Contratti di filiera settore agroalimentare – DOMANDE dal 24 GIUGNO per finanziamenti o contributi in conto capitale

RAMSES GROUP NEWS n. 362 – 27 giugno 2022

Contratti di filiera

Dal 24 giugno 2022 aperta la piattaforma telematica per la presentazione delle domande di accesso ai contratti di filiera del settore agroalimentare. Sono finanziabili accordi di filiera di importo complessivo compreso tra 4 e 50 milioni di euro e che coinvolgano almeno 2 regioni. L’importo del progetto per singolo soggetto beneficiario è fissato a un valore minimo della spesa ammissibile di 400.000 euro. Le agevolazioni saranno concesse nella forma del contributo in conto capitale e del finanziamento agevolato, subordinate alla concessione di un finanziamento bancario. Le proposte possono essere presentate fino al 22 settembre 2022.

Al via il quinto bando per i contratti di filiera del settore agroalimentare

L’apertura della piattaforma informatica web per la presentazione delle domande di accesso è prevista per il 24 giugno 2022.

Lo sportello resterà aperto per 90 giorni. Le proposte possono essere presentate quindi fino al 22 settembre 2022.

I criteri, le modalità e le procedure per l’attuazione dei contratti di filiera sono stati delineati dal decreto 22 dicembre 2021, mentre le istruzioni per la presentazione delle domande sono state fissate dall’avviso 22 aprile 2022, n. 182458.

La dotazione finanziaria del quinto bando ammonta a 1,2 miliardi di euro a valere sul Piano nazionale per gli investimenti complementari (PNC) al Piano nazionale per la ripresa e la resilienza (PNRR).

Cosa sono i contratti di filiera

I contratti di filiera sono contratti che vengono stipulati tra i soggetti della filiera agroalimentare e il Ministero per rilanciare gli investimenti nel settore agroalimentare al fine di realizzare programmi d’investimento integrati a carattere interprofessionale aventi rilevanza nazionale.

Si distinguono 2 tipologie di soggetti:

– i soggetti proponenti sono i soli interlocutori del Mipaaf per il contratto di filiera da loro presentato;

– i soggetti beneficiari invece sono i soggetti diretti sostenitori delle spese del programma proposto.

Soggetti proponenti

I contratti di filiera possono essere proposti da:

– società cooperative agricole e loro consorzi, i consorzi di imprese, le organizzazioni di produttori agricoli e le associazioni di organizzazioni di produttori agricoli riconosciute ai sensi della normativa vigente, che operano nel settore agricolo e agroalimentare;

– organizzazioni interprofessionali, riconosciute ai sensi della normativa vigente che operano nel settore agricolo e agroalimentare;

– enti pubblici;

– società costituite tra soggetti che esercitano l’attività agricola e le imprese commerciali e/o industriali e/o addette alla distribuzione, purché almeno il 51% del capitale sociale sia posseduto da imprenditori agricoli, società cooperative agricole e loro consorzi o da organizzazioni di produttori riconosciute ai sensi della normativa vigente;

– associazioni temporanee di impresa tra i soggetti beneficiari, già costituite, tramite atto notarile o scrittura privata autenticata, all’atto della presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni;

– reti di imprese che hanno già sottoscritto un contratto di rete al momento della presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni.

Soggetti beneficiari

I soggetti beneficiari dei contratti di filiera, invece, sono:

– le imprese come definite dalla normativa vigente, anche in forma consortile, le società cooperative e loro consorzi, nonché le imprese organizzate in reti di imprese, che operano nel settore agricolo e agroalimentare;

– le organizzazioni di produttori agricoli e le associazioni di organizzazioni di produttori agricoli riconosciute ai sensi della normativa vigente;

– le società costituite tra soggetti che esercitano l’attività agricola e le imprese commerciali e/o industriali e/o addette alla distribuzione, purché almeno il 51% del capitale sociale sia posseduto da imprenditori agricoli, cooperative agricole e loro consorzi o da organizzazioni di produttori riconosciute ai sensi della normativa vigente. Il capitale delle predette società può essere posseduto, in misura non superiore al 10%, anche da grandi imprese, agricole o commerciali;

– gli organismi di ricerca e di diffusione della conoscenza, come definiti dal Regolamento (UE) n. 702/2014, iscritti all’Anagrafe nazionale delle ricerche, istituita presso il Ministero dell’università e della ricerca (esclusivamente nell’ambito di progetti di ricerca e sviluppo nel settore agricolo di cui al successivo punto 6).

Ai fini dell’ammissibilità, alla data di presentazione della domanda di agevolazione, tali soggetti devono:

– essere regolarmente costituiti ed iscritti nel registro della CCIAA, ove tenuti alla relativa all’iscrizione;

– essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposti a procedure concorsuali;

– non essere in stato di fallimento ovvero che non sia stata aperta nei propri confronti altra procedura concorsuale con finalità liquidatoria e cessazione dell’attività.

Investimenti ammissibili

Nell’ambito del contratto di filiera presentato, sono ammesse all’agevolazione le seguenti tipologie di investimento:

1) investimenti in attivi materiali e attivi immateriali nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria;

2) investimenti per la trasformazione di prodotti agricoli e per la commercializzazione di prodotti agricoli;

3) (esclusivamente per le PMI) investimenti concernenti la trasformazione di prodotti agricoli in prodotti agroalimentari non compresi nell’allegato I del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE);

4) partecipazione dei produttori di prodotti agricoli ai regimi di qualità e misure promozionali a favore dei prodotti agricoli;

5) (esclusivamente per le PMI) organizzazione e partecipazione a concorsi, fiere o mostre;

6) (per le PMI, le grandi imprese, gli organismi di ricerca e di diffusione della conoscenza) progetti di ricerca e sviluppo nel settore agricolo;

7) (esclusivamente per le PMI) partecipazione alle fiere e per gli investimenti volti a promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili effettuati da imprese di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

Gli interventi devono essere realizzati entro 4 anni a partire dalla data di stipula del Contratto di filiera e comunque non oltre il secondo trimestre 2026,

Condizioni di ammissibilità

Il contratto di filiera presentato deve interessare un ambito territoriale multi regionale, e cioè gli interventi dovranno essere distribuiti sul territorio di due o più regioni o province autonome.

L’importo totale dei costi ammissibili riconducibile ad una sola regione non può superare l’85% del totale dei costi ammissibili del Contratto di filiera.

Sono ammessi alle agevolazioni i contratti di filiera il cui importo complessivo degli investimenti ammissibili sia compreso tra 4 e 50 milioni di euro.

L’investimento minimo per beneficiario è fissato a 400.000 euro, ridotto a 100.000 euro nel caso di investimenti in attivi materiali e attivi immateriali nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria (di cui al precedente punto 1) effettuati da PMI.

Il valore minimo dell’importo del progetto deve essere rispettato fino al completamento degli interventi

Agevolazioni

Le agevolazioni sono concesse nella forma di contributo in conto capitale e di finanziamento a tasso agevolato (pari al 0,50% nominale annuo), variabili a seconda della localizzazione, della tipologia di interventi e della dimensione dell’impresa.

Al finanziamento agevolato dovrà essere associato un finanziamento bancario, non inferiore al 50% dell’ammontare complessivo del finanziamento (agevolato+bancario), concesso dalle banche convenzionate con Cassa depositi e prestiti.

Il finanziamento potrà avere una durata compresa tra un minimo di 4 anni e un massimo di 15 anni, comprensivo di un periodo di preammortamento commisurato alla durata del progetto di investimento e, comunque, non superiore a 4 anni decorrenti dalla data di stipula del contratto di finanziamento).

Per gli investimenti nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria e per gli investimenti nel settore della trasformazione di prodotti agricoli e della commercializzazione dei prodotti agricoli e agroalimentari, l’ammontare dei mezzi apportati dal soggetto beneficiario non potrà essere inferiore al 25% degli investimenti ammissibili (a tal fine, verranno considerati tutti i mezzi di copertura finanziaria esenti da qualunque elemento di aiuto, compreso il finanziamento bancario).

Attenzione Le agevolazioni possono essere richieste esclusivamente nella forma di contributo in conto capitale o esclusivamente nella forma di finanziamento, articolato nelle due componenti di finanziamento agevolato e finanziamento bancario. È consentita altresì l’integrazione tra il contributo in conto capitale e il finanziamento.

Presentazione domande

La domanda di accesso alle agevolazioni deve essere presentata tramite la piattaforma informatica disponibile sul sito del Mipaaf (www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/18066).

Lo sportello agevolativo sarà aperto dal 24 giugno al 22 settembre 2022.

La domanda deve essere sottoscritta digitalmente dal soggetto proponente e corredata dalla seguente documentazione:

– programma del contratto di filiera, sottoscritto dal soggetto proponente e contenente gli elementi e le informazioni relativi all’intero programma del Contratto di filiera e alla totalità dei soggetti beneficiari in esso coinvolti;

– scheda sintetica del progetto, predisposta da ciascun soggetto beneficiario;

– dichiarazione di ciascun soggetto beneficiario relativa alla propria solidità economico-finanziaria. Nelcaso in cui l’agevolazione richiesta preveda almeno una quota di finanziamento agevolato, l’attestazione è resa dalla banca finanziatrice e include la disponibilità della stessa a concedere un finanziamento bancario per la copertura finanziaria degli interventi previsti oggetto della richiesta di agevolazioni;

– dichiarazione di ciascun soggetto beneficiario, relativa alla disponibilità degli immobili (suolo e fabbricati) ove sarà realizzato il progetto, rilevabile da idonei titoli di proprietà, diritto reale di godimento, locazione, affitto, da opzioni di acquisto, da concessioni demaniali, da atto formale di assegnazione, nel caso di aree rientranti in agglomerati industriali ovvero di aree comunali attrezzate;

– per ciascun intervento attestazione, rilasciata da un tecnico abilitato, iscritto ad albo professionale, con la quale dichiara che il suolo e gli immobili interessati dal progetto sono rispondenti, in relazione all’attività da svolgere, ai vigenti specifici vincoli edilizi, urbanistici e di destinazione d’uso e, nel caso in cui il progetto preveda la realizzazione di interventi che necessitano di concessioni e/o autorizzazioni, l’inesistenza di motivi ostativi al loro rilascio ovvero che le opere previste rispettano la normativa urbanistica ed edilizia. Inoltre, l’attestazione deve indicare, ove i procedimenti autorizzatori lo richiedano, tutti gli eventuali pareri e/o nulla osta da parte di altre amministrazioni o enti che dovessero essere necessari ai fini della realizzazione degli interventi;

– atto costitutivo e statuto, ove esistenti, relativi a ciascun soggetto beneficiario;

– visura camerale, relativa a ciascun soggetto beneficiario, ove tenuto all’iscrizione nel registro della CCIAA;

– per le reti d’impresa, copia del contratto di rete;

– eventuale dichiarazione del soggetto proponente di individuazione della banca autorizzata.

Fonte IPSOA 

Contratti di filiera e distretto – DAL 24 giugno 2022

I Contratti di filiera e distretto sostengono gli investimenti aventi ad oggetto gli attivi materiali e attivi immateriali nelle aziende agricole, le attività di trasformazione e commercializzazione, la partecipazione dei produttori ai regimi di qualità ed i progetti di ricerca e sviluppo nel settore agricolo.

Qual è la distinzione tra i soggetti che possono effettivamente proporre un Contratto di filiera ed i beneficiari?

Possono proporre un Contratto di filiera le società cooperative ed i loro consorzi, le società costituite tra soggetti che esercitano attività agricole, cooperative, reti d’impresa e le rappresentanze dei distretti rurali e agroalimentari.

Sono beneficiari, invece, tutte le imprese, le organizzazioni di produttori agricoli, le società costituite tra soggetti che esercitano l’attività agricola.

Possono inoltrare domanda o proporre un Contratto di filiera e distretto anche le imprese commerciali, industriali e/o addette alla distribuzione?

Sì, ma alla condizione che il 51% del capitale sociale sia detenuto da imprenditori agricoli o soggetti equivalenti (cooperative e consorzi e organizzazioni di produttori riconosciute).

Quali sono gli investimenti agevolabili con un Contratto di filiera e distretto?

I Contratti prevedono le seguenti 5 linee agevolative:

  • investimenti nelle aziende agricole connesse alla produzione agricola primaria;
  • investimenti nel settore della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli;
  • partecipazione dei produttori di prodotti agricoli ai regimi di qualità & misure promozionali a favore dei prodotti agricoli;
  • ricerca e sviluppo nel settore agricolo;
  • investimenti concernenti la trasformazione di prodotti agricoli in prodotti non agricoli (nel limite della soglia di notifica dell’aiuto pari a 7,5 milioni per impresa e progetto).

I Contratti di filiera e distretto offrono agevolazioni sotto forma di contributi in conto capitale e/o finanziamenti agevolati. Quali sono le intensità agevolative?

L’ammontare complessivo del contributo e del finanziamento è definito per ciascuna delle 5 linee agevolative.

I contributi in conto capitale possono raggiungere il 50% nelle regioni meno sviluppate e/o in transizione ed il 40% nelle altre. La quota restante è coperta da finanziamenti agevolati e finanziamenti bancari a copertura integrale dell’investimento.

Il contributo raggiunge il 100% esclusivamente nel caso delle attività di ricerca e sviluppo nel settore agricolo (a determinate condizioni).

Finanziamenti agevolati: i prestiti devono essere concessi da CdP e collegati a un finanziamento bancario ordinario di pari importo presso istituti di credito convenzionati presso il ministero? Inoltre, è prevista una quota minima di risorse che deve essere apportata direttamente dal soggetto beneficiario?

Assolutamente sì. I finanziamenti agevolati non possono prescindere dai finanziamenti ordinari privati di importo equivalente.

Solamente in due casi – investimenti nelle aziende agricole connesse alla produzione agricola primaria e trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli – viene previsto che l’apporto minimo di mezzi apportati dal beneficiario alla copertura finanziaria del progetto non deve essere inferiore al 25% degli investimenti ammissibili.

Dove è possibile trovare tutti i riferimenti?

Le spese ammissibili e le intensità massime di aiuto cambiano a seconda della tipologia di investimento che si vuole fare. A livello generale è bene sapere che:

  1. Le spese preliminari e funzionali alla presentazione del Progetto (quali oneri concessori, studi di fattibilità, indagini, spese di progettazione funzionali al permesso di costruire, etc.) sono eleggibili dalla data di pubblicazione del Decreto.
  2. Le spese direttamente connesse all’attuazione del Progetto sono eleggibili dalla data della presentazione della domanda di accesso ai Contratti di filiera.
  3. Sono ammissibili esclusivamente le spese i cui pagamenti siano regolati con modalità tracciabili.

Facciamo un esempio. Nel caso di Aiuti agli investimenti in attivi materiali e attivi immateriali nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria

Il progetto in questo caso deve perseguire almeno uno dei seguenti obiettivi:

a) migliorare le prestazioni globali e la sostenibilità dell’azienda agricola, in particolare mediante una riduzione dei costi di produzione o il miglioramento e la riconversione della produzione;

  1. b) migliorare l’ambiente naturale o le condizioni di igiene e di benessere animale, purché l’investimento in questione vada oltre le vigenti norme dell’Unione;
  2. c) creare e migliorare l’infrastruttura connessa allo sviluppo, all’adeguamento e all’ammodernamento dell’agricoltura, compresi l’accesso ai terreni agricoli, la ricomposizione e il riassetto fondiari, l’approvvigionamento e il risparmio energetico e idrico;

I costi ammessi sono:

  • Costruzione, acquisizione, incluso il leasing, o miglioramento di beni immobili
  • Acquisto o noleggio con patto di acquisto di macchinari e attrezzature, fino ad un massimo del loro valore di mercato
  • Acquisizione o sviluppo di programmi informatici e acquisizione di brevetti, licenze, diritti d’autore e marchi commerciali.
  • Costi generali come onorari di architetti, ingegneri e consulenti, onorari per consulenze sulla sostenibilità ambientale ed economica compresi gli studi di fattibilità.
  • Acquisto di animali da riproduzione

Ci sarebbero altri esempi di fare per ognuna delle linee di intervento. Tenete presente ad esempio che nel caso di Aiuti agli investimenti nel settore della trasformazione di prodotti agricoli e della commercializzazione di prodotti agricoli non sono ammesse le spese di acquisto di animali da riproduzione ma lo sono quelle per l’Acquisizione o sviluppo di programmi informatici e acquisizione di brevetti, licenze, diritti d’autore e marchi commerciali. 

In ogni caso nell’allegato A del decreto sono specificate tutte le voci di costo ammissibili per ogni casistica.

LINK UTILI

Presentazione _ V Avviso Contratti di Filiera_09062022

MIPAAF_2022_0182458_Avviso_Contratti_di_Filiera_vbando

Il testo del decreto

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/03/14/22A01578/sg

FAQ V Avviso CdF_ pubblicazione del 27.05.2022

Contributi a fondo perduto e mutui filiere agricole

Contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati alle imprese agricole: ecco le agevolazioni

In totale, i fondi messi a disposizione per i contributi a fondo perduto e i finanziamenti agevolati alle imprese agricole e a quelle che svolgono attività di trasformazione e di commercializzazione delle materie prime ricavate dai campi ammontano a 1,2 miliardi di euro. I finanziamenti andranno ai settori agricoli e alimentari, agricoli ed energetici, dell’acquacoltura e della pesca.

Contratti di filiera, da dove derivano le risorse messe a disposizione delle imprese agricole?

Le risorse messe a disposizione rientrano negli investimenti del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza (Pnrr). Inoltre, ulteriori investimenti per 900 milioni di euro arrivano dal Fondo rotativo per il sostegno alle imprese agli investimenti in ricerca (Fri). Tali risorse sono gestiti dalla Cassa depositi e prestiti per i finanziamenti bancari concessi alle imprese del settore con tassi agevolati.

Imprese agricole, quali contributi a fondo perduto sono previsti per le spese ammissibili?

In merito alle imprese agricole, i contributi a fondo perduto e i finanziamenti agevolati previsti sono ammissibili per:

  • le spese di costruzione, di acquisizione o di miglioramento dei beni immobili;
  • l’acquisto di macchine e attrezzature;
  • per acquistare software e beni immateriali;
  • i costi generali;
  • l’acquisto di animali da riproduzione;
  • la partecipazione ai regimi di qualità e misure promozionali fino al 100%.

Imprese agricole, costruzioni beni immobili e acquisto di macchine, attrezzature e software con i contributi a fondo perduto

In rapporto ai contributi a fondo perduto ottenibili per le spese di costruzione, di acquisizione e di miglioramento dei beni immobili, le imprese agricole possono ottenere le seguenti agevolazioni:

  • il 50% se l’imprese è situata nelle regioni meno sviluppate e in transizione ecologica e digitale, il 40% nelle altre regioni;
  • la maggiorazione del 20% per imprese gestite da giovani o per progetti collettivi e con impatto ambientale.

Per acquistare le macchine e le attrezzature, per i software e i beni immateriali e per i costi generali le imprese agricole hanno la medesima intensità delle agevolazioni dei contributi a fondo perduto delle spese sostenute per la costruzione, l’acquisizione e il miglioramento dei beni immobili.

Acquisto di animali da riproduzione, quali contributi a fondo perduto sono previsti per le imprese agricole?

Tra le spese ammissibili ai finanziamenti a fondo perduto delle imprese agricole figura l’acquisto di animale da riproduzione. L’intensità massima dell’incentivo è del 30%. Si possono ottenere agevolazioni fino al 20% per le imprese gestite da giovani o per progetti collettivi e ad impatto ambientale.

Quali imprese agroalimentari sono ammesse ai contributi a fondo perduto e finanziamenti dei contratti di filiera?

Contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati, secondo quanto dispone il decreto, andranno a favore delle  imprese della filiera agroalimentare Le tipologie di aziende ammesse agli incentivi saranno non solo le singole imprese ma anche:

  • le imprese organizzate in forma consortile;
  • società cooperative e consorzi;
  • le reti di imprese;
  • organizzazioni di produttori agricoli e associazioni di organizzazioni;
  • società che esercitano attività agricole e imprese industriali, commerciali e distributive.

Obiettivi dei contratti di filiera tra imprese e soggetti impegnati a realizzare gli investimenti

I contributi a fondo perduto e i finanziamenti agevolati sono volti dunque a favorire gli investimenti in ricerca e sviluppo di imprese appartenenti alla filiera agricola e commerciale. L’obiettivo è quello di creare relazioni più efficienti tra i diversi livelli della filiera incrementando le ricadute positive sulle produzioni agricole. Il contratto di filiera, pertanto, dovrà essere sottoscritti tra diverse imprese che partecipano alla filiera. Al contratto potranno partecipare anche altri soggetti beneficiari degli incentivi che si impegneranno in maniera diretta alla realizzazione degli investimenti e dei progetti.

Quali costi potranno essere finanziati fino al 100% da contributi e finanziamenti?

Le spese per realizzare gli investimenti  nell’ambito della filiera agroalimentare    potranno coprire fino al 100% dei costi mediante contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati. In particolare, risultano ammissibili le seguenti spese:

  • costi per il personale. Si tratta di spese realizzate per finanziare le attività dei tecnici, dei ricercatori e del personale ausiliare necessario ad arrivare all’obiettivo del progetto di ricerca e di sviluppo;
  • costi per le attrezzature e per i beni strumentali a realizzare gli obiettivi dei progetti. Se il costo delle attrezzature o dei beni strumentale è previsto per un numero di anni superiore a quello necessario a realizzare l’obiettivo, si considera il costo di ammortamento degli anni corrispondenti alla realizzazione del progetto stesso;
  • allo stesso modo, il progetto può finanziare i costi di ammortamento degli immobili necessari per realizzare gli interventi. In tal caso, si considera il costo di ammortamento corrispondente agli anni di durata del progetto stesso. Ovvero gli anni nei quali l’immobile verrà utilizzato per realizzare gli investimenti in ricerca e sviluppo.

Costi di ricerca e spese generali ammissibili per i progetti di ricerca e sviluppo nella filiera agroalimentare

Ulteriori costi e spese sono ammissibili per ottenere i contributi a fondo perduto e i finanziamenti della filiera agroalimentare. In particolare, sono ammissibili:

  • le spese per la ricerca, per i brevetti e relative licenze acquistati, per le consulenze necessarie in linea con le finalità del progetto di investimento;
  • i costi generali, comprese le spese di fornitura necessari al progetto stesso.

Da quando si potrà presentare domanda per i contributi a fondo perduto e i finanziamenti della filiera agricola e alimentare?

Per la presentazione della domanda dei contributi a fondo perduto e dei finanziamenti agevolati alle imprese della filiera agricola e alimentare è necessario attendere il provvedimento del ministero delle Politiche agricole. Nel decreto verranno indicate tutte le procedure e i termini per la presentazione delle domande e dei progetti di investimento delle imprese interessate ai fondi. Gli interventi devono essere iniziati dopo la presentazione dell’istanza di richiesta dei contributi e dei finanziamenti. Si tratta dunque di inviti a presentare proposte. Sulla base delle pratiche pervenute, il ministero stilerà una graduatoria delle potenziali imprese ammesse agli incentivi.

Si possono cumulare gli incentivi alle imprese agroalimentari con altri aiuti?

I finanziamenti e i contributi a fondo perduto per le imprese operanti nei settori agricoli e alimentari possono essere cumulati con qualunque altro aiuto di Stato. Sono compresi nella cumulabilità degli incentivi anche gli aiuti in regime de minimis. Tuttavia, le imprese dovranno prestare attenzione affinché l’intensità degli aiuti percepiti non superi il 100% di ammissibilità delle spese necessarie per portare alla realizzazione il progetto.

Contributi a fondo perduto e finanziamenti per le imprese che trasformano e commercializzano i prodotti agricoli: quali sono?

Nell’ambito dei contratti di filiera, sono previsti contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolate per le imprese che trasformano e commercializzano prodotti agricoli. Anche in questo caso, per le spese ammissibili relative alla costruzione, all’acquisizione e al miglioramento dei beni immobili si può ottenere una percentuale massima di contributo pari al:

  • 50% per le imprese situate nelle regioni meno sviluppate e in transizione ecologica e digitale;
  • 40% per imprese situate in altre regioni.

Sono altresì previste coperture per le altre spese, ovvero per l’acquisto di macchine e attrezzature con le medesime percentuali di copertura e per l’acquisto o lo sviluppo e di software o di beni immateriali.

Contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolate alle imprese agricole: caratteristiche delle agevolazioni

I progetti di spesa delle imprese agricole e di quelle di filiera per la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli possono avere importi di spesa compresi tra i 4 e i 50 milioni di euro. Per poter richiedere una delle due formule di agevolazione (contributi o mutui agevolati), i progetti di spesa devono coinvolgere imprese del settore appartenenti a differenti stadi della filiera.

MIPAAF. Fondo complementare al PNRR. Finanziamento a tasso agevolato e  finanziamento a fondo perduto per l’attuazione dei contratti di filiera

DESCRIZIONE  DEL  BANDO

Il presente decreto disciplina i criteri, le modalita’ e le procedure per l’attuazione dei contratti di filiera e le relative misure agevolative per la realizzazione dei programmi.

Soggetti beneficiari

Sono soggetti proponenti del contratto di filiera:

a) le societa’ cooperative agricole e loro consorzi, i consorzi di imprese, le organizzazioni di produttori agricoli e le associazioni di organizzazioni di produttori agricoli riconosciute ai sensi della normativa vigente, che operano nel settore agricolo e agroalimentare;

b) le organizzazioni interprofessionali, riconosciute ai sensi della normativa vigente che operano nel settore agricolo e agroalimentare;

c) gli enti pubblici;

d) le societa’ costituite tra soggetti che esercitano l’attivita’ agricola e le imprese commerciali e/o industriali e/o addette alla distribuzione, purche’ almeno il 51% del capitale sociale sia posseduto da imprenditori agricoli, societa’ cooperative agricole e loro consorzi o da organizzazioni di produttori riconosciute ai sensi della normativa vigente;

e) le associazioni temporanee di impresa tra i soggetti beneficiari, gia’ costituite all’atto della presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni;

f) le reti di imprese che hanno gia’ sottoscritto un contratto di rete al momento della presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni;

Sono soggetti beneficiari delle agevolazioni del contratto di filiera le seguenti categorie di imprese:

a) le imprese come definite dalla normativa vigente, anche in forma consortile, le societa’ cooperative e loro consorzi, nonche’ le imprese organizzate in reti di imprese, che operano nel settore agricolo e agroalimentare;

b) le organizzazioni di produttori agricoli e le associazioni di organizzazioni di produttori agricoli riconosciute ai sensi della normativa vigente;

c) le societa’ costituite tra soggetti che esercitano l’attivita’ agricola e le imprese commerciali e/o industriali e/o addette alla distribuzione, purche’ almeno il 51% del capitale sociale sia posseduto da imprenditori agricoli, cooperative agricole e loro consorzi o da organizzazioni di produttori riconosciute ai sensi della normativa vigente.

Il capitale delle predette societa’ puo’ essere posseduto, in misura non superiore al 10%, anche da grandi imprese, agricole o commerciali;

d) gli organismi di ricerca e di diffusione della conoscenza.

Tipologia di interventi ammissibili

Il contratto di filiera deve favorire processi di riorganizzazione dei rapporti tra i differenti soggetti della filiera, anche alla luce della riconversione in atto nei diversi comparti, al fine di promuovere la collaborazione e l’integrazione fra i soggetti della filiera stessa, stimolare la creazione di migliori relazioni di mercato e garantire prioritariamente ricadute positive sulla produzione agricola.

Il contratto di filiera si fonda su un accordo di filiera sottoscritto tra i diversi soggetti della filiera, operanti in un ambito territoriale multiregionale. L’accordo di filiera individua il soggetto proponente, gli obiettivi, le azioni, incluso il programma, i tempi di realizzazione, i risultati e gli obblighi reciproci dei soggetti beneficiari.

All’accordo di filiera possono partecipare sia soggetti beneficiari delle agevolazioni, impegnati direttamente nella realizzazione di specifici progetti, sia soggetti coinvolti indirettamente nel programma che contribuiscono al conseguimento degli obiettivi di filiera. In ogni caso, il contratto di filiera e’ sottoscritto dai soli soggetti facenti parte dell’accordo di filiera che sono beneficiari delle agevolazioni in quanto direttamente coinvolti nella realizzazione del programma.

Il programma deve essere articolato in diverse tipologie di interventi ammissibili in relazione all’attivita’ svolta dai soggetti beneficiari, in modo da coprire l’intera filiera e dimostrare l’integrazione fra i differenti soggetti in termini di miglioramento del grado di relazione organizzativa commerciale e in termini di distribuzione del reddito.

Il programma deve altresi’ contribuire al raggiungimento degli obiettivi di carattere ambientale e di sostenibilita’ previsti dalle strategie nazionali e unionali applicabili, nella misura e secondo le modalita’ definite nei provvedimenti.

Gli interventi ammissibili alle agevolazioni comprendono le seguenti tipologie in relazione al Soggetto beneficiario:

a) per gli investimenti in attivi materiali e attivi immateriali nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria, le PMI e le grandi imprese;
b) per gli investimenti per la trasformazione di prodotti agricoli e per la commercializzazione di prodotti agricoli, le PMI e le grandi imprese;
c) per gli investimenti concernenti la trasformazione di prodotti agricoli in prodotti agroalimentari non compresi nell’allegato I del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), solo le PMI;
d) per la partecipazione dei produttori di prodotti agricoli ai regimi di qualità e misure promozionali a favore dei prodotti, le PMI e le grandi imprese;
e) per l’organizzazione e partecipazione a concorsi, fiere o mostre, solo le PMI;
f) per i progetti di ricerca e sviluppo nel settore agricolo, le PMI le grandi imprese, gli organismi di ricerca e di diffusione della conoscenza;
g) per la partecipazione alle fiere e per gli investimenti volti a promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili effettuati da imprese di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, solo le PMI. 

Le spese ammissibili e le intensita’ massime di aiuto sono riportate nel decreto.

Entità e forma dell’agevolazione

Le agevolazioni di cui al presente decreto sono concesse nella forma del contributo in conto capitale e/o del finanziamento agevolato.

Ai fini della concessione delle agevolazioni, i Soggetti beneficiari che richiedono il Finanziamento agevolato devono ottenere un Finanziamento bancario, pari al 50% dell’ammontare complessivo del Finanziamento. Il Finanziamento agevolato è concesso a un tasso di interesse dello 0,50% e la durata ha un valore minimo di 4 anni e massimo di 15 anni, comprensivo di un periodo di preammortamento commisurato alla durata in anni interi del Progetto e, comunque, non superiore a 4 anni decorrenti dalla data di stipula del contratto di Finanziamento.

Il contributo in conto capitale massimo concedibile è del 100%.

Sono ammessi alle agevolazioni i Contratti di filiera il cui importo complessivo degli investimenti ammissibili sia compreso tra 4 e 50 milioni di euro. L’importo del Progetto per singolo Soggetto beneficiario è fissato a un valore minimo della spesa ammissibile di 400.000 euro. Per investimenti effettuati da PMI, secondo quanto indicato nella lettera a), l’importo del Progetto per Soggetto beneficiario è fissato a un valore minimo della spesa ammissibile di 100.000 euro. Il valore minimo dell’importo del Progetto deve essere rispettato fino al completamento degli interventi.

Nel caso in cui il Soggetto beneficiario presenti un Progetto con interventi che superano i limiti minimi di cui al comma precedente, può proporre interventi a partire da 5.000 euro per gli aiuti previsti dalla lettera d).

Gli importi degli investimenti inseriti nei Progetti dovranno rispettare altresì le seguenti soglie:

1. in relazione agli investimenti di cui alla lettera b), gli aiuti individuali per i quali non vengano rispettate una delle soglie di seguito specificate:

i. costi ammissibili superiori a 25 milioni di euro;

ii. equivalente sovvenzione lordo superiore a 12 milioni di euro;

2.) in relazione agli investimenti di cui alla lettera d), 5 milioni di euro massimi per le campagne promozionali;

c) in relazione agli investimenti di cui alla lettera f), 7,5 milioni di euro;

d) in relazione agli investimenti di cui alla lettera g), 7,5 milioni di euro per la trasformazione dei prodotti agricoli in prodotti non agricoli, 2 milioni di euro per la partecipazione alle fiere e 15 milioni di euro per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Scadenza

Si comunica che l’apertura dei termini per la presentazione delle domande di accesso alle agevolazioni tramite piattaforma informatica web è prevista per il giorno 24 giugno 2022 e fino al 20 agosto 2022.

PER INFORMAZIONI SCRIVI A  info@ramsesgroup.it

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V Bando Contratti di filiera e distretto in Agricoltura DOMANDE dal 23 MAGGIO

RAMSES GROUP NEWS n. 337 – 23 maggio 2022

Quinto Bando per i contratti di filiera e di distretto nei settori dell’Agroalimentare: firmato l’Avviso Mipaaf, domande dal 23 maggio.

Il Ministero delle Politiche agricole ha diramato le istruzioni per la presentazione delle domande relative al V Bando per i contratti di filiera e di distretto per i settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e  vivaismo (Avviso MIPAAF recante le caratteristiche, le modalità e le forme per la presentazione delle domande di accesso ai contratti di filiera).

Le domande si presentato dal 23 maggio 2022, e per i successivi 90 giorni, da imprese anche in forma associata, cooperative, consorzi, reti di impresa del settore agricolo e agroalimentare, organizzazioni di produttori e loro associazioni, comprese le società miste con capitale sociale di almeno il 51% di imprenditori agricoli.

Si tratta di una misura prevista dal Fondo complementare al PNRR, finanziata con 1,2 miliardi di euro (380 milioni per lo scorrimento della graduatoria precedente e 300 milioni per il biologico).

Le attività d’impresa da finanziare possono riguardare la sostenibilità del comparto: riduzione di fitofarmaci, antimicrobici, fertilizzanti di sintesi; agricoltura biologica e biodiversità; benessere degli animali; contributo agli obiettivi climatico-ambientali; migliore distribuzione del valore lungo le fasi della catena; produzione di energia rinnovabile ed efficienza energetica; sicurezza dell’approvvigionamento alimentare, meno perdite e sprechi alimentari.

Il contratto di filiera è anche multiregionale, con costi ammissibili sino all’85% per singola regione ed un ammontare complessivo da 4 a 50 milioni di euro. Sono ammessi investimenti in attivi materiali e immateriali connessi alla produzione agricola, per la trasformazione dei prodotti e la loro commercializzazione, per l’adesione a regimi di qualità, l’organizzazione e la partecipazione a concorsi e fiere, progetti di ricerca e sviluppo e promozione. Dovranno essere conclusi entro il secondo trimestre del 2026.

Per tutti i dettagli, è possibile consultare l’Avviso sul sito MIPAAF, dove sono reperibili tutti i documenti necessari.

 FONTE: PMI

Qui il link al bando e alla documentazione allegata

Contratti di filiera: pubblicate le procedure per l’attuazione

Gli interventi agevolativi sono attuati con provvedimenti che individuano, oltre a quanto già previsto nel decreto, anche l’ammontare delle risorse disponibili, i requisiti di accesso dei soggetti beneficiari, le condizioni di ammissibilità dei programmi e/o dei progetti, le spese ammissibili, la forma e l’intensità delle agevolazioni, nonché i termini e le modalità per la presentazione delle domande, i criteri di valutazione dei programmi o progetti e le modalità per la concessione ed erogazione degli aiuti.

Le agevolazioni  sono concesse nella forma del contributo in conto capitale e/o del finanziamento agevolato e concesse con procedura valutativa applicata alle domande presentate dai soggetti proponenti, per la selezione dei programmi/progetti, sulla base dei criteri e dei parametri di valutazione previsti nei provvedimenti.

Possono essere ammessi alle agevolazioni i contratti di filiera che prevedono programmi con un ammontare delle spese ammissibili compreso tra 4 milioni e 50 milioni di euro.

Sono soggetti proponenti del contratto di filiera:

a) le società cooperative agricole e loro consorzi, i consorzi di imprese, le organizzazioni di produttori agricoli e le associazioni di organizzazioni di produttori agricoli riconosciute ai sensi della normativa vigente, che operano nel settore agricolo e agroalimentare;

b) le organizzazioni interprofessionali, riconosciute ai sensi della normativa vigente che operano nel settore agricolo e agroalimentare;

c) gli enti pubblici;

d) le società costituite tra soggetti che esercitano l’attività agricola e le imprese commerciali e/o industriali e/o addette alla distribuzione, purché almeno il 51% del capitale sociale sia posseduto da imprenditori agricoli, società cooperative agricole e loro consorzi o da organizzazioni di produttori riconosciute ai sensi della normativa vigente;

e) le associazioni temporanee di impresa tra i soggetti beneficiari, già costituite all’atto della presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni;

f) le reti di imprese che hanno già sottoscritto un contratto di rete al momento della presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni;

 Sono soggetti beneficiari delle agevolazioni del contratto di filiera le seguenti categorie di imprese:

a) le imprese come definite dalla normativa vigente, anche in forma consortile, le società cooperative e loro consorzi, nonché le imprese organizzate in reti di imprese, che operano nel settore agricolo e agroalimentare;

b) le organizzazioni di produttori agricoli e le associazioni di organizzazioni di produttori agricoli riconosciute ai sensi della normativa vigente;

c) le società costituite tra soggetti che esercitano l’attività agricola e le imprese commerciali e/o industriali e/o addette alla distribuzione, purché almeno il 51% del capitale sociale sia posseduto da imprenditori agricoli, cooperative agricole e loro consorzi o da organizzazioni di produttori riconosciute ai sensi della normativa vigente. Il capitale delle predette società può essere posseduto, in misura non superiore al 10%, anche da grandi imprese, agricole o commerciali;

d) gli organismi di ricerca e di diffusione della conoscenza, come definiti dal regolamento (UE) n. 702/2014,iscritti all’Anagrafe nazionale delle ricerche, istituita presso il Ministero dell’università e della ricerca.

Gli interventi ammissibili alle agevolazioni comprendono le seguenti tipologie:

a) investimenti in attivi materiali e attivi immateriali nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria;

b) investimenti per la trasformazione di prodotti agricoli e per la commercializzazione di prodotti agricoli;

c) investimenti concernenti la trasformazione di prodotti agricoli in prodotti non agricoli, nei limiti individuati nei provvedimenti;

d) costi per la partecipazione dei produttori di prodotti agricoli ai regimi di qualità e misure promozionali a favore dei prodotti agricoli;

e) progetti di ricerca e sviluppo nel settore agricolo.

Le spese ammissibili e le intensità massime di aiuto sono riportate nell’Allegato A del decreto Mipaaf del 22 dicembre 2021.

L’erogazione del contributo in conto capitale avviene successivamente alla stipula del contratto di filiera o, nel caso di richiesta di finanziamento, dopo la stipula del contratto di finanziamento. Le quote del contributo in conto capitale e/o del finanziamento sono erogate per stato di avanzamento della spesa, subordinatamente all’effettiva realizzazione della corrispondente parte degli interventi ritenuti ammissibili. La prima quota, fino al 40%, del solo contributo in conto capitale, può essere erogata, su richiesta, a titolo di anticipazione, previa presentazione di fidejussione bancaria o assicurativa irrevocabile, incondizionata ed escutibile a prima richiesta, di importo pari alla somma da erogare di durata adeguata.

I contratti di filiera nel Fondo complementare al PNRR

Il regime di aiuto, già utilizzato in passato dal Ministero delle Politiche agricole per promuovere la riorganizzazione dei rapporti tra i differenti soggetti dell’agrifood, prevede la stipula di un contratto di filiera tra il Ministero delle Politiche agricole e i soggetti beneficiari, che a sua volta si fonda su un accordo di filiera tra i diversi soggetti della filiera agroalimentare e/o agroenergetica, operanti in un ambito territoriale multiregionale.

Le agevolazioni sono concesse per programmi di investimento di importo compreso tra 4 milioni e 50 milioni di euro. Gli interventi ammissibili includono:

  • a) investimenti in attivi materiali e attivi immateriali nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria;
  • b) investimenti per la trasformazione di prodotti agricoli e per la commercializzazione di prodotti agricoli;
  • c) investimenti concernenti la trasformazione di prodotti agricoli in prodotti non agricoli, nei limiti individuati nei provvedimenti attuativi;
  • d) partecipazione dei produttori di prodotti agricoli ai regimi di qualità e misure promozionali a favore dei prodotti agricoli;
  • e) progetti di ricerca e sviluppo nel settore agricolo.

soggetti proponenti dei contratti di filiera sono:

  • le società cooperative agricole e loro consorzi, i consorzi di imprese, le organizzazioni di produttori agricoli e le associazioni di organizzazioni di produttori agricoli riconosciute ai sensi della normativa vigente, che operano nel settore agricolo e agroalimentare;
  • le organizzazioni interprofessionali, riconosciute ai sensi della normativa vigente che operano nel settore agricolo e agroalimentare;
  • gli enti pubblici;
  • le società costituite tra soggetti che esercitano l’attività agricola e le imprese commerciali e/o industriali e/o addette alla distribuzione, purché almeno il 51% del capitale sociale sia posseduto da imprenditori agricoli, società cooperative agricole e loro consorzi o da organizzazioni di produttori riconosciute;
  • le associazioni temporanee di impresa tra i soggetti beneficiari, già costituite all’atto della presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni;
  • le reti di imprese che hanno già sottoscritto un contratto di rete al momento della presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni.

A beneficiare delle agevolazioni, invece, possono essere – oltre a imprese, organizzazioni e associazioni di produttori e società costituite tra soggetti che esercitano l’attività agricola e imprese commerciali, industriali e/o della distribuzione – anche gli organismi di ricerca e di diffusione della conoscenza.

In arrivo contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati

Le agevolazioni sono concesse nel forma del contributo in conto capitale, a valere sul Fondo complementare al PNRR, e in forma di finanziamento agevolato, a valere sul Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI) gestito da Cassa depositi e prestiti (CDP).

Ulteriori risorse possono essere messe a disposizione dal Mipaaf o dalle regioni e province autonome che decidono di cofinanziare i programmi di investimento. Inoltre, al finanziamento agevolato può essere associato un finanziamento bancario, previa accettazione del mandato conferito da CDP.

L’intensità dell’agevolazione varia in base alla localizzazione, alla tipologia di interventi e alla dimensione dell’impresa. In particolare, per investimenti nella produzione agricola primaria e nella trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, il contributo in conto capitale copre fino al 50% della spesa nelle regioni meno sviluppate e nelle regioni in transizione e fino al 40% nelle altre regioni, mentre il finanziamento può arrivare fino al 100% degli investimenti ammissibili, articolato nelle due componenti di finanziamento agevolato e finanziamento bancario.

Per la partecipazione ai regimi di qualità, per le misure promozionali a favore dei prodotti agricoli e per le attività di R&S nel settore agricolo, invece, il contributo in conto capitale è riconosciuto fino al 50% delle spese ammissibili e il finanziamento fino al 100%, sempre nelle due componenti di finanziamento agevolato e finanziamento bancario.

In generale, l’ammontare complessivo del contributo in conto capitale, del finanziamento agevolato e dell’eventuale finanziamento bancario non può superare l’importo delle spese ammissibili e le agevolazioni possono essere cumulate con altri aiuti di Stato solo laddove riguardino costi ammissibili diversi o, in relazione agli stessi costi ammissibili, in tutto o in parte coincidenti, purché il cumulo non porti al superamento dell’intensità di aiuto stabilita per ciascun intervento.

Come partecipare al V bando per i contratti di filiera

Con successivi provvedimenti il Mipaaf individuerà le risorse disponibili, i requisiti di accesso dei soggetti beneficiari, le condizioni di ammissibilità dei programmi e/o dei progetti, le spese ammissibili, la forma e l’intensità delle agevolazioni, nonché i termini e le modalità per la presentazione delle domande. Domande che dovranno essere presentate al Ministero che provvederà anche a verificare l’eventuale interesse al cofinanziamento da parte delle regioni e province autonome dove sono localizzati i progetti.

Conclusa la valutazione, i proponenti ammessi sono chiamati a presentare la proposta definitiva di contratto di filiera entro 90 giorni dalla pubblicazione della graduatoria. In caso di esito positivo, il Ministero approva la proposta definitiva e trasmette le risultanze dell’istruttoria e copia delle delibere di finanziamento bancario a CDP, affinché quest’ultima provveda a deliberare il finanziamento agevolato. A quel punto si passa alla sottoscrizione del contratto di filiera, cui segue l’erogazione del contributo in conto capitale.

Qui il link al bando e alla documentazione allegata:
https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/18066

Via al V bando contratti di filiera del Fondo complementare al PNRR

Il Ministero delle Politiche agricole ha pubblicato il testo del bando per l’accesso alle agevolazioni – in forma di contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati – per i contratti di filiera nel settore agroalimentare a valere sul Fondo complementare al Recovery Plan.

Cosa finanzia il V bando contratti di filiera del Fondo complementare al PNRR?

Il regime di aiuto, già utilizzato in passato dal Ministero delle Politiche agricole per promuovere la riorganizzazione dei rapporti tra i differenti soggetti dell’agrifood, prevede la stipula di un contratto di filiera tra il Ministero delle Politiche agricole e i soggetti beneficiari, che a sua volta si fonda su un accordo di filiera tra i diversi soggetti della filiera agroalimentare e/o agroenergetica, operanti in un ambito territoriale multiregionale.

Le agevolazioni sono concesse per programmi di investimento di importo compreso tra 4 milioni e 50 milioni di euro. Gli interventi ammissibili includono:

  • investimenti in attivi materiali e attivi immateriali nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria, realizzati sia da PMI e che da grandi imprese;
  • investimenti per la trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, accessibili sia a PMI che a grandi imprese;
  • investimenti concernenti la trasformazione di prodotti agricoli in prodotti agroalimentari non compresi nell’allegato I del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), solo per le PMI;
  • partecipazione dei produttori di prodotti agricoli ai regimi di qualità e misure promozionali a favore dei prodotti agricoli, sia per le PMI che per le grandi imprese;
  • organizzazione e partecipazione a concorsi, fiere o mostre, solo da parte delle PMI;
  • realizzazione di progetti di ricerca e sviluppo nel settore agricolo, per PMI, grandi imprese e organismi di ricerca e di diffusione della conoscenza;
  • partecipazione alle fiere e investimenti volti a promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili effettuati da imprese di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, solo per le PMI.

Chi può richiedere le agevolazioni per i contratti di filiera?

soggetti proponenti dei contratti di filiera sono:

  • le società cooperative agricole e loro consorzi, i consorzi di imprese, le organizzazioni di produttori agricoli e le associazioni di organizzazioni di produttori agricoli riconosciute ai sensi della normativa vigente, che operano nel settore agricolo e agroalimentare;
  • le organizzazioni interprofessionali, riconosciute ai sensi della normativa vigente che operano nel settore agricolo e agroalimentare;
  • gli enti pubblici;
  • le società costituite tra soggetti che esercitano l’attività agricola e le imprese commerciali e/o industriali e/o addette alla distribuzione, purché almeno il 51% del capitale sociale sia posseduto da imprenditori agricoli, società cooperative agricole e loro consorzi o da organizzazioni di produttori riconosciute;
  • le associazioni temporanee di impresa tra i soggetti beneficiari, già costituite all’atto della presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni;
  • le reti di imprese che hanno già sottoscritto un contratto di rete al momento della presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni.

A beneficiare delle agevolazioni, invece, possono essere – oltre a imprese, organizzazioni e associazioni di produttori e società costituite tra soggetti che esercitano l’attività agricola e imprese commerciali, industriali e/o della distribuzione – anche gli organismi di ricerca e di diffusione della conoscenza.

Come funzionano contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati?

Le agevolazioni sono concesse nella forma del contributo in conto capitale, a valere sul Fondo complementare al PNRR, e in forma di finanziamento agevolato, a valere sul Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI) gestito da Cassa depositi e prestiti (CDP).

Per quanto riguarda la quota a fondo perduto, l’intensità dell’agevolazione varia in base alla localizzazione, alla tipologia di intervento e alla dimensione dell’impresa. In particolare:

  • Contributo in conto capitale per investimenti nella produzione agricola primaria:
    – Interventi con spesa ammissibile da euro 100.000 a euro 5 milioni: fino al 50% degli investimenti ammissibili nelle regioni meno sviluppate e nelle regioni in transizione (40% per le grandi imprese) e fino al 40% degli investimenti ammissibili nelle altre regioni (30% per le grandi imprese);  
    – Interventi con spesa ammissibile superiore a 5 milioni di euro: fino al 45% degli investimenti ammissibili nelle regioni meno sviluppate e nelle regioni in transizione (35% per le grandi imprese) e fino al 35% degli investimenti ammissibili nelle altre regioni (30% per le grandi imprese);  
  • Contributo in conto capitale per trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli
    – Interventi con spesa ammissibile da euro 400.000 a euro 5 milioni: fino al 50% degli investimenti ammissibili nelle regioni meno sviluppate e nelle regioni in transizione (40% per le grandi imprese) e fino al 40% degli investimenti ammissibili nelle altre regioni (30% per le grandi imprese); 
    – Interventi con spesa ammissibile superiore a 5 milioni di euro: fino al 45% degli investimenti ammissibili nelle regioni meno sviluppate e nelle regioni in transizione (40% per le grandi imprese) e fino al 35% degli investimenti ammissibili nelle altre regioni (30% per le grandi imprese); 
  • Contributo in conto capitale per partecipazione dei produttori ai regimi di qualità e misure promozionali
    – Interventi con spesa ammissibile da euro 400.000 a euro 5 milioni: fino al 100% degli investimenti ammissibili nelle regioni meno sviluppate e nelle regioni in transizione (90% per le grandi imprese) e fino al 80% degli investimenti ammissibili nelle altre regioni (70% per le grandi imprese); 
  • Aiuti alla ricerca e allo sviluppo nel settore agricolo
    – Interventi con spesa ammissibile da euro 400.000 a euro 7,5 milioni: fino al 100% degli investimenti ammissibili nelle regioni meno sviluppate e nelle regioni in transizione (80% per le grandi imprese) e fino al 90% degli investimenti ammissibili nelle altre regioni (70% per le grandi imprese); 
  • Aiuti in esenzione
    – Interventi con spesa ammissibile da euro 400.000 a euro 7,5 milioni: fino al 20% degli investimenti per le piccole imprese e fino al 10% per le medie imprese;
    – Interventi con spesa ammissibile da euro 400.000 a euro 2 milioni: fino al 50% degli investimenti ammissibili nelle regioni meno sviluppate e nelle regioni in transizione (solo PMI) e fino al 40% degli investimenti ammissibili nelle altre regioni (solo PMI);
    – Interventi con spesa ammissibile da euro 400.000 a euro 5milioni: fino al 45% degli investimenti ammissibili nelle regioni meno sviluppate e nelle regioni in transizione (solo PMI) e fino al 35% degli investimenti ammissibili nelle altre regioni (solo PMI).

Al finanziamento agevolato – concesso a un tasso di interesse dello 0,50% – deve essere necessariamente associato un finanziamento bancario, secondo principi di adeguata ripartizione del rischio di credito, con un banca aderente alla convenzione con CDP. La quota del finanziamento bancario non può essere inferiore al 50% del finanziamento totale e le garanzie individuate ed acquisite dalla banca finanziatrice assistono le due componenti di finanziamento  in misura direttamente proporzionale all’ammontare di ciascuno di essi;

La durata del finanziamento deve essere compresa tra 4 anni e 15 anni, compreso un periodo di preammortamento commisurato alla durata in anni interi del progetto e, comunque, non superiore a 4 anni decorrenti dalla data di stipula del contratto di finanziamento.

In generale, l’ammontare complessivo del contributo in conto capitale, del finanziamento agevolato e dell’eventuale finanziamento bancario non può superare l’importo delle spese ammissibili e le agevolazioni possono essere cumulate con altri aiuti di Stato solo laddove riguardino costi ammissibili diversi o, in relazione agli stessi costi ammissibili, in tutto o in parte coincidenti, purché il cumulo non porti al superamento dell’intensità di aiuto stabilita per ciascun intervento.

Come partecipare al V bando per i contratti di filiera?

Le domande di accesso alle agevolazioni potranno essere presentate entro 90 giorni calcolati a partire dal 23 maggio 2022, quindi entro il 20 agosto 2022. L’apertura effettiva, in ogni caso, dipenderà dall’operatività della piattaforma informatica web messa a disposizione dal Ministero, che provvederà anche a verificare l’eventuale interesse al cofinanziamento dei progetti da parte delle regioni e province autonome coinvolte.

Conclusa la valutazione, i proponenti ammessi sono chiamati a presentare la proposta definitiva di contratto di filiera entro 90 giorni dalla pubblicazione della graduatoria. In caso di esito positivo, il Ministero approva la proposta definitiva e trasmette le risultanze dell’istruttoria e copia delle delibere di finanziamento bancario a CDP, affinché quest’ultima provveda a deliberare il finanziamento agevolato. A quel punto si passa alla sottoscrizione del contratto di filiera, cui segue l’erogazione del contributo in conto capitale.

FONTE FASI

Ma cosa sono i contratti di filiera e di distretto? 

Quali saranno le novità introdotte dal prossimo bando?

Sono contratti che vengono stipulati tra i soggetti della filiera agroalimentare e il Ministero per rilanciare gli investimenti nel settore agroalimentare al fine di realizzare programmi d’investimento integrati a carattere interprofessionale aventi rilevanza nazionale.

Tali contratti, partendo dalla produzione agricola, si sviluppano nei diversi segmenti della filiera agroalimentare, intesa come insieme delle fasi di produzione, trasformazione, commercializzazione e distribuzione dei prodotti agricoli e agroalimentari. Le filiere possono essere di tipo verticale, ad esempio, quando è presente uno stabilimento di trasformazione e tutti i suoi conferenti, oppure di tipo orizzontale come nel caso di più aziende primarie che, accomunate da determinate caratteristiche del loro processo produttivo, decidono di enfatizzare degli aspetti comuni dando origine ad un marchio. Un’ulteriore distinzione tra le filiere è che possono essere a carattere interregionale ed avere in tal caso il Mipaaf come diretto interlocutore, oppure carattere regionale ed interloquire quindi con la Regione di appartenenza. Introdotti per la prima volta, come dicevamo, nell’ordinamento dalla legge finanziaria del 2003 al fine di favorire l’integrazione di filiera del sistema agricolo e agroalimentare, nonché il rafforzamento dei distretti agroalimentari limitatamente alle aree sottoutilizzate, dal 2011 è stata disposta la loro estensione a tutto il territorio nazionale.

A fine settembre il Mipaaf ha predisposto un documento informativo dove sono state esplicitate le principali novità previste nel V bando.  È doveroso ricordare che il Piano nazionale di ripresa e resilienza individua 6 Missioni, ovvero sei ambiti di intervento tematici, nei quali l’Italia ha suddiviso investimenti e riforme. Tra queste, la Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica” include la componente 2.1 “Agricoltura sostenibile ed economia circolare” all’interno della quale sono inseriti appunto i contratti di filiera.

Inoltre, con il D.L. 59/2021 è stato approvato il Piano nazionale per gli investimenti complementari al Piano nazionale di ripresa e resilienza, strumento che integra con risorse nazionali gli interventi del precedente e nelle cui misure sono compresi i “contratti di filiera e di distretto” come misure complementari alla citata Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, che a sua volta include la componente 2.1 “Agricoltura sostenibile ed economia circolare” del PNRR. L’obiettivo di tali interventi è quello di indirizzare e favorire la crescita economica delle filiere agroalimentari preservando e migliorando le condizioni dello stato dell’ambiente, e tentando di coniugare il rilancio economico con la tutela delle risorse ambientali, motivo per cui si ritiene importante che i progetti promuovano lo sviluppo sostenibile garantendo il buono stato dell’ambiente e perseguendo gli obiettivi ambientali dettati dall’Europa ed in particolare dalla Politica Agricola Comune (PAC), dal Green Deal europeo e dalla strategia denominata “Dal produttore al consumatore”, ovvero quelli di combattere i cambiamenti climatici, proteggere le risorse naturali e migliorare la biodiversità.

Sono stati definiti requisiti e modalità di finanziamento per il V bando:

La proposta dell’Italia per l’implementazione dei contratti di filiera nello schema del PNRR si basa quindi sul Regime di Aiuti già approvato dall’Unione Europea nel 2016 e modificato nel 2020; pertanto, si dichiara che i vincoli e le modalità di finanziamento che verranno utilizzati nel bando V saranno gli stessi stabiliti nel IV bando.

Dunque, analizzando brevemente quanto stabilito nel DM Contratti di filiera prot. n. 1192 del 08.01.2016 il contributo dello Stato ai contratti di filiera e di distretto sarà concesso, in coerenza con la normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato, per diverse tipologie di investimenti ovvero:

  • investimenti in attivi materiali e attivi immateriali nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria;
  • investimenti per la trasformazione di prodotti agricoli e la commercializzazione di prodotti agricoli;
  • investimenti concernenti la trasformazione di prodotti agricoli in prodotti non agricoli;
  • partecipazione dei produttori di prodotti agricoli ai regimi di qualità;
  • misure promozionali a favore dei prodotti agricoli;
  • progetti di ricerca e sviluppo nel settore agricolo.

beneficiari finali del finanziamento saranno ancora le imprese che concorrono direttamente alla produzione, raccolta, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli (agroalimentari, ittici, forestali e florovivaistici) e le imprese che forniscono servizi e mezzi di produzione. Per beneficiare dell’agevolazione le imprese dovranno aver sottoscritto un accordo di filiera, finalizzato alla realizzazione di un programma integrato a carattere interprofessionale ed avente rilevanza nazionale che, partendo dalla produzione agricola, si sviluppi nei diversi segmenti della filiera in un ambito territoriale multiregionale.

Le due tipologie di accordo previste, come da DM suddetto, saranno:

  1. Accordo di filiera”: l’accordo sottoscritto dai diversi soggetti della filiera agroalimentare e/o agroenergetica, operanti in un ambito territoriale multiregionale che individua il Soggetto proponente, gli obiettivi, le azioni, incluso il Programma, i tempi di realizzazione, i risultati e gli obblighi reciproci dei Soggetti beneficiari;
  2. Accordo di distretto”: l’accordo sottoscritto dai diversi soggetti operanti nel territorio del distretto, che individua il Soggetto proponente, gli obiettivi, le azioni, incluso il Programma, i tempi di realizzazione, i risultati e gli obblighi reciproci dei Soggetti beneficiari;

Le agevolazioni di cui al presente decreto saranno concesse nella forma del contributo in conto capitale e del finanziamento agevolato, subordinate alla concessione di un finanziamento bancario. Possono essere ammessi alle agevolazioni i contratti di filiera e i contratti di distretto che prevedono programmi con un ammontare delle spese ammissibili compreso tra 4 milioni e 50 milioni di euro.

 Tempi previsti per l’emanazione del V bando:

Il documento informativo del Mipaaf riporta un cronoprogramma secondo cui:

  • il nuovo bando per i Contratti di Filiera è emanato a dicembre 2021;
  • la presentazione delle domande e dei progetti dovrà avvenire nel primo trimestre 2022;
  • l’approvazione delle graduatorie finali per la concessione degli aiuti finanziari nel settore agroalimentare è prevista entro il primo trimestre 2023.

Soggetti interessati:

Ministero Politiche Agricole Agroalimentari e Forestali (MIPAAF), Cassa Depositi e Prestiti (CDP), Banche italiane ed estere finanziatrici aderenti a convenzione da sottoscrivere tra Ministero e CDP.

Imprese agricole, società, cooperative agricole e loro consorzi, consorzi di imprese, Organizzazioni produttori agricoli (OP), Associazioni di OP riconosciute, rappresentanze di distretti rurali ed agroalimentari individuati da Regione, società costituite tra soggetti che esercitano attività agricola ed imprese commerciali e/o industriali e/o addette a distribuzione (almeno 51% capitale sociale posseduto da imprenditori agricoli, cooperative agricole e loro consorzi, organizzazioni produttori riconosciute), Associazioni temporanee di impresa costituite tra soggetti beneficiari o reti di imprese che hanno sottoscritto contratto di rete, purché al momento di invio domanda:

  1. dotate di stabile organizzazione in Italia;
  2. regolarmente costituite ed iscritte al registro delle imprese e non sottoposte a procedure concorsuali o di liquidazione volontaria, ma nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essendo sottoposte a sanzioni interdittive, né trovarsi in difficoltà finanziaria, ma anzi in possesso di “adeguato merito di credito secondo valutazioni eseguite da banche finanziatrici”;
  3. non rientranti tra imprese che hanno ricevuto e non rimborsato o depositato in conto bloccato aiuti ritenuti illegali o incompatibili da Commissione Europea;
  4. in regola con normativa in materia di edilizia urbanistica, lavoro, prevenzione infortuni, salvaguardia ambiente, obblighi contributivi;
  5. in regola con restituzione somme a seguito di provvedimenti di revoca delle agevolazioni emanati da Ministero;
  6. intendono sottoscrivere:
  7. Contratto di filiera tra Ministero ed i diversi soggetti operanti nella fase di produzione, trasformazione, commercializzazione e distribuzione di prodotti agricoli, agroalimentari, energetici, in ambito multiregionale, sottoscrittori di un “Accordo di filiera” (a cui possono partecipare sia soggetti impegnati direttamente nella realizzazione di specifici progetti, sia soggetti coinvolti indirettamente in quanto interessati a finalità di accordo) contenente: soggetto proponente (cioè soggetto che assume il ruolo di referente, anche per conto di altri soggetti beneficiari nei confronti di Ministero in merito ad esecuzione del Programma avente valenza nazionale, nonché ad acquisizione delle agevolazioni); obiettivi; azioni; tempi di realizzazione; risultati; obblighi reciproci dei soggetti beneficiari. Contratto di filiera, articolato in diverse tipologie di interventi viene  sottoscritto solo da soggetti impegnati nella realizzazione di progetti specifici, al fine di:  favorire riorganizzazione dei rapporti tra differenti soggetti della filiera, anche a seguito di un processo di conversione in atto o da attuare nel comparto produttivo; promuovere collaborazione ed integrazione fra i diversi soggetti della filiera; stimolare creazione di migliori relazioni con il mercato; garantire ricadute positive su produzione agricola;
  8. Contratto di distretto tra Ministero e diversi soggetti operanti nel Distretto, sottoscrittori di “Accordo di distretto”, in cui individuato: soggetto proponente; obiettivi; azioni; tempi di realizzazione; risultati; obblighi reciproci. Contratto di distretto deve favorire processi di riorganizzazione delle relazioni fra differenti soggetti della filiera operanti nel distretto, al fine di: promuovere collaborazione ed integrazione fra soggetti di filiera; stimolare migliori relazioni di mercato; garantire ricadute positive su produzione agricola; rafforzare sviluppo economico e sociale dei distretti stessi. Possono partecipare al Contratto sia soggetti impegnati direttamente nella realizzazione di progetti (solo questi sottoscrivono il Contratto), sia soggetti coinvolti indirettamente che contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi. Programma, riguardante di 1 o più filiere di qualità certificata e/o di produzioni tradizionali o tipiche, è articolato in diverse tipologie di interventi ammissibili in relazione ad attività svolta da soggetti beneficiari, al fine di migliorare il grado di relazione organizzativa, commerciale e distribuzione del reddito tra i differenti soggetti partecipanti
  9. attuati investimenti in 1 o più unità produttive dello stesso soggetto beneficiario relative a:
  10. investimenti in attivi materiali ed immateriali in aziende agricole connessi a produzione agricola primaria finalizzati a:
  11. migliorare prestazioni globali e sostenibilità di azienda agricola mediante distribuzione dei costi di produzione e miglioramento/riconversione di produzione
  12. migliorare ambiente naturale e condizioni di igiene e benessere di animali, purché oltre vigenti norme UE
  13. creare e migliorare infrastrutture connesse a sviluppo adeguamento, ammodernamento di agricoltura, compreso accesso a terreni agricoli, ricomposizione, riassetto fondiario, approvvigionamento e risparmio energetico e idrico
  14. favorire insediamento per la 1° volta di giovani agricoltori in qualità di capo di azienda, compresi investimenti per adeguarsi a norme UE su produzione agricola entro 24 mesi di insediamento(compresa sicurezza del lavoro
  15. conformarsi a nuove  norme obbligatorie UE entro 12 mesi da loro adozione da parte PMI

Nel caso di irrigazione, contributo per recupero costi di servizi idrici a carico dei vari settori di impiego di acqua da parte di settore agricolo, tenendo conto di loro effetti sociali, ambientali ed economici del recupero, nonché condizioni geografiche e climatiche di bacino

Nel caso di produzione di biocarburanti o di energia da fonti rinnovabili rispettate condizioni per aiuti di Stato.

Nel caso di investimenti che richiedono valutazione di impatto ambientale, aiuti concessi purché autorizzati prima di loro concessione.

Esclusi aiuti per: acquisto diritti produzione e diritti ad aiuto; acquisto animali e impianto di piante annuali; investimenti intesi a conformarsi a norme UE ; capitale circolante; costi connessi a contratto di leasing (margini del concedente, costi di finanziamento interessi, spese generali, oneri assicurativi); aumento di produzione superiore ad eventuali restrizioni o limitazioni superiori a OCM;

  • investimenti per trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, purché mantenuti in azienda per almeno 5 anni da loro conclusione. Esclusi investimenti per: produzione di biocarburanti da colture alimentari; non conformi a legislazione ambientale UE (In caso richiesta valutazione impatto ambientale, ammessi solo dopo valutazione positiva); capitale circolante; investimenti attuati per conformarsi a norme UE o che “contravvengono a divieti e restrizioni stabiliti da UE”. Gli investimenti superiori a 25.000.000 € o che prevedono aiuto superiore a 12.000.000 € oggetto di specifica notifica a Commissione;
  • investimenti concernenti trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli nei limiti individuati nei bandi emanati da Ministero;
  • partecipazione di produttori di prodotti agricoli a regimi di qualità e misure promozionali a favore di tali prodotti agricoli;
  • progetti di ricerca e sviluppo nel settore agricolo

Investimenti concernenti trasformazione prodotti agricoli in prodotti agroalimentari fuori Allegato I del Trattato, partecipazione a fiere, produzione di energia da fonti rinnovabili condizioni sono quelle stabilite da Reg.651/2014, mentre per progetti di ricerca occorre rispettare condizioni stabilite da Reg. 702/14

Entità aiuto:

Risorse del FRI usate  per concedere eventualmente in più rate finanziamento agevolato, (subordinato ad esistenza d finanziamento bancario, pari almeno a 50%; per interventi relativi a produzioni di qualità, misure promozionali, ricerca e sviluppo nel settore agricolo, ammessa partecipazione bancaria inferiore , comunque almeno 10%), espresso in equivalente sovvenzione lordo (ESL), pari al valore attualizzato del differenziale vigente  tra quota interessata a tasso ordinario e quella a tasso agevolato.  Finanziamento agevolato assistito da idonee garanzie e concesso a tasso di interesse pari almeno a 0,5 %, avente durata minima di 4 anni e massima di 15 anni, comprensivo del periodo di preammontamento commisurato alla durata del progetto, comunque non oltre 4 anni da stipula del contratto (tale periodo può essere differente tra finanziamento bancario ed agevolato). Singole erogazioni imputate in proporzione a finanziamento agevolato ed ordinario nel rispetto di assegnazione di spesa. Percentuale di quota capitale del finanziamento agevolato da ammortizzare, definita  in  relazione alla percentuale di cofinanziamento bancario (comunque se finanziamento bancario inferiore a quello agevolato, avvio rimborso a banca non prima che sia stato rimborsata almeno 50% della differenza di capitale esistente, tra finanziamento agevolato e bancario). Rimborso avviene in base a piani di ammortamento con rate semestrali posticipate (scadenza 30 Giugno e 31 Dicembre) compreso periodo di preammortamento.

Ammesso cumulo con ulteriori aiuti in conto capitale concessi da Ministero o Regione dove localizzati gli interventi.

Spese ammissibili sostenute entro 4 anni da stipula contratto di filiera o distretto nei limiti minimi di 4.000.000 € e massimi di 50.000.000 € per:

  • investimenti materiali ed immateriali connessi a produzione agricola, quali:
  • a)costruzione, acquisizione, miglioramento beni immobili (Acquisto terreni agricoli ammesso entro 10%); macchine ed attrezzature(anche in leasing) fino a loro valore di mercato; programmi informatici, brevetti, licenze, diritti di autore marchi commerciali; spese generali (onorati per architetti, ingegneri, consulenti, comprese quelle su sostenibilità ambientale ed economicità brevetti, studi di fattibilità) fino a 12% della spesa. Contributo pari a 40% (60% nel caso di giovani agricoltori entro 5 anni da loro insediamento; investimenti collettivi, quali impianti di magazzinaggio da parte di gruppo di agricoltori; investimenti in zone soggetti a vincoli naturali; investimenti destinati a migliorare ambiente, condizioni di igiene, benessere di animali oltre vigenti norme UE senza aumento di capacità produttiva);
  • b)acquisto animali da riproduzione fino a 30% costi ammissibili finalizzati a miglioramento di qualità genetica del patrimonio zootecnico di bovini, ovini, caprini mediante acquisto di riproduttori di qualità pregiata (maschi e femmine che hanno partorito per la 1° volta) iscritti in Libri genealogici (In caso di sostituzione di animali non iscritti in Libri genealogici) e mantenuti in stalla per almeno 4 anni. Contributo pari a 30%
  • trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, quali: costruzione, acquisizione (compreso leasing, salvo costi connessi come margine del concedente, costi di rifinanziamento di interessi, spese generali, oneri assicurativi) o miglioramento di beni immobili (terreni ammessi in misura pari a 10% costi investimento); acquisto o noleggio con patto di acquisto di macchinari ed attrezzature fino a loro valore di mercato (compreso leasing); acquisto o sviluppo di programmi informatici, brevetti, licenze, diritti di autore, marchi commerciali; spese generali (onorari per architetti, ingegneri, consulenti per sostenibilità ambientale ed economicità; studi di fattibilità. Contributo pari a 40%
  • trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli fino a 7.500.000 €/impresa/progetto, quali: investimenti in attivi materiali e/o immateriali per istallare nuovo stabilimento, ampliare stabilimento esistente, diversificare produzione di stabilimento mediante nuovi prodotti o trasformare radicalmente processo produttivo, attivi immateriali utilizzati solo da stabilimento in oggetto, considerati ammortizzabili, acquistati a condizioni di mercato da terzi privi di relazioni con acquirente, inseriti in attivo di bilancio di impresa per almeno 3 anni. Contributo pari a 20% per piccole imprese (10% per medie imprese)
  • partecipazione a fiere da parte di PMI nel limite di 2.000.000 €/impresa/anno, quali locandine, installazione e gestione di stand occasione di partecipazione di impresa a determinata fiera o mostra. Contributo pari a 50% ESL
  • investimenti per produzione di energia da fonti rinnovabili (in caso di biocarburanti ammessi solo se non provenienti da colture alimentari), purché “connessi al conseguimento di un livello più elevato di tutela di ambiente”. Contributo pari a: 45% ESL se investimento distinto in ambito del costo complessivo del progetto (v. componente aggiuntiva individuabile in impianto preesistente) con costo pari a quello connesso ad energia rinnovabile (costo pari a differenza tra costi di investimento se questo sostituisce un “investimento analogo meno rispettoso di ambiente”); 30%min caso di impianti in scala ridotta per cui non individuabile investimento meno rispettoso di ambiente a causa mancanza di impianti di dimensioni analoghe (Ammessi costi per conseguire livello più elevato di tutela di ambiente). Contributo elevato a 65% o 50% in caso di piccole imprese ed a 55% e 40% per medie imprese; 60% e 45%  per zone montane; 50% e 35% per zone svantaggiate
  • introduzione sistemi di controllo per certificazione di qualità e origine, quali produzioni biologiche, DOP, IGP, prodotti di montagna, regimi di qualità riconosciuti da Stati membri (oggetto di disciplinare di produzione etracciabilità completa dei prodotti agricoli, il cui rispetto certificato da Autorità pubblica od Organismo di controllo indipendente) o regimi facoltativi di certificazione dei prodotti agricoli riconosciuti da Stati membri. Contributo fino a 100% per costi per ricerche di mercato, ideazione e progettazione del prodotto, preparazione domanda riconoscimento regimi di qualità
  • promozione della produzione e commercializzazione di prodotti agricoli di qualità senza fare riferimento a nome di impresa o marchio o particolare origine (salvo per prodotti DOP, IGP o se altri regimi di qualità riconosciuto ma “tale riferimento secondario nel messaggio” e comunque senza indurre consumatore ad acquistare prodotto per sua origine). Contributo pari a: 100%; 80% in Paesi Terzi; 50% per campagne promozionali destinate a consumatori, organizzate sui mezzi di comunicazione o punti vendita al dettaglio, nonché materiale promozionale distribuito direttamente ai consumatori., purché inviato preventivamente a Commissione UE e senza fare riferimento a marchio o fare riferimento a prodotti di aziende specifiche, o a particolare origine (salvo che per prodotti DOP/IGP o per regimi di qualità diversi origine menzionata secondariamente rispetto a messaggio). Ammesse spese per:

a)organizzazione e partecipazione a concorsi, fiere o mostre se aiuti accessibili a tutti i soggetti di zone interessate, spese di iscrizione, viaggio e costi per trasporto di animali, pubblicazioni e siti web che annunciano evento, affitto dei locali e stand, costi di montaggio e smontaggio di questi;

b)pubblicazioni su marchi cartacei ed elettronici, siti web ed annunci pubblicitari su mezzi di comunicazione elettronici, radiofonici, televisivi destinati a presentare informazioni su produttori di 1 Regione o prodotto, purché tali informazioni sono neutre (riguardano caratteristiche prodotti di qualità ed “a vantaggio di tutti i produttori del tipo di prodotto in questione”;

c)divulgazione delle conoscenze scientifiche e dati su regimi di qualità aperti a prodotti agricoli di altri Stati membri e Paesi Terzi, prodotti agricoli generici e loro benefici nutrizionali, utilizzi proposti per questi

Campagne promozionali con dotazione annuale superiore a 5.000.000 € notificate individualmente

  • per ricerca e sviluppo di prodotti di cui Allegato I del Trattato, purché progetto di interesse generale per settore, prima di inizio ricerca pubblicate su Internet informazioni su svolgimento di ricerca (obiettivi, data presumibile di pubblicazione dei risultati, indirizzo sito web di riferimento), risultati messi a disposizione gratuitamente su Internet per almeno 5 anni, contributi concessi direttamente ad Organismi od Enti di ricerca e “non connessi a ricerca a favore di imprese di produzione, trasformazione, commercializzazione di prodotti agricoli, né fornire sostegno in termini di prezzo ai produttori di detti prodotti”): contributo fino a 100% per spese fino a 7.500.000 € per personale (ricercatori e tecnici) adibito a ricerca; strumenti e attrezzature utilizzate per periodo di ricerca (Se attrezzature non utilizzate per tutto il ciclo di loro vita, ammessi solo costi di ammortamento corrispondenti a durata progetto di ricerca); costi ammortamento di fabbricati nella misura e durata in cui utilizzati per ricerca (nel caso di terreni ammissibili costi di cessione a condizioni di mercato o spese di capitale sostenute); costi di ricerca contrattuale, consulenze e brevetti acquisiti od ottenuti in licenza da fonti esterne; costi servizi di consulenza ed equivalenti usati solo a fini di ricerca; spese supplementari imputabili a ricerca; costi di esercizio incluse (costo materiali, forniture, prodotti per attività di ricerca).

Aiuto concesso solo per attività intraprese o servizi ricevuti dopo che regime aiuti approvato da Commissione e presentata domanda di accesso ad agevolazioni.

Agevolazioni concesse sotto forma di contributo in conto capitale o finanziamento agevolato, tenendo conto di localizzazione, tipologia di interventi, dimensione di impresa ed in particolare per:

  1. investimenti in aziende agricole connessi a produzione primaria concesso finanziamento agevolato fino a 100% o contributo in conto capitale fino a 50% investimenti ammissibili in Regioni meno sviluppate e Regioni con prodotto interno lordo (PIL) pro capite inferiore a 75% media UE-25 (40% nelle altre Regioni)
  2. investimenti di cui proposti da grande impresa: forma ed intensità di aiuto subordinata a verifica di effetto incentivante
  3. spesa per partecipazione dei produttori agricoli a regimi di qualità, misure promozionali a favore di prodotti agricoli, ricerca e sviluppo del settore agricolo: contributo in conto capitale fino a 50% spese sostenute o finanziamento agevolato fino a 100%

Ammontare minimo di mezzi apportati da beneficiario a copertura costi del progetto non inferiore a 25% (compreso finanziamento ordinario)

Ammontare complessivo di contributo agevolato, compresi quelli in “de minimis”, in relazione a stessi costi ammissibili, in tutto od in parte, coincidenti, purché non superata intensità di aiuto stabilita

IVA non ammissibile, salvo caso non sia recuperabile

Sanzioni:

MIPAAF procede alla revoca, totale o parziale, delle agevolazioni concesse, con contestuale comunicazione della decisione a Banca, Regione ed interessato, in caso di:

a)mancata, incompleta, inesatta dichiarazione dei dati richiesti;

b)beni oggetto di altre agevolazioni pubbliche che comportano superamento intensità di aiuto fissato. Revoca parziale se beneficiario segnala ulteriori contributi percepiti e dichiara di voler mantenere le altre agevolazioni;

c)beni distolti da uso previsto, anche a seguito cessione attività ad altro imprenditore prima di 5 anni da data completamento investimento. Revoca parziale limitata al bene distratto ed in proporzione al mancato utilizzo del bene in rapporto ai 5 anni di obbligo, purché beneficiario comunichi tale situazione a A.A.F e banca autorizzata. Se distrazione rilevata durante collaudo senza preventiva comunicazione del beneficiario, revoca per bene incriminato è parziale, commisurata ad intera spesa di bene distratto indipendentemente dal periodo di mancato utilizzo. Se distrazione del bene “costituisce variazione sostanziale del progetto determinando mancato raggiungimento di obiettivi prefissati”, revoca riguarda intero importo concesso;

d)non rispettati nei confronti dei lavoratori dipendenti obblighi previsti in materia di lavoro, previdenza, assistenza o contratti collettivi nazionali di lavoro. A.A.F. concede termine di non oltre 60 giorni per consentire a beneficiario di regolarizzare la propria posizione, trascorso il quale si procede a revoca totale delle agevolazioni;

e)beneficiario non maturato entro 18 mesi da sottoscrizione contratto di filiera/distretto (salvo richiesta di proroga inviata almeno 4 mesi prima di scadenzaa A.A.F. e banca autorizzata, che invia a Ministero proprio parere) condizioni previste per erogazione stato di avanzamento di 1° quota di contributo;

f)investimenti materiali ed immateriali non realizzati entro 4 anni da sottoscrizione contratto(salvo richiesta di proroga inviata almeno 4 mesi prima di scadenzaa A.A.F. e banca autorizzata, che invia a Ministero proprio parere). Revoca è parziale e riguarda spese effettuate dopo scadenza, compresa proroga, fatto salvo verifica del raggiungimento obiettivi e completamento del progetto;

g)gravemente violate specifiche norme di settore anche di carattere comunitario;

h)contratto di finanziamento non stipulato nei termini (salvo richiesta di proroga inviata almeno 4 mesi prima di scadenza a A.A.F. e banca autorizzata, che invia a Ministero proprio parere);

i)contratto di finanziamento risolto per inadempimento degli obblighi in questo previsti od estinto anticipatamente prima di erogazione saldo del contributo;

j)dichiarato fallimento di beneficiario o apertura nei suoi confronti di procedura concorsuale con finalità liquidatorie e cessazione attività. Revoca totale o parziale in relazione al momento in cui interviene dichiarazione di fallimento o apertura di altra procedura concorsuale

k)qualsiasi altra causa indicata da Provvedimenti pubblici

Nelle ipotesi di cui alle lettere d), f), g) la revoca è totale

Revoca totale comporta obbligo di restituire contributo in conto capitale ricevuto e versare un importo pari ad agevolazione ricevuta in termini di interessi agevolati maggiorato di un interesse pari a quello ufficiale di riferimento (TUR) vigente alla data di erogazione.

Revoca parziale determina riliquidazione del contributo con recupero delle maggiori quote versate, anche mediante detrazione da successive erogazioni, comunque sempre maggiorate di tasso di interesse pari a TUR. In caso di revoca parziale con rideterminazione del tasso di finanziamento agevolato, qualora non interamente erogato, successive erogazioni effettuate solo dopo aver raggiunto importo ridotto definito da Ministero; se invece già erogata somma superiore a quella calcolata, restituzione delle maggiori somme concesse “a semplice richiesta di banca finanziatrice, maggiorate di importo del differenziale interessi” a sua volta maggiorato di tasso di interessi pari a TUR

Revoca totale o parziale di agevolazioni comunicata a Ministero, Banca, Regione, al fine di recupero quote del contributo agevolato o in conto capitale

Risoluzione del contratto per inadempimento degli obblighi previsti o per estinzione anticipata mutuo, intervenuta dopo erogazione del saldo del contributo in conto capitale comporta revoca agevolazioni in conto interessi a decorrere da risoluzione.

Qui il link al bando e alla documentazione allegata

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Contributi a fondo perduto e mutui AGRICOLTURA: agevolazioni fino al 100% delle spese

RAMSES GROUP NEWS n. 294 – 18 marzo 2022

Per le imprese agricole e per quelle di trasformazione e di commercializzazione dei prodotti agricoli arrivano i contributi a fondo perduto e i finanziamenti fino al 100% delle spese ammissibili. È stato infatti pubblicato nella Gazzetta Ufficiale numero 61 del 14 marzo 2022 il decreto del ministero delle Politiche Agricole del 22 dicembre 2021 che prevede i nuovi incentivi per i contratti di filiera. Sono previsti contributi in conto capitale e finanziamenti agevolati per le imprese del settore con sostegni in investimenti tra i 4 e i 50 milioni di euro.

Contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati alle imprese agricole: ecco le agevolazioni

In totale, i fondi messi a disposizione per i contributi a fondo perduto e i finanziamenti agevolati alle imprese agricole e a quelle che svolgono attività di trasformazione e di commercializzazione delle materie prime ricavate dai campi ammontano a 1,2 miliardi di euro. I finanziamenti andranno ai settori agricoli e alimentari, agricoli ed energetici, dell’acquacoltura e della pesca.

Contratti di filiera, da dove derivano le risorse messe a disposizione delle imprese agricole?

Le risorse messe a disposizione rientrano negli investimenti del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza (Pnrr). Inoltre, ulteriori investimenti per 900 milioni di euro arrivano dal Fondo rotativo per il sostegno alle imprese agli investimenti in ricerca (Fri). Tali risorse sono gestiti dalla Cassa depositi e prestiti per i finanziamenti bancari concessi alle imprese del settore con tassi agevolati.

Imprese agricole, quali contributi a fondo perduto sono previsti per le spese ammissibili?

In merito alle imprese agricole, i contributi a fondo perduto e i finanziamenti agevolati previsti sono ammissibili per:

  • le spese di costruzione, di acquisizione o di miglioramento dei beni immobili;
  • l’acquisto di macchine e attrezzature;
  • per acquistare software e beni immateriali;
  • i costi generali;
  • l’acquisto di animali da riproduzione;
  • la partecipazione ai regimi di qualità e misure promozionali fino al 100%.

Imprese agricole, costruzioni beni immobili e acquisto di macchine, attrezzature e software con i contributi a fondo perduto

In rapporto ai contributi a fondo perduto ottenibili per le spese di costruzione, di acquisizione e di miglioramento dei beni immobili, le imprese agricole possono ottenere le seguenti agevolazioni:

  • il 50% se l’imprese è situata nelle regioni meno sviluppate e in transizione ecologica e digitale, il 40% nelle altre regioni;
  • la maggiorazione del 20% per imprese gestite da giovani o per progetti collettivi e con impatto ambientale.

Per acquistare le macchine e le attrezzature, per i software e i beni immateriali e per i costi generali le imprese agricole hanno la medesima intensità delle agevolazioni dei contributi a fondo perduto delle spese sostenute per la costruzione, l’acquisizione e il miglioramento dei beni immobili.

Acquisto di animali da riproduzione, quali contributi a fondo perduto sono previsti per le imprese agricole?

Tra le spese ammissibili ai finanziamenti a fondo perduto delle imprese agricole figura l’acquisto di animale da riproduzione. L’intensità massima dell’incentivo è del 30%. Si possono ottenere agevolazioni fino al 20% per le imprese gestite da giovani o per progetti collettivi e ad impatto ambientale.

Quali imprese agroalimentari sono ammesse ai contributi a fondo perduto e finanziamenti dei contratti di filiera?

Contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati, secondo quanto dispone il decreto, andranno a favore delle  imprese della filiera agroalimentare Le tipologie di aziende ammesse agli incentivi saranno non solo le singole imprese ma anche:

  • le imprese organizzate in forma consortile;
  • società cooperative e consorzi;
  • le reti di imprese;
  • organizzazioni di produttori agricoli e associazioni di organizzazioni;
  • società che esercitano attività agricole e imprese industriali, commerciali e distributive.

Obiettivi dei contratti di filiera tra imprese e soggetti impegnati a realizzare gli investimenti

I contributi a fondo perduto e i finanziamenti agevolati sono volti dunque a favorire gli investimenti in ricerca e sviluppo di imprese appartenenti alla filiera agricola e commerciale. L’obiettivo è quello di creare relazioni più efficienti tra i diversi livelli della filiera incrementando le ricadute positive sulle produzioni agricole. Il contratto di filiera, pertanto, dovrà essere sottoscritti tra diverse imprese che partecipano alla filiera. Al contratto potranno partecipare anche altri soggetti beneficiari degli incentivi che si impegneranno in maniera diretta alla realizzazione degli investimenti e dei progetti.

Quali costi potranno essere finanziati fino al 100% da contributi e finanziamenti?

Le spese per realizzare gli investimenti  nell’ambito della filiera agroalimentare    potranno coprire fino al 100% dei costi mediante contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati. In particolare, risultano ammissibili le seguenti spese:

  • costi per il personale. Si tratta di spese realizzate per finanziare le attività dei tecnici, dei ricercatori e del personale ausiliare necessario ad arrivare all’obiettivo del progetto di ricerca e di sviluppo;
  • costi per le attrezzature e per i beni strumentali a realizzare gli obiettivi dei progetti. Se il costo delle attrezzature o dei beni strumentale è previsto per un numero di anni superiore a quello necessario a realizzare l’obiettivo, si considera il costo di ammortamento degli anni corrispondenti alla realizzazione del progetto stesso;
  • allo stesso modo, il progetto può finanziare i costi di ammortamento degli immobili necessari per realizzare gli interventi. In tal caso, si considera il costo di ammortamento corrispondente agli anni di durata del progetto stesso. Ovvero gli anni nei quali l’immobile verrà utilizzato per realizzare gli investimenti in ricerca e sviluppo.

Costi di ricerca e spese generali ammissibili per i progetti di ricerca e sviluppo nella filiera agroalimentare

Ulteriori costi e spese sono ammissibili per ottenere i contributi a fondo perduto e i finanziamenti della filiera agroalimentare. In particolare, sono ammissibili:

  • le spese per la ricerca, per i brevetti e relative licenze acquistati, per le consulenze necessarie in linea con le finalità del progetto di investimento;
  • i costi generali, comprese le spese di fornitura necessari al progetto stesso.

Da quando si potrà presentare domanda per i contributi a fondo perduto e i finanziamenti della filiera agricola e alimentare?

Per la presentazione della domanda dei contributi a fondo perduto e dei finanziamenti agevolati alle imprese della filiera agricola e alimentare è necessario attendere il provvedimento del ministero delle Politiche agricole. Nel decreto verranno indicate tutte le procedure e i termini per la presentazione delle domande e dei progetti di investimento delle imprese interessate ai fondi. Gli interventi devono essere iniziati dopo la presentazione dell’istanza di richiesta dei contributi e dei finanziamenti. Si tratta dunque di inviti a presentare proposte. Sulla base delle pratiche pervenute, il ministero stilerà una graduatoria delle potenziali imprese ammesse agli incentivi.

Si possono cumulare gli incentivi alle imprese agroalimentari con altri aiuti?

I finanziamenti e i contributi a fondo perduto per le imprese operanti nei settori agricoli e alimentari possono essere cumulati con qualunque altro aiuto di Stato. Sono compresi nella cumulabilità degli incentivi anche gli aiuti in regime de minimis. Tuttavia, le imprese dovranno prestare attenzione affinché l’intensità degli aiuti percepiti non superi il 100% di ammissibilità delle spese necessarie per portare alla realizzazione il progetto.

Contributi a fondo perduto e finanziamenti per le imprese che trasformano e commercializzano i prodotti agricoli: quali sono?

Nell’ambito dei contratti di filiera, sono previsti contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolate per le imprese che trasformano e commercializzano prodotti agricoli. Anche in questo caso, per le spese ammissibili relative alla costruzione, all’acquisizione e al miglioramento dei beni immobili si può ottenere una percentuale massima di contributo pari al:

  • 50% per le imprese situate nelle regioni meno sviluppate e in transizione ecologica e digitale;
  • 40% per imprese situate in altre regioni.

Sono altresì previste coperture per le altre spese, ovvero per l’acquisto di macchine e attrezzature con le medesime percentuali di copertura e per l’acquisto o lo sviluppo e di software o di beni immateriali.

Contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolate alle imprese agricole: caratteristiche delle agevolazioni

I progetti di spesa delle imprese agricole e di quelle di filiera per la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli possono avere importi di spesa compresi tra i 4 e i 50 milioni di euro. Per poter richiedere una delle due formule di agevolazione (contributi o mutui agevolati), i progetti di spesa devono coinvolgere imprese del settore appartenenti a differenti stadi della filiera.

Come partecipare al V bando per i contratti di filiera

Con successivi provvedimenti il Mipaaf individuerà le risorse disponibili, i requisiti di accesso dei soggetti beneficiari, le condizioni di ammissibilità dei programmi e/o dei progetti, le spese ammissibili, la forma e l’intensità delle agevolazioni, nonché i termini e le modalità per la presentazione delle domande. Domande che dovranno essere presentate al Ministero che provvederà anche a verificare l’eventuale interesse al cofinanziamento da parte delle regioni e province autonome dove sono localizzati i progetti.

Conclusa la valutazione, i proponenti ammessi sono chiamati a presentare la proposta definitiva di contratto di filiera entro 90 giorni dalla pubblicazione della graduatoria. In caso di esito positivo, il Ministero approva la proposta definitiva e trasmette le risultanze dell’istruttoria e copia delle delibere di finanziamento bancario a CDP, affinché quest’ultima provveda a deliberare il finanziamento agevolato. A quel punto si passa alla sottoscrizione del contratto di filiera, cui segue l’erogazione del contributo in conto capitale.

LINK UTILI: Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, decreto 21/12/2021 (Gazzetta Ufficiale 14/03/2022, n. 61)

Se vuoi maggiori informazioni e avere maggiori possibilità di ottenere fondi e agevolazioni

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ARCHIVIO 2021

ISMEA Agevolazioni finanziarie settore agricoltura

GAZZETTA UFFICIALE – FINANZIARIA 2021 Legge 30/12/2020, n. 178 (G.U. 30/12/2020, n. 322, S.O. 46/L)

Credito Imposta Reti di Imprese agricole e agroalimentari SCHEDA 

BENEFICIARI

Reti di imprese agricole e agroalimentari, anche costituite in forma cooperativa o riunite in consorzi o aderenti ai disciplinari delle «Strade del vino»

PROGETTI AMMISSIBILI

Sono ammissibili a questo incentivo la realizzazione o l’ampliamento di infrastrutture informatiche finalizzate al potenziamento del commercio elettronico, con particolare riferimento al miglioramento delle potenzialità di vendita a distanza a clienti finali residenti fuori del territorio nazionale, per la creazione, ove occorra, di depositi fiscali virtuali nei Paesi esteri, gestiti dagli organismi associativi di cui al presente periodo, per favorire la stipula di accordi con gli spedizionieri doganali, anche ai fini dell’assolvimento degli oneri fiscali, e per le attività e i progetti legati all’incremento delle esportazioni.

SCADENZE

In attesa di provvedimento attuativo entro il 31/01/2021

FONDI DISPONIBILI

5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023.

RISORSE UTILI

GAZZETTA UFFICIALE – FINANZIARIA 2021 Legge 30/12/2020, n. 178 (G.U. 30/12/2020, n. 322, S.O. 46/L)

Fonte Rete agevolazioni.it


BONUS ALBERGHI e AGRITURISMI: SCHEDA 

Con il Decreto Agosto è tornato il credito d’imposta per la riqualificazione e il miglioramento delle strutture ricettive turistico-ricettive con una nuova modalità di fruizione: potrà essere liquidato in un’unica soluzione ed utilizzato esclusivamente in compensazione.

L’opportunità riguarda le imprese alberghiere, le strutture che svolgono attività agrituristica, le strutture ricettive all’aria aperta e le strutture termali. L’agevolazione è riconosciuta nella misura del 65% delle spese sostenute… 

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FINANZA AGEVOLATA IN AGRICOLTURA

Tutte le opportunità a disposizione degli imprenditori agricoli

RAMSES GROUP Redazione di progetti rivolti ad aziende agricole e del settore agro-alimentare

Ramses Group eroga servizi e consulenze professionali rivolti a soggetti desiderosi di avviare un proprio progetto in agricoltura, aiutandoli ad individuare l’azienda agricola idonea tra quelle in vendita nel territorio italiano e ad ottenere le fonti di finanziamento necessarie al suo acquisto.

Allo studio del progetto accompagna quindi l’analisi economico-finanziaria, l’analisi di sostenibilità degli investimenti necessari, l’istruttoria delle richieste per l’accesso a fondi comunitari erogati da ISMEA, Istituto per i Servizi al Mercato Agroalimentare di emanazione del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo, e/o a prestiti erogati da istituti bancari convenzionati.

Dai giovani al primo insediamento fino agli esperti in cerca di nuove opportunità, gli imprenditori interessati ai finanziamenti agevolati nel settore agricolo sono in continua crescita. Ramses Group offre una prospettiva chiara e semplice delle possibilità per il futuro. 

Sei alla prima esperienza o vuoi scoprire le aree di agevolazione a disposizione?

RAMSES GROUP ti affianca, passo dopo passo


Vuoi creare un’impresa agricola?

RAMSES GROUP ti aiuta in tutte le fasi

IDEA PRELIMINARE

Cosa? Come? Dove? Quando? Ma soprattutto, perché?

Per avviare un nuovo progetto imprenditoriale è fondamentale avere una forte motivazione ed un’idea ben definita che potrà essere certamente migliorata lungo il percorso e alla luce dell’analisi di fattibilità.

BUSINESS PLAN

Analizza la concorrenza, il contesto di mercato ed i punti di forza (e di eventuale debolezza) della tua impresa; ragiona sugli obiettivi commerciali e sulla fattibilità tecnica del tuo progetto; individua fin da subito i correttivi ed apporta gli aggiustamenti che ti consentiranno di partire in maniera competitiva.

FORMA GIURIDICA

Sulla base del tuo profilo imprenditoriale e delle attività che intendi avviare.

SOSTENIBILITÀ FINANZIARIA

Effettua delle proiezioni pluriennali sul fabbisogno finanziario della tua impresa in fase di avvio ed a regime, delle coperture necessarie e della loro provenienza.

SCEGLI IL TERRENO E LE COLTURE

Supporteremo la tua ricerca preliminare per individuare le colture più adatte al tuo terreno, in base alle peculiarità territoriali e di mercato, o per valutare l’acquisto di un nuovo fondo rispondente alle esigenze azienda.

IDENTIFICA E RACCOGLI LE RISORSE

Che la tua impresa necessiti di risorse economiche aggiuntive o di personale qualificato a supporto; Ramses Group può aiutarti ad individuare le migliori opportunità finanziarie e le competenze professionali più funzionali all’obiettivo.

VALUTA E ACCRESCI LE TUE COMPETENZE

Se non possiedi tutte le competenze professionali o le qualifiche richieste dalla normativa, potrai fare affidamento sui collaboratori che hai scelto di coinvolgere nel progetto, ed hai la possibilità di specializzarti e formarti – anche grazie a finanziamenti dedicati – per seguire direttamente tutte le fasi di lavoro della tua impresa.

PARTECIPA AI BANDI

Gli enti locali, i Ministeri e l’Unione Europea sostengono in vario modo l’auto-imprenditorialità, in particolar modo nel settore agricolo: individueremo insieme le opportunità meglio rispondenti alle tue esigenze a partire dal PSR  fino a tutte le agevolazioni per il marketing e la commercializzazione dei tuoi prodotti.

Con il nostro supporto, puoi avere  accesso a finanziamenti agevolati ISMEA ed avere fino a 2.000.000 di euro  (giovane tra i 18 e i 40 anni) per creare la tua azienda agricola. I fondi per il “Ricambio Generazionale in agricoltura” sono stanziati da ISMEA, Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo e alimentare. 

Obiettivo

Favorire l’imprenditoria agricola giovanile e il ricambio generazionale in agricoltura.

Di cosa si tratta

Si tratta di fondi europei destinati a:

  • Primo insediamento
  • Subentro in azienda già esistente
  • Opere di miglioramento in una azienda agricola già esistente

Aree di agevolazione

SETTORE AGRICOLO

Rientrano in questo ambito tutte le misure locali, nazionali ed europee mirate all’avvio di nuove imprese agricole e/o allo sviluppo delle imprese agricole attive mediante investimenti strutturali, di miglioramento produttivo e qualitativo e per favorire la commercializzazione delle produzioni.

SETTORE EXTRA-AGRICOLO

Numerose sono le possibilità di avviare o sostenere lo sviluppo di attività imprenditoriali extra-agricole: sia in collegamento alle imprese agricole stesse (strutture per il turismo rurale, ecc.) sia nell’ambito dello startup commerciale e produttivo in genere.

PROGETTI COMPLESSI

Mirati allo Sviluppo locale, all’Innovazione, all’aggregazione d’imprese, alla costituzione di Partenariati locali, nazionali ed internazionali.

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ESEMPI DI BANDI A CUI PARTECIPARE

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PRIMO INSEDIAMENTO

INVESTIMENTI   FINANZIABILI

  • Acquisto terreni e immobili
  •  Aziende agricole
  •  Aziende agrituristiche

DESTINATARI

  • Giovani tra i 18 e 40 anni, in forma individuale o societaria
  •  Non essere o essere già stati titolari di Partita Iva agricola
  •  Non essere segnalati nei circuito bancari come “cattivi pagatori”

CARATTERISTICHE

  • Erogazione fino a 2.000.000 € per le ditte individuali e società
  •  Agevolazione in forma di contributo a fondo perduto in conto interessi
  •  Studio e redazione di Business Plan

  SUBENTRO
  INVESTIMENTI  FINANZIABILI

  • Miglioramento fondiario (es. riconversione di impianti d’irrigazione con risparmio del 25% di acqua utilizzata)
  •  Opere edilizie
  •  Oneri per il rilascio della concessione edilizia
  •  Allacciamenti, impianti, macchinari e attrezzature
  •  Servizi di progettazione
  •  Beni pluriennali
  •  Opere agronomiche eco-compatibili ed eco-sostenibili
  •  … ed altro ancora!

 DESTINATARI

  • Giovani tra i 18 e 40 anni, in forma individuale o societaria
  •  Non essere o essere già stati titolari di Partita Iva agricola
  •  Non essere segnalati nei circuito bancari come “cattivi pagatori”

CARATTERISTICHE

  • Erogazione fino a 1.500.000 €
  •  Agevolazione in forma di mutuo a tasso ZERO
  •  Studio e redazione di Business Plan
  •  Erogazione a SAL

RAMSES GROUP

Specializzati in Finanza Agevolata e in Contributi a fondo perduto

Conoscenza. Competenza. Esperienza.

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con la conoscenza delle opportunità offerte dal sistema normativo 

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con l’esperienza, l’affidabilità e determinazione dei nostri professionisti

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RAMSES GROUP

Finanza e Progetti

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E’ A DISPOSIZIONE PER L’ESPLETAMENTO DELLE PRATICHE PREVISTE

 con il suo TEAM ed i suoi ESPERTI  in innovazione aziendale, welfare e incentivi fiscali e finanziari è al fianco di qualsiasi tipo d’impresa in un percorso di crescita personalizzato. Da sempre Ramses Group finalizza i suoi  progetti alla sostenibilità aziendale e a valorizzare  le capacità e le competenze interne, le innovazioni relative a ciascun settore di attività e gli strumenti finanziari utilizzabili e realizzabili sulle singole realtà.

SEGUIAMO LA PREFATTIBILITA’ GRATUITA 

che consiste nell’analizzare il possesso da parte dell’azienda dei principali requisiti.

PROGETTIAMO, PREPARIAMO ed INOLTRIAMO

 la modulistica prevista.

ASSISTIAMO l’azienda 

in tutti i passaggi formali  previsti e necessari, la cui condizione  necessaria e imprescindibile per il successo dell’operazione.

SUPPORTIAMO l’azienda 

nella fase di rendicontazione e controllo ex post.

RESTIAMO AL FIANCO dell’azienda 

per qualsiasi controllo ex post.

Pagamento esclusivamente

“Success Fee”


RAMSES GROUP

Dott. Alfredo Castiglione – Tributarista – Revisore Legale
Presidente RAMSES GROUP
cell 335 7141926 castiglione@ramsesgroup.it

Dott.ssa Lucia Di Paolo – Commercialista – Revisore Legale
Direttore RAMSES GROUP
cell 349 4734793 dipaololucia@gmail.com

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