INCENTIVI CON CONTRATTI DI SVILUPPO PER RINNOVABILI E BATTERIE E IMPRESE DI FILIERA — DOMANDE AL VIA a partire dall’11 aprile e fino all’11 luglio 2022

wind turbine surrounded by grass

RAMSES GROUP NEWS n. 318 – 26 aprile 2022

 1—RINNOVABILI E BATTERIE

Il primo decreto (bando da un miliardo) rende attuativo l’investimento 5.1 del PNRR, “RINNOVABILI E BATTERIE “, (Misura M2C2) finanziando progetti per il fotovoltaico (400 milioni), eolico (100 milioni) e batterie (500 milioni). Domande dall’11 aprile all’11 luglio

A partire dall’11 aprile 2022 e fino all’11 luglio 2022 è possibile presentare le domande per i nuovi contratti di sviluppo rinnovabili e batterie. Le proposte devono avere ad oggetto la realizzazione di programmi di sviluppo concernenti settori produttivi connessi alle tecnologie per la generazione di energia da fonti rinnovabili, con particolare riferimento a moduli fotovoltaici innovativi e aerogeneratori di nuova generazione e taglia medio-grande e per l’accumulo elettrochimico. Le risorse totali disponibili ammontano a un miliardo di euro. Le domande saranno valutate da Invitalia nel rispetto dell’ordine cronologico di presentazione, riconoscendo priorità all’idoneità dei programmi industriali a sviluppare, consolidare e rafforzare le catene del valore nazionali nel settore delle rinnovabili e delle batterie.

Tre mesi di tempo per presentare le domande per i nuovi contratti di sviluppo rinnovabili e batterie.

L’invio delle proposte da parte delle imprese interessate è infatti possibile a partire dall’11 aprile fino all’11 luglio 2022.

Le istanze di accesso devono compilate e trasmesse online, sulla piattaforma di Invitalia.

Risorse finanziarie

Le risorse complessivamente a disposizione dell’intervento – previsto dal PNRR, Missione 2, Componente 2, Investimento 5.1 – ammontano a un miliardo di euro, di cui:

– 400.000.000 euro per il sub-investimento 5.1.1 “Tecnologia PV”;

– 100.000.000 euro per il sub-investimento 5.1.2 “Industria eolica”;

– 500.000.000 euro per il sub-investimento 5.1.3 “Settore batterie”.

Il 40% delle risorse è destinato al finanziamento di progetti da realizzare nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Programmi finanziabili

I progetti presentati devono riguardare programmi di sviluppo concernenti settori produttivi connessi alle tecnologie per la generazione di energia da fonti rinnovabili, in particolare:

– moduli fotovoltaici innovativi (sub-investimento 5.1.1 “Tecnologia PV”);

– aerogeneratori di nuova generazione e taglia medio-grande (sub-investimento 5.1.2 “Industria eolica”);

– accumulo elettrochimico (sub-investimento 5.1.3 “Settore batterie”).

Il programma di sviluppo deve prevedere la realizzazione, su iniziativa di una o più imprese, di un programma di sviluppo industriale per la cui realizzazione sono necessari uno o più progetti di investimento ed eventualmente, progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, strettamente connessi e funzionali tra di loro.

L’importo complessivo delle spese e dei costi ammissibili degli investimenti oggetto del programma di sviluppo non deve essere inferiore a 20 milioni di euro.

I progetti di investimento devono:

– rispettare il principio DNSH (Do No Significant Harm);

– essere ultimati entro e non oltre il 30 giugno 2026, in coerenza con i vincoli temporali connessi all’utilizzo delle risorse del PNRR (per ultimazione del progetto si intende la data dell’ultimo titolo di spesa richiesto alle agevolazioni).

1–Agevolazioni 

Le agevolazioni sono concesse sotto forma di finanziamento agevolato, contributo in conto interessi, contributo in conto impianti, contributo diretto alla spesa, anche in combinazione tra loro da valutare in sede di negoziazione.

L’eventuale finanziamento agevolato:

– è concesso nel limite massimo del 75% delle spese ammissibili e deve essere assistito da idonee garanzie ipotecarie, bancarie e/o assicurative nel limite dell’importo in linea capitale del finanziamento;

– ha una durata massima di 10 anni (oltre a un periodo di utilizzo e preammortamento commisurato alla durata dello specifico progetto facente parte del programma di sviluppo e, comunque, non superiore a 4 anni) ovvero di 8 anni se viene richiesta l’attivazione della Sezione 3.13 del Quadro Temporaneo (che prevede un’intensità di aiuto non superiore al 15% dei costi ammissibili e l’importo complessivo dell’aiuto fino ad un massimo di 10 milioni di euro per impresa in termini nominali). Tale ultimo regime di sostegno può essere richiesto solo per i programmi di investimento realizzati nelle aree del territorio nazionale diverse da quelle designate come “zone a” dalla Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale 2022-2027 (la sua effettiva applicazione nell’ambito dei Contratti di sviluppo e l’eventuale concessione di tali aiuti, che deve intervenire entro il 31 dicembre 2022, è subordinata all’approvazione da parte della Commissione Europea).

2–Presentazione delle domande

Le domande possono essere presentate a partire dalle ore 12:00 dell’11 aprile 2022 fino alle ore 17.00 dell’11 luglio 2022 sulla piattaforma di Invitalia.

Possono partecipare anche i soggetti che abbiano già presentato a Invitalia domande di contratto di sviluppo che risultano sospese per carenza di risorse finanziarie, a condizione che abbiano ad oggetto programmi di sviluppo coerenti con le finalità della misura e che non risultino avviati antecedentemente alla data del 1° febbraio 2020.

Per tali domande è necessario inviare alla casella PEC cds2015@pec.invitalia il modulo “istanza PNRR rinnovabili e batterie” (disponibile sul sito di Invitalia), con specificazione nell’oggetto della mail, del numero di protocollo generato dalla piattaforma informatica al momento della presentazione della domanda relativa al contratto di sviluppo.

3–Criteri di selezione

Le domande e le istanze saranno valutate da Invitalia nel rispetto dell’ordine cronologico di presentazione riconoscendo priorità all’idoneità dei programmi industriali a sviluppare, consolidare e rafforzare le catene del valore nazionali nel settore delle rinnovabili e delle batterie, anche al fine di preservare la sicurezza e la continuità delle forniture e degli approvvigionamenti, da valutarsi con riferimento alla sussistenza delle seguenti caratteristiche, con preferenza per quelli che ne presentino più di una contestualmente:

– collocazione prevalente nel settore upstream delle filiere;

– contributo fornito all’aumento della capacità di generazione prodotta per le filiere dell’eolico e del fotovoltaico (W/anno) o alla capacità di accumulo per quella delle batterie (Wh/anno);

– presentazione da parte di una pluralità di imprese, rappresentative di diversi settori della filiera;

– presenza di un progetto di ricerca, sviluppo e innovazione nell’ambito del programma presentato.

Sia le domande nuove che le domande già presentate, nel caso in cui non rispondano ai requisiti specifici di ammissibilità previsti dalla misura rientrano nella graduatoria ordinaria dei contratti di sviluppo e sono istruite da Invitalia in base all’ordine cronologico di presentazione.

Risorse disponibili

Le risorse destinate all’attuazione dell’investimento 5.1 “Rinnovabili e batterie” del PNRR finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU, sono pari ad euro 1.000.000.000,00, allocate per l’attuazione dei sub-investimenti di cui al comma 2, come di seguito riportato:

a) 400.000.000,00 euro per il sub-investimento 5.1.1 “Tecnologia PV”;

b) 100.000.000,00 euro per il sub-investimento 5.1.2 “Industria eolica”;

c) 500.000.000,00 euro per il sub-investimento 5.1.3 “Settore batterie”.

Un importo pari ad almeno il 40% delle risorse dell’investimento 5.1 “Rinnovabili e batterie” è destinato al finanziamento di progetti da realizzare nelle regioni:

– Abruzzo;

– Basilicata;

– Calabria;

– Campania;

– Molise;

– Puglia;

– Sardegna;

– Sicilia.

4–Soggetti beneficiari

I contratti di sviluppo possono essere presentati da singole imprese e/o da più imprese italiane ed estere.

I destinatari delle agevolazioni sono:

– l’impresa proponente, che promuove l’iniziativa imprenditoriale ed è responsabile della coerenza tecnica ed economica del contratto;

– le eventuali imprese aderenti, che realizzano progetti di investimento nell’ambito del suddetto contratto di sviluppo;

– i soggetti partecipanti agli eventuali progetti di ricerca, sviluppo e innovazione.

L’impresa proponente è l’interlocutore formale nei confronti di Invitalia, anche per conto delle imprese aderenti.

I contratti di sviluppo possono inoltre essere realizzati da più soggetti in forma congiunta con il contratto di rete (legge n. 33/2009). In tal caso l’organo comune, appositamente nominato, agisce come mandatario dei partecipanti al contratto e assume in carico tutti gli adempimenti nei confronti di Invitalia.

5–Apertura dei termini per la presentazione delle domande di agevolazioni

A partire dalle ore 12.00 del giorno 11 aprile 2022 e fino alle ore 17.00 del giorno 11 luglio 2022 sarà possibile presentare domanda di agevolazioni a valere sulla misura dei contratti di sviluppo di cui all’art. 43, n. 112/2008 per il sostegno di programmi di sviluppo coerenti con le finalità dell’Investimento 5.1, sub-investimenti 5.1.1 “Tecnologia PV”,5.1.2 “Industria eolica”, e 5.1.3 “Settore batterie” del Piano nazionale di ripresa e resilienza, secondo quanto disposto dal decreto del Ministero dello sviluppo economico 27 gennaio 2022. Le domande di agevolazioni dovranno essere presentate all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.A., a pena di invalidità, secondo le modalità ed i modelli indicati nell’apposita sezione dedicata ai contratti di sviluppo del sito internet dell’Agenzia medesima (www.invitalia.it).

6–Intensità delle agevolazioni

Le agevolazioni sono concesse nei limiti delle intensità massime di aiuto previste dai regimi di volta in volta applicabili allo strumento dei contratti di sviluppo e assumono le forme previste dall’articolo 8 del decreto 9 dicembre 2014, anche in combinazione tra loro che prevede:

– contributo a fondo perduto in conto impianti;

– contributo a fondo perduto alla spesa;

– finanziamento agevolato;

– contributo in conto interessi.

L’eventuale finanziamento agevolato è concesso in termini di percentuale nominale rispetto alle spese ammissibili nel limite massimo del 75% e deve essere assistito da idonee garanzie ipotecarie, bancarie e/o assicurative nel limite dell’importo in linea capitale del finanziamento.

Il finanziamento agevolato ha una durata massima di dieci anni oltre a un periodo di utilizzo e preammortamento commisurato alla durata dello specifico progetto facente parte del programma di sviluppo e, comunque, non superiore a quattro anni. Il tasso agevolato di finanziamento è pari al 20 % del tasso di riferimento vigente alla data di concessione delle agevolazioni.

Per quanto concerne i requisiti di accesso allo strumento agevolativo, alle condizioni di ammissibilità dei progetti, alle spese ammissibili il riferimento è sempre il decreto 9 dicembre 2014 che regolamenta i contratti di svilupppo.

2—COMPETITIVITA’ E RESILIENZA DELLE FILIERE PRODUTTIVE 

Il secondo decreto (bando da da 750 milioni) rende attuativo l’investimento 5.2 del PNRR, “ COMPETITIVITA’ E RESILIENZA DELLE FILIERE PRODUTTIVE” (Misura M1C2), riservato alle aziende dei settori automotive, design, moda e arredo, microelettronica e semiconduttori, metallo ed elettromeccanica (60% del plafond), chimica-farmaceutica e agroindustria. Le domande si presentano dall’11 aprile con erogazione a sportello.

Dall’11 aprile 2022 apre lo sportello agevolativo dei nuovi contratti di sviluppo di filiere produttive finanziati dal PNRR. A disposizione 750 milioni di euro, di cui il 40% riservato a progetti da realizzare al Sud. Le domande dovranno avere ad oggetto programmi di sviluppo, realizzati da una o più imprese, concernenti le seguenti filiere produttive, anche emergenti, strategiche per lo sviluppo del sistema Paese: design, moda e arredo; automotive; microelettronica e semiconduttori; metallo ed elettromeccanica; chimico/farmaceutico. L’istanza potrà riferirsi sia a nuove domande che a domande già presentate.

Via libera alle domande per i nuovi contratti di sviluppo di filiere produttive finanziati dal PNRR.

Le proposte possono essere presentate a partire dalle ore 12 dell’11 aprile 2022.

Le risorse totali disponibili ammontano a 750 milioni di euro, di cui il 40% destinato al finanziamento di progetti da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Competitività e resilienza delle filiere produttive

Le risorse destinate all’attuazione dell’investimento 5.2 «Competitività e resilienza delle filiere produttive» del PNRR finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU, sono pari ad euro 750.000.000,00. Il decreto prevede che un importo pari ad almeno il 40% delle predette risorse è destinato al finanziamento di progetti da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Con decreto del direttore generale per gli incentivi alle imprese sarà fissata la data di apertura dello sportello agevolativo dedicato alle domande di Contratto di sviluppo che risultino coerenti con quando definito nel presente decreto. Il predetto sportello sarà aperto:

a) a nuove domande di Contratto di sviluppo;

b) previa presentazione di apposita istanza da parte del soggetto proponente, a domande di Contratto di sviluppo già presentate al soggetto gestore il cui iter agevolativo risulti, alla data della predetta istanza, sospeso per carenza di risorse finanziarie.

Le domande di Contratto di sviluppo devono avere ad oggetto la realizzazione di programmi di sviluppo concernenti filiere produttive, anche emergenti, strategiche per lo sviluppo del sistema Paese. In sede di prima applicazione, sono ritenute strategiche le seguenti filiere:

a) agroindustria;

b) design, moda e arredo;

c) automotive;

d) microelettronica e semiconduttori;

e) metallo ed elettromeccanica;

f) chimico/farmaceutico.

Contratti di Sviluppo

Al fine di sostenere più tangibilmente lo sviluppo delle attività economiche superando gli effetti negativi derivanti dalla crisi connessa al diffondersi della pandemia da COVID-19, colmando il divario di investimenti accumulato dalle imprese a causa della predetta crisi, su richiesta dell’impresa e in relazione ai singoli progetti costituenti i programmi di sviluppo, le agevolazioni previste dal decreto del 9 dicembre 2014 e successive modificazioni e integrazioni, possono essere riconosciute nel rispetto di quanto previsto dalla sezione 3.13 del Quadro temporaneo.

Le agevolazioni possono essere riconosciute ai soli progetti di investimento di cui ai titoli II e IV del decreto 9 dicembre 2014 che rivestono carattere di ecostenibilità.

Il Ministero dello sviluppo economico, con proprio provvedimento, definirà i termini per la presentazione delle domande e potrà fornire le eventuali ulteriori indicazioni necessarie per la corretta attuazione delle disposizioni. Il soggetto gestore provvederà a rendere disponibile sul proprio sito internet la modulistica utile a richiedere l’applicazione delle presenti disposizioni.

Entità e forma dell’agevolazione (valgono  le stesse considerazioni punti  del bando di cui sopra)

Gli investimenti proposti dai soggetti aderenti (ivi compresi i programmi di ricerca, sviluppo e innovazione) devono presentare spese non inferiori a 1,5 milioni di euro.

Le agevolazioni sono concesse nelle seguenti forme, anche in combinazione tra loro:

  • finanziamento agevolato, nei limiti del 75% delle spese ammissibili
  • contributo in conto interessi
  • contributo in conto impianti
  • contributo diretto alla spesa

Risorse disponibili

750.000,00 euro 

Un importo pari ad almeno il 40% delle risorse dell’investimento  è destinato al finanziamento di progetti da realizzare nelle regioni:

– Abruzzo;

– Basilicata;

– Calabria;

– Campania;

– Molise;

– Puglia;

– Sardegna;

– Sicilia.

L’entità delle agevolazioni, nel rispetto dei limiti delle vigenti norme in materia di aiuti di Stato, è determinata sulla base della tipologia di progetto, dalla localizzazione dell’iniziativa e dalla dimensione di impresa, fermo restando che l’ammontare e la forma dei contributi concedibili vengono definiti nell’ambito della fase di negoziazione.

VEDERE ALLEGATI CHE BEN DESCRIVONO IL FUNZIONAMENTO DEI CONTRATTI DI SVILUPPO

Fonte INVITALIA 


APPROFONDIMENTI

DALL’11 APRILE 2022 CONTRATTI DI SVILUPPO SU RINNOVABILI

RAMSES GROUP NEWS n. 310 – 11 aprile 2022

Con 3,1 miliardi di euro il Mise finanzia le filiere produttive e le imprese che investono in fonti rinnovabili e batterie. Per rendere operativi gli interventi di sostegno previsti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) le imprese dovranno aderire ai nuovi contratti di sviluppo, lo strumento agevolativo dedicato al sostegno di programmi di investimento produttivi strategici ed innovativi di grandi dimensioni. Per concorrere alla concessione di finanziamenti agevolati e contributi in conto interessi e a fondo perduto le domande a Invitalia da parte dei soggetti beneficiari dovranno essere presentate a partire dall’11 aprile 2022, come stabilito dai decreti direttoriali Mise del 25 marzo 2022. Invitalia procederà allo svolgimento delle attività istruttorie di competenza nel rispetto dell’ordine cronologico di presentazione delle istanze, tenuto conto delle risorse finanziarie disponibili.

Per essere finanziabili tuttavia gli investimenti non dovranno «arrecare danno all’ambiente», come precisato nella recente circolare Mise n. 120820 del 28 marzo 2022. Il documento di prassi fa infatti riferimento al rispetto del principio elaborato in sede comunitaria «Dnsh» (‘Do no significant harm’, ovvero ‘non arrecare nessun danno significativo’), che dispone stringenti criteri per la valutazione e la finanziabilità degli investimenti agevolabili con Pnrr in termini di tutela ambientale e di sostenibilità.

Il contratto di sviluppo

Il contratto di sviluppo, introdotto nell’ordinamento dal dl 112/2008 rappresenta il principale strumento agevolativo dedicato al sostegno di programmi di investimento produttivi strategici ed innovativi di grandi dimensioni (l’importo complessivo delle spese e dei costi ammissibili alle agevolazioni non deve essere inferiore a 20 milioni di euro).

I programmi di sviluppo possono essere realizzati da una o più imprese, italiane o estere, di qualsiasi dimensione (compatibilmente con i regolamenti comunitari di volta in volta applicabili) e possono altresì essere realizzati in forma congiunta anche mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete.

Nei contratti di sviluppo i soggetti beneficiari delle agevolazioni sono articolati in:

– soggetto proponente, ovvero l’impresa che promuove il programma di sviluppo ed è responsabile della coerenza tecnica ed economica del programma medesimo;

– imprese aderenti, ovvero le eventuali altre imprese che realizzano progetti di investimento nell’ambito del programma di sviluppo.

Fermo restando l’importo delle spese e dei costi ammissibili alle agevolazioni previsto per il complessivo programma di sviluppo, l’iniziativa del soggetto proponente deve prevedere spese ammissibili non inferiori a 10 milioni di euro per quanto riguarda i programmi di sviluppo industriali e per la tutela ambientale.

Filiere produttive

Con d.d. 25 marzo 2022 è stata fissata alle ore 12:00 dell’11 aprile 2022 l’apertura dello sportello per la presentazione delle domande di agevolazioni a valere sulla misura dei contratti di sviluppo per il sostegno di programmi di sviluppo coerenti con le finalità della Misura M1C2 Investimento 5.2 «Competitività e resilienza delle filiere produttive» del Pnrr, secondo quanto disposto dal decreto Mise 13 gennaio 2022.

Le domande da presentare a Invitalia dovranno avere ad oggetto la realizzazione di programmi di sviluppo concernenti le filiere produttive strategiche individuate dal decreto Mise 13 gennaio 2022. A partire dalla stessa data, i soggetti che abbiano già presentato a Invitalia domande di Contratto di sviluppo che risultino, alla medesima data, sospese per carenza di risorse finanziarie potranno presentare istanza di finanziamento di tali domande sulle risorse assegnate all’Investimento 5.2 «Competitività e resilienza delle filiere produttive» del Pnrr, a condizione che abbiano ad oggetto programmi di sviluppo coerenti con le finalità ed i requisiti di cui al decreto 13 gennaio 2022 e che non risultino avviati antecedentemente alla data del 1° febbraio 2020 (modelli nella sezione Contratti di sviluppo del sito Invitalia).

Il sostegno di programmi di sviluppo riguarda le seguenti filiere: agroindustria; design/moda/arredo; microelettronica e semiconduttori; metallo ed elettromeccanica; chimico/farmaceutico.

Rinnovabili e batterie

Con d.d. sono fissati per le ore 12:00 dell’11 aprile 2022 e le ore 17.00 dell’11 luglio 2022 i termini, rispettivamente, di apertura e chiusura dello sportello per la presentazione delle domande di agevolazioni a valere sullo strumento dei Contratti di sviluppo per il sostegno di programmi di spesa coerenti con le finalità della Misura M2C2 Investimento 5.1 «Rinnovabili e batterie» del Pnrr, secondo quanto disposto dal decreto Mise 27 gennaio 2022.

Le domande a Invitalia dovranno avere ad oggetto la realizzazione di programmi di sviluppo concernenti settori produttivi connessi alle tecnologie per la generazione di energia da fonti rinnovabili, con particolare riferimento a moduli fotovoltaici innovativi: sub-investimento 5.1.1 «Tecnologia PV» e aerogeneratori di nuova generazione e taglia medio-grande; sub-investimento 5.1.2 «Industria eolica» e per l’accumulo elettrochimico; sub-investimento 5.1.3 «Settore batterie».

Agevolazioni

Per entrambe le misure le agevolazioni a valere sulle risorse messe a disposizione dei contratti di sviluppo potranno essere concesse nelle seguenti forme, anche in combinazione tra loro:finanziamento agevolato, nei limiti del 75% delle spese ammissibili; contributo in conto interessi; contributo in conto impianti; contributo diretto alla spesa.

L’entità delle agevolazioni sarà determinata sulla base della tipologia di progetto, dalla localizzazione dell’iniziativa e dalla dimensione di impresa, fermo restando che l’ammontare e la forma dei contributi concedibili verranno definiti nell’ambito della fase di negoziazione.

I chiarimenti del Mise. La circolare Mise n. 120820/2022 fornisce indicazioni operative in ordine ai criteri di valutazione e selezione delle proposte progettuali relative allo strumento agevolativo dei contratti di sviluppo finanziati nell’ambito del Pnrr. È previsto il rispetto di una serie di principi trasversali, tra cui quelli in materia ambientale, che si declinano secondo due modalità: tagging climatico/ambientale e principio «non arrecare un danno significativo», meglio noto come «Dnsh» (do no significant harm). Di seguito i sei obiettivi ambientali cui si applica il principio Dnsh: 1. mitigazione dei cambiamenti climatici; 2. adattamento ai cambiamenti climatici; 3. uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine; 4. economia circolare; 5. prevenzione e riduzione dell’inquinamento; 6. protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi.

Il Dnsh e i contratti di sviluppo. Per i contratti di sviluppo, il rispetto del principio «Dnsh» comporta tre fasi:

a) identificazione di settori e attività esclusi;

b) presentazione, da parte dei soggetti proponenti, della seguente documentazione: i. dichiarazione del rispetto della normativa ambientale applicabile, unionale, nazionale, regionale; ii. documentazione attestante il rispetto del principio Dnsh e/o relazione di sostenibilità ambientale;

c) valutazione, da parte del soggetto gestore del rispetto dei sei criteri tassonomici previsti.

Sono esclusi i codici Nace/Ateco1:

05 estrazione di carbone (esclusa torba);

06 estrazione di petrolio greggio e di gas naturale;

07 estrazione di minerali metalliferi;

08.9 estrazione di minerali e prodotti di cava n.c.a (tutta la sezione b. attività estrattiva);

24.46 trattamento dei combustibili nucleari;

09 attività di supporto all’estrazione di petrolio e di gas naturale;

19 fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio;

35.2 produzione di gas; distribuzione di combustibili gassosi mediante condotte; 38.21 trattamento e smaltimento di rifiuti non pericolosi;

38.22 trattamento e smaltimento di rifiuti pericolosi; attività e attivi connessi ai combustibili fossili, compreso l’uso a valle;

attività e attivi nell’ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell’Ue (Ets) che generano emissioni di gas a effetto serra previste non inferiori ai pertinenti parametri di riferimento;

attività e attivi connessi alle discariche di rifiuti, agli inceneritori e agli impianti di trattamento meccanico biologico; attività e attivi nel cui ambito lo smaltimento a lungo termine dei rifiuti potrebbe causare un danno all’ambiente.

Fonte Italia oggi

Ministero dello Sviluppo Economico, decreto 25/03/2022

Ministero dello Sviluppo Economico, decreto 25/03/2022

Contratti di sviluppo: dal MISE i criteri di selezione e valutazione dei progetti finanziati dal PNRR

Il Ministero dello sviluppo economico ha pubblicato le indicazioni operative per la valutazione e selezione delle proposte progettuali relative allo strumento agevolativo dei contratti di sviluppo finanziati nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Ai fini del rispetto del principio DNSH è necessario dimostrare, alternativamente, che i progetti finanziati nell’ambito del PNRR: sono realizzati senza arrecare un danno significativo agli obiettivi ambientali; forniscono un contributo positivo agli obiettivi ambientali. Cosa deve verificare e valutare il soggetto gestore dei finanziamenti e cosa devono comunicare le imprese che richiedono l’agevolazione.

Lo scorso 28 marzo il Mise ha pubblicato la Circolare n. 120820 con la quale si è inteso dare indicazioni operative in ordine ai criteri di valutazione e selezione delle proposte progettuali relative allo strumento agevolativo dei Contratti di sviluppo finanziati nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).Il riferimento è alle misure del PNRR M1 C2 5.2, M2 C2 5.1 e M2 C2 5.3 (filiere, rinnovabili e batterie, bus elettrici) per le quali lo stesso prevede il rispetto di una serie di principi trasversali, tra cui quelli in materia ambientale, che si declinano secondo due modalità:

– tagging climatico/ambientale

– principio “non arrecare un danno significativo” (do no significant harm – DNSH)

Obiettivi ambientali

Gli obiettivi ambientali sui quali si applica il principio DNSH sono:

1) mitigazione dei cambiamenti climatici

2) adattamento ai cambiamenti climatici

3) uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine

4) economia circolare

5) prevenzione e riduzione dell’inquinamento

6) protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi

Ai fini del rispetto del principio DNSH è necessario dimostrare, alternativamente, che i progetti finanziati nell’ambito del PNRR:

– sono realizzati senza arrecare un danno significativo agli obiettivi ambientali;

– forniscono un contributo positivo agli obiettivi ambientali.

La valutazione del principio DNSH o del contributo positivo agli obiettivi ambientali è effettuata tenendo conto sia delle condizioni di esclusione settoriali previste nell’ambito del PNRR sia dei vincoli di tagging climatico individuati nell’ambito del PNRR, sia della dimensione dell’investimento, con una soglia di differenziazione delle metodologie di valutazione pari a 10 mln/€.

Danno significativo

Nel valutare un’attività economica in base ai criteri relativi al danno significativo apportato a ciascun obiettivo, si tiene conto dell’impatto ambientale dell’attività stessa e dell’impatto ambientale dei prodotti, dei processi e dei servizi da essa forniti durante il loro intero ciclo di vita, in particolare prendendo in considerazione produzione, uso e fine vita di tali prodotti e servizi. Nella valutazione si tiene conto del ciclo di vita dei prodotti, dei processi e dei servizi forniti dall’attività economica, compresi gli elementi di prova provenienti dalle valutazioni esistenti del ciclo di vita.

Vincoli di tagging

I vincoli di tagging climatico determinano, unitamente a quanto previsto nelle schede di auto valutazione delle misure di riferimento, l’applicazione di due regimi valutativi:

– regime 1: l’investimento contribuisce sostanzialmente al raggiungimento di uno o più degli obiettivi ambientali e necessita quindi di una valutazione di sostenibilità positiva. Quando è dimostrato il “contributo sostanziale” a uno dei sei obiettivi ambientali, è considerata implicita la conformità al principio DNSH per tale obiettivo. In tale caso si dovrà quindi dimostrare l’assenza di danno significativo per gli altri cinque obiettivi ambientali;

– regime 2: l’investimento si limita a “non arrecare un danno significativo” ed è quindi oggetto di una valutazione del mero rispetto del principio DNSH.

Per i progetti di sviluppo delle PMI si applica sempre il regime 2.

Indicazioni operative

Per i contratti di sviluppo, il rispetto del principio DNSH comporta tre fasi:

1) identificazione di settori e attività esclusi;

2) presentazione, da parte dei soggetti proponenti, della seguente documentazione:

– dichiarazione del rispetto della normativa ambientale applicabile, unionale, nazionale, regionale,

– documentazione attestante il rispetto del principio DNSH e/o relazione di sostenibilità ambientale;

3) valutazione, da parte del soggetto gestore, del rispetto dei sei criteri tassonomici previsti, ove pertinenti, sulla base delle informazioni rese, in fase di presentazione della domanda, da parte dei soggetti proponenti, in funzione del regime valutativo applicabile e della soglia di investimento.

Processo di valutazione

Le imprese proponenti forniscono le informazioni richieste rispetto agli obiettivi ambientali pertinenti, in funzione del regime valutativo applicabile e della soglia di investimento. Ove richiesto in funzione del regime valutativo applicabile e della soglia di investimento, le imprese forniscono una relazione di parte sul rispetto del principio DNSH o sugli effetti positivi del progetto rispetto agli obiettivi ambientali pertinenti. La relazione è articolata secondo i seguenti punti:

1) Descrizione del progetto, tipologia di investimento, obiettivi.

2) Valutazione degli effetti su ciascuno dei sei obiettivi ambientali, ove pertinenti, in termini di DNSH o sostenibilità ambientale anche in un’ottica LCA.

3) Possibili elementi di prova:

– presenza di valutazioni ambientali, valutazione dei rischi, ecc.;

– esiti di consulenze e asseverazioni di esperti;

– evidenze sull’utilizzo di sistemi e misure per evitare impatti negativi;

– possesso di una certificazione ambientale (Emas, Uni En ISO14001, ecolabel), oppure dimostrazione di avvio della procedura di certificazione;

– progetto di riconversione di attività produttive ad elevato impatto ambientale.

In sede istruttoria sono valutati dal soggetto gestore:

– il rispetto delle condizioni di esclusione generali e specifiche;

– il rispetto delle condizioni di conformità giuridica;

– la presenza delle condizioni per il rispetto del principio DNSH (Regime 2);

– la complessiva valutazione di sostenibilità climatica e ambientale del progetto (Regime 1), con contenuti LCA.

A tali fini il soggetto gestore:

1) elabora gli schemi di presentazione delle istanze di accesso tenendo conto del principio DNSH e, ove necessari, gli schemi di relazione/matrice ambientale, tenendo conto di quanto indicato nella presente circolare e a quanto previsto negli atti e documenti indicati

2) assicura di disporre di adeguate risorse tecniche e procedure nonché di avvalersi, laddove richiesto (Regime 1), di esperti esterni da attivare;

3) introduce negli atti di attribuzione del finanziamento le necessarie condizioni per il rispetto del DNSH e delle ulteriori condizioni di sostenibilità climatica e ambientale applicabili.

In fase di attuazione e a conclusione dei progetti di investimento si terrà conto, ai fini della conferma delle agevolazioni concesse, di quanto previsto in fase istruttoria.

Fonte Ipsoa

Ministero dello Sviluppo Economico, decreto 25/03/2022 BATTERIE

Ministero dello Sviluppo Economico, decreto 25/03/2022 FILIERE

Contratti di sviluppo: come finanziare i nuovi investimenti in fotovoltaico, eolico e batterie

A partire dall’11 aprile e fino all’11 luglio le imprese interessate possono presentare domanda di agevolazione per investimenti nel settore delle rinnovabili e batterie. In questo caso il sostegno è assicurato tramite lo strumento agevolativo “negoziale” del contratto di sviluppo, strumento gestito da Invitalia e volto a sostenere investimenti strategici e innovativi di grandi dimensioni. I contratti di sviluppo possono essere presentati da singole imprese e/o da più imprese italiane ed estere e possono consistere in contributi a fondo perduto in conto impianti; contributi a fondo perduto alla spesa; finanziamenti agevolati; contributi in conto interessi.

Con il decreto 27 gennaio 2022 si è data attuazione alla misura M2C2 – Investimento 5.1 “Rinnovabili e batterie” che, con una dotazione di 1.000 milioni di euro, mira a sostenere lo sviluppo di una catena del valore delle rinnovabili e delle batterie mediante la realizzazione di tre diversi sub-investimenti relativi rispettivamente a:

– 5.1.1) Tecnologia PV per il quale si prevede, entro il 31 dicembre 2025, l’incremento della capacità di generazione di energia dei pannelli fotovoltaici prodotti dagli attuali 200 MW/anno ad almeno 2 GW/anno grazie a pannelli fotovoltaici ad alta efficienza;

– 5.1.2) Industria eolica;

– 5.1.3) Settore batterie per il quale si prevede, entro il 31 dicembre 2024 una produzione di batterie con capacità obiettivo di 11 GWh.

La misura, quindi, è finalizzata a promuovere lo sviluppo in Italia dei settori produttivi connessi alle tecnologie per la generazione di energia da fonti rinnovabili, con particolare riferimento a moduli fotovoltaici (PV – PhotoVoltaics) innovativi e aerogeneratori di nuova generazione e taglia medio-grande, e per l’accumulo elettrochimico.

Risorse disponibili

Le risorse destinate all’attuazione dell’investimento 5.1 “Rinnovabili e batterie” del PNRR finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU, sono pari ad euro 1.000.000.000,00, allocate per l’attuazione dei sub-investimenti di cui al comma 2, come di seguito riportato:

a) 400.000.000,00 euro per il sub-investimento 5.1.1 “Tecnologia PV”;

b) 100.000.000,00 euro per il sub-investimento 5.1.2 “Industria eolica”;

c) 500.000.000,00 euro per il sub-investimento 5.1.3 “Settore batterie”.

Un importo pari ad almeno il 40% delle risorse dell’investimento 5.1 “Rinnovabili e batterie” è destinato al finanziamento di progetti da realizzare nelle Regioni:

– Abruzzo;

– Basilicata;

– Calabria;

Campania;

– Molise;

– Puglia;

– Sardegna;

– Sicilia.

Contratti di Sviluppo

L’Investimento 5.1 “Rinnovabili e batterie” del PNRR è attuato tramite il ricorso allo strumento agevolativo dei contratti di sviluppo. I contratti di sviluppo sono uno strumento agevolativo “negoziale”, promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico e gestito da Invitalia, volto a sostenere investimenti strategici e innovativi di grandi dimensioni. La finalità principale dei contratti di sviluppo può essere individuata nel favorire l’attrazione di investimenti, anche esteri, e la realizzazione di progetti di sviluppo d’impresa di una certa rilevanza per il rafforzamento della struttura produttiva del Paese, soprattutto nelle aree svantaggiate del territorio nazionale.

Soggetti beneficiari

I contratti di sviluppo possono essere presentati da singole imprese e/o da più imprese italiane ed estere.

I destinatari delle agevolazioni sono:

– l’impresa proponente, che promuove l’iniziativa imprenditoriale ed è responsabile della coerenza tecnica ed economica del contratto;

– le eventuali imprese aderenti, che realizzano progetti di investimento nell’ambito del suddetto contratto di sviluppo;

– i soggetti partecipanti agli eventuali progetti di ricerca, sviluppo e innovazione.

L’impresa proponente è l’interlocutore formale nei confronti di Invitalia, anche per conto delle imprese aderenti.

I contratti di sviluppo possono inoltre essere realizzati da più soggetti in forma congiunta con il contratto di rete (legge n. 33/2009). In tal caso l’organo comune, appositamente nominato, agisce come mandatario dei partecipanti al contratto e assume in carico tutti gli adempimenti nei confronti di Invitalia.

Apertura dei termini per la presentazione delle domande di agevolazioni

A partire dalle ore 12.00 del giorno 11 aprile 2022 e fino alle ore 17.00 del giorno 11 luglio 2022 sarà possibile presentare domanda di agevolazioni a valere sulla misura dei contratti di sviluppo di cui all’art. 43, n. 112/2008 per il sostegno di programmi di sviluppo coerenti con le finalità dell’Investimento 5.1, sub-investimenti 5.1.1 “Tecnologia PV”,5.1.2 “Industria eolica”, e 5.1.3 “Settore batterie” del Piano nazionale di ripresa e resilienza, secondo quanto disposto dal decreto del Ministero dello sviluppo economico 27 gennaio 2022. Le domande di agevolazioni dovranno essere presentate all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.A., a pena di invalidità, secondo le modalità ed i modelli indicati nell’apposita sezione dedicata ai contratti di sviluppo del sito internet dell’Agenzia medesima (www.invitalia.it).

Intensità delle agevolazioni

Le agevolazioni sono concesse nei limiti delle intensità massime di aiuto previste dai regimi di volta in volta applicabili allo strumento dei contratti di sviluppo e assumono le forme previste dall’articolo 8 del decreto 9 dicembre 2014, anche in combinazione tra loro che prevede:

– contributo a fondo perduto in conto impianti;

– contributo a fondo perduto alla spesa;

– finanziamento agevolato;

– contributo in conto interessi.

L’eventuale finanziamento agevolato è concesso in termini di percentuale nominale rispetto alle spese ammissibili nel limite massimo del 75% e deve essere assistito da idonee garanzie ipotecarie, bancarie e/o assicurative nel limite dell’importo in linea capitale del finanziamento.

Il finanziamento agevolato ha una durata massima di dieci anni oltre a un periodo di utilizzo e preammortamento commisurato alla durata dello specifico progetto facente parte del programma di sviluppo e, comunque, non superiore a quattro anni. Il tasso agevolato di finanziamento è pari al 20 % del tasso di riferimento vigente alla data di concessione delle agevolazioni.

Per quanto concerne i requisiti di accesso allo strumento agevolativo, alle condizioni di ammissibilità dei progetti, alle spese ammissibili il riferimento è sempre il decreto 9 dicembre 2014 che regolamenta i contratti di sviluppo.

FONTE IPSOA

Contratti di sviluppo filiere industriali strategiche: al via le domande 

Con decreto direttoriale del 25 marzo 2022 è fissata alle ore 12:00 del giorno 11 aprile 2022 l’apertura dello sportello per la presentazione delle domande di agevolazioni a valere sulla misura dei Contratti di sviluppo per il sostegno di programmi di sviluppo coerenti con le finalità della Misura M1C2 Investimento 5.2 “Competitività e resilienza delle filiere produttive” del Piano nazionale di ripresa e resilienza, secondo quanto disposto dal decreto del Ministro dello sviluppo economico 13 gennaio 2022.

Lo sportello è aperto anche per: domande di Contratto di sviluppo che risultino sospese per carenza di risorse finanziarie Contratto di sviluppo già oggetto di accordi sottoscritti con il Ministero dello sviluppo economico e Invitalia, sempre a condizione che tali domande abbiano ad oggetto programmi di sviluppo coerenti con le finalità ed i requisiti di cui al decreto 13 gennaio 2022  e che non risultino avviati antecedentemente alla data del 1° febbraio 2020.

I Contratto di sviluppo devono avere ad oggetto la realizzazione di programmi di sviluppo concernenti filiere produttive, anche emergenti, strategiche per lo sviluppo del sistema Paese, ovvero:

a) Agroindustria; 

b) Design, moda e arredo;

 c) Automotive; 

d) Microelettronica e semiconduttori; 

e) Metallo ed elettromeccanica; 

f) Chimico/farmaceutico.

Le risorse destinate sono pari ad euro 750.000.000,00. Una quota non inferiore al 60% delle risorse è destinata al sostegno dei programmi di sviluppo concernenti le filiere di cui al comma 1, lettere b), c), d) ed e).

 I programmi di sviluppo concernenti le filiere produttive possono essere realizzati: 

— da più imprese operanti nella filiera di riferimento, a condizione che i singoli progetti di investimento risultino strettamente connessi e funzionali alla nascita, allo sviluppo o al rafforzamento della filiera medesima; 

— da una sola impresa, a condizione che il programma di sviluppo presenti forti elementi di integrazione con la filiera di appartenenza e sia in grado di produrre positivi effetti, in termini di sviluppo e rafforzamento, anche sugli altri attori della filiera medesima non partecipanti al programma di sviluppo, con particolare riferimento alle imprese di piccole e medie dimensioni. Nell’ambito della proposta progettuale, devono essere fornite dettagliate informazioni in merito agli attori della filiera di appartenenza, con indicazione dei rapporti di natura produttiva e/o commerciale in essere, e dei benefici che il programma di sviluppo determinerà, in termini economici e produttivi, sulla complessiva filiera

Il Contratto di Sviluppo prevede le seguenti agevolazioni finanziarie: 

  • contributo a fondo perduto in conto impianti 
  • contributo a fondo perduto alla spesa
  • finanziamento agevolato 
  • contributo in conto interessi.

L’entità degli incentivi dipende dalla tipologia di progetto, dalla localizzazione dell’iniziativa e dalla dimensione di impresa. Modalità e importo dei contributi vengono definite durante la fase di negoziazione.

Le domande di agevolazioni, che dovranno essere presentate all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.A. – Invitalia. I modelli per la presentazione delle domande e le modalità di presentazione saranno indicati nell’apposita sezione dedicata ai Contratti di sviluppo del sito internet di Invitalia. 

Le domande e le istanze saranno  valutate da Invitalia nel rispetto dell’ordine cronologico di presentazione. 

Fonte Mise

Contratti di sviluppo “Rinnovabili e batterie”: al via le domande

Con decreto direttoriale del 25 marzo 2022 sono fissati per le ore 12:00 del giorno 11 aprile 2022 e le ore 17.00 del giorno  11 luglio 2022 i termini, rispettivamente, di apertura e chiusura dello sportello per la presentazione delle domande di agevolazioni a valere sullo strumento dei Contratti di sviluppo per il sostegno di programmi di sviluppo coerenti con le finalità della Misura M2C2 Investimento 5.1 “Rinnovabili e batterie” del Piano nazionale di ripresa e resilienza, secondo quanto disposto dal decreto del Ministro dello sviluppo economico 27 gennaio 2022.  

Lo sportello è aperto anche per:

— domande di Contratto di sviluppo che risultino sospese per carenza di risorse finanziarie 

— il Contratto di sviluppo già oggetto di accordi sottoscritti con il Ministero dello sviluppo economico e Invitalia, sempre a condizione che tali domande abbiano ad oggetto programmi di sviluppo coerenti con le finalità ed i requisiti di cui al decreto 27 gennaio 2022 e che non risultino avviati antecedentemente alla data del 1° febbraio 2020. 

Ammontano a 1.000 milioni di euro le risorse stanziata a sostegno dello sviluppo di una catena del valore delle rinnovabili e delle batterie mediante la realizzazione di tre diversi sub-investimenti relativi rispettivamente a:

— Tecnologia PV per il quale si prevede, entro il 31 dicembre 2025, l’incremento della capacità di generazione di energia dei pannelli fotovoltaici prodotti dagli attuali 200 MW/anno ad almeno 2 GW/anno grazie a pannelli fotovoltaici ad alta efficienza a cui sono destinati euro 400.000.000,00

— Industria eolica a cui sono destinati euro 100.000.000,00 

— Settore Batterie per il quale si prevede, entro il 31 dicembre 2024 una produzione di batterie con capacità obiettivo di 11 GWh a cui sono destinati euro 500.000.000,00.

L’importo complessivo delle spese e dei costi ammissibili degli investimenti oggetto del programma di sviluppo non deve essere inferiore

 a 20 milioni di euro. 

I programmi di sviluppo possono essere realizzati su iniziativa di una o più imprese. 

Il Contratto di Sviluppo prevede le seguenti agevolazioni finanziarie: 

  • contributo a fondo perduto in conto impianti 
  • contributo a fondo perduto alla spesa
  •  finanziamento agevolato 
  • contributo in conto interessi.

L’entità degli incentivi dipende dalla tipologia di progetto, dalla localizzazione dell’iniziativa e dalla dimensione di impresa. Modalità e importo dei contributi vengono definite durante la fase di negoziazione. 

Le domande e le istanze saranno valutate da Invitalia nel rispetto dell’ordine cronologico di presentazione riconoscendo priorità all’idoneità dei programmi industriali a sviluppare, consolidare e rafforzare le catene del valore nazionali nel settore delle rinnovabili e delle batterie, anche al fine di preservare la sicurezza e la continuità delle forniture e degli approvvigionamenti, da valutarsi con riferimento alla sussistenza delle seguenti caratteristiche, con preferenza per quelli che ne presentino più di una contestualmente:

1. collocazione prevalente nel settore upstream delle filiere; 

2. contributo fornito all’aumento della capacità di generazione prodotta per le filiere dell’eolico e del fotovoltaico (W/anno) o alla capacità di accumulo per quella delle batterie (Wh/anno); 

3. presentazione da parte di una pluralità di imprese, rappresentative di diversi settori della filiera;

4. presenza di un progetto di ricerca, sviluppo e innovazione nell’ambito del programma presentato

Le domande di agevolazioni, che dovranno essere presentate all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.A. – Invitalia. I modelli per la presentazione delle domande e le modalità di presentazione saranno indicati nell’apposita sezione dedicata ai Contratti di sviluppo del sito internet di Invitalia.

Fonte Mise

COSA SONO I CONTRATTI DI SVILUPPO

Il Contratto di sviluppo è stato introdotto dall’articolo 43 del Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112 ed è operativo dal 2011. Si tratta di uno strumento di sostegno di programmi d’investimento produttivi, strategici ed innovativi di grandi dimensioni. Il Decreto del 17 settembre 2021 ha introdotto poi un’importante novità, ossia la clausola per quelle imprese che si impegneranno, nel caso di un incremento occupazionale ad assumere in via prioritaria:

  • i percettori di interventi di sostegno al reddito;

  • disoccupati a seguito di procedure di licenziamento collettivo;

  • lavoratori di aziende coinvolte in tavoli di crisi attivi presso il Ministero.

L’obiettivo di questo percorso prioritario è mettere in campo uno degli obiettivi del Governo, ovvero la riconversione e reindustrializzazione di alcune aree del Paese attraverso la concessione d’incentivi e agevolazioni. A gestire i contratti di sviluppo è l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. – Invitalia. Per la programmazione 2014-2020, ai Contratti di sviluppo sono state assegnate risorse finanziarie per 4.525,3 milioni di euro.

CONTRATTI DI SVILUPPO PREVISTI DAL PNRR

Con lo strumento dei contratti di sviluppo si rendono anche operativi gli interventi del Ministero dello Sviluppo Economico previsti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), al fine di sostenere la competitività del sistema produttivo con la realizzazione di progetti su tutto il territorio nazionale. Per il 2022 le risorse messe a disposizione per questo strumento sono 3,1 miliardi di euro, di cui 1,75 finanziati dal Recovery Fund che sono limitate però a due interventi attivi solo nel 2022. resi operativi da due diversi provvedimenti, ovvero:

  • Il Decreto del MISE 25 marzo Filiere industriali che rende operativo l’investimento 5.2 del PNRR, “Competitività e resilienza delle filiere produttive”, da 750 milioni distribuiti a sei filiere strategiche: automotive, design, moda e arredo, microelettronica e semiconduttori, metallo ed elettromeccanica;


Per queste particolari finanziamenti è possibile fare domanda dalle 12.00 dell’11 aprile ad Invitalia con le stesse modalità per tutte le altre tipologie di istanze con modelli che verranno forniti dalla stessa Agenzia. Per il settore delle rinnovabili e delle batterie, tuttavia, lo sportello si chiude alle 17.00 dell’11 luglio 2022.

Qualora non si rientrasse tra le beneficiarie delle risorse del PNRR, però, le imprese potranno rientrare comunque nella graduatoria ordinaria dei contratti di sviluppo che, peraltro, sono stati rifinanziati dalla Legge di Bilancio 2022, quindi con risorse statali, per 1 miliardo e 370 milioni dal 2022 al 2026. (da qui la dotazione complessiva da circa 3,1 miliardi).

CONTRATTI DI SVILUPPO PNRR: L’OGGETTO DELLE DOMANDE

Per le Filiere produttive, le domande di agevolazioni dovranno avere ad oggetto la realizzazione di programmi di sviluppo concernenti le filiere produttive strategiche individuate dal Decreto 13 gennaio 2022. A partire dalla stessa data, i soggetti che abbiano già presentato a Invitalia domande di Contratto di sviluppo che risultino, alla medesima data, sospese per carenza di risorse finanziarie potranno presentare istanza di finanziamento di tali domande sulle risorse assegnate all’Investimento 5.2 “Competitività e resilienza delle filiere produttive” del PNRR, a condizione che abbiano ad oggetto programmi di sviluppo coerenti con le finalità ed i requisiti di cui al citato Decreto e che non risultino avviati antecedentemente alla data del 1° febbraio 2020;

Per le Rinnovabili e batterie, le domande di agevolazioni, dovranno avere ad oggetto la realizzazione di programmi di sviluppo concernenti settori produttivi connessi alle tecnologie per la generazione di energia da fonti rinnovabili, con particolare riferimento a:

  • a moduli fotovoltaici innovativi (sub-investimento 5.1.1 “Tecnologia PV”);

  • aerogeneratori di nuova generazione e taglia medio-grande (sub-investimento 5.1.2 “Industria eolica”);

  • per l’accumulo elettrochimico (sub-investimento 5.1.3 “Settore batterie”).

Anche in questo caso, i soggetti che abbiano già presentato a Invitalia domande di Contratto di sviluppo che risultino sospese per carenza di risorse finanziarie potranno presentare istanza di finanziamento di tali domande sulle risorse assegnate all’Investimento 5.1 “Rinnovabili e batterie” del PNRR, a condizione che abbiano ad oggetto programmi di sviluppo coerenti con le finalità ed i requisiti di cui al Decreto 27 gennaio 2022 e che non risultino avviati antecedentemente alla data del 1° febbraio 2020. Possono anche trovare copertura finanziaria sulle risorse suddette le domande di Contratto di sviluppo già oggetto di accordi sottoscritti con il Ministero dello sviluppo economico e Invitalia, sempre a condizione che tali domande abbiano ad oggetto programmi di sviluppo coerenti con le finalità ed i requisiti di cui al decreto 27 gennaio 2022 e che non risultino avviati antecedentemente alla data del 1° febbraio 2020.

COSA FINANZIANO I CONTRATTI DI SVILUPPO

In generale, come da Decreto del Ministro dello Sviluppo economico 9 dicembre 2014 (e successive modifiche) i contratti di sviluppo sono degli strumenti che finanziano:

  • programmi di sviluppo industriali, compresi i programmi riguardanti l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli;
  • programmi di sviluppo per la tutela ambientale;
  • programmi di sviluppo di attività turistiche che possono comprendere, per un importo non superiore al 20% degli investimenti complessivi da realizzare, programmi destinati allo sviluppo delle attività commerciali.

L’importo complessivo delle spese e dei costi ammissibili alle agevolazioni non deve essere inferiore a 20 milioni di euro, ovvero a 7,5 milioni di euro qualora il programma riguardi esclusivamente l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli. Le imprese si impegnano a realizzare i programmi in 36 mesi. Con il Decreto MISE del 13 novembre 2020 poi, è stato confermato il termine di ultimazione dei progetti a 36 mesi dalla concessione delle agevolazioni, ma è stata anche prevista la possibilità di una proroga. La proroga può avvenire con una motivata richiesta dell’impresa beneficiaria, per un periodo massimo di 18 mesi.

A CHI SI RIVOLGONO I CONTRATTI DI SVILUPPO

I programmi di sviluppo possono essere realizzati:

  • da una o più imprese, italiane o estere, di qualsiasi dimensione (compatibilmente con i regolamenti comunitari di volta in volta applicabili);
  • in forma congiunta anche mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete di cui all’art. 3, comma 4-ter, del Decreto Legge 10 febbraio 2009, n. 5.

Nei Contratti di sviluppo i soggetti beneficiari delle agevolazioni sono articolati in:

  • soggetto proponente, ovvero l’impresa che promuove il programma di sviluppo ed è responsabile della coerenza tecnica ed economica. Deve presentare spese ammissibili non inferiori a 10 milioni di euro per quanto riguarda i programmi di sviluppo industriali e per la tutela ambientale; non inferiori a 3 milioni di euro per quelli che riguardano esclusivamente attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli. I programmi non devono avere costo inferiore a 5 milioni di euro per il settore delle attività turistiche. La cifra deve essere pari a 3 milioni di euro per i programmi di sviluppo delle attività turistiche che riguardano le aree interne del Paese o il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse.

  • imprese aderenti, ovvero le eventuali altre imprese che realizzano progetti di investimento nell’ambito del programma di sviluppo. Gli investimenti proposti dai soggetti aderenti (compresi i programmi di ricerca, sviluppo e innovazione) devono presentare spese non inferiori a 1,5 milioni di euro.

IMPORTI DELLE AGEVOLAZIONI

Le agevolazioni previste nei contratti di sviluppo sono concesse nelle seguenti forme, anche in combinazione tra loro:

  • finanziamento agevolato, nei limiti del 75% delle spese ammissibili;
  • contributo in conto interessi;
  • il contributo in conto impianti;
  • contributo diretto alla spesa.

L’entità delle agevolazioni, nel rispetto dei limiti delle vigenti norme in materia di aiuti di Stato, dipende:

  • dal tipo di progetto;
  • dalla localizzazione dell’iniziativa;
  • dalla dimensione dell’impresa.

In linea generale, l’ammontare e la forma dei contributi concedibili vengono definiti nella fase di negoziazione. Tra gli altri criteri per la determinazione delle agevolazioni ne sono previsti alcuni specifici per i programmi di sviluppo per la tutela ambientale e per i programmi riguardanti l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli (Decreto del Ministro dello sviluppo economico del 2 agosto 2017).

LE SPESE AGEVOLABILI

Le spese agevolabili sono indicate nei Titoli II, III e IV del Decreto del 9 dicembre 2014 e sono:

  • spese relative all’acquisto del suolo aziendale, nella misura massima del 10% dell’investimento complessivo ammissibile del progetto;

  • opere murarie e assimilate (massimo 40% dell’investimento complessivo);
    infrastrutture specifiche aziendali;

  • macchinari, impianti e attrezzature, o anche i beni necessari all’attività amministrativa dell’impresa nonché i mezzi mobili strettamente necessari al ciclo di produzione o per il trasporto in conservazione condizionata dei prodotti, purché dimensionati alla effettiva produzione, identificabili singolarmente e a servizio esclusivo dell’unità produttiva oggetto delle agevolazioni;

  • programmi informatici brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche non brevettate. I programmi informatici devono essere commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa. I brevetti, le licenze, il know-how e le conoscenze tecniche non brevettate devono riguardare nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi, e sono ammissibili solo per la parte in cui sono utilizzati per l’attività svolta nell’unità produttiva interessata dal progetto. Per le grandi imprese, tali spese sono ammissibili fino al 50% dell’investimento complessivo ammissibile;

  • spese per consulenze per le sole PMI e nella misura di misura massima del 4% delle spese per l’investimento complessivo;

Per quanto riguarda le spese per i progetti di ricerca sono agevolabili quelle relative:

  • al personale, strumenti e attrezzature;
  • all’acquisizione o all’ottenimento in licenza dei risultati di ricerca, dei brevetti e del know-how;
  • ai costi per i servizi di consulenza;
  • agli altri servizi utilizzati esclusivamente per l’attività del progetto di ricerca e sviluppo;
  • ai materiali;
  • al progetto di ricerca e sviluppo.

COME FUNZIONANO I CONTRATTI DI SVILUPPO

Una volta presentate le domande, Invitalia le verifica entro 120 giorni e le esamina nel rispetto dell’ordine cronologico di presentazione, tenuto conto delle risorse finanziarie disponibili. Con il Decreto del Ministro dello sviluppo economico 8 novembre 2016 è stata introdotta una specifica procedura per il finanziamento e la valutazione dei programmi di sviluppo di rilevanti dimensioni (investimenti pari o superiori a 50 milioni di euro, ovvero 20 milioni se relativi al settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli), a condizione che presentino una particolare rilevanza strategica in relazione al contesto territoriale e al sistema produttivo interessato. Stando a quanto stabilito nel Decreto 13 novembre 2020, vi è rilevanza strategica se vi sono almeno due dei seguenti requisiti:

  • significativo impatto occupazionale;
  • capacità di attrazione degli investimenti esteri;
  • coerenza degli investimenti con il piano nazionale Industria 4.0;
  • rilevante impatto ambientale.

Per i programmi di sviluppo sulla trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli deve essere, anche verificata la capacità del programma di determinare positivi effetti o sinergie con i sistemi di filiera diretta e allargata regionali o nazionali.
Questi criteri sono essenziali per ottenere l’agevolazione.

CONTRATTI DI SVILUPPO PER INVESTIMENTI NEL TURISMO, LE NOVITÀ

Con la Legge di Bilancio 2021 (articolo 1, commi da 85 a 87) il Legislatore ha deciso di sostenere il settore turistico. In particolare, la soglia di accesso per i programmi di sviluppo di attività turistiche che inizialmente era pari a 20 milioni di euro, è stata ridotta a 7,5 milioni di euro. Rientrano in questa facilitazione i programmi di investimento su interventi da realizzare nelle aree interne del Paese dove è previsto il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse. Nella Direttiva del Ministro dello sviluppo economico del 19 marzo 2021 sono stati stabiliti i criteri per questi programmi di investimento ed è stato anche pubblicato l’elenco dei comuni rientranti nelle aree interne del Paese in cui è possibile investire con questi contributi.

COME PRESENTARE DOMANDA

Ogniqualvolta vengono aperte le finestre per richiedere i finanziamenti, le istanze di accesso devono essere presentate all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. – Invitalia. Le domande possono essere presentate esclusivamente online, sulla piattaforma dedicata. L’impresa (o la rete d’imprese) proponente potrà presentare domanda online attraverso il suo rappresentante legale o un procuratore speciale.

Per richiedere le agevolazioni è necessario:

  • registrarsi alla piattaforma dedicata ai servizi online di Invitalia, indicando un indirizzo di posta elettronica ordinario;
  • una volta registrati, accedere all’area riservata per compilare direttamente online la domanda.

Invitalia ha messo anche a disposizione degli utenti una guida per la compilazione della domanda (Pdf 44 Kb), un manuale operativo sui contratti di sviluppo (Pdf 2 Mb) e i FAC SIMILE dei moduli che è necessario presentare, in calce a questa sezione dedicata.

GLI ACCORDI DI SVILUPPO E ACCORDI DI PROGRAMMA

Per facilitare la valutazione del programma le aziende possono proporre degli Accordi di Sviluppo con una sottoscrizione tra il Ministero, Invitalia, l’impresa proponente e le eventuali Regioni cofinanziatrici di uno specifico accordo. È anche possibile mettere in campo degli Accordi di Programma sottoscritti tra il Ministero, le Regioni, gli enti pubblici e le imprese interessate e l’Agenzia.

Con tali accordi si possono destinare una quota parte delle risorse disponibili per l’attuazione d’iniziative di rilevante e significativo impatto sulla competitività del sistema produttivo dei territori. Tali agevolazioni si valutano in base a dove si propone il programma di sviluppo e se si tratta di aree di crisi, ma devono avere almeno due dei citati requisiti previsti per l’accesso ai contratti di sviluppo (articolo 9, comma 6, del Decreto 9 dicembre 2014). Le due procedure sono previste dal Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico dell’8 novembre 2016.

COME RICHIEDERE LA SOTTOSCRIZIONE DEGLI ACCORDI DI SVILUPPO O DI PROGRAMMA

Per richiedere la procedura dell’Accordo di Sviluppo, prevista dal Decreto dell’8 novembre 2016, è necessario compilare il modulo (disponibile nella propria area riservata), sottoscriverlo digitalmente e inviarlo all’indirizzo PEC cds2015@pec.invitalia.it indicando nell’oggetto della mail, il numero di protocollo generato dalla piattaforma al momento della presentazione della domanda.
Chi aveva già presentato domanda di finanziamento prima della pubblicazione del Decreto Ministeriale dell’8 novembre 2016, può comunque farne richiesta seguendo la stessa procedura.

ALTRI AIUTI PER PRESENTARE LA DOMANDA

Nella fase di compilazione della domanda per i contratti di sviluppo è possibile essere seguiti passo dopo passo da Invitalia. Si può contattare infatti l’Agenzia attraverso la “scheda contatto” per cui si consiglia l’utilizzo di indirizzi di posta ordinaria non PEC. Per compilare la scheda contatto è necessario essere iscritto all’Area Riservata. Inoltre si può contattare il Numero Azzurro 848.886 886 (a pagamento in base alla propria tariffa telefonica) disponibile dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 18:00.

RIFERIMENTI NORMATIVI

Decreto direttoriale MISE 17 settembre 2021  
Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112  
Legge di Bilancio 2021  
Decreto del Ministro dello sviluppo economico 9 dicembre 2014 
Classificazione Comuni turismo – Elenco  
Direttiva del Ministro dello sviluppo economico del 19 marzo 2021  
Decreto Legge 10 febbraio 2009, n. 5  
Manuale Operativo Contratto di Sviluppo  
Decreto del Ministro dello sviluppo economico del 2 agosto 2017  
Guida per presentare domanda Contratti di Sviluppo  
Decreto del Ministro dello sviluppo economico 8 novembre 2016  
Decreto del Ministro dello sviluppo economico del 13 novembre 2020  
Decreto Direttoriale 25 marzo 2022 Batterie e rinnovabili  
Decreto Direttoriale 25 marzo 2022 Filiere industriali  

SCHEMA CONTRATTI DI SVILUPPO

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ARCHIVIO

Sei filiere strategiche per i CONTRATTI DI SVILUPPO

RAMSES GROUP NEWS n. 290 – 14 marzo 2022

I contratti di sviluppo trovano nuova linfa grazie al Pnrr ma, per beneficiare di una quota rilevante dei 750 milioni disponibili, le imprese devono appartenere a una delle sei filiere ritenute strategiche.

Disponibili 750 milioni per la realizzazione di programmi concernenti filiere produttive, anche emergenti, considerate strategiche per lo sviluppo del sistema Paese di cui almeno il 40% sarà destinato alle regioni del Sud: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

La modulistica per le istanze sarà disponibile sul sito di Invitalia entro il 31 marzo

Dei 750 milioni disponibili almeno il 40% sarà destinato alle Regioni del Sud

Nel Centro Nord, gli aiuti potranno essere concessi alle condizioni del Quadro Temporaneo Covid-19. Il ministero dello Sviluppo economico ha reso noto, con il decreto 13 gennaio 2022 pubblicato in «Gazzetta Ufficiale» lo scorso 12 febbraio, le direttive necessarie a consentire la ricezione e la valutazione delle istanze di contratto di sviluppo in funzione dell’attuazione dell’Investimento 5.2 «Competitività e resilienza delle filiere produttive» del Pnrr.

Un importo pari ad almeno il 40% delle risorse è destinato al finanziamento di progetti da realizzare nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Con decreto del direttore generale per gli Incentivi alle imprese sarà fissata la data di apertura dello sportello agevolativo dedicato alle domande di contratto di sviluppo. Questo sportello sarà aperto sia per le nuove domande di contratto di sviluppo sia per le domande già presentate ma sospese per carenza di risorse finanziarie.

In questo caso, le istanze devono avere ad oggetto programmi di sviluppo che non risultino avviati antecedentemente alla data del 1° febbraio 2020.

La modulistica utile alla presentazione delle richieste sarà resa disponibile da Invitalia sul sito internet non oltre il 31 marzo 2022. Chi ha progetti pronti deve prestare attenzione all’apertura dello sportello, considerato che le domande saranno analizzate nel rispetto dell’ordine di presentazione.

Le filiere

Le domande di contratto di sviluppo devono avere ad oggetto la realizzazione di programmi concernenti filiere produttive, anche emergenti, considerate strategiche per lo sviluppo del sistema Paese. In sede di prima applicazione, sono ritenute strategiche le filiere di 

design, 

moda e arredo, 

automotive, 

microelettronica e semiconduttori,

 – metallo ed elettromeccanica, 

– agroindustria e chimico/farmaceutico.

Una quota non inferiore al 60% delle risorse è destinata al sostegno dei programmi di sviluppo concernenti quattro delle predette filiere. I progetti possono essere realizzati da una o più imprese operanti nella filiera di riferimento. Nel caso di presentazione da parte di una sola impresa, il programma di sviluppo deve prevedere forti elementi di integrazione con la filiera di appartenenza e deve essere in grado di produrre positivi effetti, in termini di sviluppo e rafforzamento, anche sugli altri attori della filiera non partecipanti al programma.

Nell’ambito della proposta progettuale, devono essere fornite dettagliate informazioni in merito agli attori della filiera di appartenenza, con indicazione dei rapporti di natura produttiva e/o commerciale in essere, e dei benefici che il programma di sviluppo determinerà, in termini economici e produttivi, sulla complessiva filiera.

Nel caso di presentazione da parte di più imprese, i singoli progetti di investimento devono risultare strettamente connessi e funzionali alla nascita, allo sviluppo o al rafforzamento della filiera medesima. Non arrecare un danno significativo, rispetto dell’ambiente e progetti sostenibili sono ancora una volta i punti sui devono poggiare i progetti.

Il Quadro temporaneo

Su richiesta dell’impresa e in relazione ai singoli progetti costituenti i programmi di sviluppo, le agevolazioni possono essere riconosciute nel rispetto di quanto previsto dalla sezione 3.13 del Quadro temporaneo. Le agevolazioni, in questa formula, possono essere concesse ai soli progetti di investimento relativi a investimenti produttivi per i programmi di sviluppo industriale e turistici o a progetti relativi a investimenti produttivi per i programmi di sviluppo per la tutela ambientale. Gli stessi devono rivestire il carattere di ecosostenibilità.

La facoltà è concessa limitatamente ai programmi di investimento realizzati nelle aree del territorio nazionale diverse da quelle designate come «zone a» dalla carta degli aiuti di Stato a finalità regionale valevole per il periodo 2022-2027.

I programmi di sviluppo concernenti le filiere di cui sopra possono essere realizzati:
– da più imprese operanti nella filiera di riferimento, a condizione che i singoli progetti di investimento risultino strettamente connessi e funzionali alla nascita, allo sviluppo o al rafforzamento della filiera medesima;
– da una sola impresa, a condizione che il programma di sviluppo presenti forti elementi di integrazione con la filiera di appartenenza e sia in grado di produrre positivi effetti, in termini di sviluppo e rafforzamento, anche sugli altri attori della filiera medesima non partecipanti al programma di sviluppo, con particolare riferimento alle imprese di piccole e medie dimensioni. Ai fini di cui sopra, nell’ambito della proposta progettuale, devono essere fornite dettagliate informazioni in merito agli attori della filiera di appartenenza, con indicazione dei rapporti di natura produttiva e/o commerciale in essere, e dei benefici che il programma di sviluppo determinerà, in termini economici e produttivi, sulla complessiva filiera.


Non sono, in ogni caso, ammissibili alle agevolazioni:
a) attività e attivi connessi ai combustibili fossili, compreso l’uso a valle;
b) attività e attivi nell’ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (ETS) che generano emissioni di gas a effetto serra previste non inferiori ai pertinenti parametri di riferimento;
c) attività e attivi connessi alle discariche di rifiuti, agli inceneritori e agli impianti di trattamento meccanico biologico;
d) attività e attivi nel cui ambito lo smaltimento a lungo termine dei rifiuti potrebbe causare un danno all’ambiente.

Le risorse destinate all’attuazione dell’investimento 5.2 «Competitività e resilienza delle filiere produttive» del PNRR finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU, sono pari ad euro 750.000.000,00. In attuazione della previsione recata dall’art. 2, comma 6-bis, del decreto-legge n. 77/2021 e successive modificazioni e integrazioni, un importo pari ad almeno il 40% delle predette risorse è destinato al finanziamento di progetti da realizzare nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Con decreto del direttore generale per gli incentivi alle imprese è fissata la data di apertura dello sportello agevolativi dedicato alle domande di Contratto di sviluppo.

In sede di presentazione dell’istanza di accesso, le imprese proponenti e aderenti assumono l’impegno a garantire il rispetto degli orientamenti tecnici citati sull’applicazione del principio «non arrecare un danno significativo» (2021/C58/01), nonché, nel caso in cui a seguito della realizzazione del programma di sviluppo sia previsto un incremento occupazionale, a procedere prioritariamente, nell’ambito del rispettivo fabbisogno di addetti, e previa verifica della sussistenza dei requisiti professionali, all’assunzione dei lavoratori che risultino percettori di interventi a sostegno del reddito, ovvero risultino disoccupati a seguito di procedure di licenziamento collettivo, ovvero dei lavoratori delle aziende del territorio di riferimento coinvolte da tavoli di crisi attivi presso il Ministero dello sviluppo economico.

Al fine di sostenere più tangibilmente lo sviluppo delle attività economiche superando gli effetti negativi derivanti dalla crisi connessa al diffondersi della pandemia da COVID-19, colmando il divario di investimenti accumulato dalle imprese a causa della predetta crisi, su richiesta dell’impresa e in relazione ai singoli progetti costituenti i programmi di sviluppo, le agevolazioni previste dal decreto del 9 dicembre 2014, possono essere riconosciute nel rispetto di quanto previsto dalla sezione 3.13 del Quadro temporaneo.
Tali agevolazioni possono essere riconosciute con riferimento alle sole domande di contratto di sviluppo presentate al soggetto gestore e limitatamente ai programmi di investimento realizzati nelle aree del territorio nazionale diverse da quelle designate come «zone a» dalla carta degli aiuti di Stato a finalità regionale valevole per il periodo 2022-2027.
Le agevolazioni possono essere riconosciute ai soli progetti di investimento che rivestono carattere di ecostenibilità e che non trovano copertura in nessuno dei regimi applicabili o che possono trovarla unicamente nel rispetto di quanto previsto dagli articoli 14 o 17 del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014.

Ministero dello Sviluppo Economico, decreto 13/01/2022 (Gazzetta Ufficiale 14/02/2022, n.37)


PNRR: in arrivo fondi per aumentare competitività e resilienza delle filiere produttive strategiche

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico che dà attuazione dell‘Investimento 5.2 «Competitività e resilienza delle filiere produttive» del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) nonché applicazione allo strumento agevolativo dei contratti di sviluppo delle disposizioni di cui alla sezione 3.13 del «Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19». Con successivi provvedimenti saranno definiti termini e modalità di presentazione delle domande.

Considerato, che:

– all’Investimento 5.2 è associato il target europeo da conseguire entro il 31 dicembre 2023 che prevede la firma di almeno 40 contratti di sviluppo, in linea con la loro politica di investimento, e che il soddisfacente conseguimento dell’obiettivo dipende anche dall’attivazione di almeno 1.500 milioni di euro di investimenti;

– è necessario consentire l’accesso alle possibilità offerte dal predetto Quadro temporaneo prevedendo, in particolare, la possibilità per le imprese di richiedere l’applicazione delle disposizioni recate dalla richiamata sezione 3.13 del Quadro temporaneo medesimo,

il Ministero ha previsto nel decreto:

– nel capo I le disposizioni per l’attuazione dell’investimento 5.2 «Competitività e resilienza delle filiere produttive» del PNRR;

– nel capo II le disposizioni per l’applicazione ai contratti di sviluppo delle disposizioni previste dalla sezione 3.13 del quadro temporaneo.

Competitività e resilienza delle filiere produttive

Le risorse destinate all’attuazione dell’investimento 5.2 «Competitività e resilienza delle filiere produttive» del PNRR finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU, sono pari ad euro 750.000.000,00. Il decreto prevede che un importo pari ad almeno il 40% delle predette risorse è destinato al finanziamento di progetti da realizzare nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Con decreto del direttore generale per gli incentivi alle imprese sarà fissata la data di apertura dello sportello agevolativo dedicato alle domande di Contratto di sviluppo che risultino coerenti con quando definito nel presente decreto. Il predetto sportello sarà aperto:

a) a nuove domande di Contratto di sviluppo;

b) previa presentazione di apposita istanza da parte del soggetto proponente, a domande di Contratto di sviluppo già presentate al soggetto gestore il cui iter agevolativo risulti, alla data della predetta istanza, sospeso per carenza di risorse finanziarie.

Le domande di Contratto di sviluppo devono avere ad oggetto la realizzazione di programmi di sviluppo concernenti filiere produttive, anche emergenti, strategiche per lo sviluppo del sistema Paese. In sede di prima applicazione, sono ritenute strategiche le seguenti filiere:

a) agroindustria;

b) design, moda e arredo;

c) automotive;

d) microelettronica e semiconduttori;

e) metallo ed elettromeccanica;

f) chimico/farmaceutico.

Contratti di Sviluppo

Al fine di sostenere più tangibilmente lo sviluppo delle attività economiche superando gli effetti negativi derivanti dalla crisi connessa al diffondersi della pandemia da COVID-19, colmando il divario di investimenti accumulato dalle imprese a causa della predetta crisi, su richiesta dell’impresa e in relazione ai singoli progetti costituenti i programmi di sviluppo, le agevolazioni previste dal decreto del 9 dicembre 2014 e successive modificazioni e integrazioni, possono essere riconosciute nel rispetto di quanto previsto dalla sezione 3.13 del Quadro temporaneo.

Le agevolazioni possono essere riconosciute ai soli progetti di investimento di cui ai titoli II e IV del decreto 9 dicembre 2014 che rivestono carattere di ecostenibilità.

Il Ministero dello sviluppo economico, con proprio provvedimento, definirà i termini per la presentazione delle domande e potrà fornire le eventuali ulteriori indicazioni necessarie per la corretta attuazione delle disposizioni. Il soggetto gestore provvederà a rendere disponibile sul proprio sito internet la modulistica utile a richiedere l’applicazione delle presenti disposizioni.

Ministero dello Sviluppo Economico, decreto 13/01/2022 (Gazzetta Ufficiale 14/02/2022, n. 37)

Contratti di Sviluppo Invitalia: contributi per investimenti strategici e innovativi

Cosa sono i contratti di sviluppo e come accedere ai finanziamenti e contributi a fondo perduto del MiSE per i grandi investimenti?

Il contratto di sviluppo è un incentivo del Mise, gestito da Invitalia.

È destinato a chi realizza investimenti strategici e innovativi di rilevante dimensione, a sostegno quindi della struttura produttiva italiana, cercando di attrarre anche investimenti esteri.

Solo nel 2021 grazie a questa misura sono stati mobilitati oltre 1 miliardo di investimenti e 300 milioni sono stati concessi sotto forma di agevolazione. Dati che confermano i Contratti di Sviluppo come uno strumento fondamentale per la crescita e il sostegno delle attività produttive e lo sviluppo dell’innovazione.

A chi si rivolge l’incentivo?

Il Contratto di Sviluppo per grandi investimenti è aperto a  imprese italiane e estere, in forma singola o congiunta. In quest’ultimo caso le imprese possono presentare insieme un piano di sviluppo mediante la stipula di un contratto di rete.

I beneficiari della misura di Invitalia sono:

  • impresa proponente: promuove l’iniziativa imprenditoriale ed è responsabile della coerenza tecnica ed economica del Contratto;
  • eventuali imprese aderenti: realizzano progetti di investimento nell’ambito del Contratto;
  • soggetti partecipanti agli eventuali progetti di ricerca, sviluppo e innovazione.

Cosa finanzia?

Il contratto di sviluppo finanzia 3 tipologie di programmi di sviluppo:

  • industriale
  • turistico
  • di tutela dell’ambiente

composti da uno o più progetti di investimento e da eventuali progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, connessi e funzionali tra loro.

Le risorse per il 2022

Con la legge di bilancio 2022 i Contratti di sviluppo nel settore industriale vengono finanziati con 400 milioni di euro nel 2022, 250 milioni nel 2023 e 100 milioni per ogni anno dal 2024 al 2036.

Si prevedono, poi, le risorse aggiuntive provenienti dal PNRR: un miliardo e 740 milioni di euro per gli investimenti in rinnovabili e batterie e per le filiere strategiche del Made in Italy.

Iter più semplice

Con il decreto del Ministro dello Sviluppo economico del 2 novembre 2021 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 5 dell’8 gennaio 2022) sono entrate in vigore alcune modifiche alla disciplina dei Contratti di sviluppo.

La novità più importante è la semplificazione dell’iter amministrativo e una revisione dei criteri di attivazione della procedura “fast track” (si veda nel proseguio dell’articolo per i dettagli sulla procedura).

Queste le novità di rilievo:

  • rafforzati i criteri di selezione per la sottoscrizione degli Accordi di Sviluppo 
  • abrogata la procedura relativa alla sottoscrizione degli Accordi di Programma
  • aggiornati i requisiti per la concessione delle agevolazioni per i programmi di sviluppo industriale e di sviluppo turistico, con l’intento di agevolare i programmi maggiormente qualificati

Infine, il Decreto integra le disposizioni già previste dalla Direttiva ministeriale del 19 aprile 2021 finalizzate a sostenere il settore del turismo nelle aree interne del paese, rendendole parte integrante della procedura ordinaria:

  • La riduzione della soglia di accesso ai contratti di sviluppo nel settore del turismo da 20 a 7,5 milioni di euro (e l’importo minimo del progetto d’investimento del proponente si riduce a 3 milioni di euro) per i programmi di investimento da realizzare nelle aree interne del Paese o per il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse.
  • I programmi di sviluppo riguardanti l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli possono essere accompagnati da investimenti per la creazione, la ristrutturazione e l’ampliamento di strutture idonee alla ricettività e all’accoglienza dell’utente (servizi di ospitalità).

Quali sono le spese ammissibili?

Le spese ammissibili con riguardo ai programmi di investimento produttivi sono relative a:

  • suolo aziendale;
  • opere murarie e assimilate;
  • infrastrutture specifiche aziendale;
  • macchinari, impianti e attrezzature;
  • programmi informatici, brevetti, licenze, know-how, e conoscenze tecniche non brevettate;
  • spese per consulenze.

Le spese ammissibili con riguardo ai programmi di ricerca, sviluppo e innovazione sono relative a:

  • personale;
  • strumenti e attrezzature;
  • ricerca contrattuale;
  • spese generali;
  • materiali.

Fonte: Invitalia

In cosa consiste l’agevolazione?

Le agevolazioni sono concesse nelle seguenti forme anche in combinazione tra loro:

  • finanziamento agevolato nel limite massimo del 75% dell’importo complessivo del progetto;
  • contributo in conto interessi;
  • contributo in conto impianti;
  • contributo alla spesa.

L’importo complessivo delle spese ammissibili non deve essere inferiore ai 20 milioni di euro (7,5 milioni di euro nel caso in cui il programma riguardi unicamente attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli).

I progetti di investimento del soggetto proponente dovranno prevedere spese ammissibili non inferiori a 10 milioni di euro (3 milioni di euro nel caso in cui il programma riguardi unicamente attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli). L’importo di ciascun progetto dei soggetti aderenti non può essere inferiore a 1,5 milioni di euro.

Gli incentivi per progetti di ricerca, sviluppo e innovazione

L’intensità di aiuto per la ricerca industriale e lo sviluppo sperimentale può essere aumentata del 15% fino a un’intensità massima dell’80 % dei costi ammissibili se è soddisfatta una delle seguenti condizioni:

  • il progetto prevede la collaborazione effettiva tra imprese di cui almeno una è una PMI o viene realizzato in almeno due Stati membri, o in uno Stato membro e in una parte contraente dell’accordo SEE, e non prevede che una singola impresa sostenga da sola più del 70 % dei costi ammissibili;
  • il progetto prevede la collaborazione effettiva tra un’impresa e uno o più organismi di ricerca e di diffusione della conoscenza, nell’ambito della quale tali organismi sostengono almeno il 10 % dei costi ammissibili e hanno il diritto di pubblicare i risultati della propria ricerca;
  • risultati del progetto sono ampiamente diffusi attraverso conferenze, pubblicazioni, banche dati di libero accesso o software open source o gratuito.

Accordi di sviluppo: cosa sono?

All’interno della normativa sui Contratti di sviluppo è prevista la possibilità di sottoscrivere specifici accordi.

ACCORDI DI SVILUPPO

Per i programmi di grandi dimensioni, che rivestono una particolare rilevanza strategica, è attiva una specifica procedura, l’Accordo di Sviluppo, che implica una corsia preferenziale per le risorse, una riduzione dei tempi e un maggior coinvolgimento delle amministrazioni coinvolte.

Gli Accordi di Sviluppo, invece, prevedono programmi di sviluppo di consistenti dimensioni, superiori a 50 milioni di euro (20 milioni di euro se si tratta unicamente di attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli).

I programmi devono presentare una particolare rilevanza strategica in relazione al contesto territoriale e al sistema produttivo interessato. Gli elementi valutati sono:

  • significativo impatto occupazionale;
  • capacità di attrazione di investimenti esteri;
  • coerenza degli investimenti previsti con il piano nazionale Industria 4.0.

Inoltre un Accordo di sviluppo potrà essere sottoscritto se il programma di sviluppo è qualificabile come programma di sviluppo per la tutela ambientale o se il programma di sviluppo è proposto da una rete d’imprese, ovvero programma di sviluppo concernente la trasformazione tecnologica dei prodotti o dei processi produttivi finalizzata all’aumento della
sostenibilità ambientale.

La sottoscrizione di un Accordo di sviluppo concernente la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli è, altresì, subordinata alla verifica della capacità del programma di sviluppo di determinare positivi effetti o sinergie con i sistemi di filiera diretta ed allargata regionali e/o nazionali.

Proprio per tener conto della rilevanza e l’impatto di questi programmi il Mise ha previsto:

  1. una riduzione dei tempi di valutazione e attuazione della misura (Fast Track)
  2. una maggior coinvolgimento delle amministrazioni interessate che possono eventualmente intervenire al cofinanziamento del programma.

Gli Accordi di sviluppo godono di una corsia preferenziale con priorità nella prenotazione delle risorse e nei tempi di valutazione e di attuazione: i tempi di istruttoria sono di 90 giorni.

I format di domanda di accesso alla procedura ordinaria e alla procedura “fast track” sono in corso di aggiornamento.

Le imprese interessate, prima della richiesta, devono contattare le Regioni coinvolte per verificarne l’effettivo interesse al cofinanziamento degli interventi, che si configura come una condizione necessaria per la sottoscrizione dell’Accordo.

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APPROFONDIMENTI

1. Contratti di Sviluppo – Strumento agevolativo rifinanziato dalla Manovra di Bilancio 2022

RAMSES GROUP NEWS n. 260 – 12 gennaio 2022

È stato rifinanziato con 450 milioni di euro lo strumento di politica industriale dei Contratti di sviluppo per agevolare i progetti di investimento a sostegno della competitività.

Cos’è

Il Contratto di sviluppo, introdotto nell’ordinamento dall’articolo 43 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, ed operativo dal 2011, rappresenta il principale strumento agevolativo dedicato al sostegno di programmi di investimento produttivi strategici ed innovativi di grandi dimensioni.

La normativa che regola lo strumento ha subito, nel corso degli anni, sostanziali modifiche volte a garantire una maggiore celerità delle procedure di accesso ed una migliore risposta alle esigenze manifestate dal tessuto produttivo nazionale.

La normativa attualmente in vigore (decreto del Ministro dello sviluppo economico del 9 dicembre 2014 e s.m.i.), valevole per il periodo di programmazione 2014-2020, consente la finanziabilità di:

  • programmi di sviluppo industriali, compresi i programmi riguardanti l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli;
  • programmi di sviluppo per la tutela ambientale;
  • programmi di sviluppo di attività turistiche che possono comprendere, per un importo non superiore al 20% degli investimenti complessivi da realizzare, programmi destinati allo sviluppo delle attività commerciali.

Nell’ambito dei suddetti programmi, lo strumento può finanziare, altresì, programmi di ricerca, sviluppo e innovazione nonché opere infrastrutturali nei limiti previsti dalla normativa di attuazione.

L’importo complessivo delle spese e dei costi ammissibili alle agevolazioni non deve essere inferiore a 20 milioni di euro, ovvero a 7,5 milioni di euro qualora il programma riguardi esclusivamente l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

La legge 30 dicembre 2020, n. 178 (articolo 1, commi da 85 a 87), ha introdotto specifiche disposizioni finalizzate a sostenere il settore turistico facilitando, per determinate categorie di investimenti, l’accesso allo strumento agevolativo e l’integrazione settoriale. In particolare, la soglia di accesso per i programmi di sviluppo di attività turistiche, ordinariamente pari a 20 milioni di euro, è stata ridotta a 7,5 milioni di euro per i programmi di investimento che prevedono interventi da realizzare nelle aree interne del Paese ovvero il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse. La medesima disposizione ha, inoltre, stabilito che i programmi di sviluppo riguardanti esclusivamente l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli possono essere accompagnati da investimenti finalizzati alla creazione, alla ristrutturazione e all’ampliamento di strutture idonee alla ricettività e all’accoglienza dell’utente, finalizzati all’erogazione di servizi di ospitalità, connessi alle attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. Con la Direttiva del Ministro dello sviluppo economico del 19 marzo 2021  sono state fornite le opportune direttive per perseguire la corretta attuazione delle previsioni recate dalla predetta disposizione normativa ed è stata prevista la pubblicazione dell’elenco dei comuni rientranti nelle aree interne del Paese  (pdf).

Con decreto ministeriale 13 novembre 2020 sono state introdotte modificazioni e integrazioni al decreto 9 dicembre 2014, volte a perseguire una più efficace ed efficiente selezione dei programmi di investimento che possono formare Accordi di programma e Accordi di sviluppo e a introdurre misure di semplificazione delle ordinarie procedure di valutazione e gestione dei programmi di sviluppo, volte a ridurre i tempi di attraversamento e a prevedere semplificazioni e vantaggi operativi alle imprese beneficiarie.

Soggetto gestore

La gestione dei Contratti di sviluppo è affidata all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. – Invitalia, che opera sotto le direttive ed il controllo del Ministero dello sviluppo economico.

A chi si rivolge

I programmi di sviluppo possono essere realizzati da una o più imprese, italiane o estere, di qualsiasi dimensione (compatibilmente con i regolamenti comunitari di volta in volta applicabili). Il programma di sviluppo può, altresì, essere realizzato in forma congiunta anche mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete di cui all’art. 3, comma 4-ter, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5.

Nei Contratti di sviluppo i soggetti beneficiari delle agevolazioni sono articolati in:

  • soggetto proponente, ovvero l’impresa che promuove il programma di sviluppo ed è responsabile della coerenza tecnica ed economica del programma medesimo;
  • imprese aderenti, ovvero le eventuali altre imprese che realizzano progetti di investimento nell’ambito del programma di sviluppo.

Fermo restando l’importo delle spese e dei costi ammissibili alle agevolazioni previsto per il complessivo programma di sviluppo, il programma del soggetto proponente deve presentare spese ammissibili non inferiori a 10 milioni di euro per quanto riguarda i programmi di sviluppo industriali e per la tutela ambientale; non inferiori a 3 milioni di euro per quelli che riguardano esclusivamente attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli; non inferiore a 5 milioni di euro per i programmi di sviluppo delle attività turistiche ovvero 3 milioni di euro per i programmi di sviluppo delle attività turistiche che riguardano le aree interne del Paese o il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse.

Gli investimenti proposti dai soggetti aderenti (ivi compresi i programmi di ricerca, sviluppo e innovazione) devono presentare spese non inferiori a 1,5 milioni di euro.

Le agevolazioni

Le agevolazioni sono concesse nelle seguenti forme, anche in combinazione tra loro:

  • finanziamento agevolato, nei limiti del 75% delle spese ammissibili
  • contributo in conto interessi
  • contributo in conto impianti
  • contributo diretto alla spesa

L’entità delle agevolazioni, nel rispetto dei limiti delle vigenti norme in materia di aiuti di Stato, è determinata sulla base della tipologia di progetto, dalla localizzazione dell’iniziativa e dalla dimensione di impresa, fermo restando che l’ammontare e la forma dei contributi concedibili vengono definiti nell’ambito della fase di negoziazione.

Particolari criteri per la determinazione delle agevolazioni concedibili sono previsti, sempre in attuazione dei vigenti regolamenti comunitari, per i programmi di sviluppo per la tutela ambientale e per i programmi riguardanti l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli. Per tale ultimo settore, con decreto del Ministro dello sviluppo economico del 2 agosto 2017 sono state fornite specifiche disposizioni applicabili per il periodo 2014-2020.

Come funziona

Le istanze di accesso devono essere presentate all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. – Invitalia, soggetto gestore della misura agevolativa, con le modalità e secondo i modelli indicati nella sezione dedicata del sito web dell’Agenzia.

L’Agenzia procede allo svolgimento delle attività istruttorie di competenza nel rispetto dell’ordine cronologico di presentazione delle domande di agevolazioni, tenuto conto delle risorse finanziarie disponibili.

Con il decreto del Ministro dello sviluppo economico 8 novembre 2016 è stata introdotta una specifica procedura per il finanziamento e la valutazione dei programmi di sviluppo di rilevanti dimensioni (investimenti pari o superiori a 50 milioni di euro, ovvero 20 milioni se relativi al settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli), a condizione che i medesimi presentino una particolare rilevanza strategica in relazione al contesto territoriale e al sistema produttivo interessato.

Con le novità introdotte dal decreto 13 novembre 2020, la richiamata rilevanza strategica è valutabile con riferimento alla sussistenza di almeno due dei seguenti requisiti: significativo impatto occupazionale, capacità di attrazione degli investimenti esteri, coerenza degli investimenti con il piano nazionale Industria 4.0, rilevante impatto ambientale. Per i programmi di sviluppo concernenti la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli deve essere, altresì, verificata la capacità del programma di determinare positivi effetti o sinergie con i sistemi di filiera diretta ed allargata regionali e/o nazionali.

La procedura è finalizzata alla sottoscrizione tra il Ministero, Invitalia, l’impresa proponente e le eventuali Regioni cofinanziatrici, di Accordi di Sviluppo ed è attivabile su istanza delle imprese proponenti con le modalità indicate nella sezione dedicata del sito web dell’Agenzia.

L’attivazione dell’Accordo di Sviluppo consente una riduzione dei tempi per la valutazione del programma ed un maggior coinvolgimento delle amministrazioni coinvolte.

È altresì previsto dalla normativa di attuazione dello strumento agevolativo che specifici Accordi di Programma, sottoscritti tra il Ministero, le Regioni, gli enti pubblici e le imprese interessati e l’Agenzia, possano destinare una quota parte delle risorse disponibili per l’attuazione di iniziative di rilevante e significativo impatto sulla competitività del sistema produttivo dei territori, da valutare con riferimento all’ubicazione del programma di sviluppo in aree di crisi o con riferimento alla sussistenza di almeno due dei requisiti ordinariamente previsti per l’accesso allo strumento agevolativo (articolo 9, comma 6, del decreto 9 dicembre 2014).

La procedura è attivabile su istanza delle imprese proponenti con le modalità indicate nella sezione dedicata del sito web dell’Agenzia.

Con decreto ministeriale del 23 marzo 2018 sono state ampliate le modalità di intervento in favore delle imprese, prevedendo la possibilità per il Soggetto Gestore, ad integrazione delle agevolazioni di natura contributiva o di finanziamento già previste, di intervenire alle normali condizioni di mercato nel capitale di rischio del soggetto proponente. Il nuovo articolo 8-bis del decreto del 9 dicembre 2014 e ss.mm.ii. stabilisce le modalità del suddetto intervento che può essere attuato, su richiesta del soggetto proponente, mediante l’assunzione di partecipazioni temporanee e di minoranza nel capitale sociale; l’intervento è consentito – nei limiti ed alle condizioni previsti dal citato articolo 8-bis – per le sole iniziative ubicate nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia oggetto di Accordi di programma o di sviluppo finalizzati al rilancio produttivo di stabilimenti industriali di rilevanti dimensioni, altrimenti dismessi o comunque nei quali l’attività produttiva è stata o verrebbe interrotta. Al suddetto intervento, il decreto del 23 marzo 2018 ha destinato 20 milioni di euro di risorse del Fondo per la crescita sostenibile.


2. MiSE: novità nella normativa dei Contratti di Sviluppo

In particolare, tra le novità di rilievo:

  • Si applicano dal 1° gennaio 2022 le nuove intensità di aiuto previste dalla Carta degli aiuti a finalità regionale per l’Italia, approvata con decisione C(2021) 8655 finale del 2 dicembre 2021. Queste intensità saranno valide fino al 31 dicembre 2027. Per le cosiddette “aree c”, si dovrà attendere un aggiornamento della Carta, poiché non ancora definite. Le intensità aggiornate sono comunque le seguenti:
Basilicata30%
Calabria40%
Campania40%
Molise30%
Sardegna30%
Sicilia40%

Per i progetti di investimento con costi non superiori a 50 milioni il massimale è aumentato di 10 punti % per le medie imprese e di 20 punti % per le piccole imprese. Per i grandi progetti di investimento, le intensità massime di aiuto per le grandi imprese si applicano anche alle imprese di medie dimensioni e alle piccole imprese.

  • ai contratti per progetti di investimento nel settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli ora possono accedere tutte le imprese, anche quelle che esercitano l’attività agricola primaria, sinora esclusa dalle agevolazioni;
  • la soglia di accesso per i contratti per lo sviluppo di attività turistiche si abbassa da 20 milioni a 7,5 milioni €, nel caso siano previsti interventi da realizzarsi nelle aree interne o il recupero e riqualificazione di strutture edilizia dimesse.
  • si modificano i requisiti di valutazione in fase istruttoria dei programmi di sviluppo industriale e di sviluppo di attività turistiche, e si richiede un maggiore impegno nell’elaborazione degli Accordi di sviluppo, dove i requisiti minimi di accesso passano da due a tre.

3. Contratti di sviluppo: incremento risorse 

Assicurate risorse fino al 2036 ai contratti di sviluppo per agevolare gli investimenti di grandi dimensioni da realizzare attraverso i Contratti di sviluppo.

 La Legge di Bilancio 2022 ha disposto l’incremento di 400 milioni di euro per l’anno 2022, 250 milioni nel 2023 e 100 milioni per ciascun anno dal 2024 al 2036 delle risorse destinate ai  contratti di sviluppo per agevolare i progetti di investimento a sostegno della competitività. 

La normativa attualmente in vigore consente la finanziabilità di: 

  • programmi di sviluppo industriali, compresi i programmi riguardanti l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli; 
  • programmi di sviluppo per la tutela ambientale;
  • programmi di sviluppo di attività turistiche che possono comprendere, per un importo non superiore al 20% degli investimenti complessivi da realizzare, programmi destinati allo sviluppo delle attività commerciali. 

Nell’ambito dei suddetti programmi, lo strumento può finanziare, altresì, programmi di ricerca, sviluppo e innovazione nonché opere infrastrutturali nei limiti previsti dalla normativa di attuazione. 

La gestione dei Contratti di sviluppo è affidata all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. – Invitalia, che opera sotto le direttive ed il controllo del Ministero dello sviluppo economico. Di seguito sono riportate le indicazioni relative alle caratteristiche principali dello strumento “Contratti di sviluppo”:

SOGGETTI BENEFICIARI

Il Contratto di Sviluppo è rivolto alle imprese, italiane ed estere di qualsiasi dimensione.

 I destinatari delle agevolazioni sono: 

  • l’impresa proponente, che promuove l’iniziativa imprenditoriale ed è responsabile della coerenza tecnica ed economica del Contratto di Sviluppo
  • le eventuali imprese aderenti, che realizzano progetti di investimento nell’ambito del suddetto Contratto di Sviluppo
  • i soggetti partecipanti agli eventuali progetti di ricerca, e sviluppo e innovazione.

L’impresa proponente è l’interlocutore formale nei confronti di Invitalia, anche per conto delle aziende aderenti. Il contratto di sviluppo potrà inoltre essere realizzato da più soggetti in forma congiunta tramite lo strumento del contratto di rete di cui alla legge 9 aprile 2009, n. 33. In tal caso l’organo comune appositamente nominato agisce come mandatario dei partecipanti al contratto e assume in carico tutti gli adempimenti nei confronti di Invitalia.  

ENTITA’ INVESTIMENTO MINIMO

L’investimento complessivo minimo richiesto è di 20 milioni di euro.

 La soglia di accesso per i programmi di sviluppo è ridotta a 7,5 milioni di euro per lo sviluppo di:

  • attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli 
  • attività turistiche relativamente a programmi di investimento che prevedono interventi da realizzare nelle aree interne del Paese ovvero il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse.
  • Nel caso in cui il programma di sviluppo sia realizzato da più soggetti in forma congiunta tramite lo strumento del contratto di rete, i limiti minimi degli investimenti previsti sono applicati unitariamente, con riferimento agli investimenti della rete nel suo complesso, e non si applicano i limiti riferiti ai progetti d’investimento del soggetto proponente e dei soggetti aderenti. 

PROGRAMMI DI INVESTIMENTO AMMISSIBILI

La proposta di contratto di sviluppo è composto da uno o più progetti di investimento e da eventuali progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, connessi e funzionali tra loro e può avere ad oggetto uno dei seguenti programmi:

PROGRAMMA DI SVILUPPO INDUSTRIALE

Deve riguardare un’iniziativa imprenditoriale finalizzata alla produzione di beni e/o servizi, per la cui realizzazione sono necessari uno o più progetti d’investimento ed, eventualmente, progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, strettamente connessi e funzionali tra di loro in relazione ai prodotti e servizi finali.

  • nei settori manifatturiero, estrattivo, trasporti e della fornitura di energia (salvo i divieti e le limitazioni previste dalle normative UE)
  • in alcune attività di gestione dei rifiuti e risanamento 
  • in alcune attività di servizio, informazione e comunicazione come call center, vigilanza privata, servizi delle agenzie di viaggio ecc. 

Relativamente ai settori del carbone, della costruzione navale, dei trasporti e della produzione e distribuzione di energia,  risulteranno ammissibili esclusivamente progetti presentati da PMI. Eventuali progetti presentati da Grandi Imprese saranno soggetti ad obbligo di notifica alla Commissione Europea.

 I progetti d’investimento del soggetto proponente, a parte eventuali progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, devono prevedere: 

  • spese ammissibili di importo complessivo non inferiore a 10 milioni di euro ovvero 3 milioni di euro se il programma riguarda esclusivamente attività di  trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e l’importo di ciascun progetto dei soggetti aderenti non può essere inferiore a 1,5 milioni di euro.

PROGRAMMA DI SVILUPPO PER LA TUTELA  AMBIENTALE

Deve riguardare un’iniziativa imprenditoriale finalizzata alla salvaguardia dell’ambiente, per la cui realizzazione sono necessari uno o più progetti per la tutela ambientale, ed, eventualmente, progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, strettamente connessi e funzionali tra di loro in relazione all’obiettivo di salvaguardia ambientale del programma. 

Il Contratto di Sviluppo per la TUTELA AMBIENTALE finanzia progetti:

  • per innalzare il livello di tutela ambientale dell’impresa proponente oltre le soglie fissate dalla normativa comunitaria vigente o in assenza di specifica normativa comunitaria 
  • per anticipare l’adeguamento a nuove norme dell’unione, non ancora in vigore, che innalzano il livello di tutela ambientale 
  • per consentire maggiore efficienza energetica 
  • per realizzare impianti di cogenerazione ad alto rendimento 
  • per realizzare attività di riciclaggio e riutilizzo di rifiuti (limitatamente ai rifiuti speciali di origine industriale e commerciale).

Fermo restando il rispetto dell’importo complessivo del programma di sviluppo (20 milioni di euro ridotto a 7,5 milioni di euro per attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli), i progetti d’investimento del soggetto proponente, a parte eventuali progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, devono prevedere:

  •  spese ammissibili di importo complessivo non inferiore a 10 milioni di euro ovvero 3 milioni di euro se il programma riguarda esclusivamente attività di  trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e l’importo di ciascun progetto dei soggetti aderenti non può essere inferiore a 1,5 milioni di euro. 

PROGRAMMA DI SVILUPPO DI ATTIVITA’ TURISTICHE

Deve riguardare un’iniziativa imprenditoriale finalizzata allo sviluppo dell’offerta turistica attraverso il potenziamento e il miglioramento della qualità dell’offerta ricettiva, delle necessarie attività integrative, dei servizi di supporto alla fruizione del prodotto turistico ed, eventualmente, per un importo non superiore al 20 per cento del totale degli investimenti da realizzare, delle attività commerciali, per la cui realizzazione sono necessari uno o più progetti d’investimento, strettamente connessi e funzionali a una migliore fruizione del prodotto turistico e alla caratterizzazione del territorio di riferimento.

In considerazione della opportunità di promuovere e privilegiare l’offerta turistica dei territori, è data priorità, mediante assegnazione di adeguati punteggi, ai programmi di sviluppo di attività turistiche localizzati in un territorio univocamente determinato e riferito a comuni tra loro limitrofi ovvero a comuni appartenenti a un unico distretto turistico.

 Il Contratto di Sviluppo TURISTICO finanzia progetti di investimento:

  • nel settore ricettività e nelle eventuali attività integrative e/o nei servizi di supporto alla fruizione del prodotto turistico. Sono ammissibili anche le correlate attività commerciali complementari (nel limite del 20% degli investimenti da realizzare). 

Nel settore turistico non sono ammissibili progetti di ricerca e sviluppo ma solo progetti di innovazione.

 I progetti d’investimento del soggetto proponente devono prevedere spese ammissibili di importo complessivo non inferiore a 3 milioni di euro.  

Con la Direttiva del Ministro dello sviluppo economico 19 marzo 2021, pubblicata in Gazzetta il 6 aprile 2021,  fornite indicazioni operative per l’attuazione delle disposizioni previste dall’art. 1, comma 84 della Legge di Bilancio 2021 in materia di programmi di sviluppo turistici e integrazione settoriale. 

Ammontano a  130 milioni le risorse dedicate a rafforzare e sviluppare nuovi investimenti nel settore del turismo e valorizzare il sistema di ricettività e ospitalità connesso al settore della trasformazione dei prodotti agricoli.

 La soglia di accesso ai contratti di sviluppo nel settore del turismo scende da 20 a  7,5 milioni di euro (e l’importo minimo del progetto d’investimento del proponente si riduce a 3 milioni di euro) per i programmi di investimento da realizzare nelle aree interne del Paese o per il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse. 

 È previsto, inoltre, l’utilizzo delle risorse della Direttiva per i programmi di  trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli uniti ad investimenti per la creazione, la ristrutturazione e l’ampliamento di strutture idonee alla ricettività e all’accoglienza dell’utente (servizi di ospitalità).  

Requisito connesso al recupero e riqualificazione delle strutture edilizie dismesse 

Per i programmi di sviluppo che prevedono investimenti per il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse è prevista la verifica di: 

  • ultima attività esercitata nel sito interessato; 
  • data di dismissione; 
  • attuale proprietà e lo stato conservativo del sito.

 Per i programmi di sviluppo che prevedono più di un progetto di investimento, ogni progetto deve essere realizzato in una delle Aree Interne o deve prevedere il recupero e la riqualificazione di strutture dismesse. 

 Requisito per le attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli con gli investimenti legati ai servizi di ospitalità: 

  • coincidenza dei soggetti proponenti o aderenti per la realizzazione dei servizi di ospitalità e quelli per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.
  •  dimensione significativa del programma di investimento riguardante l’attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli rispetto agli investimenti previsti per la ricettività e l’accoglienza

PROGRAMMA DI SVILUPPO DI ATTIVITA‘ AGROINDUSTRIALI

Al fine di rafforzare la struttura produttiva agroindustriale e assicurare una produzione alimentare redditizia, le agevolazioni previste possono essere concesse, a favore di imprese di qualsiasi dimensione, per la realizzazione di progetti di investimento nel settore della trasformazione e di commercializzazione dei prodotti agricoli, rientranti nelle seguenti tipologie: 

  • creazione di una nuova unità produttiva; 
  • ampliamento della capacità di un’unità produttiva esistente; 
  • riconversione di un’unità produttiva esistente; 
  • ristrutturazione di un’unità produttiva esistente

I progetti devono essere  avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni  o, successivamente alla decisione della Commissione europea sull’aiuto ad hoc. A tal fine per avvio del progetto si intende la data di inizio dei lavori di costruzione oppure la data del primo impegno giuridicamente vincolante ad ordinare attrezzature o di qualsiasi altro impegno che renda irreversibile l’investimento, a seconda di quale condizione si verifichi prima.

 I soggetti beneficiari delle agevolazioni sono obbligati ad apportare un contributo finanziario, attraverso risorse proprie ovvero mediante finanziamento esterno, in una forma priva di qualsiasi tipo di sostegno pubblico, pari almeno al 25% del totale delle spese ammissibili.

 I beni agevolati devono essere mantenuti nell’unità produttiva oggetto del progetto di investimento agevolato per almeno cinque anni, ovvero tre anni nel caso di PMI, dalla data di ultimazione del progetto stesso. Per data di ultimazione si intende la data relativa all’ultimo titolo di spesa ammissibile.E’, comunque, consentita la sostituzione di impianti o attrezzature obsoleti o guasti entro tale periodo.

 Le spese ammissibili debbono riferirsi all’acquisto e alla costruzione di immobilizzazioni, come definite dagli articoli 2423 e seguenti del codice civile, nella misura necessaria alle finalità del progetto oggetto della richiesta di agevolazioni. Dette spese riguardano: 

a) suolo aziendale e sue sistemazioni, nel limite del 10 per cento dei costi totali ammissibili del progetto d’investimento; 

b) opere murarie e assimilate, nel limite del 40 per cento dei costi totali ammissibili del progetto d’investimento; 

c) infrastrutture specifiche aziendali; 

d) macchinari, impianti e attrezzature varie, nuovi di fabbrica, fino al loro valore di mercato; 

e) l’acquisizione o lo sviluppo di programmi informatici e l’acquisizione di brevetti, licenze, diritti d’autore e marchi commerciali;

 f) consulenze connesse al progetto d’investimento, nella misura massima del 4 per cento dell’importo complessivo ammissibile del progetto d’investimento.

Nel caso di beni acquisiti con il sistema della locazione finanziaria non sono ammissibili i costi connessi al contratto di leasing quali il margine del concedente, i costi di rifinanziamento degli interessi, le spese generali e gli oneri assicurativi.

 Non sono ammesse le spese:

  • relative a macchinari, impianti e attrezzature usati, al capitale circolante, le spese notarili, le spese relative a imposte, tasse, scorte, nonché all’acquisto di immobili che hanno già beneficiato, nei dieci anni antecedenti la data di presentazione della domanda di agevolazione, di altri aiuti, fatta eccezione per quelli di natura fiscale, salvo i casi di revoca e recupero totale degli aiuti medesimi da parte delle autorità competenti.
  • relative a commesse interne. 

Non è, inoltre, ammessa l’IVA sulle spese, salvo nel caso in cui non sia recuperabile a norma della legislazione italiana in materia.

 Non sono ammissibili singoli beni di importo inferiore a 500,00 euro, al netto di IVA. 

Agevolazioni 

Il contratto di sviluppo prevede le seguenti agevolazioni finanziarie: 

contributo a fondo perduto in conto impianti 

contributo a fondo perduto alla spesa

finanziamento agevolato contributo in conto interessi.

 La dimensione degli incentivi dipende dalla tipologia di progetto (di investimento o di ricerca, di sviluppo e innovazione), dalla localizzazione dell’iniziativa e dalla dimensione dell’impresa.

Normativa che regola lo strumento:

 La  Legge di Bilancio 2021 (art. 1 commi da 85 a 87) ha introdotto specifiche disposizioni finalizzate a sostenere il settore turistico facilitando, per determinate categorie di investimenti, l’accesso allo strumento agevolativo e l’integrazione settoriale. In particolare, la soglia di accesso per i programmi di sviluppo di attività turistiche, ordinariamente pari a 20 milioni di euro, è stata ridotta a 7,5 milioni di euro per i programmi di investimento che prevedono interventi da realizzare nelle aree interne del Paese ovvero il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse. La medesima disposizione ha,  inoltre, stabilito che i programmi di sviluppo riguardanti  esclusivamente l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli possono essere accompagnati da investimenti finalizzati alla creazione, alla ristrutturazione e all’ampliamento di strutture idonee alla ricettività e all’accoglienza dell’utente, finalizzati all’erogazione di servizi di ospitalità, connessi alle attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. 

Con decreto ministeriale 13 novembre 2020 sono state introdotte modificazioni e integrazioni al decreto ministeriale 9 dicembre 2014, volte a perseguire una più efficace ed efficiente selezione dei programmi di investimento che possono formare Accordi di programma e Accordi di sviluppo e a introdurre misure di semplificazione delle ordinarie procedure di valutazione e gestione dei programmi di sviluppo, volte a ridurre i tempi di attraversamento e a prevedere semplificazioni e vantaggi operativi alle imprese beneficiarie.Il Programma di sviluppo oggetto del Contratto può essere di tipo  industriale, agroindustriale, turistico o di tutela ambientale. E’ composto da uno o più progetti di investimento e da eventuali progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, connessi e funzionali tra loro. Può prevedere anche la realizzazione di infrastrutture di pubblico interesse. 

 Con decreto ministeriale del 23 marzo 2018 si apportano modifiche al  decreto ministeriale 9 dicembre 2014, prevedendo che  Invitalia,  oltre a concedere contributi e finanziamenti, possa assumere, su richiesta del soggetto proponente, anche partecipazioni temporanee e di minoranza nel capitale sociale dell’impresa. L’intervento è ammesso  per le sole iniziative ubicate nelle Regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) e in transizione (Abruzzo, Molise e Sardegna) e oggetto di Accordi di programma o di sviluppo finalizzati al rilancio produttivo di stabilimenti industriali di rilevanti dimensioni, altrimenti dismessi o comunque nei quali l’attività produttiva è stata o verrebbe interrotta. La partecipazione, inoltre, deve essere acquisita, gestita e dismessa dal soggetto gestore nel rispetto delle condizioni previste dal “test dell’operatore in un’economia di mercato”, di cui alla Comunicazione della Commissione (2014/C 19/04), prevedendo l’apporto di risorse finanziarie da parte di  investitori privati indipendenti in misura economicamente rilevante, per un ammontare pari almeno al 50% dell’operazione. In aggiunta all’acquisizione della partecipazione di minoranza, che può essere detenuta per un arco temporale non superiore a 5 anni, Invitalia può realizzare  investimenti in quasi equity, compresi i  prestiti obbligazionari, rilasciare garanzie o effettuare una combinazione di tali strumenti in favore delle impresa partecipate.

 Con Decreto 2 agosto 2017 viene istituito il regime di aiuti dei “contratti di sviluppo agroindustriali”. Con Circolare 24 novembre 2017, n. 183851 vengono forniti alcuni chiarimenti in merito all’applicazione delle nuove disposizioni stabilite dal  Decreto 2 agosto 2017 al fine di consentire l’applicazione delle stesse in conformità con il regime di aiuti approvato dalla Commissione europea e ai richiamati Orientamenti per gli aiuti di Stato nel settore agricolo e forestale. In merito all’accesso alle agevolazioni, si rammenta che gli investimenti devono  rispettare i requisiti ambientali previsti dai programmi di sviluppo rurale (PSR) delle regioni nei quali sono realizzati; l’Agenzia chiederà quindi un parere alla  Regione, richiedendo inoltre, nel caso di progetti di investimento nel settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, la necessità che detto parere riguardi anche la compatibilità del progetto ai requisiti ambientali previsti dai PSR

Con il decreto ministeriale 8 novembre 2016 sono state apportate alcune modifiche alle procedure. 

Due le novità più importanti

  • Fast Track: la riduzione dei tempi necessari per ottenere le agevolazioni. Avvio del programma di sviluppo entro 6 mesi dalla determina, completamento del programma di investimenti entro 36 mesi.
  • Accordo di Sviluppo: l’introduzione di una nuova procedura a favore dei progetti strategici di grandi dimensioni. E’ stata introdotta una specifica procedura per il finanziamento e la valutazione dei programmi di sviluppo di rilevanti dimensioni (investimenti pari o superiori a 50 milioni di euro, ovvero 20 milioni se relativi al settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli), a condizione che i medesimi presentino una particolare rilevanza strategica (valutabile dal significativo impatto occupazionale o dalla capacità di attrazione degli investimenti esteri o dalla coerenza degli investimenti previsti con il piano nazionale Industria 4.0) in relazione al contesto territoriale e al sistema produttivo interessato.

 La procedura è finalizzata alla sottoscrizione tra il Ministero, Invitalia, l’impresa proponente e le eventuali Regioni cofinanziatrici, di Accordi di Sviluppo ed è attivabile su istanza delle imprese proponenti con le modalità indicate nella sezione dedicata del sito web dell’Agenzia. L’attivazione dell’Accordo di Sviluppo consente una riduzione dei tempi per la valutazione del programma ed un maggior coinvolgimento delle amministrazioni coinvolte. È altresì previsto dalla normativa di attuazione dello strumento agevolativo che specifici Accordi di Programma, sottoscritti tra il Ministero, le Regioni, gli enti pubblici e le imprese interessati e l’Agenzia, possano destinare una quota parte delle risorse disponibili per l’attuazione di iniziative di rilevante e significativo impatto sulla competitività del sistema produttivo dei territori. La procedura è attivabile su istanza delle imprese proponenti con le modalità indicate nella  sezione dedicata del sito web dell’Agenzia.

 Con il  decreto ministeriale 9 giugno 2015 vengono modificati alcuni aspetti attinenti alle fasi di accesso e di erogazione delle agevolazioni. 

Con circolare direttoriale 25 maggio 2015 n. 39257 vengono forniti chiarimenti in merito alla concessione delle agevolazioni a valere sullo strumento dei contratti di sviluppo.

 Con  decreto ministeriale 9 dicembre 2014 vengono aggiornate le modalità per l’accesso, la concessione e l’erogazione delle agevolazioni attraverso lo strumento dei contratti di sviluppo in conformità alle nuove norme in materia di aiuti di Stato previste dal regolamento (UE) n. 651/2014

Le istanze di accesso devono essere presentate all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. – Invitalia, soggetto gestore della misura agevolativa, con le modalità e secondo i modelli indicati nella sezione dedicata del sito web dell’Agenzia.

 La domanda online può essere presentata:

  • dal rappresentante legale dell’impresa proponente
  • dal procuratore speciale dell’impresa proponente.

 Fonte:  Legge 30 dicembre 2021, n.  234, Decreto 4 agosto 2021, Direttiva 19 marzo 2021, Legge 30 dicembre 2020, n. 178, Decreto 13 novembre 2020, Decreto 23 marzo 2018, Circolare 24 novembre 2017, n. 183851, Decreto 8 novembre 2016, Decreto 9 giugno 2015, Circolare 25 maggio 2015, n. 329257, Decreto 29 aprile 2015, Decreto 9 dicembre 2014

4. Contratti di sviluppo per filiere strategiche e rinnovabili: in arrivo i fondi PNRR

Il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti ha annunciato la firma di un decreto che modifica la disciplina del contratto di sviluppo per sostenere la competitività di una serie di filiere industriali chiave per lo sviluppo del Paese e gli investimenti in rinnovabili e batterie funzionali alla transizione green.

A disposizione, circa 2,2 miliardi, tra risorse della legge di Bilancio 2022 e PNRR. Ai 450 milioni per il 2022 destinati ai contratti di sviluppo dalla Manovra, si aggiungono infatti un miliardo e 750 milioni a valere sul Piano nazionale di ripresa e resilienza per progetti in materia di rinnovabili e batterie e per investimenti in filiere strategiche del Made in Italy.

Oltre al provvedimento annunciato da Giorgetti con la nuova disciplina del contratto di sviluppo, già firmato e di prossima pubblicazione in Gazzetta ufficiale, sono quindi in arrivo altri due decreti ministeriali contenenti le modalità di accesso ai finanziamenti agevolati e ai contributi a fondo perduto per i progetti di investimento targati PNRR. Saranno poi altrettanti decreti direttoriali a fissare i termini per la presentazione delle domande di agevolazione.

Cambiano le regole per i contratti di sviluppo

“Sosteniamo i programmi d’investimento che puntano ad accrescere la competitività del sistema produttivo italiano all’interno delle strategiche filiere europee dall’alto valore tecnologico e industriale che impattano in maniera decisiva sul futuro del Paese”, ha dichiarato il ministro Giorgetti annunciando la firma del provvedimento che ridisegna i contratti di sviluppo per farne uno strumento a supporto della reindustrializzazione e della valorizzazione del patrimonio industriale nazionale.

Nel decreto, ha spiegato il ministro, è stata prevista anche una norma volta a sostenere i lavoratori coinvolti in aree territoriali e aziende in crisi, “legando la concessione di incentivi agli impegni degli investitori ad assumerli”. La nuova norma rilancia per tutti i contratti di sviluppo quanto già previsto dal decreto ministeriale del 17 settembre 2021 ai fini della sottoscrizione di un Accordo di programma o di un Accordo di sviluppo in cui sia previsto un incremento occupazionale.

In pratica, la nuova disciplina sulla valutazione e ammissione a finanziamento dei progetti prevede un impegno, per le imprese che realizzano programmi di sviluppo con connesso incremento occupazionale, ad assumere in via prioritaria i percettori di interventi di sostegno al reddito, disoccupati a seguito di procedure di licenziamento collettivo e lavoratori di aziende coinvolte in tavoli di crisi attivi presso il MISE.

Un miliardo dal PNRR per rinnovabili e batterie

Un ulteriore decreto sarà dedicato a dare attuazione – principalmente attraverso i contratti di sviluppo – al progetto di investimento 5.1 “Rinnovabili e batterie”, che rientra nella seconda componente della Missione 2 (M2C2) del Piano nazionale di ripresa e resilienza, dedicata a “Energia rinnovabile, idrogenico, rete e mobilità sostenibile”.

L’obiettivo è potenziare le filiere collegate alla transizione ecologica nei settori fotovoltaico, eolico, batterie per il settore dei trasporti e per il settore elettrico, realizzando investimenti in infrastrutture industriali high-tech e automazione, ricerca e sviluppo, brevetti e innovazione e favorendo anche i processi di riconversione industriale con la costruzione di Gigafactory per realizzare batterie e pannelli fotovoltaici e per l’eolico. L’intervento punta anche a generare nuovi posti di lavoro e alla crescita del capitale umano, investendo in nuove capacità e competenze.

Del miliardo di euro a disposizione del progetto “Rinnovabili e batterie”, 400 milioni andranno al fotovolatico, 100 milioni all’eolico e 500 milioni alle batterie elettriche. Il 40% dei fondi – in linea con quanto previsto dal decreto Semplificazioni – dovrà andare agli investimenti nel Mezzogiorno, quindi nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Contratti di sviluppo per le filiere industriali strategiche del Made in Italy

Infine, un ulteriore provvedimento darà attuazione al progetto di investimento “Competitività e resilienza delle filiere produttive”, nell’ambito della Componente 2 della prima Missione del Recovery Plan (M1C2), relativa a “Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo”.

Attraverso lo strumento dei contratti di sviluppo, si mira a finanziare progetti di digitalizzazione, innovazione e accrescimento della competitività presentati da imprese appartenenti a una serie di filiere industriali strategiche:

  • automotive,
  • microelettronica e semiconduttori,
  • metallo ed elettromeccanica,
  • chimico-farmaceutico,
  • turismo,
  • design, moda e arredo,
  • agroindustria,
  • tutela ambientale.

Con i 750 milioni del PNRR il MISE punta a finanziare almeno 40 contratti di sviluppo, con particolare attenzione alle regioni del Mezzogiorno. Chimico-farmaceutico e agroindustria dovrebbero assorbire da soli 300 milioni di euro.

Fonte Fasi

5. Ai contratti di sviluppo 2,2 mld

Dalle filiere dell’agroindustria, del design/moda/arredo, dell’automotive, della microelettronica e dei semiconduttori, del metallo, dell’elettromeccanica e del chimico/farmaceutico agli investimenti in fonti rinnovabili, in batterie e nel settore del turismo. Sono questi i comparti che il ministero dello Sviluppo economico intende sostenere mettendo a disposizione 2,2 miliardi di euro per finanziare gli investimenti da realizzare nell’ambito dei Contratti di sviluppo. Obiettivo: rafforzare la competitività dell’economia nazionale, obiettivo che rappresenta una delle priorità del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). A fronte dei programmi di spesa effettuati dalle imprese all’interno dei contratti di sviluppo potranno essere concessi finanziamenti agevolati, contributi in conto interessi, in conto impianti e in conto spese, anche in combinazione tra loro.

È quanto emerge dalla lettura del decreto di riforma dei contratti di sviluppo, firmato dal ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, (che ItaliaOggi è riuscito a recuperare e i cui contenuti sono stati in parte anticipati da ItaliaOggi il 21/9/2021); il provvedimento verrà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di oggi. Combinato ad esso sono in arrivo altri due decreti, ora alla firma del ministro Giorgetti, che individuano interventi finanziabili nell’ambito dei contratti di sviluppo con risorse del Pnrr, rispettivamente, in materia di «Investimenti 5.1 Rinnovabili e batterie» (risorse per 1 mld di euro) e di «Investimenti 5.2 Competitività e resilienza delle filiere produttive» (risorse per 750 mln di euro). Andiamo con ordine.

Filiere produttive. Uno dei due dm alla firma del ministro dispone che per essere finanziate le domande di contratti di sviluppo debbano avere ad oggetto la realizzazione di programmi in filiere produttive, anche emergenti, strategiche per il paese. Sono ritenute tali: agroindustria, design, moda e arredo, automotive, microelettronica e semiconduttori, metallo ed elettromeccanica, chimico/farmaceutico.

I programmi di sviluppo concernenti le predette filiere possono essere realizzati:

• da più imprese operanti nella filiera di riferimento, a condizione che i singoli progetti di investimento risultino strettamente connessi e funzionali alla nascita, allo sviluppo o al rafforzamento della filiera medesima;

• da una sola impresa, a condizione che il programma di sviluppo presenti forti elementi di integrazione con la filiera di appartenenza. Gli incentivi consistono in finanziamenti agevolati, contributi in conto interessi, conto impianti e conto spese, anche in combinazione tra loro.

Rinnovabili e batterie. In tal caso l’investimento è finalizzato a promuovere lo sviluppo dei settori produttivi connessi alle tecnologie per la generazione di energia da fonti rinnovabili, con particolare riferimento a moduli fotovoltaici (pv-photo voltaics) innovativi e aerogeneratori di nuova generazione e taglia medio-grande, e per l’accumulo elettrochimico.

L’Investimento 5.1 «Rinnovabili e batterie» è articolato nei seguenti sub-investimenti:

• 5.1.1 «Tecnologia PV» (400 mln);

• 5.1.2 «Industria eolica» (100 mln);

• 5.1.3 «Settore batterie» (500 mln).

Gli incentivi consistono in finanziamenti agevolati, contributi in conto interessi, in conto impianti e in conto spese anche in combinazione tra loro. Gli investimenti oggetto dei contratti di sviluppo finanziati dovranno essere completati entro i termini previsti dal Pnrr.

Sostegno al turismo. Il decreto di riforma dei contratti di sviluppo del turismo modifica gli articoli 4, 6 e 9 bis del decreto 9 dicembre 2014.

Da un lato, il MiSe riduce da 20 mln di euro a 7,5 mln di euro la soglia di accesso allo strumento agevolativo dei contratti di sviluppo per gli interventi da realizzare nelle aree interne del paese ovvero il recupero e la riqualificazione delle strutture edilizie dismesse.

Dall’altro, apre a programmi di sviluppo finalizzati alla creazione, ristrutturazione e ampliamento delle strutture agrituristiche, purché siano accompagnati a investimenti riguardanti l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

Fonte Italia oggi

6. Programmi di sviluppo industriali e di attività turistiche: aggiornati i requisiti richiesti

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 5 dell’8 gennaio 2022 il decreto 2 novembre 2021 del Ministero dello Sviluppo Economico recante “Ulteriori modifiche al decreto 9 dicembre 2014 in materia di contratti di sviluppo”. In particolare il decreto ha previsto un aggiornamento dei requisiti che i programmi di sviluppo industriali e i programmi di sviluppo di attività turistiche devono rispettare ai fini della concessione delle agevolazioni richieste. Inoltre è stata cambiata la conclusione dell’attività istruttoria con esito positivo stabilendo che l’Agenzia è tenuta a riscontrare la sussistenza di almeno due dei requisiti previsti dal decreto stesso.

Si riassumono di seguito alcune delle principali modifiche.

Attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli

Il decreto ha introdotto l’art. 4 bis al decreto in parola prevedendo che i programmi di sviluppo riguardanti esclusivamente l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli possono essere accompagnati da investimenti finalizzati alla creazione, alla ristrutturazione e all’ampliamento di strutture idonee alla ricettività e all’accoglienza dell’utente, finalizzati all’erogazione di servizi di ospitalità connessi alle attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.

Gli investimenti funzionali all’erogazione dei predetti servizi devono essere realizzati dai medesimi soggetti, proponente o aderenti, che realizzano i progetti concernenti la trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

Ai fini del rispetto dei limiti dimensionali previsti sono computati esclusivamente gli investimenti concernenti le attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli. Il progetto di investimento riguardante l’attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli presentato dal soggetto proponente o dall’impresa aderente deve risultare di dimensione significativa rispetto agli investimenti previsti per la ricettività e l’accoglienza proposti dai medesimi soggetti, anche con riferimento agli effetti economici derivanti dalle diverse componenti del progetto di investimento.

Attività istruttoria

Il decreto cambia inoltre la conclusione dell’attività istruttoria con esito positivo che è subordinata al riscontro da parte dell’Agenzia della sussistenza di almeno due dei seguenti requisiti:

a) per i programmi di sviluppo industriale:

1. Positivo impatto sull’occupazione da valutarsi avuto riguardo a:

1.a) l’ubicazione del programma in un’area in cui il Sistema locale del lavoro (SLL) registra, alla data di presentazione della domanda di agevolazioni, un tasso di disoccupazione superiore a quello medio della macro area di riferimento costituita, a seconda della suddetta ubicazione, dalle regioni del Mezzogiorno o dalle restanti regioni del Paese;

1.b) l’aumento del numero degli occupati;

1.c) la capacità del programma di sviluppo di assorbire, nell’ambito del rispettivo fabbisogno di addetti e previa verifica dei requisiti professionali, lavoratori che risultino percettori di interventi a sostegno del reddito, ovvero risultino disoccupati a seguito di procedure di licenziamento collettivo, ovvero dei lavoratori delle aziende del territorio di riferimento coinvolte da tavoli di crisi attivi presso il Ministero dello sviluppo economico;

2. Idoneità del programma di realizzare/consolidare sistemi di filiera diretta e allargata da valutarsi:

2.a) per i programmi realizzati da più imprese, avuto riguardo alla condizione per cui i singoli progetti di investimento risultino strettamente connessi e funzionali alla nascita, allo sviluppo o al rafforzamento della filiera;

2.b) per i programmi realizzati da una sola impresa, avuto riguardo alla condizione per cui il programma presenti forti elementi di integrazione con la filiera di appartenenza e sia in grado di produrre positivi effetti, in termini di sviluppo e rafforzamento, anche sugli altri attori della filiera, con particolare riferimento alle imprese di piccole e medie dimensioni;

3. Idoneità del programma a rafforzare la presenza dell’impresa sui mercati esteri o idoneità del programma di attrarre investimenti esteri, riconducibile, oltre che all’attrazione di nuovi investimenti, anche alla realizzazione di programmi di sviluppo in grado di consolidare la presenza dell’investitore estero sul territorio nazionale;

4. Contributo allo sviluppo tecnologico da valutarsi avuto riguardo alla presenza di investimenti che determinano rilevanti innovazioni di prodotto, di processo produttivo, dell’organizzazione aziendale e/o nelle modalità di commercializzazione. La rilevanza è da valutarsi sulla base dello stato dell’arte internazionale della tecnologia, dei metodi produttivi, organizzativi e/o di commercializzazione;

5. Impatto ambientale dell’investimento, da valutarsi avuto riguardo a:

5.a) la previsione di investimenti nell’efficientamento energetico ovvero per la trasformazione dei processi produttivi finalizzati alla riduzione delle emissioni o alla sostenibilità ambientale in un’ottica di economia circolare;

5.b) la previsione di recupero e riqualificazione di strutture dismesse o sottoutilizzate nell’ambito del programma;

b) per i programmi di attività turistiche:

1. Positivo impatto sull’occupazione da valutarsi avuto riguardo a:

1.a) l’ubicazione del programma in un’area in cui il Sistema locale del lavoro (SLL) registra, alla data di presentazione della domanda di agevolazioni, un tasso di disoccupazione superiore a quello medio della macro area di riferimento costituita, a seconda della suddetta ubicazione, dalle regioni del Mezzogiorno o dalle restanti regioni del Paese;

1.b) l’aumento del numero degli occupati;

1.c) la capacità del programma di investimento di assorbire lavoratori che risultino percettori di interventi a sostegno del reddito, ovvero risultino disoccupati a seguito di procedure di licenziamento collettivo, ovvero dei lavoratori delle aziende del territorio di riferimento coinvolte da tavoli di crisi attivi presso il Ministero dello sviluppo economico;

2. Previsione di recupero e riqualificazione di strutture dismesse o sottoutilizzate nell’ambito del programma;

3. Incidenza del programma su una filiera di interesse turistico da valutarsi avuto riguardo all’idoneità del programma a realizzare/consolidare e promuovere percorsi di interesse culturale, di turismo industriale, ospitalità alberghiera ed enogastronomia;

4. Capacità del programma di contribuire alla crescita o alla stabilizzazione della domanda turistica attraverso la destagionalizzazione dei flussi;

5. Realizzazione del programma in comuni tra loro limitrofi ovvero appartenenti a un unico distretto turistico;

6. Capacità del programma di attrarre investimenti esteri, riconducibile, oltre che all’attrazione di nuovi investimenti, anche alla realizzazione di programmi di sviluppo in grado di consolidare la presenza dell’investitore estero sul territorio nazionale.».

Disposizioni transitorie

Le disposizioni si applicano alle domande presentate successivamente alla data di entrata in vigore del decreto stesso, compatibilmente con lo stato dei procedimenti già avviati.

Le domande di contratto di sviluppo e le istanze di accordo di programma e di accordo di sviluppo già presentate all’Agenzia alla data di entrata in vigore del presente decreto sono valutate con i previgenti criteri, nei limiti delle risorse finanziarie messe a disposizione per finalità coerenti. I programmi di sviluppo connessi ad istanze di accordo di programma e di accordo di sviluppo prive di copertura finanziaria sono valutati in via ordinaria nel rispetto dell’ordine cronologico di presentazione della domanda di contratto di sviluppo.

Fonte Ipsoa

CIRCA 2,2 MILIARDI TRA RISORSE DELLA LEGGE DI BILANCIO 2022 E PNRR PER I CONTRATTI DI SVILUPPO PER FILIERE STRATEGICHE E RINNOVABILI

Ai 450 milioni per il 2022 destinati ai contratti di sviluppo dalla Manovra, si aggiungono infatti un miliardo e 750 milioni a valere sul Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) per progetti in materia di rinnovabili e batterie e per investimenti in filiere strategiche del Made in Italy.

Oltre al provvedimento annunciato da Giorgetti con la nuova disciplina del contratto di sviluppo, già firmato e di prossima pubblicazione in Gazzetta ufficiale, sono quindi in arrivo altri due decreti ministeriali contenenti le modalità di accesso ai finanziamenti agevolati e ai contributi a fondo perduto per i progetti di investimento targati PNRR. Saranno poi altrettanti decreti direttoriali a fissare i termini per la presentazione delle domande di agevolazione.

La firma del provvedimento del Ministro Giorgetti ridisegna i contratti di sviluppo per farne uno strumento a supporto della reindustrializzazione e della valorizzazione del patrimonio industriale nazionale.

Nel decreto è stata prevista anche una norma volta a sostenere i lavoratori coinvolti in aree territoriali e aziende in crisi, legando la concessione di incentivi agli impegni degli investitori ad assumerli.

La nuova norma rilancia per tutti i contratti di sviluppo quanto già previsto dal decreto ministeriale del 17 settembre 2021 ai fini della sottoscrizione di un Accordo di programma o di un Accordo di sviluppo in cui sia previsto un incremento occupazionale.

In pratica, la nuova disciplina sulla valutazione e ammissione a finanziamento dei progetti prevede un impegno, per le imprese che realizzano programmi di sviluppo con connesso incremento occupazionale, ad assumere in via prioritaria i percettori di interventi di sostegno al reddito, disoccupati a seguito di procedure di licenziamento collettivo e lavoratori di aziende coinvolte in tavoli di crisi attivi presso il MISE.

Un ulteriore decreto sarà dedicato a dare attuazione – principalmente attraverso i contratti di sviluppo – al progetto di investimento 5.1 “Rinnovabili e batterie”, che rientra nella seconda componente della Missione 2 (M2C2) del Piano nazionale di ripresa e resilienza, dedicata a “Energia rinnovabile, idrogenico, rete e mobilità sostenibile”.

L’obiettivo è potenziare le filiere collegate alla transizione ecologica nei settori fotovoltaico, eolico, batterie per il settore dei trasporti e per il settore elettrico, realizzando investimenti in infrastrutture industriali high-tech e automazione, ricerca e sviluppo, brevetti e innovazione e favorendo anche i processi di riconversione industriale con la costruzione di Gigafactory per realizzare batterie e pannelli fotovoltaici e per l’eolico. L’intervento punta anche a generare nuovi posti di lavoro e alla crescita del capitale umano, investendo in nuove capacità e competenze.

Del miliardo di euro a disposizione del progetto “Rinnovabili e batterie”, 400 milioni andranno al fotovolatico, 100 milioni all’eolico e 500 milioni alle batterie elettriche. Il 40% dei fondi – in linea con quanto previsto dal decreto Semplificazioni – dovrà andare agli investimenti nel Mezzogiorno, quindi nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Infine, un ulteriore provvedimento darà attuazione al progetto di investimento “Competitività e resilienza delle filiere produttive”, nell’ambito della Componente 2 della prima Missione del Recovery Plan (M1C2), relativa a “Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo”.

Con i 750 milioni del PNRR il MISE punta a finanziare almeno 40 contratti di sviluppo, con particolare attenzione alle regioni del Mezzogiorno. Chimico-farmaceutico e agroindustria dovrebbero assorbire da soli 300 milioni di euro.

Attraverso lo strumento dei contratti di sviluppo, si mira a finanziare progetti di digitalizzazione, innovazione e accrescimento della competitività presentati da imprese appartenenti a una serie di filiere industriali strategiche:

  1. automotive,
  2. microelettronica e semiconduttori,
  3. metallo ed elettromeccanica,
  4. chimico-farmaceutico,
  5. turismo,
  6. design, moda e arredo,
  7. agroindustria,
  8. tutela ambientale.

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CONTRATTI DI SVILUPPO: RIAPRE LO SPORTELLO 

RAMSES GROUP NEWS n. 217 – 21 settembre 2021

Riaprono i termini per la presentazione delle domande di agevolazioni per investimenti di grandi dimensioni da realizzare attraverso i Contratti di sviluppo.

Con decreto direttoriale 17 settembre 2021 è stata disposta, a partire dalle ore 12.00 del giorno 20 settembre 2021, la riapertura dei termini per la presentazione delle domande di agevolazione a valere sullo strumento dei contratto di sviluppo per i quali, con decreto direttoriale 4 agosto 2021, era stata disposta la chiusura.

La normativa attualmente in vigore valevole per il periodo di programmazione 2014-2020, consente la finanziabilità di:

  • programmi di sviluppo industriali, compresi i programmi riguardanti l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli;
  • programmi di sviluppo per la tutela ambientale;
  • programmi di sviluppo di attività turistiche che possono comprendere, per un importo non superiore al 20% degli investimenti complessivi da realizzare, programmi destinati allo sviluppo delle attività commerciali.

Nell’ambito dei suddetti programmi, lo strumento può finanziare, altresì, programmi di ricercasviluppo e innovazione nonché opere infrastrutturali nei limiti previsti dalla normativa di attuazione.

La gestione dei Contratti di sviluppo è affidata all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. – Invitalia, che opera sotto le direttive ed il controllo del Ministero dello sviluppo economico.

Di seguito sono riportate le indicazioni relative alle caratteristiche principali dello strumento “Contratti di sviluppo”:

Soggetti beneficiariIl Contratto di Sviluppo è rivolto alle imprese, italiane ed estere di qualsiasi dimensione. I destinatari delle agevolazioni sono:
– l’impresa proponente, che promuove l’iniziativa imprenditoriale ed è responsabile della coerenza tecnica ed economica del Contratto di Sviluppo
– le eventuali imprese aderenti, che realizzano progetti di investimento nell’ambito del suddetto Contratto di Svilupppo
– i soggetti partecipanti agli eventuali progetti di ricerca, e sviluppo e innovazione.
L’impresa proponente è l’interlocutore formale nei confronti di Invitalia, anche per conto delle aziende aderenti.
Il contratto di sviluppo potrà inoltre essere realizzato da più soggetti in forma congiunta tramite lo strumento del contratto di rete di cui alla legge 9 aprile 2009, n. 33. In tal caso l’organo comune appositamente nominato agisce come mandatario dei partecipanti al contratto e assume in carico tutti gli adempimenti nei confronti di Invitalia.
Entità investimento minimoL’investimento complessivo minimo richiesto è di 20 milioni di euro.
La soglia di accesso per i programmi di sviluppo è ridotta a 7,5 milioni di euro per lo sviluppo di:
– attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli
– attività turistiche relativamente a programmi di investimento che prevedono interventi da realizzare nelle aree interne del Paese ovvero il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse.
Nel caso in cui il programma di sviluppo sia realizzato da più soggetti in forma congiunta tramite lo strumento del contratto di rete, i limiti minimi degli investimenti previsti sono applicati unitariamente, con riferimento agli investimenti della rete nel suo complesso, e non si applicano i limiti riferiti ai progetti d’investimento del soggetto proponente e dei soggetti aderenti.
Programmi di investimento ammissibili
La proposta di contratto di sviluppo è composto da uno o più progetti di investimento e da eventuali progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, connessi e funzionali tra loro e può avere ad oggetto uno dei seguenti programmi:

CONDIZIONI
Programma di sviluppo industriale
Deve riguardare un’iniziativa imprenditoriale finalizzata alla produzione di beni e/o servizi, per la cui realizzazione sono necessari uno o più progetti d’investimento ed, eventualmente, progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, strettamente connessi e funzionali tra di loro in relazione ai prodotti e servizi finali.
– nei settori manifatturiero, estrattivo, trasporti e della fornitura di energia (salvo i divieti e le limitazioni previste dalle normative UE)
– in alcune attività di gestione dei rifiuti e risanamento
– in alcune attività di servizio, informazione e comunicazione come call center, vigilanza privata, servizi delle agenzie di viaggio ecc.
Relativamente ai settori del carbone, della costruzione navale, dei trasporti e della produzione e distribuzione di energia, risulteranno ammissibili esclusivamente progetti presentati da PMI. Eventuali progetti presentati da Grandi Imprese saranno soggetti ad obbligo di notifica alla Commissione Europea.
I progetti d’investimento del soggetto proponente, a parte eventuali progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, devono prevedere:
– spese ammissibili di importo complessivo non inferiore a 10 milioni di euro ovvero 3 milioni di euro se il programma riguarda esclusivamente attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e l’importo di ciascun progetto dei soggetti aderenti non può essere inferiore a 1,5 milioni di euro.
—————————————————————————————————

Programma di sviluppo per la tutela ambientale
Deve riguardare un’iniziativa imprenditoriale finalizzata alla salvaguardia dell’ambiente, per la cui realizzazione sono necessari uno o più progetti per la tutela ambientale, ed, eventualmente, progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, strettamente connessi e funzionali tra di loro in relazione all’obiettivo di salvaguardia ambientale del programma.
Il Contratto di Sviluppo per la TUTELA AMBIENTALE finanzia progetti:
– per innalzare il livello di tutela ambientale dell’impresa proponente oltre le soglie fissate dalla normativa comunitaria vigente o in assenza di specifica normativa comunitaria
– per anticipare l’adeguamento a nuove norme dell’unione, non ancora in vigore, che innalzano il livello di tutela ambientale
– per consentire maggiore efficienza energetica
– per realizzare impianti di cogenerazione ad alto rendimento
– per realizzare attività di riciclaggio e riutilizzo di rifiuti (limitatamente ai rifiuti speciali di origine industriale e commerciale).
Fermo restando il rispetto dell’importo complessivo del programma di sviluppo (20 milioni di euro ridotto a 7,5 milioni di euro per attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli), i progetti d’investimento del soggetto proponente, a parte eventuali progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, devono prevedere:
– spese ammissibili di importo complessivo non inferiore a 10 milioni di euro ovvero 3 milioni di euro se il programma riguarda esclusivamente attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e l’importo di ciascun progetto dei soggetti aderenti non può essere inferiore a 1,5 milioni di euro.
—————————————————————————————————

Programma di sviluppo di attività turistiche
Deve riguardare un’iniziativa imprenditoriale finalizzata allo sviluppo dell’offerta turistica attraverso il potenziamento e il miglioramento della qualità dell’offerta ricettiva, delle necessarie attività integrative, dei servizi di supporto alla fruizione del prodotto turistico ed, eventualmente, per un importo non superiore al 20 per cento del totale degli investimenti da realizzare, delle attività commerciali, per la cui realizzazione sono necessari uno o più progetti d’investimento, strettamente connessi e funzionali a una migliore fruizione del prodotto turistico e alla caratterizzazione del territorio di riferimento.
In considerazione della opportunità di promuovere e privilegiare l’offerta turistica dei territori, è data priorità, mediante assegnazione di adeguati punteggi, ai programmi di sviluppo di attività turistiche localizzati in un territorio univocamente determinato e riferito a comuni tra loro limitrofi ovvero a comuni appartenenti a un unico distretto turistico.
Il Contratto di Sviluppo TURISTICO finanzia progetti di investimento:
– nel settore ricettività e nelle eventuali attività integrative e/o nei servizi di supporto alla fruizione del prodotto turistico. Sono ammissibili anche le correlate attività commerciali complementari (nel limite del 20% degli investimenti da realizzare).
Nel settore turistico non sono ammissibili progetti di ricerca e sviluppo ma solo progetti di innovazione.
progetti d’investimento del soggetto proponente devono prevedere spese ammissibili di importo complessivo non inferiore a 3 milioni di euro.
Con la Direttiva del Ministro dello sviluppo economico 19 marzo 2021, pubblicata in Gazzetta il 6 aprile 2021, fornite indicazioni operative per l’attuazione delle disposizioni previste dall’art. 1, comma 84 della Legge di Bilancio 2021 in materia di programmi di sviluppo turistici e integrazione settoriale. Ammontano a 130 milioni le risorse dedicate a rafforzare e sviluppare nuovi investimenti nel settore del turismo e valorizzare il sistema di ricettività e ospitalità connesso al settore della trasformazione dei prodotti agricoli.
La soglia di accesso ai contratti di sviluppo nel settore del turismo scende da 20 a 7,5 milioni di euro (e l’importo minimo del progetto d’investimento del proponente si riduce a 3 milioni di euro) per i programmi di investimento da realizzare nelle aree interne del Paese o per il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse.
È previsto, inoltre, l’utilizzo delle risorse della Direttiva per i programmi di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli uniti ad investimenti per la creazione, la ristrutturazione e l’ampliamento di strutture idonee alla ricettività e all’accoglienza dell’utente (servizi di ospitalità).

Requisito connesso al recupero e riqualificazione delle strutture edilizie dismesse
Per i programmi di sviluppo che prevedono investimenti per il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse è prevista la verifica di:
– ultima attività esercitata nel sito interessato;
– data di dismissione;
– attuale proprietà e lo stato conservativo del sito.

Per i programmi di sviluppo che prevedono più di un progetto di investimento, ogni progetto deve essere realizzato in una delle Aree Interne o deve prevedere il recupero e la riqualificazione di strutture dismesse.

Requisito per le attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli con gli investimenti legati ai servizi di ospitalità:
coincidenza dei soggetti proponenti o aderenti per la realizzazione dei servizi di ospitalità e quelli per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.
dimensione significativa del programma di investimento riguardante l’attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli rispetto agli investimenti previsti per la ricettività e l’accoglienza.
—————————————————————————————————

Programma di sviluppo di attività agroindustriali
Al fine di rafforzare la struttura produttiva agroindustriale e assicurare una produzione alimentare redditizia, le agevolazioni previste possono essere concesse, a favore di imprese di qualsiasi dimensione, per la realizzazione di progetti di investimento nel settore della trasformazione e di commercializzazione dei prodotti agricoli, rientranti nelle seguenti tipologie:
– creazione di una nuova unità produttiva;
– ampliamento della capacità di un’unità produttiva esistente;
– riconversione di un’unità produttiva esistente;
– ristrutturazione di un’unità produttiva esistente.

I progetti devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni o, successivamente alla decisione della Commissione europea sull’aiuto ad hoc. A tal fine per avvio del progetto si intende la data di inizio dei lavori di costruzione oppure la data del primo impegno giuridicamente vincolante ad ordinare attrezzature o di qualsiasi altro impegno che renda irreversibile l’investimento, a seconda di quale condizione si verifichi prima.
I soggetti beneficiari delle agevolazioni sono obbligati ad apportare un contributo finanziario, attraverso risorse proprie ovvero mediante finanziamento esterno, in una forma priva di qualsiasi tipo di sostegno pubblico, pari almeno al 25% del totale delle spese ammissibili.
beni agevolati devono essere mantenuti nell’unità produttiva oggetto del progetto di investimento agevolato per almeno cinque anni, ovvero tre anni nel caso di PMI, dalla data di ultimazione del progetto stesso. Per data di ultimazione si intende la data relativa all’ultimo titolo di spesa ammissibile. E’, comunque, consentita la sostituzione di impianti o attrezzature obsoleti o guasti entro tale periodo.

Le spese ammissibili debbono riferirsi all’acquisto e alla costruzione di immobilizzazioni, come definite dagli articoli 2423 e seguenti del codice civile, nella misura necessaria alle finalità del progetto oggetto della richiesta di agevolazioni. Dette spese riguardano:
a) suolo aziendale e sue sistemazioni, nel limite del 10 per cento dei costi totali ammissibili del progetto d’investimento;
b) opere murarie e assimilate, nel limite del 40 per cento dei costi totali ammissibili del progetto d’investimento;
c) infrastrutture specifiche aziendali;
d) macchinari, impianti e attrezzature varie, nuovi di fabbrica, fino al loro valore di mercato;
e) l’acquisizione o lo sviluppo di programmi informatici e l’acquisizione di brevetti, licenze, diritti d’autore e marchi commerciali;
f) consulenze connesse al progetto d’investimento, nella misura massima del 4 per cento dell’importo complessivo ammissibile del progetto d’investimento.
Nel caso di beni acquisiti con il sistema della locazione finanziaria non sono ammissibili i costi connessi al contratto di leasing quali il margine del concedente, i costi di rifinanziamento degli interessi, le spese generali e gli oneri assicurativi.

Non sono ammesse le spese:
– relative a macchinari, impianti e attrezzature usati, al capitale circolante, le spese notarili, le spese relative a imposte, tasse, scorte, nonché all’acquisto di immobili che hanno già beneficiato, nei dieci anni antecedenti la data di presentazione della domanda di agevolazione, di altri aiuti, fatta eccezione per quelli di natura fiscale, salvo i casi di revoca e recupero totale degli aiuti medesimi da parte delle autorità competenti
– relative a commesse interne.
Non è, inoltre, ammessa l’IVA sulle spese, salvo nel caso in cui non sia recuperabile a norma della legislazione italiana in materia.
Non sono ammissibili singoli beni di importo inferiore a 500,00 euro, al netto di IVA.

Agevolazioni
Il contratto di sviluppo prevede le seguenti agevolazioni finanziarie:
– contributo a fondo perduto in conto impianti
– contributo a fondo perduto alla spesa
– finanziamento agevolato
– contributo in conto interessi.
La dimensione degli incentivi dipende dalla tipologia di progetto (di investimento o di ricerca, di sviluppo e innovazione), dalla localizzazione dell’iniziativa e dalla dimensione dell’impresa.  
 
Normativa che regola lo strumento:La Legge di Bilancio 2021 (art. 1 commi da 85 a 87) ha introdotto specifiche disposizioni finalizzate a sostenere il settore turistico facilitando, per determinate categorie di investimenti, l’accesso allo strumento agevolativo e l’integrazione settoriale. In particolare, la soglia di accesso per i programmi di sviluppo di attività turistiche, ordinariamente pari a 20 milioni di euro, è stata ridotta a 7,5 milioni di euro per i programmi di investimento che prevedono interventi da realizzare nelle aree interne del Paese ovvero il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse.
La medesima disposizione ha, inoltre, stabilito che i programmi di sviluppo riguardanti esclusivamente l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli possono essere accompagnati da investimenti finalizzati alla creazione, alla ristrutturazione e all’ampliamento di strutture idonee alla ricettività e all’accoglienza dell’utente, finalizzati all’erogazione di servizi di ospitalità, connessi alle attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.

Con decreto ministeriale 13 novembre 2020 sono state introdotte modificazioni e integrazioni al decreto ministeriale 9 dicembre 2014, volte a perseguire una più efficace ed efficiente selezione dei programmi di investimento che possono formare Accordi di programma e Accordi di sviluppo e a introdurre misure di semplificazione delle ordinarie procedure di valutazione e gestione dei programmi di sviluppo, volte a ridurre i tempi di attraversamento e a prevedere semplificazioni e vantaggi operativi alle imprese beneficiarie. Il Programma di sviluppo oggetto del Contratto può essere di tipo industriale, agroindustriale, turistico o di tutela ambientale. E’ composto da uno o più progetti di investimento e da eventuali progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, connessi e funzionali tra loro. Può prevedere anche la realizzazione di infrastrutture di pubblico interesse.

Con decreto ministeriale del 23 marzo 2018 si apportano modifiche al decreto ministeriale 9 dicembre 2014, prevedendo che Invitalia, oltre a concedere contributi e finanziamenti, possa assumere, su richiesta del soggetto proponente, anche partecipazioni temporanee e di minoranza nel capitale sociale dell’impresa.
L’intervento è ammesso per le sole iniziative ubicate nelle Regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) e in transizione (Abruzzo, Molise e Sardegna) e oggetto di Accordi di programma o di sviluppo finalizzati al rilancio produttivo di stabilimenti industriali di rilevanti dimensioni, altrimenti dismessi o comunque nei quali l’attività produttiva è stata o verrebbe interrotta.
La partecipazione, inoltre, deve essere acquisita, gestita e dismessa dal soggetto gestore nel rispetto delle condizioni previste dal “test dell’operatore in un’economia di mercato”, di cui alla Comunicazione della Commissione (2014/C 19/04), prevedendo l’apporto di risorse finanziarie da parte di investitori privati indipendenti in misura economicamente rilevante, per un ammontare pari almeno al 50% dell’operazione.
In aggiunta all’acquisizione della partecipazione di minoranza, che può essere detenuta per un arco temporale non superiore a 5 anni, Invitalia può realizzare investimenti in quasi equity, compresi i prestiti obbligazionari, rilasciare garanzie o effettuare una combinazione di tali strumenti in favore delle impresa partecipate.

Con Decreto 2 agosto 2017 viene istituito il regime di aiuti dei “contratti di sviluppo agroindustriali“. Con Circolare 24 novembre 2017, n. 183851 vengono forniti alcuni chiarimenti in merito all’applicazione delle nuove disposizioni stabilite dal Decreto 2 agosto 2017 al fine di consentire l’applicazione delle stesse in conformità con il regime di aiuti approvato dalla Commissione europea e ai richiamati Orientamenti per gli aiuti di Stato nel settore agricolo e forestale. In merito all’accesso alle agevolazioni, si rammenta che gli investimenti devono rispettare i requisiti ambientali previsti dai programmi di sviluppo rurale (PSR) delle regioni nei quali sono realizzati; l’Agenzia chiederà quindi un parere alla Regione, richiedendo inoltre, nel caso di progetti di investimento nel settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, la necessità che detto parere riguardi anche la compatibilità del progetto ai requisiti ambientali previsti dai PSR.

Con il decreto ministeriale 8 novembre 2016 sono state apportate alcune modifiche alle procedure. Due le novità più importanti:
Fast Track: la riduzione dei tempi necessari per ottenere le agevolazioni. Avvio del programma di sviluppo entro 6 mesi dalla determina, completamento del programma di investimenti entro 36 mesi.
Accordo di Sviluppo: l’introduzione di una nuova procedura a favore dei progetti strategici di grandi dimensioni. E’ stata introdotta una specifica procedura per il finanziamento e la valutazione dei programmi di sviluppo di rilevanti dimensioni (investimenti pari o superiori a 50 milioni di euro, ovvero 20 milioni se relativi al settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli), a condizione che i medesimi presentino una particolare rilevanza strategica (valutabile dal significativo impatto occupazionale o dalla capacità di attrazione degli investimenti esteri o dalla coerenza degli investimenti previsti con il piano nazionale Industria 4.0) in relazione al contesto territoriale e al sistema produttivo interessato.
– La procedura è finalizzata alla sottoscrizione tra il Ministero, Invitalia, l’impresa proponente e le eventuali Regioni cofinanziatrici, di Accordi di Sviluppo ed è attivabile su istanza delle imprese proponenti con le modalità indicate nella sezione dedicata del sito web dell’Agenzia.
L’attivazione dell’Accordo di Sviluppo consente una riduzione dei tempi per la valutazione del programma ed un maggior coinvolgimento delle amministrazioni coinvolte.
È altresì previsto dalla normativa di attuazione dello strumento agevolativo che specifici Accordi di Programma, sottoscritti tra il Ministero, le Regioni, gli enti pubblici e le imprese interessati e l’Agenzia, possano destinare una quota parte delle risorse disponibili per l’attuazione di iniziative di rilevante e significativo impatto sulla competitività del sistema produttivo dei territori.
La procedura è attivabile su istanza delle imprese proponenti con le modalità indicate nella sezione dedicata del sito web dell’Agenzia.
– Con il decreto ministeriale 9 giugno 2015 vengono modificati alcuni aspetti attinenti alle fasi di accesso e di erogazione delle agevolazioni.
– Con circolare direttoriale 25 maggio 2015 n. 39257 vengono forniti chiarimenti in merito alla concessione delle agevolazioni a valere sullo strumento dei contratti di sviluppo.
– Con decreto ministeriale 9 dicembre 2014 vengono aggiornate le modalità per l’accesso, la concessione e l’erogazione delle agevolazioni attraverso lo strumento dei contratti di sviluppo in conformità alle nuove norme in materia di aiuti di Stato previste dal regolamento (UE) n. 651/2014.

Le istanze di accesso devono essere presentate all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. – Invitalia, soggetto gestore della misura agevolativa, con le modalità e secondo i modelli indicati nella sezione dedicata del sito web dell’Agenzia.

La domanda online può essere presentata:

  • dal rappresentante legale dell’impresa proponente
  • dal procuratore speciale dell’impresa proponente.

Fonte: ECONOMIA NEWS 

Decreto 4 agosto 2021, Direttiva 19 marzo 2021, Legge 30 dicembre 2020, n. 178, Decreto 13 novembre 2020, Decreto 23 marzo 2018, Circolare 24 novembre 2017, n. 183851, Decreto 8 novembre 2016, Decreto 9 giugno 2015, Circolare 25 maggio 2015, n. 329257, Decreto 29 aprile 2015, Decreto 9 dicembre 2014


Clausola occupazionale

Per le nuove domanda presentate dal 20 settembre 2021 la novità da rispettare è rappresentata dalla clausola occupazionale.

In particolare, ai fini della sottoscrizione di un Accordo di sviluppo (per progetti che investimenti ammissibili per almeno 50 milioni ovvero 20 milioni per il settore della trasformazione dei prodotti agricoli) o di un Accordo di programma (per investimenti di rilevante e significativo impatto sulla competitività del sistema produttivo dei territori), i soggetti beneficiari, nel caso in cui sia previsto un incremento occupazionale, si impegnano a procedere prioritariamente, nell’ambito del rispettivo fabbisogno di addetti, e previa verifica dei requisiti professionali, all’assunzione dei lavoratori che risultino percettori di interventi a sostegno del reddito, ovvero risultino disoccupati a seguito di procedure di licenziamento collettivo, ovvero dei lavoratori delle aziende del territorio di riferimento coinvolte da tavoli di crisi attivi presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

Ai fini dell’apprezzamento del requisito connesso al significativo impatto occupazionale previsto per la sottoscrizione di un Accordo di sviluppo, Invitalia, valuta anche la possibile capacità del programma di sviluppo proposto di consentire la salvaguardia dei lavoratori di aziende del territorio di riferimento coinvolte da tavoli di crisi attivi presso il Ministero dello sviluppo economico. Questa valutazione può essere effettuata per le nuove istanze di Accordo di sviluppo e per le istanze per le quali non sono già state trasmesse le valutazioni istruttorie di competenza.

Il decreto dispone, a partire dalle ore 12.00 del giorno 20 settembre 2021, la riapertura dei termini per la presentazione delle domande di agevolazione a valere sullo strumento dei contratto di sviluppo per i quali, con il decreto direttoriale 4 agosto 2021 era stata disposta la chiusura.

 Maggiori informazioni i seguenti DOCUMENTI:

 Indicazioni operative sugli Accordi di Sviluppo (pdf)

 Indicazioni operative sugli Accordi di Programma (pdf)

Elenco aree interne del Paese (pdf)

Decreto (pdf)

Il decreto è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Fonte MISE


Bonus nuovi Contratti di sviluppo, ecco gli incentivi per le assunzioni di lavoratori disoccupati

Pronto il bonus nuovi Contratti di sviluppo. Ecco gli incentivi per le assunzioni di lavoratori disoccupati. I termini di presentazione delle domande, da parte delle imprese, si apriranno infatti alle ore 12 di lunedì prossimo. 20 settembre del 2021.

A dare notizia del bonus nuovi Contratti di sviluppo è stato il MiSE. Dopo che proprio il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato l’apposito decreto con un’importante novità. Quella che, nello specifico, è rappresentata da una clausola. Introdotta per incentivare le assunzioni di lavoratori provenienti da aziende in stato di crisi.

Nel dettaglio, proprio con la clausola sopra citata, il bonus nuovi Contratti di sviluppo andrà a premiare quelle imprese che da un lato puntano ad un incremento occupazionale. Ma che dall’altro daranno priorità nelle assunzioni ai lavoratori di aziende che sono coinvolte in tavoli di crisi attivi presso il MiSE. Ma anche lavoratori che sono disoccupati a seguito di procedure di licenziamento collettivo. Nonché i percettori di interventi e di  misure di sostegno al reddito  .

Con il Decreto direttoriale del 17 settembre del 2021, scatta così la riapertura dei termini. Proprio per il bonus nuovi Contratti di sviluppo dopo che era stata precedentemente disposta la chiusura. Per le imprese interessate a presentare online le domande di agevolazione, il sito Internet di riferimento è quello di Invitalia. Sul portale c’è infatti l’apposita sezione. Quella che è dedicata proprio ai nuovi Contratti di sviluppo.

Come funzionano gli incentivi per le assunzioni di lavoratori disoccupati

Il bonus nuovi Contratti di sviluppo è previsto in varie forme, anche combinate tra loro. Precisamente, con un finanziamento agevolato per un controvalore massimo che è pari al 75% delle spese ammissibili.

Ma anche con i contributi diretti alla spesa, con i contributi in conto impianti e con i contributi in conto interessi.

I progetti di investimento con incremento occupazionale possono essere messi a punto anche da una o più imprese. Di qualsiasi dimensione, italiane o estere. Includendo eventualmente pure il ricorso allo strumento del contratto di rete.


TUTTO SU CONTRATTI DI SVILUPPO PER PROGRAMMI TURISTICI

TUTTO SU CONTRATTI DI SVILUPPO IMPRESE AGROINDUSTRIALI 

TUTTO SU CONTRATTI DI SVILUPPO FILIERE VITIVINICOLE 


SCHEDA DI APPROFONDIMENTO

Cosa sono i contratti di sviluppo e come accedere ai finanziamenti e contributi a fondo perduto del MISE per i grandi investimenti


CONTRATTI DI SVILUPPO

SETTORE TURISTICO

AGROALIMENTARE

INDUSTRIALE

TUTELA AMBIENTALE

RICERCA E SVILUPPO

IL PRINCIPALE STRUMENTO DI POLITICA INDUSTRIALE DEDICATO DAL MISE AGLI INVESTIMENTI STRATEGICI E INNOVATIVI DI GRANDI DIMENSIONI NEL SETTORE INDUSTRIALE, AGROALIMENTARE, TURISTICO E DI TUTELA AMBIENTALE, RICERCA E SVILUPPO

RAMSES GROUP mette a disposizione la propria esperienza  per garantire alle imprese che innovano una copertura a carico dello Stato fino al 75% dei loro investimenti.

A CHI SI RIVOLGE 

Tutte le imprese (piccole, medie, grandi) in forma singola o in forma congiunta (come aderenti a un Contratto di sviluppo o come Contratto di rete). 

DOVE 

–su tutto il territorio italiano, nel caso di investimenti proposti da piccole e medie imprese;

 –solo nelle aree inserite nella Carta degli Aiuti a finalità regionale, nel caso di investimenti proposti da grandi imprese;

 –su tutto il territorio italiano, nel caso di programmi di sviluppo per la tutela ambientale o nel settore agroalimentare

PROGETTI AMMISSIBILI 

–Creazione di una nuova unità produttiva. Ampliamento della capacità produttiva di uno stabilimento esistente. 

–Riconversione di un’unità produttiva esistente (diversificazione della produzione). 

–Ristrutturazione di un’unità produttiva esistente (cambiamento fondamentale del processo produttivo). 

–Acquisizione di un’unità produttiva esistente ubicata in area di crisi.

SPESE AMMISSIBILI 

–Acquisto del suolo aziendale e le sue sistemazioni (nel limite del 10% dell’importo dell’investimento in attivi materiali). 

–Opere murarie e assimilate (nel limite del 40% degli investimenti ammissibili se si tratta di un programma di sviluppo industriale, nel limite del 70% se nel settore turistico). 

–Infrastrutture specifiche aziendali.

 –Macchinari, impianti e attrezzature, nuovi di fabbrica.

 –Programmi informatici, brevetti e licenze. 

–Consulenze connesse al progetto, nella misura massima del 4% (progettazioni ingegneristiche, direzione lavori, collaudi di legge, studi di fattibilità economico-finanziaria e di valutazione di impatto ambientale, certificazioni di qualità e ambientali).

SPESE AMMISSIBILI PER PROGETTI DI RICERCA 

È possibile anche collegare progetti di ricerca all’investimento, includendo i seguenti costi: 

–personale interno o esterno (ricercatori, personale tecnico, personale impegnato in attività di supporto alla ricerca e sviluppo); 

–impianti e macchinari, anche di laboratorio, utilizzati nelle attività di ricerca e per la durata del progetto; 

–ricerca contrattualizzata, conoscenze tecniche e brevetti acquistati o presi in licenza da operatori terzi a prezzi di mercato; 

–servizi di consulenza finalizzati esclusivamente alle attività di ricerca;

–spese generali e altri costi operativi, compresi costi dei materiali, forniture e prodotti simili, sostenuti direttamente a seguito dell’attività di ricerca. 

Il contributo a fondo perduto arriva fino all’80%, cumulabile con il credito di imposta ricerca e sviluppo.

AGEVOLAZIONI: PREVISTE EROGAZIONI A SAL E ANTICIPAZIONI 

Le agevolazioni sono erogate per stati di avanzamento lavori a fronte di titoli di spesa quietanzati non inferiori al 20% dell’investimento ammesso. 

La prima erogazione può avvenire anche in anticipazione, nel limite del 30% delle agevolazioni concesse, previa presentazione di fideiussione bancaria o di polizza assicurativa. Le erogazioni avvengono entro 30 giorni dalla presentazione dell’istanza.

EROGAZIONI SENZA GARANZIE ACCESSORIE 

Sono richieste solo le seguenti garanzie: 

–per il finanziamento agevolato: garanzia ipotecaria sui beni aziendali o di terzi con rapporto 1:1;

 –per il contributo a fondo perduto: nessuna garanzia

CORSIA PREFERENZIALE FAST TRACK

 La procedura Fast Track consente di saltare il protocollo e di avere tempi brevissimi di istruttoria, e di avere una corsia preferenziale per le risorse in caso di: 

–importo complessivo superiore a 50 milioni, per programmi industriali, turistici o di tutela ambientale; 

–importo complessivo superiore a 20 milioni, per programmi nel settore agroalimentare; 

Devono presentare inoltre uno dei seguenti requisiti, quali: 

–importante ricaduta occupazionale; 

–coinvolgimento di capitali esteri;

–investimenti innovativi conformi al Piano nazionale “Impresa 4.0”.


SCHEDA DETTAGLIATA


Di seguito sono riportate le indicazioni relative alle caratteristiche principali dello strumento “Contratti di sviluppo”:

Soggetti beneficiariIl Contratto di Sviluppo è rivolto alle imprese, italiane ed estere di qualsiasi dimensione. I destinatari delle agevolazioni sono:
– l’impresa proponente, che promuove l’iniziativa imprenditoriale ed è responsabile della coerenza tecnica ed economica del Contratto di Sviluppo
– le eventuali imprese aderenti, che realizzano progetti di investimento nell’ambito del suddetto Contratto di Svilupppo
– i soggetti partecipanti agli eventuali progetti di ricerca, e sviluppo e innovazione.
L’impresa proponente è l’interlocutore formale nei confronti di Invitalia, anche per conto delle aziende aderenti. Il contratto di sviluppo potrà inoltre essere realizzato da più soggetti in forma congiunta tramite lo strumento del contratto di rete di cui alla legge 9 aprile 2009, n. 33. In tal caso l’organo comune appositamente nominato agisce come mandatario dei partecipanti al contratto e assume in carico tutti gli adempimenti nei confronti di Invitalia.
Entità investimento minimoL’investimento complessivo minimo richiesto è di 20 milioni di euro.
La soglia di accesso per i programmi di sviluppo è ridotta a 7,5 milioni di euro per lo sviluppo di:
– attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricolia
– attività turistiche relativamente a programmi di investimento che prevedono interventi da realizzare nelle aree interne del Paese ovvero il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse.
Nel caso in cui il programma di sviluppo sia realizzato da più soggetti in forma congiunta tramite lo strumento del contratto di rete, i limiti minimi degli investimenti previsti sono applicati unitariamente, con riferimento agli investimenti della rete nel suo complesso, e non si applicano i limiti riferiti ai progetti d’investimento del soggetto proponente e dei soggetti aderenti.
Programmi di investimento ammissibiliLa proposta di contratto di sviluppo è composto da uno o più progetti di investimento e da eventuali progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, connessi e funzionali tra loro e può avere ad oggetto uno dei seguenti programmi:

Condizioni:
————————————————————————————————
Programma di sviluppo  industriale
———————————————————————————————–
Deve riguardare un’iniziativa imprenditoriale finalizzata alla produzione di beni e/o servizi, per la cui realizzazione sono necessari uno o più progetti d’investimento ed, eventualmente, progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, strettamente connessi e funzionali tra di loro in relazione ai prodotti e servizi finali.
– nei settori manifatturiero, estrattivo, trasporti e della fornitura di energia (salvo i divieti e le limitazioni previste dalle normative UE)
– in alcune attività di gestione dei rifiuti e risanamento
– in alcune attività di servizio, informazione e comunicazione come call center, vigilanza privata, servizi delle agenzie di viaggio ecc.

Relativamente ai settori del carbone, della costruzione navale, dei trasporti e della produzione e distribuzione di energia, risulteranno ammissibili esclusivamente progetti presentati da PMI. Eventuali progetti presentati da Grandi Imprese saranno soggetti ad obbligo di notifica alla Commissione Europea.
I progetti d’investimento del soggetto proponente, a parte eventuali progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, devono prevedere:
– spese ammissibili di importo complessivo non inferiore a 10 milioni di euro ovvero 3 milioni di euro se il programma riguarda esclusivamente attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e l’importo di ciascun progetto dei soggetti aderenti non può essere inferiore a 1,5 milioni di euro.

————————————————————————————————-
Programma di sviluppo  per la tutela ambientale
————————————————————————————————-
Deve riguardare un’iniziativa imprenditoriale finalizzata alla salvaguardia dell’ambiente, per la cui realizzazione sono necessari uno o più progetti per la tutela ambientale, ed, eventualmente, progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, strettamente connessi e funzionali tra di loro in relazione all’obiettivo di salvaguardia ambientale del programma.

Il Contratto di Sviluppo per la TUTELA AMBIENTALE finanzia progetti:
– per innalzare il livello di tutela ambientale dell’impresa proponente oltre le soglie fissate dalla normativa comunitaria vigente o in assenza di specifica normativa comunitaria
– per anticipare l’adeguamento a nuove norme dell’unione, non ancora in vigore, che innalzano il livello di tutela ambientale
– per consentire maggiore efficienza energetica
– per realizzare impianti di cogenerazione ad alto rendimento
– per realizzare attività di riciclaggio e riutilizzo di rifiuti (limitatamente ai rifiuti speciali di origine industriale e commerciale).

Fermo restando il rispetto dell’importo complessivo del programma di sviluppo (20 milioni di euro ridotto a 7,5 milioni di euro per attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli), i progetti d’investimento del soggetto proponente, a parte eventuali progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, devono prevedere:
– spese ammissibili di importo complessivo non inferiore a 10 milioni di euro ovvero 3 milioni di euro se il programma riguarda esclusivamente attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e l’importo di ciascun progetto dei soggetti aderenti non può essere inferiore a 1,5 milioni di euro.

————————————————————————————————-
Programma di sviluppo di attività turistiche
————————————————————————————————-
Deve riguardare un’iniziativa imprenditoriale finalizzata allo sviluppo dell’offerta turistica attraverso il potenziamento e il miglioramento della qualità dell’offerta ricettiva, delle necessarie attività integrative, dei servizi di supporto alla fruizione del prodotto turistico ed, eventualmente, per un importo non superiore al 20 per cento del totale degli investimenti da realizzare, delle attività commerciali, per la cui realizzazione sono necessari uno o più progetti d’investimento, strettamente connessi e funzionali a una migliore fruizione del prodotto turistico e alla caratterizzazione del territorio di riferimento. In considerazione della opportunità di promuovere e privilegiare l’offerta turistica dei territori, è data priorità, mediante assegnazione di adeguati punteggi, ai programmi di sviluppo di attività turistiche localizzati in un territorio univocamente determinato e riferito a comuni tra loro limitrofi ovvero a comuni appartenenti a un unico distretto turistico.

Il Contratto di Sviluppo TURISTICO finanzia progetti di investimento:
– nel settore ricettività e nelle eventuali attività integrative e/o nei servizi di supporto alla fruizione del prodotto turistico. Sono ammissibili anche le correlate attività commerciali complementari (nel limite del 20% degli investimenti da realizzare).

Nel settore turistico NON sono ammissibili progetti di ricerca e sviluppo ma solo progetti di innovazione.

progetti d’investimento del soggetto proponente devono prevedere spese ammissibili di importo complessivo non inferiore a 3 milioni di euro.

————————————————————————————————-
Programma di sviluppo di attività agroindustriali
———————————————————————————————–
Al fine di rafforzare la struttura produttiva agroindustriale e assicurare una produzione alimentare redditizia, le agevolazioni previste possono essere concesse, a favore di imprese di qualsiasi dimensione, per la realizzazione di progetti di investimento nel settore della trasformazione e di commercializzazione dei prodotti agricoli, rientranti nelle seguenti tipologie:
– creazione di una nuova unità produttiva;
– ampliamento della capacità di un’unità produttiva esistente;
– riconversione di un’unità produttiva esistente;
– ristrutturazione di un’unità produttiva esistente.
I progetti devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni o, successivamente alla decisione della Commissione europea sull’aiuto ad hoc. A tal fine per avvio del progetto si intende la data di inizio dei lavori di costruzione oppure la data del primo impegno giuridicamente vincolante ad ordinare attrezzature o di qualsiasi altro impegno che renda irreversibile l’investimento, a seconda di quale condizione si verifichi prima.
I soggetti beneficiari delle agevolazioni sono obbligati ad apportare un contributo finanziario, attraverso risorse proprie ovvero mediante finanziamento esterno, in una forma priva di qualsiasi tipo di sostegno pubblico, pari almeno al 25 del totale delle spese ammissibili.
beni agevolati devono essere mantenuti nell’unità produttiva oggetto del progetto di investimento agevolato per almeno cinque anni, ovvero tre anni nel caso di PMI, dalla data di ultimazione del progetto stesso. Per data di ultimazione si intende la data relativa all’ultimo titolo di spesa ammissibile.
E’, comunque, consentita la sostituzione di impianti o attrezzature obsoleti o guasti entro tale periodo. Le spese ammissibili debbono riferirsi all’acquisto e alla costruzione di immobilizzazioni, come definite dagli articoli 2423 e seguenti del codice civile, nella misura necessaria alle finalità del progetto oggetto della richiesta di agevolazioni. Dette spese riguardano:
a) suolo aziendale e sue sistemazioni, nel limite del 10 per cento dei costi totali ammissibili del progetto d’investimento;
b) opere murarie e assimilate, nel limite del 40 per cento dei costi totali ammissibili del progetto d’investimento;
c) infrastrutture specifiche aziendali;
d) macchinari, impianti e attrezzature varie, nuovi di fabbrica, fino al loro valore di mercato;
e) l’acquisizione o lo sviluppo di programmi informatici e l’acquisizione di brevetti, licenze, diritti d’autore e marchi commerciali;
f) consulenze connesse al progetto d’investimento, nella misura massima del 4 per cento dell’importo complessivo ammissibile del progetto d’investimento. Nel caso di beni acquisiti con il sistema della locazione finanziaria non sono ammissibili i costi connessi al contratto di leasing quali il margine del concedente, i costi di rifinanziamento degli interessi, le spese generali e gli oneri assicurativi.

Non sono ammesse le spese:
– relative a macchinari, impianti e attrezzature usati, al capitale circolante, le spese notarili, le spese relative a imposte, tasse, scorte, nonché all’acquisto di immobili che hanno già beneficiato, nei dieci anni antecedenti la data di presentazione della domanda di agevolazione, di altri aiuti, fatta eccezione per quelli di natura fiscale, salvo i casi di revoca e recupero totale degli aiuti medesimi da parte delle autorità competenti
– relative a commesse interne. Non è, inoltre, ammessa l’IVA sulle spese, salvo nel caso in cui non sia recuperabile a norma della legislazione italiana in materia.

Non sono ammissibili singoli beni di importo inferiore a 500,00 euro, al netto di IVA.
AgevolazioniIl contratto di sviluppo prevede le seguenti agevolazioni finanziarie:
– contributo a fondo perduto in conto impianti
– contributo a fondo perduto alla spesafinanziamento agevolato
– contributo in conto interessi.

La dimensione degli incentivi dipende dalla tipologia di progetto (di investimento o di ricerca, di sviluppo e innovazione), dalla localizzazione dell’iniziativa e dalla dimensione dell’impresa.
Normativa che regola lo strumento:– La Legge di Bilancio 2021 (art. 1 commi da 85 a 87) ha introdotto specifiche disposizioni finalizzate a sostenere il settore turistico facilitando, per determinate categorie di investimenti, l’accesso allo strumento agevolativo e l’integrazione settoriale. In particolare, la soglia di accesso per i programmi di sviluppo di attività turistiche, ordinariamente pari a 20 milioni di euro, è stata ridotta a 7,5 milioni di euro per i programmi di investimento che prevedono interventi da realizzare nelle aree interne del Paese ovvero il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse. La medesima disposizione ha, inoltre, stabilito che i programmi di sviluppo riguardanti esclusivamente l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli possono essere accompagnati da investimenti finalizzati alla creazione, alla ristrutturazione e all’ampliamento di strutture idonee alla ricettività e all’accoglienza dell’utente, finalizzati all’erogazione di servizi di ospitalità, connessi alle attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.
– Con decreto ministeriale 13 novembre 2020 sono state introdotte modificazioni e integrazioni al decreto ministeriale 9 dicembre 2014, volte a perseguire una più efficace ed efficiente selezione dei programmi di investimento che possono formare Accordi di programma e Accordi di sviluppo e a introdurre misure di semplificazione delle ordinarie procedure di valutazione e gestione dei programmi di sviluppo, volte a ridurre i tempi di attraversamento e a prevedere semplificazioni e vantaggi operativi alle imprese beneficiarie.
Il Programma di sviluppo oggetto del Contratto può essere di tipo industriale, agroindustriale, turistico o di tutela ambientale. E’ composto da uno o più progetti di investimento e da eventuali progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, connessi e funzionali tra loro. Può prevedere anche la realizzazione di infrastrutture di pubblico interesse.
– Con decreto ministeriale del 23 marzo 2018 si apportano modifiche al decreto ministeriale 9 dicembre 2014, prevedendo che Invitalia, oltre a concedere contributi e finanziamenti, possa assumere, su richiesta del soggetto proponente, anche partecipazioni temporanee e di minoranza nel capitale sociale dell’impresa. L’intervento è ammesso per le sole iniziative ubicate nelle Regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) e in transizione (Abruzzo, Molise e Sardegna) e oggetto di Accordi di programma o di sviluppo finalizzati al rilancio produttivo di stabilimenti industriali di rilevanti dimensioni, altrimenti dismessi o comunque nei quali l’attività produttiva è stata o verrebbe interrotta.
La partecipazione, inoltre, deve essere acquisita, gestita e dismessa dal soggetto gestore nel rispetto delle condizioni previste dal “test dell’operatore in un’economia di mercato”, di cui alla Comunicazione della Commissione (2014/C 19/04), prevedendo l’apporto di risorse finanziarie da parte di investitori privati indipendenti in misura economicamente rilevante, per un ammontare pari almeno al 50% dell’operazione.
In aggiunta all’acquisizione della partecipazione di minoranza, che può essere detenuta per un arco temporale non superiore a 5 anni, Invitalia può realizzare investimenti in quasi equity, compresi i prestiti obbligazionari, rilasciare garanzie o effettuare una combinazione di tali strumenti in favore delle impresa partecipate.
Con Decreto 2 agosto 2017 viene istituito il regime di aiuti dei “contratti di sviluppo agroindustriali“. Con Circolare 24 novembre 2017, n. 183851 vengono forniti alcuni chiarimenti in merito all’applicazione delle nuove disposizioni stabilite dal Decreto 2 agosto 2017 al fine di consentire l’applicazione delle stesse in conformità con il regime di aiuti approvato dalla Commissione europea e ai richiamati Orientamenti per gli aiuti di Stato nel settore agricolo e forestale. In merito all’accesso alle agevolazioni, si rammenta che gli investimenti devono rispettare i requisiti ambientali previsti dai programmi di sviluppo rurale (PSR) delle regioni nei quali sono realizzati; l’Agenzia chiederà quindi un parere alla Regione, richiedendo inoltre, nel caso di progetti di investimento nel settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, la necessità che detto parere riguardi anche la compatibilità del progetto ai requisiti ambientali previsti dai PSR.
Con il decreto ministeriale 8 novembre 2016 sono stateapportate alcune modifiche alle procedure. Due le novità più importanti:
Fast Track: la riduzione dei tempi necessari per ottenere le agevolazioni. Avvio del programma di sviluppo entro 6 mesi dalla determina, completamento del programma di investimenti entro 36 mesi.
Accordo di Sviluppo: l’introduzione di una nuova procedura a favore dei progetti strategici di grandi dimensioni. E’ stata introdotta una specifica procedura per il finanziamento e la valutazione dei programmi di sviluppo di rilevanti dimensioni (investimenti pari o superiori a 50 milioni di euro, ovvero 20 milioni se relativi al settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli), a condizione che i medesimi presentino una particolare rilevanza strategica (valutabile dal significativo impatto occupazionale o dalla capacità di attrazione degli investimenti esteri o dalla coerenza degli investimenti previsti con il piano nazionale Industria 4.0) in relazione al contesto territoriale e al sistema produttivo interessato.
– La procedura è finalizzata alla sottoscrizione tra il Ministero, Invitalia, l’impresa proponente e le eventuali Regioni cofinanziatrici, di Accordi di Sviluppo ed è attivabile su istanza delle imprese proponenti con le modalità indicate nella sezione dedicata del sito web dell’Agenzia.
L’attivazione dell’Accordo di Sviluppo consente una riduzione dei tempi per la valutazione del programma ed un maggior coinvolgimento delle amministrazioni coinvolte.

È altresì previsto dalla normativa di attuazione dello strumento agevolativo che specifici Accordi di Programma, sottoscritti tra il Ministero, le Regioni, gli enti pubblici e le imprese interessati e l’Agenzia, possano destinare una quota parte delle risorse disponibili per l’attuazione di iniziative di rilevante e significativo impatto sulla competitività del sistema produttivo dei territori.

La procedura è attivabile su istanza delle imprese proponenti con le modalità indicate nella sezione dedicata del sito web dell’Agenzia.
– Con il decreto ministeriale 9 giugno 2015 vengono modificati alcuni aspetti attinenti alle fasi di accesso e di erogazione delle agevolazioni.
– Con circolare direttoriale 25 maggio 2015 n. 39257 vengono forniti chiarimenti in merito alla concessione delle agevolazioni a valere sullo strumento dei contratti di sviluppo.
– Con decreto ministeriale 9 dicembre 2014 vengono aggiornate le modalità per l’accesso, la concessione e l’erogazione delle agevolazioni attraverso lo strumento dei contratti di sviluppo in conformità alle nuove norme in materia di aiuti di Stato previste dal regolamento (UE) n. 651/2014.

COSA FA RAMSES GROUP

 Assistenza a 360 gradi: 

–Definizione del programma di investimento e della sua coerenza con le norme agevolative; 

–Presentazione della domanda a Invitalia; 

–Assistenza nella fornitura delle integrazioni; 

–Presenza ai colloqui; 

–Assistenza alla firma dei contratti con lo Stato; 

–Predisposizione dei SAL e rendicontazione delle spese; 

–Assistenza ai controlli e collaudi tecnico-amministrativi.

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Contratti di Sviluppo: 

pronte le disposizioni di attuazione

Con la direttiva 19 marzo 2021, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 82 del 6 aprile 2021, il Ministero dello Sviluppo economico recante la ”Attuazione delle disposizioni in materia di contratti di sviluppo” provvede a ridefinire le modalità e i criteri per la concessione delle agevolazioni e la realizzazione degli interventi relativi alla semplificazione degli strumenti di attrazione degli investimenti e di sviluppo d’impresa. L’obiettivo è quello di sostenere il settore del turismo, promuovendo la realizzazione di programmi in grado di ridurre il divario socio-economico tra le aree territoriali del Paese e di contribuire a un utilizzo efficiente del patrimonio immobiliare nazionale, nonché di favorire la crescita della catena economica e l’integrazione settoriale.

La legge di Bilancio 2021 (legge n. 178/2020), al fine di sostenere il settore del turismo, promuovendo la realizzazione di programmi in grado di ridurre il divario socio-economico tra le aree territoriali del Paese e di contribuire ad un utilizzo efficiente del patrimonio immobiliare nazionale, nonché di favorire la crescita della catena economica e l’integrazione settoriale prevede che:

a) la soglia di accesso allo strumento agevolativo dei contratti di sviluppo, pari a 20 milioni di euro, è ridotta a 7,5 milioni di euro per i programmi di investimento che prevedono interventi da realizzare nelle aree interne del Paese ovvero il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse. Per i medesimi programmi, l’importo minimo dei progetti d’investimento del proponente è conseguentemente ridotto a 3 milioni di euro;

b) i programmi di sviluppo riguardanti esclusivamente l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli possono essere accompagnati da investimenti finalizzati alla creazione, alla ristrutturazione e all’ampliamento di strutture idonee alla ricettività e all’accoglienza dell’utente, finalizzati all’erogazione di servizi di ospitalità connessi alle attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.

Con la direttiva pubblicata in Gazzetta, il Ministero fornisce a le opportune direttive per perseguire la corretta attuazione delle previsioni della normativa. In particolare, tra l’altro, indica che:

– le aree interne del Paese sono quelle individuate dall’Accordo di partenariato approvato dalla Commissione europea con decisione di esecuzione C(2014) 8021 final del 29 ottobre 2014 e successive modificazioni e integrazioni;

– ai fini della verifica della sussistenza del requisito connesso al recupero e alla riqualificazione di strutture edilizie dismesse, le imprese devono fornire idonea documentazione dalla quale possa essere accertata l’ultima attività esercitata nel sito interessato, la data di dismissione, l’attuale proprietà e lo stato conservativo del sito;

– nel caso di programmi di sviluppo composti da più progetti d’investimento, ciascun progetto deve necessariamente essere ubicato nelle aree interne del Paese o riguardare il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse.

Inoltre:

a) gli investimenti funzionali all’erogazione di servizi di ospitalità devono essere realizzati dai medesimi soggetti, proponente o aderenti, che realizzano i progetti concernenti la trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli;

b) le disposizioni di cui alla lettera a) si applicano anche nel caso in cui il programma di sviluppo sia proposto da più soggetti in forma congiunta tramite lo strumento del contratto di rete; ogni impresa retista deve presentare almeno un progetto di investimento riguardante l’attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli;

c) il progetto di investimento riguardante l’attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli presentato dal soggetto proponente o dall’impresa aderente deve risultare di dimensione significativa rispetto agli investimenti previsti per la ricettività e l’accoglienza proposti dai medesimi soggetti, anche con riferimento agli effetti economici derivanti dalle diverse componenti del progetto di investimento.

Fonte Ipsoa professionalità quotidiana


Contratti di sviluppo: il MISE semplifica le regole e facilita gli investimenti nel TURISMO

Per programmi di investimento nel settore del turismo, sono operative due nuove tipologie di contratti di sviluppo del valore complessivo di 130 milioni di euro. La prima sostiene progetti di sviluppo di attività turistiche da realizzare nelle aree interne o per il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse. Per tali progetti è previsto un limite ridotto di spesa per accedere alle agevolazioni: 7,5 milioni anziché i 20 ordinariamente richiesti. L’altra misura, invece, finanzia programmi di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli che prevedono anche la creazione, la ristrutturazione e l’ampliamento di servizi di ospitalità.

Istituite della legge di Bilancio 2021 (l. n. 178/2020, art. 1, comma da 85 a 87), l’attuazione delle due misure è arrivata con la direttiva 19/03/2021  del Ministro dello Sviluppo Economico, a cui ha fatto seguito l’apertura da parte di Invitalia dello sportello per l’invio delle domande.

Disponibili 130 milioni di euro. All’esaurimento di tali risorse, le istanze saranno esaminate ed accolte, nel rispetto dell’ordine cronologico di presentazione, entro i limiti della dotazione generale dei contratti di sviluppo.

Progetti nel settore turistico

La nuova tipologia di contratti di sviluppo finanzia programmi di investimento nel settore turistico da realizzare nelle aree Interne del Paese o per il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse.

Le aree interne del Paese sono quelle individuate dall’Accordo di partenariato approvato dalla Commissione europea con decisione di esecuzione C(2014) 8021 final del 29 ottobre 2014 e ss.mm.ii.

Caratteristica di tali progetti è un limite ridotto di spesa per accedere alle agevolazioni.

L’importo minimo complessivo degli investimenti ammissibili è infatti fissato a 7,5 milioni di euro, contro i 20 milioni di euro ordinariamente richiesti per gli altri programmi di sviluppo delle attività turistiche.

Più bassa anche la soglia minima di accesso per il soggetto proponente: 3 milioni di euro anziché 5 milioni di euro.

Resta invece confermato a 1,5 milioni di euro, l’importo minimo del progetto delle imprese aderenti.

Il programma di sviluppo può prevedere anche investimenti in attività commerciali (non superiori al 20% degli investimenti complessivamente ammissibili) e progetti di innovazione dell’organizzazione o innovazione di processo strettamente connessi e funzionali a una migliore fruizione del prodotto turistico e alla caratterizzazione del territorio di riferimento.

Le domande di accesso alle agevolazioni devono essere presentate esclusivamente on line, attraverso la piattaforma informatica di Invitalia, soggetto gestore della misura.

Il format per la presentazione della domanda è quello denominato “Contratto sviluppo turistico 7,5 milioni di euro”, disponibile nel sito di Invitalia nella sezione dedicata ai contratti di sviluppo.

Per i programmi di sviluppo che prevedono investimenti per il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse, nella domanda si dovrà comprovare lo “status” di struttura dismessa. In particolare, si dovrà:

– indicare la data di dismissione, l’ultima attività produttiva presente, la proprietà attuale;

– descrivere lo stato conservativo, il vantaggio paesaggistico ambientale legato al recupero delle strutture, i vantaggi paesaggistici e ambientali connessi al recupero delle strutture, ecc..

Nel caso di programmi di sviluppo composti da più progetti d’investimento, ai fini dell’ammissibilità, ciascun progetto deve essere ubicato nelle aree interne del Paese o riguardare il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse.

Progetti di trasformazione dei prodotti agricoli che includono servizi di ospitalità

L’altra nuova tipologia di contratti di sviluppo attivata riguarda programmi di sviluppo che prevedono attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli congiuntamente ad investimenti finalizzati alla creazione, alla ristrutturazione e all’ampliamento di strutture idonee alla ricettività e all’accoglienza dell’utente, finalizzati all’erogazione di servizi di ospitalità connessi alle attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.

Gli investimenti funzionali all’erogazione di servizi di ospitalità devono essere realizzati dai medesimi soggetti, proponente o aderenti, che realizzano i progetti concernenti la trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

Nel caso in cui il programma di sviluppo sia proposto da una rete di impresa, ogni impresa retista deve presentare almeno un progetto di investimento riguardante l’attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.

Gli investimenti concernenti le attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli devono rispettare i seguenti limiti dimensionali:

– investimento minimo complessivo: non inferiore a 7,5 milioni di euro;

– investimento minimo soggetto proponente: non inferiore a 3 milioni di euro;

– investimento minimo soggetto aderente: non inferiore a 1,5 milioni di euro.

Non sono invece previsti limiti minimi per gli investimenti turistici.

Gli investimenti relativi all’attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, tuttavia, deve risultare di dimensione significativa rispetto agli investimenti previsti per la ricettività e l’accoglienza, anche con riferimento agli effetti economici derivanti complessivamente dalle diverse componenti del programma di investimento.

Le domande di accesso alle agevolazioni devono essere presentate esclusivamente on line, attraverso la piattaforma informatica di Invitalia.

Il format per la presentazione della domanda è quello denominato “Proposta contratto sviluppo Tpa con annesso turismo”.

Soggetti beneficiari e agevolazioni

I programmi di sviluppo possono essere realizzati da una o più imprese (italiane o estere) di qualsiasi dimensione, anche mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete.

I soggetti beneficiari delle agevolazioni si distinguono in:

– impresa proponente, che promuove l’iniziativa imprenditoriale ed è responsabile della coerenza tecnica ed economica del contratto di sviluppo;

– eventuali imprese aderenti, ovvero le eventuali altre imprese che realizzano progetti di investimento nell’ambito del programma di sviluppo.

Le agevolazioni sono concesse nelle seguenti forme, anche in combinazione tra loro:

– finanziamento agevolato, nei limiti del 75% delle spese ammissibili;

– contributo in conto interessi;

– contributo in conto impianti;

– contributo diretto alla spesa.

Contratti di sviluppo in sintesi

Programmi di sviluppo delle attività turistiche che riguardano le aree interne del Paese o il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse– Investimento minimo complessivo: non inferiore a 7,5 milioni di euro – investimento minimo soggetto proponente: non inferiore a 3 milioni di euro – investimento minimo soggetto aderente: non inferiore a 1,5 milioni di euro
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– Format per la presentazione della domanda “Contratto sviluppo turistico 7,5 milioni di euro”
Programmi di sviluppo riguardanti attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli accompagnati da investimenti finalizzati alla creazione, alla ristrutturazione e all’ampliamento di strutture idonee all’erogazione di servizi di ospitalità– investimento minimo complessivo: non inferiore a 7,5 milioni di euro – investimento minimo soggetto proponente: non inferiore a 3 milioni di euro – investimento minimo soggetto aderente: non inferiore a 1,5 milioni di euro. Non sono previsti limiti minimi per gli investimenti turistici.
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– Format per la presentazione della domanda “Proposta contratto sviluppo Tpa con annesso turismo”

Fonte Ipsoa professionalità quotidiana


Contratti di Sviluppo:  programmi di investimento nel settore TURISMO

Con la Direttiva MISE del 19 marzo 2021 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 6 aprile 2021) si rendono disponibili 130 milioni per rafforzare e sviluppare nuovi investimenti nel settore del turismo e valorizzare il sistema di ricettività e ospitalità connesso al settore della trasformazione dei prodotti agricoli.

La soglia di accesso ai contratti di sviluppo nel settore del turismo scende da 20 a 7,5 milioni di euro (e l’importo minimo del progetto d’investimento del proponente si riduce a 3 milioni di euro) per i programmi di investimento da realizzare nelle aree interne del Paese o per il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse

È previsto, inoltre, l’utilizzo delle risorse della Direttiva per i programmi di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli uniti ad investimenti per la creazione, la ristrutturazione e l’ampliamento di strutture idonee alla ricettività e all’accoglienza dell’utente (servizi di ospitalità). 

Requisito connesso al recupero e riqualificazione delle strutture edilizie dismesse

Per i programmi di sviluppo che prevedono investimenti per il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse è prevista la verifica di:

– ultima attività esercitata nel sito interessato;

– data di dismissione;

– attuale proprietà e lo stato conservativo del sito.

Per i programmi di sviluppo che prevedono più di un progetto di investimento, ogni progetto deve essere realizzato in una delle Aree Interne o deve prevedere il recupero e la riqualificazione di strutture dismesse

Requisito per le attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli con gli investimenti legati ai servizi di ospitalità:

  • coincidenza dei soggetti proponenti o aderenti per la realizzazione dei servizi di ospitalità e quelli per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.
  • dimensione significativa del programma di investimento riguardante l’attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli rispetto agli investimenti previsti per la ricettività e l’accoglienza.

CONTRATTO DI SVILUPPO INVITALIA

Cos’è

Con il Contratto di Sviluppo Invitalia sostiene gli investimenti di grandi dimensioni nel settore industriale, turistico e di tutela ambientale.

L’investimento complessivo minimo richiesto è di 20 milioni di euro. Solo per attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli si riduce a 7,5 milioni di euro. 

Sono previste procedure di Fast TrackAccordo di Sviluppo e Accordo di Programma, procedure a favore dei progetti strategici di grandi dimensioni e di significativo impatto sul sistema produttivo.

La direttiva Mise del 15 aprile 2020 stanzia, per le nuove procedure Fast Track, fondi dedicati alle imprese che facciano domanda per richiedere gli incentivi del Contratto di Sviluppo presentando progetti nell’ambito della green economy (sostenibilità ambientale ed economia circolare) e nel settore biomedicale e della telemedicina (rafforzamento del sistema nazionale di produzione di dispositivi, tecnologie e servizi di prevenzione delle emergenze sanitarie).

Novità

In un’ottica di accelerazione e semplificazione delle procedure, il decreto ministeriale 13 novembre 2020 introduce modifiche alla disciplina in materia dei Contratti di sviluppo, Accordi di programma e Accordi di sviluppo, di cui al decreto ministeriale 9 dicembre 2014

Il decreto è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 40 del 17 febbraio 2020

A chi è destinato

Il Contratto di Sviluppo è rivolto alle imprese italiane ed estere.

I destinatari delle agevolazioni sono:

  • l’impresa proponente, che promuove l’iniziativa imprenditoriale ed è responsabile della coerenza tecnica ed economica del Contratto
  • le eventuali imprese aderenti, che realizzano progetti di investimento nell’ambito del suddetto Contratto di Sviluppo
  • soggetti partecipanti agli eventuali progetti di ricerca, sviluppo e innovazione.

L’impresa proponente è l’interlocutore formale nei confronti di Invitalia, anche per conto delle aziende aderenti.

Il contratto di sviluppo può inoltre essere realizzato da più soggetti in forma congiunta con il contratto di rete (legge 33 del 9 aprile 2009). In tal caso l’organo comune, appositamente nominato, agisce come mandatario dei partecipanti al Contratto e assume in carico tutti gli adempimenti nei confronti di Invitalia. 

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM 2 agosto 2017 che, ad integrazione di quanto già previsto dal DM 9.12.2104, recepisce il nuovo regime dei ”Contratti di Sviluppo agroalimentari” – adottato dalla Commissione Europea in data 9 giugno 2017 – per le imprese che intendano realizzare programmi di sviluppo relativi al settore della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli

Cosa finanzia

Il Programma di sviluppo oggetto del Contratto può essere di tipo industriale, turistico o di tutela ambientale.

E’ composto da uno o più progetti di investimento e da eventuali progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, connessi e funzionali tra loro.

Può prevedere anche la realizzazione di infrastrutture di pubblico interesse.

Cosa si può fare

Il Contratto di Sviluppo prevede le seguenti agevolazioni finanziarie:

  • contributo a fondo perduto in conto impianti
  • contributo a fondo perduto alla spesa
  • finanziamento agevolato
  • contributo in conto interessi.

L’entità degli incentivi dipende dalla tipologia di progetto (di investimento o di ricerca, di sviluppo e innovazione), dalla localizzazione dell’iniziativa e dalla dimensione di impresa. Gli incentivi sono diversi per i progetti a finalità ambientale.

Per saperne di più

Accordo di Sviluppo

Per i programmi di grandi dimensioni, che rivestono una particolare rilevanza strategica, è attiva una specifica procedura, l’Accordo di Sviluppo, che implica una corsia preferenziale per le risorse, una riduzione dei tempi e un maggior coinvolgimento delle amministrazioni coinvolte.

Progetti di grandi dimensioni sono quelli che prevedono investimenti ammissibili per almeno € 50 milioni ( € 20 milioni per il settore della trasformazione dei prodotti agricoli).

Con la nuova normativa, la rilevanza strategica di un progetto si riscontra se il programma di investimenti presenta almeno due dei seguenti elementi distintivi:

  • significativo impatto occupazionale, inteso come creazione di nuovi posti di lavoro
  • capacità di attrazione degli investimenti esteri
  • coerenza con le direttrici di Industria 4.0
  • rilevante impatto ambientale.

Per il settore della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, è necessario, inoltre, che il progetto presentato riceva una valutazione positiva sul potenziale impatto diretto e indiretto sulla filiera allargata a livello regionale e/o nazionale.

Gli Accordi di sviluppo godono di una corsia preferenziale con priorità nella prenotazione delle risorse e nei tempi di valutazione e di attuazione: i tempi di istruttoria scendono da 120 a 90 giorni.

L’accordo si attiva su richiesta delle imprese proponenti, con invio del modulo:

–  nella fase di presentazione del contratto di sviluppo direttamente sulla piattaforma informatica

– o in una fase successiva con l’invio alla casella PEC cds2015@pec.invitalia.it. In questo caso, si ricorda di specificare, nell’oggetto della mail, il numero di protocollo generato dalla piattaforma informatica al momento della presentazione della domanda relativa al contratto di sviluppo.

Se la verifica ha esito positivo (per sussistenza della rilevanza strategica e ammissibilità del progetto d’investimento), Invitalia avvia la procedura con comunicazione al Ministero dello Sviluppo economico per il perfezionamento dell’Accordo di Sviluppo.

In assenza delle caratteristiche di rilevanza strategica e ammissibilità del progetto, le domande di finanziamento saranno esaminate in ordine cronologico.

Guarda anche come funziona il Fast Track

Accordo di Programma

Nuove procedure per l’attivazione e presentazione delle domande

Per gli investimenti di rilevante e significativo impatto sulla competitività del sistema produttivo dei territori, il Ministero dello Sviluppo Economico ha definito la procedura per l’attivazione degli Accordi di programma (sottoscritti da Ministero, Invitalia, Regioni, enti pubblici e imprese), alle quali sono destinate una parte delle risorse disponibili.

Cambiano i criteri per valutare il “rilevante e significativo impatto” dei progetti di investimento presentati:

Il primo criterio è la localizzazione del progetto di investimento: se proposto in un’area di crisi è possibile attivare l’accordo di programma.

In alternativa la nuova normativa richiede che il progetto di investimento preveda almeno due dei seguenti requisiti:

  • localizzazione del programma in un’area con un elevato tasso di disoccupazione
  • recupero o riqualificazione di strutture dismesse o sottoutilizzate
  • rilevanti innovazioni di prodotto o di processo
  • rilevante presenza sui mercati esteri
  • sviluppo del programma all’interno di un distretto turistico con proposte di destagionalizzazione dei flussi per stabilizzare l’offerta turistica

Per il settore della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, è necessario che il progetto presentato riceva una valutazione positiva sul potenziale impatto diretto e indiretto sulla filiera allargata a livello regionale e/o nazionale.

Presentazione della domanda

L’accordo si attiva su richiesta delle imprese proponenti, con invio del modulo :

–  nella fase di presentazione del contratto di sviluppo direttamente sulla piattaforma informatica

– o in una fase successiva con l’invio alla casella PEC cds2015@pec.invitalia.it . In questo caso, si ricorda di specificare, nell’oggetto della mail, il numero di protocollo generato dalla piattaforma informatica al momento della presentazione della domanda relativa al contratto di sviluppo.

Le imprese devono allegare alla domanda un’attestazione della Regione o degli enti pubblici interessati sulla loro disponibilità a partecipare al cofinanziamento dell’iniziativa, condizione necessaria per la sottoscrizione dell’Accordo di Programma.

Se la verifica ha esito positivo, Invitalia avvia la procedura e informa il Ministero dello Sviluppo Economico e le Amministrazioni coinvolte per il perfezionamento dell’Accordo di programma.

In assenza del cofinanziamento regionale e della conseguente stipula dell’Accordo di programma, le domande di finanziamento saranno esaminate in ordine cronologico.

Contratto di Sviluppo per la tutela ambientale

Cos’è

 Il Contratto di Sviluppo per i programmi di tutela ambientale nasce per favorire le imprese che vogliono realizzare investimenti per ridurre i consumi energetici e le emissioni di gas che alterano il clima (Asse IV PON Imprese e Competitività 2014-2020).

L’investimento minimo è di 20 milioni di euro (7,5 milioni di euro per le attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli) e può essere realizzato nelle regioni Basilicata, Campania, Calabria, Puglia  e Sicilia.

Non sono agevolabili i progetti di ricerca, sviluppo e innovazione.

Le risorse disponibili sono pari a 100 milioni di euro.

È rivolto a tutte le imprese che:

  • vogliono realizzare programmi di sviluppo nei settori energivori (vedi allegato al DM 7 dicembre 2016

             oppure

  • risultano qualificabili come a forte consumo di energia e sono presenti nell’elenco della Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA) alla data di presentazione della richiesta e fino alla concessione delle agevolazioni 

N.B. Sono previste limitazioni settoriali per investimenti finalizzati a conseguire una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Per approfondimenti consulta la Circolare MISE n. 45207 del 12 maggio 2017 e i suoi due allegati: allegato I e allegato II

 

Tipologia di finanziamento

  • contributo a fondo perduto in conto impianti
  • contributo a fondo perduto alla spesa
  • finanziamento agevolato
  • contributo in conto interessi

L’entità degli incentivi dipende dalla tipologia di progetto, dalla localizzazione dell’iniziativa e dalla dimensione di impresa.

Scarica il quadro sinottico

Fonte INVITALIA


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