ISMEA Imprenditoria giovanile in Agricoltura

Harvesting Nebbiolo grapes in Serralunga, Italy. Grapes will be used in the process to make Barolo, one of the most famous red wine.

RAMSES GROUP NEWS n. 388 – 3 agosto 2022

1. BANDO REGIONE ABRUZZO M06 – Intervento 6.1.1 “Aiuti all’avviamento di attività imprenditoriali per i giovani agricoltori” – Annualità 2022

REGIONE ABRUZZO

 Area Geografica: Abruzzo

 Scadenza: PROSSIMA APERTURA | In fase di attivazione

 Beneficiari: Micro Impresa, PMI, Persona fisica

 Settore: Agricoltura

 Spese finanziate: Avvio attività / StartUp

 Agevolazione: Contributo a fondo perduto

DESCRIZIONE COMPLETA DEL BANDO

L’intervento “Aiuti all’avviamento di attività imprenditoriali per i giovani agricoltori” è finalizzato alla concessione di un sostegno a giovani imprenditori agricoli, che si insediano per la prima volta in un’azienda agricola in qualità di capo dell’azienda, dietro presentazione di un Piano di Sviluppo Aziendale. La finalità dell’intervento è quella di offrire opportunità e strumenti per attrarre i giovani nel settore agricolo e per consentire loro di attuare idee imprenditoriali innovative, anche mediante approcci produttivi maggiormente sostenibili sia in termini di ambiente, che in termini economici e sociali.

L’intervento risponde a due obiettivi:

a. incentivare la costituzione di imprese in grado di garantire l’attività nel medio periodo;

b. favorire l’introduzione di giovani nel settore, per l’ammodernamento del comparto e per il ricambio generazionale.

Soggetti beneficiari

Il potenziale beneficiario del sostegno è un giovane di età compresa tra i 18 e i 41 anni non compiuti al momento di presentazione della domanda, che si insedia per la prima volta in un’azienda agricola in qualità di capo dell’azienda.

La attribuzione del sostegno è limitata alle aziende che rientrano nella definizione di micro impresa o di piccola impresa.

Tipologia di interventi ammissibili

L’attività verrà finanziata a condizione che venga presentato Il Piano di Sviluppo Aziendale che dovrà contenere i seguenti contenuti:

a) la situazione di partenza dell’azienda agricola;

b) le tappe essenziali e gli obiettivi per lo sviluppo delle attività della nuova azienda;

c) i particolari delle azioni, incluse quelle inerenti alla sostenibilità ambientale e all’efficienza delle risorse, occorrenti per lo sviluppo delle attività dell’azienda agricola quali investimenti, formazione, consulenza o qualsiasi altra attività.

Entità e forma dell’agevolazione

Dotazione Finanziaria: € 13.064.543,00.

L’entità del sostegno all’insediamento in agricoltura è fissata in € 60.000,00.

Il sostegno è elevato a € 70.000,00 nel caso di insediamento in aziende ricadenti in area D, con il quale si intende la localizzazione del fabbricato o del complesso di fabbricati connessi all’attività aziendale e almeno il 51 % della SAU aziendale, in detta area.

Scadenza

In fase di attivazione.

La data di effettiva apertura sarà comunicata con separato Avviso.

SCHEDA DI SINTESI

Riferimento normativo: BANDO PSR REGIONE ABRUZZO 2014-2020 – anno 2022

Tipologia di bando : mis 6.1 – Aiuti all’avviamento di attività imprenditoriali per giovani agricoltori

Ambito territoriale di applicazione : Imprese localizzate nel territorio della Regione Abruzzo

Dotazione finanziaria: Euro 13.064.543,00

Contributo concedibile a fondo perduto:

Per giovane insediato in area D : € 70.000,00

Per giovane insediato nelle altre aree = € 60.000,00

Obiettivi :

–          Incentivare la costituzione di imprese agricole in grado di garantire l’attività nel medio periodo

–          Favorire l’introduzione di giovani nel settore per l’ammodernamento del comparto e per il ricambio generazionale

Tipologia di intervento:

concessione di un sostegno a fondo perduto a giovani imprenditori agricoli che si insediano per la prima volta in un azienda agricola in qualità di capo azienda. Per giovane agricoltore si intende persona di età compresa tra i 18 anni e non superiore a 41. L’età viene valutata all’atto della presentazione della domanda.

Vincoli:

1 – Utilizzare tutto il contributo per investimenti finalizzati allo sviluppo dell’azienda agricola

2 –  impegno a rimanere titolare dell’azienda agricola per 5 anni dal pagamento del contributo

Beneficiari

Agricoltori singoli

Agricoltori associati in forma societaria (società di persone, società di capitali, società cooperative)

Associazione di agricoltori

Presentazione delle domande: entro 60 giorni dall’apertura sul SIAN delle funzioni di compilazione e trasmissione telematica (attivo prossimamente).

Con Determinazione DPD018/228 del 25/07/2022, è stato approvato lo schema di Bando Pubblico per l’attivazione della Misura M06 – Sviluppo delle Aziende Agricole e delle Imprese –  Sottomisura 6.1– Aiuto all’avviamento di attività imprenditoriali per i giovani agricoltori – Tipologia d’intervento 6.1.1. “Aiuto all’avviamento di attività imprenditoriali per i giovani agricoltori”- anno 2022, predisposto dal Servizio Competitività – Ufficio Sostegno Giovani Agricoltori e Diversificazione Aziende Agricole.

La domanda di sostegno deve essere presentata esclusivamente secondo le modalità procedurali fissate da AGEA, utilizzando la specifica modulistica prodotta dal SIAN.

La data di effettiva apertura sul SIAN delle funzioni di compilazione e trasmissione telematica delle domande di sostegno sarà comunicata con separato Avviso.

Data di pubblicazione:  Lun 25 Luglio 2022

Documenti: 

 Determinazione DPD018/228 del 25/07/2022

 Allegato A alla determinazione DPD018/228 – Schema di bando

 Allegato B alla determinazione DPD018/228 – Scheda verifica ex ante

 Avviso di pubblicazione bando

 Bando

 Allegati al bando (da 1 a 8)

 Linee guida per la presentazione della domanda di sostegno

 Linee guida per la presentazione della domanda di pagamento

 Determinazione DPD/356 del 17/09/2020

 Allegato 1 alla determinazione DPD/356 – Documento riduzioni ed esclusioni

 Informativa trattamento dati personali

 Elementi di validazione della rispondenza tra investimenti e agricoltura 4.0


2. BANDO REGIONE ABRUZZO – Misura M04, SM4.1, Intervento 4.1.2 Miglioramento efficienza idrica nei processi produttivi nelle aziende agricole

REGIONE ABRUZZO

SCHEDA DI SINTESI

Riferimento normativo: BANDO PSR REGIONE ABRUZZO 2014-2020 – anno 2022

Tipologia di bando : mis 4.1.2. – Miglioramento dell’efficienza idrica nei processi produttivi nelle aziende agricole

Ambito territoriale di applicazione : Imprese localizzate nel territorio della Regione Abruzzo

Dotazione finanziaria: Euro 6.500.000,00

Contributo concedibile a fondo perduto: 40% – 60%

Importo massimo di spesa per progetto : 150.000,00

Obiettivi : ammodernamento delle strutture irrigue esistenti per una più efficiente gestione dell’acqua – passaggio a sistemi di irrigazione a più alta efficienza – introduzione di sistemi di supporto alle decisioni per l’utilizzo della risorsa idrica

Tipologia di investimenti previsti:

1 – investimenti per installazione di apparecchi per la misurazione della risorsa idrica (contatori)

2 – Investimenti per l’introduzione di attrezzature e sistemi volti al miglioramento dell’efficienza idrica di impianti già esistenti, compreso sistemi di gestione ed automazione dell’irrigazione

3 – Investimenti per interventi di riefficentamento degli invasi di accumulo aziendali esistenti

Beneficiari

Agricoltori singoli

Agricoltori associati in forma societaria

Associazione di agricoltori

Presentazione delle domande:  dal 25 luglio al 30 settembre2022

Bando per la concessione degli aiuti a favore di aziende agricole finalizzati a migliorare le prestazioni relative alla gestione della risorsa idrica per scopi produttivi e per la salvaguardia della stessa.

L’intervento è volto all’ammodernamento delle strutture aziendali esistenti per una più efficiente gestione dell’acqua nelle pratiche di irrigazione, attraverso il passaggio a sistemi d’irrigazione a più alta efficienza e attraverso l’utilizzo di sistemi di supporto alle decisioni (DSS) specifici sull’irrigazione.

Le domande di sostegno vanno compilate e trasmesse esclusivamente per via telematica, con procedimento “a sportello”, utilizzando il Sistema Informativo Agricolo nazionale (SIAN).

L’apertura dello sportello sarà oggetto di apposito avviso da emanare e pubblicare sul sito www.regione.abruzzo.it 10 (dieci) giorni prima, previa verifica dell’effettiva fruibilità delle funzionalità predisposte dall’AGEA sul portale SIAN.

Il periodo di presentazione (durata dell’apertura dello sportello) è fissato in 15 (quindici) giorni naturali e consecutivi.

Data di pubblicazione: 1 Luglio 2021

Documenti: 

 Determinazione DPD018/139 del 30/06/2021

 Bando

 Scheda di controllo sulla presenza degli aiuti di Stato

 Modulistica Bando

 Determinazione Dirigenziale DPD018/342 del 24.11.2021

 Determinazione Dirigenziale DPD018/374 del 07.11.2021

 Avviso proroga apertura bando

 Aggiornamento PTA – BURAT Speciale n. 22 del 28 febbraio 2020 – Pubblicazione D.G.R. n. 852 del 23 dicembre 2019

 Determinazione DPD018/222 del 15.07.2022 – Apertura secondo periodo presentazione domande

 Avviso apertura secondo periodo presentazione domande

Comunicazioni: 

Con Determinazione Dirigenziale n° DPD018/222 del 15/07/2022 è stata disposta l’apertura del secondo periodo di presentazione delle domande di aiuto di cui alla Tipologia di intervento 4.1.2 attivata con la Determinazione Dirigenziale n° DPD018/139 del 30/06/2021 di approvazione del bando.

Le domande di sostegno vanno compilate e trasmesse esclusivamente per via telematica, con procedimento “a sportello”, utilizzando il Sistema Informativo Agricolo nazionale (SIAN).

Il “periodo di presentazione” (durata dell’apertura dello sportello) è fissato con decorrenza dalle ore 11:00 del giorno 25 luglio 2022 fino alle ore 23:59 del 30 settembre 2022.

Scarica l’avviso

3. BANDO REGIONE ABRUZZO – Sottomisura 4.2.1 – Investimenti per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli – Anno 2022

REGIONE ABRUZZO

SCHEDA DI SINTESI

Riferimento normativo: BANDO PSR REGIONE ABRUZZO 2014-2020 – anno 2022

Tipologia di bando : mis 4.2.1. Intervento 1 – Investimenti per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli

Ambito territoriale di applicazione : Imprese localizzate nel territorio della Regione Abruzzo

Dotazione finanziaria: Euro 10.000.000,00

Contributo concedibile a fondo perduto: 40%

Tipologia di investimenti previsti:

1 – Realizzazione, ristrutturazione, ammodernamento impianti di lavorazione, condizionamento, trasformazione, confezionamento e commercializzazione dei prodotti della filiera agro-industriale

2 – Introduzione di tecnologie innovative per rispondere a nuove opportunità di mercato

3 – Introduzione di tecnologie e procedure operative ed organizzative finalizzate a sviluppare prodotti di qualità e/o aprire nuovi mercati

4 – Introduzione di impianti e tecnologie funzionali alla razionalizzazione del ciclo produttivo e alla qualificazione delle produzioni, anche sotto l’aspetto della sicurezza alimentare;

5 – Realizzazione e/o ammodernamento di strutture per operazioni di raccolta, ricevimento, cernita, stoccaggio, lavorazione, trasformazione, condizionamento, confezionamento/imballaggio;

6- Ottenimento di livelli di tutela ambientale e di sicurezza sul lavoro superiore ai requisiti minimi indicati dalla normativa vigente;

7- Miglioramento dell’efficienza energetica degli impianti e delle strutture produttive

8 – Installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili finalizzati ai fabbisogni dei processi di produzione e trasformazione aziendali; 

Beneficiari

Imprese, singole o associate che svolgono attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli che per una quota maggiore del 50% vengono acquistati o conferiti da soggetti terzi.  

Presentazione delle domande: entro 60 giorni dall’apertura sul SIAN delle funzioni di compilazione e trasmissione telematica.

Bando pubblico per l’attivazione della misura M04, investimenti in immobilizzazioni materiali (articolo 17 del regolamento UE 1305/2013). Sottomisura 4.2 – Sostegno a investimenti a favore della trasformazione/ commercializzazione e/o dello sviluppo di prodotti agricoli. Tipologia d’intervento 4.2.1 – Investimenti per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, anno 2022.

Le domande di sostegno vanno presentate entro e non oltre il 60° giorno decorrente dalla data in cui sarà resa disponibile la compilazione e trasmissione telematica delle domande stesse sul portale SIAN.

Data di pubblicazione:  27 Maggio 2022

Data di scadenza: Gio 29 Settembre 2022

Documenti: 

 Determinazione DPD018/167 del 27.05.2022

 Bando

 Avviso per la presentazione delle domande

 Avviso attivazione portale SIAN per presentazione domande

4. BANDO REGIONE ABRUZZO –  Bando quadro nazionale per l’ammodernamento dei frantoi oleari

LINK decreto direttoriale del 31 marzo 2022 

SCHEDA DI SINTESI

Decreto recante il bando quadro nazionale concernente i criteri e le modalità per la concessione e l’erogazione di aiuti per l’ammodernamento dei frantoi oleari in attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

DIPARTIMENTO DELLE POLITICHE EUROPEE E INTERNAZIONALI E DELLO SVILUPPO RURALE DIREZIONE GENERALE DELLO SVILUPPO RURALE – DISR 3 Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – MISSIONE 2 COMPONENTE 1 (M2C1) – Investimento 2.3 Innovazione e meccanizzazione nel settore agricolo e alimentare

Tipologia di bando :  PNRR, Missione 2, componente 1, investimento 2.3 “Innovazione e meccanizzazione nel settore agricolo e alimentare”.

Ambito territoriale di applicazione :  le aziende agricole e le imprese agroindustriali, titolari di frantoi oleari, che effettuano estrazione di olio extravergine di oliva sul territorio nazionale

Dotazione finanziaria: Euro 100.000.000,00

Contributo concedibile:  È prevista la concessione di sostegno pubblico nella forma di contributo in conto capitale. L’aliquota di contributo applicabile è definita dalle Regioni e Province autonome nel rispetto dei massimali consentiti dalla normativa comunitaria così come richiamati negli Orientamenti dell’Unione europea per gli aiuti di Stato nei settori agricolo e forestale e nelle zone rurali 2014 – 2020 . In ogni caso deve essere garantita l’assenza del doppio finanziamento ai sensi dell’art. 9 del Regolamento (UE) 2021/241

Tipologia di investimenti previsti:

a) ammodernamento/ampliamento di fabbricati nella misura strettamente necessaria all’introduzione di nuovi impianti e tecnologie e nel rispetto del principio DNSH. Le Regioni e Province autonome potranno, eventualmente, definire una percentuale massima per questa categoria di spesa.

b) sostituzione/ammodernamento degli impianti di lavorazione, stoccaggio e confezionamento dell’olio extravergine di oliva e dei relativi sottoprodotti/reflui di lavorazione al fine di migliorare la performance ambientale soprattutto nella fase di produzione e gestione di sanse ed acque di vegetazione. 

c) spese generali, collegate alle spese di cui alle lettere a) e b), come onorari di architetti, ingegneri e consulenti, compensi per consulenze in materia di sostenibilità ambientale ed economica; le Regioni e Province autonome fissano una percentuale massima di ammissibilità e garantiscono comunque il controllo della ragionevolezza della spesa. 

Beneficiari

le aziende agricole e le imprese agroindustriali, titolari di frantoi oleari, che effettuano estrazione di olio extravergine di oliva, iscritte nel Portale dell’olio di oliva del Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN), secondo le disposizioni di cui ai decreti del Ministero n. 8077/2009 e n. 16059/2013, che hanno compilato il registro telematico di carico/scarico olio.

Presentazione delle domande: entro 60 giorni dall’apertura sul SIAN delle funzioni di compilazione e trasmissione telematica.

A seguire, il Ministero disciplinerà l’attuazione concreta della misura d’intesa con le Regioni, che emaneranno i bandi regionali attuativi nel corso dei prossimi mesi.

LINK decreto direttoriale del 31 marzo 2022 

5. FINANZIAMENTI ISMEA ai giovani per acquisto terreni agricoli

Nel mese di settembre la Commissione europea dovrebbe approvare il nuovo regime di aiuto targato ISMEA per il sostegno a giovani imprenditori agricoli che vogliono ampliare o consolidare la superficie della propria azienda e per l’insediamento di startupper under 41 che vogliono avviare una nuova impresa agricola.

In attesa del via libera di Bruxelles ai nuovi interventi fondiari ISMEA per giovani agricoltori e del lancio della piattaforma per la presentazione delle domande di finanziamento, l’Istituto ha messo a disposizione un prospetto informativo che sintetizza le caratteristiche del regime di aiuto.

I nuovi finanziamenti giovani agricoltori per acquisto terreni

La misura è rivolta a due macro categorie di soggetti: da una parte i giovani imprenditori agricoli di età non superiore a 41 anni già attivi, dall’altra gli startupper.

Ciascuna di queste categorie si articola a sua volta in due casistiche.

giovani agricoltori già operativi possono richiedere il finanziamento ISMEA per:

  • ampliare la superficie della propria azienda mediante l’acquisto di un terreno, confinante o funzionalmente utile con la superficie già facente parte dell’azienda agricola condotta in proprietà, affitto o comodato, da almeno due anni alla data di presentazione della domanda;
  • consolidare la superficie della propria azienda mediante l’acquisto di un terreno già condotto dal richiedente, con una forma contrattuale quale il comodato o l’affitto, da almeno due anni alla data di presentazione della domanda.

Quanto agli aspiranti imprenditori, invece, il regime di aiuto può intervenire a favore di:

  • giovani startupper di età non superiore a 41 anni non compiuti, con almeno due anni di esperienza, che intendono avviare una propria iniziativa imprenditoriale nell’ambito dell’agricoltura
  • giovani startupper di età non superiore a 35 anni non compiuti senza esperienza, ma in possesso di diploma rilasciato da un istituto tecnico agrario e professionale per l’agricoltura o di laurea triennale o magistrale con indirizzo scientifico-tecnologico o di scienze economiche, che intendono avviare un’azienda agricola.

L’intervento finanziario a sostegno dell’acquisto di terreni agricoli può arrivare a un massimo di 1,5 milioni di euro nel caso dei giovani imprenditori agricoli e degli startupper con esperienza, mentre si ferma a 500mila euro per i giovani startupper con solo titolo di studio.

In entrambi i casi, il prestito è concesso con tasso fisso o variabile, ancorato ai valori di mercato e dipendente dal rischio rilevato, e la durata è fissata a un massimo di 30 anni, di cui non oltre due anni di preammortamento.

Il beneficiario dell’operazione dovrà liquidare direttamente, in unica soluzione, il 50% degli oneri notarili dovuti per gli atti di acquisto e di riassegnazione del terreno. È previsto anche un rimborso spese forfettario di 500 euro – che deve essere liquidato ad ISMEA prima della chiusura dell’operazione – per le attività di stima del terreno.

Il budget destinato agli interventi fondiari viene stanziato annualmente da ISMEA. La quota per i giovani imprenditori agricoli e per i giovani startupper con esperienza è ripartita in due lotti che fanno riferimento a destinazioni geografiche; il lotto per i giovani startupper con titolo, invece, è attivo sull’intero territorio nazionale.

Per il 2022 le risorse disponibili ammontano a 60 milioni di euro, in particolare:

  • 25 milioni di euro per i giovani imprenditori agricoli e i giovani startupper con esperienza per operazioni fondiarie localizzate nel Centro-nord (Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta, Veneto, Lazio, Marche, Toscana e Umbria)
  • 25 milioni di euro per i giovani imprenditori agricoli e i giovani startupper con esperienza per operazioni fondiarie localizzate nel Sud-Isole (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia)
  • 10 milioni di euro per i giovani startupper con solo titolo.

L’accesso alla misura avverrà, una volta incassato il via libera della Commissione UE, presentando la domanda in via telematica sul portale STRUMENTI ISMEA, secondo una procedura a sportello, fino a esaurimento delle risorse disponibili.

6. ISMEA Nuova misura per giovani imprenditori e giovani startupper

Ismea vara una nuova misura per favorire l’inserimento dei giovani imprenditori in agricoltura, stanziando, per il 2022, l’importo complessivo di 60 milioni.

Possono accedere alla misura sia i giovani imprenditori sia i c.d. giovani startupper.

I primi sono coloro che, alla data di presentazione della domanda di accesso non hanno ancora compiuto 41 anni e che hanno quali obiettivi alternativi:

  • l’acquisto di un terrenoconfinante o funzionalmente utile con la superficie già facente parte dell’azienda agricola condotta in proprietà, affitto o comodato, ai fini di ampliamento. In questo caso i terreni devono essere condotti da almeno un biennio;
  • procedere al consolidamento aziendale a mezzo di acquisto di un terreno già condotto in forza di un comodato o di un affitto, anche in questo caso da almeno un biennio.

Rientrano nel concetto di giovane imprenditore anche le società amministrate da un giovane Iap e, nel caso di società non cooperative, partecipate anche in maggioranza per quote da giovani.

I secondi sono giovani imprenditori che, da almeno un biennio, sono iscritti:

  • all’Inps in qualità di coadiuvante agricolo,
  • alla gestione dei lavoratori autonomia agricoli Inps,
  • alla gestione separata Inps in qualità di amministratore/collaboratore,
  • alla gestione dei lavoratori dipendenti Inps come dirigente, quadro, impiegato agricolo o operaio agricolo,
  • alla gestione separata Enpaia per i periti agrari o per gli agrotecnici, e
  • all’Epap per i dottori agronomi e forestali.

giovani startupper, anch’essi di età non superiore ai 41 anni alla data di presentazione della domanda, devono avere quale fine quello di acquistare un terreno destinato ad essere utilizzato per una nuova iniziativa imprenditoriale agricola condotta dallo stesso.

Infine, rientrano nel perimetro soggettivo anche i c.d. giovani startupper con titolo, ossia giovani, in questo caso di età non superiore ai 35 anni, non ancora imprenditori agricoli che hanno conseguito uno dei seguenti titoli di studio:

  • diploma rilasciato da istituto tecnico agrario e professionale per l’agricoltura
  • laurea triennale o magistrale con indirizzo scientifico-tecnologico o di scienze economiche.

Lo schema di aiuto è il “classico” acquisto del terreno da parte di Ismea, con successiva assegnazione con patto di riservato dominio del fondo al richiedente.

I termini per il rimborso sono previsti tra un minimo di 15 e un massimo di 30 anni.

Il valore massimo del finanziamento è previsto in 1.500.000 euro, per i giovani imprenditori agricoli e i giovani startupper con esperienza, ridotto a 500.000 euro, in caso di giovani startupper con titolo.

È prevista la possibilità di concessione di un periodo di preammortamento nel limite massimo di 24 mesi, mentre l’ammortamento prevede una rata costantesemestrale e posticipata.

Il tasso applicato al finanziamento è, a scelta:

  • fisso, la cui componente di costo del denaro sarà individuata sulla base dell’IRS di periodo rilevato prima della stipula del contratto di mutuo,
  • variabile, la cui componente di costo del denaro sarà individuata sulla base dell’Euribor a 6 mesi, prima della stipula del contratto di mutuo.

In aggiunta, Ismea considera:

  • uno 0,05% a titolo di remunerazione delle spese amministrative per la gestione della domanda;
  • uno spread legato al rischio rilevato in capo al richiedente.

Ai fini del calcolo dello spread, Ismea utilizzerà il proprio modello di valutazione del rischio di credito (modello di rating) già autorizzato dalla Commissione UE.

Nel caso dei giovani startupper, è prevista la possibilitàdecorso almeno un quinquennio dall’erogazione del finanziamento, di chiedere la revisione del tasso applicato, con emissione di un nuovo rating.

Possono chiedere la revisione del tasso solamente gli startupper:

  • in regola con i pagamenti pregressi e che non abbiano aderito ad alcuna forma di moratoria nel corso del rapporto con Ismea,
  • senza pendenza con Ismea, e
  • che hanno avuto accesso alle agevolazioni previste per i giovani nuovi insediati, e che hanno correttamente concluso e validato il proprio piano aziendale.

Da ultimo, si segnala come i fondi sono così suddivisi:

  • 25 milioni a giovani imprenditori agricoli e giovani startupper con esperienza per operazioni fondiarie localizzate nel Centro-nord (Emilia-Romagna, FriuliVenezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta, Veneto, Lazio, Marche, Toscana e Umbria);
  • 25 milioni di euro destinati a giovani imprenditori agricoli e giovani startupper con esperienza per operazioni fondiarie localizzate nel Sud-isole (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) e
  • 10 milioni di euro destinati ai giovani startupper con titolo.

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BANDO REGIONE ABRUZZO PER ATTIVAZIONE DELLA MISURA M04 – INVESTIMENTI IN IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI per Trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli e per Miglioramento efficienza idrica nei processi produttivi nelle aziende agricole

RAMSES GROUP NEWS n. 384 – 28 luglio 2022

REGIONE ABRUZZO – Dipartimento Politiche dello Sviluppo Rurale e della Pesca – Programma di Sviluppo Rurale 2014-2022 Reg. (UE) 1305/2013

1—– BANDO PUBBLICO PER L’ATTIVAZIONE DELLA MISURA M04 – INVESTIMENTI IN IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI ART. 17 REG. (UE) 1305/2013 Sottomisura 4.2.1 – Investimenti per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli – Anno 2022

DOTAZIONE FINANZIARIA: € 10.000.000,00 Annualità 2022

Bando pubblico per l’attivazione della misura M04, investimenti in immobilizzazioni materiali (articolo 17 del regolamento UE 1305/2013). Sottomisura 4.2 – Sostegno a investimenti a favore della trasformazione/ commercializzazione e/o dello sviluppo di prodotti agricoli. Tipologia d’intervento 4.2.1 – Investimenti per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, anno 2022.

Le domande di sostegno vanno presentate entro e non oltre il 60° giorno decorrente dalla data in cui sarà resa disponibile la compilazione e trasmissione telematica delle domande stesse sul portale SIAN.

Con apposito avviso, da pubblicare sul sito www.regione.abruzzo.it/agricoltura, sarà resa nota la data di decorrenza dei termini per la presentazione delle domande di sostegno.

Documenti: 

 Determinazione DPD018/167 del 27.05.2022

 Bando

 Avviso per la presentazione delle domande

SCHEDA SINTESI

Tipologia di bando: mis 4.2.1. Intervento 1 – Investimenti per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli

Ambito territoriale di applicazione : Imprese localizzate nel territorio della Regione Abruzzo

Dotazione finanziaria: Euro 10.000.000,00

Contributo concedibile a fondo perduto: 40%

Tipologia di investimenti previsti:

1 – Realizzazione, ristrutturazione, ammodernamento impianti di lavorazione, condizionamento, trasformazione, confezionamento e commercializzazione dei prodotti della filiera agro-industriale

2 – Introduzione di tecnologie innovative per rispondere a nuove opportunità di mercato

3 – Introduzione di tecnologie e procedure operative ed organizzative finalizzate a sviluppare prodotti di qualità e/o aprire nuovi mercati

4 – Introduzione di impianti e tecnologie funzionali alla razionalizzazione del ciclo produttivo e alla qualificazione delle produzioni, anche sotto l’aspetto della sicurezza alimentare;

5 – Realizzazione e/o ammodernamento di strutture per operazioni di raccolta, ricevimento, cernita, stoccaggio, lavorazione, trasformazione, condizionamento, confezionamento/imballaggio;

6- Ottenimento di livelli di tutela ambientale e di sicurezza sul lavoro superiore ai requisiti minimi indicati dalla normativa vigente;

7- Miglioramento dell’efficienza energetica degli impianti e delle strutture produttive

8 – Installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili finalizzati ai fabbisogni dei processi di produzione e trasformazione aziendali; 

Beneficiari

Imprese, singole o associate che svolgono attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli che per una quota maggiore del 50% vengono acquistati o conferiti da soggetti terzi.  

Presentazione delle domande: entro 60 giorni dall’apertura sul SIAN delle funzioni di compilazione e trasmissione telematica.

REGIONE ABRUZZO

ESTRATTO AVVISO 

CARATTERI GENERALI DELLA TIPOLOGIA DI INTERVENTO 4.2.1 –

 INTERVENTO 1 1.1.

 Obiettivi e definizioni

 Obiettivi

La Tipologia di intervento 4.2.1 è finalizzata a promuovere gli investimenti materiali e immateriali per la trasformazione, la commercializzazione e/o lo sviluppo dei prodotti primari e dei prodotti agricoli di cui all’Allegato I del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), il cui elenco analitico è quello riportato nell’Allegato 1 al Regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio (organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli) a eccezione dei prodotti della pesca. Gli investimenti sono rivolti al conseguimento dei seguenti obiettivi specifici: 

– migliorare le performance ambientali e la sostenibilità dei processi di produzione alimentare; 

– migliorare l’efficienza energetica, anche attraverso la produzione di energia da biomasse per autoconsumo;

 – introdurre innovazioni di prodotto, di processo e organizzative; 

– favorire processi di concentrazione idonei a conseguire una maggiore competitività e maggiori economie di scala; 

– implementare sistemi di tracciabilità, di sicurezza alimentare e riconoscibilità delle produzioni alimentari. 

Definizioni 

a. “Prodotti primari”: i prodotti della produzione primaria compresi i prodotti della terra, dell’allevamento, della caccia e della pesca.

 b. “Prodotti agricoli”: i prodotti di cui all’Allegato I del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), il cui elenco analitico è quello riportato nell’Allegato 1 al Regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio (organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli). 

c. “Trasformazione di prodotti agricoli”: processo tecnologico ed economico che crea un valore aggiunto a un prodotto agricolo consentendone l’utilizzazione in forma e condizioni differenti rispetto a quelle originarie al momento della raccolta: il prodotto ottenuto resta pur sempre un prodotto agricolo, eccezion fatta per le attività realizzate nell’azienda agricola necessarie per preparare un prodotto animale o vegetale alla prima vendita. 

d. “Commercializzazione di prodotti agricoli”. Detenzione o esposizione di un prodotto agricolo, animale o vegetale allo scopo di vendere, mettere in vendita, consegnare o immettere sul mercato in qualsiasi altro modo detto prodotto, esclusa la prima vendita da parte di un produttore primario a rivenditori o imprese di trasformazione e qualsiasi attività che prepara il prodotto per tale prima vendita; la vendita da parte di un produttore primario a consumatori finali è considerata commercializzazione se avviene in locali separati riservati a tale scopo. 

1.2 Ambito territoriale di applicazione Il presente Bando si rivolge alle imprese localizzate sull’intero territorio della Regione Abruzzo

2. BENEFICIARI DEGLI AIUTI E CONDIZIONI DI AMMISSIBILITA’ 

1. Possono beneficiare degli aiuti le imprese, singole o associate, che svolgono attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli dell’Allegato I del TFUE (esclusi i prodotti della pesca) e che presentano un Piano di Sviluppo Aziendale (PSA) redatto secondo il modello “Business Plan on line” (BPOL) disponibile sulla piattaforma SIAN. 

2. Le attività di commercializzazione e/o di trasformazione devono avere a oggetto prodotti agricoli prevalentemente acquistati da soggetti terzi ovvero a questi conferiti (per una quantità superiore 50% del totale di materia prima trasformata). 

3. I settori d’intervento sono riportati nell’Allegato 1, parte integrante e sostanziale del presente Bando. 

2.1 Condizioni soggettive di ammissibilità e cause di esclusione 

1. Le condizioni soggettive di ammissibilità – da possedere alla data di presentazione della domanda di sostegno – sono le seguenti:

 a) titolarità di Partita IVA; 

b) iscrizione alla CCIAA; 

c) iscrizione all’Anagrafe delle aziende agricole (D.Lgs. 173/98 e DPR n.503 del 1.12.1999) con Fascicolo Aziendale validato; 

2. Sono esclusi dalla partecipazione al presente Bando le imprese, in forma individuale o societaria, che rientrino in una delle seguenti categorie:

 a) impresa in stato di fallimento, di liquidazione coatta, di concordato preventivo, di amministrazione straordinaria o nei cui confronti sia pendente un procedimento per la dichiarazione di tali situazioni;

 b) impresa che abbia conferito incarichi professionali a soggetti ex dipendenti della Giunta Regionale d’Abruzzo, che abbiano cessato il proprio rapporto di lavoro con l’Ente da meno di tre anni.

2.2 Condizioni oggettive di ammissibilità 

1. L’impresa richiedente, alla data di presentazione della domanda di sostegno, deve ottemperare agli adempimenti di seguito indicati e, per l’effetto:

 a) porre a base della domanda di sostegno un investimento con spesa ammissibile minima di € 50.000,00 (euro cinquantamila/00);

 b) presentare una Domanda di Sostegno completa di tutta la documentazione di cui al Paragrafo 6.2 del presente Bando;

c) presentare un PSA redatto secondo il format BPOL (e composto da elaborato contabile e relazione allegata) messo a disposizione dalla Regione in collaborazione con ISMEA e con la Rete Rurale Nazionale, idoneo a dimostrare:

 i. il miglioramento della redditività dell’impresa (condizione di Reddito Operativo dell’anno a regime post investimento maggiore del Reddito Operativo riferito all’annualità quale esercizio finanziario precedente quello di presentazione della domanda);

 ii. il miglioramento della competitività aziendale (valore positivo della differenza tra l’indice di bilancio ROS dell’anno a regime post investimento e il ROS riferito all’anno precedente quello di presentazione della domanda).

 iii. la coerenza dell’investimento rispetto ad almeno un obiettivo trasversale (ambiente, innovazione, qualità) tra quelli indicati per il proprio settore di appartenenza, mediante dimostrazione della capacità di conseguire almeno una delle priorità settoriali per l’obiettivo correlato (Allegato 1 al presente Bando, “tabella A”); 

iv. la fattibilità dell’investimento sotto gli aspetti tecnico-logistici del progetto nel suo insieme, desumibile dalla compilazione dell’apposita sezione del modello di BPOL (relazione descrittiva del progetto).

 v. l’esistenza di concreti sbocchi di mercato per i prodotti finiti cui l’investimento è finalizzato, desumibile dalla compilazione dell’apposita sezione del modello di BPOL (relazione descrittiva del progetto);

 vi. la sostenibilità del progetto sotto l’aspetto economico e finanziario. Tale condizione è soddisfatta quando il valore dell’indice FCFE (Free Cash Flow to Equity) dell’anno a regime è maggiore rispetto a quello dell’anno precedente la presentazione della domanda di sostegno e quando il valore dell’indice è positivo in tutti gli anni del periodo decorrente dall’anno precedente presentazione della domanda di sostegno all’anno a regime;

 d) dimostrare l’esistenza di un legame diretto con la produzione primaria attraverso l’obbligo statutario di conferimento del prodotto agricolo primario. In assenza di obbligo statutario, il ritiro della produzione primaria deve essere garantito da appositi contratti, di durata minima triennale, atti a dimostrare il vantaggio economico per i produttori di base, in termini di garanzia nel ritiro del prodotto e di remunerazione dello stesso basata su prezzi minimi di riferimento documentati dai mercuriali della CCIAA di riferimento ovvero da contrattazione interprofessionale;

e) realizzare investimenti materiali e/o immateriali che riguardino esclusivamente la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli di cui all’allegato I del Trattato, ad eccezione della pesca. Il prodotto finale ottenuto dalla trasformazione può non essere un prodotto riportato nell’Allegato I del Trattato (TFUE). Eventuali prodotti non compresi nel menzionato elenco possono essere inclusi in entrata per quantitativi marginali e a condizione che siano necessari nell’ottenimento del prodotto trasformato;

 f) ciascun richiedente può presentare una sola domanda di sostegno a valere sul presente Bando. Nel caso di presentazione di più domande, è considerata ammissibile soltanto l’ultima presentata in ordine di tempo. Tutte le altre sono pertanto dichiarate inammissibili. 

3. ADEMPIMENTI E IMPEGNI 

1. L’impresa richiedente, al momento della presentazione della domanda, si impegna formalmente a:

 a) sviluppare le attività in coerenza con quanto indicato nel BPOL; 

b) dare inizio all’investimento – secondo quanto stabilito nel Manuale delle procedure (3.A.5) – entro il termine di 60 giorni decorrenti dal giorno successivo alla data di comunicazione del provvedimento di concessione e a presentare – entro lo stesso termine – domanda di pagamento (anticipazione/acconto); 

c) effettuare i pagamenti, nelle modalità consentite, utilizzando un conto corrente dedicato (L. 136/2010). 

d) concludere le operazioni – secondo quanto stabilito nel Manuale delle procedure (3.A.7) – entro 12 mesi per interventi non strutturali (consistenti esclusivamente nell’acquisto e nella installazione di macchinari e attrezzature) ed entro 18 mesi per investimenti che ricomprendano anche interventi strutturali (comportanti la realizzazione di opere edili e lavori a misura, compresi gli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili); detti termini decorrono dal giorno successivo alla data di concessione dei benefici e sono soggetti a proroghe come di seguito disciplinato; 

e) mantenere la destinazione d’uso e la non alienabilità dei beni oggetto di investimento per cinque anni a decorrere dalla data di pagamento del saldo finale; 

4. SPESE AMMISSIBILI E NON AMMISSIBILI 

4.1 Spese ammissibili al sostegno 1. Sono considerate ammissibili al sostegno le spese di cui all’art 45 del Reg. 1305/2013 sostenute dalla impresa richiedente in conformità alle disposizioni di cui all’art. 60 del Reg. 1305/2013, per gli scopi di seguito riportati. – 

INVESTIMENTI MATERIALI:

 a) realizzazione, ristrutturazione, ammodernamento di impianti di lavorazione, condizionamento, trasformazione, confezionamento, commercializzazione dei prodotti della filiera agroindustriale;

b) introduzione di tecnologie innovative finalizzate a rispondere a nuove opportunità di mercato;

 c) introduzione di tecnologie e di procedure operative e organizzative finalizzate a sviluppare prodotti di qualità e/o ad aprire nuovi mercati; 

d) introduzione di impianti e di tecnologie funzionali alla razionalizzazione del ciclo produttivo e alla qualificazione delle produzioni, anche sotto l’aspetto della sicurezza alimentare;

e) realizzazione e/o ammodernamento di strutture per operazioni di raccolta, ricevimento, cernita, stoccaggio, lavorazione, trasformazione, condizionamento, confezionamento/imballaggio; 

f) ottenimento di livelli di tutela ambientale e di sicurezza del lavoro superiori ai livelli minimi indicati dalla normativa vigente; 

g) miglioramento dell’efficienza energetica dell’impianto, mediante isolamento termico degli edifici di produzione, razionalizzazione e/o sostituzione di sistemi di riscaldamento, condizionamento, alimentazione elettrica e illuminazione, installazione di impianti e attrezzature funzionali al contenimento dei consumi energetici nei cicli di lavorazione e/o erogazione di servizi. Tali interventi possono essere ammessi solo se comportano un risparmio energetico pari o superiore al 20% rispetto alla situazione di partenza, da dimostrare mediante apposita perizia tecnica redatta e sottoscritta da un tecnico abilitato;

 h) installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili all’interno dell’unità produttiva. Per tale tipologia di impianti, gli investimenti sono ammissibili alle condizioni di seguito enucleate. La sussistenza di tali condizioni deve essere oggetto di apposita perizia sugli aspetti energetici dell’investimento redatta e sottoscritta da un tecnico abilitato e allegata alla domanda di sostegno.

 i. L’impianto deve essere commisurato in termini di potenza elettrica, termica o combinata alla quantità di energia necessaria alle esigenze aziendali (autoconsumo);

 ii. la potenza dell’impianto non deve, in ogni caso, superare 1 MW elettrico;

 iii. l’impianto deve prevedere esclusivamente l’utilizzo di risorse energetiche naturali rinnovabili, di sottoprodotti o di scarti di produzioni agricole, forestali o agroalimentari, senza attivazione di colture agricole dedicate; 

iv. l’installazione degli impianti che utilizzano l’energia solare deve essere effettuata esclusivamente al di sopra di edifici;

v. nel caso di impianti destinati alla produzione di energia elettrica da biomassa, deve essere garantito l’utilizzo di almeno il 50% dell’energia termica generata nel rispetto di quanto disposto all’art. 13 comma 1 lettera d) del Reg. (UE) n. 807/2014; 

vi. nel caso di impianti per la produzione di biogas, biometano o impianti combinati, deve essere garantito quanto stabilito all’art. 13 comma 1 lettera e) del Reg. (UE) 807/2014 in quanto gli impianti ammissibili non possono utilizzare coltivazioni dedicate;

vii. per gli impianti che utilizzano biomassa solida è necessario adottare le migliori tecnologie impiantistiche che presentano un ottimale ciclo di abbattimento dei fumi e delle polveri sottili (PM10), secondo quanto previsto dalla direttiva Eco-design (impianti con potenza nominale ≤ 1MW) e dalla direttiva 2011/65 CE (impianti con potenza nominale tra 1 e 50 MW), tenuto conto anche delle nuove disposizioni previste dalla direttiva MCP (esenzioni relative al Piombo);

 i) piccole reti per la distribuzione dell’energia e/o impianti intelligenti per lo stoccaggio di energia a servizio delle centrali o dei micro impianti realizzati in attuazione del presente tipo di operazione, nel limite massimo del 20% della spesa ammissibile del progetto presentato e alla condizione che tale rete e/o impianto siano di proprietà del soggetto beneficiario; 

j) acquisto di terreni non edificati o edificati ovvero acquisto di immobili solo se funzionale alla realizzazione delle operazioni ed entro il limite del 10% dell’investimento ammissibile, al netto della specifica voce di spesa e delle spese generali.

 – INVESTIMENTI IMMATERIALI:

 a) acquisizione o sviluppo di programmi informatici e acquisizione di brevetti, licenze, diritti d’autori e marchi commerciali. –

 SPESE GENERALI:

a) spese tecniche di progettazione, redazione di analisi di mercato, redazione di studi di fattibilità, spese bancarie per la gestione del conto corrente dedicato, parcelle notarili, spese per garanzie fideiussorie, spese per la realizzazione di targhe esplicative e della cartellonistica finalizzata alla pubblicità dell’intervento, debitamente documentate e collegate agli investimenti, sono ammissibili nel limite massimo del 4% della spesa ammissibile al netto del loro importo; nel suddetto limite rientrano anche le spese per attività di consulenza finalizzate alla compilazione e al rilascio sul SIAN delle domande (di sostegno e di pagamento) e relativi allegati; 

b) solo per spese tecniche di progettazione, di direzione lavori e di collaudi connesse alle opere edili soggette a permesso di costruire o a provvedimento analogo, sono ammissibili oneri nel limite massimo dell’8% della spesa ammissibile riferita a tali componenti specifiche, al netto del loro importo. 

2. Sono ammissibili le spese generali connesse alla progettazione dell’intervento proposto nella domanda di sostegno (onorari di progettisti e consulenti, compensi per consulenze in materia di sostenibilità ambientale, economica e studi di fattibilità) effettuate nei 12 mesi precedenti alla data di presentazione della domanda stessa. 

3. Sono ammissibili le operazioni di locazione finanziaria (Leasing) limitatamente alla forma dell’aiuto all’utilizzatore nelle condizioni di seguito descritte:

i. l’importo massimo ammissibile al cofinanziamento comunitario non deve superare il valore di mercato del bene;

ii. i canoni pagati dall’utilizzatore al concedente, comprovati dalla fattura quietanzata o da un documento contabile finanziario avente forza probatoria equivalente, costituiscono spesa ammissibile al cofinanziamento;

 iii. sono considerati ammissibili solo i canoni esigibili e pagati dall’utilizzatore sino alla richiesta del saldo; 

iv. il leasing è ammissibile solo con patto di acquisto. 

4. Per quanto non indicato si fa riferimento al Documento MIPAAF “Linee guida sull’ammissibilità delle spese relative allo Sviluppo Rurale 2014/2022” approvato in data 11/02/2016 e s.m.i.

 4.2 Spese non ammissibili al sostegno 

1. Non sono ammissibili al sostegno le spese di seguito indicate:

 a) investimenti realizzati prima della presentazione della domanda di sostegno;

 b) costi relativi agli interessi passivi; 

c) Imposta sul Valore Aggiunto (IVA); 

d) spese per l’acquisto di beni e attrezzature usate; 

e) spese di mera sostituzione di impianti e macchinari; 

f) investimenti effettuati allo scopo di ottemperare ai requisiti comunitari, salvo quelli di nuova introduzione (ovvero introdotti da meno di 12 mesi); 

g) realizzazione o ammodernamento di fabbricati per uso abitativo e acquisto di relativi arredi: 

h) investimenti non pertinenti rispetto all’azione ammissibile; 

i) interventi strutturali su particelle catastali la cui titolarità è documentata da contratti diversi rispetto a quelli di proprietà, usufrutto e affitto;

 j) interventi strutturali su particelle catastali inserite nel fascicolo aziendale per la cui esecuzione non è stata rilasciata apposita autorizzazione del proprietario (qualora diverso dal richiedente);

 k) spese per investimenti sovvenzionabili all’interno delle Organizzazioni Comuni di Mercato (O.C.M.) secondo le indicazioni del Capitolo 14 “Informazioni sulla complementarietà” del PSR della Regione Abruzzo 2014/2022, con riferimento al testo in vigore alla data di scadenza fissata per la presentazione delle domande di sostegno;

 l) nel caso di Leasing, i costi relativi al margine del concedente, del rifinanziamento degli interessi, le spese generali, e gli oneri assicurativi. 

2. Per quanto non riportato nell’elenco si fa riferimento al Documento MIPAAF “Linee guida sull’ammissibilità delle spese relative allo Sviluppo Rurale 2014/2022” intesa sancita in Conferenza Stato Regioni nella seduta dell’11 febbraio 2016, come integrata nelle sedute del 9 maggio 2019 e del 5 novembre 2020 (di seguito Linee guida Mipaaf).

5. PROFILI FINANZIARI

 5.1 Budget del Bando

 1. Le risorse disponibili per il presente Bando ammontano ad € diecimilioni (euro 10.000.000/00). 

2. Sul budget, come sopra definito, operano le seguenti riserve: 

a) 20% per investimenti la cui spesa ammissibile non eccede l’importo di 500.000,00 euro;

 b) 80% per investimenti la cui spesa ammissibile eccede l’importo di 500.000,00 euro. 

3. Ove per taluna fascia di riserva si determini un minor fabbisogno, le risorse residue sono traslate ad incrementare l’altra fascia.

 5.2 Aliquota e importo dell’aiuto 

1. L’entità del sostegno è pari al 40% del costo dell’investimento ammissibile. 

2. L’aliquota di cui sopra può essere maggiorata del 20% nei casi previsti dall’Allegato II del Reg. UE 1305/2013. Per l’effetto, per gli investimenti nella trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli di cui all’Allegato 1 del Trattato, l’intensità di aiuto può raggiungere il 60% del costo dell’investimento ammissibile, solo nei seguenti casi (previsti dall’Allegato II del Reg. UE 1305/2013): 

– per gli interventi collegati a una fusione di Organizzazione di Produttori (OP); 

– per gli interventi sovvenzionati nell’ambito dei PEI. 3. Per gli interventi che prevedono la trasformazione di prodotti compresi nell’Allegato I del Trattato (TFUE), in prodotti non compresi nello stesso ovvero per gli interventi che prevedono la trasformazione dei Prodotti Primari (ad eccezione di quelli derivanti dalla pesca) le agevolazioni sono concesse ai sensi del regolamento (UE) 1407/2013 della Commissione, relativo agli aiuti “de minimis”.

 5.3 Cumulo di aiuti e divieto doppio finanziamento 

1. Il P.S.R. assicura che la medesima spesa non venga finanziata due volte (no-double funding) da differenti Fondi strutturali e d’investimento europei o da altri programmi o strumenti dell’Unione (art. 65 del Reg. (UE) 1303/2013 e art. 59 del Reg. (UE) 1305/2013). Pertanto, un’operazione può ricevere sostegno da uno o più fondi SIE oppure da uno o più programmi e da altri strumenti dell’Unione, purché la voce di spesa indicata in una richiesta di pagamento per il rimborso da parte di uno dei fondi SIE non riceva il sostegno di un altro fondo o strumento dell’Unione, o dallo stesso fondo nell’ambito di un altro programma. L’amministrazione effettuerà i controlli e dedurrà l’importo necessario per escludere il doppio finanziamento delle pratiche ai sensi della normativa unionale e nazionale in materia. 

2. Il sostegno del PSR per gli stessi costi ammissibili può essere concesso in combinazione con i crediti d’imposta a condizione che il sostegno cumulato rimanga entro i limiti fissati dall’allegato II del regolamento (UE) n. 1305/2013, come pubblicato integralmente sul sito istituzionale della Regione, sezione Agricoltura. 

3. I soggetti istanti sono tenuti a compilare – in sede di presentazione di ciascuna domanda di pagamento – la dichiarazione di cui all’Allegato 5 del presente bando.

6. DOMANDA DI SOSTEGNO

 6.1 Modalità e termini per la presentazione della domanda di sostegno 

1. La domanda di sostegno deve essere presentata entro e non oltre sessanta giorni dalla data di effettiva apertura sul SIAN delle funzioni di compilazione e trasmissione telematica, data che sarà resa nota mediante Avviso pubblicato sul sito http://www.regione.abruzzo.it/agricoltura.

 2. Le domande di sostegno possono essere presentate dal soggetto interessato e, in caso disocietà, dal legale rappresentante in proprio o tramite strutture abilitate all’accesso SIAN, quali Centri di Assistenza Agricola (CAA) e altri soggetti abilitati, riconosciuti dalla Regione Abruzzo. È ammessa in ogni caso la delega formale. 

3. A pena di inammissibilità è esclusa la presentazione di istanze ovvero la produzione di documenti a mano.

 4. A pena di irricevibilità:

 a) la domanda di sostegno va presentata esclusivamente secondo le modalità procedurali fissate da AGEA, utilizzando la specifica modulistica prodotta dal SIAN (www.sian.it), per il tramite dei soggetti specificatamente accreditati;

 b) la domanda di sostegno deve essere compilata e trasmessa per via telematica utilizzando il SIAN, previa apertura (o eventuale aggiornamento), e validazione alla data di presentazione della domanda di sostegno, del Fascicolo Aziendale informatizzato; c) la domanda di sostegno deve riportare la firma OTP (One Time Password) del soggetto interessato; 

5. La “data di rilascio” della domanda nel portale SIAN identifica la “data di presentazione” ai sensi del presente Bando.

 6. La richiesta di accesso al portale SIAN da parte dei professionisti, formalmente delegati per l’inserimento e per la trasmissione telematica della domanda di sostegno, può essere presentata a partire dalla data di pubblicazione del presente Bando e fino al termine massimo di 10 (dieci) giorni antecedenti la data di apertura di ogni singolo periodo di presentazione della domanda di sostegno. La richiesta di accesso al portale SIAN deve essere inviata all’indirizzo mail dpd@regione.abruzzo.it utilizzando l’apposito modello, approvato con la Determinazione DPD/129/2016, disponibile sul sito internet della Regione Abruzzo (www.regione.abruzzo.it/agricoltura). 

7. Le funzionalità software realizzate in ambito SIAN consentono al soggetto beneficiario anche la presentazione in proprio (in qualità di utente qualificato) della domanda di sostegno on-line (e della domanda di pagamento) seguendo le istruzioni contenute nel documento aggiornato sull’utilizzo della firma elettronica per lo sviluppo rurale (PSR) presente nell’area pubblica del portale SIAN, raggiungibile al seguente indirizzo: http://www.sian.it/portalesian/sottosezione.jsp?pid=9

6.2 Documentazione da allegare alla domanda di sostegno 

1. Dalla domanda di sostegno deve essere ricavabile l’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC). 

2. Alla domanda di sostegno va allegata la seguente documentazione. 

a) Copia del documento di identità del soggetto richiedente, in corso di validità. 

b) Piano di sviluppo aziendale (PSA) redatto utilizzando l’applicativo Business Plan On Line (BPOL) ISMEA/Rete Rurale Nazionale accessibile, previa registrazione, tramite Portale AGEA all’indirizzo http://www.sian.it/portale-sian/home.jsp; la compilazione dell’elaborato tecnico-contabile deve essere effettuata seguendo le istruzioni contenute nel Manuale d’uso dell’applicativo disponibile all’indirizzo http://assistenzabpol.ismea.it e utilizzando i pertinenti documenti di supporto, compreso il fac-simile della relazione di accompagnamento del Piano di sviluppo e le relative istruzione di redazione, disponibili nella sezione “Documenti Utili” del sito web regionale del PSR (https://www.regione.abruzzo.it/content/programma-di-sviluppo-rurale-2014-2022-psr-etransizione). 

c) Dichiarazione effettuata secondo il modello allegato al presente Bando (allegato 6) rilasciata, in alternativa:

 i. da una Società di revisione dei bilanci nel caso l’impresa disponga di bilanci certificati; 

ii. dal Presidente del Collegio Sindacale, se presente nell’ambito degli organi societari; 

iii. dal Revisore contabile iscritto all’albo, nei rimanenti casi. 

d) Dichiarazione sostitutiva del soggetto richiedente relativa alla capacità di cofinanziare l’intervento proposto, effettuata secondo lo schema, allegato 7 al presente Bando. 

e) Per gli interventi di edilizia: i. progetto definitivo composto degli elaborati progettuali allegati al permesso di costruire, SCIA, CILA e attività libera, di layout e di descrizione dei processi produttivi e degli impianti fissi (idrico-sanitario, elettrico, fognante). Per i progetti che prevedono opere di ristrutturazione degli immobili produttivi aziendali, devono essere allegati anche i disegni quotati riferiti allo status preesistente all’intervento e la documentazione fotografica che attesti, alla data di presentazione della domanda di sostegno, lo status degli immobili interessati dall’intervento; ii. copia del titolo abilitativo ovvero, in sua assenza, copia della richiesta presentata all’Ente competente, in uno con la ricevuta di accettazione da parte dell’Ente stesso.

 f) Per gli interventi di efficientamento energetico e per la valorizzazione energetica di fonti rinnovabili, scarti di produzione o reflui:

 i. elaborati progettuali e documentazione, come previsti dall’iter normativo autorizzatorio;

ii. relazione tecnica descrittiva dell’intervento che si intende realizzare, che evidenzi la sussistenza dei criteri di ammissibilità indicati nel paragrafo 

4.1 e, per gli impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili, relazione tecnica descrittiva dell’intervento che documenti il dimensionamento dell’impianto rispetto ai fabbisogni aziendali (esclusa l’abitazione) mediante perizia tecnica basata anche sui consumi effettivi fatturati nei tre anni precedenti l’anno della presentazione della domanda. Nel fabbisogno aziendale possono essere ricompresi anche i potenziali consumi di energia derivanti dagli investimenti programmati. 

g) Contabilità preventiva delle opere, che ricomprenda le opere a misura, quelle a preventivo e le spese generali, considerando i massimali stabiliti per alcune tipologie di edifici come riportato nella sezione H.1 del Prezzario Agricolo Regionale in vigore alla data della pubblicazione del presente bando (visualizzabile all’interno del sito http://www.regione.abruzzo.it – Aree Tematiche – PSR 2014/2022 -Documenti utili e sul sito www.psrabruzzo.it – PSR – Documentazione – Prezzario) rappresentata nei documenti di seguito elencati.

 h) Computo metrico estimativo analitico sottoscritto da un tecnico abilitato iscritto all’albo professionale e relativo alle opere edili e affini propriamente dette (ad eccezione delle strutture prefabbricate) e a sistemazioni esterne (entrambe a misura); il computo metrico deve contenere la attestazione di congruità dei prezzi sottoscritta dallo stesso tecnico.

 3. Il computo metrico delle opere edili e affini va redatto sulla base dei “Prezzi Informativi Opere Edili della Regione Abruzzo” (denominato “prezzario A.N.C.E.”) in vigore alla data della pubblicazione del presente bando. Le singole voci devono essere contraddistinte dal numero d’ordine del prezzario.

 4. In caso di investimenti in corso alla data di presentazione della domanda disostegno, alla stessa devono essere allegati:

 i. il computo metrico redatto dal progettista incaricato, da cui risulti lo stato dei lavori eseguiti, l’importo degli stessi e l’importo dei lavori già liquidati; 

ii. la perizia giurata da cui si evincano e si quantifichino le opere da completare; iii. la documentazione fotografica che attesti, alla data di presentazione della domanda di sostegno, lo status dei terreni e delle strutture interessate dall’intervento.

 iv. almeno tre preventivi emessi – secondo la procedura informatizzata SIAN – da ditte fornitrici diverse e in concorrenza tra loro, in data non antecedente a 90 giorni rispetto alla data di pubblicazione del presente Bando, per ogni acquisto di macchine, macchinari, attrezzature, impianti tecnici e tecnologici, beni immateriali, acquisto e posa in opera (o montaggio) di strutture prefabbricate, nonché per retribuire prestazioni professionali e per determinare il costo di particolari categorie di opere edili eventualmente non ricomprese nel prezzario “A.N.C.E.”. Per tutte le voci di costo non comprese nei prezzari, i preventivi devono essere formulati sulla base di una analisi dei costi effettuata in conformità alla vigente normativa e sottoscritta dallo stesso progettista.

5. Ciascun preventivo – in riferimento a ogni bene preso in considerazione – deve indicare la tipologia, la quantità, le caratteristiche tecniche, il costo unitario e il costo complessivo.

 6. La terna di preventivi deve essere corredata di apposito prospetto di raffronto (Allegato 15), indicante per ciascuna ditta il numero progressivo e la data del rispettivo preventivo, Partita IVA/Codice fiscale, sede legale, Telefono, Fax, indirizzo mail, pagina web. Nel prospetto di raffronto deve essere indicato il preventivo scelto dal soggetto richiedente. Solo nel caso in cui il preventivo scelto dal soggetto richiedente non corrisponde a quello di importo più basso, la terna di preventivi deve essere corredata di una relazione tecnico economica contenente le motivazioni della scelta, redatta da un tecnico qualificato e da questi sottoscritta insieme al soggetto richiedente. 

7. E’ ammessa la presentazione di un unico preventivo:

 i. nel caso di beni o servizi posti sul mercato da un singolo offerente: in questo caso è necessaria una dichiarazione da parte del tecnico progettista che attesti l’impossibilità di individuare altre ditte concorrenti sulla base di adeguata documentazione comprovante la condizione di esclusività di produzione (brevetto) e/o di distribuzione;

 ii. qualora si tratti di operare innesti su impianti o attrezzature preesistenti: in questo caso è richiesta la allegazione di una dichiarazione rilasciata dal tecnico progettista, che attesti la necessità tecnica delle soluzioni adottate. 

8. Le spese tecniche vanno individuate secondo le disposizioni del Decreto del Ministero della Giustizia del 17/06/2016, nel modo seguente:

 i. definendo l’importo massimo dei corrispettivi – come ricompresi nei limiti indicati nel precedente punto 4.1 – commisurati alla natura e al livello quantitativo delle prestazioni adottate, ai sensi dell’art 24 comma 8 del D.Lgs n. 50/2016, utilizzando le tabelle appositamente definite (da allegare alla domanda di sostegno);

 ii. acquisendo almeno una terna di preventivi offerti da tecnici qualificati e abilitati, indipendenti e in concorrenza tra loro che, rispetto all’importo massimo degli onorari come sopra definito, evidenzino lo sconto applicato da ciascuno;

 iii. Producendo apposito prospetto riepilogativo dei preventivi offerti con indicazione di quello scelto e con le relative motivazioni, laddove richieste. 

9. In caso di domande presentate da società, oltre alla documentazione sopra prevista, è necessario produrre copia dell’atto con il quale sia stato approvato il progetto; è altresì necessario produrre un atto con cui la società assuma il proprio impegno a realizzare il programma di investimento e conferisca incarico al proprio legale rappresentante affinché presenti la domanda di sostegno e ottemperi a tutti gli adempimenti consequenziali. 

10. Nel caso di investimenti tesi esclusivamente all’acquisto di impianti, macchinari e attrezzature, oltre alla documentazione sopra prevista, è necessario produrre dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà – a firma del Legale Rappresentante della società istante – che attesti la disponibilità dell’immobile nel quale è prevista la collocazione degli stessi, con il titolo di proprietà, comproprietà, usufrutto o affitto.

11. Per l’acquisto di terreni o di immobili produttivi il valore di mercato deve essere pari o inferiore alle quotazioni dall’Agenzia delle Entrate (quotazioni OMI). 

12. Per l’acquisto di terreni (edificati o non edificati) e di immobili, oltre alla documentazione sopra prevista, è necessario produrre:

 i. eventuale contratto preliminare di vendita sottoscritto dal promittente venditore, con copia del documento di identità dello stesso; 

ii. attestazione di un tecnico qualificato indipendente con cui si dimostri che il prezzo di acquisto non sia superiore al valore di mercato;

 iii. dichiarazione resa dal richiedente (Allegato 8):

 o) che il terreno o l’immobile oggetto di compravendita non sia stato oggetto, nel corso dei dieci anni precedenti, di un finanziamento pubblico; tale limitazione non ricorre nel caso in cui l’amministrazione concedente abbia revocato eventuali benefici concessi e recuperato totalmente le agevolazioni erogate; 

o ) di esistenza di un nesso diretto tra l’acquisto del terreno o dell’immobile e gli obiettivi dell’intervento. iv. dichiarazione – da allegare in copia a corredo dell’autorizzazione (Allegato 9) – contenente i nominativi dei proprietari degli immobili interessati dall’intervento (Allegato 10) nonché la autorizzazione alla realizzazione degli investimenti previsti, come rilasciata dal comproprietario degli stessi nel caso di comproprietà, dal nudo proprietario in caso di usufrutto o dal proprietario nel caso di affitto, qualora non già espressamente indicata nell’ambito di specifico contratto.

13. Con riferimento all’acquisto di prodotti agricoli da soggetti terzi, dichiarazione sottoscritta dal Commercialista/Responsabile Collegio dei Revisori/Revisore contabile, iscritti all’ordine (Allegato 11), dalla quale si evinca il requisito della prevalenza delle materie prime agricole (di cui all’Allegato I del Trattato, ad esclusione dei prodotti della pesca), provenienti da soggetti terzi rispetto al totale delle materie prime trasformate. Alla dichiarazione devono essere allegati le relative lettere di impegno e/o i contratti di acquisto, redatti in conformità al DL del 24/01/2012 n. 1 art 62, sottoscritti dalle parti contraenti, in uno con la copia dei rispettivi documenti di identità. Le lettere di impegno e/o i contratti di acquisto devono soddisfare l’intero fabbisogno sia del processo produttivo già esistente, che del processo produttivo previsto nell’istanza di finanziamento. La copia dei contratti regolarmente registrati deve essere presentata unitamente alla domanda di pagamento del saldo. 

14. In caso di conferimento di materie prime agricole da parte dei soci di cooperative /consorziati, dichiarazione del legale rappresentante della società richiedente (Allegato 12) da cui si evinca che dallo statuto della società stessa emerga l’obbligo di conferimento del prodotto agricolo primario da parte dei soci/consorziati e che tale conferimento soddisfa l’intero fabbisogno sia del processo produttivo già esistente, che del processo produttivo previsto nell’istanza di finanziamento. In assenza di obbligo statutario del conferimento del prodotto agricolo primario o in caso di non totale soddisfacimento del fabbisogno tramite conferimento, alla dichiarazione (Allegato 13) devono essere allegati le relative lettere di impegno, gli eventuali contratti diacquisto – redatti in conformità al DL del 24/01/2012 n. 1 art 62, sottoscritti dalle parti contraenti e corredati da copia dei documenti di identità delle parti, relativi alle quantità non coperte dal conferimento statutario. La copia dei contratti regolarmente registrati deve essere presentata unitamente alla domanda di pagamento del saldo; 

15. Alla domanda di sostegno vanno inoltre allegate:

 i. la Dichiarazione sostitutiva di carattere generale, ai sensi degli artt. 46 e 47 del DPR 28/12/2000 n. 445 redatta secondo lo schema afferente all’Allegato 14.

 ii. ai fini dell’ammissibilità della spesa e dell’attribuzione del punteggio relativo al criterio di selezione “Progetti che prevedono eliminazione/risanamento delle strutture/coperture in amianto” la dichiarazione del richiedente attestante che l’intervento di bonifica non deriva da una prescrizione emessa da autorità pubblica (Allegato 16). 

iii. il quadro riepilogativo dei criteri di selezione auto attribuiti e dei documenti a tal fine prodotti. In fase istruttoria non sono attribuiti eventuali punteggi non segnalati dal richiedente e/o non adeguatamente documentati (Allegato 2). iv. l’indice dei documenti trasmessi. 16. Alla domanda di sostegno va sempre allegata la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà di cui all’Allegato 5 al presente Bando. 

7. CRITERI DI SELEZIONE 

1. La valutazione di merito dei progetti è effettuata mediante applicazione dei Criteri di Selezione adottati con Determinazione Direttoriale n. DPD 218/20 del 18/06/2020 di seguito descritti.

2. In caso di parità di punteggio è data preferenza, in ordine: 

a. a domande presentate da imprese associate;

 b. a imprese il cui legale rappresentante è una donna; 

c. a imprese il cui legale rappresentante è il più giovane anagraficamente.

3. La soglia minima di idoneità per l’accesso al sostegno consiste in un punteggio assoluto verificato non inferiore al 30% di quello massimo attribuibile

8. DESCRIZIONE DELLE FASI OBBLIGATORIE DEL PROCEDIMENTO CONCESSORIO 

1. Scaduti i termini per la presentazione delle domande di sostegno, il Servizio Competitività assume in carico le stesse, già munite di numero progressivo identificativo attribuito dal sistema SIAN in fase di rilascio. La presa in carico delle domande di sostegno acquisite tramite SIAN, è oggetto di informativa mediante Avviso massivo da pubblicarsi sul sito istituzionale della Regione. 

2. Il procedimento istruttorio è articolato nelle seguenti fasi: 

a. valutazione di ricevibilità delle domande di sostegno;

 b. valutazione di ammissibilità delle domande di sostegno; 

c. valutazione di merito delle domande di sostegno;

 d. graduazione delle domande di sostegno ammesse a beneficio; e. concessione del beneficio. 

8.1 Ricevibilità della domanda di sostegno 

1. La valutazione di ricevibilità della domanda di sostegno è volta ad accertare: 

a. la presentazione della domanda entro i termini previsti dal Bando;

 b. la sottoscrizione della domanda secondo le modalità indicate al paragrafo 6.1; 

c. la allegazione del documento di identità del soggetto intestatario della domanda di sostegno, in corso di validità; 

2. È dichiarata irricevibile, con conseguente esclusione dalla procedura, la domanda: 

a. presentata oltre i termini stabiliti dal presente Bando;

b. priva della firma, da apporre secondo le modalità indicate al paragrafo 6.1 del presente Bando; 

c. priva della allegazione del documento di identità del soggetto intestatario della domanda di sostegno, in corso di validità;

 3. La verifica della ricevibilità della domanda di sostegno è conclusa con la redazione e con la sottoscrizione della relativa check list di controllo. 

4. Verificata la eventuale irricevibilità della domanda di sostegno, l’esclusione della stessa dalla procedura è comunicata al soggetto beneficiario mediante PEC. 

8.2 Ammissibilità e valutazione di merito della domanda di sostegno 

1. La domanda di sostegno ricevibile è sottoposta a controlli di ammissibilità e a successiva valutazione di merito.

 2. La valutazione di ammissibilità consiste, in prima istanza, nella verifica del possesso di un punteggio minimo preliminare pari ad almeno il 30% di quello massimo attribuibile. È dichiarata immediatamente improcedibile la domanda con punteggio inferiore rispetto a detto valore. 

3. La dichiarazione di improcedibilità è comunicata via PEC al soggetto richiedente che, entro 10 giorni dalla avvenuta ricezione della stessa, può formulare istanza di riesame unicamente per eventualmente richiedere la correzione di errori materiali di ricognizione del punteggio imputabili all’amministrazione.

 4. La domanda con punteggio autoattribuito =/> al 30% è sottoposta alla valutazione di ammissibilità. 

5. L’accertamento dei profili di ammissibilità attiene: 

a) alla verifica della completezza documentale dell’istanza: 

i. in assenza anche di uno solo dei documenti indicati al paragrafo 6.2, lettere a, b, c, d, g, h, i, k, l, m, n, la domanda di sostegno è dichiarata inammissibile;

 ii. l’assenza dei documenti indicati al paragrafo 6.2, alle lettere e, f, j, o, in quanto inerenti a voci specifiche del piano di investimenti proposto con la domanda di sostegno, comporta l’inammissibilità delle spese corrispondenti alla documentazione mancante (inammissibilità parziale). Nel caso in cui detta inammissibilità pregiudichi la funzionalità complessiva dell’investimento approvato, il mantenimento delle caratteristiche oggettive dello stesso e/o il conseguente punteggio di valutazione, l’ammissibilità dell’intera domanda è subordinata all’impegno del soggetto interessato a realizzare a proprie spese le voci del piano di investimento non ammissibili;

 b) alla verifica della rispondenza della documentazione prodotta, sotto il profilo formale e contenutistico, a quanto previsto dal presente Bando; qualora uno o più documenti, ancorché prodotti, necessitino di perfezionamento, nei limiti di quanto stabilito nel Capitolo 3, paragrafo H del Manuale delle procedure, sarà attivato l’istituto del Soccorso Istruttorio: nel caso in cui i chiarimenti richiesti non pervengano nei termini stabiliti in sede di richiesta degli stessi o risultino inadeguati all’esigenza di perfezionamento, la domanda di sostegno è dichiarata inammissibile;

c) alla verifica della coerenza dell’investimento oggetto della domanda di sostegno rispetto agli obiettivi e alla localizzazione dello stesso, come indicati nel presente Bando: ove risulti disatteso anche uno solo dei predetti profili, la domanda è dichiarata inammissibile; 

d) alla verifica del rispetto del limite minimo di spesa definito nel paragrafo 2.2 del presente Bando; 

e) alla verifica del rispetto dei requisiti minimi, dei limiti e dei divieti fissati dal presente Bando; 

f) alla verifica della pertinenza delle spese rispetto alla categoria di operazione proposta e alla verifica della ragionevolezza dei costi da effettuarsi sulla base del rispetto delle disposizioni di cui al paragrafo 6.2, lett. g del presente Bando; le spese non pertinenti, incongrue o irragionevoli sono dichiarate non ammissibili. 

6. Il richiedente può proporre al Servizio Competitività la richiesta di rettifica del punteggio di autovalutazione; detta richiesta è ammessa solo in caso di errori palesi e qualora sia successiva alla chiusura dei termini di presentazione delle domande di sostegno. 

7. L’inammissibilità a qualsiasi titolo determinata è comunicata, con le relative motivazioni, al soggetto richiedente mediante PEC. 

8. Una volta conclusa la valutazione di ammissibilità, si procede alla valutazione di merito. La valutazione di merito verte sull’applicazione dei punteggi contemplati nei criteri di selezione riportati al paragrafo 7

PER MAGGIORI DETTAGLI 

Documenti: 

Determinazione DPD018/167 del 27.05.2022

Bando

Avviso per la presentazione delle domande

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2—— REGIONE ABRUZZO – Dipartimento AGRICOLTURA Servizio COMPETITIVITÀ

Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 Reg. (UE) 1305/2013 

BANDO PUBBLICO PER L’ATTIVAZIONE DELLA MISURA M04 – INVESTIMENTI IN IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI ART. 17 REG. (UE) 1305/2013 – Sottomisura 4.1 “Sostegno a investimenti nelle aziende agricole” 

Tipo di intervento 4.1.2 “Miglioramento efficienza idrica nei processi produttivi nelle aziende agricole” 

Dotazione finanziaria € 6.500.000,00

SCHEDA DI SINTESI

Riferimento normativo: BANDO PSR REGIONE ABRUZZO 2014-2020 – anno 2022

Tipologia di bando : mis 4.1.2. – Miglioramento dell’efficienza idrica nei processi produttivi nelle aziende agricole

Ambito territoriale di applicazione : Imprese localizzate nel territorio della Regione Abruzzo

Dotazione finanziaria: Euro 6.500.000,00

Contributo concedibile a fondo perduto: 40% – 60%

Importo massimo di spesa per progetto : 150.000,00

Obiettivi: ammodernamento delle strutture irrigue esistenti per una più efficiente gestione dell’acqua – passaggio a sistemi di irrigazione a più alta efficienza – introduzione di sistemi di supporto alle decisioni per l’utilizzo della risorsa idrica

Tipologia di investimenti previsti:

1 – investimenti per installazione di apparecchi per la misurazione della risorsa idrica (contatori)

2 – Investimenti per l’introduzione di attrezzature e sistemi volti al miglioramento dell’efficienza idrica di impianti già esistenti, compreso sistemi di gestione ed automazione dell’irrigazione

3 – Investimenti per interventi di riefficentamento degli invasi di accumulo aziendali esistenti

Beneficiari

Agricoltori singoli

Agricoltori associati in forma societaria

Associazione di agricoltori

Presentazione delle domande:  dal 25 luglio al 30 settembre2022.

Beneficiari degli aiuti 

1. Possono proporre istanza di contributo:

 a. gli agricoltori singoli; 

b. gli agricoltori associati in forma societaria; 

c. le associazioni di agricoltori.

Investimenti ammissibili

 1. Gli investimenti ammissibili sono volti al miglioramento dell’efficienza idrica e della gestione degli impianti irrigui esistenti inseriti nei processi produttivi delle aziende agricole e devono prevedere l’implementazione, obbligatoria, dei sistemi di misurazione della risorsa idrica qualora ne siano sprovvisti, o siano fuori servizio se esistenti. I suddetti interventi, finanziabili in ambito aziendale, sono riconducibili alle tre seguenti sotto-tipologie:

 a. Sotto-tipologia 1: investimenti consistenti nella sola installazione di apparecchi di misurazione della risorsa irrigua fluente negli impianti irrigui esistenti (contatori), finalizzati al computo dell’entità dei prelievi dai corpi idrici sotterranei e superficiali nonché delle quote di prelievo ad essi restituiti, in attuazione della norma specifica contenuta nel paragrafo 46(3) del Reg. (UE) n. 1305/2013 che così recita: “3. I contatori intesi a misurare il consumo di acqua relativo all’investimento oggetto del sostegno sono o devono essere installati a titolo dell’investimento”. 

b. Sotto-tipologia 2: introduzione di attrezzature e sistemi volti al miglioramento dell’efficienza idrica negli impianti irrigui esistenti asserviti ai processi produttivi agricoli, compresi i sistemi di gestione, misurazione, controllo, telecontrollo e automatizzazione dell’irrigazione; qualora l’impianto irriguo esistente sia sprovvisto di contatori funzionanti l’implementazione della presente sotto-tipologia è subordinata all’implementazione della “Sotto-tipologia 1”; 

c. Sotto-tipologia 3: gli interventi di riefficientamento degli invasi di accumulo aziendali esistenti, che soddisfano le condizioni dettagliate al punto “3” del paragrafo “6.1 Spese ammissibili al sostegno” e che costituiscono fonti di approvvigionamento per l’alimentazione degli impianti di distribuzione oggetto di efficientamento di cui alle precedenti sotto-tipologie; l’implementazione della presente sotto-tipologia è subordinata all’implementazione della “Sotto-tipologia 2”. 

2. Sono ammissibili gli investimenti di efficientamento degli impianti irrigui esistenti, di cui alla “Sotto-tipologia 2”, che soddisfano le seguenti condizioni specifiche stabilite nel PSR in accordo a quanto disposto dall’art. 46 del reg. UE 1305/2013: 

a. l’investimento consiste in un intervento che comporta un risparmio idrico potenziale (RIP), calcolato in base ai parametri tecnici riportati nell’Allegato 1 – Tecnico, superiore al:

 i. 25% per passaggio da un impianto di categoria bassa efficienza (B) ad uno delle due categorie superiori (M o A);

 ii. 10% per passaggio tra impianti all’interno della medesima categoria media efficienza (M);

 iii. 5% per passaggio da un impianto di categoria media efficienza (M) ad uno di categoria alta efficienza (A);

iv. 5% per passaggio tra impianti all’interno della medesima categoria alta efficienza (A);

 b. l’investimento non prevede un aumento netto della superficie irrigata, tranne nel caso di cui al punto “8” del paragrafo “4.3”; le superfici, attualmente non irrigate ma nelle quali nel recente passato, fissato in data non antecedente al 1° gennaio 2018, era attivo un impianto di irrigazione, non sono considerate nel computo per la determinazione dell’aumento netto della superficie irrigata;

 c. l’investimento riguarda corpi idrici superficiali e/o sotterranei ritenuti in condizioni buone nel pertinente piano di gestione del bacino idrografico; Sono ammessi anche gli interventi afferenti a corpi idrici superficiali e sotterranei ritenuti in condizioni non buone nel pertinente piano di gestione del bacino idrografico per motivi inerenti alla quantità di acqua e/o in caso di presenza di pressioni sul corpo idrico dovute a prelievi per irrigazione (3.1 – Abstraction or flow diversion – Agriculture), purché nel rispetto delle condizioni previste dall’art.46(4) del reg. n. 1305/2013; in tali casi, ai fini dell’ammissibilità della spesa, gli interventi proposti devono rispettare i requisiti specifici riportati nel punto “6” del paragrafo “4.3 – Requisiti specifici per l’ammissibilità dell’investimento irriguo”; 

d. fanno eccezione alle condizioni previste nella precedente lettera “c”, nel senso che sono sempre ammissibili, gli interventi che hanno come fonte di approvvigionamento gli invasi aziendali alimentati esclusivamente da acqua piovana, il cui uso non implica la derivazione da un corpo idrico superficiale o un prelievo da un corpo idrico sotterraneo. 

SPESE AMMISSIBILI E NON AMMISSIBILI 

  Spese ammissibili al sostegno 

1. Sono considerate ammissibili all’aiuto le spese sostenute dal beneficiario, in conformità alle disposizioni di cui all’art. 60 del Reg. 1305/2013, che si configurano in investimenti ed immobilizzazioni, materiali ed immateriali, come definiti dal combinato disposto di cui all’art. 17 del Reg. (UE) 1305/2013 ed all’art. 45(2), che siano funzionali al miglioramento di impianti di irrigazione esistenti e che soddisfino le condizioni specifiche stabilite al successivo art. 46. 

2. Sono pertanto ammissibili gli investimenti che contribuiscano all’introduzione di nuove tecnologie che consentano un più puntuale computo del bilancio idrico delle colture nonché dei volumi irrigui ottimali e che si configurano in acquisto, posa in opera e messa in esercizio, di impianti, attrezzature ed opere di miglioramento fondiario che sottendono le seguenti voci di costo: 

a. macchinari, attrezzature e impianti tecnologici ad alta efficienza; 

b. sostituzione di impianti di irrigazione con altri a maggiore efficienza; 

c. miglioramenti fondiari connessi alla realizzazione degli interventi previsti (opere accessorie agli investimenti principali nel limite del 20% degli importi ammissibili); 

d. hardware e software per una precisa valutazione dei volumi d’acqua di irrigazione e dell’esatto momento di intervento irriguo e per il calcolo del bilancio idrico delle colture; 

e. sistemi, impianti e tecnologie per una migliore gestione delle risorse idriche, compresi i contatori; 

f. spese generali collegate agli investimenti comprensive di spese tecniche per onorari di tecnici incaricati e consulenti, compensi per consulenze in materia di sostenibilità ambientale ed economica, inclusi gli studi di fattibilità, sono ammissibili nel limite massimo del 4% della spesa ammissibile riferita a tali investimenti, al netto dell’importo relativo alle stesse spese generali. Le spese generali, qualora connesse ai lavori o ad opere edili soggette a permesso di costruire o provvedimento analogo, sono ammissibili nel limite massimo del 8% della spesa ammissibile riferita a tali opere specifiche, al netto dell’importo relativo alle stesse spese tecniche. 

3. Sono altresì ammessi gli interventi di manutenzione straordinaria per il riefficientamento degli invasi di accumulo aziendali, esistenti, limitatamente alle seguenti condizioni:

 a. risultino in regola con le disposizioni concernenti il titolo di legittimazione all’uso della risorsa idrica, di cui al paragrafo “9.2” punto “1” lettera “1.b”;

b. risultino in regola con gli adempimenti disciplinati dalla L.R. 27 giugno 2013 n. 18 concernente la “Disciplina degli sbarramenti di ritenuta e degli invasi idrici di competenza regionale”, con particolare riguardo, per gli invasi esistenti oggetto del presente intervento, alle disposizioni di cui: 

i. al “TITOLO IV”, rubricato “Invasi esistenti”, in cui si disciplina la regolarizzazione delle opere di ritenuta e l’autorizzazione alla prosecuzione esercizio delle stesse; 

ii. al “TITOLO VI” rubricato “Operazioni di svaso, sfangamento e spurgo degli invasi nonché norme afferenti alla gestione”, per la stretta attinenza della disciplina ivi contenuta con le operazioni di riefficientamento ammissibili a finanziamento ai sensi del presente bando.

c. gli invasi esistenti devono essere comunque asserviti all’alimentazione degli impianti di distribuzione aziendali e anch’essi oggetto di intervento di efficientamento ammessi a finanziamento ai sensi del precedente punto “2” del presente paragrafo; per effetto di tale condizione non sono ritenuti ammissibili interventi afferenti ai soli invasi; 

d. le caratteristiche strutturali degli invasi oggetto di intervento devono rientrare nei seguenti parametri dimensionali e costruttivi desumibili dalla documentazione tecnicoautorizzativa in possesso del beneficiario e debitamente approvata dalle autorità competenti: 

i. capacità minima nominale di invaso superiore a m3 50.000 2 ; 

ii. capacità massima nominale di invaso non superiore a m3 100.000 3 ; i

iii. opere di sbarramento, di qualunque natura, la cui altezza, come definita dalla “Circolare P.C.M. 13 dicembre 1995, n. DSTN/2/22806”, non supera i 10 m.

4. I miglioramenti fondiari connessi alla realizzazione degli investimenti di efficientamento sono ammessi nel limite massimo del 20% dell’intero investimento ammesso.

Spese non ammissibili al sostegno

 1. Non sono ammissibili al sostegno, come indicato nella scheda di misura del PSR Regione Abruzzo, i costi e le voci di spesa per:

 a. investimenti realizzati prima della presentazione della domanda di aiuto; 

b. spese sostenute prima della presentazione della domanda di aiuto, ad eccezione delle spese generali di cui all’art. 45(2) lettera c) del Reg. (UE) n. 1305/2013 collegate agli investimenti e necessariamente antecedenti alla presentazione della domanda di sostegno, come onorari per professionisti e consulenti, compensi per consulenze in materia di sostenibilità ambientale ed economica, inclusi studi di fattibilità, sono considerate ammissibili a decorrere da 24 mesi dalla data di presentazione della domanda di sostegno;

 c. interessi passivi; nel caso di leasing, non costituiscono spesa ammissibile, i costi relativi al margine del concedente, del rifinanziamento degli interessi, le spese generali e gli oneri assicurativi; 

d. Imposta sul Valore Aggiunto (IVA);

e. acquisto di beni e attrezzature usate;

 f. mera sostituzione di impianti e macchinari; 

g. investimenti effettuati allo scopo di ottemperare ai requisiti comunitari;

 h. acquisto di diritti di produzione agricola, diritti all’aiuto, animali, piante annuali e loro messa a dimora;

 i. realizzazione o ammodernamento di fabbricati per uso abitativo o non funzionali agli investimenti volti all’efficientamento dell’uso della risorsa idrica e acquisto di relativi arredi; 

j. investimenti finanziati con altre misure del P.S.R.. 

2. Per le fattispecie non previste si fa riferimento al Documento recante “Linee guida sull’ammissibilità delle spese relative allo sviluppo rurale 2014/2020”, nella versione aggiornata di cui all’intesa sancita in Conferenza Stato Regioni nella seduta dell’11 febbraio 2016 come integrata nelle sedute del 9 maggio 2019 e del 5 novembre 2020, nonché al Manuale delle Procedure dell’Autorità di Gestione del PSR Abruzzo 2014-2020 approvato con Determinazione DPD383 del 16-10-2020.

Dotazione finanziaria del bando 1. Le risorse disponibili per il presente bando ammontano a € 6.500.000,00. 8.2 Aliquota ed importo del contributo

1. Per gli investimenti previsti dal P.S.A. è ammesso un importo massimo di spesa di € 150.000,00, nel rispetto del requisito di ammissibilità cui al punto “3” del paragrafo “4.2”.

2. In aderenza alle previsioni riportate nella scheda di misura del PSR ed a quanto previsto dall’Allegato II del Reg. UE 1305/2013, l’entità del sostegno è pari al 40% del costo dell’investimento ammissibile.

3. Il sostegno può raggiungere il 60% del costo dell’investimento ammissibile nei seguenti casi previsti dall’Allegato II del Reg. 1305/2013:

a. se il beneficiario è un “giovane agricoltore” come definito dall’art. 2 del Reg. UE 1305/2013;

b. se il beneficiario si sia insediato, come “giovane agricoltore” come definito dall’art. 2 del Reg. UE 1305/2013, durante i cinque anni precedenti la domanda di sostegno;

Dotazione finanziaria del bando

1. Le risorse disponibili per il presente bando ammontano a € 6.500.000,00. 

 Aliquota ed importo del contributo 

1. Per gli investimenti previsti dal P.S.A. è ammesso un importo massimo di spesa di € 150.000,00, nel rispetto del requisito di ammissibilità cui al punto “3” del paragrafo “4.2”. 

2. In aderenza alle previsioni riportate nella scheda di misura del PSR ed a quanto previsto dall’Allegato II del Reg. UE 1305/2013, l’entità del sostegno è pari al 40% del costo dell’investimento ammissibile. 3. Il sostegno può raggiungere il 60% del costo dell’investimento ammissibile nei seguenti casi previsti dall’Allegato II del Reg. 1305/2013: 

a. se il beneficiario è un “giovane agricoltore” come definito dall’art. 2 del Reg. UE 1305/2013;

 b. se il beneficiario si sia insediato, come “giovane agricoltore” come definito dall’art. 2 del Reg. UE 1305/2013, durante i cinque anni precedenti la domanda di sostegno;

c. per imprese con SAU prevalente ubicata in zone soggette ai vincoli di cui all’art. 32 del Reg. UE 1305/2013; d. per investimenti collegati ad operazioni di cui agli art. 28 e 29 del Reg. UE 1305/2013 con presenza, al momento della presentazione della domanda di sostegno al presente bando, di domanda ammissibile nelle misure 10.1.1 e 11 Agricoltura integrata e biologica;

  Cumulo con altri sostegni e agevolazioni 

1. I contributi concessi o erogati ai sensi del presente bando non sono cumulabili con altre agevolazioni e/o finanziamenti pubblici unionali, nazionali e regionali quando riferite alle stesse voci di spesa. 

2. Il P.S.R. assicura che la medesima spesa non venga finanziata due volte (no-double funding) dal medesimo o da differenti Fondi strutturali e d’investimento europei o da altri programmi o strumenti dell’Unione (art. 65 del Reg. (UE) 1303/2013 e art. 59 del Reg. (UE) 1305/2013) o da altri fondi di natura pubblica, ivi comprese le disposizioni inerenti le O.C.M. come riportate nel capitolo 14 del PSR “Informazioni sulla complementarietà”, con riferimento al testo in vigore alla data di scadenza fissata per la presentazione delle domande di sostegno.

3. Il richiedente si impegna al rispetto della normativa inerente il divieto di doppio finanziamento e cumulabilità; l’Amministrazione effettua i controlli e applica i provvedimenti sanzionatori conseguenti, se ne ricorrono i presupposti. 

Criteri di selezione                                                   

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SCHEDA DI SINTESI

Prossimo Bando Ammodernamento Frantoi Oleari

Decreto recante il bando quadro nazionale concernente i criteri e le modalità per la concessione e l’erogazione di aiuti per l’ammodernamento dei frantoi oleari in attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)

DIPARTIMENTO DELLE POLITICHE EUROPEE E INTERNAZIONALI E DELLO SVILUPPO RURALE DIREZIONE GENERALE DELLO SVILUPPO RURALE – DISR 3 Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – MISSIONE 2 COMPONENTE 1 (M2C1) – Investimento 2.3

Innovazione e meccanizzazione nel settore agricolo e alimentare

Tipologia di bando : PNRR, Missione 2, componente 1, investimento 2.3 “Innovazione e

meccanizzazione nel settore agricolo e alimentare”.

Ambito territoriale di applicazione : le aziende agricole e le imprese agroindustriali, titolari di frantoi

oleari, che effettuano estrazione di olio extravergine di oliva sul territorio nazionale

Dotazione “finanziaria: Euro 100.000.000,00

Contributo concedibile: È prevista la concessione di sostegno pubblico nella forma di contributo in

conto capitale. L’aliquota di contributo applicabile è definita dalle Regioni e Province autonome nel

rispetto dei massimali consentiti dalla normativa comunitaria così come richiamati negli

Orientamenti dell’Unione europea per gli aiuti di Stato nei settori agricolo e forestale e nelle zone

rurali 2014 – 2020 . In ogni caso deve essere garantita l’assenza del doppio finanziamento ai sensi

dell’art. 9 del Regolamento (UE) 2021/241.

Tipologia di investimenti previsti:

a) ammodernamento/ampliamento di fabbricati nella misura strettamente necessaria all’introduzione

di nuovi impianti e tecnologie e nel rispetto del principio DNSH. Le Regioni e Province autonome

potranno, eventualmente, definire una percentuale massima per questa categoria di spesa.

b) sostituzione/ammodernamento degli impianti di lavorazione, stoccaggio e confezionamento

dell’olio extravergine di oliva e dei relativi sottoprodotti/reflui di lavorazione al fine di migliorare la

performance ambientale soprattutto nella fase di produzione e gestione di sanse ed acque di

vegetazione.

c) spese generali, collegate alle spese di cui alle lettere a) e b), come onorari di architetti, ingegneri

e consulenti, compensi per consulenze in materia di sostenibilità ambientale ed economica; le

Regioni e Province autonome fissano una percentuale massima di ammissibilità e garantiscono

comunque il controllo della ragionevolezza della spesa.

Beneficiari

le aziende agricole e le imprese agroindustriali, titolari di frantoi oleari, che effettuano estrazione di

olio extravergine di oliva, iscritte nel Portale dell’olio di oliva del Sistema Informativo Agricolo

Nazionale (SIAN), secondo le disposizioni di cui ai decreti del Ministero n. 8077/2009 e n.

16059/2013, che hanno compilato il registro telematico di carico/scarico olio.

Presentazione delle domande: entro 60 giorni dall’apertura sul SIAN delle funzioni di compilazione

e trasmissione telematica

SCHEDA DI SINTESI

Riferimento normativo: BANDO PSR REGIONE ABRUZZO 2014-2020 – anno 2022

–prossima  uscita–

Tipologia di bando : mis 4.4.2 – Investimenti per la prevenzione di danni da fauna selvatica alle colture e agli allevamenti.

Ambito territoriale di applicazione : Imprese Agricole localizzate nel territorio della Regione Abruzzo

Dotazione finanziaria: Euro 1.100.000,00

Contributo concedibile a fondo perduto: 100 %

Tipologia di investimenti previsti:

1 – Acquisto e posa in opera di protezioni fisiche con recinzioni perimetrali, fisse o mobili, reti antiuccello, rete elettrificata;

2 – Realizzazione di recinzioni individuali in rete metallica o shelter in materiale plastico o bio-plastico;

3 – Acquisto dissuasori faunistici;

4 – Acquisto cani pastore da lavoro registrati a norma di legge;

Beneficiari

Imprenditori agricoli e associati.  

Priorità

Aziende che aderiscono alle misure agro-ambientali  – Aziende che percepiscono l’indennità compensativa

Presentazione delle domande: a sportello

SCHEDA DI SINTESI

Riferimento normativo: BANDO PSR REGIONE ABRUZZO 2014-2020 – anno 2022

Prossima uscita

Tipologia di bando: mis 4.2.1. Intervento 1 – Investimenti per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli

Ambito territoriale di applicazione : Imprese localizzate nel territorio della Regione Abruzzo

Dotazione finanziaria: Euro 10.000.000,00

Contributo concedibile a fondo perduto: 40%

Tipologia di investimenti previsti:

1 – Realizzazione, ristrutturazione, ammodernamento impianti di lavorazione, condizionamento, trasformazione, confezionamento e commercializzazione dei prodotti della filiera agro-industriale

2 – Introduzione di tecnologie innovative per rispondere a nuove opportunità di mercato

3 – Introduzione di tecnologie e procedure operative ed organizzative finalizzate a sviluppare prodotti di qualità e/o aprire nuovi mercati

4 – Introduzione di impianti e tecnologie funzionali alla razionalizzazione del ciclo produttivo e alla qualificazione delle produzioni, anche sotto l’aspetto della sicurezza alimentare;

5 – Realizzazione e/o ammodernamento di strutture per operazioni di raccolta, ricevimento, cernita, stoccaggio, lavorazione, trasformazione, condizionamento, confezionamento/imballaggio;

6- Ottenimento di livelli di tutela ambientale e di sicurezza sul lavoro superiore ai requisiti minimi indicati dalla normativa vigente;

7- Miglioramento dell’efficienza energetica degli impianti e delle strutture produttive

8 – Installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili finalizzati ai fabbisogni dei processi di produzione e trasformazione aziendali; 

Beneficiari

Imprese, singole o associate che svolgono attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli che per una quota maggiore del 50% vengono acquistati o conferiti da soggetti terzi.  

Presentazione delle domande: entro 60 giorni dall’apertura sul SIAN delle funzioni di compilazione e trasmissione telematica.

ARCHIVIO

RAMSES GROUP NEWS n. 327 – 9 maggio 2022

SCHEDA DI SINTESI

Riferimento normativo: PNRR _ PROPOSTE PER RESTAURO E VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO ARCHITETTONICO E PAESAGGISTICO RURALE

Tipologia di bando : component 3- cultura 4.0 Misura 2 – Rigenerazione di piccoli siti culturali, patrimoni dell’architettura e del paesaggio rurale

DOMANDE DAL 28/04/2022 AL 20/05/2022

Ambito territoriale di applicazione :  territorio della Regione Abruzzo, per strutture localizzate al di fuori dei centri abitati.

Dotazione finanziaria: Euro 6.454.237,00

Contributo concedibile a fondo perduto: 80 %

Strutture finanziabili

immobili appartenenti alle tipologie di architettura rurale che posseggono uno dei seguenti requisiti:

1 – sia intervenuta la dichiarazione di interesse culturale con corrispondente decreto ministeriale ai sensi del D.lgs. n. 42/2004 e ss.mm.ii;

2 – che abbia più di 70 anni e sia censito o classificato dagli strumenti regionale e comunale di pianificazione urbanistica:

Tipologia di investimenti previsti:

1 – Risanamento conservativo e recupero funzionale di insediamenti agricoli, edifici, manufatti e fabbricati rurali storici ed elementi tipici dell’architettura e del paesaggio rurale, coniugati, ove opportuno, ad interventi per il miglioramento sismico e dell’efficienza energetica nonché volti all’abbattimento delle barriere architettoniche;

Tipologie di spese ammissibili

a – spese per l’esecuzione di lavori o per l’acquisto di beni/servizi, compreso l’acquisto e installazione di impianti tecnici;  

b- spese per l’acquisizione di autorizzazioni, pareri, nulla osta e altri atti di assenso da parte delle amministrazioni competenti;

c. spese tecniche di progettazione (ivi comprese quelle per la stesura di un piano di gestione ove previsto), direzione lavori, coordinamento della sicurezza e collaudi, opere d’ingegno, nel limite massimo del 10%;

 d. imprevisti (se inclusi nel quadro economico); e. allacciamenti, sondaggi e accertamenti tecnici;

 f. spese per attrezzature, impianti e beni strumentali finalizzati anche all’adeguamento degli standard di sicurezza, di fruibilità da parte dei soggetti disabili, piattaforme e ausili digitali alla visita;

 g. spese per l’allestimento degli spazi in cui si svolgono le iniziative, per materiali e forniture, spese di promozione e informazione.

Beneficiari

Possono presentare domanda di finanziamento persone fisiche e soggetti privati profit e non profit, ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente

 riconosciuti, enti del terzo settore e altre associazioni, fondazioni, 

cooperative, imprese in forma individuale o societaria, che siano proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di immobili appartenenti al patrimonio culturale rurale;   

Tempi di realizzazione degli interventi

L’intervento dovrà essere avviato, mediante le necessarie comunicazioni relative all’inizio dei lavori – pena revoca del finanziamento – entro il 30 giugno 2023 e concluso entro il 31 dicembre 2025 con attestato da certificato di regolare esecuzione, ovvero collaudo.

Presentazione delle domande: a sportello a partire dal 28/04/2022 sino al 20/05/2022

Se vuoi maggiori informazioni e avere maggiori possibilità di ottenere fondi e agevolazioni

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RAMSES GROUP Scheda informativa

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Quinto Bando per i contratti di filiera e di distretto nei settori dell’Agroalimentare: firmato l’Avviso Mipaaf, domande dal 23 maggio

RAMSES GROUP NEWS n. 320 – 28 aprile 2022

Il Ministero delle Politiche agricole ha diramato le istruzioni per la presentazione delle domande relative al V Bando per i contratti di filiera e di distretto per i settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e  vivaismo (Avviso MIPAAF recante le caratteristiche, le modalità e le forme per la presentazione delle domande di accesso ai contratti di filiera).

Le domande si presentato dal 23 maggio 2022, e per i successivi 90 giorni, da imprese anche in forma associata, cooperative, consorzi, reti di impresa del settore agricolo e agroalimentare, organizzazioni di produttori e loro associazioni, comprese le società miste con capitale sociale di almeno il 51% di imprenditori agricoli.

Si tratta di una misura prevista dal Fondo complementare al PNRR, finanziata con 1,2 miliardi di euro (380 milioni per lo scorrimento della graduatoria precedente e 300 milioni per il biologico).

Le attività d’impresa da finanziare possono riguardare la sostenibilità del comparto: riduzione di fitofarmaci, antimicrobici, fertilizzanti di sintesi; agricoltura biologica e biodiversità; benessere degli animali; contributo agli obiettivi climatico-ambientali; migliore distribuzione del valore lungo le fasi della catena; produzione di energia rinnovabile ed efficienza energetica; sicurezza dell’approvvigionamento alimentare, meno perdite e sprechi alimentari.

Il contratto di filiera è anche multiregionale, con costi ammissibili sino all’85% per singola regione ed un ammontare complessivo da 4 a 50 milioni di euro. Sono ammessi investimenti in attivi materiali e immateriali connessi alla produzione agricola, per la trasformazione dei prodotti e la loro commercializzazione, per l’adesione a regimi di qualità, l’organizzazione e la partecipazione a concorsi e fiere, progetti di ricerca e sviluppo e promozione. Dovranno essere conclusi entro il secondo trimestre del 2026.

Per tutti i dettagli, è possibile consultare l’Avviso sul sito MIPAAF, dove sono reperibili tutti i documenti necessari.

 FONTE: PMI

Qui il link al bando e alla documentazione allegata

Contratti di filiera: pubblicate le procedure per l’attuazione

Gli interventi agevolativi sono attuati con provvedimenti che individuano, oltre a quanto già previsto nel decreto, anche l’ammontare delle risorse disponibili, i requisiti di accesso dei soggetti beneficiari, le condizioni di ammissibilità dei programmi e/o dei progetti, le spese ammissibili, la forma e l’intensità delle agevolazioni, nonché i termini e le modalità per la presentazione delle domande, i criteri di valutazione dei programmi o progetti e le modalità per la concessione ed erogazione degli aiuti.

Le agevolazioni  sono concesse nella forma del contributo in conto capitale e/o del finanziamento agevolato e concesse con procedura valutativa applicata alle domande presentate dai soggetti proponenti, per la selezione dei programmi/progetti, sulla base dei criteri e dei parametri di valutazione previsti nei provvedimenti.

Possono essere ammessi alle agevolazioni i contratti di filiera che prevedono programmi con un ammontare delle spese ammissibili compreso tra 4 milioni e 50 milioni di euro.

Sono soggetti proponenti del contratto di filiera:

a) le società cooperative agricole e loro consorzi, i consorzi di imprese, le organizzazioni di produttori agricoli e le associazioni di organizzazioni di produttori agricoli riconosciute ai sensi della normativa vigente, che operano nel settore agricolo e agroalimentare;

b) le organizzazioni interprofessionali, riconosciute ai sensi della normativa vigente che operano nel settore agricolo e agroalimentare;

c) gli enti pubblici;

d) le società costituite tra soggetti che esercitano l’attività agricola e le imprese commerciali e/o industriali e/o addette alla distribuzione, purché almeno il 51% del capitale sociale sia posseduto da imprenditori agricoli, società cooperative agricole e loro consorzi o da organizzazioni di produttori riconosciute ai sensi della normativa vigente;

e) le associazioni temporanee di impresa tra i soggetti beneficiari, già costituite all’atto della presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni;

f) le reti di imprese che hanno già sottoscritto un contratto di rete al momento della presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni;

 Sono soggetti beneficiari delle agevolazioni del contratto di filiera le seguenti categorie di imprese:

a) le imprese come definite dalla normativa vigente, anche in forma consortile, le società cooperative e loro consorzi, nonché le imprese organizzate in reti di imprese, che operano nel settore agricolo e agroalimentare;

b) le organizzazioni di produttori agricoli e le associazioni di organizzazioni di produttori agricoli riconosciute ai sensi della normativa vigente;

c) le società costituite tra soggetti che esercitano l’attività agricola e le imprese commerciali e/o industriali e/o addette alla distribuzione, purché almeno il 51% del capitale sociale sia posseduto da imprenditori agricoli, cooperative agricole e loro consorzi o da organizzazioni di produttori riconosciute ai sensi della normativa vigente. Il capitale delle predette società può essere posseduto, in misura non superiore al 10%, anche da grandi imprese, agricole o commerciali;

d) gli organismi di ricerca e di diffusione della conoscenza, come definiti dal regolamento (UE) n. 702/2014,iscritti all’Anagrafe nazionale delle ricerche, istituita presso il Ministero dell’università e della ricerca.

Gli interventi ammissibili alle agevolazioni comprendono le seguenti tipologie:

a) investimenti in attivi materiali e attivi immateriali nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria;

b) investimenti per la trasformazione di prodotti agricoli e per la commercializzazione di prodotti agricoli;

c) investimenti concernenti la trasformazione di prodotti agricoli in prodotti non agricoli, nei limiti individuati nei provvedimenti;

d) costi per la partecipazione dei produttori di prodotti agricoli ai regimi di qualità e misure promozionali a favore dei prodotti agricoli;

e) progetti di ricerca e sviluppo nel settore agricolo.

Le spese ammissibili e le intensità massime di aiuto sono riportate nell’Allegato A del decreto Mipaaf del 22 dicembre 2021.

L’erogazione del contributo in conto capitale avviene successivamente alla stipula del contratto di filiera o, nel caso di richiesta di finanziamento, dopo la stipula del contratto di finanziamento. Le quote del contributo in conto capitale e/o del finanziamento sono erogate per stato di avanzamento della spesa, subordinatamente all’effettiva realizzazione della corrispondente parte degli interventi ritenuti ammissibili. La prima quota, fino al 40%, del solo contributo in conto capitale, può essere erogata, su richiesta, a titolo di anticipazione, previa presentazione di fidejussione bancaria o assicurativa irrevocabile, incondizionata ed escutibile a prima richiesta, di importo pari alla somma da erogare di durata adeguata.

I contratti di filiera nel Fondo complementare al PNRR

Il regime di aiuto, già utilizzato in passato dal Ministero delle Politiche agricole per promuovere la riorganizzazione dei rapporti tra i differenti soggetti dell’agrifood, prevede la stipula di un contratto di filiera tra il Ministero delle Politiche agricole e i soggetti beneficiari, che a sua volta si fonda su un accordo di filiera tra i diversi soggetti della filiera agroalimentare e/o agroenergetica, operanti in un ambito territoriale multiregionale.

Le agevolazioni sono concesse per programmi di investimento di importo compreso tra 4 milioni e 50 milioni di euro. Gli interventi ammissibili includono:

  • a) investimenti in attivi materiali e attivi immateriali nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria;
  • b) investimenti per la trasformazione di prodotti agricoli e per la commercializzazione di prodotti agricoli;
  • c) investimenti concernenti la trasformazione di prodotti agricoli in prodotti non agricoli, nei limiti individuati nei provvedimenti attuativi;
  • d) partecipazione dei produttori di prodotti agricoli ai regimi di qualità e misure promozionali a favore dei prodotti agricoli;
  • e) progetti di ricerca e sviluppo nel settore agricolo.

soggetti proponenti dei contratti di filiera sono:

  • le società cooperative agricole e loro consorzi, i consorzi di imprese, le organizzazioni di produttori agricoli e le associazioni di organizzazioni di produttori agricoli riconosciute ai sensi della normativa vigente, che operano nel settore agricolo e agroalimentare;
  • le organizzazioni interprofessionali, riconosciute ai sensi della normativa vigente che operano nel settore agricolo e agroalimentare;
  • gli enti pubblici;
  • le società costituite tra soggetti che esercitano l’attività agricola e le imprese commerciali e/o industriali e/o addette alla distribuzione, purché almeno il 51% del capitale sociale sia posseduto da imprenditori agricoli, società cooperative agricole e loro consorzi o da organizzazioni di produttori riconosciute;
  • le associazioni temporanee di impresa tra i soggetti beneficiari, già costituite all’atto della presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni;
  • le reti di imprese che hanno già sottoscritto un contratto di rete al momento della presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni.

A beneficiare delle agevolazioni, invece, possono essere – oltre a imprese, organizzazioni e associazioni di produttori e società costituite tra soggetti che esercitano l’attività agricola e imprese commerciali, industriali e/o della distribuzione – anche gli organismi di ricerca e di diffusione della conoscenza.

In arrivo contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati

Le agevolazioni sono concesse nel forma del contributo in conto capitale, a valere sul Fondo complementare al PNRR, e in forma di finanziamento agevolato, a valere sul Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI) gestito da Cassa depositi e prestiti (CDP).

Ulteriori risorse possono essere messe a disposizione dal Mipaaf o dalle regioni e province autonome che decidono di cofinanziare i programmi di investimento. Inoltre, al finanziamento agevolato può essere associato un finanziamento bancario, previa accettazione del mandato conferito da CDP.

L’intensità dell’agevolazione varia in base alla localizzazione, alla tipologia di interventi e alla dimensione dell’impresa. In particolare, per investimenti nella produzione agricola primaria e nella trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, il contributo in conto capitale copre fino al 50% della spesa nelle regioni meno sviluppate e nelle regioni in transizione e fino al 40% nelle altre regioni, mentre il finanziamento può arrivare fino al 100% degli investimenti ammissibili, articolato nelle due componenti di finanziamento agevolato e finanziamento bancario.

Per la partecipazione ai regimi di qualità, per le misure promozionali a favore dei prodotti agricoli e per le attività di R&S nel settore agricolo, invece, il contributo in conto capitale è riconosciuto fino al 50% delle spese ammissibili e il finanziamento fino al 100%, sempre nelle due componenti di finanziamento agevolato e finanziamento bancario.

In generale, l’ammontare complessivo del contributo in conto capitale, del finanziamento agevolato e dell’eventuale finanziamento bancario non può superare l’importo delle spese ammissibili e le agevolazioni possono essere cumulate con altri aiuti di Stato solo laddove riguardino costi ammissibili diversi o, in relazione agli stessi costi ammissibili, in tutto o in parte coincidenti, purché il cumulo non porti al superamento dell’intensità di aiuto stabilita per ciascun intervento.

Come partecipare al V bando per i contratti di filiera

Con successivi provvedimenti il Mipaaf individuerà le risorse disponibili, i requisiti di accesso dei soggetti beneficiari, le condizioni di ammissibilità dei programmi e/o dei progetti, le spese ammissibili, la forma e l’intensità delle agevolazioni, nonché i termini e le modalità per la presentazione delle domande. Domande che dovranno essere presentate al Ministero che provvederà anche a verificare l’eventuale interesse al cofinanziamento da parte delle regioni e province autonome dove sono localizzati i progetti.

Conclusa la valutazione, i proponenti ammessi sono chiamati a presentare la proposta definitiva di contratto di filiera entro 90 giorni dalla pubblicazione della graduatoria. In caso di esito positivo, il Ministero approva la proposta definitiva e trasmette le risultanze dell’istruttoria e copia delle delibere di finanziamento bancario a CDP, affinché quest’ultima provveda a deliberare il finanziamento agevolato. A quel punto si passa alla sottoscrizione del contratto di filiera, cui segue l’erogazione del contributo in conto capitale.

Qui il link al bando e alla documentazione allegata:
https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/18066

Via al V bando contratti di filiera del Fondo complementare al PNRR

Il Ministero delle Politiche agricole ha pubblicato il testo del bando per l’accesso alle agevolazioni – in forma di contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati – per i contratti di filiera nel settore agroalimentare a valere sul Fondo complementare al Recovery Plan.

Cosa finanzia il V bando contratti di filiera del Fondo complementare al PNRR?

Il regime di aiuto, già utilizzato in passato dal Ministero delle Politiche agricole per promuovere la riorganizzazione dei rapporti tra i differenti soggetti dell’agrifood, prevede la stipula di un contratto di filiera tra il Ministero delle Politiche agricole e i soggetti beneficiari, che a sua volta si fonda su un accordo di filiera tra i diversi soggetti della filiera agroalimentare e/o agroenergetica, operanti in un ambito territoriale multiregionale.

Le agevolazioni sono concesse per programmi di investimento di importo compreso tra 4 milioni e 50 milioni di euro. Gli interventi ammissibili includono:

  • investimenti in attivi materiali e attivi immateriali nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria, realizzati sia da PMI e che da grandi imprese;
  • investimenti per la trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, accessibili sia a PMI che a grandi imprese;
  • investimenti concernenti la trasformazione di prodotti agricoli in prodotti agroalimentari non compresi nell’allegato I del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), solo per le PMI;
  • partecipazione dei produttori di prodotti agricoli ai regimi di qualità e misure promozionali a favore dei prodotti agricoli, sia per le PMI che per le grandi imprese;
  • organizzazione e partecipazione a concorsi, fiere o mostre, solo da parte delle PMI;
  • realizzazione di progetti di ricerca e sviluppo nel settore agricolo, per PMI, grandi imprese e organismi di ricerca e di diffusione della conoscenza;
  • partecipazione alle fiere e investimenti volti a promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili effettuati da imprese di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, solo per le PMI.

Chi può richiedere le agevolazioni per i contratti di filiera?

soggetti proponenti dei contratti di filiera sono:

  • le società cooperative agricole e loro consorzi, i consorzi di imprese, le organizzazioni di produttori agricoli e le associazioni di organizzazioni di produttori agricoli riconosciute ai sensi della normativa vigente, che operano nel settore agricolo e agroalimentare;
  • le organizzazioni interprofessionali, riconosciute ai sensi della normativa vigente che operano nel settore agricolo e agroalimentare;
  • gli enti pubblici;
  • le società costituite tra soggetti che esercitano l’attività agricola e le imprese commerciali e/o industriali e/o addette alla distribuzione, purché almeno il 51% del capitale sociale sia posseduto da imprenditori agricoli, società cooperative agricole e loro consorzi o da organizzazioni di produttori riconosciute;
  • le associazioni temporanee di impresa tra i soggetti beneficiari, già costituite all’atto della presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni;
  • le reti di imprese che hanno già sottoscritto un contratto di rete al momento della presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni.

A beneficiare delle agevolazioni, invece, possono essere – oltre a imprese, organizzazioni e associazioni di produttori e società costituite tra soggetti che esercitano l’attività agricola e imprese commerciali, industriali e/o della distribuzione – anche gli organismi di ricerca e di diffusione della conoscenza.

Come funzionano contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati?

Le agevolazioni sono concesse nella forma del contributo in conto capitale, a valere sul Fondo complementare al PNRR, e in forma di finanziamento agevolato, a valere sul Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI) gestito da Cassa depositi e prestiti (CDP).

Per quanto riguarda la quota a fondo perduto, l’intensità dell’agevolazione varia in base alla localizzazione, alla tipologia di intervento e alla dimensione dell’impresa. In particolare:

  • Contributo in conto capitale per investimenti nella produzione agricola primaria:
    – Interventi con spesa ammissibile da euro 100.000 a euro 5 milioni: fino al 50% degli investimenti ammissibili nelle regioni meno sviluppate e nelle regioni in transizione (40% per le grandi imprese) e fino al 40% degli investimenti ammissibili nelle altre regioni (30% per le grandi imprese);  
    – Interventi con spesa ammissibile superiore a 5 milioni di euro: fino al 45% degli investimenti ammissibili nelle regioni meno sviluppate e nelle regioni in transizione (35% per le grandi imprese) e fino al 35% degli investimenti ammissibili nelle altre regioni (30% per le grandi imprese);  
  • Contributo in conto capitale per trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli
    – Interventi con spesa ammissibile da euro 400.000 a euro 5 milioni: fino al 50% degli investimenti ammissibili nelle regioni meno sviluppate e nelle regioni in transizione (40% per le grandi imprese) e fino al 40% degli investimenti ammissibili nelle altre regioni (30% per le grandi imprese); 
    – Interventi con spesa ammissibile superiore a 5 milioni di euro: fino al 45% degli investimenti ammissibili nelle regioni meno sviluppate e nelle regioni in transizione (40% per le grandi imprese) e fino al 35% degli investimenti ammissibili nelle altre regioni (30% per le grandi imprese); 
  • Contributo in conto capitale per partecipazione dei produttori ai regimi di qualità e misure promozionali
    – Interventi con spesa ammissibile da euro 400.000 a euro 5 milioni: fino al 100% degli investimenti ammissibili nelle regioni meno sviluppate e nelle regioni in transizione (90% per le grandi imprese) e fino al 80% degli investimenti ammissibili nelle altre regioni (70% per le grandi imprese); 
  • Aiuti alla ricerca e allo sviluppo nel settore agricolo
    – Interventi con spesa ammissibile da euro 400.000 a euro 7,5 milioni: fino al 100% degli investimenti ammissibili nelle regioni meno sviluppate e nelle regioni in transizione (80% per le grandi imprese) e fino al 90% degli investimenti ammissibili nelle altre regioni (70% per le grandi imprese); 
  • Aiuti in esenzione
    – Interventi con spesa ammissibile da euro 400.000 a euro 7,5 milioni: fino al 20% degli investimenti per le piccole imprese e fino al 10% per le medie imprese;
    – Interventi con spesa ammissibile da euro 400.000 a euro 2 milioni: fino al 50% degli investimenti ammissibili nelle regioni meno sviluppate e nelle regioni in transizione (solo PMI) e fino al 40% degli investimenti ammissibili nelle altre regioni (solo PMI);
    – Interventi con spesa ammissibile da euro 400.000 a euro 5milioni: fino al 45% degli investimenti ammissibili nelle regioni meno sviluppate e nelle regioni in transizione (solo PMI) e fino al 35% degli investimenti ammissibili nelle altre regioni (solo PMI).

Al finanziamento agevolato – concesso a un tasso di interesse dello 0,50% – deve essere necessariamente associato un finanziamento bancario, secondo principi di adeguata ripartizione del rischio di credito, con un banca aderente alla convenzione con CDP. La quota del finanziamento bancario non può essere inferiore al 50% del finanziamento totale e le garanzie individuate ed acquisite dalla banca finanziatrice assistono le due componenti di finanziamento  in misura direttamente proporzionale all’ammontare di ciascuno di essi;

La durata del finanziamento deve essere compresa tra 4 anni e 15 anni, compreso un periodo di preammortamento commisurato alla durata in anni interi del progetto e, comunque, non superiore a 4 anni decorrenti dalla data di stipula del contratto di finanziamento.

In generale, l’ammontare complessivo del contributo in conto capitale, del finanziamento agevolato e dell’eventuale finanziamento bancario non può superare l’importo delle spese ammissibili e le agevolazioni possono essere cumulate con altri aiuti di Stato solo laddove riguardino costi ammissibili diversi o, in relazione agli stessi costi ammissibili, in tutto o in parte coincidenti, purché il cumulo non porti al superamento dell’intensità di aiuto stabilita per ciascun intervento.

Come partecipare al V bando per i contratti di filiera?

Le domande di accesso alle agevolazioni potranno essere presentate entro 90 giorni calcolati a partire dal 23 maggio 2022, quindi entro il 20 agosto 2022. L’apertura effettiva, in ogni caso, dipenderà dall’operatività della piattaforma informatica web messa a disposizione dal Ministero, che provvederà anche a verificare l’eventuale interesse al cofinanziamento dei progetti da parte delle regioni e province autonome coinvolte.

Conclusa la valutazione, i proponenti ammessi sono chiamati a presentare la proposta definitiva di contratto di filiera entro 90 giorni dalla pubblicazione della graduatoria. In caso di esito positivo, il Ministero approva la proposta definitiva e trasmette le risultanze dell’istruttoria e copia delle delibere di finanziamento bancario a CDP, affinché quest’ultima provveda a deliberare il finanziamento agevolato. A quel punto si passa alla sottoscrizione del contratto di filiera, cui segue l’erogazione del contributo in conto capitale.

FONTE FASI

Ma cosa sono i contratti di filiera e di distretto? 

Quali saranno le novità introdotte dal prossimo bando?

Sono contratti che vengono stipulati tra i soggetti della filiera agroalimentare e il Ministero per rilanciare gli investimenti nel settore agroalimentare al fine di realizzare programmi d’investimento integrati a carattere interprofessionale aventi rilevanza nazionale.

Tali contratti, partendo dalla produzione agricola, si sviluppano nei diversi segmenti della filiera agroalimentare, intesa come insieme delle fasi di produzione, trasformazione, commercializzazione e distribuzione dei prodotti agricoli e agroalimentari. Le filiere possono essere di tipo verticale, ad esempio, quando è presente uno stabilimento di trasformazione e tutti i suoi conferenti, oppure di tipo orizzontale come nel caso di più aziende primarie che, accomunate da determinate caratteristiche del loro processo produttivo, decidono di enfatizzare degli aspetti comuni dando origine ad un marchio. Un’ulteriore distinzione tra le filiere è che possono essere a carattere interregionale ed avere in tal caso il Mipaaf come diretto interlocutore, oppure carattere regionale ed interloquire quindi con la Regione di appartenenza. Introdotti per la prima volta, come dicevamo, nell’ordinamento dalla legge finanziaria del 2003 al fine di favorire l’integrazione di filiera del sistema agricolo e agroalimentare, nonché il rafforzamento dei distretti agroalimentari limitatamente alle aree sottoutilizzate, dal 2011 è stata disposta la loro estensione a tutto il territorio nazionale.

A fine settembre il Mipaaf ha predisposto un documento informativo dove sono state esplicitate le principali novità previste nel V bando.  È doveroso ricordare che il Piano nazionale di ripresa e resilienza individua 6 Missioni, ovvero sei ambiti di intervento tematici, nei quali l’Italia ha suddiviso investimenti e riforme. Tra queste, la Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica” include la componente 2.1 “Agricoltura sostenibile ed economia circolare” all’interno della quale sono inseriti appunto i contratti di filiera.

Inoltre, con il D.L. 59/2021 è stato approvato il Piano nazionale per gli investimenti complementari al Piano nazionale di ripresa e resilienza, strumento che integra con risorse nazionali gli interventi del precedente e nelle cui misure sono compresi i “contratti di filiera e di distretto” come misure complementari alla citata Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, che a sua volta include la componente 2.1 “Agricoltura sostenibile ed economia circolare” del PNRR. L’obiettivo di tali interventi è quello di indirizzare e favorire la crescita economica delle filiere agroalimentari preservando e migliorando le condizioni dello stato dell’ambiente, e tentando di coniugare il rilancio economico con la tutela delle risorse ambientali, motivo per cui si ritiene importante che i progetti promuovano lo sviluppo sostenibile garantendo il buono stato dell’ambiente e perseguendo gli obiettivi ambientali dettati dall’Europa ed in particolare dalla Politica Agricola Comune (PAC), dal Green Deal europeo e dalla strategia denominata “Dal produttore al consumatore”, ovvero quelli di combattere i cambiamenti climatici, proteggere le risorse naturali e migliorare la biodiversità.

Sono stati definiti requisiti e modalità di finanziamento per il V bando:

La proposta dell’Italia per l’implementazione dei contratti di filiera nello schema del PNRR si basa quindi sul Regime di Aiuti già approvato dall’Unione Europea nel 2016 e modificato nel 2020; pertanto, si dichiara che i vincoli e le modalità di finanziamento che verranno utilizzati nel bando V saranno gli stessi stabiliti nel IV bando.

Dunque, analizzando brevemente quanto stabilito nel DM Contratti di filiera prot. n. 1192 del 08.01.2016 il contributo dello Stato ai contratti di filiera e di distretto sarà concesso, in coerenza con la normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato, per diverse tipologie di investimenti ovvero:

  • investimenti in attivi materiali e attivi immateriali nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria;
  • investimenti per la trasformazione di prodotti agricoli e la commercializzazione di prodotti agricoli;
  • investimenti concernenti la trasformazione di prodotti agricoli in prodotti non agricoli;
  • partecipazione dei produttori di prodotti agricoli ai regimi di qualità;
  • misure promozionali a favore dei prodotti agricoli;
  • progetti di ricerca e sviluppo nel settore agricolo.

beneficiari finali del finanziamento saranno ancora le imprese che concorrono direttamente alla produzione, raccolta, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli (agroalimentari, ittici, forestali e florovivaistici) e le imprese che forniscono servizi e mezzi di produzione. Per beneficiare dell’agevolazione le imprese dovranno aver sottoscritto un accordo di filiera, finalizzato alla realizzazione di un programma integrato a carattere interprofessionale ed avente rilevanza nazionale che, partendo dalla produzione agricola, si sviluppi nei diversi segmenti della filiera in un ambito territoriale multiregionale.

Le due tipologie di accordo previste, come da DM suddetto, saranno:

  1. Accordo di filiera”: l’accordo sottoscritto dai diversi soggetti della filiera agroalimentare e/o agroenergetica, operanti in un ambito territoriale multiregionale che individua il Soggetto proponente, gli obiettivi, le azioni, incluso il Programma, i tempi di realizzazione, i risultati e gli obblighi reciproci dei Soggetti beneficiari;
  2. Accordo di distretto”: l’accordo sottoscritto dai diversi soggetti operanti nel territorio del distretto, che individua il Soggetto proponente, gli obiettivi, le azioni, incluso il Programma, i tempi di realizzazione, i risultati e gli obblighi reciproci dei Soggetti beneficiari;

Le agevolazioni di cui al presente decreto saranno concesse nella forma del contributo in conto capitale e del finanziamento agevolato, subordinate alla concessione di un finanziamento bancario. Possono essere ammessi alle agevolazioni i contratti di filiera e i contratti di distretto che prevedono programmi con un ammontare delle spese ammissibili compreso tra 4 milioni e 50 milioni di euro.

 Tempi previsti per l’emanazione del V bando:

Il documento informativo del Mipaaf riporta un cronoprogramma secondo cui:

  • il nuovo bando per i Contratti di Filiera è emanato a dicembre 2021;
  • la presentazione delle domande e dei progetti dovrà avvenire nel primo trimestre 2022;
  • l’approvazione delle graduatorie finali per la concessione degli aiuti finanziari nel settore agroalimentare è prevista entro il primo trimestre 2023.

Soggetti interessati:

Ministero Politiche Agricole Agroalimentari e Forestali (MIPAAF), Cassa Depositi e Prestiti (CDP), Banche italiane ed estere finanziatrici aderenti a convenzione da sottoscrivere tra Ministero e CDP.

Imprese agricole, società, cooperative agricole e loro consorzi, consorzi di imprese, Organizzazioni produttori agricoli (OP), Associazioni di OP riconosciute, rappresentanze di distretti rurali ed agroalimentari individuati da Regione, società costituite tra soggetti che esercitano attività agricola ed imprese commerciali e/o industriali e/o addette a distribuzione (almeno 51% capitale sociale posseduto da imprenditori agricoli, cooperative agricole e loro consorzi, organizzazioni produttori riconosciute), Associazioni temporanee di impresa costituite tra soggetti beneficiari o reti di imprese che hanno sottoscritto contratto di rete, purché al momento di invio domanda:

  1. dotate di stabile organizzazione in Italia;
  2. regolarmente costituite ed iscritte al registro delle imprese e non sottoposte a procedure concorsuali o di liquidazione volontaria, ma nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essendo sottoposte a sanzioni interdittive, né trovarsi in difficoltà finanziaria, ma anzi in possesso di “adeguato merito di credito secondo valutazioni eseguite da banche finanziatrici”;
  3. non rientranti tra imprese che hanno ricevuto e non rimborsato o depositato in conto bloccato aiuti ritenuti illegali o incompatibili da Commissione Europea;
  4. in regola con normativa in materia di edilizia urbanistica, lavoro, prevenzione infortuni, salvaguardia ambiente, obblighi contributivi;
  5. in regola con restituzione somme a seguito di provvedimenti di revoca delle agevolazioni emanati da Ministero;
  6. intendono sottoscrivere:
  7. Contratto di filiera tra Ministero ed i diversi soggetti operanti nella fase di produzione, trasformazione, commercializzazione e distribuzione di prodotti agricoli, agroalimentari, energetici, in ambito multiregionale, sottoscrittori di un “Accordo di filiera” (a cui possono partecipare sia soggetti impegnati direttamente nella realizzazione di specifici progetti, sia soggetti coinvolti indirettamente in quanto interessati a finalità di accordo) contenente: soggetto proponente (cioè soggetto che assume il ruolo di referente, anche per conto di altri soggetti beneficiari nei confronti di Ministero in merito ad esecuzione del Programma avente valenza nazionale, nonché ad acquisizione delle agevolazioni); obiettivi; azioni; tempi di realizzazione; risultati; obblighi reciproci dei soggetti beneficiari. Contratto di filiera, articolato in diverse tipologie di interventi viene  sottoscritto solo da soggetti impegnati nella realizzazione di progetti specifici, al fine di:  favorire riorganizzazione dei rapporti tra differenti soggetti della filiera, anche a seguito di un processo di conversione in atto o da attuare nel comparto produttivo; promuovere collaborazione ed integrazione fra i diversi soggetti della filiera; stimolare creazione di migliori relazioni con il mercato; garantire ricadute positive su produzione agricola;
  8. Contratto di distretto tra Ministero e diversi soggetti operanti nel Distretto, sottoscrittori di “Accordo di distretto”, in cui individuato: soggetto proponente; obiettivi; azioni; tempi di realizzazione; risultati; obblighi reciproci. Contratto di distretto deve favorire processi di riorganizzazione delle relazioni fra differenti soggetti della filiera operanti nel distretto, al fine di: promuovere collaborazione ed integrazione fra soggetti di filiera; stimolare migliori relazioni di mercato; garantire ricadute positive su produzione agricola; rafforzare sviluppo economico e sociale dei distretti stessi. Possono partecipare al Contratto sia soggetti impegnati direttamente nella realizzazione di progetti (solo questi sottoscrivono il Contratto), sia soggetti coinvolti indirettamente che contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi. Programma, riguardante di 1 o più filiere di qualità certificata e/o di produzioni tradizionali o tipiche, è articolato in diverse tipologie di interventi ammissibili in relazione ad attività svolta da soggetti beneficiari, al fine di migliorare il grado di relazione organizzativa, commerciale e distribuzione del reddito tra i differenti soggetti partecipanti
  9. attuati investimenti in 1 o più unità produttive dello stesso soggetto beneficiario relative a:
  10. investimenti in attivi materiali ed immateriali in aziende agricole connessi a produzione agricola primaria finalizzati a:
  11. migliorare prestazioni globali e sostenibilità di azienda agricola mediante distribuzione dei costi di produzione e miglioramento/riconversione di produzione
  12. migliorare ambiente naturale e condizioni di igiene e benessere di animali, purché oltre vigenti norme UE
  13. creare e migliorare infrastrutture connesse a sviluppo adeguamento, ammodernamento di agricoltura, compreso accesso a terreni agricoli, ricomposizione, riassetto fondiario, approvvigionamento e risparmio energetico e idrico
  14. favorire insediamento per la 1° volta di giovani agricoltori in qualità di capo di azienda, compresi investimenti per adeguarsi a norme UE su produzione agricola entro 24 mesi di insediamento(compresa sicurezza del lavoro
  15. conformarsi a nuove  norme obbligatorie UE entro 12 mesi da loro adozione da parte PMI

Nel caso di irrigazione, contributo per recupero costi di servizi idrici a carico dei vari settori di impiego di acqua da parte di settore agricolo, tenendo conto di loro effetti sociali, ambientali ed economici del recupero, nonché condizioni geografiche e climatiche di bacino

Nel caso di produzione di biocarburanti o di energia da fonti rinnovabili rispettate condizioni per aiuti di Stato.

Nel caso di investimenti che richiedono valutazione di impatto ambientale, aiuti concessi purché autorizzati prima di loro concessione.

Esclusi aiuti per: acquisto diritti produzione e diritti ad aiuto; acquisto animali e impianto di piante annuali; investimenti intesi a conformarsi a norme UE ; capitale circolante; costi connessi a contratto di leasing (margini del concedente, costi di finanziamento interessi, spese generali, oneri assicurativi); aumento di produzione superiore ad eventuali restrizioni o limitazioni superiori a OCM;

  • investimenti per trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, purché mantenuti in azienda per almeno 5 anni da loro conclusione. Esclusi investimenti per: produzione di biocarburanti da colture alimentari; non conformi a legislazione ambientale UE (In caso richiesta valutazione impatto ambientale, ammessi solo dopo valutazione positiva); capitale circolante; investimenti attuati per conformarsi a norme UE o che “contravvengono a divieti e restrizioni stabiliti da UE”. Gli investimenti superiori a 25.000.000 € o che prevedono aiuto superiore a 12.000.000 € oggetto di specifica notifica a Commissione;
  • investimenti concernenti trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli nei limiti individuati nei bandi emanati da Ministero;
  • partecipazione di produttori di prodotti agricoli a regimi di qualità e misure promozionali a favore di tali prodotti agricoli;
  • progetti di ricerca e sviluppo nel settore agricolo

Investimenti concernenti trasformazione prodotti agricoli in prodotti agroalimentari fuori Allegato I del Trattato, partecipazione a fiere, produzione di energia da fonti rinnovabili condizioni sono quelle stabilite da Reg.651/2014, mentre per progetti di ricerca occorre rispettare condizioni stabilite da Reg. 702/14

Entità aiuto:

Risorse del FRI usate  per concedere eventualmente in più rate finanziamento agevolato, (subordinato ad esistenza d finanziamento bancario, pari almeno a 50%; per interventi relativi a produzioni di qualità, misure promozionali, ricerca e sviluppo nel settore agricolo, ammessa partecipazione bancaria inferiore , comunque almeno 10%), espresso in equivalente sovvenzione lordo (ESL), pari al valore attualizzato del differenziale vigente  tra quota interessata a tasso ordinario e quella a tasso agevolato.  Finanziamento agevolato assistito da idonee garanzie e concesso a tasso di interesse pari almeno a 0,5 %, avente durata minima di 4 anni e massima di 15 anni, comprensivo del periodo di preammontamento commisurato alla durata del progetto, comunque non oltre 4 anni da stipula del contratto (tale periodo può essere differente tra finanziamento bancario ed agevolato). Singole erogazioni imputate in proporzione a finanziamento agevolato ed ordinario nel rispetto di assegnazione di spesa. Percentuale di quota capitale del finanziamento agevolato da ammortizzare, definita  in  relazione alla percentuale di cofinanziamento bancario (comunque se finanziamento bancario inferiore a quello agevolato, avvio rimborso a banca non prima che sia stato rimborsata almeno 50% della differenza di capitale esistente, tra finanziamento agevolato e bancario). Rimborso avviene in base a piani di ammortamento con rate semestrali posticipate (scadenza 30 Giugno e 31 Dicembre) compreso periodo di preammortamento.

Ammesso cumulo con ulteriori aiuti in conto capitale concessi da Ministero o Regione dove localizzati gli interventi.

Spese ammissibili sostenute entro 4 anni da stipula contratto di filiera o distretto nei limiti minimi di 4.000.000 € e massimi di 50.000.000 € per:

  • investimenti materiali ed immateriali connessi a produzione agricola, quali:
  • a)costruzione, acquisizione, miglioramento beni immobili (Acquisto terreni agricoli ammesso entro 10%); macchine ed attrezzature(anche in leasing) fino a loro valore di mercato; programmi informatici, brevetti, licenze, diritti di autore marchi commerciali; spese generali (onorati per architetti, ingegneri, consulenti, comprese quelle su sostenibilità ambientale ed economicità brevetti, studi di fattibilità) fino a 12% della spesa. Contributo pari a 40% (60% nel caso di giovani agricoltori entro 5 anni da loro insediamento; investimenti collettivi, quali impianti di magazzinaggio da parte di gruppo di agricoltori; investimenti in zone soggetti a vincoli naturali; investimenti destinati a migliorare ambiente, condizioni di igiene, benessere di animali oltre vigenti norme UE senza aumento di capacità produttiva);
  • b)acquisto animali da riproduzione fino a 30% costi ammissibili finalizzati a miglioramento di qualità genetica del patrimonio zootecnico di bovini, ovini, caprini mediante acquisto di riproduttori di qualità pregiata (maschi e femmine che hanno partorito per la 1° volta) iscritti in Libri genealogici (In caso di sostituzione di animali non iscritti in Libri genealogici) e mantenuti in stalla per almeno 4 anni. Contributo pari a 30%
  • trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, quali: costruzione, acquisizione (compreso leasing, salvo costi connessi come margine del concedente, costi di rifinanziamento di interessi, spese generali, oneri assicurativi) o miglioramento di beni immobili (terreni ammessi in misura pari a 10% costi investimento); acquisto o noleggio con patto di acquisto di macchinari ed attrezzature fino a loro valore di mercato (compreso leasing); acquisto o sviluppo di programmi informatici, brevetti, licenze, diritti di autore, marchi commerciali; spese generali (onorari per architetti, ingegneri, consulenti per sostenibilità ambientale ed economicità; studi di fattibilità. Contributo pari a 40%
  • trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli fino a 7.500.000 €/impresa/progetto, quali: investimenti in attivi materiali e/o immateriali per istallare nuovo stabilimento, ampliare stabilimento esistente, diversificare produzione di stabilimento mediante nuovi prodotti o trasformare radicalmente processo produttivo, attivi immateriali utilizzati solo da stabilimento in oggetto, considerati ammortizzabili, acquistati a condizioni di mercato da terzi privi di relazioni con acquirente, inseriti in attivo di bilancio di impresa per almeno 3 anni. Contributo pari a 20% per piccole imprese (10% per medie imprese)
  • partecipazione a fiere da parte di PMI nel limite di 2.000.000 €/impresa/anno, quali locandine, installazione e gestione di stand occasione di partecipazione di impresa a determinata fiera o mostra. Contributo pari a 50% ESL
  • investimenti per produzione di energia da fonti rinnovabili (in caso di biocarburanti ammessi solo se non provenienti da colture alimentari), purché “connessi al conseguimento di un livello più elevato di tutela di ambiente”. Contributo pari a: 45% ESL se investimento distinto in ambito del costo complessivo del progetto (v. componente aggiuntiva individuabile in impianto preesistente) con costo pari a quello connesso ad energia rinnovabile (costo pari a differenza tra costi di investimento se questo sostituisce un “investimento analogo meno rispettoso di ambiente”); 30%min caso di impianti in scala ridotta per cui non individuabile investimento meno rispettoso di ambiente a causa mancanza di impianti di dimensioni analoghe (Ammessi costi per conseguire livello più elevato di tutela di ambiente). Contributo elevato a 65% o 50% in caso di piccole imprese ed a 55% e 40% per medie imprese; 60% e 45%  per zone montane; 50% e 35% per zone svantaggiate
  • introduzione sistemi di controllo per certificazione di qualità e origine, quali produzioni biologiche, DOP, IGP, prodotti di montagna, regimi di qualità riconosciuti da Stati membri (oggetto di disciplinare di produzione etracciabilità completa dei prodotti agricoli, il cui rispetto certificato da Autorità pubblica od Organismo di controllo indipendente) o regimi facoltativi di certificazione dei prodotti agricoli riconosciuti da Stati membri. Contributo fino a 100% per costi per ricerche di mercato, ideazione e progettazione del prodotto, preparazione domanda riconoscimento regimi di qualità
  • promozione della produzione e commercializzazione di prodotti agricoli di qualità senza fare riferimento a nome di impresa o marchio o particolare origine (salvo per prodotti DOP, IGP o se altri regimi di qualità riconosciuto ma “tale riferimento secondario nel messaggio” e comunque senza indurre consumatore ad acquistare prodotto per sua origine). Contributo pari a: 100%; 80% in Paesi Terzi; 50% per campagne promozionali destinate a consumatori, organizzate sui mezzi di comunicazione o punti vendita al dettaglio, nonché materiale promozionale distribuito direttamente ai consumatori., purché inviato preventivamente a Commissione UE e senza fare riferimento a marchio o fare riferimento a prodotti di aziende specifiche, o a particolare origine (salvo che per prodotti DOP/IGP o per regimi di qualità diversi origine menzionata secondariamente rispetto a messaggio). Ammesse spese per:

a)organizzazione e partecipazione a concorsi, fiere o mostre se aiuti accessibili a tutti i soggetti di zone interessate, spese di iscrizione, viaggio e costi per trasporto di animali, pubblicazioni e siti web che annunciano evento, affitto dei locali e stand, costi di montaggio e smontaggio di questi;

b)pubblicazioni su marchi cartacei ed elettronici, siti web ed annunci pubblicitari su mezzi di comunicazione elettronici, radiofonici, televisivi destinati a presentare informazioni su produttori di 1 Regione o prodotto, purché tali informazioni sono neutre (riguardano caratteristiche prodotti di qualità ed “a vantaggio di tutti i produttori del tipo di prodotto in questione”;

c)divulgazione delle conoscenze scientifiche e dati su regimi di qualità aperti a prodotti agricoli di altri Stati membri e Paesi Terzi, prodotti agricoli generici e loro benefici nutrizionali, utilizzi proposti per questi

Campagne promozionali con dotazione annuale superiore a 5.000.000 € notificate individualmente

  • per ricerca e sviluppo di prodotti di cui Allegato I del Trattato, purché progetto di interesse generale per settore, prima di inizio ricerca pubblicate su Internet informazioni su svolgimento di ricerca (obiettivi, data presumibile di pubblicazione dei risultati, indirizzo sito web di riferimento), risultati messi a disposizione gratuitamente su Internet per almeno 5 anni, contributi concessi direttamente ad Organismi od Enti di ricerca e “non connessi a ricerca a favore di imprese di produzione, trasformazione, commercializzazione di prodotti agricoli, né fornire sostegno in termini di prezzo ai produttori di detti prodotti”): contributo fino a 100% per spese fino a 7.500.000 € per personale (ricercatori e tecnici) adibito a ricerca; strumenti e attrezzature utilizzate per periodo di ricerca (Se attrezzature non utilizzate per tutto il ciclo di loro vita, ammessi solo costi di ammortamento corrispondenti a durata progetto di ricerca); costi ammortamento di fabbricati nella misura e durata in cui utilizzati per ricerca (nel caso di terreni ammissibili costi di cessione a condizioni di mercato o spese di capitale sostenute); costi di ricerca contrattuale, consulenze e brevetti acquisiti od ottenuti in licenza da fonti esterne; costi servizi di consulenza ed equivalenti usati solo a fini di ricerca; spese supplementari imputabili a ricerca; costi di esercizio incluse (costo materiali, forniture, prodotti per attività di ricerca).

Aiuto concesso solo per attività intraprese o servizi ricevuti dopo che regime aiuti approvato da Commissione e presentata domanda di accesso ad agevolazioni.

Agevolazioni concesse sotto forma di contributo in conto capitale o finanziamento agevolato, tenendo conto di localizzazione, tipologia di interventi, dimensione di impresa ed in particolare per:

  1. investimenti in aziende agricole connessi a produzione primaria concesso finanziamento agevolato fino a 100% o contributo in conto capitale fino a 50% investimenti ammissibili in Regioni meno sviluppate e Regioni con prodotto interno lordo (PIL) pro capite inferiore a 75% media UE-25 (40% nelle altre Regioni)
  2. investimenti di cui proposti da grande impresa: forma ed intensità di aiuto subordinata a verifica di effetto incentivante
  3. spesa per partecipazione dei produttori agricoli a regimi di qualità, misure promozionali a favore di prodotti agricoli, ricerca e sviluppo del settore agricolo: contributo in conto capitale fino a 50% spese sostenute o finanziamento agevolato fino a 100%

Ammontare minimo di mezzi apportati da beneficiario a copertura costi del progetto non inferiore a 25% (compreso finanziamento ordinario)

Ammontare complessivo di contributo agevolato, compresi quelli in “de minimis”, in relazione a stessi costi ammissibili, in tutto od in parte, coincidenti, purché non superata intensità di aiuto stabilita

IVA non ammissibile, salvo caso non sia recuperabile

Sanzioni:

MIPAAF procede alla revoca, totale o parziale, delle agevolazioni concesse, con contestuale comunicazione della decisione a Banca, Regione ed interessato, in caso di:

a)mancata, incompleta, inesatta dichiarazione dei dati richiesti;

b)beni oggetto di altre agevolazioni pubbliche che comportano superamento intensità di aiuto fissato. Revoca parziale se beneficiario segnala ulteriori contributi percepiti e dichiara di voler mantenere le altre agevolazioni;

c)beni distolti da uso previsto, anche a seguito cessione attività ad altro imprenditore prima di 5 anni da data completamento investimento. Revoca parziale limitata al bene distratto ed in proporzione al mancato utilizzo del bene in rapporto ai 5 anni di obbligo, purché beneficiario comunichi tale situazione a A.A.F e banca autorizzata. Se distrazione rilevata durante collaudo senza preventiva comunicazione del beneficiario, revoca per bene incriminato è parziale, commisurata ad intera spesa di bene distratto indipendentemente dal periodo di mancato utilizzo. Se distrazione del bene “costituisce variazione sostanziale del progetto determinando mancato raggiungimento di obiettivi prefissati”, revoca riguarda intero importo concesso;

d)non rispettati nei confronti dei lavoratori dipendenti obblighi previsti in materia di lavoro, previdenza, assistenza o contratti collettivi nazionali di lavoro. A.A.F. concede termine di non oltre 60 giorni per consentire a beneficiario di regolarizzare la propria posizione, trascorso il quale si procede a revoca totale delle agevolazioni;

e)beneficiario non maturato entro 18 mesi da sottoscrizione contratto di filiera/distretto (salvo richiesta di proroga inviata almeno 4 mesi prima di scadenzaa A.A.F. e banca autorizzata, che invia a Ministero proprio parere) condizioni previste per erogazione stato di avanzamento di 1° quota di contributo;

f)investimenti materiali ed immateriali non realizzati entro 4 anni da sottoscrizione contratto(salvo richiesta di proroga inviata almeno 4 mesi prima di scadenzaa A.A.F. e banca autorizzata, che invia a Ministero proprio parere). Revoca è parziale e riguarda spese effettuate dopo scadenza, compresa proroga, fatto salvo verifica del raggiungimento obiettivi e completamento del progetto;

g)gravemente violate specifiche norme di settore anche di carattere comunitario;

h)contratto di finanziamento non stipulato nei termini (salvo richiesta di proroga inviata almeno 4 mesi prima di scadenza a A.A.F. e banca autorizzata, che invia a Ministero proprio parere);

i)contratto di finanziamento risolto per inadempimento degli obblighi in questo previsti od estinto anticipatamente prima di erogazione saldo del contributo;

j)dichiarato fallimento di beneficiario o apertura nei suoi confronti di procedura concorsuale con finalità liquidatorie e cessazione attività. Revoca totale o parziale in relazione al momento in cui interviene dichiarazione di fallimento o apertura di altra procedura concorsuale

k)qualsiasi altra causa indicata da Provvedimenti pubblici

Nelle ipotesi di cui alle lettere d), f), g) la revoca è totale

Revoca totale comporta obbligo di restituire contributo in conto capitale ricevuto e versare un importo pari ad agevolazione ricevuta in termini di interessi agevolati maggiorato di un interesse pari a quello ufficiale di riferimento (TUR) vigente alla data di erogazione.

Revoca parziale determina riliquidazione del contributo con recupero delle maggiori quote versate, anche mediante detrazione da successive erogazioni, comunque sempre maggiorate di tasso di interesse pari a TUR. In caso di revoca parziale con rideterminazione del tasso di finanziamento agevolato, qualora non interamente erogato, successive erogazioni effettuate solo dopo aver raggiunto importo ridotto definito da Ministero; se invece già erogata somma superiore a quella calcolata, restituzione delle maggiori somme concesse “a semplice richiesta di banca finanziatrice, maggiorate di importo del differenziale interessi” a sua volta maggiorato di tasso di interessi pari a TUR

Revoca totale o parziale di agevolazioni comunicata a Ministero, Banca, Regione, al fine di recupero quote del contributo agevolato o in conto capitale

Risoluzione del contratto per inadempimento degli obblighi previsti o per estinzione anticipata mutuo, intervenuta dopo erogazione del saldo del contributo in conto capitale comporta revoca agevolazioni in conto interessi a decorrere da risoluzione.

Qui il link al bando e alla documentazione allegata

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Contributi a fondo perduto e mutui AGRICOLTURA: agevolazioni fino al 100% delle spese

RAMSES GROUP NEWS n. 294 – 18 marzo 2022

Per le imprese agricole e per quelle di trasformazione e di commercializzazione dei prodotti agricoli arrivano i contributi a fondo perduto e i finanziamenti fino al 100% delle spese ammissibili. È stato infatti pubblicato nella Gazzetta Ufficiale numero 61 del 14 marzo 2022 il decreto del ministero delle Politiche Agricole del 22 dicembre 2021 che prevede i nuovi incentivi per i contratti di filiera. Sono previsti contributi in conto capitale e finanziamenti agevolati per le imprese del settore con sostegni in investimenti tra i 4 e i 50 milioni di euro.

Contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati alle imprese agricole: ecco le agevolazioni

In totale, i fondi messi a disposizione per i contributi a fondo perduto e i finanziamenti agevolati alle imprese agricole e a quelle che svolgono attività di trasformazione e di commercializzazione delle materie prime ricavate dai campi ammontano a 1,2 miliardi di euro. I finanziamenti andranno ai settori agricoli e alimentari, agricoli ed energetici, dell’acquacoltura e della pesca.

Contratti di filiera, da dove derivano le risorse messe a disposizione delle imprese agricole?

Le risorse messe a disposizione rientrano negli investimenti del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza (Pnrr). Inoltre, ulteriori investimenti per 900 milioni di euro arrivano dal Fondo rotativo per il sostegno alle imprese agli investimenti in ricerca (Fri). Tali risorse sono gestiti dalla Cassa depositi e prestiti per i finanziamenti bancari concessi alle imprese del settore con tassi agevolati.

Imprese agricole, quali contributi a fondo perduto sono previsti per le spese ammissibili?

In merito alle imprese agricole, i contributi a fondo perduto e i finanziamenti agevolati previsti sono ammissibili per:

  • le spese di costruzione, di acquisizione o di miglioramento dei beni immobili;
  • l’acquisto di macchine e attrezzature;
  • per acquistare software e beni immateriali;
  • i costi generali;
  • l’acquisto di animali da riproduzione;
  • la partecipazione ai regimi di qualità e misure promozionali fino al 100%.

Imprese agricole, costruzioni beni immobili e acquisto di macchine, attrezzature e software con i contributi a fondo perduto

In rapporto ai contributi a fondo perduto ottenibili per le spese di costruzione, di acquisizione e di miglioramento dei beni immobili, le imprese agricole possono ottenere le seguenti agevolazioni:

  • il 50% se l’imprese è situata nelle regioni meno sviluppate e in transizione ecologica e digitale, il 40% nelle altre regioni;
  • la maggiorazione del 20% per imprese gestite da giovani o per progetti collettivi e con impatto ambientale.

Per acquistare le macchine e le attrezzature, per i software e i beni immateriali e per i costi generali le imprese agricole hanno la medesima intensità delle agevolazioni dei contributi a fondo perduto delle spese sostenute per la costruzione, l’acquisizione e il miglioramento dei beni immobili.

Acquisto di animali da riproduzione, quali contributi a fondo perduto sono previsti per le imprese agricole?

Tra le spese ammissibili ai finanziamenti a fondo perduto delle imprese agricole figura l’acquisto di animale da riproduzione. L’intensità massima dell’incentivo è del 30%. Si possono ottenere agevolazioni fino al 20% per le imprese gestite da giovani o per progetti collettivi e ad impatto ambientale.

Quali imprese agroalimentari sono ammesse ai contributi a fondo perduto e finanziamenti dei contratti di filiera?

Contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati, secondo quanto dispone il decreto, andranno a favore delle  imprese della filiera agroalimentare Le tipologie di aziende ammesse agli incentivi saranno non solo le singole imprese ma anche:

  • le imprese organizzate in forma consortile;
  • società cooperative e consorzi;
  • le reti di imprese;
  • organizzazioni di produttori agricoli e associazioni di organizzazioni;
  • società che esercitano attività agricole e imprese industriali, commerciali e distributive.

Obiettivi dei contratti di filiera tra imprese e soggetti impegnati a realizzare gli investimenti

I contributi a fondo perduto e i finanziamenti agevolati sono volti dunque a favorire gli investimenti in ricerca e sviluppo di imprese appartenenti alla filiera agricola e commerciale. L’obiettivo è quello di creare relazioni più efficienti tra i diversi livelli della filiera incrementando le ricadute positive sulle produzioni agricole. Il contratto di filiera, pertanto, dovrà essere sottoscritti tra diverse imprese che partecipano alla filiera. Al contratto potranno partecipare anche altri soggetti beneficiari degli incentivi che si impegneranno in maniera diretta alla realizzazione degli investimenti e dei progetti.

Quali costi potranno essere finanziati fino al 100% da contributi e finanziamenti?

Le spese per realizzare gli investimenti  nell’ambito della filiera agroalimentare    potranno coprire fino al 100% dei costi mediante contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati. In particolare, risultano ammissibili le seguenti spese:

  • costi per il personale. Si tratta di spese realizzate per finanziare le attività dei tecnici, dei ricercatori e del personale ausiliare necessario ad arrivare all’obiettivo del progetto di ricerca e di sviluppo;
  • costi per le attrezzature e per i beni strumentali a realizzare gli obiettivi dei progetti. Se il costo delle attrezzature o dei beni strumentale è previsto per un numero di anni superiore a quello necessario a realizzare l’obiettivo, si considera il costo di ammortamento degli anni corrispondenti alla realizzazione del progetto stesso;
  • allo stesso modo, il progetto può finanziare i costi di ammortamento degli immobili necessari per realizzare gli interventi. In tal caso, si considera il costo di ammortamento corrispondente agli anni di durata del progetto stesso. Ovvero gli anni nei quali l’immobile verrà utilizzato per realizzare gli investimenti in ricerca e sviluppo.

Costi di ricerca e spese generali ammissibili per i progetti di ricerca e sviluppo nella filiera agroalimentare

Ulteriori costi e spese sono ammissibili per ottenere i contributi a fondo perduto e i finanziamenti della filiera agroalimentare. In particolare, sono ammissibili:

  • le spese per la ricerca, per i brevetti e relative licenze acquistati, per le consulenze necessarie in linea con le finalità del progetto di investimento;
  • i costi generali, comprese le spese di fornitura necessari al progetto stesso.

Da quando si potrà presentare domanda per i contributi a fondo perduto e i finanziamenti della filiera agricola e alimentare?

Per la presentazione della domanda dei contributi a fondo perduto e dei finanziamenti agevolati alle imprese della filiera agricola e alimentare è necessario attendere il provvedimento del ministero delle Politiche agricole. Nel decreto verranno indicate tutte le procedure e i termini per la presentazione delle domande e dei progetti di investimento delle imprese interessate ai fondi. Gli interventi devono essere iniziati dopo la presentazione dell’istanza di richiesta dei contributi e dei finanziamenti. Si tratta dunque di inviti a presentare proposte. Sulla base delle pratiche pervenute, il ministero stilerà una graduatoria delle potenziali imprese ammesse agli incentivi.

Si possono cumulare gli incentivi alle imprese agroalimentari con altri aiuti?

I finanziamenti e i contributi a fondo perduto per le imprese operanti nei settori agricoli e alimentari possono essere cumulati con qualunque altro aiuto di Stato. Sono compresi nella cumulabilità degli incentivi anche gli aiuti in regime de minimis. Tuttavia, le imprese dovranno prestare attenzione affinché l’intensità degli aiuti percepiti non superi il 100% di ammissibilità delle spese necessarie per portare alla realizzazione il progetto.

Contributi a fondo perduto e finanziamenti per le imprese che trasformano e commercializzano i prodotti agricoli: quali sono?

Nell’ambito dei contratti di filiera, sono previsti contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolate per le imprese che trasformano e commercializzano prodotti agricoli. Anche in questo caso, per le spese ammissibili relative alla costruzione, all’acquisizione e al miglioramento dei beni immobili si può ottenere una percentuale massima di contributo pari al:

  • 50% per le imprese situate nelle regioni meno sviluppate e in transizione ecologica e digitale;
  • 40% per imprese situate in altre regioni.

Sono altresì previste coperture per le altre spese, ovvero per l’acquisto di macchine e attrezzature con le medesime percentuali di copertura e per l’acquisto o lo sviluppo e di software o di beni immateriali.

Contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolate alle imprese agricole: caratteristiche delle agevolazioni

I progetti di spesa delle imprese agricole e di quelle di filiera per la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli possono avere importi di spesa compresi tra i 4 e i 50 milioni di euro. Per poter richiedere una delle due formule di agevolazione (contributi o mutui agevolati), i progetti di spesa devono coinvolgere imprese del settore appartenenti a differenti stadi della filiera.

Come partecipare al V bando per i contratti di filiera

Con successivi provvedimenti il Mipaaf individuerà le risorse disponibili, i requisiti di accesso dei soggetti beneficiari, le condizioni di ammissibilità dei programmi e/o dei progetti, le spese ammissibili, la forma e l’intensità delle agevolazioni, nonché i termini e le modalità per la presentazione delle domande. Domande che dovranno essere presentate al Ministero che provvederà anche a verificare l’eventuale interesse al cofinanziamento da parte delle regioni e province autonome dove sono localizzati i progetti.

Conclusa la valutazione, i proponenti ammessi sono chiamati a presentare la proposta definitiva di contratto di filiera entro 90 giorni dalla pubblicazione della graduatoria. In caso di esito positivo, il Ministero approva la proposta definitiva e trasmette le risultanze dell’istruttoria e copia delle delibere di finanziamento bancario a CDP, affinché quest’ultima provveda a deliberare il finanziamento agevolato. A quel punto si passa alla sottoscrizione del contratto di filiera, cui segue l’erogazione del contributo in conto capitale.

LINK UTILI: Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, decreto 21/12/2021 (Gazzetta Ufficiale 14/03/2022, n. 61)

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Autoimprenditorialità: contributi a fondo perduto e mutui agevolati per GIOVANI AGRICOLTORI – Come chiederli

RAMSES GROUP NEWS n.194 – 1 luglio 2021

SCHEDA

Al via l’estensione a tutta Italia delle agevolazioni per i giovani agricoltori con mutui a tasso zero e contributi a fondo perduto per finanziare l’ampliamento di un’azienda esistente oppure avviare un progetto di start up nel quadro di un’operazione di ricambio generazionale.

ISMEA concede mutui agevolati e contributi a fondo perduto per sostenere su tutto il territorio nazionale il ricambio generazionale (subentro) e lo sviluppo (ampliamento) delle imprese agricole a prevalente o totale partecipazione giovanile.

Grazie alle novità presenti nel decreto Semplificazioni è possibile anche per i giovani imprenditori agricoli del Centro e del Nord Italia, affiancare al mutuo a tasso zero il contributo a fondo perduto per finanziare l’ampliamento di un’azienda esistente oppure avviare un progetto di start up nel quadro di un’operazione di ricambio generazionale.

Dal 30 aprile 2021 è aperto il nuovo portale “Più Impresa“, dedicato all’imprenditoria giovanile, con l’estensione sull’intero territorio nazionale, del contributo a fondo perduto fino al 35 per cento della spesa ammissibile.

La misura denominata Più impresa finanzia investimenti fino a 1.500.000 euro per lo sviluppo o il consolidamento nei settori della produzione agricola, della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e della diversificazione del reddito agricolo.

Di seguito si riportano i contenuti della Misura Più impresa, con l’indicazione dei soggetti e dei progetti ammissibili, dei finanziamenti concedibili e delle condizioni per ottenerli:

Soggetti beneficiari e requisiti soggettiviPossono accedere alle agevolazioni le micro, piccole e medie imprese agricole organizzate sotto forma di ditta individuale o di società, composte da giovani di età compresa tra i 18 e i 41 anni non compiuti, con i seguenti requisiti:
subentro: imprese agricole costituite da non più di 6 mesi con sede operativa sul territorio nazionale, con azienda cedente attiva da almeno due anni, economicamente e finanziariamente sana; la maggioranza numerica dei soci e delle quote di partecipazione in capo ai giovani, ove non presente al momento della presentazione della domanda, deve sussistere alla data di ammissione alle agevolazioni;
ampliamento: imprese agricole attive da almeno due anni, con sede operativa sul territorio nazionale, economicamente e finanziariamente sane.
Interventi ammissibiliLe agevolazioni possono essere richieste per progetti di sviluppo o consolidamento nei settori della produzione agricola, della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e della diversificazione del reddito agricolo.
Gli investimenti devono essere realizzati sui terreni indicati nel progetto e perseguire almeno uno dei seguenti obiettivi:
miglioramento del rendimento e della sostenibilità globale dell’azienda agricola, in particolare mediante una riduzione dei costi di produzione o miglioramento e riconversione della produzione;
miglioramento dell’ambiente naturale, delle condizioni di igiene o del benessere degli animali, purché non si tratti di investimento realizzato per conformarsi alle norme dell’Unione Europea;
realizzazione e miglioramento delle infrastrutture connesse allo sviluppo, all’adeguamento ed alla modernizzazione dell’agricoltura.
In particolare sono finanziabili:
le spese per lo studio di fattibilità sono ammissibili nella misura del 2 per cento del valore complessivo dell’investimento da realizzare; inoltre la somma delle spese relative allo studio di fattibilità, ai servizi di progettazione sono ammissibili complessivamente entro il limite del 12 per cento dell’investimento da realizzare;
le spese relative alle opere agronomiche sono ammissibili per i soli progetti nel settore della produzione agricola primaria;
le spese relative alle opere edilizie e oneri per il rilascio della concessione;
per le spese di investimento relative al settore della produzione agricola primaria, della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli, l’acquisto di terreni è ammissibile solo in misura non superiore al 10 per cento dei costi ammissibili totali dell’intervento da realizzare;
la potenzialità dei nuovi impianti di trasformazione non deve essere superiore al 100 per cento della capacità produttiva, stimata a regime, dell’azienda agricola oggetto dell’intervento.
Le spese effettuate devono essere rendicontate per Stato Avanzamento Lavori (nel numero massimo di 5) al fine di ottenere l’erogazione delle corrispondenti quote di agevolazioni.
Interventi NON ammissibiliNon sono finanziabili:
diritti di produzione, animali e piante annuali, lavori di drenaggio, impianti per la produzione di biocarburanti e per la produzione di energia termica ed elettrica da fonti rinnovabili, investimenti di sostituzione di beni preesistenti, lavori in economia, impianti e macchinari usati, capitale circolante.
Agevolazioni concedibiliLe agevolazioni consistono in un contributo a fondo perduto fino al 35% delle spese ammissibili e in un mutuo a tasso zero per la restante parte, nei limiti del 60% dell’investimento.
La durata massima è stabilita in 15 anni con un periodo di preammortamento di massimo 30 mesi.
Per le attività di agriturismo e le altre attività di diversificazione del reddito agricolo saranno concesse agevolazioni in regime de minimis nel limite massimo di euro 200.000.
GaranzieL’impresa beneficiaria deve fornire garanzie di valore pari al 100% del mutuo agevolato concesso, anche acquisibili nell’ambito degli investimenti da realizzare, per una durata almeno pari a quella del mutuo agevolato concesso dall’ISMEA. Sono ammissibili:
garanzie ipotecarie di primo grado su beni oggetto di agevolazioni, oppure su altri beni della beneficiaria o di terzi;
in alternativa o in aggiunta all’ipoteca, fideiussione bancaria o assicurativa a prima richiesta.
Mezzi propriLa beneficiaria deve apportare proprie risorse finanziarie, pari almeno al 25% delle spese di investimento ammissibili, ovvero al 5 per cento per gli investimenti per i quali è concesso anche un contributo a fondo perduto, e comunque fino a concorrenza degli importi necessari alla copertura del fabbisogno finanziario generato dal piano di investimenti, aumentato dell’IVA connessa agli acquisti oggetto dell’investimento.

Fonte: Economia news – Decreto 28 febbraio 2018, Decreto 18 gennaio 2016

PIU’ IN DETTAGLIO: Beneficiari della misura Ismea “Più Impresa”

La misura si rivolge alle micro, piccole e medie imprese, organizzate sotto forma di ditta individuale o società, composte da giovani di età compresa tra i 18 e i 41 anni non compiuti e attive nei settori della produzione e della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli in tutto il territorio nazionale.

I beneficiari sono ammessi nei seguenti casi:

  • operazioni di subentro, cioè di cessione di un’intera azienda agricola a favore di un’impresa a totale o prevalente partecipazione giovanile, costituite da non più di 6 mesi dalla data di presentazione della domanda di agevolazione e che subentrino nella conduzione di un’intera azienda agricola (azienda cedente), esercitante esclusivamente l’attività agricola ai sensi dell’art. 2135 del codice civile da almeno 2 anni alla data di presentazione della domanda di agevolazione.
  • ampliamento o ammodernamento di aziende agricole esistenti, già condotte da giovani, regolarmente costituite da almeno 2 anni, economicamente e finanziariamente sane.

I progetti ammessi all’agevolazione “Più Impresa – Imprenditoria giovanile in Agricoltura”

I progetti finanziabili devono perseguire almeno uno dei seguenti obiettivi, per la realizzazione ed il miglioramento:

  • del rendimento e della sostenibilità globale dell’azienda agricola, mediante una riduzione dei costi di produzione o riconversione della produzione;
  • dell’ambiente naturale, delle condizioni di igiene o del benessere degli animali, purché non si tratti di investimento realizzato per conformarsi alle norme dell’Unione europea;
  • delle infrastrutture connesse allo sviluppo, all’adeguamento ed alla modernizzazione dell’agricoltura.

Spese ammesse al bando Ismea

Tra le spese ammissibili alla misura “Più Impresa – Imprenditoria giovanile in Agricoltura” rientrano:

  • studio di fattibilità;
  • opere agronomiche (ammissibili per i soli progetti nel settore della produzione agricola primaria);
  • acquisto di terreni;
  • opere edilizie per a costruzione o il miglioramento dei beni immobili;
  • oneri per il rilascio della concessione edilizia;
  • allacciamenti, impianti, macchinari e attrezzature;
  • servizi di progettazione;
  • beni pluriennali.

Sono ammessi investimenti fino ad un importo massimo di 1.500.000 €.

Sono esclusi gli investimenti relativi a diritti di produzione, animali e piante annuali, lavori di drenaggio, impianti per la produzione di biocarburanti e per la produzione di energia termica ed elettrica da fonti rinnovabili, investimenti di sostituzione di beni preesistenti, lavori in economia, impianti e macchinari usati, capitale circolante.

Incentivo previsto dalla misura “Più Impresa – Imprenditoria giovanile in Agricoltura”

L’agevolazione è concessa alle imprese sotto forma di:

  • un contributo a fondo perduto fino al 35% della spesa ammissibile;
  • un mutuo a tasso zero di importo non superiore al 60% dei costi ammissibili.

In entrambi i casi, il mutuo ha una durata minima di 5 anni e massima di 15 anni ed è assistito da garanzie il cui valore di mercato sia pari al 100% dell’intero importo concesso.

Garanzie ammissibili:

  • garanzie ipotecarie di primo grado su beni oggetto di agevolazioni, oppure su altri beni della beneficiaria o di terzi;
  • in alternativa o in aggiunta all’ipoteca, fideiussione bancaria o assicurativa a prima richiesta.

Per le attività di agriturismo e per le altre attività di diversificazione del reddito agricolo, le agevolazioni sono riconosciute in regime “de minimis” nel limite massimo di 200.000 €.

Quando presentare domanda per accedere al bando Ismea “Più Impresa”

Il portale per la presentazione delle domande è attivo dal 30 aprile 2021.

La realizzazione del progetto deve essere completata e rendicontata entro il termine previsto dal contratto di concessione delle agevolazioni, ovvero in 12, 24 o 36 mesi decorrenti dalla data di ammissione alle agevolazioni (prorogabile, solo per motivi e/o comprovati casi di forza maggiore, fino ad un massimo di 36 mesi).

A cosa serve: 

Favorire il ricambio generazionale in agricoltura ed ampliare aziende agricole esistenti condotte da giovani.

Beneficiari delle misure di autoimprenditorialità giovanile:

Micro, piccole e medie imprese agricole organizzate sotto forma di ditta individuale o di società, composte da giovani di età compresa tra i 18 e i 41 anni non compiuti, con i seguenti requisiti:

  1. subentro: imprese agricole costituite da non più di 6 mesi con sede operativa sul territorio nazionale, con azienda cedente attiva da almeno due anni, economicamente e finanziariamente sana;
  2. ampliamento: imprese agricole attive da almeno due anni, con sede operativa sul territorio nazionale, economicamente e finanziariamente sane.

Possono, quindi, fruire delle agevolazioni previste:

  • le microimprese e piccole e medie imprese, in qualsiasi forma costituite, che subentrino nella conduzione di un’intera azienda agricola, esercitante esclusivamente l’attività agricola da almeno due anni alla data di presentazione della domanda di agevolazione e che presentino progetti per lo sviluppo o il consolidamento dell’azienda oggetto del subentro, attraverso iniziative nei settori della produzione e della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli;
  • le microimprese e piccole e medie imprese che presentino progetti per lo sviluppo o il consolidamento di iniziative nei settori della produzione e della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, attive da almeno due anni alla data di presentazione della domanda di agevolazione.

Nelle ipotesi di subentro, le imprese devono, oltre ad essere situate nel territorio nazionale:

  • essere costituite da non più di sei mesi dalla data di presentazione della domanda di ammissione alle agevolazioni;
  • esercitare esclusivamente l’attività agricola;
  • essere amministrate e condotte da un giovane di età compresa tra i 18 ed i 41 anni non compiuti alla data di presentazione della domanda, in possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale o di coltivatore diretto, ovvero, nel caso di società, essere composte, per oltre la metà numerica dei soci e delle quote di partecipazione, ed amministrate, da giovani imprenditori agricoli di età compresa tra i 18 e i 41 anni non compiuti alla data di presentazione della domanda in possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale o di coltivatore diretto;
  • essere già subentrate, anche a titolo successorio, da non più di sei mesi alla data di presentazione della domanda, nella conduzione dell’intera azienda agricola, ovvero subentrare entro tre mesi dalla data della delibera di ammissione alle agevolazioni mediante un atto di cessione d’azienda.

La maggioranza numerica dei soci e delle quote di partecipazione se non presente al momento della presentazione della domanda, deve sussistere alla data di ammissione alle agevolazioni.

Le agevolazioni a cui si può accedere:

Sono concessi mutui agevolati, a un tasso pari a zero, della durata massima di dieci anni comprensiva del periodo di preammortamento e di importo non superiore al 60 per cento della spesa ammissibile, nonché un contributo a fondo perduto fino al 35 per cento della spesa ammissibile.

Per le iniziative nel settore della produzione agricola il mutuo agevolato ha una durata, comprensiva del periodo di preammortamento, non superiore a quindici anni.

Gli investimenti relativi ai progetti finanziabili non devono essere superiori a 1.500.000 euro, IVA esclusa, e devono riguardare uno dei seguenti obiettivi:

  • miglioramento del rendimento e della sostenibilità globale dell’azienda agricola, in particolare mediante una riduzione dei costi di produzione o miglioramento e riconversione della produzione;
  • miglioramento dell’ambiente naturale, delle condizioni di igiene o del benessere degli animali, purché’ non si tratti di investimento realizzato per conformarsi alle norme UE;
  • realizzazione e miglioramento delle infrastrutture connesse allo sviluppo, all’adeguamento ed alla modernizzazione dell’agricoltura.

I progetti non possono essere avviati prima della data di presentazione della domanda.

Per le attività di agriturismo e le altre attività di diversificazione del reddito agricolo saranno concesse agevolazioni in regime de minimis nel limite massimo di euro 200.000.

Le spese effettuate devono essere rendicontate per Stato Avanzamento Lavori (nel numero massimo di 5) al fine di ottenere l’erogazione delle corrispondenti quote di agevolazioni.

Spese ammissibili:

Rientrano nelle agevolazioni le spese per:

  • studio di fattibilità, comprensivo dell’analisi di mercato;
  • opere agronomiche e di miglioramento fondiario;
  • opere edilizie per la costruzione o il miglioramento di beni immobili;
  • oneri per il rilascio della concessione edilizia;
  • allacciamenti, impianti, macchinari e attrezzature;
  • servizi di progettazione;
  • beni pluriennali.

Cosa non finanzia:

Diritti di produzione, animali e piante annuali, lavori di drenaggio, impianti per la produzione di biocarburanti e per la produzione di energia termica ed elettrica da fonti rinnovabili, investimenti di sostituzione di beni preesistenti, lavori in economia, impianti e macchinari usati, capitale circolante.

Garanzie:

L’impresa beneficiaria deve fornire garanzie di valore pari al 100 per cento del mutuo agevolato concesso, anche acquisibili nell’ambito degli investimenti da realizzare, per una durata almeno pari a quella del mutuo agevolato concesso dall’ISMEA.

Sono ammissibili:

  • garanzie ipotecarie di primo grado su beni oggetto di agevolazioni, oppure su altri beni della beneficiaria o di terzi;
  • in alternativa o in aggiunta all’ipoteca, fideiussione bancaria o assicurativa a prima richiesta.

Bando “Più Impresa”

Il provvedimento si inquadra nel percorso finalizzato alla stesura del Piano Strategico Nazionale (PSN) della nuova Politica Agricola Comune (PAC), che l’Italia deve presentare alla Commissione europea entro la fine dell’anno.

Il Piano PAC stabilirà la programmazione dei fondi europei assegnati all’Italia a titolo della Politica agricola comune 2023-2027.

La riforma della PAC si basa infatti su un nuovo delivery model che permetterà agli Stati membri di gestire all’interno di una cornice organica sia le risorse per i pagamenti diretti che quelle per lo sviluppo rurale, per rispondere alle esigenze specifiche nazionali e regionali e centrare gli obiettivi condivisi a livello dell’Unione. L’obiettivo è quello della costruzione di un sistema agricolo che possa disegnare un nuovo volto per l’agricoltura nel prossimo decennio, imperniata sull’innovazione e sostenibilità ambientale, economica e sociale.

È un ulteriore passo verso l’Agricoltura 5.0 che il nostro Paese ha intenzione di implementare attraverso l’innovazione digitale e le pratiche agroindustriali ecocompatibili.

Il Bando ISMEA che, sulla base dell’attuale provvedimento legislativo estende le agevolazioni a tutti i giovani agricoltori del nostro Paese, precedentemente riservate ai soli imprenditori del Mezzogiorno, si inserisce proprio in questa prospettiva di miglioramento delle infrastrutture e delle performance dell’impresa agricola, nonché delle condizioni di igiene e di benessere degli animali in un contesto di ottimizzazione della sostenibilità globale della stessa.

Per la realizzazione dei progetti agricoli innovativi in tutta Italia, il Bando prevede la concessione di mutui agevolati, a un tasso pari a zero, con durata da 5 a 15 anni comprensiva del periodo di preammortamento e di importo non superiore al 60% cento della spesa ammissibile, nonché un contributo a fondo perduto fino al 35% della spesa ammissibile.

E’ opportuno precisare che il provvedimento prevede che il mutuo agevolato debba essere assistito da garanzie pari all’intero importo concesso, acquisibili nell’ambito degli investimenti da realizzare, tramite iscrizione di ipoteca di primo grado acquisibile sui beni oggetto di finanziamento oppure su altri beni del soggetto beneficiario o di terzi. In alternativa o in aggiunta all’ipoteca, si può ricorrere a una fideiussione bancaria o assicurativa a prima richiesta, sino al raggiungimento di un valore delle garanzie prestate pari al 10% del mutuo agevolato concesso.

I beneficiari, inoltre, sono tenuti a stipulare idonee polizze assicurative a favore di ISMEA sui beni oggetto di finanziamento, secondo le modalità ed i termini che sono stabiliti nel contratto di mutuo agevolato.

Domanda ed erogazione delle agevolazioni

Come si presenta la domanda
– le imprese che intendono beneficiare delle agevolazioni devono presentare la domanda esclusivamente con modalità telematica, accreditandosi per mezzo PEC sul portale dedicato;
– il portale per la presentazione delle domande è già attivo dalle ore 10.00 del 30 aprile 2021;
– gli interventi sono attuati con una procedura valutativa a sportello, pertanto le richieste sono esaminate secondo l’ordine cronologico di presentazione;
– l’ammissione alle agevolazioni sarà possibile solo dopo la pubblicazione del decreto attuativo di cui all’art. 43-quater del decreto Semplificazioni e nei limiti delle risorse disponibili;
– alla domanda sarà necessario allegare la seguente documentazione:
a. copia di un documento di riconoscimento, in corso di validità, del titolare dell’impresa richiedente;
b. studio di fattibilità del progetto di subentro o di ampliamento aziendale, compilato in tutte le sue parti, e comprensivo degli allegati.
L’istruttoria si conclude con l’adozione della delibera individuale di ammissione o non ammissione alle agevolazioni, entro il termine di sei mesi dalla data di presentazione.

L’erogazione delle quote di agevolazioni avviene sulla base della rendicontazione delle spese effettuate per stato avanzamento lavori, per un massimo di cinque SAL, di cui il primo rendicontato entro sei mesi dalla data di stipula dei contratti.

I beni oggetto delle agevolazioni, l’attività di impresa e la sede operativa devono essere mantenuti per un periodo minimo di 5 anni decorrenti dalla data di inizio effettivo dell’attività.


RAMSES GROUP

A • E’ VICINA ALL’AZIENDA

Primo passo è la conoscenza approfondita del cliente per individuare i migliori strumenti finanziari 

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Studiamo e valutiamo la fattibilità tecnica ed economica per individuare e capire quali fondi pubblici sono veramente raggiungibili, convenienti e vantaggiosi per l’azienda fornendo i parametri per decidere consapevolmente

 D • CONDIVIDE IL PROGETTO

Ci confrontiamo costantemente con le aziende e con i loro collaboratori, raccogliamo i documenti necessari e le informazioni espletando tutte le formalità: progettazione e preparazione della modulistica di accesso per la richiesta di finanziamento 

E • GESTISCE IL PROGETTO 

Ci interfacciamo costantemente con l’ente che eroga il finanziamento per qualsiasi esigenza burocratica fino all’ottenimento del contributo, effettuando la completa gestione del progetto e la relativa rendicontazione, lavorando con estrema precisione ci assumiamo le responsabilità riconducibili al nostro operato 

F • RESTA AL FIANCO DELL’AZIENDA 

Per qualsiasi controllo ex-post siamo pronti mettendo a disposizione tutta la documentazione e fornendo spiegazioni dettagliate.

Compila il modulo per avere maggiori informazioni e una pre-valutazione dell’ammissibilità degli investimenti


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Dott. Alfredo Castiglione – Tributarista – Revisore LegaleIscritto sezione A del M.E.F.
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