BONUS  SUD e NUOVA SABATINI: CUMULABILTA’ DEI BENEFICI FISCALI DI TRANSIZIONE 4.0

RAMSES GROUP NEWS n. 284 – 24 febbraio 2022 

PNRR: cumulabilità dei benefici fiscali

Con la circolare 33, dello scorso 31 dicembre 2021 arriva dal Dipartimento della Ragioneria Generale, la conferma che i benefici fiscali di Transizione 4.0

BONUS SUD E SABATINI sono cumulabili

Una bella notizia che dissipa ogni dubbio residuo in merito alla cumulabilità delle misure di incentivo finanziate con risorse a valere sul P.N.R.R.  con altre agevolazioni: questi incentivi possono infatti essere cumulati, a patto naturalmente di non coprire gli stessi costi.

La questione era emersa a seguito soprattutto della Circolare n. 21 della stessa Ragioneria dello Stato dello scorso 14 ottobre 2021, che disponeva le Istruzioni Tecniche per la selezione dei progetti PNRR.

In particolare, aveva suscitato serie preoccupazioni il richiamo della Ragioneria all’obbligo di assenza del c.d. doppio finanziamento.

In molti avevano interpretato questa istruzione, che richiamava il Regolamento Europeo 2021/241, come un sostanziale divieto di cumulo tra qualsiasi incentivo finanziato con le risorse del PNRR e altre agevolazioni, di qualsiasi natura esse fossero, anche se finanziate con risorse statali.

La differenza tra finanziamento e cumulo

La Ragioneria chiarisce che, doppio finanziamento e cumulo si riferiscono a due principi distinti e non sovrapponibili.

In particolare, il divieto di doppio finanziamento, previsto espressamente dalla normativa europea, stabilisce che il medesimo costo di un intervento non possa essere rimborsato due volte a valere su fonti di finanziamento pubbliche anche di diversa natura.

Di contro, la cumulabilità invece…

…“si riferisce alla possibilità di stabilire una sinergia tra diverse forme di sostegno pubblico di un intervento, che vengono in tal modo “cumulate” a copertura di diverse quote parti di un progetto/investimento”.

Quest’ultima fattispecie è prevista e consentita nell’ambito del PNRR dall’art. 9 del Regolamento UE 2021/241, là dove recita:

“Il sostegno fornito nell’ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF) si aggiunge al sostegno fornito nell’ambito di altri programmi e strumenti dell’Unione”.

Il divieto di doppio finanziamento

È pertanto prevista la possibilità di cumulare all’interno di un unico progetto fonti finanziarie differenti “…a condizione che tale sostegno non copra lo stesso costo” (divieto di doppio finanziamento).

La circolare offre anche un esempio pratico. 

“Se una misura del PNRR finanzia il 40% del valore di un bene/progetto, la quota rimanente del 60% può essere finanziata attraverso altre fonti, purché si rispettino le disposizioni di cumulo di volta in volta applicabili e, complessivamente, non si superi il 100% del relativo costo.

In quest’ultimo caso, parte dei costi sarebbero infatti finanziati due volte e tale fattispecie sarebbe riconducibile all’interno del cosiddetto “doppio finanziamento”, di cui è fatto sempre divieto”.

È utile inoltre precisare che la distinzione tra i due principi menzionati non rappresenta una novità del RRF, il cui regolamento si limita a ribadire concetti già ampiamente noti nell’ambito delle programmazioni comunitarie dei fondi strutturali.

Le misure del Piano Transizione 4.0

Le misure del piano Transizione 4.0 sono tra quelle maggiormente interessate da questa disciplina.

Infatti, nella circolare, la Ragioneria dello Stato specifica – se mai ve ne fosse ulteriore bisogno – che:

“quanto sopra esposto vale anche per la misura PNRR Transizione 4.0 che prevede la concessione di un credito d’imposta per le imprese che investono in tecnologie 4.0 e in Ricerca e sviluppo.

Quindi, per tale fattispecie, laddove l’investimento risultasse in parte finanziato da altre risorse pubbliche, è ammesso il cumulo con il credito d’imposta (fino a concorrenza del 100% del costo dell’investimento), esclusivamente per la parte di costo dell’investimento non finanziata con le altre risorse pubbliche”.

In conclusione, si conferma che le misure finanziate all’interno del PNRR possono essere cumulate con altre agevolazioni salvo ovviamente i limiti esistenti dalla normativa nazionale ed europea vigente, ivi compresa quella riferita agli aiuti di stato.

Fonte COMMERCIALISTA TELEMATICO


Nuova Sabatini: 300 milioni di rifinanziamento

Garantita continuità operativa della misura agevolativa per PMI

Rifinanziata con ulteriori 300 milioni di euro la “Nuova Sabatini”, la misura del Ministero dello sviluppo economico che ha l’obiettivo di sostenere gli investimenti produttivi delle piccole e medie imprese per l’acquisto di beni strumentali.

Si tratta di risorse stanziate con la legge di assestamento di bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2021, approvata e pubblicata in Gazzetta ufficiale.

La continuità operativa della misura era stata già assicurata dal Ministro Giorgetti con il decreto Sostegni bis attraverso lo stanziamento di 425 milioni di euro, che ha permesso lo scorso mese di luglio di riaprire lo sportello per la presentazione delle domande delle imprese.

Questo duplice intervento di Giorgetti ha quindi consentito di rifinanziare la “Nuova Sabatini” con un ammontare complessivo di risorse pari a 725 milioni di euro.

Le PMI potranno continuare a beneficiare delle agevolazioni per l’acquisto di beni materiali (macchinari, impianti, beni strumentali d’impresa, attrezzature nuove di fabbrica e hardware) o immateriali (software e tecnologie digitali).

Fonte COMMERCIALISTA TELEMATICO


Bonus Sud: esiste un limite minimo?

Quale limite di investimento per il Bonus Sud?

Il credito d’imposta per gli investimenti in beni nuovi strumentali nelle aree agevolate del Mezzogiorno (c.d. bonus Sud), previsto dal comma 98 dell’art. 1 della legge n. 208/2015 (c.d. legge di stabilità 2016), come modificato dalla legge n. 18/2017 di conversione del decreto-legge n. 243/2016, non prevede alcun limite minimo di investimento, salvo che per gli investimenti PON di cui in seguito, prevedendo invece alcuni limiti massimi validi per tutti i richiedenti.

Un limite minimo di 10.000 euro, invece, era previsto per il credito d’imposta per gli investimenti, su tutto il territorio nazionale, in beni nuovi strumentali della divisione 28 di ATECO, previsto dall’art. 18 del decreto legge n. 91/2014, ma ora non più operativo.

Relativamente al vigente bonus Sud, in nessuna norma e in nessun provvedimento dell’Agenzia delle entrate è indicata la misura minima di 10.000 per investimento, essendo invece previsti alcuni limiti massimi di investimento; tanto è vero che le istanze di accesso al bonus Sud, recanti investimenti inferiori a 10.000 euro sono regolarmente trasmissibili ed accolte dall’Agenzia delle entrate.

Il limite dei 10.000 euro e gli investimenti PON

Tuttavia, in rete sono presenti alcuni commenti che indicano, relativamente alle PMI, i 10.000 euro a volte come “costo unitario” minimo dell’investimento e a volte semplicemente come investimento minimo complessivo, segnalando, quindi, la necessità di rispettare l’importo minimo dell’investimento.

Secondo tali commenti, sembrerebbe che, nell’ambito del bonus Sud, il limite minimo di 10.000 euro debba rendersi applicabile agli investimenti PON delle PMI, dato che il P.O.N. 2014/2020 contribuisce ad alimentare le risorse destinate al credito di imposta rendendo disponibili, a favore delle PMI che hanno ricevuto da parte dell’Agenzia delle entrate l’autorizzazione alla fruizione del credito d’imposta, da un minimo di 161,8 milioni di euro ad un massimo di 306 milioni di euro.

Con Decreto MISE 29 luglio 2016, come modificato dal D.MISE 9 agosto 2017, sono state assegnate, in fase di prima applicazione, risorse per un importo pari a 161,8 milioni di euro a valere sull’Asse III – “Competitività Pmi” del Pon, di cui 123 milioni destinati alle regioni “meno sviluppate” (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) e 38,8 milioni destinati alle regioni “in transizione” (Abruzzo, Molise e Sardegna).

Analogamente, in nessun provvedimento del MISE è indicata la misura minima di 10.000 per investimento, mentre è prevista una misura minima di 500.000 euro unicamente per gli investimenti cofinanziati dal PON 2014/2020 “Impresa e competitività”.

Si ricorda che per gli investimenti PON, oltre al rispetto dell’investimento minimo, che costituisce presupposto di accesso, vengono ad originarsi altri obblighi conseguenziali, quali, ad esempio, gli obblighi di documentazione e rendicontazione degli investimenti effettuati, il cui mancato adempimento comporta la revoca del beneficio.

Il fatto che le risorse destinate al finanziamento del bonus Sud possano provenire dal PON non significa necessariamente che, ai fini dell’ammissibilità al bonus, occorre rispettare il presupposto (investimento minimo) introdotto dal MISE.

In effetti, il mancato rispetto dei presupposti non comporta la decadenza dal diritto ma unicamente il fatto che il bonus rimane finanziato con le ordinarie risorse (che potrebbero esaurirsi) a disposizione dall’Agenzia delle entrate.

Le FAQ del MISE

In tal senso, infatti, testimoniano alcune FAQ presenti sul sito del MISE e sull’apposito sito governativo destinato al PON.

In particolare, le FAQ chiariscono quanto segue:

“Giova precisare che l’attività istruttoria svolta dal Ministero è circoscritta alla verifica della sussistenza dei requisiti necessari per l’ammissione dei progetti al finanziamento nell’ambito del PON IC.

Con riferimento alle PMI beneficiarie del credito d’imposta per le quali l’attività istruttoria si conclude con esito positivo, il Ministero adotta un apposito provvedimento di utilizzo di risorse del PON IC recante, tra l’altro, gli obblighi e gli adempimenti a carico dell’impresa beneficiaria derivanti dal cofinanziamento comunitario.

Con riferimento, invece, alle domande che non superano l’istruttoria svolta dal Ministero, in quanto carenti dei requisiti previsti dagli articoli 3 e 4 del DM 29 luglio 2016, resta ferma l’autorizzazione alla fruizione del credito d’imposta rilasciata dall’Agenzia delle Entrate a valere su risorse nazionali.”

Se questo principio vale per il limite minimo di 500.000 euro per gli investimenti PON, non v’è dubbio allora che deve valere anche nell’eventualità, al momento non dimostrata, di un limite minimo fissato a 10.000 euro per gli investimenti delle PMI.

In definitiva, analogamente a quanto previsto per gli ordinari investimenti PON, se fosse confermata l’esistenza del minimo di 10.000 euro per gli investimenti delle PMI e questo requisito fosse previsto da una norma/regolamento non proveniente da una norma di legge nazionale o da un provvedimento dell’Agenzia delle entrate ma dal MISE o dalla Commissione europea, l’inosservanza del limite minimo non comporterebbe la perdita del bonus il quale, invece, risulterebbe comunque finanziato con le ordinarie risorse a disposizione dell’Agenzia e non già con le risorse del PON.

Fonte COMMERCIALISTA TELEMATICO

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APPROFONDIMENTI

1 Prorogato il Bonus Sud – Restano i vecchi parametri – Presupposto è la novità dell’investimento: non basta sostituire un bene dismesso

RAMSES GROUP NEWS n. 265 – 21 Gennaio 2022

Il credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno, in virtù dell’articolo 1, comma 171, della legge 178/2020, sarà fruibile per gli investimenti effettuati sino al 31 dicembre 2022.

Il bonus è fruibile per l’acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti e attrezzature destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio purché rientrino in un progetto di investimento iniziale come definito all’articolo 2, punti 49, 50 e 51, del regolamento (Ue) 651/2014. In riferimento a questa previsione (rinvenibile nell’articolo 1, comma 99, della legge 208/2015) l’agenzia delle Entrate, con la circolare 34/E del 2016, ha chiarito che costituisce presupposto per l’agevolazione l’acquisto di beni funzionali alla creazione di un nuovo stabilimento, all’ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente, alla diversificazione della produzione di uno stabilimento per ottenere prodotti mai ottenuti precedentemente e al cambiamento del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente. La mera sostituzione di beni strumentali dismessi, non osservando il principio della novità, non permette di invocare il beneficio.

A rendere effettivo l’aiuto per l’anno in corso è la legge di Bilancio 2022 con l’articolo 1, comma 175, che, modificando il comma 98 dell’articolo 1 della legge 208/2015, inserisce il riferimento alla nuova Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027 approvata dalla Commissione europea il 2 dicembre 2021.

A seguito dell’ampliamento temporale dell’agevolazione a opera della legge di Bilancio 2021, era stata comunicata alla Commissione Ue la proroga del regime SA 56349 relativo al credito d’imposta per investimenti nel Mezzogiorno riferito al solo anno 2021, poiché prorogati al 31 dicembre 2021 gli Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale 2014-2020 e la Carta degli aiuti a finalità regionale 2014-2020 in precedenza richiamata dalla norma. Per questa ragione, il modello di comunicazione per la fruizione del credito d’imposta è fermo agli investimenti effettuati nel 2021 e adesso dovrà essere aggiornato.

La recente modifica, richiamando la nuova Carta degli aiuti, permette alla regione Molise di rientrare tra le aree ammissibili alle deroghe di cui alla lettera a) dell’articolo 107, paragrafo 3, del Tfue con la possibilità di fruire della maggiore intensità di aiuto già spettante alle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.

L’articolo 1, comma 98, della legge 208/2015 aggiornato continua però a recare il riferimento alla precedente Carta degli aiuti per la misura massima del credito d’imposta fruibile. Ciò comporta l’impossibilità di beneficiare delle più generose misure previste dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027.

Pertanto in Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna e Molise il credito d’imposta sarà determinato nella misura del 45% per le piccole imprese, 35% per le medie imprese e 25% per le grandi imprese.

In Abruzzo le misure scendono rispettivamente al 30%, 20% e 10%. L’incentivo si determina su valori massimi rispettivi per i limiti dimensionali delle imprese di 3 milioni, di 10 milioni e di 15 milioni. In caso di leasing, si assume il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni al netto delle spese di manutenzione.

Possibile il cumulo della misura con i crediti d’imposta «Transizione 4.0» grazie ai dubbi fugati dalla recentissima circolare 33/2021 della Ragioneria generale dello Stato.

Le novità

1. La legge di bilancio
L’adeguamento
Il comma 175 della legge di Bilancio 2022 interviene sulla disciplina del credito di imposta per investimenti nel Mezzogiorno applicabile fino al 31 dicembre 2022 per adeguare l’individuazione dei territori destinatari della misura agevolativa a quanto sarà previsto dalla nuova Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027.

2. La carta degli aiuti
I tetti massimi
La Carta degli aiuti a finalità regionale dell’Italia 2022-2027 indica le regioni ammissibili agli aiuti per investimenti a finalità regionale e stabilisce le intensità massime di aiuto. L’intensità dell’aiuto è l’importo massimo dell’aiuto di Stato che può essere concesso per ciascun beneficiario, espresso sotto forma di percentuale dei costi di investimento ammissibili.

3. Il perimetro
Il Molise
La rideterminazione del perimetro di applicazione della misura consente, in particolare, nella regione Molise, l’applicazione agli investimenti di un’intensità del credito superiore rispetto alla situazione attuale. La modifica operata dal comma 175 dela legge di Bilancio riguarda le imprese con strutture produttive ubicate in Molise.

4. Il credito d’imposta
Il quadro aggiornato

In Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna e Molise il credito d’imposta sarà determinato nella misura del 45 per cento per le piccole imprese, 35 per cento per le medie imprese e 25 per cento per le grandi imprese. In Abruzzo le misure scendono rispettivamente al 30, 20 e 10 per cento.

Fonte Il sole 24 ore

2. Confermata la proroga del Bonus Sud al 2022 con l’approvazione della Legge di Bilancio

Il Bonus Sud 2022

Abbiamo quindi precisato che, essendo stata approvata la Carta Italiana degli aiuti a finalità regionale 2022-2027 dalla Commissione Europea è stato che prorogato il Bonus Sud al 2022. Ma in cosa consiste questa agevolazione?

Sostanzialmente si tratta di una proroga al credito per gli investimenti che le imprese realizzano a decorrere:

  • dal 1° gennaio 2016 fino al 31 dicembre 2022, per gli investimenti effettuati nel Mezzogiorno;
  • dal 7 aprile 2018 al 31 dicembre 2020, per gli investimenti effettuati nei Comuni delle Regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo colpiti dagli eventi sismici succedutisi dal 24 agosto 2016;
  • dalla data del DPCM istitutivo della Zona economica speciale (ZES) al 31 dicembre 2022, per gli investimenti effettuati nelle ZES (art. 5 D.L. 91/2017).

Come funziona il Bonus Sud per gli investimenti nel Mezzogiorno?

Il Bonus Sud è stato istituito per la prima volta dalla legge di stabilità del 2016 (L. 208/2015). Il beneficio, istituito sotto forma di credito d’imposta, può essere fruito dalle imprese che effettuano in investimenti in beni strumentali nuovi nelle regioni del Mezzogiorno.

Il bonus Sud 2022, come nelle versioni precedenti, potrà essere richiesto anche retroattivamente per gli investimenti in beni strumentali nuovi effettuati dal 1 gennaio 2016 al 31 dicembre 2022. L’agevolazione varia in base alle dimensioni aziendali pertanto possiamo individuare 3 scaglioni:

Regioni ammesse 

PER LE REGIONI

  • Basilicata
  • Molise
  • Sardegna
  • 25% per le grandi aziende;
  • 35% per le imprese di medie dimensioni;
  • 45% per le piccole imprese.

—————————————————————————————————————–

In Campania, Sicilia, Calabria e Puglia fondo perduto fino al 60%

Sono quattro le regioni del Sud e delle isole maggiori che ritornano ad avere contributi fino al 60% a fondo perduto, mentre altre tre ottengono un aumento rispetto alle percentuali precedenti e arrivano fino al 50 per cento. Con decisione C(2021)8655 del 2 dicembre 2021 la Commissione europea ha approvato la nuova Carta degli aiuti a finalità regionale per l’Italia.

Il calendario

Questa è valevole dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2027. La decisione è stata presa, per ora, per quanto riguarda le sole zone che rientrano nella deroga di cui all’articolo 107, paragrafo 3, lettera a), del Tfue.

Le cosiddette “zone a” comprendono Sud e isole maggiori; nel dettaglio sono le regioni Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Dal 1° gennaio scorso, le imprese operanti in queste regioni possono richiedere l’applicazione delle nuove intensità di aiuto nei bandi che prevedono la possibilità di utilizzare i massimali previsti in sede europea.

La carta degli aiuti indica le regioni italiane ammissibili agli aiuti per investimenti a finalità regionale.

Il contenuto

La carta stabilisce inoltre le intensità massime di aiuto nelle regioni ammissibili.

L’intensità dell’aiuto è l’importo massimo dell’aiuto di Stato che può essere concesso a ciascun beneficiario, espresso sotto forma di percentuale dei costi di investimento ammissibili.

Gli interventi agevolabili sono i più disparati; a titolo esemplificativo, possono riguardare l’acquisto di macchinari, impianti ed attrezzature, nonché l’acquisto e la ristrutturazione di immobili.

Le nuove percentuali si applicano ai contratti di sviluppo e potranno essere concesse nei bandi emessi dalle Regioni e dai bandi emanati dai ministeri, a meno che non siano stabilite aliquote più basse.

Le percentuali

In base alla nuova carta degli aiuti il contributo può essere concesso al 30% per gli investimenti realizzati nelle regioni Molise, Basilicata e Sardegna, al 40% per gli investimenti realizzati nelle regioni Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Queste sono le percentuali di base che possono richiedere anche le grandi imprese.

Poi la carta degli aiuti prevede maggiorazioni per le Pmi, variabili a seconda della dimensione. È quindi prevista la maggiorazione del 10% in caso di investimenti realizzati da medie imprese e del 20% in caso di investimenti realizzati da piccole imprese.

Le nuove percentuali applicabili agli aiuti concessi alle imprese spno rese note sul sito del Mise dedicato ai contratti di sviluppo. 

Ora gli aiuti diventano di conseguenza pari al 40% per le grandi imprese, al 50% per le medie, al 60% per le piccole imprese che operano in regioni Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Rimangono di un 10% più basse per le imprese che operano in Molise, Basilicata e Sardegna.

Il contesto

La Commissione europea ha approvato, in data 2 dicembre 2021, la carta dell’Italia per la concessione degli aiuti a finalità regionale dal 1º gennaio 2022 al 31 dicembre 2027 nel «quadro degli orientamenti riveduti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale».

Gli orientamenti riveduti consentono di aiutare le regioni europee meno favorite a recuperare il ritardo accumulato e di ridurre le disparità in termini di benessere economico, reddito e disoccupazione e hanno l’obiettivo di impedire agli Stati membri di utilizzare fondi pubblici per innescare la delocalizzazione di posti di lavoro da uno Stato membro dell’Ue.

Il Centro Nord

Rimane ancora in sospeso, per le imprese del Centro Nord, la possibilità di conoscere quali saranno le aree con maggiori agevolazioni.

L’individuazione delle “aree c” del Paese non è ancora avvenuta, per queste rimane necessario un aggiornamento della Carta degli aiuti. Le percentuali saranno più basse, ma comunque superiori alle aree non ammesse alla deroga.

———————————————————

PER LA REGIONE Abruzzo  

10%  grandi aziende

20% medie aziende

30 % piccole aziende

Le imprese che vogliono richiedere la detrazione devono presentare l’apposita domanda attraverso il software messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Una delle caratteristiche più importanti della misura è la sua retroattività. Infatti il credito d’imposta per il Mezzogiorno può essere richiesto anche per gli investimenti effettuati negli anni precedenti, sempre con le stesse aliquote che abbiamo elencato in precedenza.

Soggetti esclusi

Ma tutte le imprese che si trovano nel Mezzogiorno possono accedere a queste agevolazioni? No. Le agevolazioni infatti non spettano ai soggetti che operano nei seguenti settori:

  • industria siderurgica,
  • carbonifera,
  • costruzione navale,
  • fibre sintetiche,
  • trasporti e delle relative infrastrutture,
  • produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche,
  • creditizio,
  • finanziario,
  • assicurativo.

L’impresa che intende accedere al credito d’imposta deve possedere un Durc in corso di validità al momento d’invio della domanda. Inoltre, non dovrà versare in condizioni di difficoltà.

I beni agevolabili dal Bonus Sud 2022

Rientrano nelle agevolazioni i seguenti beni: impianti (anche gli impianti fotovoltaici), macchinari e attrezzatura varia. Ai fini del credito d’imposta per gli investimenti nel mezzogiorno, possono essere agevolati anche i beni acquistati tramite contratto di locazione finanziaria (restano esclusi dunque i contratti di locazione operativa).

Sono agevolabili altresì i beni costruiti in economia e i beni complessi. Ovviamente il costo delle componenti utilizzate per la loro costruzione deve prevalere su quelle usate. Pertanto restano chiusi dall’agevolazione i beni usati o ricondizionati.

Infine, merita specificare che le agevolazioni del Bonus Sud 2022 sono CUMULABILI a quelle previste da altre misure. 

Quando e come presentare le domande

Per presentare le domande c’è tempo fino al 31 dicembre 2022, pertanto il bene agevolabile dovrebbe essere consegnato entro tale data. Non importa però che esso entri in funzione entro questi termini, l’importante è essere in possesso della fattura di saldo.

Cumulabilità tra i vari incentivi e il PNRR

Quello della cumulabilità tra i vari incentivi è da sempre il terreno su cui possono essere fatti degli scivoloni molto pericolosi da chi non è esperto del settore.

Del resto, sfruttare a pieno tutte le compatibilità e tutte le cumulabilità consente di ottenere dei risultati significativamente migliori riuscendo in alcuni casi a coprire il 100% dell’investimento.

E’ utile ribadire che bisogna fare molta attenzione quando si utilizzano queste strategie perché occorre che la cumulabilità sia biunivoca ovvero che valga per entrambe le norme che si decidono di utilizzare contemporaneamente.

A complicare la cosa c’è poi la questione della definizione di “aiuto di stato” e di “incentivo fiscale generalizzato” che non sempre sono facili da riconoscere come fattispecie.

Da ultimo, con l’approvazione del PNRR è subentrato ulteriore confusione problema legata al divieto di doppia finanziabilità stabilito con l’articolo 9 del Regolamento UE n. 241/2021 che dice:

Articolo 9
Addizionalità e finanziamento complementare
Il sostegno nell’ambito del dispositivo si aggiunge al sostegno fornito nell’ambito di altri programmi e strumenti dell’Unione. I progetti di riforma e di investimento possono essere sostenuti da altri programmi e strumenti dell’Unione, a condizione che tale sostegno non copra lo stesso costo.

Sulla questione è intervenuta la Ragioneria dello Stato che con la circolare n. 33 del 31/12/2021 fuga ogni dubbio e ribadisce la possibilità di cumulare più norme secondo le regole fino ad oggi seguite e chiarisce che “doppio finanziamento” e “cumulabilità” sono concetti differenti.

RISORSE UTILI E FONTI

Regolamento UE n. 241/2021

Circolare n. 33 Ragioneria Generale dello Stato del31/12/2021

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ARCHIVIO

Bonus Sud CUMULABILE con Credito imposta beni strumentali

RAMSES GROUP NEWS n. 115 – 20 Ottobre 2020

Il bonus per investimenti nel Mezzogiorno è cumulabile con il credito d’imposta beni strumentali (per approfondimenti clicca qui) ciò significa che

SI  PUO’ ARRIVARE AD UN CREDITO D’IMPOSTA
PARI AL 95%  IN ALCUNE ZONE 
(50% + 45%)
ED IN ALTRE AL 70%  (40% + 30%)

A. CREDITO D’IMPOSTA ACQUISTO MACCHINARI MEZZOGIORNO

La Commissione Europea ha dato il via libera all’utilizzo dei fondi UE attraverso il BONUS INVESTIMENTI SUD, che  prevede la concessione di un credito d’imposta su investimenti relativi all’acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio nelle zone assistite della Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo. Il credito d’imposta è stato introdotto dalla Legge di Stabilità 2016 e resterà in vigore fino al 31 dicembre 2020 SALVO PROROGHE NELLA PROSSIMA LEGGE DI BILANCIO

Le istruzioni da parte della Agenzia delle Entrate sono state fornite con la circolare n. 34/E/2016, mentre le modifiche apportate dal decreto Mezzogiorno sono state esaminate nella circolare n. 12/E/2017.

A seguito delle innovazioni introdotte dal decreto Mezzogiorno, come specificato in tale ultima circolare, il credito d’imposta è soggetto a due differenti regimi normativi, ossia:

  • la disciplina originaria dettata dalla legge di Stabilità 2016, per le acquisizioni di beni effettuate dal 1° gennaio 2016 al 28 febbraio 2017
  • le nuove norme di cui alla legge n. 18/2017, per le acquisizioni di beni effettuate dal 1° marzo 2017 al 31 dicembre 2019.
Attualmente al finanziamento dello strumento contribuisce anche il Programma operativo nazionale “Imprese e competitività” 2014-2020, a favore di PMI che abbiano effettuato un investimento di almeno 10 mila euro, con esclusione delle sole attività economiche del settore agricoltura, silvicoltura e pesca.
La Commissione europea ha accolto la richiesta di finanziare con i fondi europei del PON Imprese e Competitività 2014-2020 anche il credito di imposta per investimenti strumentali destinati a strutture produttive localizzate nelle Regioni del Mezzogiorno che non rientrano nella Strategia di specializzazione intelligente.
Il vincolo alla copertura con fondi Fesr per i soli investimenti della strategia S3 2014-2020, era stato stabilito con lo scopo di indirizzare le risorse dove più forti erano le possibilità di crescita. Ma questo ha creato problemi di utilizzo dei fondi. Lo svincolo, fatto salvo il principio di rendicontazione e gli adempimenti da parte delle regioni, apre la possibilità di utilizzare i fondi per più settori accelerando, tra le altre cose, il raggiungimento degli obiettivi di spesa per fine anno.

Di seguito si riportano i contenuti della misura, con l’indicazione dei soggetti beneficiari, di beni agevolati, del meccanismo di applicazione e del periodo di riferimento:

Soggetti beneficiariSoggetti titolari di reddito d’impresa con riferimento agli investimenti legati all’acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia.
Soggetti esclusiL’incentivo non spetta alle imprese che operano nei settori dell’industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, nonché nei settori creditizio, finanziario e assicurativo e alle imprese in difficoltà, secondo la definizione comunitaria.
Investimenti agevolabiliIl credito d’imposta può essere concesso solamente agli investimenti in beni strumentali nuovi per:la realizzazione di un nuovo stabilimento;l’ampliamento di uno stabilimento esistente;la diversificazione della produzione di uno stabilimento;la trasformazione radicale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente;la riattivazione di uno stabilimento chiuso o che sarebbe stato chiuso qualora non fosse stato acquisito.Pertanto, vanno considerati esclusi tutti gli investimenti che non realizzino una fattispecie di investimento iniziale (ad esempio sostituzione di singoli beni strumentali) ed altresì gli investimenti in immobili e veicoli in quanto non richiamati.
Importo investimenti agevolabiliL’agevolazione spetta per investimenti di importo massimo pari a:3 milioni (non più 1,5 milioni) per le piccole imprese,10 milioni per le medie imprese (5 milioni nella precedente disposizione)15 milioni per le grandi imprese.La norma non prevede un importo minimo dell’investimento da realizzare, né all’interno di ciascun anno interessato, né complessivamente, con riferimento all’intero programma di investimenti.L’unica soglia minima è quella di € 10.000. Il credito d’imposta è subordinato al rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato (Regolamento Ue n. 651/2014) e, in particolare all’art. 14 che disciplina gli aiuti a finalità regionale agli investimenti.Per le imprese agricole attive nella produzione primaria, della pesca e dell’acquacoltura, della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e della pesca e dell’acquacoltura, ove acquistino beni strumentali nuovi, l’agevolazione è concessa nei limiti e alle condizioni previste dalla normativa europea in tema di aiuti di stato del relativo settore.Come indicato nella circolare n. 12/E/2017, nel caso l’investimento abbia avuto inizio prima del 1° marzo 2017 e si sia concluso successivamente, i nuovi limiti trovano applicazione per l’intero progetto d’investimento.
Determinazione dell’importo agevolabilePer gli investimenti effettuati a partire dal 1° marzo 2017 fino al 31 dicembre 2020    SALVO PROROGHE PROSSIMA LEGGE DI BILANCIOil credito d’imposta spettante deve essere determinato sul costo complessivo sostenuto per l’acquisizione dei beni agevolabili. Il beneficio, quindi, deve essere calcolato non al netto, ma al lordo degli ammortamenti.Si rammenta che per gli investimenti effettuati entro il 28 febbraio 2017: la base di calcolo del credito d’imposta è data dal costo di acquisizione dei beni al netto degli ammortamenti fiscali dedotti nel periodo d’imposta relativi alle medesime categorie dei beni d’investimento della stessa struttura produttiva, a esclusione degli ammortamenti dei beni oggetto dell’investimento agevolato.
Intensità di aiutoPer gli investimenti realizzati dal 1° marzo 2017 il credito d’imposta è differenziato in relazione alle dimensioni aziendali e all’ambito territoriale:
Ambito territoriale
Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna
Dimensione di impresa
45% per piccole imprese;
35% per le medie imprese;
25% per le grandi imprese.
Ambito territoriale
Molise e Abruzzo
Dimensione di impresa
30% per le piccole imprese;
20% per le imprese di medie dimensioni;
10% per quelle di grandi dimensioni
Periodo di riferimentoIl credito di imposta compete per gli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2019  SALVO PROROGHE PROSSIMA LEGGE DI BILANCIO
CumulabilitàIl bonus investimenti può essere cumulato con altre forme di incentivo, ricono­sciute anche a titolo de minimis, a valere sui medesimi beni.La cumulabilità, tuttavia, è ammessa a condizione che non porti al superamento dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalle pertinenti discipline europee di riferimento.Al fine di garantire il rispetto del limite dell’intensità di aiuto, nella comunicazione dovranno essere indicate le altre agevolazioni richieste ed eventualmente ottenute a valere sui medesimi costi, riducendo di conseguenza l’importo del credito d’imposta richiesto nei limiti della misura massima consentita.
IL BONUS E’ CUMULABILE QUINDI ANCHE CON IL CREDITO IMPOSTA MACCHINARI INNOVATIVI EX IPERAMMORTAMENTO

Le imprese che intendono fruire del credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno dovranno presentare apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate 

La comunicazione dovrà essere presentata esclusivamente in via telematica. Ogni impresa potrà presentare una o più comunicazioni, anche nel medesimo anno, e ciascuna comunicazione potrà riguardare uno o più progetti d’investimento.

L’autorizzazione o meno alla fruizione del credito d’imposta è comunicata dall’Agenzia delle Entrate in via telematica mediante un’apposita ricevuta.Il credito d’imposta può essere utilizzato solo in compensazione esclusivamente tramite i servizi Entratel o Fisconline, a partire dal quinto giorno successivo alla data di rilascio della ricevuta attestante la fruibilità (codice tributo “6869”).

Attenzione: la legge di bilancio per il 2020 (articolo 1, commi 218, 316 e 319, della legge n. 160 del 2019) ha disposto le seguenti proroghe:

dal 31 dicembre 2019 al 31 dicembre 2020 per il credito d’imposta investimenti nei comuni del sisma Centro-Italia
dal 31 dicembre 2020 al 31 dicembre 2022 per il credito d’imposta investimenti nelle zone economiche speciali (ZES)
dal 31 dicembre 2019 al 31 dicembre 2020 per il credito d’imposta investimenti nel Mezzogiorno.

Dal 14 aprile 2020 è disponibile una nuova versione aggiornata del prodotto di compilazione CIM17, per consentire ai destinatari del credito d’imposta Mezzogiorno e del credito d’imposta sisma di indicare nella comunicazione anche gli investimenti da realizzarsi dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020.
Con riferimento al crediti d’imposta ZES, la procedura sarà aggiornata non appena l’Agenzia delle Entrate riceverà notizie dell’avvenuto adempimento degli obblighi europei da parte delle amministrazioni competenti. Per questa misura agevolativa, comunque, è sempre consentita la presentazione della comunicazione per indicare gli investimenti da realizzarsi entro il 31 dicembre 2020.


SCHEDA RIASSUNTIVA

Credito d’imposta Sud

Il “Credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno” è l’agevolazione fiscale per investimenti in beni strumentali nuovi, destinati a strutture produttive localizzate nelle regioni del Sud Italia.

Il DDL di Bilancio 2020 prevede la proroga del Bonus per le imprese situate in Puglia, Basilicata, Campania, Calabria, Molise, Abruzzo, Sicilia e Sardegna, indipendentemente dal settore in cui operano, dalla forma giuridica o dalle dimensioni aziendali.

L’agevolazione incentiva l’acquisto di nuovi macchinari, impianti ed attrezzature, destinati a strutture produttive nuove o già esistenti, collegate ad un progetto di investimento relativo a:

  • realizzazione di un nuovo stabilimento
  • ampliamento di uno stabilimento esistente
  • diversificazione della produzione di uno stabilimento
  • trasformazione radicale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente
  • riattivazione di uno stabilimento chiuso o che sarebbe stato chiuso qualora non fosse stato acquistato

Sono escluse dall’agevolazione, le spese relative alla semplice sostituzione di singoli beni strumentali. Grazie alla proroga prevista dal DDL di Bilancio 2020, le spese ammesse potranno esser sostenute fino al 31 dicembre 2020SALVO PROROGA LEGGE DI BILANCIO 2021

Il Credito d’imposta per le imprese del Sud prevede aliquote diversificate in base alle dimensioni dell’impresa e all’ambito territoriale.

Puglia, Basilicata, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna

  • 45% per le piccole imprese
  • 35% per le medie imprese
  • 25% per le grandi imprese

Molise e Abruzzo (zone Carta Aiuti di Stato 2014-2020, ex articolo 107.3.c del TFUE)

  • 30% per le piccole imprese
  • 20% per le medie imprese
  • 10% per le grandi imprese

Bonus Sisma per le imprese del Centro Italia

Il DDL di Bilancio 2020 proroga al prossimo anno anche il Credito d’imposta Sisma, agevolazione riconosciuto alle imprese localizzate nelle zone del Centro Italia, colpite dal sisma nel 2016. Il Cratere sismico comprende i Comuni delle Regioni Lazio, Abruzzo, Umbria e Marche.

Le spese ammesse sono relative all’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature necessari al processo produttivo dell’impresa. Il bonus è riconosciuto alle imprese che hanno sostenuto investimenti a partire dal 6 aprile 2018.

L’agevolazioni prevede le seguenti intensità di aiuto:

  • 45% per le piccole imprese
  • 35% per le medie imprese
  • 25% per le grandi imprese

Come accedere al Credito d’imposta Sud e Bonus Sisma per il Centro Italia

Le imprese che intendono fruire del credito d’imposta devono presentare una comunicazione in via telematica all’Agenzia delle Entrate, che dopo la dovuta verifica dei dati dichiarati nella comunicazione, trasmetterà il provvedimento che autorizza a beneficiare del credito d’imposta.

Elenco dei Comuni abruzzesi e molisani inseriti nella Carta degli aiuti di stato a finalità regionale 2014-2020

Decisione della Commissione Europea AREA 107.3.C
DOVE SI PUO’ GODERE DEL CREDITO D’IMPOSTA COME SOPRA DESCRITTO  CUMULABILE CON IL CREDITO D’IMPOSTA MACCHINARI INNOVATIVI EX IPER AMMORTAMENTO

Molise e Abruzzo (zone Carta Aiuti di Stato 2014-2020, ex articolo 107.3.c del TFUE)

  • 30% per le piccole imprese
  • 20% per le medie imprese
  • 10% per le grandi impres

REGIONE ABRUZZO AREA 107.3.C 

San Salvo  Chieti  Ancorano Cupello Manoppello  Controguerra  Monteodorisio  Turrivalignani  Colonnella  Gissi  Bolognano  Corropoli Atessa  Alanno S. Omero Paglieta  Pietranico  Torano Nuovo Mozzagrogna  Scafa  S. Egidio alla Vibrata  Pescosansonesco Nereto  Bussi sul Tirino Salle  Collepietro  Navelli Caporciano  Prata d’ansidonia San demetrio Poggio picenze Fossa  Scoppito  L’Aquila Sulmona

REGIONE MOLISE AREA 107.3.C 

BOJANO CAMPOBASSO CAMPOCHIARO GUARDIAREGIA MAFALDA MONTEFALCONE DEL SANNIO RIPAMOLISANI SAN MASSIMO SAN POLO TRIVENTO VINCHIATURO AGNONE BAGNOLI DEL TRIGNO CANTALUPO CARPINONE CASTELPETROSO CASTELPIZZUTO FROSOLONE LONGANO MACCHIA D’ISERNIA MONTAQUILA MONTERODUNI PETTORANELLO POZZILLI SANT’AGAPITO SANTA MARIA DEL MOLISESESTO CAMPANOVENAFRO

La  lista completa dei 140 Comuni colpiti e danneggiati dal sisma in Centro Italia  2016/2017 dove si può godere del bonus di cui sopra con queste percentuali:

  • 45% per le piccole imprese
  • 35% per le medie imprese
  • 25% per le grandi imprese

cumulabile con il credito imposta macchinari innovativi ex iper ammortamento.

L’elenco dei Comuni 140 comuni divisi per regione:

Abruzzo
Barete (Aq); Cagnano Amiterno (Aq); Campli (TE) Campotosto (AQ); Capitignano (AQ); Castelcastagna (Te); Castelli (TE); Civitella del Tronto (TE);  Colledara (Te); Cortino (TE); Crognaleto (TE); Fano Adriano (Te). Farindola (Pe); Isola del Gran Sasso (Te); Montereale (AQ); Montorio al Vomano (TE); Pietracamela (Te) Pizzoli (Aq); Rocca Santa Maria (TE); Teramo; Torricella Sicura (TE); Tossicia (TE); Valle Castellana (TE).

Lazio
Accumoli (RI); Amatrice (RI); Antrodoco (RI); Borbona (RI); Borgo Velino (RI); Cantalice (RI); Castel Sant’Angelo (RI); Cittaducale (RI); Cittareale (RI); Leonessa (RI); Micigliano (RI); Poggio Bustone (RI) Posta (RI); Rieti;  Rivodutri (RI).

Marche
Acquacanina (MC); Acquasanta Terme (AP); Amandola (FM); Apiro (MC); Appignano del Tronto (AP);
Arquata del Tronto (AP); Ascoli Piceno; Belforte del Chienti (MC); Belmonte Piceno (FM); Bolognola (MC);
Caldarola (MC); Camerino (MC); Camporotondo di Fiastrone (MC); Castel di Lama (AP); Castelraimondo (MC);
Castelsantangelo sul Nera (MC); Castignano (AP); Castorano (AP); Cerreto D’esi (AN); Cessapalombo (MC);
Cingoli (MC); Colli del Tronto (AP); Colmurano (MC); Comunanza (AP); Corridonia (MC); Cossignano (AP);
Esanatoglia (MC); Fabriano (AN); Falerone (FM); Fiastra (MC); Fiordimonte (MC); Fiuminata (MC);
Folignano (AP); Force (AP); Gagliole (MC); Gualdo (MC); Loro Piceno (MC);  Macerata; Maltignano (AP);
Massa Fermana (FM); Matelica (MC); Mogliano (MC); Monsapietro Morico (FM); Montalto delle Marche (AP);
Montappone (FM); Monte Rinaldo (FM); Monte San Martino (MC); Monte Vidon Corrado (FM);
Montecavallo (MC); Montedinove (AP);  Montefalcone Appennino (FM); Montefortino (FM); Montegallo (AP);
Montegiorgio (FM); Monteleone (FM); Montelparo (FM); Montemonaco (AP);  Muccia (MC); Offida (AP);
Ortezzano (FM); Palmiano (AP); Penna San Giovanni (MC); Petriolo (MC); Pieve Torina (MC);
Pievebovigliana (MC);  Pioraco (MC); Poggio San Vicino (MC);  Pollenza (MC); Ripe San Ginesio (MC);
Roccafluvione (AP); Rotella (AP); San Ginesio (MC); San Severino Marche (MC); Santa Vittoria in Matenano (FM);
Sant’Angelo in Pontano (MC); Sarnano (MC); Sefro (MC); Serrapetrona (MC); Serravalle del Chienti (MC);
Servigliano (FM); Smerillo (FM); Tolentino (MC); Treia (MC); Urbisaglia (MC); Ussita (MC); Venarotta (AP);
Visso (MC).

Umbria
Arrone (TR); Cascia (PG); Cerreto di Spoleto (PG); Ferentillo (TR); Montefranco (TR); Monteleone di Spoleto (PG); Norcia (PG); Poggiodomo (PG); Polino (TR); Preci (PG); Sant’Anatolia di Narco (PG); Scheggino (PG); Sellano (PG); Spoleto (PG); Vallo di Nera (PG).


B. Credito di imposta industria 4.0 (sostituisce iperammortamento)

BENEFICIARI

Possono accedere al credito d’imposta tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito. 

AGEVOLAZIONE

Credito di imposta del 40% per la quota di investimento fino a 2,5 milioni di euro

Credito di imposta del 20% per la quota di investimento oltre i 2,5 milioni di euro e fino ai 10 milioni di euro

Nessuna agevolazione per investimenti oltre i 10 milioni di euro

Per gli investimenti effettuati mediante contratti di locazione finanziaria, si assume il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni.

Il credito d’imposta spettante è utilizzabile esclusivamente in compensazione in cinque quote annuali di pari importo a decorrere dall’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione

 Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito nonché della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive.

Il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo non porti al superamento del costo sostenuto.

INVESTIMENTI AMMISSIBILI

Sono ammissibili le seguenti categorie di intervento:

  • Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori;
  • Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità (es. sistemi di misura, sistemi di monitoraggio, sistemi per l’ispezione;
  • Dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza (es. postazioni adattative, sistemi di movimentazione agevolata, dispositivi wearable, interfacce uomo macchina intelligenti).

ADEMPIMENTI

E’ necessaria la comunicazione al Ministero dello sviluppo economico.

Le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati devono contenere l’espresso riferimento alle disposizioni.

Se, entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di effettuazione dell’investimento, i beni agevolati sono ceduti a titolo oneroso o sono destinati a strutture produttive ubicate all’estero, anche se appartenenti allo stesso soggetto, il credito d’imposta è corrispondentemente ridotto escludendo dall’originaria base di calcolo il relativo costo

Per i beni di costo superiore ai 300.000 euro è obbligatoria una perizia tecnica o un attestato di conformità da cui risulti che i beni possiedono caratteristiche tecniche tali da includerli negli elenchi di cui ai richiamati allegati A e B annessi alla legge 232/2016 e sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

Per i beni di costo unitario di acquisizione non superiore a 300.000 euro, l’onere documentale può essere adempiuto attraverso una dichiarazione resa dal legale rappresentante

SCADENZA

Investimenti effettuati a decorrere dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, ovvero entro il 30 giugno 2021 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione

RISORSE UTILI

CREDITO D’IMPOSTA 40%  COME DA ALLEGATO A  IMPRESA 4.0

COME POSSIAMO ESSERTI UTILI

Grazie ai nostri tecnici  RAMSES GROUP è in grado di fornire le relazioni tecniche di conformità alla norma su Industria 4.0 sia per investimenti sopra i 300’000 euro (obbligatoria) che per gli investimenti inferiori a tale cifra (non obbligatoria ma fortemente consigliata)

Nel caso degli acquirenti

– al fine di poter usufruire dell’credito di imposta sui beni industria 4.0

– per adeguare eventualmente l’investimento in modo da poter accedere al credito di imposta sui beni industria 4.0

Per le aziende produttrici di macchinari

– al fine di qualificare come idonei ad industria 4.0 dei macchinari venduti

– per adeguare eventualmente i macchinari venduti in modo da consentire ai propri clienti di poter accedere agli incentivi di industria 4.0

Vengono contemporaneamente valutate eventuali norme di agevolazione, compatibili o alternative, che consentono in alcuni casi di ottenere incentivi superiori.

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L’ Interpello n. 360 DELLA AGENZIA DELLE ENTRATE del 16 settembre 2020 CHIARISCE IL TUTTO:

Il cumulo del credito di imposta per investimenti nel Mezzogiorno e del credito di imposta per investimenti in beni strumentali è ammissibile, a condizione che tale cumulo non porti al superamento del costo sostenuto per l’investimento.

Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 360 del 16 settembre 2020. Il credito d’imposta per investimenti nel Mezzogiorno è infatti cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, sempre che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive, non porti al superamento del costo sostenuto.

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la risposta a interpello n. 360 del 16 settembre 2020 riguardante il cumulo del credito di imposta per investimenti nel Mezzogiorno e del credito di imposta per investimenti in beni strumentali. L’articolo 1, della Legge n. 208 del 2015 ha istituito un credito di imposta a favore delle imprese che, a decorrere dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2020, effettuano l’acquisizione, anche mediante contratto di locazione finanziaria, di beni strumentali nuovi, in particolare macchinari, impianti e attrezzature varie, facenti parte di un progetto di investimento iniziale e destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo.

Il credito d’imposta è cumulabile con aiuti de minimis e con altri aiuti di Stato che abbiano ad oggetto i medesimi costi ammessi al beneficio, a condizione che tale cumulo non porti al superamento dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalle pertinenti discipline europee di riferimento.

Secondo la Legge di Bilancio 2020, alle imprese che a decorrere dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, ovvero entro il 30 giugno 2021 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione, effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato è riconosciuto un credito d’imposta alle condizioni e nelle misure stabilite dai commi 188, 189 e 190 in relazione alle diverse tipologie di beni agevolabili.

Il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive, non porti al superamento del costo sostenuto.

La disciplina del credito di imposta per investimenti nel Mezzogiorno prevede quindi la cumulabilità, a determinate condizioni, di tale beneficio con altri gli aiuti di Stato, non escludendo espressamente la possibilità di cumulo con misure di carattere generale.Pertanto, in relazione alla cumulabilità del credito di imposta per investimenti nel Mezzogiorno e del credito di imposta per investimenti in beni strumentali introdotto dalla legge di Bilancio 2020, è stato evidenziato che, in relazione ai medesimi investimenti, sia possibile cumulare i due benefici, a condizione che tale cumulo non porti al superamento del costo sostenuto per l’investimento.


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