NUOVA SABATINI Green e Sud – Novità 2022

industria 4.0

RAMSES GROUP NEWS n. 370 – 7 luglio 2022 

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 139 del 16 giugno 2022 il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero dell’Economia e Finanze disciplinante la Nuova Sabatini 2022, l’agevolazione fiscale a favore delle mPMI per investimenti in beni strumentali.

Tra le novità, vi è l’introduzione di due nuove linee di intervento che si aggiungono ai contributi per investimenti in beni strumentali 4.0 e ordinari:

  • Nuova Sabatini Green per investimenti in beni strumentali green, sostenibili e a basso impatto ambientale
  • Nuova Sabatini Sud rivolta alle piccole e medie imprese del Mezzogiorno

Per cui, la Nuova Sabatini 2022 o “Beni strumentali” prevede agevolazioni nella forma di finanziamenti e contributi in conto impianti per investimenti in:

  • beni strumentali ordinari
  • beni strumentali 4.0
  • beni strumentali green
  • beni strumentali realizzati dal PMI del Sud Italia

Di cosa si tratta 

La Nuova Sabatini è un’agevolazione che mira ad incentivare e sostenere gli investimenti delle micro, piccole e medie imprese italiane per l’acquisto o leasing di beni strumentali, nonché al rafforzamento della competitività del tessuto produttivo italiano.

Come? Facilitando l’accesso al credito (finanziamenti bancari) delle mPMI attraverso un contributo MISE il cui ammontare è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni, di importo uguale all’investimento, ad un tasso di interesse annuo del:

  • 2,75% per gli investimenti in beni strumentali ordinari
  • 3,575% per gli investimenti in beni strumentali 4.0 (“Industria 4.0”), ed in virtù del nuovo decreto in beni strumentali green
  • 5,5% per investimenti realizzati dalle mPMI del Mezzogiorno

Il contributo in conto impianti è condizionato alla delibera di finanziamento da parte di una banca/intermediario finanziario aderente alla misura, ed è volto a coprire una parte degli interessi sullo stesso finanziamento bancario stipulato dall’impresa richiedere con banche o intermediari finanziari:

  • Durata massima 5 anni
  • Importo compreso tra 20.000€ e 4.000.000€
  • interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili
  • erogato in un’unica soluzione entro 30gg dalla stipula del contratto o consegna del bene in leasing
  • può essere assistito dalla garanzia del Fondo di Garanzia PMI per una quota fino all’80% d del finanziamento stesso

Dal 1° gennaio 2022 in caso di finanziamento inferiore a 200.000€ l’agevolazione – per beni strumentali ordinari, 4.0 e green – viene erogata in un’unica tranche.

Cosa agevola?

Investimenti per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, software e tecnologie digitali volti a rafforzare la competitività e migliorare la produzione della PMI. 

Nuova sabatini Green & Sud

A chi si rivolgono

I) La Nuova Sabatini Green ha come soggetti beneficiari le micro, piccole e medie imprese con sede legale o unità locale in Italia. 

II) La Nuova Sabatini Sud, invece, si rivolge esclusivamente alle MPMI con sede legale o unità operativa nelle regioni del Mezzogiorno, nonché Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Quali incentivi

I) Nuova Sabatini Green: contributi MISE pari all’ammontare complessivo degli interessi calcolati, in via convenzionale, sul finanziamento con un tasso di interesse annuo pari al 3,575%

  • per investimenti in beni strumentali green, nonché nuovi macchinari, impianti e attrezzature ad uso produttivo, a basso impatto ambientale, nell’ambito di programmi per il miglioramento dell’eco-sostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi.

L’iter da seguire per l’accesso al finanziamento e al contributo è lo stesso previsto per la Nuova Sabatini ordinaria e 4.0, vale a dire l’impresa presenta alla banca la domanda di contributo MISE assieme alla richiesta di finanziamento. La banca/intermediario finanziario verifica la documentazione trasmessa e regolarità formale, e successivamente trasmette al MISE la richiesta di prenotazione delle risorse per il contributo. 

II) Nuova Sabatini Sud: contributo calcolato su un tasso di interesse medio annuo del 5,5% per gli investimenti realizzati dalle mPMI nelle regioni del Mezzogiorno.

Per accedere alla Nuova Sabatini Sud è prevista una procedura di accesso differente.

L’istanza dovrà essere compilata direttamente dall’impresa telematicamente attraverso la piattaforma “Nuova Sabatini” Sud ed entro 60gg dal rilascio del codice identificativo l’impresa dovrà individuare un soggetto finanziatore, che a sua volta dovrà confermare il finanziamento concesso sulla piattaforma Nuova Piattaforma Sud

Beneficiari 

  • Micro impresa
  • Imprenditoria femminile
  • Imprenditoria giovanile
  • Piccola e Media Impresa
  • Impresa individuale

 Agevolazione Fondo perduto, Finanziamento agevolato fino a € 200.000

 Area geografica Tutta Italia

 Scadenza A sportello

Cosa offre il bando

L’agevolazione Sabatini si rivolge alle imprese artigiane, commerciali, agricole e concede un abbattimento del tasso di interesse sui finanziamenti bancari o in leasing che devono essere di importo compreso tra 20.000 euro e 4 milioni di euro per l’acquisto di beni strumentali macchinari, impianti, attrezzature, hardware e software

Agevolazione il cui ammontare è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo pari al 2,75% per gli investimenti ordinari e al 3,575% per gli investimenti in tecnologie legate ad industria 4.0

SCHEDA NUOVA SABATINI

RAMSES GROUP NEWS n. 361 – 24 giugno 2022 

BENEFICIARI NUOVA SABATINI

Piccole e Medie Imprese PMI

(esclusioni: industria carboniera, attività finanziarie e assicurative, fabbricazione di prodotti di imitazione o di sostituzione del latte o dei prodotti lattiero caseari)

AGEVOLAZIONE

  • Contributo in conto impianti del 7,72% (Contributo calcolato in via convenzionale su un finanziamento al tasso d’interesse del 2,75%, della durata di cinque anni e d’importo equivalente al finanziamento)
  • Contributo in conto impianti del 10,08% (Contributo calcolato in via convenzionale su un finanziamento al tasso d’interesse del 3,575%, della durata di cinque anni e d’importo equivalente al finanziamento) per investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti (investimenti in tecnologie cd. “industria 4.0”).
  • Contributo in conto impianti del 10,08% (Contributo calcolato in via convenzionale su un finanziamento al tasso d’interesse del 3,575%, della durata di cinque anni e d’importo equivalente al finanziamento) per “investimenti green” ( a basso impatto ambientale, nell’ambito di programmi finalizzati a migliorare l’ecosostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi).
  • Contributo in conto impianti del 15,74% (Contributo calcolato in via convenzionale su un finanziamento al tasso d’interesse del 5,50%, della durata di cinque anni e d’importo equivalente al finanziamento) per le micro e piccole imprese che effettuano investimenti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

L’erogazione del contributo avverrà in unica soluzione per finanziamenti inferiori al 200.000 euro mentre al di sopra di questa cifra l’erogazione avverrà in 5 quote annuali di pari importo.

DURATA

Durata massima del finanziamento: 5 anni

SCADENZA

31/12/2027 salvo esaurimento dei fondi per le quote annuali

INTERVENTI AGEVOLABILI CON LA NUOVA SABATINI

Investimenti finalizzati :

  • alla creazione di una nuova attività produttiva;
  • all’ampliamento di una unità produttiva
  • alla diversificazione della produzione in uno stabilimento;
  • al cambiamento fondamentale del processo di produzione in uno stabilimento esistente.

SPESE AMMISSIBILI

  • macchinari
  • impianti
  • beni strumentali
  • attrezzature
  • hardware, software e tecnologie digitali.

SPESE NON AMMISSIBILI

  • Non sono ammissibili le spese terreni e fabbricati (incluse le spese per opere murarie)
  • impianti eolici
  • i beni già consegnati “in prova” o “conto visione” presso l’acquirente
  • impianto elettrico ed idraulico, non avendo una propria autonoma funzionalità, ovvero non sono separabili dal bene stesso, e sono iscrivibili come adattamento locali tra “altre immobilizzazioni immateriali”
  • immobilizzazioni in corso e acconti
  • commesse interne
  • macchinari, impianti e attrezzature usati
  • scorte

LINK UTILI: Sito del Ministero dello Sviluppo Economico

Fonte Rete agevolazioni

NUOVA SABATINI e BONUS  SUD: CUMULABILTA’ DEI BENEFICI FISCALI DI TRANSIZIONE 4.0

RAMSES GROUP NEWS n. 284 – 24 febbraio 2022 

Con la circolare 33, dello scorso 31 dicembre 2021 arriva dal Dipartimento della Ragioneria Generale, la conferma che i benefici fiscali di Transizione 4.0

BONUS SUD E SABATINI sono cumulabili

Una bella notizia che dissipa ogni dubbio residuo in merito alla cumulabilità delle misure di incentivo finanziate con risorse a valere sul P.N.R.R.  con altre agevolazioni: questi incentivi possono infatti essere cumulati, a patto naturalmente di non coprire gli stessi costi.

La questione era emersa a seguito soprattutto della Circolare n. 21 della stessa Ragioneria dello Stato dello scorso 14 ottobre 2021, che disponeva le Istruzioni Tecniche per la selezione dei progetti PNRR.

In particolare, aveva suscitato serie preoccupazioni il richiamo della Ragioneria all’obbligo di assenza del c.d. doppio finanziamento.

In molti avevano interpretato questa istruzione, che richiamava il Regolamento Europeo 2021/241, come un sostanziale divieto di cumulo tra qualsiasi incentivo finanziato con le risorse del PNRR e altre agevolazioni, di qualsiasi natura esse fossero, anche se finanziate con risorse statali.

La differenza tra finanziamento e cumulo

La Ragioneria chiarisce che, doppio finanziamento e cumulo si riferiscono a due principi distinti e non sovrapponibili.

In particolare, il divieto di doppio finanziamento, previsto espressamente dalla normativa europea, stabilisce che il medesimo costo di un intervento non possa essere rimborsato due volte a valere su fonti di finanziamento pubbliche anche di diversa natura.

Di contro, la cumulabilità invece…

…“si riferisce alla possibilità di stabilire una sinergia tra diverse forme di sostegno pubblico di un intervento, che vengono in tal modo “cumulate” a copertura di diverse quote parti di un progetto/investimento”.

Quest’ultima fattispecie è prevista e consentita nell’ambito del PNRR dall’art. 9 del Regolamento UE 2021/241, là dove recita:

“Il sostegno fornito nell’ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF) si aggiunge al sostegno fornito nell’ambito di altri programmi e strumenti dell’Unione”.

Il divieto di doppio finanziamento

È pertanto prevista la possibilità di cumulare all’interno di un unico progetto fonti finanziarie differenti “…a condizione che tale sostegno non copra lo stesso costo” (divieto di doppio finanziamento).

La circolare offre anche un esempio pratico. 

“Se una misura del PNRR finanzia il 40% del valore di un bene/progetto, la quota rimanente del 60% può essere finanziata attraverso altre fonti, purché si rispettino le disposizioni di cumulo di volta in volta applicabili e, complessivamente, non si superi il 100% del relativo costo.

In quest’ultimo caso, parte dei costi sarebbero infatti finanziati due volte e tale fattispecie sarebbe riconducibile all’interno del cosiddetto “doppio finanziamento”, di cui è fatto sempre divieto”.

È utile inoltre precisare che la distinzione tra i due principi menzionati non rappresenta una novità del RRF, il cui regolamento si limita a ribadire concetti già ampiamente noti nell’ambito delle programmazioni comunitarie dei fondi strutturali.

Le misure del Piano Transizione 4.0

Le misure del piano Transizione 4.0 sono tra quelle maggiormente interessate da questa disciplina.

Infatti, nella circolare, la Ragioneria dello Stato specifica – se mai ve ne fosse ulteriore bisogno – che:

“quanto sopra esposto vale anche per la misura PNRR Transizione 4.0 che prevede la concessione di un credito d’imposta per le imprese che investono in tecnologie 4.0 e in Ricerca e sviluppo.

Quindi, per tale fattispecie, laddove l’investimento risultasse in parte finanziato da altre risorse pubbliche, è ammesso il cumulo con il credito d’imposta (fino a concorrenza del 100% del costo dell’investimento), esclusivamente per la parte di costo dell’investimento non finanziata con le altre risorse pubbliche”.

In conclusione, si conferma che le misure finanziate all’interno del PNRR possono essere cumulate con altre agevolazioni salvo ovviamente i limiti esistenti dalla normativa nazionale ed europea vigente, ivi compresa quella riferita agli aiuti di stato.

Fonte COMMERCIALISTA TELEMATICO


Nuova Sabatini: 300 milioni di rifinanziamento

Garantita continuità operativa della misura agevolativa per PMI

Rifinanziata con ulteriori 300 milioni di euro la “Nuova Sabatini”, la misura del Ministero dello sviluppo economico che ha l’obiettivo di sostenere gli investimenti produttivi delle piccole e medie imprese per l’acquisto di beni strumentali.

Si tratta di risorse stanziate con la legge di assestamento di bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2021, approvata e pubblicata in Gazzetta ufficiale.

La continuità operativa della misura era stata già assicurata dal Ministro Giorgetti con il decreto Sostegni bis attraverso lo stanziamento di 425 milioni di euro, che ha permesso lo scorso mese di luglio di riaprire lo sportello per la presentazione delle domande delle imprese.

Questo duplice intervento di Giorgetti ha quindi consentito di rifinanziare la “Nuova Sabatini” con un ammontare complessivo di risorse pari a 725 milioni di euro.

Le PMI potranno continuare a beneficiare delle agevolazioni per l’acquisto di beni materiali (macchinari, impianti, beni strumentali d’impresa, attrezzature nuove di fabbrica e hardware) o immateriali (software e tecnologie digitali).

Fonte COMMERCIALISTA TELEMATICO


Bonus Sud: esiste un limite minimo?

Quale limite di investimento per il Bonus Sud?

Il credito d’imposta per gli investimenti in beni nuovi strumentali nelle aree agevolate del Mezzogiorno (c.d. bonus Sud), previsto dal comma 98 dell’art. 1 della legge n. 208/2015 (c.d. legge di stabilità 2016), come modificato dalla legge n. 18/2017 di conversione del decreto-legge n. 243/2016, non prevede alcun limite minimo di investimento, salvo che per gli investimenti PON di cui in seguito, prevedendo invece alcuni limiti massimi validi per tutti i richiedenti.

Un limite minimo di 10.000 euro, invece, era previsto per il credito d’imposta per gli investimenti, su tutto il territorio nazionale, in beni nuovi strumentali della divisione 28 di ATECO, previsto dall’art. 18 del decreto legge n. 91/2014, ma ora non più operativo.

Relativamente al vigente bonus Sud, in nessuna norma e in nessun provvedimento dell’Agenzia delle entrate è indicata la misura minima di 10.000 per investimento, essendo invece previsti alcuni limiti massimi di investimento; tanto è vero che le istanze di accesso al bonus Sud, recanti investimenti inferiori a 10.000 euro sono regolarmente trasmissibili ed accolte dall’Agenzia delle entrate.

Il limite dei 10.000 euro e gli investimenti PON

Tuttavia, in rete sono presenti alcuni commenti che indicano, relativamente alle PMI, i 10.000 euro a volte come “costo unitario” minimo dell’investimento e a volte semplicemente come investimento minimo complessivo, segnalando, quindi, la necessità di rispettare l’importo minimo dell’investimento.

Secondo tali commenti, sembrerebbe che, nell’ambito del bonus Sud, il limite minimo di 10.000 euro debba rendersi applicabile agli investimenti PON delle PMI, dato che il P.O.N. 2014/2020 contribuisce ad alimentare le risorse destinate al credito di imposta rendendo disponibili, a favore delle PMI che hanno ricevuto da parte dell’Agenzia delle entrate l’autorizzazione alla fruizione del credito d’imposta, da un minimo di 161,8 milioni di euro ad un massimo di 306 milioni di euro.

Con Decreto MISE 29 luglio 2016, come modificato dal D.MISE 9 agosto 2017, sono state assegnate, in fase di prima applicazione, risorse per un importo pari a 161,8 milioni di euro a valere sull’Asse III – “Competitività Pmi” del Pon, di cui 123 milioni destinati alle regioni “meno sviluppate” (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) e 38,8 milioni destinati alle regioni “in transizione” (Abruzzo, Molise e Sardegna).

Analogamente, in nessun provvedimento del MISE è indicata la misura minima di 10.000 per investimento, mentre è prevista una misura minima di 500.000 euro unicamente per gli investimenti cofinanziati dal PON 2014/2020 “Impresa e competitività”.

Si ricorda che per gli investimenti PON, oltre al rispetto dell’investimento minimo, che costituisce presupposto di accesso, vengono ad originarsi altri obblighi conseguenziali, quali, ad esempio, gli obblighi di documentazione e rendicontazione degli investimenti effettuati, il cui mancato adempimento comporta la revoca del beneficio.

Il fatto che le risorse destinate al finanziamento del bonus Sud possano provenire dal PON non significa necessariamente che, ai fini dell’ammissibilità al bonus, occorre rispettare il presupposto (investimento minimo) introdotto dal MISE.

In effetti, il mancato rispetto dei presupposti non comporta la decadenza dal diritto ma unicamente il fatto che il bonus rimane finanziato con le ordinarie risorse (che potrebbero esaurirsi) a disposizione dall’Agenzia delle entrate.

Le FAQ del MISE

In tal senso, infatti, testimoniano alcune FAQ presenti sul sito del MISE e sull’apposito sito governativo destinato al PON.

In particolare, le FAQ chiariscono quanto segue:

“Giova precisare che l’attività istruttoria svolta dal Ministero è circoscritta alla verifica della sussistenza dei requisiti necessari per l’ammissione dei progetti al finanziamento nell’ambito del PON IC.

Con riferimento alle PMI beneficiarie del credito d’imposta per le quali l’attività istruttoria si conclude con esito positivo, il Ministero adotta un apposito provvedimento di utilizzo di risorse del PON IC recante, tra l’altro, gli obblighi e gli adempimenti a carico dell’impresa beneficiaria derivanti dal cofinanziamento comunitario.

Con riferimento, invece, alle domande che non superano l’istruttoria svolta dal Ministero, in quanto carenti dei requisiti previsti dagli articoli 3 e 4 del DM 29 luglio 2016, resta ferma l’autorizzazione alla fruizione del credito d’imposta rilasciata dall’Agenzia delle Entrate a valere su risorse nazionali.”

Se questo principio vale per il limite minimo di 500.000 euro per gli investimenti PON, non v’è dubbio allora che deve valere anche nell’eventualità, al momento non dimostrata, di un limite minimo fissato a 10.000 euro per gli investimenti delle PMI.

In definitiva, analogamente a quanto previsto per gli ordinari investimenti PON, se fosse confermata l’esistenza del minimo di 10.000 euro per gli investimenti delle PMI e questo requisito fosse previsto da una norma/regolamento non proveniente da una norma di legge nazionale o da un provvedimento dell’Agenzia delle entrate ma dal MISE o dalla Commissione europea, l’inosservanza del limite minimo non comporterebbe la perdita del bonus il quale, invece, risulterebbe comunque finanziato con le ordinarie risorse a disposizione dell’Agenzia e non già con le risorse del PON.

Fonte COMMERCIALISTA TELEMATICO

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APPROFONDIMENTI

Nuova Sabatini: 300 milioni di rifinanziamento

RAMSES GROUP NEWS n. 231 – 26 ottobre 2021 

E’ stata rifinanziata con ulteriori 300 milioni di euro la “Nuova Sabatini”, la misura del Ministero dello sviluppo economico che ha l’obiettivo di sostenere gli investimenti produttivi delle piccole e medie imprese per l’acquisto di beni strumentali.

Si tratta di risorse stanziate con la legge di assestamento di bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2021, approvata e pubblicata in Gazzetta ufficiale.

La continuità operativa della misura era stata già assicurata dal Ministro Giorgetti con il decreto Sostegni bis attraverso lo stanziamento di 425 milioni di euro, che ha permesso lo scorso mese di luglio di riaprire lo sportello per la presentazione delle domande delle imprese.

Questo duplice intervento di Giorgetti ha quindi consentito di rifinanziare la “Nuova Sabatini” con un ammontare complessivo di risorse pari a 725 milioni di euro.

Le PMI potranno continuare a beneficiare delle agevolazioni per l’acquisto di beni materiali (macchinari, impianti, beni strumentali d’impresa, attrezzature nuove di fabbrica e hardware) o immateriali (software e tecnologie digitali).

LINK approfondimento MISE

Nuova Sabatini: per saperne di più

La misura Nuova Sabatini, incentivo a supporto delle imprese per l’acquisto di beni strumentali, è stata rifinanziata dal MISE con ulteriori 300 milioni di euro.

Le risorse aggiuntive approvate con la Legge “Disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2021” (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 246 del 14/10/2021) , si aggiungeranno ai 425 milioni di euro già stanziati con il Decreto Sostegni-bis per il 2021.

L’ammontare complessivo della dotazione finanziaria ad oggi è quindi pari a 725 milioni di euro.

L’obiettivo della misura è quello di rafforzare il sistema produttivo e competitivo delle PMI, attraverso l’accesso al credito finalizzato all’acquisto o all’acquisizione in leasing di beni strumentali.

Gli investimenti ammessi alla Nuova Sabatini

Gli investimenti agevolabili riguardano beni strumentali sia materiali – macchinari, impianti, beni strumentali d’impresa, attrezzature nuove di fabbrica e hardware – che immateriali ad uso produttivo – software e tecnologie.

Non sono in ogni caso ammissibili le spese relative a terreni e fabbricati, beni usati o rigenerati, immobilizzazioni in corso e acconti.

Gli interventi devono soddisfare i seguenti requisiti:

  • autonomia funzionale dei beni, non essendo ammesso il finanziamento di componenti o parti di macchinari che non soddisfano tale requisito;
  • correlazione dei beni oggetto dell’agevolazione all’attività produttiva svolta dall’impresa.

L’investimento può essere interamente coperto dal finanziamento bancario (leasing) o assistito dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese ” fino all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso.

Finanziamento previsto dalla Nuova Sabatini 2021

Il rifinanziamento di 300 milioni di euro per la Nuova Sabatini assicura continuità all’incentivo che consiste in un contributo in conto impianti pari all’ammontare complessivo degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di 5 anni e di importo uguale all’investimento.

Il finanziamento richiesto, interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili, deve essere compreso tra i 20.000 e i 4 milioni di euro.

Il tasso di interesse annuo è diversificato in base alla tipologia di intervento:

  • 2,75% per gli investimenti ordinari (diversi da quelli Impresa 4.0);
  •  3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali, in ottica Impresa 4.0, e sistemi di tracciamento e pesatura rifiuti;
  • 3,575% per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuove di fabbrica ad uso produttivo, a basso impatto ambientale, nell’ambito di programmi finalizzati a migliorare l’ecosostenibilità dei prodotti e processi produttivi;
  • 5,5% per gli investimenti in tecnologie Impresa 4.0 delle micro e piccole imprese nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Inoltre, a decorrere dal 1° gennaio 2021, l’erogazione del finanziamento richiesto dalle imprese alle banche verrà erogato in un’unica soluzione, mentre in precedenza il contributo veniva spalmato in sei quote annuali e indipendentemente dall’importo del finanziamento.

Fonte Gruppo d.b. consulting

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ARCHIVIO

Rifinanziamento e semplificazione della NUOVA SABATINI

Nuovi fondi per accelerare la ripresa degli investimenti

RAMSES GROUP NEWS n. 198 – luglio 2021 

600 milioni stanziati per rifinanziare la Sabatini, la legge che incentiva l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature attraverso un finanziamento bancario o leasing finanziario a cui si aggiunge un contributo del 2,75% annuo sugli investimenti ordinari maggiorato o del 3,575% annuo per la realizzazione di investimenti in tecnologie digitali.

La misura Beni strumentali (“Nuova Sabatini”) è l’agevolazione messa a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito delle imprese e accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese. La misura sostiene gli investimenti per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali.

Il Consiglio dei Ministri, nel tardo pomeriggio di mercoledì 30 giugno, ha approvato il Decreto legge 30 giugno 2021, n. 99 contenente “misure urgenti in materia fiscale, di tutela del lavoro, dei consumatori e di sostegno alle imprese”. L’art. 5 del Decreto è prevista una semplificazione nonché il rifinanziamento, della legge Sabatini. Le risorse stanziate ammontano a 600 milioni: 300 milioni di euro per il 2021, a cui si aggiungono ulteriori 300 milioni che saranno finanziati con la prossima legge di assestamento di bilancio per l’anno 2021, il cui disegno di legge è stato approvato sempre il 30 giugno dal Consiglio dei Ministri. Determinante il rifinanziamento di questo strumento agevolativo, considerato che lo stanziamento dell’ultima legge di bilancio (178/2020) pari a 370 milioni di euro per l’anno 2021 è stato utilizzato in soli cinque mesi grazie alla forte ripresa degli investimenti. La norma inserita nel decreto prevede, inoltre, che per le domande trasmesse in data antecedente al 1° gennaio 2021, per le quali sia stata già erogata in favore delle PMI beneficiarie almeno la prima quota di contributo, il Ministero può procedere ad erogare le successive quote di contributo.

Le condizioni e i contenuti essenziali per l’accesso ai benefici disposti dalla Sabatini sono di seguito sintetizzati:

Soggetti beneficiariImprese classificate di dimensione micro, piccola e media (PMI).
Requisiti soggettiviLe imprese alla data di presentazione della domanda siano in possesso dei seguenti requisiti:
– sede operativa in Italia (sono ammesse anche le società con sede legale all’estero purché l’impresa abbia una sede operativa in Italia). Le imprese estere, con sede in uno Stato Membro e che non hanno una sede operativa in Italia, possono presentare domanda di agevolazione.
In tal caso, in sede di trasmissione della dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante l’avvenuta ultimazione dell’investimento, l’impresa estera dovrà altresì attestare l’avvenuta attivazione all’interno del territorio nazionale della sede operativa presso la quale ha realizzato l’investimento e la conseguente iscrizione al Registro delle imprese di riferimento;
– regolarmente costituite ed iscritte nel Registro delle imprese ovvero nel Registro delle imprese di pesca;
– nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali;
– non rientrare tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
– non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà, così come individuate, per i settori agricolo, forestale e zone rurali, al punto 14 dell’art. 2 del regolamento (UE) n. 702/2014, per il settore della produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura, al punto 5 dell’art. 3 del regolamento (UE) n. 1388/2014 e per i settori non ricompresi nei precedenti, al punto 18 dell’art. 2 del regolamento (UE) 651/2014.
Requisiti oggettiviPossono essere finanziati gli investimenti avviati successivamente alla data della domanda di accesso al contributo, fatti salvi gli investimenti relativi al settore agricolo che possono essere avviati solo successivamente al provvedimento di concessione degli aiuti.
Per avvio dell’investimento s’intende la data di inizio dei lavori di costruzione relativi all’investimento oppure la data del primo impegno giuridicamente vincolante ad ordinare attrezzature o di qualsiasi altro impegno che renda irreversibile l’investimento, a seconda di quale condizione si verifichi prima. L’acquisto di terreno e i lavori preparatori quali la richiesta di permessi o la realizzazione di studi di fattibilità non sono considerati come avvio dei lavori, in quanto non rientrano tra le spese finanziabili. In caso di acquisizioni, per “avvio dei lavori” si intende il momento di acquisizione degli attivi direttamente collegati allo stabilimento acquisito.
Settori ammessiSono ammessi tutti i settori produttivi compresi quelli della pesca e dell’agricoltura.
Settori esclusiSono escluse le imprese operanti nei seguenti settori:
– industria carboniera;
– attività finanziarie e assicurative (sezione K della classificazione delle attività economiche ATECO 2007);
– fabbricazione di prodotti di imitazione o di sostituzione del latte o dei prodotti lattiero-caseari.
Investimenti agevolabiliSono ammessi alle agevolazioni gli investimenti avviati successivamente alla data della domanda di accesso ai benefici e conclusi entro dodici mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento. A tale fine è presa in considerazione la data dell’ultimo titolo di spesa riferito all’investimento o, nel caso di operazione in leasing finanziario, la data dell’ultimo verbale di consegna dei beni. L’investimento, e i relativi beni oggetto di agevolazione devono far riferimento a un’unica unità produttiva. Qualora l’impresa voglia acquisire beni riferiti a più sedi operative deve presentare, per ciascuna di esse, una distinta domanda di accesso alle agevolazioni. Le imprese operanti nei settori agricolo, forestale e zone rurali possono accedere ai benefici per la realizzazione dei seguenti investimenti che devono perseguire gli obiettivi previsti agli articoli 14 e 17 del regolamento (UE) n. 702/2014:
– materiali o immateriali nelle aziende;
– nel settore della trasformazione di prodotti agricoli e della commercializzazione di prodotti agricoli.
Le imprese operanti nel settore della produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura possono accedere ai benefici per la realizzazione dei seguenti investimenti che devono perseguire gli obiettivi previsti agli articoli 26, 28, 31, 41 e 42 del regolamento (UE) n. 1388/2014:
– volti a migliorare l’efficienza energetica e a mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici;
– volti alla realizzazione dei porti di pesca, luoghi di sbarco, sale per la vendita all’asta e ripari di pesca;
– produttivi nel settore dell’acquacoltura;
– alla commercializzazione;
– nel settore della trasformazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura.
Per le imprese operanti nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli e ittici l’ammissibilità ai benefici è subordinata al rispetto di eventuali restrizioni alle produzioni o limitazioni del sostegno comunitario previste nell’ambito delle specifiche organizzazioni comuni di mercato.
Per le imprese operanti in settori non ricompresi tra quelli suindicati gli investimenti devono essere riconducibili a una delle seguenti tipologie di cui all’art. 17 del regolamento (UE) 651/2014:
a) creazione di un nuovo stabilimento;
b) ampliamento di uno stabilimento esistente;
c) diversificazione della produzione di uno stabilimento mediante prodotti nuovi aggiuntivi;
d) trasformazione radicale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente;
e) acquisizione di attivi di uno stabilimento, se sono soddisfatte le seguenti condizioni:
– lo stabilimento è stato chiuso o sarebbe stato chiuso se non fosse stato acquistato;
– gli attivi vengono acquistati da terzi che non hanno relazioni con l’acquirente;
– l’operazione avviene a condizioni di mercato.
Importo minino e massimo degli investimentiL’importo complessivo dell’investimento non può essere inferiore a 20.000 euro nè superiore a 4 milioni di euro. Non sono ammissibili singoli beni di importo inferiore a 516,46 (cinquecentosedici/46) euro, al netto dell’IVA. Per le operazioni di leasing finanziario il costo ammesso al finanziamento è quello fatturato dal fornitore dei beni all’intermediario finanziario.
Investimenti non agevolabiliNon sono ammessi investimenti connessi all’esportazione e ad interventi che comportano l’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione.
Spese ammissibiliLe spese ammissibili riguardano l’acquisto, o l’acquisizione in leasing, di macchinariimpiantibeni strumentali d’impresa e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, nonché di hardwaresoftware e tecnologie digitali, classificabili nell’attivo dello stato patrimoniale alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4 dell’articolo 2424 del codice civile e destinati a strutture produttive già esistenti o da impiantare, ovunque localizzate nel territorio nazionale. Nel settore dei trasporti le spese relative all’acquisto dei mezzi e delle attrezzature di trasporto sono ammissibili limitatamente alle imprese che esercitano attività diverse da quelle del trasporto merci su strada e del trasporto aereo. I beni materiali e immateriali rientranti tra gli investimenti c.d. “industria 4.0” che possono beneficiare del contributo maggiorato del 30% previsto dalla legge 232 dell’11 dicembre 2016 (legge di bilancio 2017), sono individuati all’interno degli allegati 6/A e 6/B alla circolare 15 febbraio 2017 n. 14036 e s.s.mm.ii. Alla luce delle novità introdotte dall’articolo 1, comma 32, legge 27 dicembre 2017 n. 205 (legge di bilancio 2018).Con circolare n. 269210 del 3 agosto 2018 si è provveduto ad adeguare l’elenco dei beni immateriali (allegato 6/B) in relazione ai quali può essere riconosciuta la misura massima del contributo. Nell’elenco aggiornato dei beni immateriali riconducibile al Piano Nazionale Industria 4.0 vengono inseriti anche quelli in grado di permettere la progettazione, la modellazione 3D, la simulazione, la sperimentazione, la prototipazione e la verifica simultanea del processo produttivo, del prodotto e delle sue caratteristiche e i sistemi di gestione della supply chain finalizzata al drop shipping nell’e-commerce. Sono queste alcune delle novità contenute nell’elenco dei beni immateriali (allegato E) rientranti tra gli investimenti sul cui importo viene applicato, ai fini del calcolo del contributo, un tasso di interesse pari al 3,575%, aggiornato dal MISE.Al fine di facilitare le imprese nell’accesso alla misura agevolativa, la circolare introduce, altresì, alcune semplificazioni in merito alla documentazione da allegare alle domande di agevolazioni e alle richieste di erogazione. Alla luce delle novità introdotte dalla circolare del MISE, dal 16 agosto 2018, bisognerà utilizzare il nuovo modulo di domanda per l’accesso all’agevolazione per i beni strumentali Sabatini ter. Sono, inoltre, specificati alcuni aspetti inerenti alle modalità di svolgimento dei controlli documentali sulle dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà rilasciate dalle imprese nell’ambito delle richieste di erogazione.
Spese non ammissibiliSono escluse le seguenti spese:
– terreni e fabbricati (incluse le spese per opere murarie);
– impianti eolici;
– i beni già consegnati “in prova” o “conto visione” presso l’acquirente;
– impianto elettrico ed idraulico, non avendo una propria autonoma funzionalità, ovvero non sono separabili dal bene stesso, e sono iscrivibili come adattamento locali tra “altre immobilizzazioni immateriali” macchine completamente rigenerate e ri-targate con marcatura “CE”, in quanto non possono essere considerate “nuove di fabbrica” immobilizzazioni in corso e acconti;
– commesse interne;
– macchinari, impianti e attrezzature usati;
– di funzionamento;
– imposte e tasse tra cui l’IVAscorte;
– costi relativi al contratto di finanziamento.
Documentazione antimafiaLa concessione del contributo è subordinata all’acquisizione della documentazione antimafia per le agevolazioni che superano la soglia di 150.000 euro, corrispondenti ad un finanziamento:
– superiore a € 1.943.699 nel caso in cui tutto il finanziamento sia destinato all’acquisto di beni strumentali oggetto di “investimenti ordinari”;
– superiore a € 1.486.199 nel caso in cui tutto il finanziamento sia destinato all’acquisto di beni strumentali oggetto di “investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti”.
Tipologia ed entità agevolazioneLe PMI accedono ad un finanziamento bancario o in leasing finanziario cui è subordinato il riconoscimento del contributo da parte del Ministero. L’elenco delle banche/intermediari finanziari che viene regolarmente aggiornato a cui è possibile presentare richiesta di finanziamento è pubblicato nei siti internet del Ministero: www.mise.gov.it e di ABI: www.abi.it e viene aggiornato di volta in volta. Inoltre le PMI hanno la possibilità di beneficiare della garanzia del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese sul finanziamento bancario concesso, con priorità di accesso. Per le richieste di ammissione all’intervento del Fondo presentate dal 14 giugno 2017 si applica ai fini dell’accesso alla garanzia il modello di valutazione basato sulla probabilità di inadempimento delle imprese (c.d. modello di rating). Il modello è basato sull’attribuzione alle imprese di una “probabilità di inadempimento” con conseguenziale collocamento delle stesse in una specifica classe di valutazione utile per determinare il merito di credito. E’ applicato alle PMI diverse da quelle che sono state costituite o hanno iniziato la propria attività non oltre 3 anni prima della richiesta di ammissione al Fondo. Non sono ammesse alla garanzia le PMI con una probabilità di inadempimento superiore al 9,43%.
Entità agevolazioneFinanziamento, che può coprire fino al cento per cento degli investimenti ammissibili, di importo compreso tra 20.000 e 4 milioni di euro, concesso dalle banche e dagli intermediari finanziari convenzionati. Il finanziamento deve avere durata massima di 5 anni dalla data di stipula del contratto di finanziamento o di leasing, comprensiva del periodo di preammortamento o di prelocazione. Non sono pertanto ammessi i finanziamenti di durata superiore a 5 anni
Contributo da parte del MISE, nel limite dello stanziamento annuale di bilancio previsto, che copre parte degli interessi a carico delle imprese sui finanziamenti bancari concessi dalle banche. Il contributo è pari all’ammontare degli interessi, calcolati su un piano di ammortamento convenzionale con rate semestrali, al tasso annuo del:
– 2,75% per gli investimenti ordinari;
– 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti.
CumulabilitàLe agevolazioni concesse dalla Sabatini possono essere cumulate con altre agevolazioni pubbliche concesse per le medesime spese a condizione che tale cumulo non comporti il superamento delle intensità massime previste dal regolamento comunitario di riferimento, in particolare:
– Per le imprese appartenenti a settori diversi da agricoltura e pesca le agevolazioni sono cumulabili con altre agevolazioni pubbliche concesse per le medesime spese, incluse quelle concesse a titolo de minimis ai sensi del regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, ivi compresa la garanzia del Fondo di garanzia.
– Per le imprese agricole le agevolazioni non possono essere cumulate con aiuti de minimis ai sensi del regolamento (UE) n. 1408/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013. Per le medesime imprese le agevolazioni possono essere cumulate con altri aiuti di Stato ai sensi degli articoli 107 e 108 del trattato, con i contributi finanziari forniti dagli Stati membri, inclusi quelli di cui al regolamento (UE) n. 1305/2013 del Consiglio, del 17 dicembre 2013, con i contributi finanziari comunitari in relazione agli stessi costi ammissibili.
Nel settore della pesca e acquacoltura le agevolazioni possono essere cumulate con altri aiuti esentati in virtù del regolamento (UE) n. 1388/2014 o con gli aiuti de minimis che soddisfino le condizioni di cui al regolamento (UE) n. 717/2014 della Commissione, del 27 giugno 2014.
Si chiarisce che, a maggior ragione, le agevolazioni della Nuova Sabatini possono coesistere, sugli stessi beni, con tutte le norme che, prevedendo benefici di carattere fiscale (iper, super ammortamento e credito d’imposta) applicabili alla generalità delle imprese, non sono da considerare “aiuti di Stato” e non concorrono, quindi, a formare cumulo.
Normativa di riferimentoLegge di Bilancio 2021 e con Circolare n. 434 del 10 febbraio 2021
Erogazione del contributo
L’erogazione del contributo in un’unica soluzione a fronte di finanziamenti di importo superiore a 200.000,00 euro
Decreto Semplificazioni e Circolare 22 settembre 2020, n. 239062
Erogazione del contributo
L’erogazione del contributo in un’unica soluzione a fronte di finanziamenti di importo non superiore a 200.000,00 euro.
Circolare direttoriale 19 luglio 2019, n. 295900
Recepisce le modifiche introdotte dall’articolo 20 del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34 (Decreto Crescita), convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, con particolare riferimento all’innalzamento (da 2 milioni a 4 milioni di euro) dell’importo massimo dei finanziamenti concedibili, dalle banche e dagli intermediari finanziari, alla singola PMI beneficiaria e alla possibilità di procedere all’erogazione del contributo in favore della PMI beneficiaria in un’unica soluzione, in caso di finanziamento di importo non superiore a 100 mila euro.
Decreto Crescita
Introduce le seguenti novità:
Importo massimo dei finanziamenti concedibili per singola impresa
Innalzato da 2 a 4 milioni di euro l’importo dei finanziamenti concedibili a ciascun impresa agevolabili. In virtù della predetta modifica normativa, le imprese possono presentare domanda di agevolazione utilizzando il nuovo modulo disponibile nella sezione 
Presentazione domande
Si precisa che le domande di agevolazione presentate dalle imprese alle banche e agli intermediari finanziari a decorrere dal 1° maggio 2019 (data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 34 del 30 aprile 2019), qualora comportino, in via cumulata, il superamento del precedente limite di finanziamento di 2 milioni di euro, saranno comunque accettate dal Ministero dello sviluppo economico, anche se presentate utilizzando il precedente modulo di domanda.
Erogazione del contributo
L’erogazione del contributo in un’unica soluzione a fronte di finanziamenti di importo non superiore a 100.000,00 euro.
Sostegno alla capitalizzazione delle imprese tramite un incremento delle aliquote dell’agevolazione Nuova Sabatini rispettivamente pari a:
– 5% per le micro e piccole imprese3,575% per le medie imprese.
L’agevolazione è concessa nel caso di sostegno a processi di capitalizzazione delle imprese, a fronte dell’impegno dei soci a sottoscrivere un aumento di capitale sociale dell’impresa, da versare in più quote, in corrispondenza delle scadenze del piano di ammortamento del predetto finanziamento. Un futuro decreto MISE-MEF disciplinerà le modalità attuative.
Decreto direttoriale n. 1338 del 28 gennaio 2019
Disposta, a partire dal 7 febbraio 2019, la riapertura dello sportello per la presentazione delle domande di accesso ai contributi, grazie allo stanziamento di nuove risorse finanziarie pari a 480 milioni di euro (introdotto dall’articolo 1 comma 200 della legge 30 dicembre 2018 n. 145). A fronte del nuovo stanziamento di risorse finanziarie, con il decreto direttoriale n. 1337 del 28 gennaio 2019, è disposto altresì l’accoglimento delle prenotazioni pervenute nel mese di dicembre 2018 e non soddisfatte per insufficienza delle risorse disponibili. L’accoglimento di dette prenotazioni non richiede un ulteriore invio da parte delle banche. Inoltre, le domande inviate dalle imprese alle banche/intermediari finanziari entro il 4 dicembre 2018 possono essere oggetto di prenotazione da parte dei medesimi istituti a partire dal 1° febbraio 2019.Per le nuove domande che verranno presentate a partire dal 7 febbraio, rimane confermata la tipologia di contributo concesso, pari al 2,75% annuo sugli investimenti ordinari, e un contributo maggiorato del 30%, pari al 3,575% annuo, per la realizzazione di investimenti in tecnologie digitali – compresi gli investimenti in big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification – e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti.
Circolare direttoriale 31 luglio 2017, n. 95925
La circolare apporta integrazioni alla circolare n. 14036 del 15 febbraio 2017 e ss.mm.ii recante i termini e le modalità di presentazione delle domande per la concessione e l’erogazione dei contributi e dei finanziamenti per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature da parte di piccole e medie imprese.
Le integrazioni si riferiscono ai termini per il sostenimento delle spese di “interconnessione” ed “integrazione”, nel caso di richieste di contributo a fronte degli investimenti materiali in tecnologie digitali elencati nella prima sezione “Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti” dell’allegato 6/A alla suddetta circolare n. 14036.
Circolare n. 8/2017 Banca del Mezzogiorno – MedioCredito Centrale
La Circolare approva le modifiche e le integrazioni delle condizioni di ammissibilità e delle disposizioni di carattere generale per l’amministrazione del Fondo di Garanzia. Le modifiche al Fondo di Garanzia si applicano esclusivamente ai finanziamenti per l’acquisto di beni strumentali “Nuova Sabatini”. Pertanto, per le richieste di ammissione all’intervento del Fondo presentate dal 14 giugno 2017 si applica ai fini dell’accesso alla garanzia il modello di valutazione basato sulla probabilità di inadempimento delle imprese (c.d. modello di rating) di cui alla lettera M della Parte VI delle Disposizioni Operative aggiornate.
E’ inoltre operativo il “Portale Rating per le imprese”, destinato alle imprese, ai consulenti e a tutti gli operatori interessati al Fondo di garanzia diversi da banche, confidi e intermediari abilitati alla presentazione delle richieste di ammissione al Fondo stesso. Attraverso il Portale Rating è possibile effettuare simulazioni per verificare l’ammissibilità di un’impresa sulla base del modello di rating del Fondo oppure inserire i dati di uno o più bilanci di un’impresa che possono successivamente essere utilizzati da banche, confidi e intermediari durante la compilazione di una richiesta di ammissione al Fondo. Per i dettagli operativi si rimanda al documento “Portale Rating per le Imprese – Guida operativa”.
Circolare 15 febbraio 2017, n. 14036 e Circolare 24 febbraio 2017, n. 17677
Le circolari forniscono alcuni chiarimenti in relazione alle modalità di presentazione delle domande per la concessione e l’erogazione dei contributi relativi alla Nuova Sabatini (di cui al decreto interministeriale 25 gennaio 2016).
Le principali modifiche apportate riguardano:
– sostituzione dell’elenco dei beni materiali rientranti tra gli “investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti” per i quali si applica la maggiorazione del contributo pari al 30% rispetto a quanto previsto dal decreto interministeriale 25 gennaio 2016 per gli investimenti ordinari. Per le domande di agevolazione presentate prima della pubblicazione della Circolare 9 marzo 2017, n. 22504, si continuerà a fare riferimento, a fronte di investimenti in beni materiali rientranti tra gli “investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti”, all’elenco dei beni di cui all’allegato 6/A alla Circolare 24 febbraio 2017, n. 17677.
viene sostituito il punto 8.7 della Circolare 15 febbraio 2017, n. 14036 dal seguente:
Con riferimento al settore della produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura, le agevolazioni sono concesse nel rispetto dell’art. 2 del regolamento (UE) n. 1388/2014, che prevede la non applicabilità dello stesso in caso di progetti con spese ammissibili superiori a 2 milioni di euro e aiuti di importo superiore a 1 milione di euro per beneficiario e per anno.Si rammenta dal 1° marzo 2017 il MiSe ha fissato il termine per la presentazione delle domande per l’accesso ai contributi per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature da parte di piccole e medie imprese (PMI) riferite agli investimenti in tecnologie digitali e sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti. Le banche/intermediari finanziari trasmetteranno, a partire dal 1° aprile 2017, le richieste di prenotazione del contributo al Ministero dello sviluppo economico.
Fasi e procedure di accesso ai benefici
PMILa PMI si deve rivolgere ad una banca o intermediario finanziario nel caso di operazioni di leasing finanziario convenzionato e presenta una richiesta di finanziamento per l’acquisto o l’acquisizione di macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, nonché hardware, software e tecnologie digitali.
Banca/intermediario finanziarioLa banca/intermediario finanziario esamina la richiesta e delibera il finanziamento, verifica la sussistenza dei requisiti di natura soggettiva e la completezza della documentazione trasmessa dalle PMI e trasmette al Ministero richiesta di prenotazione del contributo.La banca/intermediario finanziario ha facoltà di concedere il finanziamento alla PMI mediante l’utilizzo della provvista resa disponibile da CDP, ovvero mediante diversa provvista.Il finanziamento, la cui stipula deve necessariamente avvenire successivamente alla data di presentazione della domanda, deve avere le seguenti caratteristiche:a) essere deliberato a copertura degli investimenti e fino al 100% degli stessi;b) avere durata massima, comprensiva di un periodo di preammortamento o di prelocazione non superiore a dodici mesi, di cinque anni decorrenti dalla data di stipula del contratto di finanziamento ovvero, nel caso di leasing finanziario, decorrenti dalla data di consegna del bene. Qualora la fornitura in leasing finanziario riguardi una pluralità di beni, la predetta durata massima decorre dalla data di consegna dell’ultimo bene;c) essere deliberato per un valore non inferiore a ventimila euro e non superiore a quattro milioni di euro, anche se frazionato in più iniziative di acquisto, per ciascuna impresa beneficiaria;La banca o l’intermediario finanziario, nel deliberare il finanziamento, può ridurre l’importo e/o rideterminare la durata e/o il profilo di rimborso indicati dall’impresa beneficiaria in sede di richiesta del finanziamento, in ragione del merito creditizio dell’impresa beneficiaria stessa.La concessione del finanziamento può essere assistita dalla garanzia del Fondo di garanzia.
MiSEIl MISE, entro 30 giorni, dal ricevimento della richiesta da parte della banca/intermediario finanziario,adotta il provvedimento di concessione del contributo nel quale definisce:l’ammontare degli investimenti ammissibilile agevolazioni concedibiliil piano di erogazionegli obblighi e degli impegni a carico dell’impresa beneficiariaIl provvedimento di concessione viene trasmesso contestualmente alle PMI e alla relativa banca/intermediario finanziario.Il contributo concesso dal Ministero alla PMI, a fronte del finanziamento ottenuto, è pari all’ammontare degli interessi, calcolati su un piano di ammortamento convenzionale con rate semestrali posticipate, al tasso del 2,75 % annuo per cinque anni.
Banca/intermediario finanziarioEntro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di ricezione del provvedimento di concessione del contributo la banca/intermediario finanziario stipula il contratto di finanziamento con la PMI:lo eroga in un’unica soluzione, entro trenta giorni dalla stipula del contratto di finanziamentonel caso di leasing finanziario lo eroga al fornitore entro trenta giorni dalla data di consegna del bene. Qualora la fornitura in leasing finanziario riguardi una pluralità di beni, l’erogazione avviene in più soluzioni, entro trenta giorni dalla data di consegna di ciascun bene. Inoltre l’impresa locataria deve esercitare anticipatamente, al momento della stipula del contratto, l’opzione di acquisto prevista dal contratto medesimo, i cui effetti decorrono dal termine della locazione finanziaria, fermo restando l’adempimento di tutte le obbligazioni contrattuali.La stipula del contratto di finanziamento può avvenire anche prima della ricezione del decreto di concessione del contributo.
PMILa domanda di agevolazione, da presentare in bollo tranne nei casi di PMI appartenenti ai settori agricoli e della pesca, deve essere compilata dall’impresa in formato elettronico e, unitamente alla documentazione indicata nella circolare, inviata esclusivamente a mezzo posta elettronica certificata (PEC) agli indirizzi delle banche/intermediari finanziari aderenti alla convenzione.
La domanda dovrà essere redatta secondo lo schema allegato alla circolare attuativa e deve essere sottoscritta, a pena di invalidità, dal legale rappresentante dell’impresa proponente o da un suo procuratore, mediante firma digitale.
Alla domanda di agevolazione deve essere allegata la seguente documentazione:
– nel caso in cui il modulo di domanda sia sottoscritto dal procuratore dell’impresa, copia dell’atto di procura e del documento di identità del soggetto che rilascia la procura;
– nel caso in cui l’impresa sia associata/collegata, prospetto recante i dati per il calcolo della dimensione d’impresa, redatto utilizzando il “Prospetto per il calcolo dei parametri dimensionali” disponibile nella sezione “BENI STRUMENTALI (NUOVA SABATINI)” del sito www.mise.gov.it;
– nel caso in cui il contributo sia superiore a 150.000 euro, le dichiarazioni sostitutive di atto notorio in merito ai dati necessari per la richiesta delle informazioni antimafia rese dai soggetti sottoposti a verifica, utilizzando i modelli disponibili nella sezione “BENI STRUMENTALI (NUOVA SABATINI)” del sito www.mise.gov.it.
Il mancato utilizzo dei predetti schemi o l’invio con modalità diverse da quelle indicate costituiscono motivo di irricevibilità della domanda. La sottoscrizione di dichiarazioni incomplete e l’assenza, anche parziale, dei documenti e delle informazioni richieste costituiscono motivo di non procedibilità e possono essere oggetto di richiesta di integrazioni da parte della banca/intermediario finanziario, ferma restando la validità della data iniziale di trasmissione della domanda.
Le integrazioni devono essere fornite entro trenta giorni dalla data della richiesta, pena la decadenza della domanda. E’ fatto divieto di presentare più di una domanda di agevolazione a fronte dello stesso investimento.

Fonte: D.L. 30 giugno 2021, n. 99, Circolare 10 febbraio 2021, n. 434, Legge 30 dicembre 2020, n. 178, G.U.R.I. 30 dicembre 2020, n. 322, s. 46, D.L. 14 agosto 2020, n. 104, Circolare 22 settembre 2020, n. 239062, Circolare 19 luglio 2019, n. 296976, Circolare 19 luglio 2019, n. 295900, Legge 28 giugno 2019, n. 58, G.U.R.I. 29 giugno 2019, n. 151 s. 26, D.L. 30 aprile 2019, n. 34, G.U.R.I. 30 aprile 2019, n. 100, Decreto 28 gennaio 2019, n. 1338, Decreto 28 gennaio 2019, n. 1337, Legge 30 dicembre 2018, n. 145, G.U.R.I. 31 dicembre 2018, n. 302, Decreto 3 dicembre 2018, Circolare 31 luglio 2017, n. 95925, Circolare 9 marzo 2017, n. 22504, Circolare 24 febbraio 2017, n. 17677, Decreto 16 febbraio 2017, Circolare 15 febbraio 2017, n. 14036, Decreto 22 dicembre 2016, Decreto 2 settembre 2016, Circolare 23 marzo 2016, n. 26673, Decreto interministeriale 25 gennaio 2016, Ministero dello Sviluppo Economico

Fonte Economia  news

SCHEDA NUOVA SABATINI

Soggetti beneficiari

Possono beneficiare delle agevolazioni di cui al presente decreto le PMI che, alla data di presentazione della domanda:

a) sono regolarmente costituite ed iscritte nel Registro delle imprese ovvero nel Registro delle imprese di pesca. Le imprese non residenti nel territorio italiano devono avere personalità giuridica riconosciuta nello Stato di residenza risultante dall’iscrizione nell’omologo Registro delle imprese;

b) sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali;

c) non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;

d) non si trovano in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà

Non sono ammesse alle agevolazioni di cui al presente decreto le imprese operanti nel settore delle attività finanziarie e assicurative (sezione K della classificazione delle attività economiche ATECO 2007).

Per beneficiare delle agevolazioni previste dal presente decreto, le imprese devono avere una sede operativa in Italia. Qualora le imprese beneficiarie non dispongano della predetta sede alla data di presentazione della domanda di agevolazione, esse devono provvedere alla relativa apertura entro il termine previsto per l’ultimazione dell’investimento, pena la revoca delle agevolazioni concesse.

Tipologie di investimento ammissibili

Il finanziamento deve essere interamente utilizzato per l’acquisto, o l’acquisizione nel caso di operazioni di leasing finanziario, di macchinari, impianti, beni strumentali di impresa, attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo e hardware, classificabili, nell’attivo dello stato patrimoniale, alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4, nonché di software e tecnologie digitali, destinati a strutture produttive già esistenti o da impiantare, ovunque localizzate nel territorio nazionale.

Gli investimenti ammissibili sono destinati a:

a) creazione di un nuovo stabilimento;

b) ampliamento di uno stabilimento esistente;

c) diversificazione della produzione di uno stabilimento mediante prodotti nuovi aggiuntivi;

d) trasformazione radicale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente;

e) acquisizione di attivi di uno stabilimento, se sono soddisfatte le seguenti condizioni:

1) lo stabilimento è stato chiuso o sarebbe stato chiuso se non fosse stato acquistato;

2) gli attivi vengono acquistati da terzi che non hanno relazioni con l’acquirente;

3) l’operazione avviene a condizioni di mercato.

Entità e forma dell’agevolazione

Le agevolazioni:

consistono nella concessione da parte di banche e intermediari finanziari, aderenti all’Addendum alla convenzione tra il Ministero dello sviluppo economico, l’Associazione Bancaria Italiana e Cassa depositi e prestiti S.p.A., di finanziamenti alle micro, piccole e medie imprese per sostenere gli investimenti previsti dalla misura, nonché di un contributo da parte del Ministero dello sviluppo economico rapportato agli interessi sui predetti finanziamenti

L’investimento può essere interamente coperto dal finanziamento bancario (o leasing)

Il finanziamento, che può essere assistito dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” fino all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso, deve essere:

  • di durata non superiore a 5 anni
  • di importo compreso tra 20.000 euro e 4 milioni di euro
  • interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili

Il contributo del Ministero dello sviluppo economico è un contributo il cui ammontare è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo pari al:

  • 2,75% per gli investimenti ordinari
  • 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti (investimenti in tecnologie cd. “industria 4.0”)

AGEVOLAZIONE

  • Contributo in conto impianti del 7,72% (Contributo calcolato in via convenzionale su un finanziamento al tasso d’interesse del 2,75%, della durata di cinque anni e d’importo equivalente al finanziamento)
  • Contributo in conto impianti del 10,08% (Contributo calcolato in via convenzionale su un finanziamento al tasso d’interesse del 3,575%, della durata di cinque anni e d’importo equivalente al finanziamento) per investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti (investimenti in tecnologie cd. “industria 4.0”).
  • Contributo in conto impianti del 15,74% (Contributo calcolato in via convenzionale su un finanziamento al tasso d’interesse del 5,50%, della durata di cinque anni e d’importo equivalente al finanziamento) per le micro e piccole imprese che effettuano investimenti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

L’erogazione del contributo avverrà in unica soluzione.

DURATA

Durata massima del finanziamento: 5 anni

SCADENZA

In attesa di riapertura a seguito del rifinanziamento del 30/6/2021.

SPESE AMMISSIBILI

  • macchinari
  • impianti
  • beni strumentali
  • attrezzature
  • hardware, software e tecnologie digitali.

SPESE NON AMMISSIBILI

  • Non sono ammissibili le spese terreni e fabbricati (incluse le spese per opere murarie)
  • impianti eolici
  • i beni già consegnati “in prova” o “conto visione” presso l’acquirente
  • impianto elettrico ed idraulico, non avendo una propria autonoma funzionalità, ovvero non sono separabili dal bene stesso, e sono iscrivibili come adattamento locali tra “altre immobilizzazioni immateriali”
  • immobilizzazioni in corso e acconti
  • commesse interne
  • macchinari, impianti e attrezzature usati
  • scorte


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