mm.ii.

Caratteristica di tali progetti è un limite ridotto di spesa per accedere alle agevolazioni.

L’importo minimo complessivo degli investimenti ammissibili è infatti fissato a 7,5 milioni di euro, contro i 20 milioni di euro ordinariamente richiesti per gli altri programmi di sviluppo delle attività turistiche.

Più bassa anche la soglia minima di accesso per il soggetto proponente: 3 milioni di euro anziché 5 milioni di euro.

Resta invece confermato a 1,5 milioni di euro, l’importo minimo del progetto delle imprese aderenti.

Il programma di sviluppo può prevedere anche investimenti in attività commerciali (non superiori al 20% degli investimenti complessivamente ammissibili) e progetti di innovazione dell’organizzazione o innovazione di processo strettamente connessi e funzionali a una migliore fruizione del prodotto turistico e alla caratterizzazione del territorio di riferimento.

Le domande di accesso alle agevolazioni devono essere presentate esclusivamente on line, attraverso la piattaforma informatica di Invitalia, soggetto gestore della misura.

Il format per la presentazione della domanda è quello denominato “Contratto sviluppo turistico 7,5 milioni di euro”, disponibile nel sito di Invitalia nella sezione dedicata ai contratti di sviluppo.

Per i programmi di sviluppo che prevedono investimenti per il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse, nella domanda si dovrà comprovare lo “status” di struttura dismessa. In particolare, si dovrà:

– indicare la data di dismissione, l’ultima attività produttiva presente, la proprietà attuale;

– descrivere lo stato conservativo, il vantaggio paesaggistico ambientale legato al recupero delle strutture, i vantaggi paesaggistici e ambientali connessi al recupero delle strutture, ecc..

Nel caso di programmi di sviluppo composti da più progetti d’investimento, ai fini dell’ammissibilità, ciascun progetto deve essere ubicato nelle aree interne del Paese o riguardare il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse.

Progetti di trasformazione dei prodotti agricoli che includono servizi di ospitalità

L’altra nuova tipologia di contratti di sviluppo attivata riguarda programmi di sviluppo che prevedono attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli congiuntamente ad investimenti finalizzati alla creazione, alla ristrutturazione e all’ampliamento di strutture idonee alla ricettività e all’accoglienza dell’utente, finalizzati all’erogazione di servizi di ospitalità connessi alle attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.

Gli investimenti funzionali all’erogazione di servizi di ospitalità devono essere realizzati dai medesimi soggetti, proponente o aderenti, che realizzano i progetti concernenti la trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

Nel caso in cui il programma di sviluppo sia proposto da una rete di impresa, ogni impresa retista deve presentare almeno un progetto di investimento riguardante l’attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.

Gli investimenti concernenti le attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli devono rispettare i seguenti limiti dimensionali:

– investimento minimo complessivo: non inferiore a 7,5 milioni di euro;

– investimento minimo soggetto proponente: non inferiore a 3 milioni di euro;

– investimento minimo soggetto aderente: non inferiore a 1,5 milioni di euro.

Non sono invece previsti limiti minimi per gli investimenti turistici.

Gli investimenti relativi all’attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, tuttavia, deve risultare di dimensione significativa rispetto agli investimenti previsti per la ricettività e l’accoglienza, anche con riferimento agli effetti economici derivanti complessivamente dalle diverse componenti del programma di investimento.

Le domande di accesso alle agevolazioni devono essere presentate esclusivamente on line, attraverso la piattaforma informatica di Invitalia.

Il format per la presentazione della domanda è quello denominato “Proposta contratto sviluppo Tpa con annesso turismo”.

Soggetti beneficiari e agevolazioni

I programmi di sviluppo possono essere realizzati da una o più imprese (italiane o estere) di qualsiasi dimensione, anche mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete.

I soggetti beneficiari delle agevolazioni si distinguono in:

– impresa proponente, che promuove l’iniziativa imprenditoriale ed è responsabile della coerenza tecnica ed economica del contratto di sviluppo;

– eventuali imprese aderenti, ovvero le eventuali altre imprese che realizzano progetti di investimento nell’ambito del programma di sviluppo.

Le agevolazioni sono concesse nelle seguenti forme, anche in combinazione tra loro:

– finanziamento agevolato, nei limiti del 75% delle spese ammissibili;

– contributo in conto interessi;

– contributo in conto impianti;

– contributo diretto alla spesa.

Contratti di sviluppo in sintesi

Programmi di sviluppo delle attività turistiche che riguardano le aree interne del Paese o il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse– Investimento minimo complessivo: non inferiore a 7,5 milioni di euro – investimento minimo soggetto proponente: non inferiore a 3 milioni di euro – investimento minimo soggetto aderente: non inferiore a 1,5 milioni di euro
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– Format per la presentazione della domanda “Contratto sviluppo turistico 7,5 milioni di euro”
Programmi di sviluppo riguardanti attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli accompagnati da investimenti finalizzati alla creazione, alla ristrutturazione e all’ampliamento di strutture idonee all’erogazione di servizi di ospitalità– investimento minimo complessivo: non inferiore a 7,5 milioni di euro – investimento minimo soggetto proponente: non inferiore a 3 milioni di euro – investimento minimo soggetto aderente: non inferiore a 1,5 milioni di euro. Non sono previsti limiti minimi per gli investimenti turistici.
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– Format per la presentazione della domanda “Proposta contratto sviluppo Tpa con annesso turismo”

Fonte Ipsoa professionalità quotidiana


Contratti di Sviluppo:  programmi di investimento nel settore TURISMO

Con la Direttiva MISE del 19 marzo 2021 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 6 aprile 2021) si rendono disponibili 130 milioni per rafforzare e sviluppare nuovi investimenti nel settore del turismo e valorizzare il sistema di ricettività e ospitalità connesso al settore della trasformazione dei prodotti agricoli.

La soglia di accesso ai contratti di sviluppo nel settore del turismo scende da 20 a 7,5 milioni di euro (e l’importo minimo del progetto d’investimento del proponente si riduce a 3 milioni di euro) per i programmi di investimento da realizzare nelle aree interne del Paese o per il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse

È previsto, inoltre, l’utilizzo delle risorse della Direttiva per i programmi di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli uniti ad investimenti per la creazione, la ristrutturazione e l’ampliamento di strutture idonee alla ricettività e all’accoglienza dell’utente (servizi di ospitalità). 

Requisito connesso al recupero e riqualificazione delle strutture edilizie dismesse

Per i programmi di sviluppo che prevedono investimenti per il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse è prevista la verifica di:

– ultima attività esercitata nel sito interessato;

– data di dismissione;

– attuale proprietà e lo stato conservativo del sito.

Per i programmi di sviluppo che prevedono più di un progetto di investimento, ogni progetto deve essere realizzato in una delle Aree Interne o deve prevedere il recupero e la riqualificazione di strutture dismesse

Requisito per le attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli con gli investimenti legati ai servizi di ospitalità:

  • coincidenza dei soggetti proponenti o aderenti per la realizzazione dei servizi di ospitalità e quelli per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.
  • dimensione significativa del programma di investimento riguardante l’attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli rispetto agli investimenti previsti per la ricettività e l’accoglienza.

CONTRATTO DI SVILUPPO INVITALIA

Cos’è

Con il Contratto di Sviluppo Invitalia sostiene gli investimenti di grandi dimensioni nel settore industriale, turistico e di tutela ambientale.

L’investimento complessivo minimo richiesto è di 20 milioni di euro. Solo per attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli si riduce a 7,5 milioni di euro. 

Sono previste procedure di Fast TrackAccordo di Sviluppo e Accordo di Programma, procedure a favore dei progetti strategici di grandi dimensioni e di significativo impatto sul sistema produttivo.

La direttiva Mise del 15 aprile 2020 stanzia, per le nuove procedure Fast Track, fondi dedicati alle imprese che facciano domanda per richiedere gli incentivi del Contratto di Sviluppo presentando progetti nell’ambito della green economy (sostenibilità ambientale ed economia circolare) e nel settore biomedicale e della telemedicina (rafforzamento del sistema nazionale di produzione di dispositivi, tecnologie e servizi di prevenzione delle emergenze sanitarie).

Novità

In un’ottica di accelerazione e semplificazione delle procedure, il decreto ministeriale 13 novembre 2020 introduce modifiche alla disciplina in materia dei Contratti di sviluppo, Accordi di programma e Accordi di sviluppo, di cui al decreto ministeriale 9 dicembre 2014

Il decreto è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 40 del 17 febbraio 2020

A chi è destinato

Il Contratto di Sviluppo è rivolto alle imprese italiane ed estere.

I destinatari delle agevolazioni sono:

  • l’impresa proponente, che promuove l’iniziativa imprenditoriale ed è responsabile della coerenza tecnica ed economica del Contratto
  • le eventuali imprese aderenti, che realizzano progetti di investimento nell’ambito del suddetto Contratto di Sviluppo
  • soggetti partecipanti agli eventuali progetti di ricerca, sviluppo e innovazione.

L’impresa proponente è l’interlocutore formale nei confronti di Invitalia, anche per conto delle aziende aderenti.

Il contratto di sviluppo può inoltre essere realizzato da più soggetti in forma congiunta con il contratto di rete (legge 33 del 9 aprile 2009). In tal caso l’organo comune, appositamente nominato, agisce come mandatario dei partecipanti al Contratto e assume in carico tutti gli adempimenti nei confronti di Invitalia. 

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM 2 agosto 2017 che, ad integrazione di quanto già previsto dal DM 9.12.2104, recepisce il nuovo regime dei ”Contratti di Sviluppo agroalimentari” – adottato dalla Commissione Europea in data 9 giugno 2017 – per le imprese che intendano realizzare programmi di sviluppo relativi al settore della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli

Cosa finanzia

Il Programma di sviluppo oggetto del Contratto può essere di tipo industriale, turistico o di tutela ambientale.

E’ composto da uno o più progetti di investimento e da eventuali progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, connessi e funzionali tra loro.

Può prevedere anche la realizzazione di infrastrutture di pubblico interesse.

Cosa si può fare

Il Contratto di Sviluppo prevede le seguenti agevolazioni finanziarie:

  • contributo a fondo perduto in conto impianti
  • contributo a fondo perduto alla spesa
  • finanziamento agevolato
  • contributo in conto interessi.

L’entità degli incentivi dipende dalla tipologia di progetto (di investimento o di ricerca, di sviluppo e innovazione), dalla localizzazione dell’iniziativa e dalla dimensione di impresa. Gli incentivi sono diversi per i progetti a finalità ambientale.

Per saperne di più

Accordo di Sviluppo

Per i programmi di grandi dimensioni, che rivestono una particolare rilevanza strategica, è attiva una specifica procedura, l’Accordo di Sviluppo, che implica una corsia preferenziale per le risorse, una riduzione dei tempi e un maggior coinvolgimento delle amministrazioni coinvolte.

Progetti di grandi dimensioni sono quelli che prevedono investimenti ammissibili per almeno € 50 milioni ( € 20 milioni per il settore della trasformazione dei prodotti agricoli).

Con la nuova normativa, la rilevanza strategica di un progetto si riscontra se il programma di investimenti presenta almeno due dei seguenti elementi distintivi:

  • significativo impatto occupazionale, inteso come creazione di nuovi posti di lavoro
  • capacità di attrazione degli investimenti esteri
  • coerenza con le direttrici di Industria 4.0
  • rilevante impatto ambientale.

Per il settore della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, è necessario, inoltre, che il progetto presentato riceva una valutazione positiva sul potenziale impatto diretto e indiretto sulla filiera allargata a livello regionale e/o nazionale.

Gli Accordi di sviluppo godono di una corsia preferenziale con priorità nella prenotazione delle risorse e nei tempi di valutazione e di attuazione: i tempi di istruttoria scendono da 120 a 90 giorni.

L’accordo si attiva su richiesta delle imprese proponenti, con invio del modulo:

–  nella fase di presentazione del contratto di sviluppo direttamente sulla piattaforma informatica

– o in una fase successiva con l’invio alla casella PEC cds2015@pec.invitalia.it. In questo caso, si ricorda di specificare, nell’oggetto della mail, il numero di protocollo generato dalla piattaforma informatica al momento della presentazione della domanda relativa al contratto di sviluppo.

Se la verifica ha esito positivo (per sussistenza della rilevanza strategica e ammissibilità del progetto d’investimento), Invitalia avvia la procedura con comunicazione al Ministero dello Sviluppo economico per il perfezionamento dell’Accordo di Sviluppo.

In assenza delle caratteristiche di rilevanza strategica e ammissibilità del progetto, le domande di finanziamento saranno esaminate in ordine cronologico.

Guarda anche come funziona il Fast Track

Accordo di Programma

Nuove procedure per l’attivazione e presentazione delle domande

Per gli investimenti di rilevante e significativo impatto sulla competitività del sistema produttivo dei territori, il Ministero dello Sviluppo Economico ha definito la procedura per l’attivazione degli Accordi di programma (sottoscritti da Ministero, Invitalia, Regioni, enti pubblici e imprese), alle quali sono destinate una parte delle risorse disponibili.

Cambiano i criteri per valutare il “rilevante e significativo impatto” dei progetti di investimento presentati:

Il primo criterio è la localizzazione del progetto di investimento: se proposto in un’area di crisi è possibile attivare l’accordo di programma.

In alternativa la nuova normativa richiede che il progetto di investimento preveda almeno due dei seguenti requisiti:

  • localizzazione del programma in un’area con un elevato tasso di disoccupazione
  • recupero o riqualificazione di strutture dismesse o sottoutilizzate
  • rilevanti innovazioni di prodotto o di processo
  • rilevante presenza sui mercati esteri
  • sviluppo del programma all’interno di un distretto turistico con proposte di destagionalizzazione dei flussi per stabilizzare l’offerta turistica

Per il settore della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, è necessario che il progetto presentato riceva una valutazione positiva sul potenziale impatto diretto e indiretto sulla filiera allargata a livello regionale e/o nazionale.

Presentazione della domanda

L’accordo si attiva su richiesta delle imprese proponenti, con invio del modulo :

–  nella fase di presentazione del contratto di sviluppo direttamente sulla piattaforma informatica

– o in una fase successiva con l’invio alla casella PEC cds2015@pec.invitalia.it . In questo caso, si ricorda di specificare, nell’oggetto della mail, il numero di protocollo generato dalla piattaforma informatica al momento della presentazione della domanda relativa al contratto di sviluppo.

Le imprese devono allegare alla domanda un’attestazione della Regione o degli enti pubblici interessati sulla loro disponibilità a partecipare al cofinanziamento dell’iniziativa, condizione necessaria per la sottoscrizione dell’Accordo di Programma.

Se la verifica ha esito positivo, Invitalia avvia la procedura e informa il Ministero dello Sviluppo Economico e le Amministrazioni coinvolte per il perfezionamento dell’Accordo di programma.

In assenza del cofinanziamento regionale e della conseguente stipula dell’Accordo di programma, le domande di finanziamento saranno esaminate in ordine cronologico.

Contratto di Sviluppo per la tutela ambientale

Cos’è

 Il Contratto di Sviluppo per i programmi di tutela ambientale nasce per favorire le imprese che vogliono realizzare investimenti per ridurre i consumi energetici e le emissioni di gas che alterano il clima (Asse IV PON Imprese e Competitività 2014-2020).

L’investimento minimo è di 20 milioni di euro (7,5 milioni di euro per le attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli) e può essere realizzato nelle regioni Basilicata, Campania, Calabria, Puglia  e Sicilia.

Non sono agevolabili i progetti di ricerca, sviluppo e innovazione.

Le risorse disponibili sono pari a 100 milioni di euro.

È rivolto a tutte le imprese che:

  • vogliono realizzare programmi di sviluppo nei settori energivori (vedi allegato al DM 7 dicembre 2016

             oppure

  • risultano qualificabili come a forte consumo di energia e sono presenti nell’elenco della Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA) alla data di presentazione della richiesta e fino alla concessione delle agevolazioni 

N.B. Sono previste limitazioni settoriali per investimenti finalizzati a conseguire una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Per approfondimenti consulta la Circolare MISE n. 45207 del 12 maggio 2017 e i suoi due allegati: allegato I e allegato II

 

Tipologia di finanziamento

  • contributo a fondo perduto in conto impianti
  • contributo a fondo perduto alla spesa
  • finanziamento agevolato
  • contributo in conto interessi

L’entità degli incentivi dipende dalla tipologia di progetto, dalla localizzazione dell’iniziativa e dalla dimensione di impresa.

Scarica il quadro sinottico

Fonte INVITALIA


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