APPROFONDIMENTI su Credito d’imposta acquisto beni strumentali “industria 4.0″

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RAMSES GROUP NEWS n.171 – 20 aprile 2021

TUTTO su CREDITO D’IMPOSTA BENI STRUMENTALI

A. Credito d’imposta 4.0 escluso per i veicoli

Agenzia delle Entrate, risposta a interpello 17/03/2021, n. 189

La misura maggiorata del credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali beni “industria 4.0” (ossia quelli previsti nell’allegato A della L. 232/2016) non può essere beneficiata in relazione al veicolo sul quale è installata una betoniera provvista dei requisiti per fruirne: questa è la posizione espressa dall’Agenzia delle Entrate nella risposta ad interpello n. 189 pubblicata il 17 marzo 2021.

Il credito d’imposta investimenti 4.0

La Legge di bilancio 2021 (L. 178/2020) conferma anche per il biennio 2021-2022 il credito di imposta per investimenti in beni strumentali, parametrato al costo di acquisto degli stessi; tale bonus spetta a tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito dell’impresa, per investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato.

Sotto il profilo temporale, l’investimento deve essere realizzato:

  • a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2022,
  • ovvero entro il 30 giugno 2023, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Il credito d’imposta concesso è variabile in ragione del momento in cui gli investimenti sono realizzati: il bonus è più consistente per gli investimenti realizzati nel 2021 (ovvero entro il 30 giugno 2022 con ordine accettato dal fornitore e acconto di almeno il 20% pagato entro il 31 dicembre 2021), rispetto a quelli che saranno posti in essere nel 2022.

Come lo scorso anno, anche il nuovo provvedimento ha riconosciuto un beneficio superiore ai beni “industria 4.0”, ossia quelli previsti nell’allegato A della L. 232/2016 che siano interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura (nella sostanza si tratta di beni che sino al 2019 erano oggetto di iper ammortamento); per tali investimenti è previsto un credito d’imposta che, perlopiù, è pari al 50% dell’investimento realizzato nel 2021 (al crescere dell’importo il beneficio diminuisce, così come diminuisce la misura del credito se l’investimento sarà realizzato nel 2022), a fronte del minor credito previsto per i beni nuovi “ordinari”, ossia quelli privi dei requisiti tecnologici (pari al 10% per gli investimenti 2021 e 6% per quelli che invece saranno realizzati nel 2022).

Il caso della risposta all’istanza di interpello n. 189/2021

Viene posto all’attenzione dell’Agenzia delle Entrate il caso di un un’autobetoniera o un’autobetoniera con pompa, composta di due parti, un autotelaio targato e un’attrezzatura specifica montata su autotelaio (betoniera o betoniera con pompa).

Solo questa seconda parte è dotata dei requisiti per fruire del credito d’imposta maggiorato in quanto bene “industria 4.0” (la richiesta riguarda la concessione del credito d’imposta ex L. 160/2019, ma le medesime considerazioni valgono anche in relazione al nuovo analogo istituto introdotto con la L. 178/2020); il tema analizzato riguarda, in particolare, il riconoscimento della misura maggiorata del bonus anche all’autotelaio in quanto impianto assolutamente necessario alla realizzazione del prodotto.

L’istante sostiene, in particolare, che l’investimento debba essere considerato unitariamente al fine di valutare il riconoscimento del credito d’imposta; pertanto, l’applicazione del credito d’imposta maggiorato dovrebbe riguardare l’intero costo dei beni e, quindi, non solo la componente “macchina” o “attrezzatura”, ma anche la componente “veicolo“, dato che senza di essa la componente “macchina” o “attrezzatura” non sarebbe in grado di funzionare, né tantomeno potrebbe raggiungere il cantiere in cui operare.

Sul punto l’Agenzia esprime la propria posizione dopo aver acquisito uno specifico parere del MISE (prot. n. 388556 del 23.12.2020); posizione che è contraria a quella proposta dal contribuente.

L’Amministrazione Finanziaria, richiamando la posizione già espressa nella circolare 4/E/2017, ritiene quanto segue:

  • nell’ambito del primo gruppo di beni di cui all’allegato A L. 232/2016, devono intendersi riconducibili, in linea generale, solamente le “macchine” intese ai sensi delle definizioni di cui all’articolo 2, lett. a), della c.d. “Direttiva Macchine” (“Direttiva 2006/42/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 maggio 2006 relativa alle macchine e che modifica la Direttiva 95/16/CE“);
  • al contrario, devono considerarsi esclusi, in linea di principio, i beni qualificabili come veicoli ai sensi della Direttiva 46/2007/CE (Direttiva quadro per le disposizioni in materia di “omologazione dei veicoli a motore e dei 3 loro rimorchi, nonché dei sistemi, componenti ed entità tecniche destinati a tali veicoli“), nella quale è stata rifusa la precedente Direttiva 70/156/CE.

Conseguentemente, la misura maggiorata del bonus compete solo alla betoniera; al contrario, la componente “autoveicolo” potrà beneficiare della misura ordinaria del credito d’imposta previsto per i beni diversi da quelli tecnologici.


fonte Euroconference

B. Credito d’imposta investimenti in beni strumentali anche per la betoniera con pompa

Industria 4.0: SI per l’autobetoniera e NO per l’autotelaio

Agenzia delle Entrate, risposta a interpello 17/03/2021, n. 189

Con riferimento all’acquisto di una betoniera, il credito d’imposta investimenti in beni strumentali spetta per il costo riferibile alla sola componente “betoniera” o “betoniera con pompa” e non anche alla componente “autoveicolo”; fermo restando, con riferimento a quest’ultima componente, l’applicazione del credito d’imposta di cui all’art. 1, comma 188, della legge di Bilancio 2020. Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 189 del 17 marzo 2021.

Nuove istruzioni dell’Agenzia delle Entrate (risposta a interpello n. 189 del 17 marzo 2021) sul credito d’imposta investimenti in beni strumentali, così come introdotto dalla legge di Bilancio 2020.

La legge di Bilancio 2017 (art. 1, comma 9 e seguenti) ha introdotto la possibilità, per i soli titolari di reddito d’impresa, di maggiorare il costo di acquisizione, nella misura del 150% (iperammortamento), per gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi, effettuati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2017 (o entro il 30 settembre 2018 a determinate condizioni), che sono funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale in chiave “Industria 4.0”; si tratta di beni a elevatissima tecnologia, interconnessi, elencati nell’allegato A alla legge di bilancio 2017.

La misura è stata prorogata con la legge di Bilancio 2018, che ha previsto la misura dell’iperammortamento anche per gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi effettuati entro il 31 dicembre 2018,ovvero entro il 31 dicembre 2019, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2018 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione.

Da ultimo, la legge di Bilancio 2020 ha ridefinito la disciplina degli incentivi fiscali previsti dal Piano Nazionale Impresa 4.0, mediante l’introduzione di un credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi, parametrato al costo di acquisizione degli stessi. La novellata disciplina, in vigore dal 1° gennaio 2020, sostituisce le previgenti disposizioni riguardanti il super e l’iperammortamento, che restano applicabili, a determinate condizioni, agli investimenti in beni strumentali effettuati fino al 31 dicembre 2019.

La nuova disciplina prevede, in particolare, la concessione di un credito d’imposta, utilizzabile esclusivamente in compensazione, alle imprese che dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, ovvero entro il 30 giugno 2021, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione, effettuino investimenti in beni strumentali nuovi, destinati a strutture produttive localizzate sul territorio dello Stato, con i requisiti e nelle misure stabilite dai commi 188, 189 e 190 in relazione alle diverse tipologie di beni agevolabili.

Riguardo all’ambito oggettivo, per gli investimenti aventi a oggetto beni ricompresi nell’allegato A annesso alla legge n. 232/2016, il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 40% del costo, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, e nella misura del 20% del costo, per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro, e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro.

Nell’ambito del primo gruppo di beni di cui all’allegato A, devono intendersi riconducibili, in linea generale, solamente le “macchine” intese ai sensi delle definizioni di cui all’art. 2, lettera a), della c.d. “direttiva Macchine”; inoltre, come previsto dalla direttiva devono considerarsi esclusi, in linea di principio, i beni qualificabili come veicoli ai sensi della direttiva n. 46/2007/CE (direttiva quadro per le disposizioni in materia di “omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, nonché dei sistemi, componenti ed entità tecniche destinati a tali veicoli”), nella quale è stata rifusa la precedente direttiva n. 70/156/CE.

Il credito d’imposta deve intendersi applicabile al costo riferibile alla sola componente “betoniera” (o “betoniera con pompa”) e non anche alla componente “autoveicolo”; fermo restando, con riferimento a quest’ultima componente, l’applicazione del credito d’imposta di cui al comma 188 dell’art. 1, legge n. 160/2019.

Agenzia delle Entrate, risposta a interpello 17/03/2021, n. 189

Fonte ipsoa

C. Impianti fotovoltaici ed eolici: spetta il credito d’imposta beni strumentali?

Gli investimenti in impianti fotovoltaici ed eolici beneficiano del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali?

L’ammissibilità al credito d’imposta per investimenti in beni strumentali degli impianti fotovoltaici ed eolici deve essere valutata avendo riguardo alle seguenti precisazioni dell’Agenzia delle entrate:· in materia di super ammortamento contenute al par. 9 della circolare 4/E/2017;

· in materia di iper ammortamento contenute nella circolare Mise n. 177355 del 23.05.2018;

· in materia di credito d’imposta investimenti in beni strumentali ex articolo 1, commi 184-197, L. 160/2019 la risposta all’interpello n. 75 del 02.02.2021.

Con riferimento alla disciplina del super ammortamento l’Agenzia delle entrate, richiamando la circolare 36/E/2013 in materia di ammortamento e il comma 21, dell’articolo1, L. 208/2015 in tema di determinazione della rendita catastale degli immobili a destinazione speciale e particolare, prevede la necessità di operare un distinguo tra componente immobiliare e mobiliare di tali impianti.

Il costo relativo alla componente immobiliare delle centrali fotovoltaiche ed eoliche, oggetto di stima catastale (il suolo, le torri con le relative fondazioni, gli eventuali locali tecnici che ospitano i sistemi di controllo e trasformazione e le sistemazioni varie, quali recinzioni, viabilità, etc., posti all’interno del perimetro dell’unità immobiliare), risulterà assoggettato ad aliquota di ammortamento fiscale del 4% come bene immobile.

Il costo relativo alla componente impiantistica delle centrali fotovoltaiche ed eoliche, che non concorre alla determinazione della rendita catastale degli immobili ospitanti le centrali fotovoltaiche ed eoliche, risulterà assoggettato ad aliquota di ammortamento fiscale del 9% come bene mobile.

Ne deriva l’esclusione dal credito d’imposta per investimenti in beni strumentali, ai sensi dell’articolo 1, comma 187, L.160/2019 (previgente disciplina) e dell’articolo 1, comma 1053, L. 178/2020 (nuova disciplina), della componente immobiliare delle centrali fotovoltaiche ed eoliche, per le seguenti motivazioni:· trattasi di investimenti in fabbricati e costruzioni;· trattasi di beni materiali strumentali con coefficiente di ammortamento ai fini fiscali inferiore al 6,5%.I contribuenti possono dunque beneficiare del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali solo sulle componenti impiantistiche delle centrali fotovoltaiche ed eoliche.

Per quanto concerne la classificazione degli impianti fotovoltaici ed eolici nell’Allegato A annesso alla L. 232/2016 onde beneficiare del credito d’imposta maggiorato, la stessa circolare AdE 4/E/2017 precisa che non sono incluse tra i «Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità» le soluzioni finalizzate alla produzione di energia (ad es. sistemi cogenerativi, sistemi di generazione di energia da qualunque fonte rinnovabile).

La circolare Mise n. 177355 del 23.05.2018 in materia di iper ammortamento meglio specifica che gli impianti di produzione di energia, così come i sistemi di accumulo, non rivestono la funzione principale di realizzare una gestione e un utilizzo efficiente dell’energia da parte delle macchine del ciclo produttivo, bensì quella di costituire una fonte dalla quale le macchine possono attingere energia per il proprio funzionamento.

Per questi motivi gli impianti fotovoltaici ed eolici non possono essere classificati nell’Allegato A annesso alla L. 232/2016, tipologia 2 “Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità”.

In conclusione gli investimenti in impianti fotovoltaici ed eolici possono beneficiare, al soddisfacimento degli altri requisiti, esclusivamente del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali ordinari di cui all’articolo 1, comma 188, L. 160/2019 e di cui all’articolo 1, commi 1054-1055, L. 178/2020 e in relazione alla sola componente impiantistica.

Fonte Euroconference

D. Software incorporato nel bene materiale 4.0

Se un bene materiale 4.0 viene acquistato a un prezzo unitario comprensivo del software necessario per il suo funzionamento, tutto il corrispettivo può beneficiare del credito d’imposta del 40% oppure bisogna operare una distinzione tra la componente materiale e quella immateriale dell’acquisto?

In continuità con la disciplina del c.d. iperammortamento il software embedded, incorporato nel bene materiale rientrante nell’allegato A alla Legge di Bilancio 2017, quindi acquistato assieme al bene e necessario al funzionamento del bene, è da considerarsi agevolabile unitamente al bene materiale.Questa interpretazione è coerente con l’elenco dell’allegato B che include software stand alone e quindi non necessari al funzionamento del bene.

Ne deriva l’applicabilità del maggiore credito d’imposta di cui al comma 189, articolo 1, Legge 160/2019 del 40% fino a 2,5 milioni di euro, del 20% oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro, sul bene materiale comprensivo del software embedded. 

Fonte Euroconference

Il requisito di interconnessione per beni 4.0

Quali caratteristiche deve avere un bene 4.0 poter essere definito “interconnesso”?

In continuità con la disciplina del c.d. iperammortamento affinché un bene, coerentemente con quanto stabilito dall’articolo 1, comma 11, della Legge di Bilancio 2017, possa essere definito “interconnesso” al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura ai fini dell’ottenimento del credito d’imposta di cui al comma 189, articolo 1, Legge 160/2019 del 40% fino a 2,5 milioni di euro, del 20% oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro, è necessario e sufficiente che:

· il bene scambi informazioni in ingresso e in uscita con sistemi interni (es.: sistema gestionale, sistemi di pianificazione, sistemi di progettazione e sviluppo del prodotto, monitoraggio, anche in remoto, e controllo, altre macchine dello stabilimento, ecc.) e/o esterni (es.: clienti, fornitori, partner nella progettazione e sviluppo collaborativo, altri siti di produzione, supply chain, ecc.) per mezzo di un collegamento basato su specifiche documentate, disponibili pubblicamente e internazionalmente riconosciute (esempi: TCP-IP, HTTP, MQTT, ecc.);

· il bene sia identificato univocamente, al fine di riconoscere l’origine delle informazioni, mediante l’utilizzo di standard di indirizzamento internazionalmente riconosciuti (es.: indirizzo IP).

La circolare Mise n. 295485 del 01.08.2018 ha introdotto semplificazioni sul requisito di interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica per i seguenti beni dell’allegato A, tipologia 1:

· trance

· taglierine

· seghe circolari

· trapani

· frantoi

· mulini di macinazione.

Per tali beni il requisito di interconnessione si ritiene assolto con la sola trasmissione di dati in uscita, non essendo richiesto che il bene sia in grado di ricevere in ingresso istruzioni e/o part program.

Come emerso infatti da alcune istanze di parere tecnico al Mise per alcuni “beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti” rientranti nella tipologia 1 dell’allegato A annesso alla Legge di Bilancio 2017, non risulta strettamente necessario sul piano tecnico l’assolvimento del requisito obbligatorio 2 di “interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program”.

Se la macchina utensile è progettata per eseguire un unico ciclo di lavoro o un’unica lavorazione completamente standardizzata, non necessita infatti di ricevere istruzioni operative circa la sequenza delle attività da eseguire o i parametri e le variabili di processo.

Infine il requisito di interconnessione, declinato al particolare requisito tecnico n. 3 di “integrazione automatizzata con il sistema logistico di fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo” è stato oggetto di chiarimenti nella circolare Mise n. 177355 del 23.05.2018.  

Fonte Euronference

Perizia tecnica semplice per singolo bene

È possibile redigere una perizia tecnica semplice per il complesso dei beni strumentali 4.0 acquistati nel 2020?

In continuità con la disciplina del c.d. iperammortamento si ritiene che la perizia debba essere redatta per singolo bene acquisito e non per un complesso di beni. In base alla circolare Ade 4/E/2017 e come ribadito dalla Circolare Mise n. 547750 del 15.12.2017 la perizia o l’attestato di conformità possono anche essere plurimi, nel senso che possono riguardare anche una pluralità di beni agevolabili, pur contenendo l’attestazione dei requisiti tecnici e di interconnessione ed il costo di acquisizione di ciascun bene separatamente. 

Fonte Euroconference

Soddisfacimento dei requisiti 4.0 in caso di locazione operativa

In caso di società di locazione operativa che acquista un bene 4.0 per locarlo a un soggetto terzo, come e dove devono essere verificati i 5+2 requisiti tecnici obbligatori (internamente alla società di noleggio o esternamente)?

Coerentemente con quanto riportato dalla circolare AdE 4/E/2017, il noleggiante è il soggetto che ha diritto all’agevolazione fiscale e che dovrà dimostrare il soddisfacimento dei requisiti tecnici e di interconnessione. La circolare non distingue se l’obbligo debba essere soddisfatto internamente o esternamente, pertanto entrambe le opzioni sono ritenute valide. È necessario tuttavia che i due casi siano mutuamente esclusivi, quindi alternativamente:

· la società di noleggio deve garantire integrazione/interconnessione del bene con i propri sistemi e/o con la propria catena del valore;oppure

· la società di noleggio deve garantire integrazione/interconnessione del bene con i sistemi di fabbrica e/o con la catena del valore dell’utilizzatore finale). Qualora il noleggiante opti per il soddisfacimento presso un cliente, il diritto all’agevolazione sarà proporzionale al periodo di durata del noleggio. 

Fonte Euroconference

Beni materiali 4.0 che richiedono solo il requisito di interconnessione

I “Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità” e i “Dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0” devono rispettare le 5 caratteristiche obbligatorie e 2 delle 3 successive caratteristiche elencate nell’allegato A annesso alla Legge di Bilancio 2017?

Il rispetto dell’obbligo delle 5+2 caratteristiche tecniche elencate nell’allegato A annesso alla Legge di Bilancio 2017 si riferisce esclusivamente ai “Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti”.

Per le voci “Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità” e “Dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0” è sufficiente soddisfare il requisito dell’interconnessione al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

Fonte Euroconference


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