Agevolazioni per le Start up: Resto al Sud

RAMSES GROUP NEWS n.12 – 10 Settembre 2019

OPERATIVA L’ESTENSIONE AI PROFESSIONISTI   E  AGLI  UNDER 46

1     PROFESSIONISTI  E  UNDER  46

Resto al Sud diventa realtà per i professionisti. L’agevolazione che incentiva l’apertura di nuove attività imprenditoriali nelle regioni del Mezzogiorno potrà essere utilizzata anche per l’avvio di attività libero professionali. Inoltre, potrà essere richiesta fino al 45° anno d’età. 

Under 46 e liberi professionisti potranno presentare i propri progetti sulla piattaforma online di Invitalia, l’ente gestore della misura. 

Resto al Sud è un incentivo finalizzato all’apertura di nuove realtà imprenditoriali nelle regioni del Sud (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia). Potranno fruirne coloro che hanno la residenza in una di queste regioni oppure i soggetti che la trasferiranno entro sessanta giorni dalla comunicazione dell’esito positivo dell’istruttoria (120 giorni se hanno la residenza all’estero). I beneficiari dovranno mantenere la residenza in una delle regioni per tutta la durata del finanziamento (o la sede legale per le aziende). Non potranno goderne coloro che sono già titolari di attività di impresa o che hanno beneficiato di altre misure di sostegno all’auto imprenditorialità nell’ultimo triennio.

 L’incentivo, quindi, è finalizzato esclusivamente all’apertura di nuove attività, anche sul versante dei lavoratori autonomi

Coloro che vorranno goderne per l’avvio di un’attività professionale, infatti, non dovranno essere titolari di partita Iva per l’esercizio di un’attività analoga a quella proposta nei dodici mesi precedenti alla presentazione della domanda. Non potranno neanche essere titolari di una partita Iva associata a un codice Ateco identico fino alla terza cifra di classificazione delle attività economiche. Questo implica che un professionista che ha già avviato la sua attività non potrà godere dell’incentivo per la stessa tipologia di impiego. Non potrà essere richiesta neanche da coloro che hanno un contratto a tempo indeterminato. 

L’agevolazione prevede il finanziamento fino al 100% delle spese ammissibili, suddiviso in un contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento complessivo e un finanziamento bancario pari al 65% della spesa garantito dal Fondo di garanzia per le Pmi (ovvero dallo Stato). 

Gli interessi del finanziamento saranno interamente coperti da un contributo in conto interessi. L’importo massimo erogabile sarà di 50 mila euro per ciascun socio, fino ad un ammontare complessivo di 200 mila euro. 

Tra le spese ammissibili, quelle relative alla ristrutturazione o la manutenzione straordinaria di beni immobili, all’acquisto di impianti, macchinari e attrezzature e programmi informatici. In generale, saranno ammesse tutte le voci di spesa utili all’avvio di un’attività. 

2   DETTAGLIO LEGGE RESTO AL SUD AGGIORNATA

Soggetti beneficiari e requisiti di ammissibilità

Le agevolazioni sono rivolte agli under46 che

siano residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia al momento della presentazione della domanda di finanziamento; trasferiscano la residenza nelle regioni indicate dopo la comunicazione di esito positivo; non abbiano un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutta la durata del finanziamento; 

non siano già titolari di altra attività di impresa in esercizio Si ritengono ammissibili le imprese costituite o da costituire nelle seguenti forme giuridiche: impresa individuale;

società, comprese le società cooperative. Nel caso delle società cooperative, laddove siano presenti anche soci che non abbiano i requisiti anagrafici richiesti dal regolamento, comunque in misura non superiore ad un terzo, questi non possono accedere alle agevolazioni. Nel caso di nuove imprese, le stesse, dovranno essere costituite entro 60 giorni dalla comunicazione di ammissione all’agevolazione o entro 120 giorni qualora i giovani siano residenti all’estero. 

Per le attività libero-professionali, per le quali è richiesto esclusivamente che i soggetti che presentino le istanze di accesso non risultino, nei dodici mesi precedenti la presentazione della domanda di agevolazione, titolari di partita IVA per l’esercizio di un’attività analoga a quella proposta. 

Potranno fare parte della compagine sociale, ma non potranno in nessun caso beneficiare dei finanziamenti, anche soggetti che non abbiano un’età compresa fra i 18 ed i 46 anni, a condizione che la loro presenza non sia superiore ad un terzo dei componenti e non abbiano rapporti di parentela fino al quarto grado con alcuno degli altri soci. Le imprese e le società sono tenute a mantenere, per tutta la durata del finanziamento, la propria sede legale ed operativa nelle citate regioni di operatività della misura.

Attività ammissibili

L’intervento finanzia attività imprenditoriali relative: a produzione di beni nei settori dell’artigianato e dell’industria, della pesca e dell’acquacoltura; alla fornitura di servizi, compresi i servizi turistici. Sono escluse le attività del commercio. I progetti imprenditoriali devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazione ovvero alla data di costituzione della società nel caso in cui la domanda sia presentata da persone fisiche. A tal fine, per data di avvio si intende la data del primo titolo di spesa ammissibile alle agevolazioni

Attività non ammissibili

Le attività economiche secondo la classificazione ateco 2007 di seguito indicate non sono ammissibili:

Sezione A – AGRICOLTURA, SILVICOLTURA E PESCA ad eccezione della divisione 03 PESCA E ACQUACOLTURA. 

Sezione G – COMMERCIO ALL’INGROSSO E AL DETTAGLIO; RIPARAZIONE DI AUTOVEICOLI E MOTOCICLI ad accezione della classe 45.20 – “Manutenzione e riparazione di autoveicoli” e della categoria 45.40.3 “Manutenzione e riparazione di autoveicoli”.

Sezione L – ATTIVITA’ IMMOBILIARI ad eccezione della classe 68.20 – “Affitto e gestione di immobili di proprietà o in leasing”. 

Sezione M – ATTIVITÀ PROFESSIONALI, SCIENTIFICHE E TECNICHE 

Sezione O – AMMINISTRAZIONE PUBBLICA E DIFESA; ASSICURAZIONE SOCIALE OBBLIGATORIA. 

Sezione T – ATTIVITÀ DI FAMIGLIE E CONVIVENZE COME DATORI DI LAVORO PER PERSONALE DOMESTICO; PRODUZIONE DI BENI E SERVIZI INDIFFERENZIATI PER USO PROPRIO DA PARTE DI FAMIGLIE E CONVIVENZE”. 

Sezione U – ORGANIZZAZIONI ED ORGANISMI EXTRATERRITORIALI. 

Misura dell’agevolazione

La misura prevede la concessione di  un mix di agevolazioni tra contributo a fondo perduto e finanziamento bancario erogato da banche convenzionate così articolato: per il 35% sotto forma di contributo a fondo perdutoper il restante 65% sotto forma di finanziamento bancario a tasso fisso garantito dal fondo di garanzia per le PMI (nella misura dell’80%). Il prestito  bancario  dovrà essere rimborsato  entro  8 anni  complessivi dalla concessione del finanziamento, di cui i primi 2 anni di preammortamento.  L’importo massimo concesso, a titolo de minimis, è di € 50.000, per ciascun richiedente, fino ad un ammontare massimo complessivo di 200.000 euro per ogni singolo progetto nel caso l’istanza sia presentata da più soggetti già costituiti o che intendano costituirsi in forma societaria (comprese le cooperative). Per le attività imprenditoriali nel settore della pesca e dell’acquacoltura l’importo complessivo degli aiuti de minimis non può superare, per ciascuna impresa beneficiaria delle agevolazioni, 30.000 euro nell’arco di tre esercizi finanziari, ai sensi del Reg. (UE) n. 717/2014. Alle società cooperative è data la possibilità di cumulare i finanziamenti con le agevolazioni a valere sul fondo speciale per gli interventi a salvaguardia dei livelli di occupazione di cui all’articolo 17 della Legge n. 49/1985

Spese ammissibili

Sono ammissibili alle agevolazioni le spese rientranti nelle seguenti categorie:a) opere edili relative a interventi di ristrutturazione e/o manutenzione straordinaria connessa all’attività del soggetto beneficiario nel limite massimo del trenta per cento del programma di spesa (nel limite massi mo del 30% del programma di spesa); b) macchinari, impianti ed attrezzature nuovi di fabbrica; c) programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della telecomunicazione (TIC) connessi alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa; d) spese relative al capitale circolante inerente allo svolgimento dell’attività d’impresa nella misura massima del venti per cento del programma di spesa; sono ammissibili le spese per materie prime, materiali di consumo, semilavorati e prodotti finiti, utenze e canoni di locazione per immobili, eventuali canoni di leasing, acquisizione di garanzie assicurative funzionali all’attività finanziata (segnatamente ai leasing, sono però ammessi i soli canoni maturati entro il termine di ultimazione del progetto imprenditoriale)

Spese non ammissibili

Non sono ammissibili alle agevolazioni di cui al presente regolamento le spese: a) relative ai beni acquisiti con il sistema della locazione finanziaria, del leasing e del leaseback, fatta eccezione dei canoni di leasing maturati entro il termine di ultimazione del progetto imprenditoriale; b) per l’acquisto di beni di proprietà di uno o più soci dell’impresa richiedente le agevolazioni e, nel caso di soci persone fisiche, anche dei relativi coniugi ovvero di parenti o affini dei soci stessi entro il terzo grado; c) riferite a investimenti di mera sostituzione di impianti, macchinari e attrezzature; d) effettuate mediante il cosiddetto «contratto chiavi in mano»; e) relative a commesse interne; f) relative a macchinari, impianti e attrezzature usati; g) notarili, imposte, tasse; h) relative all’acquisto di automezzi, fatta eccezione per quelli strettamente necessari al ciclo di produzione di cui al Programma di spesa o per il trasporto in conservazione condizionata dei prodotti; i) di importo unitario inferiore a euro 500,00 (cinquecento/00); j) relative alla progettazione, alle consulenze e all’erogazione degli emolumenti ai dipendenti delle imprese individuali e delle società, nonché’ agli organi di gestione e di controllo delle società stesse

 Presentazione delle domande

Le domande, corredate da tutta la documentazione relativa al progetto imprenditoriale, dovranno essere trasmesse esclusivamente online, attraverso la piattaforma informatica di Invitalia. Per accedere alla procedura il sistema richiede l’identificazione del compilatore on-line della domanda tramite il Sistema pubblico di identità digitale (SPID) o la Carta nazionale dei servizi (CNS) o, in alternativa, il sistema di gestione delle identità digitali di Invitalia. Il richiedente deve disporre di un indirizzo di Posta elettronica certificata (PEC) attivo. La domanda è costituita dal progetto imprenditoriale, da compilare on line, e dalla documentazione da allegare secondo la modulistica presente sul sito. Questa varia a seconda se il soggetto richiedente sia una ditta individuale o una società e se il richiedente ha già una personalità giuridica o meno.

Valutazione delle proposte

L’istruttoria delle domande pervenute è affidata a Invitalia e sarà effettuata entro 60 giorni dalla presentazione, salvo i tempi necessari per un’unica richiesta di integrazione documentale. La selezione delle proposte avverrà attraverso una procedura di tipo a sportello secondo l’ordine cronologico di presentazione e prevede: esame delle domande sotto il profilo formale (verifica dei requisiti soggettivi e oggettivi per l’accesso alle agevolazioni) valutazione di merito basata sui seguenti criteri di valutazione: 

a) adeguatezza e coerenza delle competenze possedute dai soci rispetto alla specifica attività prevista dal progetto imprenditoriale anche con riguardo a titoli e certificazioni possedute; 

b) capacità dell’iniziativa di presidiare gli aspetti del processo tecnico-produttivo e organizzativo; 

c) potenzialità del mercato di riferimento, vantaggio competitivo dell’iniziativa e relative strategie di marketing;

d) sostenibilità tecnico-economica dell’iniziativa, con particolare riferimento all’equilibrio economico, nonché alla pertinenza e coerenza del programma di spesa; 

e) verifica della sussistenza dei requisiti per la concedibilità della garanzia del Fondo di Garanzia per le PMI. Per essere ammissibile, la domanda deve raggiunger un punteggio minimo di 12 punti. In caso di esito positivo della valutazione Invitalia richiede  la documentazione indicata nel decreto attuativo e la documentazione attestante l’avvenuta concessione del finanziamento bancario. Verificata la completezza della documentazione presentata Invitalia procede all’adozione del provvedimento di concessione (la concessione del finanziamento bancario costituisce la condizione per l’adozione del provvedimento di concessione). 

Richiesta del finanziamento

Dopo aver ottenuto l’esito positivo da parte di Invitalia è possibile richiedere il finanziamento bancario a una delle banche aderenti alla convenzione con ABI. Banca per il Mezzogiorno ha siglato la convenzione per la concessione del finanziamento. Entro 45 giorni dalla richiesta del finanziamento la banca si impegna a concludere la propria istruttoria di merito del credito (fatta salva la possibilità di prorogare tale termine per eventuali richieste di integrazione documentale. Una volta deliberato il finanziamento, Banca per il Mezzogiorno, rilascia la “Comunicazione di esito delibera” per attestare a Invitalia l’avvenuta concessione e provvede a richiedere la garanzia al fondo. La concessione del finanziamento bancario costituisce la condizione per l’adozione del provvedimento di concessione. Confeserfidi supporta lo sviluppo e la crescita delle imprese a prevalente partecipazione giovanile ai fini dell’erogazione del  finanziamento bancario, pari al 65% del programma di spesa a valere sul prodotto “Resto al Sud”.

Sezione Speciale Fondo di Garanzia “Resto al Sud”

La Sezione Speciale è destinata alla concessione della garanzia del Fondo sui prestiti bancari concessi nell’ambito della misura agevolativa denominata “Resto al Sud”, al fine di promuovere la costituzione di nuove imprese nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia da parte di giovani imprenditori, gestita dall’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.A. – Invitalia. 

Attraverso la Sezione Speciale Resto al Sud, il Fondo interviene limitatamente alla quota del finanziamento costituita dal prestito bancario di cui al punto b), prevedendo una modalità di accesso facilitata. In particolare, la garanzia viene concessa: 

  • a titolo gratuito;
  • con priorità nell’istruttoria e nella presentazione al Consiglio di Gestione; 
  • senza valutazione del soggetto beneficiario da parte del Gestore del Fondo, sulla base delle risultanze dell’istruttoria condotta da Invitalia; 
  • senza l’obbligo di verifica da parte dei soggetti richiedenti di eventi pregiudizievoli, crediti scaduti, incagli o sofferenze in capo al soggetto beneficiario finale prevista per le altre operazioni dai Criteri di ammissione a procedure di valutazione semplificate di cui alla parte VI delle Disposizioni operative. 

La copertura della Sezione Speciale Resto al Sud è pari: 

  • nel caso di garanzia diretta, all’80% del prestito concesso dal soggetto finanziatore; 
  • nel caso di controgaranzia, all’80% dell’importo garantito dal soggetto garante a condizione che la garanzia rilasciata dallo stesso non superi la percentuale massima di copertura dell’80%. 

La richiesta di ammissione alla garanzia a valere sulla Sezione Speciale può essere presentata dai soggetti abilitati a operare con il Fondo a favore delle imprese che hanno già ricevuto, a seguito dell’istruttoria effettuata da Invitalia, l’esito positivo alla domanda di incentivo Resto al Sud. 

Banca per il Mezzogiorno –  MedioCredito Centrale S.p.A., in qualità di Ente Gestore, ha emanato apposita Circolare e aggiornato le disposizioni operative per l’accesso alla Sezione speciale destinata alla concessione della garanzia del Fondo sui prestiti bancari concessi nell’ambito della misura agevolativa denominata “Resto al Sud”. 

Termini realizzazione dei progetti

 La realizzazione dei progetti deve essere ultimata entro ventiquattro mesi dal provvedimento di concessione, salvo i casi in cui Invitalia accerti che il ritardo derivi da fatti o atti non imputabili al soggetto richiedente. Per data di ultimazione si intende la data dell’ultimo titolo di spesa ammissibile.

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