CODICE DELLA CRISI D’IMPRESA: Gli indicatori per l’emersione tempestiva della crisi – Parte 5

Gli adeguati assetti organizzativi 

Uno dei principi cardine del nuovo Codice della Crisi è dato dalla riforma dell’art. 2086 del Codice Civile in tema di adeguati assetti organizzativi. Questi ultimi vengono introdotti dall’art. 375 del D.lgs 14/2019, norma, tra l’altro, già in vigore dallo scorso 16 marzo:

L’imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale, nonchè di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale.

Quindi obbligo dell’imprenditore che opera attraverso una società è quella di istituire un assetto organizzativo adeguato e l’art. 14 della riforma aggiunge che è compito dell’organo di controllo (revisore o collegio sindacale, si veda la newsletter n. 28) verificare affinchè gli amministratori valutino costantemente l’adeguatezza dell’assetto organizzativo.

Il richiamo alle verifiche dell’organo di controllo di cui all’art. 14, non deve trarre in inganno facendo presumere che l’obbligo di un adeguato assetto organizzativo ricada solo sulle imprese obbligate a nominare il revisore/collegio sindacale, posto che il nuovo dettato di cui all’art. 2086 c.c. espande la sua efficacia su tutte le imprese esercitate in forma societaria, indipendentemente dalle dimensioni e dalla tipologia di società, di persone o di capitali.

Pertanto qualunque società, dovrà assumere un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura ed alla dimensione dell’impresa, il cui obiettivo è quello di rilevare tempestivamente l’esistenza di un potenziale stato di crisi o minacce alla continuità aziendale (si vedano le newsletter dedicate agli indicatori della crisi).

Ad oggi, con l’entrata in vigore della disposizione, diverse sono state le interpretazioni su ciò che possa o meno considerarsi un assetto organizzativo adeguato, tra le altre cose, alla natura ed alle dimensioni dell’impresa.

E’ evidente che una PMI che operi sui mercati internazionali dovrà assumere un assetto organizzativo differente e più articolato rispetto alla piccola impresa che opera solo sui mercati locali, ciò posto riteniamo tuttavia utile indicare alcuni elementi basilari che raccomandiamo siano comunemente da assumere almeno da parte di quelle aziende che superano i limiti per la nomina dell’organo di controllo che ricordiamo essere l’aver superato per almeno due anni consecutivi almeno uno dei seguenti limiti:

·        4 milioni di ricavi

·        4 milioni di attivo di bilancio

·        20 dipendenti

Innanzitutto, come visto nelle newsletter precedenti, ai fini di una rilevazione tempestiva della crisi è necessario rilevare periodicamente ed almeno ogni tre mesi una serie di indicatori di bilancio e verificare la loro consistenza, posto che in caso di superamento di determinate soglie, si dovranno attivare delle procedure per il superamento della crisi.

 Ai fini del calcolo di tali indicatori è necessario che almeno ogni tre mesi il reparto amministrativo dell’azienda sia in grado di produrre un bilancio infrannuale il più assestato possibile sia nel conto economico che nello stato patrimoniale, quindi con crediti e debiti allineati agli incassi e pagamenti già avvenuti.

Come visto nella prima newsletter relativa agli indicatori, il DSCR viene considerato uno dei principali e va calcolato con una logica previsionale e non consuntiva come gli altri cinque cui far riferimento solo nel caso in cui il DSCR fosse inattendibile/indisponibile. La determinazione di tale indicatore comporta uno sforzo valutativo non banale, posto che gli amministratori saranno chiamati a predisporre ogni trimestre un prospetto di cassa previsionale che copra quanto meno il semestre successivo.

A tal proposito il consiglio è quello di dotarsi di consulenti esperti in pianificazione finanziaria al fine di predisporre almeno le procedure di base per la determinazione del DSCR e degli altri indicatori tempestivi della crisi.

A quanto sopra si aggiunge il fatto che con cadenza mensile bisogna attentamente monitorare una serie di altri parametri come:

  •  Pagamenti degli stipendi ed eventuali ritardi
  •  Pagamenti a fornitori ed eventuali scaduti
  •  Versamenti IVA e contributivi ed eventuali scaduti

Essi infatti possono determinare un indice di crisi aziendale, indipendentemente dal valore degli altri indicatori previsti dal CNDCEC.

Da ultimo ricordiamo la predisposizione di un sistema, anche semplificato, di risk management al fine di prevenire eventuali situazioni che possano minare la continuità aziendale.


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